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“Teatro e Musica sotto le stelle” sbarca a Villa Raspa: risate, radici e tradizioni popolari con l’atteso spettacolo “Sgroje”

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Locandina Evento Villa Raspa Spoltore

Spoltore – Le calde sere d’estate in provincia si stanno confermando, ancora una volta, il palcoscenico ideale per ritrovare quel preziosissimo senso di appartenenza e comunità che i ritmi invernali rischiano spesso di soffocare. Prosegue infatti con inarrestabile e meritato successo la bellissima rassegna “Teatro e Musica sotto le stelle”, un contenitore artistico e culturale di altissimo profilo che ha animato e, per la gioia dei cittadini, continuerà ad animare tutto il vasto territorio del comune di Spoltore fino alla fine naturale dell’estate. L’iniziativa non si limita a offrire un mero e asettico intrattenimento serale, ma assolve a una funzione civica fondamentale: creare dal nulla e alimentare nel tempo occasioni concrete di incontro, scambio e socialità aperta e trasversale per l’intera comunità cittadina.

L’appuntamento a Villa Raspa: in scena la commedia “Sgroje”

Il prossimo, attesissimo appuntamento segnato in rosso sul calendario degli eventi estivi si sposterà nella popolosa e vivace frazione di Villa Raspa. L’evento è in programma per la serata di giovedì 22 agosto 2026, con inizio fissato alle ore 21:00. Il palcoscenico a cielo aperto sarà allestito nel cuore pulsante del quartiere, ovvero nella suggestiva e accogliente cornice di Piazza degli Angeli, proprio di fronte al sagrato della storica parrocchia di San Camillo, un luogo che storicamente funge da aggregatore naturale per le famiglie del posto.

I riflettori si accenderanno per illuminare lo spettacolo “Sgroje”, un’opera teatrale brillante, ritmata e profondamente radicata nella verace tradizione popolare locale. Il testo è stato appositamente scelto e messo in scena con un preciso e nobile obiettivo: divertire senza filtri, strappare sorrisi sinceri e coinvolgere attivamente il pubblico presente grazie all’uso sapiente della comicità genuina e alla perfetta e cinica rappresentazione delle dinamiche umane e sociali tipiche della nostra cultura di provincia.

Il valore inestimabile del teatro popolare e della tradizione

Opere teatrali come “Sgroje” non sono mai, in alcun modo, produzioni di serie B. Al contrario, il teatro vernacolare o di tradizione locale rappresenta uno degli ultimissimi e più resistenti baluardi contro l’omologazione culturale globale. Portare in piazza, in mezzo alla gente comune, uno spettacolo che parla la lingua dei nostri padri e che esaspera in chiave comica i difetti e i pregi tipici delle nostre realtà cittadine significa, in ultima analisi, fare un’operazione di salvaguardia della memoria storica collettiva. Significa ricordarci chi siamo, da dove veniamo e, soprattutto, insegnarci il prezioso dono dell’autoironia, capace di disinnescare con una semplice risata le tensioni sociali di ogni giorno.

Il lavoro di squadra: l’impegno di Istituzioni e Associazioni

La riuscita di un cartellone così ricco, capillare e strutturato (capace di coprire capillarmente un territorio vasto e frastagliato come quello spoltorese) non è mai frutto del caso, ma è sempre il risultato felice di una complessa e virtuosa sinergia tra le istituzioni pubbliche e il mondo dell’associazionismo locale. L’intero evento è stato infatti fortemente voluto, promosso e sostenuto dall’attivissimo Assessorato alla Cultura del Comune di Spoltore, guidato con passione da Nada Di Giandomenico.

La cura certosina della messa in scena, la logistica e la complessa organizzazione artistica dell’intera rassegna sono invece amorevolmente e professionalmente affidate all’esperienza degli Amici del Teatro di Spoltore, una realtà che da anni si batte per la diffusione della cultura sul territorio. Ad arricchire ulteriormente l’iniziativa, vi è poi la solida e prestigiosa collaborazione con importanti realtà teatrali di respiro nazionale, come la blasonata Unione Italiana Libero Teatro, garanzia di assoluta qualità artistica.

Informazioni pratiche e contatti per il pubblico

L’invito a partecipare è, ovviamente, esteso a tutta la cittadinanza di Spoltore, di Villa Raspa e dei comuni limitrofi: famiglie, anziani e giovani in cerca di una serata all’insegna della cultura leggera e del sano divertimento. Per avere ulteriori, specifiche informazioni sull’evento o per richiedere delucidazioni e dettagli sulla serata del 22 agosto, l’organizzazione ha messo a disposizione dei cittadini una linea diretta: è possibile contattare telefonicamente o via messaggio il numero 380 305 3677 (chiedendo del signor Adamo). La piazza vi aspetta, che il sipario si alzi!

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Roma celebra Gianni Testa a due anni dalla scomparsa: al Portico d’Ottavia nasce l’associazione per il «pittore dei cavalli» con Claudio Strinati

Lunedì 19 ottobre a Roma (Da Giggetto al Portico d’Ottavia) una giornata speciale in ricordo del Maestro Gianni Testa a due anni dalla scomparsa. Alla presenza dello storico dell’arte Claudio Strinati e delle istituzioni nasce l’Associazione «Arte, Cavalli e Passione» presieduta dalla figlia Chiara. La carriera del «pittore dei cavalli», da Carlo Levi al Vittoriano: tutti i dettagli nell’articolo completo 👇

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Gianni Testa Studio

Roma – A due anni dalla scomparsa di Gianni Testa, avvenuta nell’autunno del 2024, la Capitale si prepara a rendere un omaggio solenne e corale a uno dei maestri più amati, vigorosi e originali della pittura italiana contemporanea. Universalmente celebrato come il «pittore dei cavalli» per la straordinaria potenza cromatica con cui sapeva infondere sulle tele l’impeto ancestrale, il movimento plastico e la nobiltà del destriero, l’artista romano sarà al centro di una giornata commemorativa in programma lunedì 19 ottobre 2026, alle ore 17:30, presso lo storico ristorante Da Giggetto al Portico d’Ottavia, nel cuore monumentale del Ghetto ebraico di Roma. L’appuntamento, che accoglierà collezionisti, studiosi, galleristi e amici di una vita tra le opere del Maestro esposte nelle sale, rappresenterà la cornice ufficiale per il debutto dell’Associazione «Arte, Cavalli e Passione», sodalizio nato per iniziativa della famiglia con il compito di tutelarne, catalogarne e divulgarne l’immenso patrimonio artistico e umano.

Il tributo al Portico d’Ottavia: Roma celebra il genio e l’eredità di Gianni Testa

La cerimonia vedrà la partecipazione di figure di spicco del panorama culturale e istituzionale capitolino. Tra gli interventi più attesi figura quello dello storico e critico d’arte Claudio Strinati, già Soprintendente per il Polo Museale Romano, affiancato dai colleghi critici d’arte Tony Bonavita, Vittorio Esposito e Nicoletta Rossotti. A portare la loro testimonianza saranno inoltre la scrittrice Livia Mombelli Garrone, l’attrice Mariangela Torres e il consigliere capitolino Giorgio Trabucco, a testimonianza dell’indissolubile legame che ha unito Gianni Testa alla sua città natale.

L’incontro, moderato da Giuseppe Scatolini, vedrà una fitta rappresentanza della famiglia e del comitato fondatore dell’associazione: dalla presidente Chiara Testa alla moglie Mariagrazia Bomba, dalla sorella Lidia Testa a Massimo Ferrari, socio fondatore e storico fotografo del pittore, fino al nipote Daniel Giannasca Testa, a cui l’artista era legato da un affetto viscerale, e una delegazione dell’Associazione del Fante. Un momento di memoria viva che rifugge la retorica per riscoprire il fuoco creativo di un maestro che ha fatto dell’indipendenza espressiva e del rigore accademico la sua firma inconfondibile.

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Nasce l’Associazione «Arte, Cavalli e Passione»: la memoria affidata alla figlia Chiara

Fondata da sette soci promotori, l’Associazione «Arte, Cavalli e Passione» nasce con finalità civiche, solidaristiche e di promozione sociale. L’ente si prefigge il compito primario di avviare l’archiviazione scientifica dell’intero corpus pittorico di Gianni Testa, contrastando il fenomeno delle contraffazioni e garantendo a collezionisti e musei un punto di riferimento filologico certo per la certificazione e autenticazione delle opere.

Accanto alla conservazione documentale, l’associazione punta a sostenere attivamente le nuove generazioni di artisti attraverso l’istituzione di borse di studio, laboratori formativi, premi di pittura e percorsi di turismo culturale aperti a ricercatori italiani e stranieri. «Ricordare mio padre a due anni dalla scomparsa significa non soltanto celebrare una carriera straordinaria, ma costruire un ponte vivo capace di trasmettere ai giovani i valori della libertà espressiva e della dedizione al lavoro che hanno guidato ogni sua pennellata», ha dichiarato la presidente Chiara Testa, custode della memoria artistica paterna.

Dall’amicizia con Carlo Levi e Guttuso alle mostre a New York: sessant’anni di pittura pura

Nato a Roma il 23 ottobre 1936, Gianni Testa ha attraversato oltre sei decenni di storia dell’arte del secondo Novecento. Dopo la laurea conseguita all’Università La Sapienza e gli anni formativi dedicati al restauro presso la prestigiosa Galleria Borghese, dove apprese i segreti della luce caravaggesca e la chimica dei pigmenti rinascimentali, Testa si inserì nel fermento intellettuale della Capitale del dopoguerra.

Determinante fu l’incontro con Carlo Levi, che ne intuì immediatamente il talento prorompente e lo incoraggiò a esporre già nei primi anni Sessanta accanto ai mostri sacri della pittura figurativa italiana. In quegli anni di vivace dibattito politico e artistico, Testa strinse legami di fraterna stima con Renato Guttuso, Ennio Calabria, Pericle Fazzini e Carlo Quaglia, partecipando alle più prestigiose kermesse del Paese, dalla Biennale Romana alla Triennale di Milano fino alla Quadriennale di Roma. Negli anni Ottanta e Novanta il suo raggio d’azione travalicò i confini nazionali, conquistando il collezionismo internazionale con memorabili rassegne a Basilea, New York e Philadelphia.

I critici, Claudio Strinati e il Vittoriano: l’energia selvaggia del «pittore dei cavalli»

Sebbene il soggetto equestre sia stato la sua icona più celebre, la poetica di Gianni Testa ha saputo spaziare con eguale maestria tra paesaggi onirici, nudi carnali, folle oceaniche e soggetti sacri. Nei suoi destrieri in corsa, vibranti di pennellate dense, vorticose e materiche, si condensa una ricerca stilistica originale che fonde il rigore del realismo con la luminosità atmosferica dell’impressionismo francese e l’urlo espressivo dell’avanguardia.

Numerosi i riconoscimenti ricevuti nel corso della sua lunga traiettoria artistica, tra cui spicca il Premio alla Carriera conferitogli dal critico d’arte Vittorio Sgarbi e la memorabile mostra antologica che la città di Roma gli tributò nel 2014 negli spazi solenni del Complesso del Vittoriano. L’evento del 19 ottobre al Portico d’Ottavia riapre ufficialmente il dialogo tra Roma e uno dei suoi figli più illustri, consegnando alle future generazioni la testimonianza di un artista che ha saputo dipingere la vita con indomita passione e assoluta libertà.

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Artinvita Festival 2026 accende l’Abruzzo: tra videoinstallazioni, residenze francesi e l’Antropocena, l’arte interroga l’impatto dell’uomo sulla terra

Dal 23 ottobre al 1° novembre la IX edizione di Artinvita Festival Internazionale degli Abruzzi: tra Orsogna, Guardiagrele, Arielli e Crecchio arte e sostenibilità interrogano l’Antropocene. Dal Nouveau Grand Tour francese alla performance con marionette a grandezza naturale, fino alla cena-evento «Antropocena» e al videomapping monumentale. Tutto il programma completo nell’articolo 👇

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Carnet de bal 2

Orsogna – L’arte contemporanea torna a farsi lente d’ingrandimento per decifrare le ferite e le trasformazioni del nostro pianeta, radicandosi nel cuore pulsante dell’Abruzzo collinare. Dal 23 ottobre al 1° novembre 2026 prende ufficialmente il via la nona edizione di Artinvita – Festival Internazionale degli Abruzzi, prestigiosa kermesse multidisciplinare che unisce teatro, danza, musica, arti visive e riflessione ecologica lungo il suggestivo asse marrucino, toccando i territori comunali di Orsogna, Guardiagrele, Arielli e Crecchio, in provincia di Chieti. Organizzato dall’associazione culturale abruzzese Insensi in coproduzione con la compagine francese Théâtre de Léthé – Collectif 2+, e sostenuto dalla Fondazione Nuovi Mecenati (Fondazione Franco-Italiana di sostegno alla creazione contemporanea), il festival compie un salto di qualità ambizioso, promuovendo un dialogo fecondo tra comunità locali, residenze artistiche internazionali e urgenza climatica.

La nona edizione sull’asse marrucina: l’arte contemporanea che interroga l’Antropocene

Al centro del cartellone 2026 vi è una domanda radicale: quale impronta lasciano le attività umane sui paesaggi, sugli ecosistemi e sulla memoria collettiva? La direzione artistica guidata da Marco Cicolini ha scelto di sfidare il concetto stesso di festival temporaneo, costruendo una presenza culturale distribuita lungo l’intero arco dell’anno per consolidare legami autentici con il territorio e con i suoi abitanti. L’edizione di quest’anno intende fare delle piazze, delle chiese dismesse e dei teatri dell’entroterra chietino un laboratorio a cielo aperto in cui riflettere collettivamente su modelli di convivenza più equi e sostenibili.

La rassegna si aprirà ufficialmente venerdì 23 ottobre nella suggestiva cornice della chiesa di San Rocco ad Arielli, dove sarà inaugurata la video installazione documentaria «Da qui in poi ci sono i Leoni», opera dell’artista associata Paola Di Mitri visitabile fino al 1° novembre. Il progetto osserva con sguardo lucido e penetrante le alterazioni del paesaggio naturale provocate dall’espansione industriale e dalle dinamiche estrattive, stimolando una presa di coscienza sui limiti invalicabili degli equilibri biologici.

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Da Arielli a Guardiagrele e Crecchio: videoinstallazioni, residenze francesi e tango con marionette

Domenica 25 ottobre il festival proporrà un doppio evento ad altissimo tasso di contaminazione internazionale. Alle ore 11:00 lo spazio indipendente /f urbä/ di Guardiagrele ospiterà il vernissage dell’installazione visiva firmata dalla giovane artista francese Pernelle Gaufillet-Ventura, in residenza per un mese in Abruzzo grazie al programma «Nouveau Grand Tour 2026», promosso dall’Institut Français e dall’Ambasciata di Francia in Italia per sostenere i migliori talenti emergenti transalpini, con la curatela di Simone Marsibilio.

Nel pomeriggio, dalle ore 16:00, la carovana di Artinvita si sposterà nell’Auditorium Santa Maria Da Piedi a Crecchio: la giornata si aprirà con un laboratorio gratuito di tango argentino accessibile a tutti, seguito alle ore 18:00 dalla performance «Carnet de Bal», in cui la celebre coreografa francese Pascale Toniazzo danzerà intrecciando i propri passi con una poetica marionetta a grandezza naturale, sospesa e animata dal vivo. A suggellare l’incontro tra arte e convivialità paesana sarà la degustazione culinaria a cura delle storiche «Mamme d’Abruzzo», custodi delle ricette tradizionali del territorio marrucino.

«Antropocena» a Orsogna: la tavola sostenibile di Marco Cicolini e dello chef Arturo Franzino

Mercoledì 28 ottobre alle ore 21:00 tornerà a Orsogna uno degli eventi simbolo più amati e provocatori del festival: «Antropocena». Ospitata presso i locali della pizzeria FràGranze di Francesco Pace, la cena/evento interdisciplinare ideata dal direttore artistico Marco Cicolini e realizzata in collaborazione con lo chef italo-francese Arturo Franzino condurrà i commensali in un’esperienza sensoriale inedita.

Attraverso un percorso gastronomico a portate narrative, i partecipanti saranno invitati a confrontarsi direttamente con l’impatto ecologico delle proprie abitudini alimentari, interrogandosi su filiere corte, impronta carbonica del cibo, biodiversità e prospettive nutrizionali del futuro. Un format originale in cui la convivialità della tavola si trasforma in dibattito etico e civile, richiedendo la prenotazione obbligatoria per ragioni di capienza.

Il gran finale al Teatro De Nardis: la musica di BINETA, il videomapping e Giulia Scotti

La tranche conclusiva di Artinvita 2026 animerà il Teatro Comunale Camillo De Nardis di Orsogna. Venerdì 30 ottobre alle ore 21:00 riflettori accesi sul concerto-spettacolo «L’Acquario – Ce qui s’écaille de ce qui brille» di BINETA, alter ego artistico della virtuosa polistrumentista, cantante e ballerina francese Anne-Lise Binard, già collaboratrice di giganti della scena come James Thierrée e fresca di pubblicazione dell’acclamato album «FOLKLO». Lo spettacolo vedrà l’artista esibirsi in una versione speciale creata durante la sua residenza abruzzese.

Al termine del concerto, dalle 22:30 a mezzanotte, la facciata monumentale del teatro orsognese si trasformerà in un’immensa tela vivente grazie al videomapping monumentale «L’ile au corail», ideato dall’artista associato Simon Rouby: un’opera visiva magnetica che mette a confronto i milioni di anni necessari alle barriere coralline per rigenerarsi dopo le ere geologiche con la rapidità drammatica dell’attuale collasso climatico. Il sipario sulla nona edizione calerà domenica 1° novembre alle 19:00 con la pièce teatrale «Quello che non c’è» della regista Giulia Scotti, produzione selezionata attraverso il prestigioso network nazionale In-Box, suggellando dieci giorni di pura creatività e impegno civile tra le montagne e il mare d’Abruzzo.

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A Spazio Rossellini nasce «2046: Lettere al futuro»: il grande teatro, la danza e la musica scrivono alle prossime generazioni con ATCL e Rai Radio 3

A Spazio Rossellini (Roma) tre serate evento il 19 e 26 ottobre e il 9 novembre: «2046: lettere al futuro» chiude il progetto T.I.R. di ATCL con i vertici di teatri, festival e musica (da Longhi a Macciardi e Capparelli) che scrivono ai colleghi di domani. I simposi, i tirocini per giovani under 35 e la trasmissione su Rai Radio 3: tutti i dettagli nell’articolo completo 👇

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Spazio Rossellini

Roma – Che cosa scriverebbe oggi un direttore artistico, un sovrintendente o un maestro di scena alla persona che, esattamente vent’anni dopo, sarà chiamata a ricoprire il suo medesimo incarico alla guida di un teatro nazionale, di un corpo di ballo o di una grande istituzione concertistica? Da questo interrogativo visionario e carico di responsabilità civile prende vita «2046: lettere al futuro», l’atteso ciclo di tre serate pubbliche che conclude la fortunata rassegna T.I.R. – Teatri in Rete. Promosso e coordinato da ATCL – Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio (Circuito Regionale Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo, riconosciuto dal Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio), il progetto giunge al suo atto conclusivo sul palcoscenico di Spazio Rossellini, polo culturale della Regione Lazio, trasformandosi in una tribuna d’eccezione in cui i vertici del sistema performativo italiano passeranno simbolicamente il testimone alle nuove leve under 35.

La sfida visionaria di Spazio Rossellini: epistole dal presente verso il 2046

Il format ideato per le tre serate del 19 ottobre, 26 ottobre e 9 novembre 2026 si distingue per una formula tanto essenziale quanto dirompente. Ciascun protagonista invitato salirà sul palco per leggere una lettera inedita della durata di circa cinque minuti, indirizzata direttamente al proprio ideale successore dell’anno 2046. Non si tratterà di un nostalgico amarcord né di una sterile lezione accademica, ma di un autentico esercizio di preveggenza e generosità: interrogarsi sulle trasformazioni tecnologiche, antropologiche e sociali che investiranno lo spettacolo dal vivo nei prossimi due decenni.

Alle letture seguirà un confronto aperto e senza filtri con la platea composta da studenti universitari, giovani artisti, allievi delle accademie e operatori under 35 che hanno partecipato alle attività formative di Teatri in Rete. Un dialogo generazionale incentrato sulla ridefinizione degli spazi pubblici, sui modelli di finanziamento, sull’impatto dell’intelligenza artificiale nei processi creativi e sulle nuove modalità di ingaggio con pubblici sempre più frammentati e digitalizzati.

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Il trittico degli incontri: i maestri del teatro, della danza e della musica a confronto

Il calendario delle tre serate vedrà sfilare a Spazio Rossellini i massimi esponenti della cultura nazionale. Si comincia lunedì 19 ottobre con il teatro, con la conduzione di Graziano Graziani e Lorenzo Pavolini. A scrivere al futuro saranno Claudio Longhi, direttore del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa; Elena Di Gioia, direttrice artistica di Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale; Isabella Di Cola, direttrice artistica di ATCL; e Saverio La Ruina, pluripremiato attore, drammaturgo e direttore del festival Primavera dei Teatri.

Lunedì 26 ottobre il testimone passerà all’arte coreutica, in una serata guidata da Katia Ippaso e Graziano Graziani. Protagonisti saranno Gemma Di Tullio (Puglia Culture), Angela Fumarola (Fondazione Armunia e Inequilibrio Festival), Michele Mele (OperaEstate Festival / B.Motion), Gabriella Stazio (coreografa e presidente di Movimento Danza) e Mvula Sungani, presidente del Consiglio Superiore dello Spettacolo. Infine, lunedì 9 novembre alle 20:30, la chiusura sarà affidata alla musica, con il coordinamento di Valerio Corzani: sul palco interverranno Marco Molendini (consulente Umbria Jazz), Stefano Senardi (presidente onorario Club Tenco), Andrea Miccichè (presidente NUOVO IMAIE), Elena Capparelli (direttrice RaiPlay e Digital) e Fulvio Macciardi, sovrintendente del Teatro di San Carlo di Napoli.

Il bilancio del progetto T.I.R. di ATCL: orientamento, simposi e dieci tirocini retribuiti

Le tre serate rappresentano il coronamento di un vasto programma di divulgazione e orientamento professionale finanziato dall’Assessorato al Lavoro e alla Formazione della Regione Lazio e cofinanziato dall’Unione Europea con le risorse del FESR Lazio 2021-2027. Nel corso del 2026, Teatri in Rete ha coinvolto centinaia di giovani under 35 residenti in tutte le cinque province del Lazio (Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo), abbattendo la distanza tra i percorsi accademici e le concrete opportunità occupazionali nelle carriere organizzative, gestionali, tecniche e promozionali del palcoscenico.

Il progetto ha visto la realizzazione di cinque simposi tematici territoriali, cinque webinar specialistici e cinque workshop immersivi, arricchiti da moduli e-learning e sessioni di mentoring personalizzato. Punto di forza dell’iniziativa è stata l’attivazione di dieci tirocini retribuiti della durata di sei mesi presso teatri, festival e circuiti regionali, consentendo a giovani professionisti di entrare direttamente negli organigrammi delle strutture produttive per apprendere i segreti della contrattualistica, del diritto d’autore, della sostenibilità ecologica e della progettazione europea per la cultura.

Dallo Spazio Rossellini ai microfoni di Radio 3 Rai: un patrimonio sonoro per le nuove generazioni

La risonanza del ciclo di incontri non resterà confinata entro le mura del polo di via della Vasca Navale. Tutte le lettere al futuro e i dibattiti con le giovani generazioni saranno integralmente registrati per una successiva messa in onda sui canali nazionali di Rai Radio 3, storica emittente culturale del servizio pubblico radiofonico.

Le trasmissioni radiofoniche trasformeranno le riflessioni dei maestri in un archivio sonoro permanente e liberamente fruibile in podcast, fornendo alle università, agli addetti ai lavori e al grande pubblico uno spaccato autentico sulle speranze e sui timori dello spettacolo dal vivo. Un ponte ideale gettato verso il 2046, che ribadisce la centralità del teatro, della danza e della musica come beni comuni irrinunciabili per la tenuta civile e democratica del nostro Paese.

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