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Maria Grazia Martinelli, quando la scuola diventa una palestra di gentilezza

Dalla formazione in Scienze Politiche all’insegnamento nella scuola primaria, un percorso professionale e umano costruito attorno ai valori del rispetto, dell’accoglienza e dell’educazione affettiva. La sua esperienza letteraria racconta un’idea di scuola capace di mettere al centro la persona.

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MARIA GRAZIA MARTINELLI

Redazione-  Dalla formazione in Scienze Politiche all’insegnamento nella scuola primaria, un percorso professionale e umano costruito attorno ai valori del rispetto, dell’accoglienza e dell’educazione affettiva. La sua esperienza letteraria racconta un’idea di scuola capace di mettere al centro la persona.

C’è un filo conduttore che attraversa la vita professionale e letteraria della Dott.ssa Maria Grazia Martinelli: la convinzione che educare significhi, prima di tutto, costruire relazioni. Nata a Foligno nel 1968, dopo la laurea in Scienze Politiche conseguita presso l’Università degli Studi di Perugia, Martinelli intraprende inizialmente un percorso nel mondo della consulenza economica, del marketing e della gestione delle risorse umane. Un’esperienza che le permette di confrontarsi con dinamiche organizzative e relazionali, prima di approdare alla professione che oggi rappresenta il cuore della sua attività: l’insegnamento nella scuola primaria.

È proprio tra i banchi di scuola che la sua sensibilità trova una dimensione particolarmente significativa. Accanto alla trasmissione delle conoscenze e delle diverse discipline scolastiche, Maria Grazia Martinelli dedica infatti grande attenzione allo sviluppo dell’intelligenza emotiva, considerata una componente essenziale per una crescita equilibrata e armoniosa dei bambini.

La sua idea di educazione supera così i confini della semplice didattica. Imparare, secondo questa prospettiva, significa anche imparare a conoscere e gestire le proprie emozioni, a comprendere quelle degli altri, a rispettare le differenze e a costruire rapporti basati sull’ascolto. Da qui nasce l’impegno nella diffusione dell’educazione affettiva, intesa come strumento concreto per favorire atteggiamenti di rispetto, gentilezza, accoglienza e cura di sé e degli altri.

Una visione che trova naturale espressione anche nella scrittura. Nel gennaio 2025 viene pubblicato il suo primo libro, “RispettiAMOci”, edito dalla Casa Editrice CTL Livorno e successivamente, nel luglio dello stesso anno, dalla Grace Edizioni, Gruppo GPM. Già dal titolo emerge una precisa scelta valoriale: il rispetto non come concetto astratto, ma come pratica quotidiana, capace di coinvolgere ogni individuo e ogni relazione.

Nel gennaio 2026 arriva una nuova pubblicazione, “Semplicemente Gentili – Pensieri dei bambini sulla Gentilezza”, edita da 101 Edizioni, marchio de Il Formichiere, per la collana I piccoli formichieri, diretta da Lino Di Lallo. Un progetto particolarmente significativo anche perché Martinelli ne cura personalmente le illustrazioni, unendo così scrittura, creatività e sensibilità artistica.

La gentilezza diventa quindi non soltanto un tema letterario, ma una vera e propria missione educativa. Attraverso i suoi libri, gli incontri con gli studenti, le attività di promozione della lettura e la collaborazione con diverse istituzioni scolastiche del territorio, l’autrice porta avanti un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni: il rispetto per l’altro, l’empatia e la capacità di accogliere possono diventare strumenti fondamentali per contrastare anche fenomeni dolorosi come il bullismo.

Il suo impegno è stato riconosciuto il 16 maggio 2026 ad Assisi, quando ha ricevuto l’Attestato di merito di “Testimone di Gentilezza”, conferitole dal Movimento Italiano per la Gentilezza (MIG). Un riconoscimento che valorizza il percorso letterario e scolastico di Martinelli e il suo costante impegno nel promuovere la gentilezza come valore educativo e sociale.

Parallelamente all’insegnamento e alla scrittura, Maria Grazia Martinelli coltiva la poesia, ottenendo premi, riconoscimenti e pubblicazioni all’interno di diverse antologie. Partecipa a reading poetici, fiere del libro, incontri in biblioteche e librerie ed eventi di carattere locale, nazionale e internazionale, portando la propria voce in contesti differenti e contribuendo alla diffusione della cultura della lettura.

La sua personalità creativa trova inoltre espressione in una profonda passione per l’arte in tutte le sue forme: dal canto al ballo, dal teatro alla fotografia, dal disegno alla narrazione e alla poesia. Un universo artistico variegato che sembra riflettere perfettamente la sua idea di educazione: una crescita autentica nasce quando ragione, emozioni, creatività e relazioni riescono a dialogare tra loro.

Il percorso di Maria Grazia Martinelli racconta, dunque, una figura di insegnante e autrice che ha scelto di trasformare la propria sensibilità in uno strumento educativo. In un’epoca nella quale spesso si avverte la necessità di recuperare il valore delle relazioni umane, la sua esperienza dimostra come anche una parola gentile, un gesto di accoglienza o un semplice invito al rispetto possano diventare semi capaci di lasciare un segno.

Perché la scuola non è soltanto il luogo dove si imparano le materie: è anche lo spazio nel quale si impara, giorno dopo giorno, a diventare persone. E per Maria Grazia Martinelli educare alla gentilezza significa proprio questo: contribuire a costruire, attraverso i bambini, una società più consapevole, rispettosa e umana.

MARIA GRAZIA MARTINELLI

 

INTERVISTA A MARIA GRAZIA MARTINELLI: “LA GENTILEZZA NON È DEBOLEZZA, È UNA FORMA DI CORAGGIO”

Dott.ssa Martinelli, il Suo percorso professionale unisce insegnamento, scrittura e una particolare attenzione all’educazione emotiva. Da dove nasce questa sensibilità verso il mondo delle emozioni?

Nasce sicuramente dal mio modo di vivere le relazioni e dal desiderio di accompagnare i bambini non soltanto nell’apprendimento delle discipline, ma anche nella loro crescita personale. Credo che la scuola abbia una responsabilità importante: insegnare a conoscere, ma anche a conoscersi. Le emozioni fanno parte della nostra quotidianità e imparare a riconoscerle e a gestirle significa acquisire strumenti preziosi per affrontare la vita. Per questo considero l’educazione affettiva una componente fondamentale del percorso scolastico.

Nei Suoi libri “RispettiAMOci” e “Semplicemente Gentili” il rispetto e la gentilezza assumono un ruolo centrale. Perché ha scelto proprio questi valori?

Perché sono valori semplici solo in apparenza, ma straordinariamente profondi. Il rispetto permette di riconoscere l’altro nella sua unicità, mentre la gentilezza può modificare concretamente il modo in cui ci relazioniamo. Ho voluto raccontare questi temi attraverso una prospettiva vicina ai bambini, perché credo che siano proprio loro a poter diventare protagonisti di un cambiamento culturale. Educare alla gentilezza significa seminare qualcosa che può accompagnare una persona per tutta la vita.

 

“Semplicemente Gentili” raccoglie pensieri dei bambini sulla gentilezza ed è anche un’opera da Lei illustrata. Quanto è stato importante lasciare spazio alla voce e alla creatività dei più piccoli?

È stato fondamentale. I bambini possiedono una capacità di guardare il mondo con immediatezza e autenticità che noi adulti, talvolta, perdiamo. Ascoltare i loro pensieri significa entrare in una dimensione nella quale la gentilezza viene raccontata attraverso gesti concreti, parole semplici e sentimenti autentici. Anche le illustrazioni sono nate dal desiderio di accompagnare quelle parole con immagini capaci di restituire emozioni e rendere il libro ancora più vicino ai piccoli lettori.

Lei si occupa anche di promozione della lettura e partecipa a numerosi incontri, reading e iniziative culturali. Che ruolo può avere oggi un libro nella crescita dei giovani?

Il libro può essere una finestra sul mondo, ma anche uno specchio nel quale riconoscersi. Attraverso la lettura i bambini possono conoscere realtà diverse, sviluppare fantasia, empatia e capacità critica. Per questo considero molto importanti gli incontri nelle scuole, nelle biblioteche e nelle librerie: avvicinare i giovani ai libri significa offrire loro uno spazio di libertà, immaginazione e riflessione. La lettura può diventare un’esperienza condivisa e non soltanto un’attività scolastica.

 

 

Il 16 maggio 2026, ad Assisi, ha ricevuto l’Attestato di merito di “Testimone di Gentilezza” dal Movimento Italiano per la Gentilezza. Che significato ha avuto per Lei questo riconoscimento?

È stato un riconoscimento che ho accolto con grande emozione, perché rappresenta in qualche modo la sintesi di un percorso umano, professionale e letterario. Essere definita “Testimone di Gentilezza” significa anche assumersi una responsabilità: continuare a diffondere questo valore attraverso il mio lavoro di insegnante, attraverso i miei libri e attraverso gli incontri con le persone. La gentilezza, per me, non è una semplice buona maniera: è una scelta quotidiana, un modo di guardare gli altri e il mondo.

 

 

Il 6 settembre 2026 sarà presente a Spoleto, a Palazzo Mauri, al salotto letterario “Le Pagine delle Donne”, organizzato da Roberta Testaguzza. Con quale spirito si prepara a questo appuntamento?

Con grande piacere ed entusiasmo. “Le Pagine delle Donne” rappresenta un’occasione preziosa per incontrare altre protagoniste della cultura e condividere esperienze, idee e percorsi. Ringrazio Roberta Testaguzza per aver organizzato questo appuntamento e per l’attenzione riservata alla voce delle donne. Sarà per me un momento di confronto e di dialogo, nel quale portare anche il messaggio che accompagna il mio percorso: parlare di libri significa parlare di persone, di emozioni e di valori. E credo che proprio attraverso la cultura possiamo continuare a costruire ponti tra le persone.

MARIA GRAZIA MARTINELLI

L’incontro con Maria Grazia Martinelli restituisce il ritratto di una donna che ha scelto di mettere la cultura al servizio della persona. Insegnante, autrice, poetessa e artista, ha trasformato il rispetto e la gentilezza in un vero percorso di vita, dentro e fuori la scuola.

Il prossimo 6 settembre 2026, nella suggestiva cornice di Palazzo Mauri a Spoleto, la sua voce sarà dunque tra quelle protagoniste del salotto letterario “Le Pagine delle Donne”, ideato e organizzato da Roberta Testaguzza. Un appuntamento che si annuncia come un momento di confronto, cultura e sensibilità femminile, nel quale le pagine dei libri potranno incontrare le pagine, ancora più preziose, delle esperienze personali.

 

MARIA GRAZIA MARTINELLI

 

Locandina evento

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Lifestyle

A 101 anni lavora 7 giorni su 7, guida fino a New York e va a ballare: lo straordinario segreto di Anne Angioletti, orgoglio italo-americano

Ha 101 anni ma ne dimostra 70, lavora tutti i giorni e va a ballare in discoteca con le amiche! Qual è il suo segreto? 👵 💃 La storia pazzesca di Anne Angioletti, fiera italo-americana del New Jersey, sta facendo il giro del mondo! Rimasta vedova giovanissima, ha cresciuto tre figli da sola e oggi gestisce la sua gioielleria lavorando 7 giorni su 7, guidando addirittura l’auto nel traffico di New York! Oltre al pensiero positivo (“Amo la vita e non mi preoccupo mai del domani”), il suo vero Elisir di Lunga Vita è uno stile ferreo. La dieta? Un uovo a colazione, pollo, pesce e verdure. E soprattutto ZERO dolci e ZERO cibi spazzatura ultraprocessati. Le uniche tentazioni? Un pezzetto di cioccolato e una bella birra a settimana! 🍻 Ah, dimenticavamo: ogni giorno fa 30 minuti di sollevamento pesi e piegamenti per restare tonica! Una forza della natura! Scoprite la sua meravigliosa ed entusiasmante storia nel nostro nuovo articolo! 👇 ❤️

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Anne Angioletti

Stati Uniti – Ci sono vite che sembrano sfidare apertamente le inflessibili leggi della biologia e dello scorrere inesorabile del tempo. Vite che ci insegnano come l’età anagrafica, a volte, sia davvero soltanto un numero stampato in bianco e nero su un documento d’identità. È questo il caso straordinario, quasi miracoloso, di Anne Angioletti. Guardandola dritta negli occhi vispi e osservando il suo sorriso luminoso, nessuno oserebbe mai darle la sua vera età: Anne ha compiuto da poco la bellezza di 101 anni, ma ne dimostra fisicamente e mentalmente almeno trenta di meno. Americana purosangue ma fierissima delle sue profonde radici italiane, questa donna incredibile è diventata in poche settimane un’autentica celebrità nazionale, tanto da essere contesa come ospite di punta in svariati programmi televisivi statunitensi.

Una vita dietro il bancone: la gioielleria e i viaggi a New York

Se state pensando all’immagine classica di una dolcissima ultracentenaria seduta in poltrona a sferruzzare a maglia, siete completamente fuori strada. Anne è un vulcano di inesauribile energia imprenditoriale. È infatti la storica proprietaria della Curiosity Jewelers, un delizioso negozietto nel cuore pulsante del New Jersey, nato originariamente come semplice bottega di oggettistica nel lontano 1964 e poi trasformato in una prestigiosa gioielleria.

Da oltre settant’anni ininterrotti, Anne lavora ancora sette giorni su sette. Non c’è un solo giorno in cui non si rechi in negozio. È lei che risponde squillante al telefono, è lei che accoglie e consiglia con il sorriso i clienti storici e quelli nuovi. Ma la vera sorpresa arriva una volta a settimana: con una disinvoltura che farebbe invidia a un ventenne, Anne si mette al volante della sua auto, si immette nel caotico traffico americano e guida personalmente fino alla tentacolare New York per scoprire di persona i nuovi accessori di tendenza da proporre in vetrina.

La resilienza di una madre e il segreto della felicità

Dietro questo sorriso d’acciaio e questa forza d’animo incrollabile, si nasconde però un passato segnato da prove durissime e laceranti. Rimasta purtroppo vedova quando era ancora estremamente giovane, Anne non si è mai arresa alla disperazione. Si è rimboccata le maniche, ha mandato avanti la bottega e ha cresciuto, completamente da sola, i suoi tre amati figli.

Intervistata recentemente dal celebre network americano Today.com, l’ultracentenaria ha svelato quale sia, secondo lei, il vero motore della sua esistenza: «Credo che il mio vero e unico segreto sia che amo follemente la vita. Sono felice delle piccole cose. Cerco di vivere il presente e di non preoccuparmi mai del domani». Una filosofia zen e pragmatica al tempo stesso, che le ha permesso di superare un secolo intero senza mai perdere la luce negli occhi.

L’elisir a tavola: “Sì” alle proteine, “No” ai cibi processati

Naturalmente, l’approccio mentale positivo è solo metà del miracolo. Il resto è frutto di una genetica fortunata e, soprattutto, di uno stile di vita e di un’alimentazione rigorosi in cui le sue origini italiane si fanno sentire in modo prepotente. Il suo “elisir di lunga vita” a tavola è fatto di poche e semplici regole inderogabili.

«Adoro letteralmente le uova», confessa Anne. «Ne mangio rigorosamente una ogni mattina per colazione, accompagnata da salutari fiocchi d’avena e da un bel bicchiere di succo d’arancia appena spremuto». Il resto della giornata segue un regime bilanciatissimo e molto “mediterraneo”: a pranzo sceglie proteine magre (preferendo sempre il pollo o il pesce fresco) accompagnate da abbondanti porzioni di verdure di stagione. A cena, la regola d’oro è quella di tenersi sempre estremamente leggeri per favorire il riposo notturno.

Le uniche tentazioni concesse: cioccolato e una birra

Nella dieta centenaria di Anne vige un divieto assoluto: nessun dolce elaborato e, soprattutto, zero cibi ultraprocessati o confezionati chimicamente (il vero veleno dell’alimentazione moderna). Ma, essendo una donna che ama godersi la vita, non ha certo rinunciato ai piaceri terreni. Le sue uniche, sacrosante tentazioni alle quali cede con gioia e senza alcun senso di colpa sono due: un buon quadratino di cioccolato fondente e una rinfrescante birra chiara concessa rigorosamente una sola volta a settimana per brindare alla salute.

Il movimento che salva la vita: sollevamento pesi e ballo

Tuttavia, l’alimentazione sana e il lavoro quotidiano non bastano a spiegare un fisico così asciutto, tonico e reattivo a 101 anni. Il vero pilastro della salute di Anne è l’insospettabile attività fisica. Cascasse il mondo, questa straordinaria nonna d’America dedica religiosamente 30 minuti ogni singolo giorno all’esercizio muscolare, praticando (incredibile ma vero) piegamenti e sedute di sollevamento pesi per mantenere inalterata la tonicità muscolare e la densità ossea.

Ma il movimento non deve essere per forza fatica e sudore. Arrivato il tanto atteso fine settimana, smessi i panni della gioielliera e poggiati i pesi a terra, Anne si prepara per uscire. Incontra le sue storiche e fidate amiche, si trucca, si veste bene e va a ballare in pista. Perché, in fondo, 101 anni sono l’età perfetta per non smettere mai di scatenarsi a tempo di musica.

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Lifestyle

L’urlo poetico di Agron Shele che scioglie le nuvole e guarisce la solitudine: la pioggia dell’anima che tesse il ritorno alle proprie radici

La pioggia che lava via i pensieri e fa battere il cuore! 🌧️✨ Lo straordinario poeta internazionale Agron Shele ci regala “Piove!”, una poesia di una bellezza e di una malinconia disarmanti. Un viaggio emozionante tra le strade deserte della solitudine moderna e il disperato, dolcissimo bisogno di ritornare al nido della propria terra natale, dove i ponti si aprono e gli arcobaleni toccano il cielo. 🌈❤️ Un testo magnifico che graffia l’anima e guarisce ogni ferita. Leggi qui i versi completi e lasciati travolgere da questa magia pura! 👇

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Agron Shele

Roma – Ci sono momenti in cui la poesia smette di essere una semplice disposizione di versi ordinati su un foglio bianco per farsi carne viva, pioggia battente e specchio universale delle fragilità umane. La voce di Agron Shele, intellettuale e scrittore di origini albanesi ma dal respiro profondamente internazionale, si leva oggi come un canto di rara e struggente bellezza. Nato il 7 ottobre 1972 a Leskaj-Përmet, Shele ha consacrato la propria intera esistenza alla parola scritta, trasformandola nel filo conduttore di una crescita intellettuale che lo ha portato a dialogare con i più importanti circoli culturali del pianeta. Attraverso la sua ultima e potente composizione poetica intitolata semplicemente “Piove!”, l’autore ci regala un viaggio sensoriale ed emotivo di straordinaria intensità, un manifesto della resilienza e della nostalgia che scuote le coscienze dei lettori contemporanei.

Il testo si apre con l’immagine viscerale di un temporale che non si limita a bagnare l’asfalto delle città, ma penetra direttamente sotto i vestiti per toccare le corde più intime del cuore. “Un ombrello non è sufficiente / gli angoli verseranno sicuramente la sofferenza sulle spalle”, scrive il poeta con una lucidità disarmante. La pioggia si trasforma così nella metafora perfetta di un dolore antico, di quella commozione profonda che tocca le vene e vibra durante le lunghe notti insonni, vagando senza meta tra i rintocchi ingannevoli della memoria. I ricordi si muovono come foglie spoglie al vento all’interno di una foresta che attende, immobile e fiera, l’arrivo di un’altra stagione di rinascita.

La solitudine della strada deserta e l’illusione della vicinanza digitale

Nella seconda stanza della poesia, lo sguardo dell’autore si posa sulle dinamiche fredde e alienanti della modernità. Lo scenario di via Maria Teresa si fa deserto, privo di quel calore umano che un tempo animava i quartieri. “Le parole non bastano / nemmeno un caffè lì nella strada… Non ci sono più nemmeno i tavoli per unire due persone / tantomeno per separarle”, annota Shele con un velo di profonda malinconia. Resta solo un girovagare distratto su marciapiedi svuotati di senso, dove l’essere umano si ritrova stritolato da impegni e orari che dobbiamo seguire freddamente online, prigionieri di uno schermo che promette connessione ma che spesso genera solo solitudine emotiva.

Ma proprio dove le nuvole sembrano sciogliersi completamente e il sole vede sempre meno, l’immaginazione del poeta compie un balzo straordinario. Davanti al rebus celeste, la mente impara a fantasticare, a ritrovare quegli stessi lineamenti e lo stesso aspetto di un amore passato, ricominciando a ballare come una volta per trasformare il ricordo nell’unica, vera e splendente visione capace di illuminare il buio del presente. La produzione di Agron Shele, del resto, è da anni celebrata dalla critica internazionale – dalle pagine dell’Almanak al World Poetry Yearbook – proprio per questa sua straordinaria capacità di scavare nelle tematiche psicosociali e riemergere con un messaggio di speranza universale.

Il volo degli uccelli e il ritorno al nido: il sentiero degli arcobaleni

Il finale della lirica è un crescendo di emozioni che tocca il culmine nel tema del ritorno a casa. Tutto sembra essere partito insieme alle rotte migratorie degli uccelli, ma il loro ritorno sarà silenzioso, guidato dal bisogno ancestrale di ritrovare il proprio nido. Ed è qui che l’esperienza personale del poeta si fa collettiva: “Come io, nella mia città natale / dopo essere scappato in mezzo a dei rumori infiniti”. La fuga dal caos del mondo, dalle frenesie delle metropoli e dal vuoto di valori contemporaneo si risolve in un semplice, magico balzo interiore. Un ritorno alle origini per attraversare lo stesso antico sentiero dell’infanzia, dove gli arcobaleni salgono fino al cielo e i ponti della solidarietà si spalancano per fare ritornare l’ultima nave carica di sogni.

Agron Shele, attualmente coordinatore direttivo della Galassia Poetica “ATUNIS” e presidente di importanti associazioni sociali come “Giovani e Ragazzi” e “L’Ambiente Comune”, dimostra con questo testo come la grande letteratura non abbia bisogno di sovrastrutture per commuovere. **Leggi qui** sotto i versi integrali di questo capolavoro contemporaneo, lasciati bagnare da una pioggia che non distrugge, ma che purifica l’anima, ricordandoci che dopo ogni tempesta esiste sempre un arcobaleno pronto a connettere la nostra terra con l’infinito.

Piove!
Un ombrello non è sufficiente
gli angoli verseranno sicuramente la soferenza sulle spalle
e la commozione toccherà le vene con quel dolore,
che vibra di notte e vaga tra i rintuoni della memoria
come il mormorio dei capelli nel vento
dei alberi della foresta
che ondeggiando i rami spogli
in attesa di un’altra stagione.
Le parole non bastano
nemmeno un caffè lì nella strada “Maria Teresa”
perché ormai tutto è già deserto.
Non ci sono più nemmeno i tavoli per unire due persone
tantomeno per separarle
tranne un girovagare sulla strada svuotata
e orari che dobbiamo seguire online.
Piove!
In effetti qui è il luogo del totale scioglimento delle nuvole
e il sole vede sempre meno.
Puoi fantasticare su quel rebus celeste
con lo stesso aspetto e i stessi lineamenti
ballare come una volta
faccendolo ritornare di nuovo come l’unica visione.
Ormai tutto è partito con gli uccelli
e il loro ritorno sarà silenzioso
torneranno solo nei loro nidi,
come io, nella mia città natale
dopo essere scappato in mezzo a dei rumori infiniti
e con un semplice balzo
attraverserò lo stesso sentiero
con arcobaleni che salgono fino al cielo
e i ponti che si aprono per fare ritornare l’ultima nave.
Piove!

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Lifestyle

L’intervista con il Presidente dell’Unione degli Scrittori Coreani, dott. Kang Byeong-Cheol

La poesia compie un miracolo e unisce l’Italia alla Corea del Sud! 🇮🇹❤️🇰🇷 Lo straordinario incontro culturale tra il Dott. Kang Byeong-Cheol, presidente degli scrittori coreani, e l’editrice Angela Kosta. 📝✨ Dalle sofferenze della povertà giovanile fino al tetto del mondo letterario, una storia commovente di riscatto, traduzioni storiche e libri che superano ogni barriera geografica per salvare l’anima delle persone. Un legame magnifico che fa bene al cuore. Leggi qui l’intervista esclusiva e lasciati trasportare da questa magia universale! 👇

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dott. Kang Byeong-Cheol

Roma – Esistono parole capaci di compiere viaggi straordinari, di attraversare i continenti, di sorvolare gli oceani e di depositarsi dolcemente nell’anima di chi si trova dall’altra parte del mondo, parlando l’unica lingua universale che l’essere umano possiede: quella della bellezza e dei sentimenti puri. L’intervista esclusiva realizzata dalla stimata editrice, poetessa e traduttrice Angela Kosta al Dottor Kang Byeong-Cheol, celebre Presidente dell’Unione degli Scrittori Coreani all’Estero, si configura come un evento culturale di assoluto rilievo internazionale. Non ci troviamo di fronte a un semplice scambio di battute di circostanza, ma a un dialogo denso di pathos, umanità e profonda gratitudine, che svela al pubblico la nascita di un ponte artistico senza precedenti tra la Corea del Sud, l’Italia e l’Europa intera.

Il Dottor Kang Byeong-Cheol, figura monumentale della letteratura asiatica contemporanea, è stato recentemente insignito del prestigioso premio internazionale “The International Best Poets & Translators” e scelto come personaggio di copertina della rivista globale The Lanterns Poetry Global. Un riconoscimento immenso che incoraggia il suo percorso di poeta, scrittore e traduttore, costantemente impegnato nel dimostrare come l’arte non conosca barriere geografiche, tradizioni blindate o costumi insuperabili. La poesia, nella visione dell’intellettuale coreano, nasce in un idioma specifico ma appartiene di diritto all’umanità intera, agendo come uno strumento formidabile per edificare connessioni autentiche tra nazioni e sensibilità apparentemente distanti.

Ci racconta della sua importante nomina e del prestigioso riconoscimento ricevuto come miglior traduttore. Qual è stato il percorso che l’ha condotto a questo riconoscimento?

Ho ricevuto il riconoscimento “PRIZES 2023: The International Best Poets & Translators”, conferito dall’International Poetry Translation and Research Centre e dal Journal of Rendition of International Poetry (multilingue), con il sostegno del Consiglio di amministrazione della World Union of Poetry Magazines.

Sono entrato a far parte della World Union of Poetry Magazines (WUPM), dove importanti poeti condividono le proprie opere. Inoltre, ho avuto l’opportunità di pubblicare le mie poesie nel numero 110 della rivista Rendition of International Poetry Quarterly.

È stato scelto come Personaggio del Mese e protagonista della copertina di THE LANTERNS POETRY GLOBAL. Che cosa ha rappresentato per Lei questo importante riconoscimento e quanto ritiene che iniziative di questo tipo siano importanti per promuovere la poesia e creare un dialogo culturale tra la Corea del Sud e il resto del mondo?

Sono stato molto onorato di essere scelto come “Personaggio del Mese” e protagonista della copertina di THE LANTERNS POETRY GLOBAL. Per me è stato un riconoscimento significativo, non soltanto sul piano personale e letterario, ma anche come testimonianza del dialogo culturale che la poesia può creare oltre confini, tradizioni e costumi.

Essere presentato in copertina da una rivista internazionale significa avere l’opportunità di far conoscere il proprio percorso, la propria poesia e la propria visione del mondo a un pubblico più ampio. La mia attività, infatti, non si limita alla scrittura: sono poeta, scrittore e traduttore e considero la letteratura uno strumento fondamentale per mettere in comunicazione popoli e culture diverse da ogni angolo del mondo.

Ho particolarmente apprezzato l’attenzione riservata al mio lavoro da THE LANTERNS POETRY GLOBAL, dall’editrice Angela Kosta e dalla sua direzione editoriale. Questo riconoscimento rappresenta per me un incoraggiamento a continuare il mio percorso letterario e, soprattutto, a rafforzare gli scambi culturali tra la Corea del Sud e il resto del mondo.

La poesia non conosce barriere: nasce in una lingua, ma può appartenere a tutti. È proprio attraverso queste occasioni che possiamo costruire ponti autentici tra persone, Paesi e sensibilità differenti.

Desidero inoltre informare i lettori che la mia collaborazione con Angela Kosta è nata alcuni anni fa attraverso la poesia e, nel tempo, si è trasformata in un autentico rapporto di stima, amicizia e collaborazione culturale.

Angela Kosta ha dimostrato un sincero amore per la Corea del Sud, per la cultura e per la letteratura del mio Paese. Il suo impegno nel tradurre centinaia di autori coreani, presentare e promuovere la nostra poesia in Albania, in Italia e a livello internazionale è stato profondamente apprezzato. Per questo motivo, molti lettori e autori coreani la considerano non solo un angelo e messaggera promotrice culturale ma anche una vera ambasciatrice della nostra letteratura.

Attualmente, Angela ricopre anche il ruolo di vicepresidente dell’Associazione degli Scrittori e Poeti Coreani all’Estero, un incarico che testimonia la fiducia e la stima che ha saputo conquistare grazie al suo instancabile lavoro di promozione della letteratura coreana.

Grazie al suo impegno, numerosi nostri scrittori, poeti e artisti hanno avuto l’opportunità di essere tradotti e pubblicati in oltre quarantacinque riviste cartacee e online in diverse parti del mondo. Tra queste figura anche la sua prestigiosa rivista cartacea THE NUANCES ON THE PANORAMIC CANVAS, dove trovano spazio artisti coreani e le loro opere, contribuendo così a far conoscere la creatività e la cultura coreana a un pubblico ampio internazionale.

La sua attività editoriale e culturale, sempre improntata alla collaborazione, è davvero sorprendente. Angela Kosta ha saputo aprire finestre e creare nuovi orizzonti per la letteratura e l’arte coreana (e non solo), in tutti i continenti.

Per questo considero la nostra collaborazione non soltanto un rapporto professionale, ma un vero incontro umano e culturale, nato dalla poesia e cresciuto attraverso la reciproca fiducia e la comune volontà di costruire ponti tra la Corea e il mondo.

Inoltre, da parte mia, ho avuto il piacere e l’onore di tradurre e pubblicare in Corea del Sud alcune delle sue opere poetiche, contribuendo così a far conoscere la sua voce e la sua sensibilità ai lettori coreani. Una raccolta è stata pubblicata interamente in lingua coreana, mentre un’altra è stata realizzata in edizione bilingue inglese-coreano. I suoi libri sono distribuiti nelle librerie, nelle biblioteche e nelle scuole di tutto il territorio della Corea del Sud, offrendo così a un pubblico sempre più ampio l’opportunità di conoscere la sua poesia.

Desidero inoltre rivolgere un sentito ringraziamento all’editrice Yang Geum-Hee, il cui prezioso impegno ha contribuito a rendere possibile questo importante progetto editoriale e culturale.

Credo che il nostro rapporto rappresenti un esempio concreto di come la letteratura possa superare le distanze linguistiche e geografiche. Angela Kosta porta la poesia coreana in Italia e nel panorama internazionale, mentre io ho avuto l’opportunità di portare la sua poesia e a suoi amici poeti europei al pubblico coreano. È uno scambio reciproco, fondato sulla cultura, sulla poesia e sulla volontà comune di costruire ponti tra i nostri Paesi.

Sono convinto che, quando la letteratura viene condivisa con passione e sincerità, possa diventare uno degli strumenti più autentici per avvicinare popoli, culture e persone.

La ringrazio tantissimo… Qual è il messaggio principale che desidera comunicare attraverso la sua scrittura?

Cerco di comprendere la coesistenza armoniosa tra l’essere umano e la natura e di cogliere il significato dei cicli della vita. Attraverso questo percorso, desidero trovare la bellezza ed esprimere, attraverso la poesia, il profondo viaggio delle emozioni.

Qual è stata la sfida più grande che ha affrontato nella sua carriera giornalistica o letteraria e come è riuscito a superarla?

Fin da giovane sapevo di avere una certa predisposizione per la letteratura e provavo una grande gioia nella lettura e nella scrittura. Tuttavia, quando ero giovane, le difficoltà economiche rendevano difficile trovare il tempo da dedicare alla scrittura. Ho lavorato duramente per uscire dalla povertà.

Oggi posso scrivere con maggiore serenità e collaboro con rubriche e articoli su cinque quotidiani.

Può raccontarci un’esperienza significativa o un momento che l’ha particolarmente ispirata nel suo percorso letterario e nella sua attività di promozione culturale?

Di solito, quando scrivo poesie o racconti brevi, non sono completamente soddisfatto del risultato. Tuttavia, a volte mi capita di vivere un’esperienza simile a un “incubo creativo”: riuscire a creare qualcosa di straordinariamente bello. Quando accade, questo mi riempie di fiducia.

Come descriverebbe il suo stile di scrittura?

Nel corso della vita quotidiana, quando vivo importanti cambiamenti emotivi, annoto parole o frasi che ritengo significative. In seguito, torno su quelle annotazioni e le utilizzo come punto di partenza per scrivere poesie o opere di narrativa.

Per me è un metodo estremamente efficace.

Qual è il suo processo creativo quando concepisce e scrive un’opera?

Parto dall’elaborazione di eventi significativi e sviluppo i personaggi e gli ambienti nei quali si svolge la storia. Quando scrivo poesia, mi concentro sugli elementi capaci di suscitare cambiamenti emotivi e cerco di esprimere il mio messaggio nel modo più chiaro possibile. Successivamente, arricchisco e impreziosisco le emozioni attraverso le parole.

C’è un artista o uno scrittore che ammira particolarmente o che ha influenzato il suo percorso?

Ammiro il famoso poeta taiwanese Lee Kuei-shien e desidero approfondire e apprendere il suo metodo di scrittura poetica.

Ha progetti futuri o nuove opere in cantiere di cui vorrebbe parlarci?

Desidero tradurre antologie di poeti taiwanesi e presentarli al pubblico coreano. Sto progettando di far conoscere in Corea le opere di cento poeti taiwanesi.

Quale consiglio darebbe a chi desidera intraprendere una carriera nella scrittura?

Sebbene le preferenze personali possano essere diverse, ritengo che per un poeta sia molto utile confrontarsi e interagire ampiamente con scrittori e poeti con i quali condividere temi e interessi comuni.

Questo tipo di confronto può contribuire a costruire la propria reputazione come poeta.

C’è qualcos’altro che desidera condividere con i lettori o che vorrebbe sottolineare?

Penso che leggere poesia sia come assaggiare frutti tropicali. Si possono sperimentare sapori diversi e alcuni frutti possono non incontrare i nostri gusti o le nostre preferenze estetiche. Tuttavia, quegli stessi frutti possono piacere molto ad altre persone.

La poesia è così: ciò che non emoziona una persona può emozionarne profondamente un’altra.

BIOGRAFIA

Il Dott. Kang Byeong-Cheol è scrittore, poeta, traduttore e studioso coreano, in possesso di un dottorato di ricerca in Scienze Politiche. Nato a Jeju City, in Corea del Sud, ha intrapreso il suo percorso letterario nel 1993, dando inizio a una produzione che, nel corso degli anni, ha abbracciato diversi generi e ambiti della cultura e della letteratura.

La sua esperienza nella scrittura è iniziata quando aveva ventinove anni, con la pubblicazione del suo primo racconto, intitolato Song of Shuba. Da quel momento, la sua attività letteraria si è sviluppata progressivamente, portandolo alla pubblicazione di numerose opere e all’ottenimento di importanti riconoscimenti nel panorama letterario.

Nel 2005 ha pubblicato una raccolta di racconti, consolidando ulteriormente il proprio percorso come autore. Nel corso della sua carriera ha ricevuto quattro premi letterari e ha pubblicato più di otto libri, distinguendosi per una produzione caratterizzata da molteplici interessi e da un costante impegno nella scrittura e nella diffusione della cultura letteraria.

Accanto alla sua attività di scrittore e poeta, il Dott. Kang Byeong-Cheol ha sviluppato un significativo percorso nel campo della traduzione e della letteratura internazionale. La sua attività testimonia infatti un forte interesse per il dialogo tra culture, per la conoscenza reciproca tra i popoli e per la diffusione della letteratura oltre i confini nazionali.

Dal 2009 al 2014 è stato membro del Writers in Prison Committee (WiPC) di PEN International, organismo impegnato nella difesa della libertà di espressione degli scrittori e nella tutela degli autori perseguitati o imprigionati per le loro opere e per le loro idee. Questa esperienza ha rappresentato una parte importante del suo impegno nel mondo letterario internazionale.

Il suo percorso professionale si è inoltre intrecciato con importanti attività istituzionali e culturali. È Presidente fondatore della Korean Association of World Literature, contribuendo alla promozione della letteratura mondiale e alla costruzione di rapporti culturali tra scrittori provenienti da differenti Paesi.

Ha svolto anche attività giornalistica come editorialista presso JeminIlbo, quotidiano con sede a Jeju City, in Corea del Sud. Attraverso il giornalismo ha potuto affiancare alla produzione letteraria l’analisi e la riflessione su temi di carattere sociale, culturale e politico, mettendo a disposizione dei lettori la propria esperienza e la propria formazione accademica.

La sua preparazione nel campo delle Scienze Politiche e la sua attività letteraria rappresentano due dimensioni complementari del suo percorso. Da una parte, lo studio e la ricerca gli hanno permesso di approfondire le dinamiche politiche e sociali; dall’altra, la letteratura gli ha offerto uno spazio privilegiato per esplorare la condizione umana, le emozioni, la società e il rapporto tra l’individuo e il mondo.

Attualmente ricopre il ruolo di Vicepresidente del Korean Institute for Peace and Cooperation, proseguendo il proprio impegno nelle attività legate alla pace, alla cooperazione e al dialogo.

La figura del Dott. Kang Byeong-Cheol si colloca dunque all’incrocio tra letteratura, poesia, traduzione, giornalismo, ricerca accademica e impegno per la cooperazione internazionale. Il suo percorso testimonia una concezione della cultura come strumento di conoscenza, confronto e comunicazione tra persone e Paesi differenti.

Attraverso la scrittura e la traduzione, ha contribuito a creare ponti tra realtà culturali diverse, mentre attraverso il suo impegno nel campo della letteratura mondiale e della cooperazione ha continuato a promuovere il valore del dialogo e della comprensione reciproca.

La sua esperienza, sviluppatasi nel corso di diversi decenni, rappresenta così un percorso nel quale la letteratura non viene considerata soltanto come espressione artistica, ma anche come mezzo per osservare la società, comprendere l’essere umano e favorire l’incontro tra culture.

Con una produzione che comprende più di otto libri, quattro importanti riconoscimenti letterari e numerose esperienze nel campo della letteratura, del giornalismo, della traduzione e della cultura internazionale, il Dott. Kang Byeong-Cheol continua a dedicare il proprio lavoro alla scrittura e alla promozione del dialogo culturale.

Il suo percorso, nato a Jeju City e sviluppatosi attraverso la letteratura, la ricerca, il giornalismo e la cooperazione internazionale, rappresenta una testimonianza dell’importanza della cultura come spazio di incontro e di costruzione di relazioni tra persone e comunità.

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