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Psicologia delle relazioni

Lei era nuda ma non è come sembra…La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Carissima dottoressa, ho un problema che non mi aspettavo: con la compagna, sin dai primi tempi, il sesso è sempre stato piuttosto strano e variegato, nei posti più insoliti proprio perché doveva essere imprevedibile e coinvolgente. Tutto bene fino ad un anno fa quando, la mia signora viene a sapere di un mio innocente incontro con una tipa che frequentavo in passato è alla quale spiegavo, con forza, che non sono più libero e che non intendo tradire la mia signora.

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ALESSANDRA HROPICH

Redazione-  Carissima dottoressa, ho un problema che non mi aspettavo: con la compagna, sin dai primi tempi, il sesso è sempre stato piuttosto strano e variegato, nei posti più insoliti proprio perché doveva essere imprevedibile e coinvolgente. Tutto bene fino ad un anno fa quando, la mia signora viene a sapere di un mio innocente incontro con una tipa che frequentavo in passato è alla quale spiegavo, con forza, che non sono più libero e che non intendo tradire la mia signora. Il fatto è che un detective, su preciso incarico, ha scattato delle foto di me in macchina, al buio mentre tentavo di dire ad alla tipa che ora ho una vita appagante e che non intendo tradire. Solo perché faceva caldo ed ero senza camicia mentre la ragazza era seduta sopra di me e senza reggiseno, è scoppiato il putiferio a casa perché, la mia compagna ha pensato male, mi ha tirato sedie e vestiti addosso per cacciarmi di casa. Ma io non ho fatto nulla di male e, non ho minimamente fatto sesso con la ragazza che ho incontrato di recente poche volte, semmai era lei che cercava, quella sera in cui sono stato immortalato, di convincermi a farlo, niente da fare, la mia compagna mi ha buttato fuori furiosa come un cane solo per delle foto che non dicono nulla del momento. Una donna che mi si butta addosso nuda, non è che è sempre sesso, la pregavo anzi di vestirsi ma questo, in una foto non si può capire. Una foto non parla.
Antonio da Terrasini

Antonio, mi ricorda quel bambino che ha mangiato la Nutella e, alla domanda della mamma «L’hai mangiata?», risponde di no con la bocca evidentemente sporca di Nutella.
Antonio, vuole convincere me della sua buona fede, visto che con la sua compagna le è già andata male?
Non credo che lei abbia ancora spiegazioni da dare qui o altrove. È successo, evidentemente lei non sapeva di essere fotografato e le prove parlano.
Perché deve rendersi ridicolo con spiegazioni inverosimili? È sufficiente quanto ha già inventato; non serve arrampicarsi ulteriormente sugli specchi.
Teme l’addebito da parte di sua moglie? Si consigli con un buon avvocato, ma elimini le spiegazioni troppo inverosimili.
Conoscevo un signore che diceva sempre:
«Non è come sembra!»
Era una risposta perfetta per prendere tempo, dato che il tipo non sapeva mai cosa rispondere davanti alle conseguenze delle proprie bravate.
Bisogna comportarsi e rispondere da uomini anche di fronte a certe colpe, non da stupidi.
E poi c’è un particolare che forse lei finge di non vedere: se la sua compagna l’ha fatta seguire da un detective, avrà avuto ben più di un sospetto.
Non credo che una donna, così, per passatempo, pensi:
«Vediamo un po’ dove va oggi il mio compagno: magari lo trovo in macchina senza camicia con una donna senza reggiseno seduta sopra di lui, mentre lui le spiega i valori della fedeltà.»
Insomma, Antonio, la scena che descrive non è esattamente quella che si potrebbe definire una normale riunione condominiale.
Lei sostiene che non ci sia stato sesso.
Può anche essere.
Ma se vuole convincere qualcuno, cominci almeno a raccontare una versione che non sembri uscita da una commedia degli equivoci.
Perché una donna nuda sopra di lei, lei senza camicia, una macchina al buio e un detective che fotografa tutto, seguiti dalla spiegazione secondo cui lei stava semplicemente cercando di convincerla a vestirsi…
Antonio, diciamolo con franchezza: non è che non sia come sembra. È che sembra proprio quello che lei sta cercando disperatamente di spiegare che non è.
Dunque, forse, il problema non è soltanto che lei è stato scoperto.
È che, una volta scoperto, ha pensato che la strategia migliore fosse convincere tutti che la Nutella era finita sulla sua bocca per caso.
E, francamente, la Nutella fotografata lascia poche possibilità alla fantasia.

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Psicologia delle relazioni

Il mio ex era un pervertito e approfittava della mia innocenza ! La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Cara Alessandra, sono stata fidanzata per sette anni con un uomo ricco, famoso mentre io ero una ragazzina di vent’ anni, lui era un navigato uomo di mezza età.
Mi comprava gioielli, mi portava in vacanza con lui che era sempre in giro per il mondo, mi faceva fare tante esperienze che non avevo mai fatto prima. Un giorno, lui mi chiede di poter portare una donna con noi a letto e mi convince anche a provare un po’ di droga, giusto per sentirci tutti carichi. Inizialmente, non ero d’ accordo ma lui sapeva essere convincente con le cose che mi comprava.

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ALESSANDRA HROPICH

Redazione-  Cara Alessandra, sono stata fidanzata per sette anni con un uomo ricco, famoso mentre io ero una ragazzina di vent’ anni, lui era un navigato uomo di mezza età.
Mi comprava gioielli, mi portava in vacanza con lui che era sempre in giro per il mondo, mi faceva fare tante esperienze che non avevo mai fatto prima. Un giorno, lui mi chiede di poter portare una donna con noi a letto e mi convince anche a provare un po’ di droga, giusto per sentirci tutti carichi. Inizialmente, non ero d’ accordo ma lui sapeva essere convincente con le cose che mi comprava.
Accettai di trovarmi a letto con una bionda, tedesca che piaceva tanto al mio lui ma pensavo si trattasse di una bravata di una notte.
Invece, ogni sera, prima la cocaina, poi puntuale, arrivava una nuova donna al giorno nel nostro letto, portata dal mio lui.
Pensavo cambiassero le cose ma il mio uomo si divertiva a cercarne poi anche due alla volta, io mi sentivo usata e sporca ma ero frastornata, dicevo a me stessa che, in fondo, lui aveva scelto me, comprava borse, scarpe, gioielli, vestiti a me, non alle altre a cui, evidentemente dava delle somme in denaro per ogni serata. Ero combattuta e non riuscivo a mollare il mio lui ricco e famoso.
Poi, dopo sette anni di relazione con donne ogni giorno sempre nuove, e cocaina, lui mi lascia di punto in bianco e si mette con una donna con cui fa dei figli, una che poi sposa e alla quale dà quasi tutti i suoi immensi beni: ville, conti e uffici.
Così, io che ho sopportato per sette anni la cocaina ogni sera, una donna nel letto ogni giorno diversa, mi sono trovata mollata per un’ altra a cui lui dà una gran parte del suo patrimonio, aggiungo anche che non è affatto bella, sembra un manico di scopa, secca ed insipida, praticamente il mio opposto.
Cosa avrà mai più di me la donna che ha poi sposato?
Le sembra giusto tutto questo?
Carlotta da Arzachena -Porto Cervo-

Cara Carlotta, lei era adulta e, soprattutto, la sua permanenza nella relazione non fu soltanto una conseguenza della coercizione: era anche sedotta dal denaro, dal lusso e dallo status di quell’ uomo. Il fatto che lei stessa riconosca di aver pensato «lui ha scelto me, compra tutto a me» mostra quanto fosse legata a quei vantaggi. Quindi trovo legittimo osservare che, per sette anni, ha accettato consapevolmente una relazione che non le piaceva più, anche perché ne ricavava benefici materiali. Insomma, non proprio una prigionia in una cella umida: diciamo una gabbia dorata, con borse firmate, gioielli e biglietto aereo in prima classe.
È anche vero che la posizione di potere non era affatto simmetrica: lui era molto più grande, ricco e navigato, introduceva la cocaina e organizzava sistematicamente gli incontri con altre donne. Se lei era inizialmente contraria e lui utilizzava regali e persuasione per ottenere il suo consenso, c’è comunque una dinamica manipolatoria che non va ignorata. Perché regalare una borsa dopo aver ottenuto qualcosa che lei non voleva non trasforma magicamente la manipolazione in una romantica storia d’amore: al massimo la rende una manipolazione con un ottimo reparto shopping.
E sulla moglie che «sembra un manico di scopa» sorvolerei completamente: il fatto che l’altra donna sia bella o brutta non c’ entra nulla. Lei sembra rimproverare all’ex non tanto di averla lasciata, quanto di aver dato alla moglie ciò che lei riteneva di meritare dopo sette anni di lusso, sesso di gruppo e droga. Come se dopo sette anni di fidanzamento avesse maturato una specie di TFR sentimentale: «Ho fatto sette anni di straordinari, adesso pretendo almeno una villa».
Le dico cosa molto probabilmente è successo: lui, dopo sette anni di sesso di gruppo, aiutandosi ogni giorno con la cocaina ed essendo un uomo di una certa età, deve aver accusato qualche malore fisico, un medico deve avergli detto cosa rischiava e lui si è preoccupato, correndo ai ripari.
Non è che al suo ex piacesse di punto in bianco una sola donna nel letto perché si era accorto di essere pazzo solo di lei. È abbastanza certo che la droga abbia dato uno stop alle scorribande erotiche del tipo. A un certo punto, evidentemente, il cardiologo ha avuto più potere decisionale delle bionde tedesche.
Riguardo la fisionomia della sua attuale signora, le ricordo che può piacere anche una donna insignificante, magra e che il modo di fare, il carattere di ferro, il modo di essere valgono molto più della bellezza quando una donna sa dove vuole arrivare. Non esiste una classifica mondiale delle fidanzate in base alla circonferenza della vita o alle misure.
Evidentemente, il «manico di scopa» è in acciaio inossidabile e sa ottenere ciò che vuole.
La moglie invece, potrebbe aver semplicemente costruito con quell’uomo il tipo di rapporto che lui voleva avere quando ha deciso di cambiare vita.
E allora no, non è particolarmente elegante chiedersi cosa abbia «più di lei». Potrebbe avere qualcosa di molto meno luccicante di un diamante ma assai più utile: essere arrivata nella vita di quell’ uomo nel momento in cui lui voleva una moglie, una famiglia e una vita diversa.
Quanto al patrimonio, poi, temo che dovrà farsene una ragione: i gioielli ricevuti durante una relazione non sono automaticamente una polizza vita e, sette anni di eccessi, non generano, per legge, un diritto alla villa con piscina.
Lei non è stata necessariamente «meno» della moglie. È stata semplicemente la donna di una fase diversa della vita di quell’ uomo. E forse la lezione più amara è proprio questa: il lusso ostentato serve ad abbindolare le persone ma una relazione non diventa straordinaria e soprattutto d’ amore se non lo è.
Nel sesso di gruppo e nel consumo di droga, ci vedo una finalità che non ha nulla a che vedere con il sentimento, con il desiderio di creare una famiglia o una relazione, non scherziamo. Che fosse un utilizzo del suo corpo, a pagamento, era chiaro sin da subito. E non è affatto detto che un uomo pervertito convertito forzatamente per ragioni di salute alla normalità, viva serenamente. Magari ha costruito una famiglia e la fa vivere lontano da lui, moglie in testa, si fidi, ho conosciuto ricchi che vivono esattamente così ed è una pacchia per le signore arricchite.

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Se lui si eccita con le altre ! La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Cara Alessandra, sono Sonia, fidanzata da due anni con un ragazzo bello ma che ultimamente mi fa dannare. Stiamo a cena, lui vede una tipa che gli piace, scatta il suo eccitamento, diventa rosso e pretende di fare immediatamente sesso con me, ovunque si trovi.
Qualche volta, quando ancora non sapevo nulla del problema del mio ragazzo, l’ ho assecondato e mi sono trovata a fare sesso con lui nel camerino di alcuni grandi magazzini dove entrava anche lui con il pretesto di aiutarmi nel provare i vestiti.

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ALESSANDRA HROPICH

Redazione-  Cara Alessandra, sono Sonia, fidanzata da due anni con un ragazzo bello ma che ultimamente mi fa dannare. Stiamo a cena, lui vede una tipa che gli piace, scatta il suo eccitamento, diventa rosso e pretende di fare immediatamente sesso con me, ovunque si trovi.
Qualche volta, quando ancora non sapevo nulla del problema del mio ragazzo, l’ ho assecondato e mi sono trovata a fare sesso con lui nel camerino di alcuni grandi magazzini dove entrava anche lui con il pretesto di aiutarmi nel provare i vestiti. Poi, sotto un albero e ovunque lui vedesse qualcuna che lo eccitasse. Era abile nel dirmi che gli prendeva un improvviso ed irrefrenabile desiderio che avrei dovuto soddisfare subito se davvero ci tenevo alla nostra relazione.
Un giorno però, lo vidi con gli occhi incollati a lungo sul seno  prosperoso di una ragazza, mentre ancora la spogliarsi con gli occhi, cercava di baciare me toccandomi, lì pretesi una spiegazione, lui mi disse: “guardare una donna non è reato!”
Replicai bruscamente io: “Si ma intanto tu baci e tocchi me mentre guardi un’ altra!”
A quel punto, lui mi confidò, con difficoltà, di provare un desiderio forte di fare sesso anche vedendo le altre, definite da lui “fonte di ispirazione”.
Dunque, venni a sapere che, non una volta ma tante volte lui si era eccitato facendo sesso poi immediatamente con me.
Ed ecco perché lo faceva quasi sempre nei posti più strani e sempre dopo aver ammirato e desiderato qualcuna.
Ho continuato a frequentare il mio ragazzo ma non ho voluto più fare sesso dicendogli anche che avrebbe dovuto farsi aiutare da uno psicologo o sessuologo esperto, lui non sembra molto aver capito il problema perché io lo avevo già assecondato in passato tante volte.
Mi sento in colpa ora io per aver affrontato il problema con eccessiva chiarezza, so che è brutto consigliare uno psicologo al tuo uomo ma io mi sono sentita costretta.
Che malattia ha il mio lui?
Sonia da Misterbianco

Non mi permetto di certo di fare valutazioni cliniche, né trovo giusto dare del malato ad un uomo. Mi limito a dire come vedo la situazione: il problema non è semplicemente che il tuo ragazzo trovi attraenti altre donne, guardare una persona, apprezzarne l’aspetto e perfino provare eccitazione può rientrare nella normale esperienza sessuale. Ciò che appare problematico, nel tuo racconto, è il meccanismo che segue: ogni volta che una donna cattura la sua attenzione, lui sembra sentire l’esigenza di trasformare immediatamente quell’eccitazione in un rapporto sessuale con te, arrivando a pretendere che tu lo assecondi anche in luoghi e situazioni inappropriate.
Sul piano psicologico potrebbero esserci difficoltà nel controllo degli impulsi, nella gestione dell’eccitazione o un’associazione molto rigida tra stimolo visivo e bisogno di scarica sessuale.
C’è però un aspetto che mi preoccupa maggiormente: il modo in cui lui cerca di coinvolgerti. Dirti che devi soddisfare il suo desiderio «se davvero ci tieni alla relazione» significa trasformare il sesso in una prova d’amore e mettere pressione sul tuo consenso. Il suo desiderio può essere improvviso e intenso quanto vuole, ma tu non hai alcun obbligo di soddisfarlo.
E non sentirti in colpa per avergli suggerito uno psicologo o un sessuologo. Non è un’offesa e non significa considerarlo «malato»: significa riconoscere che esiste una difficoltà che lui stesso dovrebbe imparare a comprendere e gestire. Un professionista potrebbe aiutarlo a capire perché uno stimolo esterno diventa per lui un bisogno sessuale così urgente e, soprattutto, come imparare a gestirlo senza coinvolgere necessariamente te.
Tu non sei il corpo sul quale deve scaricare l’eccitazione che gli provocano le altre donne. Una donna deve essere la compagna di un uomo, desiderarlo e vivere con lui una sessualità intensa, ma non essere una valvola di sfogo obbligatoria.

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Il sesso a tre. E la coppia ? La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

ara, ti dispiace se stasera porto nel nostro letto una donna mora che ravviva la nostra serata? Una tipa tutta curve e niente cervello che, sento, porterà sprint e ci farà divertire, ne guadagna il  nostro feeling di coppia!”

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ALESSANDRA HROPICH

Redazione-  “Cara, ti dispiace se stasera porto nel nostro letto una donna mora che ravviva la nostra serata? Una tipa tutta curve e niente cervello che, sento, porterà sprint e ci farà divertire, ne guadagna il  nostro feeling di coppia!”
Questa, la richiesta di mio marito fatta una sera mentre guardavamo la Tv.
Sul momento e vista
l’ espressione del viso di mio marito, sembrava una richiesta birichina e scherzosa ma comunque una tantum, una novità e niente più.
Purtroppo, l’ arrivo di una terza donna, è diventata la regola: da oltre un anno, more, rosse, bionde, nere, cinesi, tutte le razze e specie nel nostro letto.
Una sera, ne ho parlato con mio marito che mi ha detto: “Io amo te ma, ultimamente, prediligo il trio, il sesso non è coppia è gruppo!’
Ci sono rimasta male, credevo veramente che mio marito avesse voglia di fare uno strappo alla regola una volta (che poi si è protratta per un anno).
Ed ora? Niente sesso tra noi se non arriva una ragazza o signora
dall’ esterno, cosa dovrei fare? Dovrei portare mio marito da uno psicologo per farlo rientrare nella coppia?
Paola da Ajaccio

Una terza donna nel letto matrimoniale per migliorare il feeling di coppia?
È una favola.
La storia del “lo faccio per noi” è una delle giustificazioni più fantasiose che si possano raccontare. Se ogni volta entra una donna diversa nella camera da letto, più che una terapia di coppia sembra un casting a luci rosse permanente.
Tuo marito non aveva alcuna voglia di fare un semplice gioco erotico a  tre. Piuttosto, sembra aver spostato il proprio interesse dalla dimensione della coppia a quella del sesso condiviso, fino a trasformare il rapporto a tre in una condizione necessaria. Altro che fantasia occasionale.
Questo, di per sé, non implica un disturbo psicologico: alcune persone sviluppano preferenze sessuali non convenzionali. Tuttavia, quando una preferenza diventa l’ unica modalità accettata, ignorando il disagio del partner e compromettendo la reciprocità della relazione, può indicare una difficoltà a mantenere l’intimità esclusiva di coppia, una ricerca continua di novità e stimoli oppure una minore attenzione ai bisogni affettivi dell’altro.
Il punto più rilevante non è il desiderio del trio in sé, ma il fatto che venga imposto come unica possibilità. È qui che nasce lo squilibrio della relazione. Se per fare sesso serve sempre una comparsa, il problema non è la comparsa: è ciò che la coppia, da sola, non riesce più a rappresentare.
Uno psicologo potrebbe essere utile, ma non per “far rientrare tuo marito nella coppia”, come se bastasse una seduta per spegnere un interruttore. Potrebbe invece aiutare entrambi a capire se i vostri bisogni, i vostri desideri e la vostra idea di relazione siano ancora compatibili.
Nessuna richiesta è mai soltanto un gioco: racconta sempre qualcosa della relazione. Nel caso specifico, parla di stanchezza, ricerca continua di novità, desiderio di coppia affievolito o bisogno di trasgredire… ma con la moglie in platea, così da non dover nemmeno rinunciare alla comodità della relazione stabile e senza dover mentire per il tradimento, perché di questo, comunque, si tratta.

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