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Salute

Allarme Colesterolo Alto? I 5 insospettabili cibi deliziosi che puliscono le arterie e allungano la vita. Il segreto è in tavola

Analisi del sangue sballate? Il “Colesterolo Cattivo” (LDL) è il nemico silenzioso del nostro cuore, ma la cura migliore e più naturale si nasconde nel nostro frigorifero! 🥑 🍫 Scopri i 5 INSOSPETTABILI e deliziosi cibi che fungono da veri e propri “spazzini” delle nostre arterie, inglobando i grassi nocivi e regalandoci anni di vita in salute! Sapevi che l’Avocado (sebbene sia ricco di grassi) è il miglior alleato del sistema cardiocircolatorio? E sapevi che mangiare due quadratini di vero Cioccolato Fondente all’80% aiuta a spazzare via il rischio di infarti grazie ai suoi potentissimi antiossidanti? Abbandona diete punitive e scopri come l’Avena, la Frutta Secca e i Legumi possono trasformare le tue analisi del sangue nel giro di un solo mese! Tutti i dettagli scientifici e i trucchi alimentari nel nostro nuovissimo articolo! 👇 ❤️

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Colesterolo

Salute e Alimentazione – Il colesterolo alto è stato ribattezzato dalla comunità medica internazionale come il “killer silenzioso”. A differenza di altre patologie, l’ipercolesterolemia non si manifesta con dolori, febbri o sintomi evidenti, ma lavora subdolamente nell’ombra. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, le placche di grasso si depositano sulle pareti interne delle nostre arterie, ostruendo il libero passaggio del sangue e aumentando in modo drastico il rischio di infarti devastanti, ictus e gravi patologie cardiovascolari. Quando ritiriamo le analisi del sangue e vediamo quel numerino (il colesterolo LDL, quello “cattivo”) segnato in rosso, andiamo immediatamente nel panico, immaginando un futuro di rinunce, diete punitive a base di cibi insapore e pillole a vita.

La natura ci offre la migliore medicina preventiva

Ovviamente, nei casi clinici più gravi o geneticamente determinati, l’intervento farmacologico prescritto dal cardiologo resta l’unica via sicura. Tuttavia, in moltissimi casi di colesterolo borderline o moderatamente alto, la primissima vera medicina si trova nel posto più inaspettato: il nostro frigorifero. Cambiare radicalmente stile alimentare non significa necessariamente soffrire la fame o rinunciare al gusto. Esistono infatti alcuni alimenti “insospettabili”, spesso trascurati o considerati ingiustamente nemici della dieta, che fungono da veri e propri “spazzini” delle nostre arterie, catturando i grassi cattivi e favorendo l’aumento del colesterolo HDL (quello “buono” e protettivo). Ecco i 5 super-cibi deliziosi da integrare subito nei vostri pasti.

1. L’Avocado: il “grasso” che sconfigge il grasso

Per anni, chi soffriva di colesterolo ha guardato all’avocado con estremo sospetto, terrorizzato dall’altissimo contenuto calorico e di grassi di questo frutto esotico. Errore gravissimo! I grassi contenuti nell’avocado sono acidi grassi monoinsaturi (simili a quelli del preziosissimo olio extravergine di oliva), i più grandi nemici del colesterolo LDL. Consumare mezzo avocado al giorno, magari spalmato su una fetta di pane integrale a colazione o a pranzo, aiuta a “fluidificare” il sangue, pulire le arterie e saziare a lungo, evitando i pericolosi attacchi di fame nervosa. È un grasso amico che protegge il cuore.

2. La Frutta Secca: noci e mandorle salva-vita

Vale lo stesso discorso fatto per l’avocado. Noci, mandorle e pistacchi (rigorosamente non salati!) sono delle mini-bombe caloriche, ma sono letteralmente stipate di steroli vegetali, Omega-3 e fibre solubili. Questi tre elementi lavorano in sinergia impedendo al nostro intestino di assorbire il colesterolo “cattivo” proveniente da altri cibi. Una manciata (circa 30 grammi) di noci o mandorle consumata come spuntino a metà mattina o pomeriggio garantisce una pulizia arteriosa senza pari, oltre a fornire energia purissima per il cervello.

3. L’Avena: la spugna naturale dell’intestino

Se volete dichiarare guerra al colesterolo, la colazione all’italiana (cappuccino e cornetto carico di burro e zuccheri raffinati) deve sparire. Sostituitela con il porridge di avena. I fiocchi d’avena sono ricchissimi di beta-glucano, una fibra solubile particolarissima che, una volta raggiunto lo stomaco, crea una sorta di gelatina in grado di inglobare letteralmente le molecole di colesterolo, espellendole naturalmente dal corpo prima che possano entrare in circolo nel sangue. È la “spugna” più efficace che la natura ci abbia donato.

4. Il Cioccolato Fondente (quello vero!)

Questa è la notizia che tutti vorrebbero leggere. Sì, potete (anzi, dovete!) mangiare il cioccolato. Ma attenzione: deve essere cioccolato fondente di altissima qualità, con una percentuale di cacao amaro pari o superiore all’80%. Il cacao puro è una miniera d’oro di flavonoidi, potentissimi antiossidanti naturali in grado di abbassare i livelli di LDL e di contrastare l’infiammazione delle arterie. Due quadratini al giorno come coccola serale sono una medicina deliziosa per l’umore e per l’apparato cardiocircolatorio.

5. I Legumi: la carne dei poveri, la ricchezza del sangue

Fagioli, lenticchie, ceci e piselli sono spesso snobbati, ma rappresentano l’arma definitiva contro il grasso nel sangue. Sono totalmente privi di colesterolo (essendo proteine vegetali) e sono ricchissimi di fibre solubili. Sostituire tre o quattro pasti a settimana a base di carne rossa o formaggi stagionati con ricche e gustose zuppe di legumi vi permetterà di abbattere in modo drastico l’apporto di grassi saturi “cattivi”, abbassando i livelli di colesterolo nel sangue nel giro di pochissime settimane. Salute e longevità si costruiscono davvero partendo dal piatto!

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Salute

Roma, domani martedì 27 ottobre al Ministero della Salute il vertice su «Le infezioni in sanità» con Marcello Gemmato, Luciano Ciocchetti, Marco Lisei, Massimiliano Maselli, Fabrizio D’Ascenzo e Sergio Iavicoli

Domani, martedì 27 ottobre 2026, alle ore 09:15 presso l’Auditorium “Biagio D’Alba” del Ministero della Salute a Roma si terrà il convegno “Le infezioni in sanità. Prevenzione, terapia farmacologica e responsabilità”, con gli interventi attesi di Marcello Gemmato, Luciano Ciocchetti, Marco Lisei, Massimiliano Maselli, Fabrizio D’Ascenzo e Sergio Iavicoli e la presentazione del volume “Le basi scientifiche della terapia antibiotica” (Male Edizioni di Monica Macchioni) di Francesca De Plato e Francesco Scaglione 👇

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Locandina evento Roma

ROMA – La sanità italiana si confronta su una delle sfide cliniche, organizzative e medico-legali più urgenti del nostro tempo: la lotta alle infezioni correlate all’assistenza (ICA) e al fenomeno dell’antibiotico-resistenza. Nella mattinata di domani, martedì 27 ottobre 2026, a partire dalle ore 09:15, l’Auditorium «Biagio D’Alba» del Ministero della Salute (in Viale Giorgio Ribotta, 5 a Roma) ospiterà l’importante convegno nazionale intitolato «Le infezioni in sanità. Prevenzione, terapia farmacologica e responsabilità».

Un vertice di altissimo profilo che riunirà rappresentanti del Governo, del Parlamento, delle Regioni, vertici degli enti previdenziali e grandi specialisti della farmacologia e dell’igiene ospedaliera per fare il punto sui numeri, sulle responsabilità gestionali e sulle soluzioni concrete a tutela dei pazienti, in una settimana in cui il tema del finanziamento e dell’efficienza del sistema sanitario tiene banco in tutta Italia come evidenziato anche dall’intervento di ALI sul riparto del Fondo Sanitario Nazionale e sul potenziamento dei presidi territoriali.

I protagonisti al Ministero della Salute: da Marcello Gemmato a Luciano Ciocchetti, Marco Lisei e Fabrizio D’Ascenzo

Il tavolo di confronto all’Auditorium «Biagio D’Alba» approfondirà in modo integrato le strategie di prevenzione negli ospedali e nelle RSA, l’uso appropriato dei farmaci antimicrobici e il quadro delle responsabilità amministrative e organizzative all’interno delle strutture sanitarie pubbliche e private, un tema strettamente connesso alla governance e ai modelli di gestione aziendale approfonditi anche nel recente vertice romano dedicato agli adeguati assetti organizzativi per imprese e pubbliche amministrazioni.

Ai lavori del convegno sono attesi:
• Marcello Gemmato, Sottosegretario di Stato alla Salute;
• Luciano Ciocchetti, Vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera dei Deputati;
• Marco Lisei, Senatore e Presidente della Commissione parlamentare d’Inchiesta sull’emergenza sanitaria epidemiologica da SARS-CoV-2;
• Massimiliano Maselli, Assessore all’Inclusione Sociale e Servizi alla Persona della Regione Lazio;
• Fabrizio D’Ascenzo, Presidente dell’INAIL;
• Sergio Iavicoli, Capo Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del Ministero della Salute.

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La presentazione del volume «Le basi scientifiche della terapia antibiotica» di Francesca De Plato e Francesco Scaglione

Momento centrale della mattinata al Ministero della Salute sarà la presentazione ufficiale del volume «Le basi scientifiche della terapia antibiotica», pubblicato da Male Edizioni di Monica Macchioni (2026) e firmato da Francesca De Plato e Francesco Scaglione.

Un’opera scientifica di grande rigore e utilità operativa, pensata per offrire a clinici, farmacisti ospedalieri, microbiologi e direzioni sanitarie uno strumento aggiornato sull’appropriatezza prescrittiva degli antibiotici, vero pilastro per contrastare la diffusione dei batteri multiresistenti e ridurre l’impatto clinico ed economico delle infezioni nosocomiali.

Appropriatezza terapeutica, sicurezza delle cure e tutela dei pazienti fragili

L’appuntamento di martedì 27 ottobre 2026 alle ore 09:15 in Viale Giorgio Ribotta 5 a Roma si propone così di tracciare una roadmap condivisa tra istituzioni nazionali, regionali e comunità scientifica per innalzare gli standard di sicurezza nelle corsie ospedaliere e nei servizi sociosanitari, con un’attenzione particolare alla protezione degli anziani e dei pazienti più vulnerabili – priorità al centro anche delle iniziative territoriali dedicate alla prevenzione e alla salute della terza età. Segui tutti gli approfondimenti istituzionali e medico-sanitari nella nostra sezione Politica e Attualità.

A cura della Redazione Salute e Istituzioni di Cavaliere News

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Salute

Salute e Dieta Mediterranea, nasce l’Health and Nutrition International Observatory Euromed (HNIOEUROMED): il 30 ottobre a Bari la cerimonia inaugurale con il Presidente Antonio Pepe

Nasce l’Health and Nutrition International Observatory – Euromed (HNIOEUROMED): venerdì 30 ottobre a Villa Romanazzi Carducci a Bari la cerimonia inaugurale con il Presidente Dr. Antonio Pepe e il comitato scientifico 👇

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Salute e Dieta Mediterranea

Bari – Venerdì 30 ottobre 2026 alle ore 17:30, nella prestigiosa cornice di Villa Romanazzi Carducci in via Giuseppe Capruzzi 326 a Bari, si terrà la cerimonia inaugurale dell’Health and Nutrition International Observatory – Euromed (HNIOEUROMED), la nuova struttura internazionale dedicata alla tutela della salute, alla promozione della cultura alimentare mediterranea, alla salvaguardia dell’ambiente e allo sviluppo sociale nei Paesi europei e dell’area euromediterranea.

L’osservatorio guidato dal Presidente Dr. Antonio Pepe nasce come piattaforma tecnico-scientifica e culturale di alto profilo, capace di dialogare con gli organismi europei e internazionali per promuovere programmi di educazione sanitaria, monitoraggio della qualità agroalimentare e cooperazione tra i popoli, ponendosi al centro delle più avanzate strategie di salute, prevenzione e benessere.

HNIOEUROMED a Villa Romanazzi Carducci di Bari: la relazione del Presidente Antonio Pepe e di Marialuisa Roscino

L’HNIOEUROMED si propone come un presidio autorevole per la costruzione di un modello integrato di salute, sicurezza alimentare e sviluppo sostenibile, fondato sull’incontro tra la millenaria tradizione mediterranea e le più moderne competenze della ricerca scientifica.

Il programma ufficiale della cerimonia inaugurale di venerdì 30 ottobre a Bari si aprirà con l’introduzione ai lavori curata da Alfio Colavecchio, Consigliere del Presidente, seguita dai saluti istituzionali delle autorità civili e religiose.

Cuore dell’apertura sarà la relazione programmatica del Presidente dell’HNIOEUROMED, Dr. Antonio Pepe, affiancato dalla giornalista Marialuisa Roscino, responsabile della Direzione Comunicazione Internazionale dell’Osservatorio, in uno degli appuntamenti più rilevanti nel calendario degli eventi scientifici e istituzionali d’autunno.

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Dieta Mediterranea, prevenzione e sicurezza alimentare: gli interventi del comitato scientifico

Ampio spazio sarà dedicato alle relazioni degli illustri esperti dell’Ufficio di Presidenza: la Prof.ssa Danila De Vito approfondirà il ruolo cardine della prevenzione medica, mentre il Dr. Salvatore Loconte traccerà l’evoluzione della Dieta Mediterranea tra passato e futuro e il Dr. Francesco Loperfido illustrerà i criteri della sicurezza alimentare nella vita quotidiana delle famiglie, valorizzando le eccellenze della cucina e cultura gastronomica.

Il legame tra filiera produttiva e benessere sarà al centro degli interventi del Prof. Luigi De Ales sull’agricoltura come fonte primaria di buona salute e del Prof. Gustavo Mastrobuoni sui processi d’innovazione tecnologica applicati alla nutrizione.

Sostenibilità ESG, formazione e nomina del Governatore HNIOEUROMED Italia

La sessione scientifica proseguirà con il contributo del Prof. Marco Sponziello dedicato ai parametri ESG e alle sfide per la tutela dell’ambiente e della sostenibilità, seguito dalla relazione del Prof. Giuseppe Catapano sull’importanza di cultura e formazione accademica e dall’intervento dell’Avv. Maria Lucia Valletta sul ruolo dell’HNIO come ponte internazionale per i corretti stili di vita nel mondo.

La cerimonia di Villa Romanazzi Carducci si concluderà con l’atteso intervento del Presidente Nazionale per l’investitura ufficiale del Governatore HNIOEUROMED Italia e il conferimento degli incarichi direttivi per la Sede Italiana dell’Osservatorio.

A cura della Redazione Salute e Scienza di Cavaliere News

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Salute

Autunno: colori, ombre e gioia. Tra Malinconia, Trasformazione e Riscoperta di Sé. Intervista ad Adelia Lucattini della Psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana (SPI) e dell’International Psychoanalytical Association (IPA)

Lucattini: “Il susseguirsi delle stagioni ci ricorda che il cambiamento è una dimensione inevitabile della vita, accompagnata da emozioni diverse, talvolta contrastanti. Accogliere questi ritmi significa riconoscere che anche la nostra vita emotiva attraversa momenti di espansione, raccoglimento, malinconia e gioia”. Intervista di Marialuisa Roscino

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Autunno

Redazione-  L’autunno è da sempre una stagione di profondo passaggio. Se da un lato, il paesaggio si tinge delle sfumature calde e avvolgenti del foliage, dall’altro, il progressivo accorciarsi delle giornate e la riduzione della luce naturale invitano a un rallentamento, muovendo ad una vera e propria organizzazione interiore nel nostro mondo emotivo. Non si tratta quindi, come documentano gli studi scientifici, solo di un cambio del calendario o del clima, ma di un nuovo riassetto interiore legato proprio al cambiamento di stagione. Il rientro ai ritmi di studio e lavoro, la perdita della spensieratezza estiva e la necessità di riadattarsi alla routine possono risvegliare nostalgia, malinconia o un senso di stanchezza diffusa. Tuttavia, l’autunno possiede anche una straordinaria dimensione generativa. Come la natura si spoglia dell’inutile per prepararsi a nuova vita, così anche noi siamo chiamati ad accogliere le nostre “zone d’ombra”, trasformando la malinconia in uno spazio di ascolto, riflessione e ripartenza. Per comprendere meglio le dinamiche psicologiche legate a questa stagione e scoprire come viverla  al meglio, abbiamo intervistato Adelia Lucattini, Membro Ordinario della Società Psicoanalitica italiana (IPA) e Full Member dell’International Psychoanalytical Association (IPA).

 

Dott.ssa Lucattini, l’arrivo dell’autunno porta con sé un’evidente trasformazione del paesaggio, ma anche una profonda e silenziosa riorganizzazione del nostro mondo interno. Le giornate che si accorciano e il calo della luce naturale ci confrontano con il tema del passaggio. Cosa accade, in particolare, quali sono le sfaccettature psicologiche dell’umore che caratterizzano questa stagione?

 

L’autunno è una stagione di transizione che coinvolge l’ organismo, la vita emotiva e il mondo interno. La progressiva diminuzione della luce naturale influenza i ritmi circadiani, il sonno e i meccanismi neurobiologici che regolano l’umore. Alcune persone possono avvertire maggiore stanchezza, difficoltà di concentrazione, irritabilità o un bisogno più intenso di riposo e raccoglimento.

L’autunno ci confronta con il tempo che passa, la separazione e la trasformazione. La malinconia stagionale non rappresenta necessariamente una sofferenza psicologica, ma può esprimere la difficoltà di lasciare andare ciò che finisce e, insieme, il desiderio di accogliere qualcosa di nuovo.

L’autunno possiede anche una dimensione vitale e creativa. Il rallentamento dei ritmi può favorire l’ascolto dei propri bisogni, il recupero dei ricordi e la rielaborazione delle esperienze. In termini psicoanalitici, quando la malinconia viene riconosciuta e pensata, può trasformarsi in un’occasione di crescita interiore. L’autunno ci ricorda, infine, che ogni cambiamento comporta anche nuove possibilità, accettare ciò che cambia senza viverlo come una perdita insuperabile permette di conservare dentro di sé ciò che è stato importante e di aprirsi a nuovi desideri ed esperienze (Chronobiology International, 2025).

 

Se da un lato, avvertiamo questo rallentamento, dall’altro, la natura autunnale ci regala la bellezza del foliage e piccoli ritrovi conviviali come la raccolta delle castagne. In che modo, questi elementi naturali possono aiutarci a ritrovare calma e buoni propositi?

La natura autunnale, con i suoi colori intensi, i profumi e i ritmi più lenti, offre un’occasione preziosa per ritrovare un contatto con noi stessi. La bellezza del foliage, ad esempio, suscita emozioni positive, meraviglia e un senso di armonia che possono contribuire ad attenuare le tensioni accumulate nella vita quotidiana. Camminare in un bosco, osservare il cambiamento delle foglie, ascoltare i suoni della natura permette di rallentare il flusso dei pensieri e di recuperare una dimensione di tranquillità, spesso sacrificata agli impegni e alla fretta.

Il paesaggio autunnale possiede anche un importante valore simbolico. Le foglie che cambiano colore e cadono dagli alberi ci ricordano che la trasformazione e la perdita fanno parte della vita, ma non coincidono necessariamente con la fine di qualcosa. La bellezza dell’autunno può aiutarci a trasformare la nostalgia in una disposizione più riflessiva e creativa, nella quale diventa possibile riconoscere nuovi desideri e formulare progetti per il futuro.

La convivialità autunnale permette di contrastare la tendenza all’isolamento che talvolta accompagna la malinconia stagionale. La presenza delle persone care, la condivisione di gesti semplici e il piacere di stare insieme rafforzano i legami affettivi e alimentano quel senso di fiducia che sostiene la capacità di affrontare le trasformazioni della vita. È proprio dall’incontro tra la dimensione contemplativa della natura e quella affettiva delle relazioni che possono nascere nuovi propositi. Non sempre per ripartire è necessario accelerare, talvolta è proprio rallentando che ritroviamo le energie emotive e la libertà interiore per cambiare (Frontiers in Psychology, 2025).

 

Considerando proprio gli aspetti visivi di questo cambio di stagione, in che modo la caduta delle foglie e la diminuzione della luce influiscono sullo stato d’animo, portando talvolta in molte persone, sentimenti di nostalgia e malinconia?

Le trasformazioni del paesaggio possono suscitare emozioni profonde, la caduta delle foglie, gli alberi che si spogliano e la luce più tenue possono evocare, anche inconsciamente, il trascorrere del tempo, la separazione e la perdita, assumendo significati personali legati alla nostra storia.

La caduta delle foglie rappresenta simbolicamente la separazione, i cambiamenti possono riattivare nostalgia e malinconia, soprattutto quando richiamano legami importanti o momenti felici che vorremmo trattenere. La malinconia nasce talvolta proprio dall’intreccio tra ricordo e desiderio, dalla presenza interiore di qualcosa che non appartiene più alla nostra realtà.

La diminuzione della luce naturale influenza anche l’equilibrio emotivo, agendo sui ritmi circadiani, sul sonno e sui meccanismi neurobiologici coinvolti nell’umore. Nelle persone più sensibili ai cambiamenti stagionali può associarsi a stanchezza, sonnolenza, minore vitalità e maggiore vulnerabilità depressiva, con reazioni che variano secondo la sensibilità individuale.

Attraverso la memoria affettiva, la malinconia assume così una tonalità dolceamara, nella quale la tristezza convive con il piacere del ricordo, accogliere ed elaborare questi sentimenti permette di trasformare la nostalgia in una risorsa per comprendere meglio noi stessi (European Psychiatry, 2025).

Secondo Lei, vivere con serenità il ritmo e il cambiamento legato alle  stagioni, può insegnare ad accogliere le emozioni più complesse, anziché combatterle o reprimerle?

 

Il susseguirsi delle stagioni ci ricorda che il cambiamento è una dimensione inevitabile della vita, accompagnata da emozioni diverse, talvolta contrastanti. La primavera può risvegliare entusiasmo, l’estate vitalità, mentre l’autunno e l’inverno possono favorire l’introspezione. Accogliere questi ritmi significa riconoscere che anche la nostra vita emotiva attraversa momenti di espansione, raccoglimento, malinconia e gioia. La maturità emotiva non consiste nell’essere sempre sereni, ma nella capacità di riconoscere, tollerare ed elaborare anche i sentimenti più difficili. Tristezza, nostalgia, paura e rabbia non sono emozioni da reprimere, ma esperienze che seppur non desiderate, possono aiutare a comprendere meglio i nostri bisogni più veri.

L’autunno, in particolare, richiama simbolicamente la  capacità di separarsi da situazioni, aspettative e immagini di sé che appartengono al passato. Accogliere le emozioni non significa subirle passivamente, ma ascoltarle, trovare parole per esprimerle e trasformarle in pensieri. Attraverso questo processo di simbolizzazione, anche un’esperienza difficile può diventare un’occasione di crescita interiore. La serenità non nasce dall’assenza di emozioni spiacevoli, ma dalla capacità di attraversarle, accettando le nostre trasformazioni senza mai perdere la fiducia nella possibilità di affrontarli (Psychological Medicine, 2025).

 

Quali consigli si sente di dare per vivere al meglio questo periodo dell’anno?

-Rispettare i propri ritmi interiori. Concedersi pause, dormire regolarmente e non eccedere negli impegni favorisce il riposo e l’elaborazione delle esperienze emotive;

-Riscoprire il contatto con la natura. Passeggiare nei boschi, ammirare i colori autunnali e raccogliere castagne può rasserenare e favorire una riconciliazione con noi stessi;

-Coltivare il piacere dell’intimità. Il calore della casa, degli affetti, della lettura e delle piccole abitudini rassicuranti offre sicurezza e contenimento emotivo;

-Mantenere viva la capacità di desiderare. Programmare un viaggio o attendere le festività alimenta il piacere dell’attesa, la speranza e l’investimento affettivo nel futuro;

-Il contatto con la natura cura, ma se non sempre bastasse, un percorso psicoanalitico può aiutare a dare ordine ai pensieri e alle emozioni, a stare meglio e vivere bene, in ogni stagione.

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