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Salute

Allarme West Nile in Abruzzo, registrato il primo caso del 2026 a Teramo: 85enne ricoverato in ospedale, scatta l’indagine epidemiologica

Allarme zanzare in Abruzzo! 🦟 🚨 Registrato a Teramo il primo caso del 2026 di virus West Nile nell’uomo. Un anziano di 85 anni si è presentato in ospedale con febbre alta e forti dolori: le analisi del sangue hanno confermato l’infezione. L’uomo è attualmente ricoverato nel reparto di Malattie Infettive, ma fortunatamente le sue condizioni sono buone ed è fuori pericolo. Nel frattempo, la Asl di Teramo ha fatto scattare una vera e propria caccia alla zanzara: gli ispettori stanno ricostruendo tutti i luoghi frequentati dall’uomo per avviare immediate disinfestazioni mirate. Gli esperti, però, rassicurano la popolazione: “Niente panico! Nell’80% dei casi l’infezione è asintomatica, e solo nell’1% dei soggetti fragili richiede il ricovero”. Leggete tutti i dettagli, i sintomi a cui prestare attenzione e le raccomandazioni ufficiali dei medici per evitare le punture nel nostro articolo! 👇 🩺

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Teramo – L’estate porta con sé, purtroppo, anche i rischi legati alle punture di insetto, e la soglia di attenzione torna improvvisamente ad alzarsi in tutto l’Abruzzo. Nelle scorse ore, infatti, la Asl di Teramo ha ufficialmente registrato e confermato il primissimo caso del 2026 di infezione da virus West Nile nell’uomo a livello regionale. Un campanello d’allarme che le autorità sanitarie si aspettavano, considerando che già alla fine dello scorso mese di luglio l’efficiente sistema di monitoraggio locale aveva individuato un’anomala circolazione del virus (Wnv) tra le colonie di zanzare presenti sul territorio.

L’infezione e il tempestivo ricovero: l’anziano paziente è fuori pericolo

Il paziente colpito dal virus è un uomo di 85 anni che, accusando un malessere generale, si è recato nella giornata di ieri presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Teramo. I sintomi riportati dall’anziano erano febbre alta e forti dolori osteoarticolari. I medici hanno immediatamente sospettato la presenza dell’infezione e, nel primo pomeriggio di oggi, il risultato delle analisi del sangue ha fugato ogni dubbio confermando la positività al West Nile.

Fortunatamente, la tempestività dei soccorsi ha giocato un ruolo fondamentale. Attualmente il paziente si trova ricoverato in isolamento e sotto stretta osservazione nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale teramano (diretto con grande competenza dalla dottoressa Antonella D’Alonzo). Le sue condizioni di salute generali sono buone, il quadro clinico è stabile e, come rassicurano i medici, la sintomatologia dolorosa e febbrile si sta già risolvendo positivamente.

Caccia alla zanzara: scatta l’indagine epidemiologica della Asl

Non c’è tempo da perdere, però, sul fronte della prevenzione ambientale. Il Servizio di Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica (Siesp) della Asl di Teramo ha fatto immediatamente scattare l’indagine epidemiologica, così come rigorosamente previsto dal piano operativo regionale per la prevenzione e il controllo delle Arbovirosi.

L’obiettivo degli ispettori sanitari è tanto delicato quanto vitale: ricostruire meticolosamente tutti gli spostamenti e i luoghi frequentati dall’85enne nei giorni precedenti l’insorgere dei sintomi. Questo permetterà di individuare il possibile “luogo di esposizione” al vettore, ovvero il punto esatto in cui la zanzara infetta ha punto l’uomo. Sulla base dei risultati di questa mappa epidemiologica, la Asl valuterà di concerto con i sindaci e le autorità competenti l’avvio immediato di mirate e massicce procedure di disinfestazione ambientale per abbattere il rischio di nuovi contagi.

Niente panico: le rassicurazioni degli esperti sui veri rischi

La West Nile, è bene ricordarlo, è un’infezione virale trasmessa all’uomo (e ad altre specie animali come i cavalli) esclusivamente dalla puntura della Culex pipiens, la comunissima zanzara nostrana che entra in azione prevalentemente nelle ore serali, dal tramonto all’alba.

Di fronte alla comprensibile preoccupazione dei cittadini, il dottor Maurizio Belfiglio, direttore del Siesp della Asl di Teramo, ha voluto diffondere un messaggio di grande serenità: “È importante rassicurare la popolazione: la semplice presenza del virus nelle zanzare non significa in alcun modo che avremo un’epidemia di persone malate. Nell’uomo, in ben l’80% dei casi, l’infezione decorre in forma assolutamente asintomatica, senza nemmeno accorgersene. Un 20% sviluppa sintomi simili a una banale influenza. Solo in una rarissima percentuale inferiore all’1%, e limitatamente a soggetti anziani, immunodepressi o con gravi patologie croniche pregresse, l’infezione può purtroppo evolvere verso forme neuro-invasive gravi che richiedono il ricovero”.

Prevenzione e sorveglianza: una rete sanitaria d’eccellenza

La rete di protezione eretta dalle istituzioni sta funzionando a pieno regime. Come spiegato dal direttore del Dipartimento di Prevenzione, Mario Di Domenicantonio, e dal direttore della Sanità Animale, Andrea Di Provvido, il territorio è setacciato quotidianamente. Vengono esaminate le carcasse di uccelli selvatici, si monitorano le zanzare nei laboratori dell’Istituto Zooprofilattico e si tengono sotto stretta osservazione gli equidi.

Per la gestione tempestiva di ogni emergenza, il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia ha istituito un gruppo di lavoro d’élite che coinvolge i direttori Delle Monache, Angeli, D’Alonzo, Gabriele e Chiatamone Ranieri. In attesa di eventuali disinfestazioni, la Asl raccomanda a tutti i cittadini, e specialmente ai soggetti fragili, di adottare comportamenti di buon senso: utilizzare i comuni repellenti cutanei, indossare abiti chiari a maniche lunghe nelle ore serali, dotare le finestre di zanzariere e, soprattutto, svuotare regolarmente i sottovasi nei balconi per evitare piccoli, insidiosi ristagni d’acqua dove le zanzare amano riprodursi.

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Salute

Sanità al collasso, l’ultimatum di UAP sulle nuove tariffe: “Il Governo rischia di sbagliare ancora. Se chiude il privato, a pagare sono i cittadini”

La sanità italiana rischia il collasso definitivo: scatta l’ultimatum al Governo! 🏥 📉 Il prossimo 9 settembre l’UAP (Unione Nazionale Ambulatori e Ospedalità Privata), guidata dalla Presidente Mariastella Giorlandino, scenderà in piazza a Roma con una denuncia pubblica senza precedenti. Al centro della bufera ci sono le nuove “Tariffe Sanitarie”: dopo che il TAR ha già bocciato il primo decreto, l’esecutivo rischia di sbagliare ancora, imponendo rimborsi che non coprono minimamente i costi reali degli esami medici! Il rischio è altissimo: se le cliniche private (che assorbono solo il 17% della spesa ma garantiscono migliaia di ricoveri) sono costrette a chiudere, milioni di pazienti si riverseranno in massa sui già congestionati ospedali pubblici, scatenando liste d’attesa infinite (come già accaduto di recente a Messina). L’allarme di Giorlandino è netto: “Sulla pelle dei malati, sbagliare una seconda volta è inammissibile”. Leggete l’inchiesta completa nel nostro nuovo articolo! 👇 🩺

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Unione Nazionale Ambulatori

Redazione – Il sistema sanitario italiano è seduto su una vera e propria bomba a orologeria. Dopo anni di sacrifici, tagli lineari e l’impatto devastante della pandemia, l’equilibrio tra la salute dei cittadini e la tenuta dei bilanci è appeso a un filo sottilissimo. A lanciare un allarme che non ammette repliche o rinvii è UAP (Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata), che attraverso la voce della sua Presidente, Mariastella Giorlandino, annuncia una conferenza stampa nazionale esplosiva fissata per il prossimo 9 settembre a Roma, presso la prestigiosa sede di CEOforLIFE Clubhouse in Piazza di Monte Citorio. Quella che andrà in scena, come preannunciato dai vertici dell’associazione, non sarà la classica presentazione tecnica per addetti ai lavori, ma una durissima e frontale denuncia pubblica sulle nuove tariffe sanitarie imposte dal Governo.

Il pasticcio del Decreto: “Vietato sbagliare una seconda volta”

La genesi di questo scontro istituzionale ha radici profonde. Il famigerato decreto del 25 novembre 2024, che avrebbe dovuto rivoluzionare in peggio le tariffe della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica, è stato clamorosamente annullato e smontato dal TAR del Lazio a causa di gravissime carenze procedurali e istruttorie. Oggi, il Governo è al lavoro su un nuovo provvedimento che avrebbe dovuto correggere definitivamente quelle criticità. Tuttavia, per UAP, la toppa rischia di essere peggiore del buco: le rassicurazioni non bastano e i timori di un nuovo e letale pasticcio normativo sono più che mai fondati.

Pubblico e privato accreditato: le due anime dello stesso Servizio

Il cuore della denuncia di UAP mira a smontare un pregiudizio ideologico purtroppo molto diffuso: la presunta e dannosa contrapposizione tra ospedali pubblici e cliniche private. “Pubblico e privato accreditato sono parti essenziali e complementari dello stesso identico Servizio Sanitario Nazionale (SSN)”, ribadisce la nota dell’associazione. I numeri parlano da soli e non lasciano spazio a interpretazioni: la sanità privata accreditata assorbe soltanto il 17% dell’intera spesa pubblica nazionale, ma, in proporzione, garantisce risultati mostruosi. Fornisce infatti circa il 28% dei ricoveri ospedalieri complessivi, oltre la metà dell’assistenza in lungodegenza, quasi l’80% delle indispensabili terapie riabilitative e una quota vitale della diagnostica specialistica quotidiana. Non si tratta di una componente accessoria, ma di una colonna portante della capacità produttiva e di cura del Paese.

Il dramma delle tariffe al ribasso e il caso limite di Messina

Ma cosa accade quando la burocrazia statale fissa prezzi completamente scollati dalla realtà dei costi medici? Il principio economico è spietato. Se una prestazione sanitaria, tra materiali, personale e macchinari, costa realmente 7 euro ma lo Stato decide arbitrariamente di rimborsarla solo 5 euro, si innesca un corto circuito letale.

Nel sistema pubblico, quei due euro mancanti si trasformano in voragini nei bilanci delle Asl, costringendole a tagliare risorse vitali a medici, infermieri e nuove tecnologie (un dramma assoluto per le Regioni già in piano di rientro). Nel privato accreditato, l’effetto è ancora più immediato e tragico: l’impossibilità di coprire i costi costringe le strutture a bloccare le assunzioni, sospendere i servizi meno remunerativi o, nella peggiore delle ipotesi, a chiudere definitivamente i battenti.

Le conseguenze per i cittadini? Devastanti. Lo dimostra in modo inequivocabile il recente e drammatico caso di Messina: la temporanea chiusura estiva dei laboratori privati locali ha immediatamente riversato migliaia di pazienti disperati sui pronto soccorso e sui laboratori degli ospedali pubblici, generando file chilometriche, disagi inenarrabili e bloccando il sistema. Se crolla l’offerta del privato, la domanda di salute dei cittadini non scompare per magia: si riversa inevitabilmente e drammaticamente sulle già fragili spalle del pubblico.

Il trucco delle medie matematiche: “Una media non è una cura”

Tra le contestazioni tecniche più aspre sollevate da UAP nei confronti del nuovo metodo governativo c’è l’utilizzo di “costi aggregati”. In pratica, il Ministero calcola la media dei costi di interi gruppi di prestazioni diverse. Un metodo che fa infuriare gli operatori: sapere che un macrogruppo di esami è in equilibrio matematico non dice nulla sulla sopravvivenza del singolo esame, che se erogato in perenne perdita finirà per essere cancellato dalle prenotazioni. Da qui lo slogan tagliente: “Una media non è una prestazione”.

L’ultimatum di Mariastella Giorlandino: servono trasparenza e risposte

L’appuntamento del 9 settembre a Roma si preannuncia infuocato. “Dopo un decreto annullato dal Tar, una nuova e lunghissima istruttoria e ulteriori risorse stanziate, noi pretendiamo di sapere nero su bianco quanto costa realmente ogni singola prestazione medica, come è stata determinata quella tariffa e come sono stati gestiti i soldi pubblici”, dichiara senza mezzi termini la Presidente Mariastella Giorlandino. “Agli operatori sanitari non si può più chiedere di fare un ennesimo atto di fede al buio. Continuiamo ad avere fiducia nella figura del Ministro della Salute Orazio Schillaci, ma la nostra fiducia nell’azione complessiva del Governo su questa vitale vicenda è ormai profondamente e oggettivamente compromessa. Dopo la figuraccia e l’annullamento del primo decreto, sbagliare una seconda volta sulla pelle dei pazienti italiani non è più ammissibile”.

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Salute

L’ansia da rientro che spegne i benefici delle vacanze: la guida del mental coach Claudio Belardo per sopravvivere al ritorno in ufficio

Il rientro al lavoro ti spaventa? 😭💼 Non farti travolgere dal “Post-Holiday Blues”! Lo psicologo e mental coach Claudio Belardo svela le 3 regole d’oro per sconfiggere l’ansia da ufficio, parcellizzare lo stress e ritrovare subito l’energia psicofisica. 🧠✨ Settembre è il vero capodanno dei tuoi obiettivi: scopri come ripartire al massimo senza bruciare i benefici delle vacanze! ❤️ Leggi qui la guida pratica completa per riprogrammare la tua mente e vincere la sfida del rientro! 👇

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Caserta – La fine delle vacanze estive porta con sé un rito di passaggio collettivo, un momento delicato in cui la spensieratezza dei giorni di festa deve forzatamente lasciare il posto ai ritmi serrati della quotidianità. Per milioni di italiani, il ritorno alla vecchia routine non è affatto un passaggio indolore, ma si trasforma in un vero e proprio ostacolo psicologico noto come sindrome da rientro o “Post-Holiday Blues”. Questa condizione di malessere diffuso colpisce in questo periodo più di un italiano su tre, manifestandosi attraverso una sintomatologia ben precisa: stanchezza cronica, irritabilità diffusa, ansia da prestazione lavorativa, disturbi del sonno e una profonda difficoltà di concentrazione davanti allo schermo del computer. Fortunatamente, la mente umana possiede risorse straordinarie per arginare questo stress e ritrovare l’equilibrio.

Per evitare che i benefici del riposo estivo svaniscano nel giro di pochissimi giorni, lo psicologo e noto mental coach casertano Claudio Belardo ha sviluppato una mini-guida pratica e strategica. L’obiettivo fondamentale di questo percorso non è semplicemente quello di lenire il disagio, ma di riprogrammare profondamente la mente e il corpo, insegnando a vivere il rientro in ufficio non come un trauma inevitabile, ma come un autentico e stimolante nuovo inizio. Settembre, in fondo, possiede una forza progettuale unica, molto simile a quella del capodanno, ed è il momento ideale per ridisegnare le proprie priorità e per impostare nuovi traguardi di crescita personale e professionale.

Le tre regole d’oro per una transizione senza traumi psicofisici

Il protocollo ideato dal Dottor Belardo si articola su tre pilastri fondamentali, facili da applicare ma di straordinaria efficacia scientifica. La prima regola riguarda il cosiddetto rientro morbido: è assolutamente sconsigliato e controproducente pianificare il ritorno in ufficio il giorno immediatamente successivo al rientro dal viaggio. Il cervello ha un disperato bisogno di una zona d’ombra, di un periodo di transizione di almeno 24-48 ore da trascorrere tra le mura di casa per riabituarsi gradualmente ai vecchi spazi e ai suoni quotidiani. Questa decompressione previene lo shock emotivo del primo giorno e permette di metabolizzare la fine della vacanza con la dovuta calma.

Il secondo pilastro si concentra sulla gestione del carico lavorativo attraverso i micro-obiettivi quotidiani. Trovarsi davanti a centinaia di email arretrate e a scadenze imminenti può generare un senso di impotenza paralizzante. Il segreto, mutuato dalle tecniche di preparazione degli atleti d’élite, sta nella parcellizzazione delle attività giornaliere: bisogna concentrarsi su pochi e semplici compiti alla volta, celebrando ogni piccolo successo per mantenere alta la motivazione ed evitare il burnout. Infine, il terzo elemento è l’ancoraggio dello sport. Integrare subito l’attività fisica nella routine settimanale permette di scaricare i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) accumulate con le scadenze e stimola la produzione di endorfine, regalando una naturale sensazione di benessere e vigore.

La gradualità come segreto del benessere: la voce dell’esperto

“Il rientro in ufficio non deve essere vissuto come la fine della libertà, ma come un momento di progettualità”, spiega con fermezza il Dott. Claudio Belardo, analizzando le dinamiche che scattano nella mente dei lavoratori al rientro dalle ferie. Secondo il mental coach, il motivo principale per cui molte persone soffrono enormemente in questa fase è la pretesa irrazionale di voler ripartire immediatamente al cento per cento delle proprie possibilità psicofisiche. Il corpo e la mente, invece, funzionano per gradi. Il segreto del successo aziendale e sportivo risiede tutto nella capacità di conservare piccoli spazi di decompressione durante la giornata lavorativa, come una passeggiata durante la pausa pranzo o un momento di silenzio prima di iniziare una riunione.

Affrontare il mese di settembre con questa nuova consapevolezza significa riappropriarsi del proprio tempo e non permettere alle scadenze di intaccare la nostra serenità interiore. Il lavoro racconta ciò che facciamo, ma non definisce la totalità del nostro essere né il valore della nostra felicità. La guida del Dottor Belardo si configura così come un prezioso salvagente emotivo per questo fine estate, un invito a trattarsi con gentilezza e a guardare al futuro professionale con occhi nuovi, pronti a trasformare la fine delle vacanze nella più grande opportunità dell’anno per prenderci cura di noi stessi e dei nostri sogni più autentici.

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Salute

“Devo divertirmi a tutti i costi”: l’ansia da vacanza colpisce ancora. I tre consigli d’oro dello psicologo Claudio Belardo per staccare davvero

Siete in ferie ma vi sentite comunque stressati, stanchi e in dovere di fare mille cose? Attenzione, potreste soffrire di “ansia da vacanza”! 😰 🏖️ Nell’era dei social network, le vacanze si sono trasformate in un’ansia da prestazione: sentiamo l’obbligo di divertirci a tutti i costi per mostrare agli altri la “vacanza perfetta”, rovinandoci così il meritato riposo. Come uscirne? Il Dott. Claudio Belardo, psicologo esperto in benessere, ci regala tre consigli d’oro per “staccare” veramente: 1️⃣ Disconnessione digitale dai social. 2️⃣ Slow Living (basta agende turistiche piene di impegni!). 3️⃣ Riscoprire il potere terapeutico della NOIA! 🧘‍♀️ “L’estate non è una performance di felicità da esibire”, ci ricorda lo specialista. E voi, riuscite davvero a staccare la spina o avete sempre il telefono in mano? Leggete i consigli completi nel nostro articolo! 👇 📵

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Redazione  – Con l’arrivo del clou della stagione estiva e la tanto sospirata chiusura delle attività lavorative, scatta in ognuno di noi la frenetica ricerca del relax e del distacco dalla routine quotidiana. Un’aspettativa sacrosanta che, tuttavia, nasconde un’insidia psicologica sempre più diffusa nella nostra società moderna. Il brusco passaggio dai ritmi alienanti e supersaturi delle città al tempo libero assoluto può generare, paradossalmente, una forma inaspettata di stress, ormai clinicamente nota come “ansia da vacanza”. Ma come si può trasformare l’estate in una reale opportunità di rigenerazione mentale, evitando di farsi inghiottire dalle aspettative irrealistiche? A fornirci una bussola preziosa per navigare in queste acque è il Dott. Claudio Belardo, rinomato esperto in psicologia del benessere.

L’obbligo di essere felici: quando il relax diventa una performance

A differenza degli approcci clinici tradizionali, la psicologia del benessere si focalizza sul potenziamento delle risorse personali e sul miglioramento della qualità della vita, piuttosto che sulla mera “cura” del disagio conclamato. Durante i mesi estivi, questa disciplina ci offre strumenti estremamente pratici per gestire un fenomeno subdolo: l’idea illusoria del “dover divertirsi a tutti i costi”. Questa concezione rischia infatti di trasformare il prezioso periodo di riposo in un ulteriore, asfissiante fattore di pressione e in una vera e propria ansia da prestazione sociale. Siamo talmente concentrati a dover dimostrare (a noi stessi e agli altri) di stare passando la “vacanza perfetta”, che finiamo per non godercela affatto.

I tre pilastri del Dott. Belardo per rigenerare la mente

Per rispondere a questa moderna esigenza e disinnescare la bomba dello stress estivo, il Dott. Claudio Belardo ha individuato tre pilastri fondamentali per ottimizzare la salute mentale e capitalizzare davvero le ferie:

1. Disconnessione Digitale Consapevole
Il primo passo per riappropriarsi del proprio tempo è abbattere la tirannia dello schermo. Ridurre drasticamente l’uso dello smartphone è vitale per interrompere il flusso continuo e ansiogeno delle notifiche lavorative. Ma non solo: disconnettersi aiuta a mitigare il confronto sociale “tossico” sui social network. Scrollare compulsivamente Instagram o Facebook, guardando le vite (spesso filtrate e finte) degli altri in vacanza, alimenta insoddisfazione e senso di inadeguatezza.

2. Il Rallentamento dei Ritmi (Slow Living)
Spesso, per l’ansia di non sprecare nemmeno un minuto, riempiamo le nostre giornate di ferie con agende turistiche sature di impegni, escursioni e cene, finendo per stancarci più di quando lavoriamo. La soluzione proposta dal Dott. Belardo è lo Slow Living: sostituire la frenesia turistica con momenti lenti e non strutturati, dedicati esclusivamente all’ascolto di sé, alla respirazione profonda e alla serena contemplazione della natura che ci circonda.

3. L’Accettazione del Vuoto e l’Elogio della Noia
Questo è forse il passo più difficile per l’uomo moderno: imparare a tollerare la totale mancanza di impegni fissi senza provare alcun senso di colpa per non essere “produttivi”. Dobbiamo assolutamente riscoprire il valore terapeutico, creativo e rigenerante della noia. Solo quando non facciamo nulla, il nostro cervello si riposa in modo autentico.

“L’estate non è una felicità da esibire”

«L’estate non deve essere una performance di felicità da esibire al mondo», spiega con estrema chiarezza lo specialista. «Il vero benessere estivo si raggiunge solamente quando permettiamo alla nostra mente di decantare, liberando spazio per la creatività e per coltivare relazioni interpersonali sane e autentiche, finalmente lontane dalle ansiogene scadenze del calendario».

Mettendo in pratica, anche gradualmente, questi tre semplici ma potenti strumenti della psicologia del benessere, diventa finalmente possibile trarre i veri benefici dalle vacanze. Un lavoro su se stessi che permetterà all’equilibrio psicofisico ritrovato di mantenersi saldo e stabile non solo in estate, ma anche per affrontare l’inevitabile e faticoso rientro autunnale alle normali attività professionali.

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