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Spettacolo

Il viaggio di Ceci tra synth ed emozioni rock: esce “Peace”, il nuovo album evento che racconta cinque anni di vita in musica

Quando l’energia ruvida del Rock incontra i ritmi della Melodic House! 🎸 🎛️ Venerdì 21 agosto esce finalmente “Peace”, il nuovo, attesissimo album del formidabile producer italiano Ceci (Marco Ceciliato)! Dopo aver suonato la chitarra per dieci anni in una tribute band dei Guns N’ Roses, Marco ha portato la sua sensibilità rock nel mondo della musica elettronica, creando atmosfere sognanti e synth ipnotici che hanno conquistato il mondo (superando milioni di stream su Spotify e stregando mostri sacri come Martin Garrix e Tiësto!). “Peace” non è solo un disco, ma un diario intimo di 15 tracce scritto nel corso degli ultimi cinque anni. Pronti a premere play e a perdervi in questo fantastico viaggio sonoro? Leggete le dichiarazioni esclusive dell’artista e la tracklist completa nel nostro articolo! 👇 🎶

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Ceci

Redazione – C’è un confine sottilissimo e affascinante dove l’energia ruvida del rock si fonde magicamente con i paesaggi sognanti e ipnotici della musica elettronica. È in questo esatto, indefinito spazio sonoro che prende vita “Peace”, il nuovo, attesissimo album del talentuoso producer italiano Ceci (al secolo Marco Ceciliato). Il disco sarà ufficialmente disponibile su tutte le principali piattaforme digitali di streaming a partire da venerdì 21 agosto 2026, pubblicato sotto l’etichetta Sommersville Records. Non si tratta di una semplice raccolta di canzoni, ma di un vero e proprio diario intimo tradotto in musica, un ritratto sfaccettato e profondo che ripercorre in quindici tracce gli ultimi cinque anni del suo incredibile percorso artistico.

Dalla chitarra ai synth: il viaggio musicale di Marco Ceciliato

La storia musicale di Ceci è atipica e per questo ancora più affascinante. Fin dall’età di sedici anni, l’artista ha sviluppato un sound personalissimo che attraversa con estrema disinvoltura i territori della house, della techno, della chillout e della progressive. Ma il segreto del suo successo risiede altrove, nelle sue radici. Parallelamente al lavoro in studio sui sintetizzatori, Marco ha infatti suonato per ben dieci anni la chitarra nei Guns Celebration, una nota tribute band dei Guns N’ Roses, girando in lungo e in largo per l’Europa.

Questo legame viscerale e fisico con la chitarra e con la componente più rock e strumentale della musica non si è mai spezzato. Al contrario, è diventato la bussola che guida oggi la sua scrittura melodica. Il risultato di questa meravigliosa dicotomia è proprio l’album “Peace”: un’opera che intreccia l’energia ritmica e la struttura pulsante tipiche della melodic house con una sensibilità autoriale molto più vicina al puro songwriting cantautorale, restituendoci un artista completo, maturo e in continua evoluzione.

“Peace si è scritto da solo”: le epifanie e le atmosfere sospese

A spiegare la genesi e l’anima del progetto è lo stesso artista, con parole cariche di rara emozione: “Peace racchiude cinque anni della mia vita da producer, ma non è un disco che ho scritto a tavolino in un momento preciso: si è scritto da solo, un anno alla volta”. Ogni brano dell’album rappresenta uno strato dell’anima, un punto lungo una strada percorsa senza sapere davvero dove portasse.

“C’è una cosa che cerco di fare in ogni traccia”, confida Ceci, svelando il suo processo creativo, “costruire uno spazio, un paesaggio che non esiste da nessuna parte se non nel suono. Synth che si aprono come immensi orizzonti, texture che si muovono lentamente, lasciando ogni singolo suono libero di respirare. La mia scrittura melodica affonda nelle sensazioni fisiche e urgenti che mi ha lasciato la chitarra, unite a questa ricerca di atmosfere sospese. ‘Peace’ vive in quello spazio in mezzo. Non racconta una storia sola, ma tante piccole epifanie: momenti in cui, per qualche minuto, tutto si ferma ed è come stare in un luogo che non ha un nome”.

I numeri di un successo globale: da Martin Garrix a Tiësto

L’album arriva a coronamento di una carriera che, nel silenzio dei numeri, ha già fatto rumore in tutto il mondo. Il lavoro di Ceci ha infatti raggiunto risultati impressionanti in termini di ascolti globali in streaming, con brani che hanno superato l’incredibile tetto del milione e mezzo di riproduzioni su Spotify. Il suo indiscusso talento non è passato inosservato ai grandissimi dell’Olimpo elettronico: la sua musica è stata orgogliosamente inclusa in una playlist ufficiale dal fuoriclasse Martin Garrix, e ha ottenuto persino la benedizione del leggendario Tiësto, che ha scelto di suonare il brano “Chase It” nel suo popolarissimo radio show.

La tracklist completa di “Peace”: quindici passi nell’anima

Il nuovo album (che condivide l’universo sonoro del suo recente e fortunato singolo “Falling in Love” uscito il 7 agosto per Sekora) è un viaggio fluido e ininterrotto di quindi tracce. Eccole di seguito: 1) Intro, 2) Ethereal Traveler, 3) Feel Alive, 4) Hard to Love, 5) Indi, 6) Running Back, 7) Hear Me Now, 8) Alive, 9) Chase It, 10) High, 11) Limit Your Love, 12) Together, 13) Peace, 14) As We Were, 15) Outro. Un viaggio artistico fatto di profonda introspezione e meravigliose contaminazioni sonore. Non vi resta che premere Play e lasciarvi trasportare.

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Luigi Zeno conquista Netflix e Rai 1: chi è il diciannovenne fenomeno acclamato come “Miglior Giovane Attore Italiano”

Segnatevi questo nome, perché ne sentirete parlare tantissimo! 🎬 🍿 A soli 19 anni, Luigi Zeno è già considerato dalla critica come il “Miglior Giovane Attore Italiano” della sua generazione. Umile, impegnato nel sociale contro il bullismo e instancabile sul set, Luigi si prepara a fare il grande salto globale. Il 22 settembre sbarcherà infatti su NETFLIX l’attesissima serie “Minerva – La Scuola”, dove interpreterà un ruolo tanto complesso quanto enigmatico, recitando “solo con la potenza dello sguardo e dei silenzi”. Ma non è tutto: il giovane talento napoletano è già tornato al lavoro ed è attualmente impegnato sul blindatissimo set di una nuova grande serie per RAI 1! 📺 Scoprite nel nostro articolo la storia pazzesca di questo ragazzo del 2007, scoperto da ‘Cinema Fiction’, che sta conquistando il cuore delle più grandi produzioni cinematografiche e televisive! 👇 🤩

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Luigi Zeno sul set Minerva

Redazione – Nel vasto, spietato e iper-competitivo mondo del cinema italiano, emergere prima dei vent’anni è un’impresa titanica. Ma quando il talento cristallino si unisce a un’umiltà disarmante e a una dedizione assoluta, il successo diventa non solo probabile, ma inevitabile. È la favola moderna di Luigi Zeno, l’astro nascente della nuova generazione di attori italiani. A soli 19 anni (è classe 2007), Luigi ha già conquistato una pioggia di riconoscimenti come “Miglior Giovane Attore”, dimostrando una maturità artistica e umana rarissima per la sua età. Non solo riflettori e copioni: Zeno affianca al suo serratissimo percorso artistico anche un impegno costante, profondo e silenzioso nel sociale, spendendosi in prima linea nelle campagne di sensibilizzazione dei più giovani contro la piaga del bullismo.

L’umiltà del talento: “I premi? Il giorno dopo si ricomincia a studiare”

Nonostante la giovane età e le lodi sperticate della critica, Luigi mantiene i piedi ben piantati per terra. I premi ricevuti finora non sono un punto d’arrivo, ma un trampolino di lancio mentale. «Ricevere un premio è una grande, immensa emozione, perché significa che qualcuno ha apprezzato profondamente i sacrifici che hai fatto», racconta il giovane interprete con straordinaria lucidità. «Ma il giorno dopo bisogna resettare tutto e ricominciare da zero. In questo mestiere penso che non si finisca assolutamente mai di studiare, di mettersi in discussione e di migliorarsi». Un approccio al lavoro che gli ha permesso di fare il grande salto verso produzioni destinate non solo a un pubblico nazionale, ma planetario.

Le radici solide: l’intuizione di “Cinema Fiction”

Dietro ogni grande talento c’è sempre un maestro che ha saputo vederlo sbocciare prima degli altri. Per Luigi, queste figure fondamentali e insostituibili sono Antonio Acampora e Armando Ciotola, due stimati professionisti della nota accademia Cinema Fiction. Sono stati loro a credere ciecamente in lui quando tutto era ancora da costruire, sgrezzando il suo talento grezzo. Luigi non manca mai di ricordarlo: «Mi hanno insegnato il rispetto sacro per il set, la disciplina ferrea, la vera professionalità. Sono persone speciali che porterò sempre nel cuore».

L’attesa per Netflix: dal 22 settembre arriva “Minerva – La Scuola”

Ma il momento che cambierà definitivamente le carte in tavola è ormai alle porte. Il prossimo 22 settembre sbarcherà ufficialmente sulla piattaforma globale di Netflix la serie “Minerva – La Scuola”. Un progetto ambizioso che segna la vera svolta nella carriera di Zeno. Nella serie, Luigi porta in scena un personaggio difficilissimo, complesso, oscuro ed enigmatico, che sceglie di comunicare le sue tempeste interiori più con gli occhi che con le parole. «In questo ruolo ho dovuto scavare a fondo e lavorare soprattutto sull’intensità degli sguardi», rivela l’attore. Una prova di maturità recitativa assoluta, che ha spinto molti addetti ai lavori (che hanno potuto visionare la serie in anteprima) a consacrarlo definitivamente come il Miglior Giovane Attore Italiano.

Sul set di Rai 1: un futuro in continua, inarrestabile evoluzione

Ma chi pensa che Zeno si stia godendo il meritato riposo in attesa della première di Netflix, si sbaglia di grosso. Mentre l’hype per “Minerva” cresce a dismisura, Luigi è già in trincea, blindato sul set blindato di una nuova, grande serie di Rai 1. Un impegno di prestigio che conferma non solo la fiducia cieca che le grandi produzioni italiane ripongono in lui, ma anche la sua formidabile versatilità. Che si tratti di cinema, fiction o serialità streaming, la sua cifra stilistica resta unica: Luigi non si limita a recitare, ma “vive” i suoi personaggi, li respira, li lascia sedimentare nell’anima. Sensibilità fuori dal comune, disciplina implacabile e la capacità magica di riempire i silenzi con la tensione emotiva: il futuro del cinema italiano ha un nuovo, promettente volto, e si chiama Luigi Zeno.

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Luigi Zeno, la stella nascente di Netflix e Rai si racconta: “La vera regola per un attore? Non imitare nessuno. E ai giovani dico: sconfiggiamo il bullismo”

Ha incantato il Senato, il Parlamento Europeo, Netflix e la Rai… e ha solo poco più di vent’anni! 🎬 🌟 Vi presentiamo Luigi Zeno, il miglior giovane attore italiano del momento! Dal 22 settembre sarà il protagonista della fiction Netflix “Minerva – La scuola”, ma Luigi non è solo una star nascente del cinema. È un ragazzo dal cuore d’oro che gira l’Italia per combattere nelle scuole la piaga del bullismo. Lo abbiamo intervistato per voi: ci ha raccontato del suo amore per Massimo Troisi, del suo metodo di recitazione (“Vietato imitare, l’attore deve sapersi trasformare”) e dei suoi sogni per il futuro. Scoprite l’intervista esclusiva a questo talento purissimo della nostra Napoli! 👇 🎭

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Luigi Zeno

Redazione – Ha il volto pulito della meglio gioventù napoletana, un talento cristallino e una maturità artistica che smentisce clamorosamente la sua giovanissima età. Luigi Zeno non è più soltanto una “promessa” del panorama cinematografico e televisivo italiano, ma una solida e luminosa certezza. I numerosissimi premi collezionati tra il 2025 e il 2026, che lo hanno incoronato a più riprese come “miglior giovane attore italiano” (con tanto di solenni riconoscimenti da parte del Senato della Repubblica Italiana e del Parlamento Europeo), testimoniano un percorso costruito su studio, sudore e sacrificio.

Dal set di “Minerva” all’impegno sociale contro il bullismo

Formatosi presso la prestigiosa CinemaFiction Napoli (Scuola di Recitazione e produzione cinematografica), Luigi ha costruito fondamenta tecniche d’acciaio. Oggi è il protagonista indiscusso dell’attesissima fiction “Minerva – La scuola”, in onda dal 22 settembre su Netflix e già presentata in anteprima assoluta al Giffoni Film Festival. Una serie cruda ed emozionante, ambientata in un liceo militare napoletano, in cui emergono le fragilità e i conflitti interiori dei giovani costretti al rigore della vita in divisa. Un successo che lo sta già proiettando verso nuovi e importantissimi progetti nel circuito Rai.

Ma ciò che rende Luigi Zeno un artista speciale, e un vero modello per i suoi coetanei, è il suo fortissimo impegno sociale. Dopo aver recitato, ad appena 15 anni, nel toccante cortometraggio “La linea sottile” (diretto da Umberto Santacroce), Luigi è diventato un portavoce instancabile nella lotta contro il bullismo. Un impegno che lo ha portato, e lo porterà ancora nella prossima stagione, in un tour senza sosta tra scuole e teatri italiani per sensibilizzare i ragazzi su questa terribile piaga sociale.


L’INTERVISTA ESCLUSIVA

Siamo andati a incontrare Luigi Zeno per scoprire l’uomo che si cela dietro i copioni, per capire come vive le sue emozioni e come affronta la pressione di un successo così travolgente.

Come nasce in Luigi Zeno la passione bruciante per la recitazione e lo spettacolo?
«È una passione che mi porto dentro fin da piccolo. Ho sempre avvertito una forte attrazione per il cinema, il teatro e tutto ciò che permettesse di raccontare e veicolare emozioni. Guardavo i grandi attori sullo schermo e sognavo di poter, un giorno, trasmettere qualcosa di mio al pubblico attraverso un personaggio. Con il passare del tempo, quella che era una semplice curiosità si è trasformata in una vera e propria scelta di vita».

Ci racconti come si è sviluppato il tuo percorso professionale fino ad oggi?
«È stato un cammino costruito passo dopo passo, mattone dopo mattone, fatto di studio, grandi sacrifici e tantissima determinazione. Ho avuto il privilegio di fare esperienze trasversali tra cinema, fiction e vari progetti artistici. Ognuna di queste tappe mi ha aiutato a crescere, non solo professionalmente ma soprattutto umanamente. Ogni set mi ha lasciato qualcosa di indelebile e continua a formarmi».

Quali sono gli attori (del passato e del presente) con cui sogni o avresti sognato di condividere la scena?
«Se guardo al passato, il nome è uno solo: Massimo Troisi. Lo ammiro per la sua sensibilità artistica ineguagliabile e per quella straordinaria capacità di emozionare il pubblico con estrema semplicità. Per quanto riguarda il presente, dico Toni Servillo: ha il dono di conferire una profondità e un’autenticità assolute a ogni personaggio che interpreta. Condividere una scena con loro sarebbe per me il più grande dei privilegi artistici».

A quale grande artista ti ispiri nel tuo modo di recitare?
«La verità è che cerco di non ispirarmi a nessuno in particolare. Credo fermamente che uno degli aspetti più cruciali per un attore sia la capacità di risultare sempre diverso in ogni interpretazione. Ogni personaggio possiede un’anima propria, una sua storia e un modo del tutto unico di metabolizzare le emozioni. Secondo me, la vera regola aurea dell’attore è questa: non imitare mai, ma riuscire ogni volta a trasformarsi completamente».

Cosa ti appaga di più del mondo dello spettacolo e cosa, invece, ti spaventa?
«La soddisfazione più grande, impagabile, è riuscire a emozionare le persone che ti guardano, lasciando loro un messaggio su cui riflettere. La parte che mi fa più paura, invece, è probabilmente la cronica instabilità di questo ambiente e il rischio, sempre in agguato, di perdere la propria autenticità finendo per inseguire soltanto l’apparenza».

Il contrasto al bullismo è il tuo cavallo di battaglia sociale. Come affronti quotidianamente questo tema così delicato?
«Reputo il bullismo un problema gravissimo, che va affrontato con il dialogo aperto, con una solida educazione e, soprattutto, con una presenza concreta. Il messaggio deve essere chiaro: nessuno deve sentirsi lasciato solo. È fondamentale sensibilizzare i ragazzi, le famiglie e il corpo docente, perché solamente facendo rete si può davvero sperare di sradicare questo fenomeno».

Sei un ragazzo giovanissimo: come vivi il rapporto con i tuoi coetanei, considerando la tua crescente notorietà?
«Cerco di vivere tutto con assoluta semplicità. Amo confrontarmi con i ragazzi della mia età in modo spontaneo e naturale, senza innalzare alcun tipo di distanza o barriera. Perché alla fine della giornata resto semplicemente un ragazzo con i suoi sogni, le sue passioni e i suoi valori, esattamente come tanti altri».

Puoi svelarci qualcosa sui tuoi progetti attuali e futuri?
«Attualmente sono al lavoro su nuovi progetti artistici che, ne sono certo, mi permetteranno di compiere un ulteriore salto di qualità nel mondo della recitazione. Parallelamente, non ho alcuna intenzione di fermare il mio impegno sociale: ritengo sia un dovere morale utilizzare la propria visibilità per trasmettere messaggi positivi alla comunità».

C’è un grande sogno nel cassetto che speri di veder realizzato?
«Il mio sogno più grande è quello di riuscire a lasciare un segno autentico nel mondo dello spettacolo. Vorrei diventare un artista credibile e, al tempo stesso, una persona capace di tendere la mano e aiutare concretamente gli altri attraverso il proprio lavoro».

Di fronte a questa società complessa, Luigi Zeno si reputa un ottimista?
«Sì, mi reputo assolutamente ottimista, ma con un sano realismo. Sono convinto che il mondo abbia un disperato bisogno di ritrovare umanità, rispetto reciproco e capacità di ascolto. Anche in mezzo alle tempeste e nei momenti più difficili, continuo a pensare che noi giovani possiamo, e dobbiamo, essere il motore di un vero cambiamento positivo».

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Onde musicali sul Lago d’Iseo: la magia del folk e del tango accende l’estate sul Sebino

Il festival Onde Musicali sul Lago d’Iseo accende agosto con grandi eventi gratuiti a Lovere e Pisogne: un viaggio emozionante tra folk mondiale e tango argentino che vi farà battere il cuore a ritmo di musica! 🎶 🌅 Sulle sponde del Sebino vi aspettano i grandi maestri di ballo e interpreti internazionali per vivere serate indimenticabili sotto le stelle. 💫 🎹

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Foto Quartetto Marsyas

Lago di Iseo-  Il Lago d’Iseo si conferma uno dei palcoscenici più vibranti e affascinanti dell’estate italiana. La nona edizione di Onde musicali sul Lago d’Iseo, la rassegna itinerante organizzata dall’Associazione Luigi Tadini di Lovere in stretta sinergia con Visit Lake Iseo, entra nel suo terzo mese di programmazione con un cartellone straordinario che accompagnerà ascoltatori e visitatori per tutto il mese di agosto, fino al suggestivo epilogo di settembre. Il festival, che ha già collezionato un grandissimo successo di pubblico nei mesi di giugno e luglio, dimostra come la musica sul Sebino non vada mai in vacanza, trasformando gli angoli più belli delle sponde bergamasca e bresciana in veri e propri spazi di condivisione, emozione e scoperta culturale.

Dalle danze del mondo a Lovere con il Quartetto Marsyas

Il primo grande appuntamento da segnare in agenda è per venerdì 14 agosto 2026 alle ore 21:00 a Lovere, nello splendido scenario di Villa Milesi. Protagonista della serata sarà il quartetto di clarinetti Marsyas, un ensemble d’eccellenza nato nel 2023 tra le aule del Conservatorio Peri di Reggio Emilia e composto dai talentuosi musicisti Francesco Carasi, Gabriele Faustini, Andrea Marenghi e Serena Pattacini. Il gruppo, che ha la particolarità di utilizzare l’intera famiglia del clarinetto dal basso al piccolo, proporrà la Folk Songs Suite, un viaggio sonoro travolgente attraverso le tradizioni coreutiche di tutto il mondo. Il programma spazierà dalle atmosfere della Gran Bretagna all’Europa centro-orientale, toccando l’Argentina e il Messico, per mostrare come la danza sia un linguaggio universale capace di ispirare i più grandi compositori. Il concerto, a ingresso libero, si aprirà con le note di Percy Grainger per poi attraversare le storiche danze ungheresi di Ferenc Farkas e quelle rumene di Béla Bartók, regalando momenti di rara intensità emotiva.

La passione del tango travolge Pisogne

Sabato 22 agosto 2026 il festival si sposterà sulla sponda bresciana, a Pisogne, nella suggestiva cornice della chiesa di Santa Maria della Neve, sempre alle ore 21:00 e con ingresso gratuito. Qui l’atmosfera si farà calda e profonda con lo spettacolo AT-Traverso il Tango, una performance dedicata alle passioni e al virtuosismo tra il Vecchio e il Nuovo Continente. Un quartetto di maestri assoluti, composto da Giovanni Mareggini (flauto), Massimo Tagliata (pianoforte e arrangiamenti), Enrico Lazzarini (contrabbasso) e Riccardo Bontempelli (percussioni), guiderà il pubblico dalle origini dell’habanera cubana dell’Ottocento fino alle composizioni intramontabili di Astor Piazzolla, per poi dialogare con la malinconia e l’energia della Bossa Nova e dei Choros brasiliani. I musicisti vantano carriere stellari: Mareggini ha collaborato con Lucio Dalla e Ian Anderson, ed è stato scelto da Papa Francesco per la direzione musicale del Sinodo dei giovani; Lazzarini ha suonato con Vinicio Capossela, mentre Tagliata ha collaborato con artisti del calibro di Elisa e Biagio Antonacci.

Il gran finale esclusivo sull’Isola di Loreto

Il coronamento di questo straordinario viaggio estivo è previsto per sabato 5 settembre 2026 sull’esclusiva e privata Isola di Loreto con il concerto Viaggio tra le stagioni. L’Ensemble d’archi Astorre Ferrari, diretto da Alessandro Ferrari e con il violinista solista Pietro Bolognini, eseguirà i capolavori di Antonio Vivaldi tratti dalle celebri Quattro Stagioni. Questo evento speciale a pagamento prevede un’esperienza unica che unisce l’arte alla bellezza del paesaggio lacustre, includendo il trasporto in barca privata e un brindisi con le rinomate bollicine della Franciacorta della cantina Antica Fratta, partner di una manifestazione sostenuta con convinzione da Regione Lombardia, Fondazione della Comunità Bergamasca e importanti realtà del territorio.

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