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Territorio

Traguardo storico a Spoltore: il 30 settembre l’inaugurazione del primo asilo nido comunale

La comunità di Spoltore si prepara a vivere una giornata storica, all’insegna dei servizi e dell’infanzia! Mercoledì 30 settembre 2026, alle ore 10.00 in via dell’Asilo, avverrà finalmente l’attesissimo e festoso taglio del nastro del primissimo asilo nido comunale mai realizzato sul territorio. Un traguardo politico, pedagogico e sociale di inestimabile valore, che colma una storica lacuna e offrirà finalmente un supporto logistico fondamentale alle giovani famiglie spoltoresi (e in particolar modo all’occupazione delle madri lavoratrici). A celebrare l’inaugurazione della modernissima struttura saranno presenti in prima linea la sindaca Chiara Trulli e l’intera giunta comunale. L’amministrazione ha rivolto un caloroso invito pubblico a tutta la cittadinanza per partecipare alla cerimonia e condividere insieme questo bellissimo momento di orgoglio civico. Scopri tutti i dettagli, l’importanza del progetto e le sfide per il futuro demografico della città nel nostro articolo completo 👇

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Inaugurazione asilo nido Spoltore

Spoltore – Lo sviluppo di una fiorente e moderna comunità locale, capace di guardare con reale ottimismo alle complesse sfide demografiche del futuro, si misura innanzitutto dalla quantità e, soprattutto, dall’eccelsa qualità dei servizi pubblici essenziali che essa è in grado di mettere quotidianamente a completa disposizione delle proprie giovani famiglie residenti. È seguendo proprio questo sacrosanto e insostituibile principio amministrativo e sociale che la dinamica cittadina abruzzese si appresta oggi a vivere una giornata di festa, preparandosi a celebrare il raggiungimento formale di un obiettivo politico e civile atteso da tantissimi anni.
Un traguardo letteralmente storico e di vitale importanza per tutto il tessuto sociale della comunità di Spoltore si appresta finalmente a diventare una bellissima e solida realtà architettonica ed educativa. Dopo intensi mesi di duro lavoro burocratico e di incessanti cantieri, è giunta l’ufficialità della tanto attesa apertura: nella mattinata di mercoledì 30 settembre 2026, con inizio formale delle celebrazioni fissato puntualmente alle ore 10.00, avrà luogo il solenne e festoso taglio del nastro del primissimo asilo nido comunale mai realizzato a servizio dell’intero territorio spoltorese. La cerimonia pubblica, che richiamerà sicuramente una grandissima folla di curiosi, neo-genitori e cittadini, si svolgerà proprio davanti all’ingresso della nuovissima e modernissima struttura educativa, strategicamente situata e posizionata in via dell’Asilo, un indirizzo che da oggi in poi rappresenterà il cuore pulsante delle politiche per la primissima infanzia della città.

Un’opera fondamentale per il sostegno logistico alle giovani famiglie

La tanto agognata e sudata realizzazione di questo primo presidio educativo pubblico dedicato ai primissimi anni di vita dei bambini non rappresenta affatto una semplice inaugurazione edilizia o un banale taglio del nastro da campagna elettorale, ma si erge a vero e proprio pilastro portante per le moderne politiche di forte sostegno alle famiglie del territorio.
Poter finalmente disporre di un asilo nido di stretta proprietà comunale, con tariffe accessibili e calmiere, spazi educativi sicuri, certificati e conformi alle più recenti e stringenti direttive pedagogiche nazionali, significa innanzitutto fornire un preziosissimo e vitale supporto logistico e psicologico ai tantissimi giovani genitori spoltoresi. In un’epoca storica particolarmente complessa e densa di ostacoli macroeconomici, in cui riuscire a conciliare miracolosamente i pressanti orari e i gravosi impegni del mondo del lavoro moderno con i delicatissimi e primari tempi della cura e dell’affetto per i propri figli piccoli rappresenta una sfida titanica (se non talvolta una missione assolutamente impossibile per molte coppie), la presenza strutturata, forte e capillare di un eccellente servizio per la primissima infanzia organizzato dall’amministrazione locale assume un’importanza socio-economica assolutamente cruciale. L’apertura dei battenti di questa modernissima struttura, infatti, andrà a incidere in maniera diretta, profonda e fortemente positiva in particolar modo e soprattutto sul preziosissimo e fragile tasso di occupazione femminile locale. Molto spesso, purtroppo, proprio la drammatica assenza di validi e sicuri appoggi pedagogici comunali per i primissimi mesi di vita del neonato costringe dolorosamente tantissime brillanti madri lavoratrici a dover rinunciare improvvisamente alla propria promettente carriera professionale o a dover ricorrere a costose e inaccessibili alternative private. L’asilo nido comunale si propone dunque come la risposta istituzionale, pubblica e democratica per abbattere queste inique barriere sociali, offrendo una preziosa ancora di salvataggio a chi desidera far crescere la propria famiglia senza per forza dover sacrificare le proprie ambizioni professionali.

Il taglio del nastro in via dell’Asilo con la sindaca Chiara Trulli

L’enorme e palese risonanza pubblica e il profondissimo significato etico, pedagogico e politico di questa particolarissima opera pubblica richiederanno ovviamente la presenza formale e schierata in prima linea delle massime cariche istituzionali cittadine in fascia tricolore.
All’importante e immancabile appuntamento istituzionale di mercoledì mattina, infatti, prenderanno ovviamente parte in primis il Sindaco di Spoltore, Chiara Trulli, visibilmente orgogliosa del traguardo, accompagnata al completo da tutti i membri formali della giunta e dell’amministrazione comunale in carica. Per la prima cittadina e per tutta la complessa e instancabile macchina organizzativa e burocratica dell’ente municipale, si tratterà dell’atteso, meritato e felice coronamento festoso di un lungo e ostinato percorso procedurale, tecnico e politico, fortemente voluto e caparbiamente perseguito nel corso dell’attuale mandato per poter finalmente colmare una grave e storica lacuna cronica nell’ampia offerta dei servizi socio-scolastici dedicati al cittadino. La cerimonia istituzionale del taglio del nastro inaugurale sarà però, prima di ogni altra cosa, un sincero momento di calorosa condivisione collettiva, un abbraccio simbolico con l’intera cittadinanza accorsa per l’evento, e servirà soprattutto per suggellare pubblicamente e formalmente l’apertura e la definitiva messa a regime di questa struttura, fortemente dedicata in ogni suo singolo e studiato dettaglio architettonico ai bisogni educativi, ludici e cognitivi dei più piccoli e alla serenità mentale delle loro famiglie. Gli ambienti dell’asilo, infatti, sono stati progettati e minuziosamente realizzati seguendo rigorosi standard di eco-sostenibilità ambientale, totale sicurezza antisismica e innovazione pedagogica, al fine di poter garantire ai bimbi spoltoresi un sereno ambiente di primaria crescita, scoperte ed estremo benessere psico-fisico.

L’invito alla cittadinanza per condividere l’orgoglio civico

In vista di questo storico evento, l’amministrazione comunale ha voluto far risuonare forte la propria voce, diramando un caloroso invito pubblico alla partecipazione.
L’invito formale a presenziare e a partecipare attivamente ai festeggiamenti del 30 settembre è stato esteso apertamente e calorosamente a tutti i cittadini, alle associazioni locali, ai residenti del quartiere e a chiunque voglia unirsi alla gioia dell’istituzione. La presenza fisica e sorridente della comunità locale sarà infatti fondamentale e preziosissima per “scaldare” le nuove mura della struttura in via dell’Asilo e per testimoniare visivamente il profondo, sano e legittimo senso di orgoglio civico e di appartenenza territoriale che la realizzazione e l’attivazione di questa complessa opera pubblica genera immancabilmente in chi vive e ama il territorio di Spoltore. Un territorio che, grazie proprio alla preziosissima aggiunta funzionale di questo atteso nido comunale, compie oggi un lunghissimo, decisivo e modernissimo passo in avanti verso un radioso futuro a reale e tangibile misura di bambino. La sfida del domani, ora, sarà ovviamente quella di mantenere altissimi gli standard qualitativi del servizio e del personale educativo impiegato, affinché il nuovissimo asilo di via dell’Asilo non sia solo un traguardo faticosamente raggiunto su carta, ma il florido, gioioso e rumoroso punto di partenza per formare sereni i futuri cittadini di domani.

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Territorio

Perdonanza Celestiniana, Lugini lancia la legge regionale: fondi strutturali e tutela del patrimonio UNESCO

La Perdonanza Celestiniana è molto più di una semplice festa di fine estate: è il cuore, l’identità e l’anima millenaria della città dell’Aquila e di tutto l’Abruzzo. Eppure, a livello amministrativo e burocratico, manca ancora una vera garanzia economica per il suo futuro. Per colmare finalmente questo assurdo vuoto istituzionale, il consigliere regionale Gianpaolo Lugini (gruppo “Marsilio Presidente”) e la consigliera Carla Mannetti hanno depositato e annunciato pubblicamente un’innovativa proposta di legge regionale. L’obiettivo? Fornire finanziamenti strutturali e perenni per tutelare, valorizzare e promuovere nel mondo il rito fondato nel lontanissimo 1294 grazie al messaggio di pace del leggendario Papa eremita Celestino V. Un obbligo morale enorme, soprattutto dopo che la Perdonanza è stata ufficialmente riconosciuta e iscritta nel Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO nel 2019. I nuovi e ricchi fondi regionali aiuteranno il Comune dell’Aquila nell’organizzazione, valorizzeranno la stupenda e suggestiva Basilica di Collemaggio (simbolo della Porta Santa e dell’atteso Corteo della Bolla), finanzieranno la promozione del “Cammino del Perdono” e miglioreranno l’accoglienza turistica e logistica dei numerosi pellegrini. Lugini lo dichiara con orgoglio: “Il nostro dovere è tutelare e tramandare alle future generazioni questo messaggio universale di pace”. Leggi tutti i dettagli dell’importante proposta di legge nel nostro approfondimento completo 👇

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Sindaci e lugini mannetti perdonanza 2026

L’Aquila – La Perdonanza Celestiniana non è mai stata, e non dovrà mai e poi mai essere considerata o ridotta burocraticamente a una semplice, seppur immensa e partecipatissima, festività cittadina o a un effimero evento folcloristico di fine estate. Al contrario, essa rappresenta da secoli il cuore pulsante, la vera anima profonda e l’intima essenza di un gigantesco patrimonio spirituale, culturale e prettamente identitario che appartiene visceralmente alla città dell’Aquila, che inorgoglisce l’intera e fiera regione dell’Abruzzo e che, grazie all’inestimabile e puro valore universale del suo immortale messaggio cristiano, si rivolge storicamente al mondo intero.
È partendo esattamente e con forza da questa radicata e incrollabile premessa etica, culturale e istituzionale che nasce l’ambiziosa iniziativa legislativa appena presentata e illustrata pubblicamente agli organi di stampa da Gianpaolo Lugini, attivissimo e stimato consigliere regionale in quota al gruppo politico “Marsilio Presidente”. Il consigliere si è infatti fatto formalmente e orgogliosamente promotore, in primissima linea, di una cruciale e attesa proposta normativa sul territorio abruzzese. Lugini risulta essere il primo e autorevole firmatario, in strettissima e fattiva collaborazione istituzionale con l’illustre consigliera regionale Carla Mannetti, di un articolato, dettagliato e corposo progetto di legge regionale ideato, scritto e concepito esclusivamente e specificamente per la tutela, la promozione formale, la valorizzazione perpetua e il costante sostegno logistico ed economico della storica Perdonanza Celestiniana. «La nostra nuova e ponderata proposta di legge regionale nasce concretamente ed essenzialmente dalla precisa, forte e indifferibile volontà istituzionale di colmare un evidente e grave vuoto burocratico», ha spiegato con chiarezza e puntualità il consigliere Lugini nel corso del suo intervento pubblico. «Ad oggi, purtroppo, all’interno del complesso e stratificato ordinamento giuridico e amministrativo della nostra amata Regione Abruzzo, manca clamorosamente uno specifico strumento legislativo di natura strutturale, un impianto normativo che sia stato espressamente e unicamente dedicato alla Perdonanza e che sia realmente capace di assicurare, garantire e blindare nel lungo e difficile scorrere del tempo l’assoluta stabilità finanziaria e amministrativa a questa meravigliosa e complessa celebrazione di conclamata e riconosciuta rilevanza internazionale. Riteniamo sia non solo giusto, ma politicamente necessario e doveroso costruire finalmente una cornice normativa stabile, solida, sicura e assolutamente adeguata al prestigio e all’inestimabile valore immateriale che questo grandioso patrimonio rappresenta per tutti noi e per le generazioni a venire».

Le profonde radici del 1294 e il messaggio di pace di Papa Celestino V

L’urgenza e l’importanza capitale di questa fondamentale operazione di blindatura normativa regionale e statale affonda le proprie remote ragioni storiche e teologiche in un tempo estremamente lontano.
La grandiosa e amatissima tradizione spirituale della Perdonanza affonda infatti le sue gloriose radici nell’ormai lontanissimo e travagliato anno del Signore 1294, scaturendo direttamente e miracolosamente dalla figura umile, ma al tempo stesso rivoluzionaria, ascetica ed eversiva del Santo Padre Celestino V (al secolo Pietro da Morrone, il celebre “Papa eremita” che scelse coraggiosamente la via della rinuncia al trono di Pietro). Fu esattamente grazie alla bolla pontificia “Inter sanctorum solemnia” (universalmente nota a tutti i fedeli e agli studiosi come la celeberrima Bolla del Perdono) che si diffuse per la primissima volta un potentissimo, rivoluzionario e inedito messaggio universale di pace sociale, di necessaria riconciliazione tra gli uomini e di infinita misericordia cristiana, accessibile gratuitamente e democraticamente a ricchi e a poveri, senza dover pagare onerosi dazi per ottenere indulgenze salvifiche. Si tratta di un patrimonio e di una tradizione inestimabile che, da oltre sette interminabili secoli, sopravvive testardamente ai terremoti, alle invasioni, alle guerre e ai complessi mutamenti epocali, rinnovandosi ogni fine di agosto con immutata e commovente devozione corale. Lo fa rigorosamente attraverso solenni momenti di altissima liturgia e attraverso la sacralità di simboli profondamente, storicamente e intimamente legati alla millenaria storia aquilana e del suo orgoglioso e sofferente popolo: dall’evocativa accensione e traslazione del Fuoco del Morrone, passando per la solenne e affollata marcia del fastoso Corteo della Bolla tra le storiche vie del centro cittadino, fino ad arrivare all’emozionante e mistica apertura serale della suggestiva Porta Santa, incastonata nella magnifica facciata in pietra rosa e bianca della meravigliosa e iconica Basilica romanica di Santa Maria di Collemaggio.

Dal riconoscimento mondiale UNESCO al rilancio del “Cammino del Perdono”

L’eccezionalità, la rarità e la straordinaria vitalità di questo particolarissimo rito penitenziale e comunitario ha valicato e travalicato abbondantemente, da decenni, gli angusti e stretti confini prettamente locali, provinciali o nazionali, catturando meritatamente, felicemente e finalmente l’attenzione e il formale riconoscimento delle più alte istituzioni culturali del pianeta.
«L’attesissima e trionfale iscrizione formale della Perdonanza Celestiniana, avvenuta gloriosamente nel recente anno 2019, all’interno della prestigiosa e ambita Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale tutelato dall’UNESCO», prosegue infatti con evidente e sincero orgoglio campanilistico il consigliere Lugini nella sua approfondita analisi, «rappresenta senza alcun dubbio un riconoscimento mediatico e istituzionale di natura straordinaria per la nostra terra abruzzese. Tuttavia, questo prezioso traguardo non è e non deve mai essere un punto d’arrivo, bensì un punto di partenza: esso rappresenta anche, e forse soprattutto, una pesantissima responsabilità morale, storica e politica per chi amministra: ovvero quella prioritaria di dover costantemente valorizzare, difendere e proteggere l’intero rito della Perdonanza, preservandone gelosamente l’inestimabile identità storica originale e tutelandone rigorosamente l’autentica e silenziosa dimensione di meditazione spirituale». Ed è proprio per onorare formalmente gli impegni assunti con l’Unesco che il corposo progetto di legge regionale presentato dai consiglieri prevede, con precisione chirurgica e burocratica, la costituzione di un solido, duraturo e inattaccabile impegno finanziario da parte della stessa Regione Abruzzo a perenne sostegno del bilancio ordinario del Comune dell’Aquila, l’ente che sopporta ogni anno il grande carico organizzativo della manifestazione in tutte le sue sfaccettature e necessità civili, di sicurezza e di spettacolo. Ma gli orizzonti e gli scopi sociali della lodevole normativa proposta si spingono molto, molto più in là. Tra i vari, molteplici e qualificanti interventi previsti e finanziati dal nuovo testo legislativo figurano esplicitamente, infatti: la concreta e massiccia valorizzazione architettonica e strutturale della splendida e già citata Basilica di Santa Maria di Collemaggio e di tutti i suggestivi eremi e luoghi celestiniani sparsi nella regione; un fortissimo sostegno economico, infrastrutturale e di marketing turistico destinato allo sviluppo escursionistico e all’implementazione logistica dei percorsi del cosiddetto “Cammino del Perdono”; e, infine, la capillare promozione di qualificate attività di altissimo studio teologico e ricerca accademica e storica. L’obiettivo finale di queste ingenti risorse è duplice: attrarre sempre più turisti e, al contempo, innalzare vertiginosamente la qualità dell’accoglienza, al fine primario di rendere l’esperienza umana e mistica delle migliaia di viandanti e dei fedeli pellegrini in marcia sempre più sicura, fruibile, accessibile e calorosamente accogliente per ogni fascia d’età e abilità fisica.

La vitale sinergia con la Diocesi dell’Aquila e l’impegno verso il futuro

Ovviamente, trattandosi dell’organizzazione e della capillare regolamentazione logistica ed economica di una manifestazione intimamente e profondamente religiosa prima ancora che laica, un’attenzione formale, particolare, riverente e di primissimo piano all’interno della cornice della legge regionale è stata saggiamente e doverosamente riservata dai proponenti all’imprescindibile tema della piena collaborazione tecnica, logistica e istituzionale con la locale Curia.
La legge intende infatti rafforzare al massimo i vincoli di stretta sinergia con l’Arcidiocesi dell’Aquila, agendo costantemente nel totale, pieno, reciproco e assoluto rispetto formale delle rispettive autonomie e delle imprescindibili, indiscutibili ed esclusive competenze ecclesiastiche, clericali e pastorali in merito alla delicata, corretta e ortodossa natura puramente liturgica, teologica e sacramentale dell’intera, lunghissima e sacra celebrazione papale di agosto. «Sono particolarmente felice e immensamente orgoglioso», ha tenuto giustamente ad aggiungere con forza e soddisfazione in chiusura il consigliere Lugini, «che questa importante e vitale proposta di legge sia stata prontamente e convintamente sottoscritta e appoggiata in prima istanza, oltre che dalla Mannetti, anche dalle stimate colleghe consigliere Maria Assunta Rossi e Antonietta La Porta. Si tratta, a ben guardare, del bellissimo ed evidente segnale istituzionale e democratico di una chiara, forte e compatta volontà politica ampiamente condivisa dalla nostra fazione, nata per tutelare, finanziare e promuovere con ogni mezzo possibile una delle espressioni collettive più belle, intime, profonde, sacre e incredibilmente autentiche dell’intera e millenaria identità regionale abruzzese e appenninica». L’approvazione formale e futura di questo strategico testo legislativo in consiglio regionale rappresenterebbe, in sintesi, una formidabile e attesa iniezione di fiducia per un intero, martoriato e fiero territorio provinciale che crede ancora fermamente nella forza della propria storia. «La Perdonanza, ieri come oggi e come domani, parla sommessamente all’anima del fiero popolo d’Abruzzo e, allo stesso tempo, parla autorevolmente alla coscienza del mondo intero. Il nostro più grande, nobile, alto e civile compito come legislatori di oggi», ha saggiamente e poeticamente concluso l’onorevole Gianpaolo Lugini davanti ai microfoni, «è unicamente quello di riuscire a preservarne l’integrità e l’enorme significato originario, sostenerne finanziariamente il brillante futuro turistico, e fare concretamente e attivamente in modo che il suo incredibile e inestimabile messaggio universale di profonda pace e di misericordia tra i popoli possa essere fedelmente, costantemente e puramente tramandato, senza subire alterazioni, a tutte le nuove e future generazioni della nostra terra».

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Piana del Cavaliere

Il silenzio del bosco guarisce le nevrosi e risveglia la coscienza: a Pereto l’esperienza sensoriale con il ricercatore spirituale Val Monteleone

Il silenzio incontaminato dei boschi abruzzesi si fa scudo civile contro lo stress metropolitano e gli occhi si chiudono per curare le solitudini profonde dell’anima! Domani, sabato 26 settembre 2026 alle ore 16:30, i Giardini della Fonte Vecchia di Pereto (AQ) ospiteranno l’attesissimo appuntamento sensoriale “Oltre i Sensi: Chiudi gli occhi per imparare a vedere”, un’esperienza itinerante completamente GRATUITA organizzata dall’Associazione Percorsi Solidali APS nell’ambito del maxipiano regionale “Marsica per tutti”. Guidati dai laboratori esoterici e marziali dello stimato ricercatore spirituale Val Monteleone, i partecipanti cammineranno lungo il Sentiero Natura tra suoni, aromi biologici e meditazioni d’avanguardia. Unici requisiti obbligatori per sconfiggere l’isolamento da smartphone: telefoni spenti e un sacchetto di riso nello zaino. Scoprite il numero telefonico nel nostro articolo! 👇

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Locandina evento Pereto

Pereto- Una forza invisibile, ancestrale e purissima si propaga tra le selve secolari e le rocce monumentali della Marsica, trasformando la natura selvaggia in un’autentica officina di pensiero nudo, risorsa terapeutica ed educazione permanente alla pace dell’anima. I sentieri dell’entroterra e il respiro biologico degli alberi, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché della finzione commerciale di plastica e dei filtri artificiali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare le nostre dinamiche interiori, offrendo alle famiglie e ai giovani un’oasi di spensieratezza colta, lontana dal torpore del consumismo. Domani, sabato 26 settembre 2026, alle ore 16:30 in punto, lo sfolgorante scenario dei Giardini della Fonte Vecchia di Pereto (AQ) terrà a battesimo il fischio d’inizio di un attesissimo e mozzafiato percorso di riscatto civile dello spirito: prenderà vita l’esperienza sensoriale intitolata “Oltre i Sensi: Chiudi gli occhi per imparare a vedere”.

La monumentale manifestazione, orchestrata con assoluto rigore filologico e spavaldo orgoglio dall’Associazione Percorsi Solidali APS, si inserisce nell’ambito del prestigioso progetto strategico “Marsica per tutti”. Un’opera di squadra eccezionale interamente finanziata dalla Regione Abruzzo mediante lo sblocco di un fondo speciale di 312.000,00 euro derivante dalle quote del Fondo Sociale Regionale per l’innovazione dei programmi socio-culturali territoriali. Il ruolino di marcia dell’evento si aprirà con una suggestiva e intima camminata nel bosco lungo il Sentiero Natura, un preludio itinerante che scorterà i partecipanti e i passeggeri del sogno in un perimetro protetto di isolamento acustico, azzerando le distanze burocratiche tra l’istituzione e le esigenze reali della comunità sabina e abruzzese, taccuino alla mano e passioni calde.

Dall’esoterismo antico al risveglio dei sensi: il viaggio guidato da Val Monteleone

L’ordito dell’iniziativa propone un cammino unico in cui l’antica sapienza esoterica e la saggistica filosofica orientale collidono felicemente con i laboratori del risveglio sensoriale contemporaneo. Attraverso l’utilizzo millimetrico di suoni vibrazionali, essenze e profumi d’ambiente organici e meditazioni profonde, la platea verrà scortata in un viaggio introspettivo volto a frantumare l’asfissia, la fretta e la solitudine della vita quotidiana metropolitana per ritrovare il contatto biologico con l’essenza dell’anima. A guidare le risposte flessibili dei presenti di fronte al perimetro dell’ignoto sarà Val Monteleone, stimatissimo ricercatore in ambito spirituale e marziale, una figura di immenso merito andata rubata nei taccuini dei cultori della consapevolezza interiore per i suoi soft skill pedagogici e per l’onestà delle sue idee, priva di filtri protettivi.

I dati dell’esperimento meditativo parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: il benessere collettivo e la qualità della vita rionale si edificano unicamente riabilitando i soft skill della concentrazione e ripudiando il materialismo imperante. La cattedra naturale del Sentiero Natura si trasforma così in uno scudo impenetrabile e in un comfort funzionale perfetto contro l’intolleranza e le nevrosi contemporanee. Andare oltre il limite della vista biologica insegna a decifrare il proprio mondo interiore e a valorizzare l’empatia fraterna nei confronti della biosfera e dell’ambiente circostante, dimostrando con i fatti che il silenzio e il raccoglimento costituiscono l’antidoto più potente allo spopolamento dello spirito e all’esodo dei valori umani nei rioni delle nostre province, senza cedere a moralismi o paternalismi di facciata.

I telefoni spenti e il sacchetto di riso: le due rigide scadenze per partecipare

L’incontro è elargito alla cittadinanza in forma completamente gratuita, ma per preservare il misticismo e il comfort funzionale della pratica, l’organizzazione esige dai passeggeri dell’avventura il rispetto di due semplici ma ferree regole comportamentali dello Stato del benessere. In primo luogo, vige l’obbligo contrattuale e morale di mantenere i telefoni smartphone completamente spenti per tutta la durata dei laboratori, eliminando alla radice l’asfissia protettiva e l’isolamento causati dalla finzione commerciale delle reti digitali. In secondo luogo, ciascun viandante dovrà recarsi all’appuntamento portando con sé un sacchetto di carta o di stoffa biologica riempito di riso crudo, un elemento simbolico e materico irrinunciabile per la corretta riuscita dell’interplay sensoriale.

I registri delle adesioni sono aperti e i database della segreteria dell’APS pronti per coordinare l’afflusso. Per richiedere informazioni dettagliate sulla logistica del cantiere spirituale o per interfacciarsi con il monitoraggio organizzativo, è attivo il numero di contatto telefonico diretto di Valerio al 3475373665. Questo fine settimana spegnete i dispositivi elettronici, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e salite tra i boschi di Pereto: Val Monteleone e la Fonte Vecchia vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché l’umanità saprà chiudere gli occhi per imparare a vedere la propria anima, il domani della nostra terra sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano. Il cammino nel blu della coscienza è cominciato, ed è un’esperienza meravigliosa che aspetta solo di essere vissuta.

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Piana del Cavaliere

Piana del Cavaliere – Futuro Nazionale nomina coordinatore dei giovani della sezione territoriale Serafini Eduardo

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Serafini Eduardo

Redazione-  Con una nota del referente territoriale di Futuro Nazionale, Alessandro Ottaviani, viene nominato il nuovo coordinatore dei giovani del partito, il consigliere comunale di Rocca di Botte, Eduardo Serafini. Ottaviani ” con l’imponente crescita dei giovani, che si avvicinano al partito Futuro Nazionale, si è decisi compatti nel dare tale coordinamento ad un persona che conosce il territorio, giovane, e piena di energia, Eduardo Serafini “

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