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Cronaca

Follia a Olevano Romano: senegalese distrugge la città, poi massacra di botte il Sindaco e i Carabinieri. Militare ferito gravemente al volto

Scene di guerriglia e puro terrore a Olevano Romano (Roma)! 🚨 😡 Un cittadino senegalese (irregolare e alto quasi due metri) ha improvvisamente iniziato a distruggere la città spaccando gli arredi urbani e urlando per strada. I residenti del quartiere Valle, terrorizzati, si sono dovuti barricare in casa! Sul posto sono arrivati i Carabinieri, il 118 e il Sindaco Umberto Quaresima per cercare di calmarlo e tentare un TSO. Ma l’uomo è esploso in una rabbia cieca: ha iniziato a prendere a calci e pugni le forze dell’ordine, lanciando pesanti vasi contro di loro. Fermato a fatica con lo spray al peperoncino, il bilancio è drammatico: 4 Carabinieri sono rimasti feriti. Uno di loro è gravissimo, con una frattura al volto che necessita di intervento chirurgico in sala operatoria. Anche il coraggioso Sindaco è rimasto ferito al braccio! “Abbiamo evitato il peggio, ma non è stato semplice”, ha dichiarato il primo cittadino. Tutta la nostra solidarietà ai militari! Leggi i dettagli e la dinamica agghiacciante nell’articolo! 👇 🇮🇹

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Olevano Romano – Scene di pura follia, panico e guerriglia urbana hanno letteralmente sconvolto la tranquillità di Olevano Romano, piccolo e solitamente pacifico centro situato nella Città metropolitana di Roma Capitale. Le strade del paese si sono trasformate nel palcoscenico di una cieca e ingiustificata devastazione, culminata con una violentissima aggressione fisica ai danni dei rappresentanti dello Stato. Protagonista in negativo di questa agghiacciante vicenda è un cittadino senegalese (irregolare sul territorio italiano e descritto come un uomo imponente, alto quasi due metri) che ha seminato il terrore tra i residenti, costringendo le forze dell’ordine a un intervento al limite dell’impossibile per evitare che la situazione degenerasse in tragedia.

Terrore nel quartiere Valle: residenti barricati in casa

L’incubo ha avuto inizio nel cuore del quartiere Valle. Improvvisamente, senza alcun motivo apparente, lo straniero ha iniziato a sfogare la sua furia cieca contro i beni pubblici, distruggendo sistematicamente gli arredi urbani presenti lungo la via. Le prime chiamate disperate al numero di emergenza parlavano di un uomo fuori controllo che, urlando frasi incomprensibili in una lingua straniera, spaccava tutto ciò che si trovava a tiro. Il livello di terrore è salito a tal punto che moltissimi residenti, non capendo cosa stesse realmente accadendo e temendo per la propria incolumità fisica, hanno deciso di chiudersi a chiave e barricarsi letteralmente dentro le proprie abitazioni, in attesa disperata dell’arrivo delle volanti.

Il tentativo di mediazione: in prima linea anche il Sindaco

Sul posto sono confluiti in massa i Carabinieri della locale Stazione di Olevano Romano, i rinforzi della Compagnia di Palestrina, le pattuglie della Polizia Locale e un’ambulanza dei sanitari del 118. Vista la delicatezza della situazione, e seguendo le ferree procedure legali che in questi casi estremi prevedono la possibilità di attuare un TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio), è intervenuto fisicamente sul luogo degli scontri anche il Sindaco di Olevano Romano, Umberto Quaresima. Il primo cittadino ha scelto coraggiosamente di non delegare, preferendo affiancare i militari nel difficilissimo tentativo di calmare l’uomo attraverso il dialogo e la mediazione pacifica, prima di dover ricorrere all’uso della forza.

L’aggressione brutale e l’uso dello spray al peperoncino

Ma ogni tentativo di riportare l’extracomunitario alla ragione si è rivelato purtroppo drammaticamente inutile. Proprio nel momento in cui i Carabinieri cercavano di parlamentare con lui per evitare lo scontro fisico, il senegalese è improvvisamente esploso in una rabbia ferina. Si è scagliato contro i militari e le istituzioni con una pioggia inaudita di calci e pugni. Dimostrando un’agilità e una forza impressionanti, l’uomo è persino riuscito ad arrampicarsi su una scala, usandola come postazione rialzata per afferrare pesanti vasi e lanciarli come proiettili contro le teste delle forze dell’ordine e dei soccorritori. Solo l’addestramento dei militari e il decisivo, fondamentale utilizzo dello spray al peperoncino d’ordinanza ha permesso finalmente di immobilizzare e fermare l’aggressore, ponendo fine all’incubo.

Il drammatico bilancio: un Carabiniere in sala operatoria

Il prezzo pagato per garantire la sicurezza pubblica è stato purtroppo altissimo. Il bollettino medico parla di quattro valorosi Carabinieri della compagnia di Palestrina rimasti feriti nella violenta colluttazione. Per uno di loro, colpito brutalmente al volto, le conseguenze sono state gravi: ha infatti riportato una complessa frattura maxillo-facciale che ha reso necessario il trasferimento d’urgenza presso l’ospedale di Tor Vergata a Roma, dove nelle prossime ore dovrà essere sottoposto a un delicato intervento chirurgico maxillo-facciale.

Le parole del Sindaco: “Evitato il peggio, ma non è stato semplice”

Anche il Sindaco Umberto Quaresima è rimasto coinvolto fisicamente nella brutale aggressione. È stato lui stesso, poche ore dopo l’arresto del senegalese (che è stato condotto in caserma con le pesantissime accuse di lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento), a tranquillizzare i suoi concittadini attraverso un toccante post sui propri canali social: «Oggi ho avuto una contusione al braccio in una fase concitata di colluttazione volta a calmare un cittadino extracomunitario in preda alla follia. Fortunatamente abbiamo evitato il peggio, ma vi assicuro che non è stato affatto semplice».

Un ennesimo, triste episodio di violenza inaudita ai danni di chi indossa una divisa per proteggere le nostre strade, che riaccende prepotentemente i riflettori sul delicatissimo tema della gestione dell’immigrazione irregolare e della sicurezza nei nostri Comuni. Tutta l’Italia, oggi, si stringe idealmente attorno ai Carabinieri feriti, augurando loro una pronta e completa guarigione.

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Cronaca

L’ombra del virus West Nile spaventa l’Abruzzo: anziana in prognosi riservata a Chieti, scatta la caccia alla zanzara killer nei borghi

Il virus West Nile fa paura in Abruzzo! 🛑🦟 Una donna di 75 anni è ricoverata in prognosi riservata a Chieti dopo essere stata punta da una zanzara autoctona sotto casa. Scatta l’allerta massima della Asl: installate trappole speciali e controlli serrati negli allevamenti. Il direttore generale avvisa: “Il virus circola qui, anziani e malati cronici devono proteggersi subito!”. ❤️ Leggi qui i consigli medici ufficiali per difenderti dalle punture, i sintomi a cui prestare attenzione e i dettagli del piano di disinfestazione nei comuni! 👇

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Zanzara West Nile

Chieti – Ci sono notizie che rompono bruscamente la quiete delle ultime sere d’estate, ricordandoci la fragilità della nostra salute e la complessa interazione che ci lega all’ambiente che ci circonda. Una donna di 75 anni si trova attualmente ricoverata in condizioni gravissime e in prognosi riservata presso l’ospedale di Chieti, dopo aver contratto una severa infezione da virus West Nile (Febbre del Nilo Occidentale). L’aspetto più inquietante e delicato, emerso dall’indagine epidemiologica condotta dal Servizio Igiene e Sanità pubblica della Asl Lanciano Vasto Chieti, è che la paziente non è di ritorno da lunghi viaggi esotici o da mete tropicali. La donna non si è mossa dalla propria abitazione: a colpirla è stata una zanzara autoctona, segno inequivocabile che il virus circola ormai stabilmente nel nostro territorio, nascosto tra i canneti, le campagne e i parchi della provincia teatina.

Il quadro clinical della settantacinquenne è apparso critico fin dal primo istante in cui ha varcato la soglia del pronto soccorso. I medici hanno chiarito che l’infezione virale ha trovato un terreno purtroppo fertile a causa della combinazione con alcune patologie croniche preesistenti di cui l’anziana già soffriva. Questa fragilità pregressa ha costretto l’équipe medica a riservarsi la prognosi e a mantenere la paziente sotto uno stretto, costante e rigoroso monitoraggio clinico nel reparto di Malattie infettive, pronti a innalzare immediatamente il livello dell’intensità di cura qualora i parametri vitali dovessero subire un ulteriore peggioramento. Al momento, le condizioni restano stabili mentre prosegue senza sosta la terapia con farmaci antibiotici e antivirali mirati.

Allerta massima della Asl: scatta il protocollo di prevenzione veterinaria

Davanti a quello che si configura come il secondo caso ufficiale registrato in Abruzzo, la macchina sanitaria regionale e aziendale ha reagito con una tempestività straordinaria. Jacopo Vecchiet, responsabile del reparto di Malattie infettive, ha voluto sottolineare l’efficacia della rete di sorveglianza, che ha permesso di identificare la patologia fin dall’esordio dei primissimi sintomi grazie a un alert preventivo lanciato nelle settimane scorse. Ma la vera e propria battaglia si sta giocando sul campo, nelle aree rurali e urbane circostanti la residenza dell’anziana. I veterinari del Dipartimento prevenzione sono scesi in campo posizionando tre speciali trappole per la cattura e il campionamento delle zanzare, al fine di mappare l’esatta densità del vettore virale.

Nell’ambito delle severe misure di polizia veterinaria, i tecnici hanno inoltre eseguito prelievi biologici su due animali all’interno di un allevamento della zona, per accertare due casi sospetti di West Nile tra il bestiame. Contemporaneamente, i medici del Servizio di Igiene, epidemiologia e sanità pubblica (Siesp) stanno predisponendo una nota ufficiale urgente indirizzata a tutti i sindaci della provincia di Chieti. Ai primi cittadini viene suggerito di intensificare immediatamente gli interventi di lotta antilarvale nelle aree in cui sono presenti abitazioni private, parchi pubblici e luoghi di vacanza, disponendo disinfestazioni straordinarie soprattutto in concomitanza di eventi all’aperto che prevedano il ritrovo di molte persone.

L’appello dello specialista: proteggere gli anziani e i malati cronici

“Dobbiamo confrontarci con un dato di realtà indissolubile: l’infezione circola nel nostro territorio perché le zanzare che veicolano il virus sono qui”, dichiara con fermezza il direttore generale della Asl, Mauro Palmieri, che in queste ore concitate sta coordinando la task force aziendale chiamata a gestire l’emergenza. Il direttore ha voluto lanciare un appello accorato alla calma ma anche alla massima responsabilità individuale, ricordando che sebbene nell’80 per cento dei casi la puntura di queste zanzare non provochi alcun sintomo o si risolva in una leggera influenza, l’esito può essere drammatico per le persone anziane o affette da malattie croniche debilitanti.

Soggetti affetti da diabete, ipertensione o gravi cardiopatie devono prestare la massima e assoluta attenzione durante le ore serali e all’alba, momenti in cui gli insetti sono più attivi. Diventa vitale proteggersi utilizzando repellenti cutanei efficaci, installando zanzariere alle finestre, indossando pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si sosta all’aperto ed evitando accuratamente ogni forma di ristagno d’acqua nei sottovasi dei balconi o nei giardini. La vicenda di Chieti ci ricorda che la tutela della salute pubblica non è solo un compito dei medici, ma un patto di civiltà e di attenzione quotidiana in cui ogni piccolo gesto di prevenzione può salvare una vita fragile.

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Cronaca

Tragedia nel Salento, agricoltore 72enne sbranato da due rottweiler mentre raccoglie i fichi: la macabra scoperta di figlio e nipote

Una tragedia agghiacciante nelle campagne salentine! 😭 🐕 Giuseppe Pampo, un agricoltore in pensione di 72 anni originario di Leverano, è stato brutalmente ucciso e sbranato da due rottweiler sfuggiti al controllo del padrone. L’uomo si era svegliato alle 5:30 del mattino ed era andato nel suo terreno a Salmenta per raccogliere i fichi in tranquillità. Nessuno ha sentito le sue urla disperate. La macabra scoperta è stata fatta dal figlio Francesco e dal nipote, che non vedendolo rientrare per pranzo sono andati a cercarlo, trovandosi di fronte alla scena peggiore della loro vita. I cani hanno cercato di azzannare anche loro, ma il nipote è riuscito a farli fuggire difendendosi coraggiosamente con un bastone. 🪵 I Carabinieri hanno già rintracciato i due rottweiler e il proprietario (che ora rischia grosso) in una tenuta vicina. Una famiglia distrutta per un attimo di fatale negligenza. Tutta la drammatica ricostruzione nel nostro ultimo articolo. 👇 💔

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Rottweiler

Lecce – Un gesto quotidiano, un’abitudine antica e rassicurante legata all’amore per la terra, si è trasformato in pochi istanti in un dramma inimmaginabile. Il caldo sole del Salento ha illuminato una scena di orrore puro nelle sperdute campagne situate al confine esatto tra i comuni di Nardò e Porto Cesareo, precisamente in località Salmenta. A perdere tragicamente la vita è stato Giuseppe Pampo, uno stimato agricoltore in pensione di 72 anni originario di Leverano, morto in solitudine dopo essere stato brutalmente attaccato e azzannato da due possenti cani di razza rottweiler sfuggiti al controllo del padrone.

L’ultimo viaggio in campagna: una mattinata trasformata in incubo

La dinamica di questa assurda tragedia stringe il cuore. Come faceva da una vita intera, Giuseppe si era svegliato alle primissime luci dell’alba. Intorno alle 5:30 del mattino aveva messo in moto il suo inseparabile Ape Car per raggiungere il proprio appezzamento di terreno. Il suo unico obiettivo era godersi la quiete della campagna salentina per raccogliere i frutti freschi dal suo albero di fichi. Un momento di pace e di fatica contadina che, purtroppo, è stato interrotto dalla ferocia inaudita degli animali.

Essendo il terreno completamente isolato e privo di abitazioni confinanti nel raggio di svariati chilometri, l’aggressione si è consumata nel silenzio più totale. Nessuno ha potuto udire le grida di aiuto del povero 72enne. Secondo le primissime e sommarie ricostruzioni, i due molossi lo avrebbero puntato e attaccato a tradimento poco dopo il suo arrivo, impedendogli qualsiasi via di fuga o di riparo. Il corpo ormai esanime dell’uomo è stato infatti ritrovato proprio lì, riverso a terra, a pochissimi metri di distanza dal suo amato albero di fichi.

La macabra scoperta della famiglia e la lotta per la sopravvivenza

L’allarme è scattato solo alcune ore dopo. Non vedendo il capofamiglia rientrare a casa per il consueto e sacrosanto pranzo domenicale, il figlio Francesco, accompagnato dal nipote della vittima, ha deciso di precipitarsi nelle campagne di Salmenta, mosso da un oscuro presentimento. Al loro arrivo, si sono trovati di fronte a una scena che nessun familiare dovrebbe mai essere costretto a vedere: il corpo senza vita del padre giaceva a terra, ancora intrappolato tra le fauci dei due rottweiler liberi.

Alla vista dei due uomini, i cani non si sono intimoriti, ma hanno tentato di scagliarsi immediatamente anche contro di loro. Il figlio Francesco, pur sopraffatto dal dolore e dallo shock, è riuscito miracolosamente a salvarsi dal feroce attacco solo grazie al provvidenziale e tempestivo intervento del nipote che, brandendo con disperazione e coraggio un grosso e pesante bastone di legno trovato sul posto, è riuscito a colpire e ad allontanare le bestie inferocite prima che potessero azzannarli a loro volta.

Le indagini dei Carabinieri: individuato il padrone dei molossi

All’arrivo a sirene spiegate delle pattuglie dei Carabinieri, chiamati disperatamente dai familiari della vittima, i due cani assassini si erano già dati alla fuga nelle campagne circostanti. Tuttavia, la serrata e fulminea caccia all’animale avviata dalle forze dell’ordine ha dato in breve tempo i suoi frutti.

I due rottweiler, insieme all’inconsapevole (o negligente) proprietario, sono stati rintracciati presso una grande tenuta agricola situata a pochissima distanza dal luogo in cui è avvenuto il ritrovamento del corpo dell’agricoltore. L’attività investigativa è stata ora formalmente affidata ai militari della locale stazione di Nardò. Sugli animali sono in corso indagini specifiche e prelievi di campioni ematici e salivari, fondamentali per la successiva comparazione forense del DNA che inchioderà definitivamente i cani alle loro responsabilità, aggravando la posizione del proprietario (che rischia ora pesantissime accuse penali per omessa custodia e omicidio colposo).

Il dolore di un’intera comunità orfana del “suo” agricoltore

Nel frattempo, la salma del povero Giuseppe Pampo è stata pietosamente ricomposta e trasferita presso la camera mortuaria dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Il corpo resta a completa disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che nelle prossime ore dovrà formalmente disporre l’esame autoptico per chiarire con certezza le cause cliniche del decesso. L’intera comunità di Leverano, profondamente legata alla vittima, si stringe ora nel dolore di una famiglia letteralmente distrutta, chiedendo a gran voce che la giustizia faccia rapidamente il suo corso per chiarire le responsabilità di una morte tanto atroce quanto evitabile.

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Cronaca

La banda delle “marmotte” esplosive: 12 bancomat sventrati e oltre 200mila euro di bottino. Scattano 7 arresti clamorosi a Vasto

Boati nella notte, bancomat sventrati e terrore tra i cittadini: l’incubo è finalmente finito! 🚓 💥 All’alba di oggi i Carabinieri di Vasto (Chieti) hanno arrestato 7 pericolosissimi criminali accusati di aver messo a segno la bellezza di 12 assalti esplosivi agli sportelli bancomat. La banda utilizzava la micidiale tecnica della “marmotta”: infilavano tubi pieni di polvere da sparo nelle fessure degli ATM per farli saltare in aria, rischiando di far crollare i palazzi! Il bottino stimato portato via dai malviventi? Oltre 200MILA EURO in contanti! L’operazione, coordinata dal Procuratore Seccia, sta vedendo in queste ore decine di perquisizioni con l’aiuto dei reparti speciali dello “Squadrone Eliportato Cacciatori di Puglia”. Leggete tutti i dettagli mozzafiato del blitz nel nostro nuovo articolo di cronaca nera! 👇 🏦

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Prelievo bancomat

Vasto – Il boato sordo nel cuore della notte, il rumore dei vetri in frantumi, l’allarme che suona all’impazzata e interi quartieri o piccoli paesi che si svegliano di soprassalto, in preda al terrore. È stato questo, per mesi, il drammatico e ricorrente copione criminale che ha sconvolto diversi comuni tra Abruzzo e regioni limitrofe. Ma all’alba di oggi, questo incubo fatto di polvere da sparo e furti audaci è finalmente e definitivamente giunto al termine. Sette persone, accusate a vario titolo di far parte di un’organizzazione criminale, sono state arrestate dai Carabinieri della Compagnia di Vasto (in provincia di Chieti) al termine di una complessa e chirurgica operazione di intelligence. La pesante accusa mossa a loro carico è quella di essere i responsabili diretti di una lunghissima e seriale serie di efferati assalti armati ai danni di bancomat di svariati istituti di credito.

La fine di un incubo: l’operazione dei Carabinieri all’alba

Dalle prime luci del giorno, i militari dell’Arma stanno dando esecuzione a una durissima ordinanza di custodia cautelare in carcere (la misura più restrittiva prevista dal nostro ordinamento), emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) del Tribunale di Vasto nei confronti dei sette indagati. La lista dei reati che gli inquirenti sono riusciti a ricostruire e addebitare alla spregiudicata banda è impressionante: ai malviventi vengono contestati complessivamente ben 12 colpi portati a termine o tentati con violenza inaudita nel corso degli ultimi mesi. Una vera e propria escalation criminale che rischiava di mettere in ginocchio la sicurezza degli sportelli bancari della zona.

La tecnica criminale: le micidiali “marmotte” esplosive

Secondo quanto meticolosamente ricostruito dai formidabili investigatori dei Carabinieri, la banda non agiva in modo sprovveduto o casuale, ma si avvaleva di tecniche ormai tristemente note nel panorama della malavita specializzata: l’utilizzo delle cosiddette “marmotte”. Si tratta di artigianali ma micidiali e potentissimi dispositivi esplosivi, solitamente costituiti da lunghi e sottili parallelepipedi di metallo riempiti di polvere da sparo, progettati appositamente per essere inseriti a forza nelle feritoie (quella per l’erogazione delle banconote) delle apparecchiature ATM.

Una volta innescati, l’esplosione violentissima dall’interno faceva letteralmente saltare per aria lo sportello blindato, provocando danni strutturali gravissimi alle banche e, purtroppo, mettendo a serio e costante repentaglio l’incolumità pubblica e strutturale dei palazzi sovrastanti.

Le indagini: il ruolo della Procura e il tesoro illecito

L’operazione non si è basata su indizi fortuiti, ma su un lavoro certosino di incrocio di dati, telecamere, celle telefoniche e intercettazioni. Le indagini, coordinate magistralmente in prima persona dal procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vasto, Domenico Angelo Raffaele Seccia, avrebbero permesso agli inquirenti di raccogliere e blindare gravissimi e inconfutabili indizi di colpevolezza nei confronti dei sette arrestati, delineando i ruoli specifici di ciascuno all’interno del sodalizio criminale.

I risultati dei loro assalti esplosivi erano spaventosamente redditizi. Secondo le stime incrociate tra gli inquirenti e gli istituti bancari colpiti, il bottino complessivamente sottratto nel corso della dozzina di assalti ammonterebbe a oltre 200mila euro in contanti. Un vero e proprio tesoro illecito racimolato seminando il panico nel cuore della notte.

I rinforzi speciali: in campo i Cacciatori di Puglia

Per assicurare alla giustizia individui descritti come altamente pericolosi e spregiudicati, l’Arma dei Carabinieri non ha voluto correre alcun rischio, schierando i propri reparti d’eccellenza. Oltre agli arresti, in queste ore concitate sono ancora in pieno corso decine di perquisizioni domiciliari alla ricerca di ulteriori prove, esplosivo o denaro. Tali operazioni, vista la delicatezza e la pericolosità dei soggetti coinvolti, sono condotte dai militari di Vasto con il preziosissimo e spettacolare supporto operativo dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Puglia, unità speciale dell’Arma addestrata per muoversi negli scenari più impervi e rischiosi. La caccia al tesoro della banda delle marmotte è solo all’inizio.

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