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Spettacolo

Luigi Zeno, la stella nascente di Netflix e Rai si racconta: “La vera regola per un attore? Non imitare nessuno. E ai giovani dico: sconfiggiamo il bullismo”

Ha incantato il Senato, il Parlamento Europeo, Netflix e la Rai… e ha solo poco più di vent’anni! 🎬 🌟 Vi presentiamo Luigi Zeno, il miglior giovane attore italiano del momento! Dal 22 settembre sarà il protagonista della fiction Netflix “Minerva – La scuola”, ma Luigi non è solo una star nascente del cinema. È un ragazzo dal cuore d’oro che gira l’Italia per combattere nelle scuole la piaga del bullismo. Lo abbiamo intervistato per voi: ci ha raccontato del suo amore per Massimo Troisi, del suo metodo di recitazione (“Vietato imitare, l’attore deve sapersi trasformare”) e dei suoi sogni per il futuro. Scoprite l’intervista esclusiva a questo talento purissimo della nostra Napoli! 👇 🎭

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Luigi Zeno

Redazione – Ha il volto pulito della meglio gioventù napoletana, un talento cristallino e una maturità artistica che smentisce clamorosamente la sua giovanissima età. Luigi Zeno non è più soltanto una “promessa” del panorama cinematografico e televisivo italiano, ma una solida e luminosa certezza. I numerosissimi premi collezionati tra il 2025 e il 2026, che lo hanno incoronato a più riprese come “miglior giovane attore italiano” (con tanto di solenni riconoscimenti da parte del Senato della Repubblica Italiana e del Parlamento Europeo), testimoniano un percorso costruito su studio, sudore e sacrificio.

Dal set di “Minerva” all’impegno sociale contro il bullismo

Formatosi presso la prestigiosa CinemaFiction Napoli (Scuola di Recitazione e produzione cinematografica), Luigi ha costruito fondamenta tecniche d’acciaio. Oggi è il protagonista indiscusso dell’attesissima fiction “Minerva – La scuola”, in onda dal 22 settembre su Netflix e già presentata in anteprima assoluta al Giffoni Film Festival. Una serie cruda ed emozionante, ambientata in un liceo militare napoletano, in cui emergono le fragilità e i conflitti interiori dei giovani costretti al rigore della vita in divisa. Un successo che lo sta già proiettando verso nuovi e importantissimi progetti nel circuito Rai.

Ma ciò che rende Luigi Zeno un artista speciale, e un vero modello per i suoi coetanei, è il suo fortissimo impegno sociale. Dopo aver recitato, ad appena 15 anni, nel toccante cortometraggio “La linea sottile” (diretto da Umberto Santacroce), Luigi è diventato un portavoce instancabile nella lotta contro il bullismo. Un impegno che lo ha portato, e lo porterà ancora nella prossima stagione, in un tour senza sosta tra scuole e teatri italiani per sensibilizzare i ragazzi su questa terribile piaga sociale.


L’INTERVISTA ESCLUSIVA

Siamo andati a incontrare Luigi Zeno per scoprire l’uomo che si cela dietro i copioni, per capire come vive le sue emozioni e come affronta la pressione di un successo così travolgente.

Come nasce in Luigi Zeno la passione bruciante per la recitazione e lo spettacolo?
«È una passione che mi porto dentro fin da piccolo. Ho sempre avvertito una forte attrazione per il cinema, il teatro e tutto ciò che permettesse di raccontare e veicolare emozioni. Guardavo i grandi attori sullo schermo e sognavo di poter, un giorno, trasmettere qualcosa di mio al pubblico attraverso un personaggio. Con il passare del tempo, quella che era una semplice curiosità si è trasformata in una vera e propria scelta di vita».

Ci racconti come si è sviluppato il tuo percorso professionale fino ad oggi?
«È stato un cammino costruito passo dopo passo, mattone dopo mattone, fatto di studio, grandi sacrifici e tantissima determinazione. Ho avuto il privilegio di fare esperienze trasversali tra cinema, fiction e vari progetti artistici. Ognuna di queste tappe mi ha aiutato a crescere, non solo professionalmente ma soprattutto umanamente. Ogni set mi ha lasciato qualcosa di indelebile e continua a formarmi».

Quali sono gli attori (del passato e del presente) con cui sogni o avresti sognato di condividere la scena?
«Se guardo al passato, il nome è uno solo: Massimo Troisi. Lo ammiro per la sua sensibilità artistica ineguagliabile e per quella straordinaria capacità di emozionare il pubblico con estrema semplicità. Per quanto riguarda il presente, dico Toni Servillo: ha il dono di conferire una profondità e un’autenticità assolute a ogni personaggio che interpreta. Condividere una scena con loro sarebbe per me il più grande dei privilegi artistici».

A quale grande artista ti ispiri nel tuo modo di recitare?
«La verità è che cerco di non ispirarmi a nessuno in particolare. Credo fermamente che uno degli aspetti più cruciali per un attore sia la capacità di risultare sempre diverso in ogni interpretazione. Ogni personaggio possiede un’anima propria, una sua storia e un modo del tutto unico di metabolizzare le emozioni. Secondo me, la vera regola aurea dell’attore è questa: non imitare mai, ma riuscire ogni volta a trasformarsi completamente».

Cosa ti appaga di più del mondo dello spettacolo e cosa, invece, ti spaventa?
«La soddisfazione più grande, impagabile, è riuscire a emozionare le persone che ti guardano, lasciando loro un messaggio su cui riflettere. La parte che mi fa più paura, invece, è probabilmente la cronica instabilità di questo ambiente e il rischio, sempre in agguato, di perdere la propria autenticità finendo per inseguire soltanto l’apparenza».

Il contrasto al bullismo è il tuo cavallo di battaglia sociale. Come affronti quotidianamente questo tema così delicato?
«Reputo il bullismo un problema gravissimo, che va affrontato con il dialogo aperto, con una solida educazione e, soprattutto, con una presenza concreta. Il messaggio deve essere chiaro: nessuno deve sentirsi lasciato solo. È fondamentale sensibilizzare i ragazzi, le famiglie e il corpo docente, perché solamente facendo rete si può davvero sperare di sradicare questo fenomeno».

Sei un ragazzo giovanissimo: come vivi il rapporto con i tuoi coetanei, considerando la tua crescente notorietà?
«Cerco di vivere tutto con assoluta semplicità. Amo confrontarmi con i ragazzi della mia età in modo spontaneo e naturale, senza innalzare alcun tipo di distanza o barriera. Perché alla fine della giornata resto semplicemente un ragazzo con i suoi sogni, le sue passioni e i suoi valori, esattamente come tanti altri».

Puoi svelarci qualcosa sui tuoi progetti attuali e futuri?
«Attualmente sono al lavoro su nuovi progetti artistici che, ne sono certo, mi permetteranno di compiere un ulteriore salto di qualità nel mondo della recitazione. Parallelamente, non ho alcuna intenzione di fermare il mio impegno sociale: ritengo sia un dovere morale utilizzare la propria visibilità per trasmettere messaggi positivi alla comunità».

C’è un grande sogno nel cassetto che speri di veder realizzato?
«Il mio sogno più grande è quello di riuscire a lasciare un segno autentico nel mondo dello spettacolo. Vorrei diventare un artista credibile e, al tempo stesso, una persona capace di tendere la mano e aiutare concretamente gli altri attraverso il proprio lavoro».

Di fronte a questa società complessa, Luigi Zeno si reputa un ottimista?
«Sì, mi reputo assolutamente ottimista, ma con un sano realismo. Sono convinto che il mondo abbia un disperato bisogno di ritrovare umanità, rispetto reciproco e capacità di ascolto. Anche in mezzo alle tempeste e nei momenti più difficili, continuo a pensare che noi giovani possiamo, e dobbiamo, essere il motore di un vero cambiamento positivo».

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“E tutta questa infinita rabbia”: una dolcissima lettera d’amore all’adolescenza spedita con vent’anni di ritardo. Il capolavoro d’esordio di Riccardo Scirè

“Ho iniziato a scrivere questo libro a scuola da adolescente. L’ho finito 20 anni dopo, da Padre. È una lettera d’amore disperata spedita con due decenni di ritardo”. 🎸 📖 Esce l’attesissimo e rivoluzionario libro del produttore multi-platino RICCARDO SCIRÈ, con una sorpresa pazzesca: la Band musicale inventata nel romanzo ha inciso un VERO Disco che esce oggi su Spotify! Ci sono storie che hanno bisogno di fermentare una vita intera per essere raccontate! Venerdì 11 SETTEMBRE esce finalmente nelle librerie “E tutta questa infinita rabbia” (Fernandel Editore), lo stupendo e doloroso romanzo d’esordio di Riccardo Scirè (famosissimo produttore musicale italiano che ha vinto decine di dischi di Platino scrivendo canzoni per Mengoni, Elodie, Madame e Amoroso!). Il libro ci riporta magicamente in una grigia e spietata Milano “prima” dell’avvento dei Social Network. Protagonisti sono Alex (sedici anni, capelli verdi e cuore di ghiaccio), il bassista ribelle Matt e la violoncellista Viola. Tre ragazzi dalle famiglie sfasciate che usano la Musica come unico strumento per non impazzire, fondando una band punk-rock chiamata “Le Cause Perse”.

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Cover Riccardo Scirè

Redazione- Da venerdì 11 settembre 2026 sarà disponibile in libreria e nei principali store digitali “E tutta questa infinita rabbia”, il romanzo d’esordio di Riccardo Scirè, pubblicato da Fernandel Editore.

Un progetto nato nell’arco di vent’anni che racconta il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, osservato attraverso la distanza del tempo ma senza attenuarne conflitti, inquietudini e contraddizioni. “E tutta questa infinita rabbia” è un progetto multimediale inedito nell’editoria italiana: due band nate nelle pagine del romanzo prendono vita attraverso una discografia reale. Riccardo Scirè affianca così alla scrittura la sua esperienza nel mondo musicale, dando vita a una colonna sonora originale che offre una lettura parallela del libro.

L’album disponibile da venerdì 11 settembre su tutte le piattaforme di streaming digitale include i brani delle Cause Perse, la band al centro della storia, e i brani dei Perfetti Sconosciuti, la band rivale, così da restituire anche musicalmente l’architettura emotiva del romanzo: la rabbia adolescenziale, la città come muro indifferente, il silenzio tra persone che non riescono a parlarsi.

Spiega l’autore a proposito del libro: «Ho iniziato a scrivere questo libro da adolescente sui banchi di scuola, nel 2005, e l’ho finito da padre, nel 2025. È una lettera d’amore all’adolescenza, spedita con vent’anni di ritardo. È un romanzo di (de)formazione. È la storia, raccontata in maniera corale, di un gruppo di teenager che cerca di incanalare il rancore come meglio può: suonando in una band, imbrattando muri, cacciandosi nelle risse».

SINOSSI

Milano. Prima dei social, prima che tutto si addomesticasse.

Alex ha sedici anni, i capelli verdi e il cuore in cassaforte. Matt ha un basso tra le mani e un’allergia al gregge. Poi arriva Viola: suona il violoncello e ha uno sguardo che non chiede permesso.

Da quel momento nasce qualcosa che ha il sapore di una salvezza: una band, le Cause Perse, e l’occasione per trasformare la rabbia in grammatica musicale.

Attorno a loro un gruppo di ragazzi sospesi fra amicizie che resistono, amori che finiscono e famiglie che si sfaldano. E una città, Milano, che non offre riparo e non perdona niente.

Tra concerti, murales e tradimenti, Alex e Matt imparano a stare al mondo come possono. Senza protezioni, senza istruzioni. Con la musica come unico strumento per non andare in pezzi.

E tutta questa infinita rabbia è un romanzo corale in cui l’adolescenza non è ancora diventata un ricordo addolcito, ma resta una ferita aperta. Su ciò che si è stati e su ciò che si rischia di diventare.

Biografia

Riccardo Scirè, songwriter e produttore multi-platino, è nato a Milano nel 1987. I suoi brani hanno totalizzato oltre 1,5 miliardi di stream e ottenuto 28 dischi di platino e 7 dischi d’oro. Tra gli artisti con cui ha collaborato ricordiamo Marco Mengoni, Elettra Lamborghini, Carolina Benvenga, Riki, Sangiovanni, Madame, Paola & Chiara, Finley, Alessandra Amoroso, Elodie.

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Il coro struggente per Guccini, la sfida dei nuovi talenti e la magia di Boosta: l’anima del Monferrato vibra in una tempesta di musica e parole

La grande musica d’autore si prende l’anima del Piemonte! 🎶⛰️ Il Monferr’Autore Festival infiamma settembre con 25 eventi straordinari: dall’emozionante e immenso coro in piazza a Casale Monferrato per ricordare Francesco Guccini, fino all’energia elettronica di Boosta dei Subsonica e alla finale dei giovani talenti del Monferrato Music Contest. Un viaggio unico tra parole, note e colline Unesco che vi farà battere il cuore. Scoprite il programma completo e tutti gli ospiti nell’articolo! 👇❤️✨

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Francesco Guccini

Casale Monferrato (AL) – Ci sono ferite che solo il canto collettivo può lenire, e ci sono storie che meritano di essere urlate al cielo per non disperdersi nel vento. A un mese esatto dalla dolorosa e storica scomparsa di un gigante eterno come Francesco Guccini, la terra piemontese si prepara a trasformarsi nel palcoscenico di un rito emotivo senza precedenti. Domenica prossima, alle ore 18:00, Piazza Mazzini a Casale Monferrato diventerà un immenso, commovente coro improvvisato a cielo aperto. Un’iniziativa pura, viscerale, promossa in collaborazione con Radio in Fiore, dove chiunque potrà unirsi portando la propria voce, una chitarra acustica o semplicemente un cartello con un verso impresso, per celebrare l’eredità artistica e umana di un poeta che ha cresciuto intere generazioni.

Questo straordinario omaggio popolare rappresenta il cuore pulsante dei prossimi appuntamenti del Monferr’Autore Festival, la monumentale rassegna di musica e cultura che da aprile sta attraversando la provincia di Alessandria con ben 25 eventi distribuiti in 15 differenti località. Sotto la direzione artistica illuminata del giornalista e scrittore Enrico Deregibus, e con la meticolosa direzione organizzativa di AccademiaMonferrato, il festival si conferma un crocevia multiforme di canzoni, visioni e “live journalism”. Un viaggio emozionale tra le colline e le risaie patrimonio Unesco che, dopo aver ospitato giganti del calibro di Ron, Mauro Pagani e Cisco, si prepara a un settembre di fuoco sospeso tra la memoria dei grandi maestri e il futuro della canzone italiana.

Dall’eredità dei maestri al futuro del rock: la notte dei giovani cantautori

Il passaggio di testimone generazionale avverrà ufficialmente l’8 settembre, alle ore 21:00, sul palco del Country Sport Village di Mirabello Monferrato. In una notte carica di attese e battiti accelerati, andrà in scena la finalissima del Monferrato Music Contest, il concorso ideato da Deregibus con l’apporto di RadioGold e il patrocinio della Provincia, volto a scovare i diamanti grezzi della musica locale. A contendersi la vittoria e un premio di 500 euro a supporto della propria attività artistica saranno cinque promesse assolute: Alba (Alba Mazzeo), il duo Novi-Alessandria Bailenga, Mosi (Simone Corda), Soloselena (Selena Ambrosio) e la band Velvet Mountain. A decretare il vincitore, che verrà premiato dal Presidente della Provincia Luigi Benzi, sarà una giuria d’eccezione, affiancata da un premio speciale assegnato dal pubblico under 30 presente in platea.

Ma il viaggio di Monferr’Autore non si ferma qui e si addentra nei territori dell’avanguardia culturale. Giovedì 10 settembre, la libreria “Andando e stando” di Alessandria ospiterà un incontro intimo e profondo con Emidio Clementi, carismatico leader dei Massimo Volume e colonna della cultura alternativa italiana, che presenterà il suo ultimo romanzo “Prima dell’incendio”. Il 24 settembre sarà invece la volta del Di noi tre di Alessandria, teatro della prima assoluta di Linda Antosiano (in arte Linn) con il suo spettacolo di teatro-canzone “Canto per non piangere”, un rimpallo poetico tra monologhi comici e canzoni fortemente drammatiche.

L’elettronica di Boosta e il gran finale: l’abbraccio del territorio

Il picco della sperimentazione sonora verrà raggiunto venerdì 25 settembre all’Officina di Alessandria. Qui, uno dei pionieri del rock elettronico italiano, Boosta — al secolo Davide Dileo, fondatore e tastierista dei Subsonica —, sarà protagonista di un incontro-talk alle ore 21:00 per poi dare vita a un dj set sofisticato, un mix magnetico di sonorità elettroniche e narrazione d’atmosfera. Il sipario sul festival calerà infine domenica 27 settembre alle 16.30 in Piazza Astori a Castelletto Monferrato, con il concerto gratuito di Agnese Valle, straordinaria cantautrice e clarinettista romana, già vocal coach di “Amici” e finalista alle Targhe Tenco, che celebrerà l’Open Day della scuola di musica di AccademiaMonferrato.

Monferr’Autore si conferma così un’opera d’arte collettiva capace di unire l’energia strumentale del rock alle parole profonde del cantautorato. Sostenuto con forza da una fitta rete di comuni — tra cui Balzola, Conzano, Gamalero, Lu Cuccaro, Occimiano, Pontestura, Rivarone, Treville e Volpedo —, questo festival dimostra come la bellezza di un territorio possa diventare lo specchio perfetto delle fragilità e delle rinascite del nostro tempo, offrendo al pubblico una bussola per riappropriarsi della propria identità e tornare a sentire un brivido autentico di vita.

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Il peso invisibile di diventare adulti: i “Tuttotace” squarciano il silenzio generazionale con “SIGNORI”, un grido d’identità tra sogni, rimpianti e la paura di somigliare ai genitori

Diventare grandi fa paura, ma somigliare ai nostri genitori ci terrorizza ancora di più? 💔🎵 I tuttotace tornano con “SIGNORI”, un singolo viscerale e profondo che fotografa il passaggio all’età adulta e lo scontro generazionale. Il videoclip, girato in una splendida villa a Roma dal regista Andrea Boccianti, è un capolavoro di immagini e silenzi che vi colpirà dritto al cuore. Se cercate una canzone capace di dare voce a ciò che non riuscite a dire, l’avete trovata. Correte a leggerne la storia e a guardare il video! 👇✨▶️

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Cover Tuttotace

Roma – Esiste un momento esatto, nella vita di ognuno di noi, in cui lo specchio smette di restituirci l’immagine di un ragazzo e inizia a mostrare i tratti di qualcun altro. È un passaggio silenzioso, quasi doloroso, in cui ci si scopre a compiere gli stessi gesti, a usare le stesse inflessioni di voce di chi ci ha preceduto. Da oggi, venerdì 4 settembre 2026, questo delicato e struggente cortocircuito emotivo ha una colonna sonora ufficiale. Entra infatti in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “SIGNORI”, il nuovo, attesissimo singolo dei tuttotace, rilasciato per l’etichetta Tropicana Music Label, promosso da Red&Blue Music Relations e distribuito da ADA Music Italy. Un brano che non si limita ad essere ascoltato, ma che scava nelle pieghe dell’anima per dare voce all’eterno conflitto tra il desiderio di unicità e l’eredità generazionale.

Il cuore pulsante del brano ruota attorno a una frase che risuona come una promessa solenne, ma anche come una spaventosa richiesta di riscatto: «Non saremo mai come i tuoi genitori». Un verso che i tuttotace lasciano volutamente sospeso in un limbo fatto di speranza, orgoglio e sottile rimpianto. I “signori” del titolo non sono altro che il mondo esterno, gli adulti apparentemente “sistemati”, coloro che incarnano i binari prestabiliti su cui la società ci impone di viaggiare. La band esplora con una sensibilità disarmante la linea d’ombra che separa la paura del futuro dalla premura per il futuro, ricordandoci che non ci si trasforma in adulti in un solo istante, ma attraverso un gioco interminabile di scelte quotidiane, apprensioni nascoste e spensieratezza perduta.

Sei anni di convivenza e ricerca: la genesi del brano più profondo della band

Dietro l’architettura sonora di questo singolo c’è un lavoro monumentale, durato anni. I tuttotace — un collettivo di quattro studenti di filosofia nato nel 2019 e composto da Massimo Rusi (voce e chitarra), Riccardo Quell de Riso Paparo (batteria), Federico Bentivoglio (basso) e Andrea El Khaloufi (chitarra) — hanno riversato in questa traccia le loro esperienze più intime. «“Signori” è un brano nato dalla connessione di esperienze osservate e vissute nell’arco di sei anni in case differenti», spiega calorosamente il gruppo, svelando le radici profonde del pezzo, «tutte accomunate dalla convivenza di giovani ragazzi con signori adulti. È il pezzo nella cui scrittura abbiamo dato di più. La ricerca dell’atmosfera, dell’armonia e dei suoni è stata lunga e ispirata. È un brano che ci parla in modo molto profondo, andando a smuovere parti più o meno sopite della nostra anima».

Questa incredibile urgenza espressiva si traduce in un sound viscerale e stratificato. I quattro membri del gruppo sono tutti polistrumentisti e portano dentro influenze apparentemente inconciliabili che, per magia chimica, sul pentagramma si fondono alla perfezione. Si passa dal country folk e dall’emo d’oltreoceano che ispirano la chitarra fingerpicking di Massimo, alla batteria tecnica ma emotiva di Riccardo (il vero motore ritmico della band), fino alle trame armoniche curate da Federico, soprannominato il “signore dell’armonia” per il suo amore per i Beatles e i Verdena. A spezzare le lunghe suite progressive ci pensa la vena rock e metallica di Andrea, che contamina il sound con suggestioni shoegaze alla Alcest e post-rock alla Mogwai, donando al brano una struttura pop-rock moderna e di devastante impatto emotivo.

Una villa a Roma e un piano sequenza di anime: il videoclip di Andrea Boccianti

Ad amplificare la potenza narrativa di “SIGNORI” contribuisce in modo decisivo il videoclip ufficiale, scritto, diretto e montato dal talento visivo di Andrea Boccianti. Girato interamente tra le mura suggestive e gli ampi spazi esterni di una grande villa storica nel cuore di Roma, il video mette in scena una metafora visiva potentissima: la convivenza forzata di generazioni diverse sotto lo stesso tetto. Attraverso inquadrature curate e una fotografia densa di contrasti, Boccianti fotografa quel gioco di sguardi, di silenzi e di silenziose apprensioni che definisce il legame tra giovani e adulti, mostrando come ci si trasformi di continuo, fino al giorno in cui, guardandosi indietro, si capisce finalmente di essere diventati, a propria volta, dei “signori”.

Dopo il battesimo di fuoco dell’estate 2025 con la registrazione dell’album d’esordio “un’altra grande città”, arrivato dopo cinque anni di prove ininterrotte in garage, i tuttotace dimostrano oggi una maturità artistica spaventosa. Con oltre venti inediti nel cassetto e una voglia matta di calcare i palchi di tutta Italia, la band romana concepisce la propria musica come una serie di promemoria emotivi, un urlo liberatorio lanciato in preda alla sorpresa di essere vivi. La loro musica si rivolge a chiunque senta il bisogno di verbalizzare ciò che nel quotidiano non si riesce a dire. E ascoltando “SIGNORI”, il forte sospetto è che tantissimi ragazzi, e altrettanti genitori, troveranno finalmente le parole che stavano cercando.

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