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Angela Kosta intervista la traduttrice ed editrice Christine Peiying Chen

Vincitrice del titolo di “Miglior Autrice Straniera 2023” al 30° Premio Letterario Italiano Ossi di Seppia, la poetessa, editrice e traduttrice Christine Peiying Chen rappresenta una delle voci più autorevoli della letteratura cinese contemporanea all’estero. Coordinatrice del World Poetry Movement Oceania e membro del comitato della New Zealand Chinese Writers Association, nonché editore della rivista “Global Muse”, ha pubblicato le sue opere in prestigiose riviste e antologie internazionali, contribuendo con il suo lavoro a costruire un dialogo culturale tra Oriente e Occidente.

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Angela Kosta ,Christine Peiying Chen

La poesia è un ponte tra Oriente e Occidente”
(Christine Peiying Chen)

Redazione-  Vincitrice del titolo di “Miglior Autrice Straniera 2023” al 30° Premio Letterario Italiano Ossi di Seppia, la poetessa, editrice e traduttrice Christine Peiying Chen rappresenta una delle voci più autorevoli della letteratura cinese contemporanea all’estero. Coordinatrice del World Poetry Movement Oceania e membro del comitato della New Zealand Chinese Writers Association, nonché editore della rivista “Global Muse”, ha pubblicato le sue opere in prestigiose riviste e antologie internazionali, contribuendo con il suo lavoro a costruire un dialogo culturale tra Oriente e Occidente.

In questa intervista, Christine Peiying Chen racconta il suo percorso umano e letterario, il valore della traduzione poetica, il significato dei riconoscimenti ricevuti e il profondo legame con la propria terra d’origine.

Quando si è trasferita in Nuova Zelanda e come si è integrata nella vita del Paese?

Mi sono trasferita in Nuova Zelanda nel 1994, subito dopo la laurea. Ero piena dell’entusiasmo e dell’energia della giovinezza e desiderosa di respirare l’aria della libertà. Tutto era diverso: la lingua, la cultura, le persone e persino l’atmosfera. Forse proprio perché ero giovane, l’integrazione è avvenuta in modo naturale. Ho trascorso i primi due anni studiando e lavorando nella comunità cinese, per poi entrare a far parte di una multinazionale locale, dove ho continuato a crescere professionalmente fino a ricoprire incarichi dirigenziali.

Come è nata la sua passione per la letteratura?

Amo la letteratura fin da bambina. A scuola i miei temi venivano spesso scelti come esempi. Durante gli anni universitari la Cina viveva il periodo della cosiddetta Misty Poetry e noi studenti leggevamo e recitavamo poesie con grande passione. Le letture e gli studi di quegli anni hanno costruito le basi della mia scrittura, mentre la vita mi ha offerto l’esperienza e l’ispirazione necessarie per creare poesia.

Quali sono le sue principali pubblicazioni e come vengono accolte dai lettori?

Ho iniziato scrivendo rubriche sui giornali e successivamente sono diventata caporedattrice letteraria di due quotidiani. Le mie opere sono apparse in numerose riviste e giornali. Tra le pubblicazioni più recenti vi è l’antologia World Poetry – Chinese Poets in the 21st Century, pubblicata da Puntoacapo Editrice nel 2024, oltre alla rivista taiwanese Chinese Language, utilizzata anche come supporto didattico nelle scuole. I lettori apprezzano il mio modo di scrivere perché credo che il linguaggio debba essere semplice, mentre il pensiero può essere profondo. Inoltre, la poesia deve parlare della vita e suscitare emozioni autentiche, senza indulgere nell’autocompiacimento.

Qual è il genere che predilige?

Credo che la poesia riesca a commuovere attraverso le emozioni. Per sviluppare un ragionamento esistono i saggi; la poesia, invece, parla direttamente al cuore. Mi piace una scrittura essenziale, ispirata alla pittura cinese a inchiostro, che lascia spazio all’immaginazione del lettore. Il tema centrale della mia opera è l’amore: per i genitori, per i figli, per la persona amata e per Dio.

È editrice e collabora con numerosi organi di informazione. Come è nata questa opportunità?

Un proverbio cinese dice: «Piantando salici senza intenzione, essi finiscono per offrire ombra». Ho sempre amato scrivere e ho avuto la fortuna di incontrare maestri che hanno sostenuto il mio cammino. Sono profondamente grata a tutti coloro che hanno creduto in me.

Ha tradotto numerosi poeti internazionali. Quanto è impegnativo questo lavoro?

Per me tradurre poesia è naturale. Tradurre la poesia cinese in inglese e quella inglese nella mia lingua madre significa creare un dialogo tra culture diverse. Considero la traduzione una missione: costruire un ponte tra Oriente e Occidente.

Torna spesso in Cina? Cosa le manca di più?

Prima della pandemia visitavo la Cina diverse volte l’anno per stare accanto a mio padre. Dopo la sua scomparsa i miei viaggi sono diminuiti. Mi mancano le tradizioni, gli amici della giovinezza e il dispiacere di non aver potuto ricambiare pienamente l’affetto dei miei familiari a causa della lunga permanenza all’estero.

Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali. Che significato hanno per lei?

Mi considero molto fortunata per aver fatto le scelte giuste nei momenti giusti e per aver incontrato persone che hanno apprezzato il mio lavoro. L’unico mio desiderio è continuare a dare il mio contributo. Ogni riconoscimento è anche un dono della vita.

Conosce l’Albania? Le piacerebbe visitarla?

Certamente. Ricordo che negli anni Settanta gli unici film occidentali che arrivavano in Cina erano quelli albanesi. Per questo motivo la mia generazione è cresciuta con una particolare curiosità verso l’Albania. I nostri Paesi condividono una parte della loro storia. Il mondo cambia, i regimi cambiano, ma la natura umana resta la stessa. Auguro al popolo albanese un futuro di pace, prosperità e benessere.

Quali sono i suoi progetti futuri?

Quest’anno pubblicherò una raccolta poetica bilingue in cinese e inglese e una raccolta in lingua italiana. Continuerò inoltre a scrivere e a svolgere il mio lavoro editoriale.

La ringrazio per questa preziosa intervista e le auguro nuovi successi.

Grazie a lei, Angela, per l’invito. È stato un grande onore condividere il mio percorso con i suoi lettori.

 

 

(Intervista di Angela Kosta)

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Arianna Mosconi – “L’Aura di un Artista”

La poesia “L’AURA DI UN ARTISTA” della giovane autrice Arianna Mosconi, è un ritratto poetico che ci induce nella sensibilità profonda e cangiante dell’artista in generale, paragonata a un’aura che essi/e portano. La poetessa, colora la loro aura, secondo lo stato emotivo e creativo che loro riportano con la musa vagante. 
Essa utilizza un ricchissimo linguaggio metaforico – allegorico, legate alle pietre preziose, ciascuna, scelta con precisione per rappresentare le sfumature dell’animo artistico e della loro aura quasi divina.

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Arianna Mosconi
Redazione-  La poesia “L’AURA DI UN ARTISTA” della giovane autrice Arianna Mosconi, è un ritratto poetico che ci induce nella sensibilità profonda e cangiante dell’artista in generale, paragonata a un’aura che essi/e portano. La poetessa, colora la loro aura, secondo lo stato emotivo e creativo che loro riportano con la musa vagante.
Essa utilizza un ricchissimo linguaggio metaforico – allegorico, legate alle pietre preziose, ciascuna, scelta con precisione per rappresentare le sfumature dell’animo artistico e della loro aura quasi divina.
Riportiamo tutto ciò appena citato.
Con il primo verso:
1. l’aura di un artista è multicolore:
– Fa apparire subito l’idea che l’essenza dell’artista non sia statica, ma mutevole e ricca, capace di riflettere emozioni differenti.
2. rosea quando vibra di compassione / e si fa guidare dalle note del cuore:
– Il rosa, tonalità delicata e affettuosa, ci presenta l’empatia. Essa è l’amore per il prossimo, la capacità di sentire profondamente il dolore e l’emozione altrui.
3. D’un viola ametista quando è / in completa armonia e connessione / con il suo vero sentire:
– il viola ametista richiama la spiritualità e l’introspezione. Qui l’artista è in contatto con se stesso, in uno stato di ispirazione pura e meditativa.
4. Si inebria di un blu acquamarina / se uno scroscio d’applausi può percepire / o al pianoforte si avvicina”:
– L’acquamarina è associata alla comunicazione e al successo artistico. Il blu rispecchia tale tranquillità e percezione di profondità, sino a diventare vibrazione e gratificazione nel contatto con i lettori e/ o i spettatori che riversano scroscio d’applausi, come segno di ammirazione.
5. È d’un oro luminoso come topazio imperiale / quando declama i suoi versi:
– Qui, il topazio imperiale, pietra solare e regale, divenne il momento di massima espressione e splendore dell’artista, la quale si manifesta nella recitazione poetica con grande maestria. Ciò è il culmine della presenza scenica.
6. Ha bisogno di vivere per sperimentare sentimenti intensi / e non di premi da ostentare:
– Con questi versi, la poetessa Mosconi sottolinea l’autenticità dell’artista, per il quale l’esperienza vissuta è nutrimento, e non apparenza riconoscimento superfluo.
7. Un poeta è una goccia di cristallo ialino / dispersa nel mare:
– Il cristallo ialino (quarzo trasparente) è l’allegoria di purezza e fragilità. Disperso nel mare, il piccolo artista diventa grande nell’immensità del mondo, riflettendo enorme limpidezza.
8. mantiene in sé lo sguardo bambino:
– Questo è l’elemento centrale della creatività poetica dell’autrice, poiché ’innocenza e lo stupore infantile, sono la vera fonte della creazione artistica.
9. Non gli importa certo di stupire / con un linguaggio ricercato / vuol solo sparire / vuol essere come un papavero / sul ciglio della strada / gioire seppure dimenticato:
– Questo verso si chiude intensamente con un il paragone dell’artista a un fiore semplice, marginale ma vitale. Il vero poeta non cerca fama, ma la gioia intima del creare, anche seppure finito nell’oblio del suo percorso creativo.
10. In tutta questa poesia, le pietre preziose diventano un codice e chiave importante per descrivere perfettamente l’aura e i diversi stati dell’anima creativa che ogni vero artista possiede in sé: il rosea rappresenta la compassione, l’ametista viola l’armonia e la quiete, l’acquamarina la connessione artistica, e il topazio, la corona divina dell’aura.
L’AURA DI UN ARTISTA
L’aura di un artista è multicolore
rosea quando vibra di compassione
e si fa guidare dalle note del cuore
d’un viola ametista quando è
in completa armonia e connessione
con il suo vero sentire
si inebria di un blu acquamarina
se uno scroscio d’applausi può percepire
o al pianoforte si avvicina.
È d’un oro luminoso come topazio imperiale quando declama i suoi versi.
Ha bisogno di vivere per sperimentare sentimenti intensi
e non di premi da ostentare.
Un poeta è una goccia di cristallo ialino
dispersa nel mare
mantiene in se lo sguardo bambino
e non gli importa certo di stupire
con un linguaggio ricercato
vuol solo sparire
vuol essere come un papavero
sul ciglio della strada
gioire seppure dimenticato.

(Recensione di Angela Kosta)

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Claudio David e Roberto Giacobbo ospiti di Tittocchia su Alma TV

La gentilezza e la memoria protagoniste ad “A Casa di Emy” su Alma TV: Emanuela Tittocchia ospita Claudio David e Roberto Giacobbo. 📺 🧁

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A CASA DI EMY

Roma – Nel dinamico e variegato panorama del mercato audiovisivo nazionale, lo sviluppo dei format televisivi dedicati all’approfondimento intimo e al recupero della memoria storica rionale si offre come un’alternativa di grande spessore culturale alla fretta delle notizie dell’ultima ora. Nel pieno della stagione estiva, martedì 4 agosto 2026, la prima serata del digitale terrestre si appresta ad accogliere un nuovo e atteso appuntamento con il programma “A Casa di Emy”, la fortunata trasmissione ideata, scritta e condotta dall’attrice Emanuela Tittocchia. In onda sulle frequenze di ALMA TV con la regia di Fabio Dell’Orco, il salotto culturale ospiterà un confronto inedito e ricco di pathos che vedrà seduti l’uno accanto all’altro lo showman e producer Claudio David e il celebre giornalista e divulgatore televisivo Roberto Giacobbo, uniti dal desiderio di raccontarsi alle famiglie e ai cittadini onesti senza filtri o paratie burocratiche.

La presentazione del libro L’Eco della Gentilezza al Senato

Il baricentro della partecipazione di Claudio David all’interno della trasmissione sarà rappresentato dalla presentazione ufficiale del suo fortunato volume intitolato “L’Eco della Gentilezza”, un saggio etico e sociale incentrato sul valore terapeutico delle parole, dell’empatia e del rispetto reciproco nelle relazioni umane. Il progetto editoriale, che ha già registrato un eccellente riscontro da parte della saggistica indipendente, ha vissuto di recente un momento di straordinaria solennità istituzionale all’interno del Senato della Repubblica, nel corso di un convegno promosso in collaborazione strategica con il senatore Antonio Trevisi. La tesi di David deostruisce la rigidità dei modelli egoistici contemporanei per dimostrare empiricamente come un gesto premuroso non si esaurisca nel minuto in cui viene compiuto, ma tenda a propagarsi nel tempo attraverso chi lo riceve, generando una dinamo di benessere civile.

Il dolce del ricordo preparato dal maestro pasticcere Gaetano Vinci

L’architettura narrativa di questa seconda stagione di “A Casa di Emy” si differenzia dai tradizionali talk show commerciali grazie a una formula sussidiaria in cui l’enogastronomia e l’arte dolciaria operano come chiavi d’accesso per aprire le porte della memoria affettiva degli ospiti. Nel corso della puntata, il maestro pasticcere professionista Gaetano Vinci, fondatore e proprietario del marchio Sapori di Vinci, realizzerà in tempo reale la ricetta del “dolce del ricordo” selezionata da Claudio David. La preparazione del piatto, legata ai sapori dell’infanzia, dell’amore familiare e delle radici provinciali, accompagnerà il racconto biografico sul campo, trasformando gli ingredienti materiali in frammenti di un’autentica rieducazione emotiva contro la solitudine dei nostri giorni.

Roberto Giacobbo e il ricco parterre di ospiti della seconda stagione

Ad arricchire il livello intellettuale del programma sarà la presenza simultanea di Roberto Giacobbo, uno dei volti più stimati e riconoscibili della divulgazione scientifica e storiografica italiana. Il conduttore porterà in dote al tavolo della Tittocchia il tema della curiosità, dell’ascolto e della scoperta, dialogando a viso aperto con il percorso creativo di Claudio David. La scuderia degli ospiti di questa fortunata edizione di ALMA TV testimonia la capacità del format di intercettare i massimi esponenti della cultura, dello sport e dello spettacolo del Paese, con puntate che vedono alternarsi davanti alle telecamere nomi del calibro di Andrea Roncato, Gegia, Francesca Alotta, Nadia Rinaldi, Eva Henger, l’ex calciatore Alessio Tacchinardi, Brando Giorgi, Jessica Fegatilli, Max Vado e l’attore di Un Posto al Sole Riccardo Polizzy Carbonelli.

I progetti per il 26: dal Premio Parola d’Oro alla fiera di Corigliano d’Otranto

La partecipazione alla trasmissione coincide con un momento di eccezionale intensità professionale e militanza culturale per Claudio David, showman poliedrico e ideatore del prestigioso “Premio Parola d’Oro”, un riconoscimento interamente dedicato alla valorizzazione della comunicazione pulita e positiva nella società civile. Testimonial storico del marchio Resingomm, David ricopre inoltre il ruolo di presentatore ufficiale del talent nazionale “Sanremo Moda and Talent”, la kermesse giovanile dedicata alla danza, al canto e al cinema che si svolge annualmente nella città dei fiori all’interno delle prestigiose cornici del Grand Hotel Des Anglais. I suoi impegni per l’autunno 2026 prevedono la pubblicazione di nuova musica sui canali digitali e la presentazione di un saggio intitolato “La Confessione”, un’opera sulla fede e sul rapporto intimo con Dio arricchita dalla prefazione di Padre Giacobbe Elia. Nel mese di ottobre, infine, David assumerà l’incarico di Vice Direttore Artistico del IV Convegno Fiera Nazionale sul Made in Italy, grande manifestazione ideata da Tonio Vangeli presso il Castello di Corigliano d’Otranto per tutelare l’indotto delle nostre eccellenze artigianali.

Il risveglio delle coscienze contro l’asfissia del torpore tecnologico

In ultima analisi, l’incontro televisivo tra Claudio David, Roberto Giacobbo ed Emanuela Tittocchia si offre alla pubblica opinione come un caloroso invito a destarsi dal torpore tecnologico e dall’asfissia indotta dall’abuso delle reti virtuali e degli schermi digitali. Sradicare i telespettatori dalla fruizione passiva dei contenuti commerciali per ricondurli nella dimensione dell’ascolto consapevole, della cura dei legami affettivi e del rispetto rigoroso della persona umana costituisce il dovere civile più alto per i moderni operatori della comunicazione. La gentilezza, conclude la nota di David, non deve essere interpretata come un segnale di debolezza, bensì come una scelta coraggiosa e un presidio di legalità e di ordine. Solo attraverso la forza delle idee libere e la trasparenza delle relazioni d’amore l’Italia potrà garantire un domani stabile e ricco di speranza alle future generazioni del nostro Paese.

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Orietta Berti e il segreto con Osvaldo: “La passione c’è ancora”

Il segreto dell’amore eterno tra Orietta Berti e Osvaldo: a 83 anni la cantante confessa che la passione è ancora quella di due ragazzi. 🌹 ✨

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Orietta Berti su Vero

Milano – Nel panorama dello spettacolo italiano, in cui le carriere artistiche e le parabole sentimentali dei personaggi pubblici tendono spesso a consumarsi con la velocità dei messaggi digitali, le storie di fedeltà e stabilità emotiva rappresentano un patrimonio raro e di straordinario valore civile. Orietta Berti, vera e propria icona transgenerazionale della nostra canzone, continua a muoversi sui palcoscenici e nelle trasmissioni televisive della penisola con un’energia, una freschezza e un entusiasmo che superano di gran lunga i dati anagrafici, attirando l’attenzione e il compiacimento del pubblico e degli addetti ai lavori. All’età di 83 anni, l’artista emiliana non si limita a gestire la memoria storica dei suoi grandi successi del passato, ma si offre alla società civile come un modello virtuoso di innovazione e di equilibrio, capace di dialogare con naturalezza sia con le vecchie generazioni sia con i minori che affollano le piattaforme dei social network.

L’intervista a VERO e la complicità simbiotica che supera il tempo

I risvolti più intimi, caldi e profondi della sua felice esistenza privata sono stati al centro di un’intervista esclusiva rilasciata al giornalista Valerio Riccobono per le pagine del settimanale VERO. Con il consueto linguaggio limpido, sincero e privo di formule retoriche, la cantante ha svelato i dettagli del suo legame indissolubile con il marito Osvaldo Paterlini, compagno inossidabile di un cammino di vita condiviso per decenni senza mai registrare fratture o momenti di asfissia relazionale. Rispondendo alle domande sulle ragioni di una complicità così longeva e pulita, la Berti ha voluto deostruire l’idea che la stabilità affettiva debba necessariamente sfociare nella freddezza della routine domestica, regalando alle famiglie e ai lettori una confessione ricca di pathos: «La passione tra noi è ancora quella di due ragazzi».

Dalla passione dei cuori al romanticismo dei fiori: la metafora in musica

L’ordito della narrazione amorosa proposta dall’interprete di Cavriago trova una suggestiva corrispondenza poetica e concettuale all’interno del suo stesso repertorio discografico, richiamando i versi e il significato di un brano storico della sua carriera. Orietta Berti ha analizzato la transizione dei sentimenti utilizzando una metafora legata ai simboli delle carte da gioco: «Di solito l’amore negli anni cambia, come racconto nella mia canzone ‘Quadri, cuori, picche e fiori’. Noi abbiamo avuto subito l’amore dei cuori, cioè l’amore vero, la passione. Non abbiamo mai avuto dubbi tra noi… Oggi è un amore di fiori, quello romantico. Ormai ci assomigliamo anche nel carattere, ci vogliamo bene come prima, forse più di prima». Questo passaggio evidenzia la maturità di un affetto profondo che ha saputo evolversi con armonia, trasformando la fiammata iniziale in una stabilità etica fondata sul rispetto rigoroso dell’altro.

Le differenze caratteriali e il rifiuto delle tecnologie moderne

Il segreto del rapporto simbiotico tra i due coniugi risiede anche nella capacità di accettare con ironia e comprensione reciproca i piccoli limiti, le pigrizie e le differenze caratteriali che emergono inevitabilmente nella quotidianità familiare. Se Orietta Berti si conferma una donna dinamica, costantemente in viaggio per lavoro e attenta a seguire l’andamento dei suoi traguardi digitali all’interno delle reti virtuali, Osvaldo preferisce la quiete rionale delle mura domestiche, dimostrando un fermo distacco nei confronti dei viaggi transnazionali e dei dispositivi elettronici più complessi. Questa parziale asimmetria non indebolisce il legame, ma lo rafforza, ponendosi come un porto sicuro e un punto di equilibrio in cui la frenesia dei circuiti commerciali dello spettacolo ritrova la stabilità dei sentimenti semplici e puri, lontani dalle solitudini della modernità.

I traguardi social e la preparazione del nuovo brano autunnale

Sotto il profilo strettamente professionale, il momento d’oro della straordinaria cantante si arricchisce di nuove scadenze e importanti progetti espositivi in ambito musicale, confermando la sua totale centralità nel mercato discografico del Paese. Soddisfatta del calore straordinario e della vicinanza dimostrata quotidianamente dai fan sui canali digitali ufficiali, la Berti si trova già al lavoro all’interno delle sale di registrazione per incidere una nuova canzone, la cui uscita ufficiale è pianificata per la prossima stagione autunnale. La cooperazione trasparente con i giovani produttori e con gli autori d’avanguardia permetterà di offrire al pubblico poliedrico un brano di assoluto spessore artistico, dimostrando empiricamente che il merito e la qualità della voce sanno attraversare le epoche ed edificare ponti solidi tra culture apparentemente distanti.

Il valore dell’autenticità affettiva contro l’isolamento dei monitor

In ultima analisi, la testimonianza di vita e d’amore offerta da Orietta Berti si rivolge alla pubblica opinione e alle nuove generazioni come un caloroso invito a riscoprire il valore dell’autenticità e della costanza nelle relazioni umane. Sradicare i giovani e i minori dall’isolamento biologico indotto dall’abuso degli schermi digitali e dal consumo superficiale dei contatti virtuali, per ricondurli nella dimensione dell’ascolto consapevole e della cura dei legami affettivi stabili, costituisce il dovere civile più alto per i comunicatori contemporanei. La felicità vera non prende spazio nei palazzi del consenso estemporaneo o della finzione mediatica, ma risiede nella traccia pulita e duratura che lasciamo nelle vite delle persone amate, garantendo un domani di stabilità e una bussola etica alle future generazioni del nostro Paese.

L’intervista integrale a firma di VALERIO RICCOBONO è disponibile sul nuovo numero
del settimanale VERO.

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