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L’orgoglio d’Abruzzo brilla ancora su Rai 1: Mirko Mascioli torna con Beppe Convertini ad “Azzurro Storie di Mare” per una nuova magica avventura

L’Abruzzo conquista il sabato mattina di Raiuno! 📺🌊 Sabato 29 agosto alle 11:25 non perdere lo straordinario ritorno dell’attore e regista sulmonese Mirko Mascioli ad “Azzurro Storie di Mare” con l’amico Beppe Convertini! 🛥️✨ Dopo il successo come inviato, Mirko è pronto a stupire tutti con un ruolo misterioso e totalmente inedito. Una puntata spettacolare, disponibile anche su Raiplay, per viaggiare tra le meraviglie del mare e l’orgoglio del nostro territorio. ❤️ Leggi qui per scoprire i dettagli della sua carriera, i retroscena dello show e tutte le prossime novità in arrivo! 👇

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Mirko Mascioli

Sulmona – Ci sono artisti capaci di portare l’anima e il cuore della propria terra d’origine direttamente nelle case di milioni di italiani, trasformando il talento personale in un motivo di orgoglio collettivo per un’intera regione. Il meraviglioso borgo di Sulmona, scrigno di storia e di cultura nel cuore dell’Abruzzo, celebra oggi il ritorno sul piccolo schermo di uno dei suoi figli più amati, eclettici e stimati del panorama dello show business nazionale. L’attore, regista, conduttore e giornalista Mirko Mascioli si appresta infatti a sbarcare nuovamente su Rai 1 all’interno dell’acclamato programma estivo “Azzurro Storie di Mare”. L’imperdibile appuntamento è fissato per sabato 29 agosto, a partire dalle ore 11:25, e promette di regalare ai telespettatori e ai tantissimi fan del professionista sulmonese una mattinata ricca di emozioni pure e di grandi sorprese visive.

Dopo lo straordinario successo di pubblico e critica riscosso durante l’edizione del 2024, anno in cui ha saputo raccontare le bellezze delle coste italiane nel delicato e dinamico ruolo di inviato di punta, Mascioli tornerà a calcare le scene della trasmissione condotta con successo da Beppe Convertini. Questa volta, però, la sua partecipazione si tingerà di mistero: l’artista abruzzese è pronto a sorprendere il pubblico a casa calandosi nei panni di un ruolo totalmente inedito e ricco di sfumature registiche e interpretative. Per chi non avesse la possibilità di sintonizzarsi davanti al televisore la mattina di sabato, la puntata sarà interamente disponibile in streaming gratuito e on-demand sulla piattaforma RaiPlay, garantendo una copertura totale dell’evento culturale.

Una carriera poliedrica nel segno del cinema, del giornalismo e della TV

Mirko Mascioli non è semplicemente un volto noto della televisione, ma un artista poliedrico, colto e versatile, che ha saputo costruire una carriera eccellente mattone dopo mattone, alternando con naturale eleganza la recitazione cinematografica alla conduzione di programmi d’inchiesta e di intrattenimento leggero. Il pubblico televisivo ha imparato ad apprezzarne il carisma e l’onestà espressiva attraverso una sfilata infinita di partecipazioni di successo, concentrate principalmente sulle reti ammiraglie della Rai. Lo abbiamo visto brillare su Rai 2 in programmi di successo come “Star Bene” al fianco di Livio Beshir, “Ogni giorno è Natale” con l’affascinante Anna Falchi, e ancora su La7d in “Switch Style” con Elisabetta Gregoraci, oltre alle storiche conduzioni di format giornalistici e sportivi come “Tutto sulle star”, “Fischio finale parole a noi” e il profondo “Dentro il cuore della verità”.

Tuttavia, la vera e propria consacrazione mediatica e l’affetto viscerale del grande pubblico erano arrivati grazie alle sue incursioni e ai suoi reportage estivi nel programma cult di Rai 2 “Leggerissima Estate” condotto da Savino Zaba, dove Mascioli ha dimostrato una rara capacità di stabilire un legame empatico e immediato con la folla e con le comunità locali. Parallelamente alla televisione, Mirko ha firmato come regista pellicole cinematografiche e cortometraggi di respiro internazionale del calibro di “Occhi azzurri”, “Lei il mio tutto” e il drammatico “Il sangue è il potere”, proiettati con successo anche all’estero e capaci di fargli conquistare prestigiosi premi della critica come miglior attore e regista, specialmente per la sua straordinaria attitudine nell’interpretare ruoli da “cattivo” sul grande schermo.

L’abbraccio tra amici e la promessa di un futuro ricco di sogni

“Tornare a far parte della grande e meravigliosa squadra di ‘Azzurro Storie di Mare’ è sempre una bellissima ed intensa emozione. Beppe Convertini è un amico vero, un grande professionista con cui ho avuto il privilegio di collaborare diverse volte sia in televisione sia sul palco di importanti eventi culturali nazionali”, dichiara Mirko Mascioli con gli occhi pieni di gioia e gratitudine. “Quest’anno la mia presenza nel programma si arricchisce di dettagli unici e non vedo l’ora di condividere con tutti i telespettatori questa nuova avventura sul filo dell’acqua e del racconto sommerso. Questo fine agosto rappresenta solo l’inizio: presto potrò svelare tantissime e stimolanti novità televisive e cinematografiche che sto preparando per i prossimi mesi”.

La presenza di Mirko Mascioli nel salotto estivo di Rai 1 dimostra come la determinazione, lo studio costante e il rispetto per il proprio pubblico siano gli unici strumenti in grado di aprire le porte del successo duraturo nel difficile mondo dello show business contemporaneo. Accendere la televisione sabato mattina significherà non solo viaggiare tra le meraviglie e i misteri dei nostri mari, ma anche sostenere il riscatto culturale di un territorio, quello della Valle Peligna e dell’Abruzzo interno, che continua a dimostrare di essere una fucina inesauribile di talenti e di intelligenze artistiche capaci di conquistare il cuore della nazione. Preparatevi a farvi stupire da un artista che ha fatto dell’autenticità e della passione la sua bandiera più bella.

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Dal dolore del femminicidio all’abbraccio della sorellanza: all’Arena Palma nasce “Rumore in Sala” per dare voce a Federica e a tutte le donne

Il cinema che rompe il silenzio e difende le donne! 🎬❤️ Mercoledì 26 agosto all’Arena Palma di Trevignano Romano non perdere il primo appuntamento gratuito di “Rumore in Sala”, la rassegna nata dal Coordinamento ZittaMai dopo il tragico femminicidio di Federica Torzullo. 🌟 Dalle 19:30 musica, letture e la proiezione del bellissimo film “Caramel” di Nadine Labaki, seguito da un dibattito a cuore aperto per riscoprire la forza della sorellanza e della solidarietà femminile. Un evento immenso per l’anima. Leggi qui per scoprire il programma completo, la storia del collettivo e come partecipare a questa notte di riscatto e di amore! 👇

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Rumore, locandina

Trevignano Romano – Esistono ferite talmente profonde, ingiuste e laceranti che una comunità rischia di rimanere paralizzata dal dolore, stritolata da un senso di impotenza e di vuoto pneumatico. Ma ci sono momenti in cui quel brivido di sofferenza collettiva si trasforma in un urlo di dignità, in un moto spontaneo dell’anima che sceglie di non rimanere in silenzio, ma di tessere fili di speranza e di riscatto umano. Mercoledì 26 agosto, a partire dalle ore 19:30, la splendida e suggestiva cornice dell’Arena Palma di Trevignano Romano si farà custode di un appuntamento culturale e civile di straordinaria intensità emotiva. Prenderà infatti il via la rassegna cinematografica intitolata significativamente “Rumore in Sala – Legami che liberano: trame di sorellanza”. Non si tratta di un semplice cineforum sotto le stelle, ma di un presidio di resistenza culturale nato per trasformare la memoria di una tragedia in un impegno quotidiano e condiviso.

La nascita di questo percorso, che si snoderà attraverso cinque tappe fondamentali da agosto fino al prossimo gennaio, è il frutto di un’illuminata e viscerale collaborazione tra il Cinema Palma e il Coordinamento ZittaMai di Anguillara Sabazia. Quest’ultimo è un collettivo nato dal basso il 17 febbraio 2026, a seguito del brutale femminicidio di Federica Torzullo. Una tragedia immane che ha riaperto una piaga mai rimarginata nel cuore del comprensorio sabatino, una terra che aveva già dovuto piangere, nel lontano 2012, la scomparsa della giovanissima Federica Mangiapelo. Davanti a questo sangue innocente, le donne del territorio hanno scelto di fare “rumore”, consapevoli che la violenza di genere non inizia con il gesto estremo dell’assassino, ma si nutre quotidianamente nel silenzio complice, negli stereotipi passivi, nelle disuguaglianze e nelle dinamiche patriarcali di potere che attraversano ancora la società contemporanea.

Cinque registe per raccontare la forza dirompente della complicità femminile

Il format ideato per la rassegna mette al centro cinque film firmati da altrettante registe internazionali, storie di donne capaci di raccontare la forza terapeutica delle relazioni, della solidarietà e della complicità femminile. L’idea portante è quella di considerare la sorellanza non come una parola astratta, ma come una pratica concreta di resistenza sociale e come possibilità reale di trasformazione antropologica della comunità attraverso l’arte visiva e il successivo dibattito pubblico. Ad aprire la manifestazione mercoledì sera sarà la proiezione del capolavoro “Caramel” (2007) della celebre regista libanese Nadine Labaki. Ambientato all’interno di un colorato salone di bellezza di Beirut, il film fotografa le esistenze incrociate di cinque donne che, tra una ceretta al caramello e uno specchio, condividono fragilità segrete, desideri inconfessabili e violenze domestiche, edificando una corazza invisibile di sostegno reciproco.

La serata all’Arena Palma comincerà prima del buio della proiezione, alle 19:30, accogliendo il pubblico con momenti di musica dal vivo e letture interpretate a cuore aperto, pensate per sintonizzare i presenti sulle frequenze dell’ascolto profondo. Al termine del lungometraggio, le luci in sala si riaccenderanno per dare vita a un dibattito interattivo con le professioniste dell’associazione “Uno Spazio Per Te”. Un’occasione preziosa per approfondire i temi del film, riflettere insieme sul valore sacro delle relazioni di prossimità e sull’urgenza di creare sul territorio degli spazi protetti e sicuri nei quali ogni donna possa incontrarsi, condividere la propria storia senza timore del giudizio altrui e sentirsi finalmente ascoltata, protetta e compresa.

La sorellanza come strumento per cambiare ciò che da sole sembra impossibile

La scelta di abitare uno spazio culturale storico, riconosciuto e amato come il Cinema Palma, dimostra la volontà degli organizzatori di fare rete, portando argomenti così delicati fuori dalle stanze degli addetti ai lavori per farli diventare patrimonio e discussione di intere famiglie. L’Arena si trasforma così in una piazza ideale in cui il grande schermo si fa specchio della realtà, la musica scaccia i pensieri e il confronto civile si fa balsamo per le solitudini contemporanee. Perché la sorellanza, in fondo, è proprio questo: sapersi riconoscere negli occhi dell’altra, sostenersi nei momenti in cui le gambe tremano e trovare insieme la forza politica e umana di cambiare e trasformare ciò che da sole sembra un muro impossibile da abbattere.

Partecipare al debutto di “Rumore in Sala” significa compiere un gesto d’amore e di civiltà, significa fare in modo che i nomi di Federica Torzullo e Federica Mangiapelo non restino soltanto fredde lettere stampate sulle cronache nere dei giornali, ma continuino a vivere come fari di legalità e di riscatto nel cuore dei nostri borghi. Trevignano Romano vi aspetta per una notte densa di emozioni pure, dove le lacrime del passato lasciano il posto all’abbraccio della solidarietà. Non rimanete isolati tra le mura di casa: uscite, prendete posto sulle poltrone dell’arena e lasciatevi graffiare la coscienza da una trama di parole e immagini nata per ricordarci che nessuno, finché saprà tessere relazioni umane sincere, sarà mai lasciato solo nel buio.

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Il Perdono apre al futuro

Ci sono parole che non appartengono soltanto alla storia, appartengono alla vita. Il perdono è una di queste. E L’Aquila, che da sette secoli custodisce il dono di Celestino V, torna anche quest’anno a interrogare il mondo con la sua voce antica e sempre nuova. Il 29 agosto, nel cuore della 732ª Perdonanza Celestiniana, il Teatro San Filippo – rinato dopo le ferite del sisma del 2009 – accoglierà la quarta edizione del Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”, dedicato al tema: “Il Perdono apre al futuro? I giovani e la libertà di scegliere.” Un titolo che è già una domanda. Una domanda che non riguarda solo i giovani, ma tutti noi. Gli adulti, le Istituzioni, le comunità. Una domanda che attraversa il nostro tempo, segnato da guerre, violenze, crisi globali, smarrimenti generazionali. Una domanda che chiede ascolto, responsabilità, visione.

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Papa Francesco, Porta Santa Perdonanza 2022

A L’Aquila il Summit che parla ai giovani e alla coscienza del nostro tempo

L’AQUILA – Ci sono parole che non appartengono soltanto alla storia, appartengono alla vita. Il perdono è una di queste. E L’Aquila, che da sette secoli custodisce il dono di Celestino V, torna anche quest’anno a interrogare il mondo con la sua voce antica e sempre nuova. Il 29 agosto, nel cuore della 732ª Perdonanza Celestiniana, il Teatro San Filippo – rinato dopo le ferite del sisma del 2009 – accoglierà la quarta edizione del Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”, dedicato al tema: “Il Perdono apre al futuro? I giovani e la libertà di scegliere.” Un titolo che è già una domanda. Una domanda che non riguarda solo i giovani, ma tutti noi. Gli adulti, le Istituzioni, le comunità. Una domanda che attraversa il nostro tempo, segnato da guerre, violenze, crisi globali, smarrimenti generazionali. Una domanda che chiede ascolto, responsabilità, visione.

Il Summit nasce da un’intuizione semplice e radicale. Il perdono non è un gesto che riguarda il passato, ma una prospettiva che apre al futuro. Non è un valore da celebrare in astratto, ma un modo di guardare la vita, la memoria, la responsabilità, la libertà. Come annota Francesca Pompa, ideatrice e art director del Summit, il perdono non è una risposta facile: è un cammino. Un cammino che chiede di interrogare ciò che siamo, ciò che abbiamo ereditato, ciò che vogliamo diventare. Un cammino che riguarda soprattutto i giovani, chiamati a scegliere la propria strada in un mondo che offre opportunità immense, ma anche pressioni enormi, ansie, contraddizioni, fragilità.

Il Summit si svilupperà lungo tre assi – Comprendere, Perdonare, Scegliere – affidati a voci diverse, generazioni diverse, sensibilità diverse. Sul palco del Teatro San Filippo si alterneranno filosofi, sociologi, educatori, comunicatori, giovani: Michelangelo Tagliaferri, Diego Fusaro, Massimo Cacciari, Francesco Giorgino, Remo Lucchi, Valeria Pompili, Carmina Gallucci, Dario Bolis, Davide Simone Cavallo e il giovane Alessio Ciocca. Ognuno porterà una domanda, una visione, una riflessione, una ferita, una testimonianza, una possibilità, una proposta. Ognuno offrirà un frammento di futuro. Perché il perdono, prima di essere un gesto, è un linguaggio. E il futuro, prima di essere un tempo, è una scelta.

Il 28 agosto 2022, aprendo la Porta Santa della Basilica di Collemaggio, Papa Francesco ha definito L’Aquila “Capitale del Perdono, della Riconciliazione e della Pace”. Non un blasone da mostrare, ma una responsabilità da vivere. Una responsabilità che nasce dal dono di Celestino V, la Perdonanza, il primo giubileo della storia, concesso il 29 agosto 1294 all’atto della sua incoronazione a pontefice proprio a L’Aquila, in quella stessa basilica che egli aveva fatto costruire nel 1275, dopo essersi fermato a Collemaggio di ritorno dal Concilio di Lione. Dal 1294 ogni anno, e per 732 anni, la città apre la Porta Santa di Collemaggio e offre al mondo un messaggio che attraversa i secoli, così come sancito nella Bolla della Perdonanza.

«Celestino Vescovo servo dei servi di Dio, a tutti i fedeli di Cristo che prenderanno visione di questa lettera, salute e apostolica benedizione. Tra le feste solenni che ricordano i santi è da annoverare tra le più importanti quella di San Giovanni Battista in quanto questi, pur provenendo dal grembo di una madre sterile per vecchiezza, tuttavia fu ricolmo di virtù e fonte abbondante di sacri doni, fu voce degli Apostoli, avendo concluso il ciclo dei profeti, ed annunziò la presenza di Cristo in terra mediante l’annuncio del Verbo e miracolose indicazioni, annunziò quel Cristo che fu luce nella nebbia del mondo e delle tenebre dell’ignoranza che avvolgevano la terra, per cui per il Battista seguì il glorioso martirio, misteriosamente imposto dall’arbitrio di una donna impudica in virtù del compito affidatole. Noi, che nel giorno della decollazione di San Giovanni, nella chiesa benedettina di Santa Maria di Collemaggio in Aquila ricevemmo sul nostro capo la tiara, desideriamo che con ancor più venerazione tal Santo venga onorato mediante inni, canti religiosi e devote preghiere dei fedeli. Affinché, dunque, in questa chiesa la festività della decollazione di San Giovanni sia esaltata con segnalate cerimonie e sia celebrata con il concorso devoto del popolo di Dio, e tanto più devotamente e fervidamente lo sia quanto più in tale chiesa la supplice richiesta di coloro che cercano Dio troveranno tesori della Chiesa che risplendono dei doni spirituali che gioveranno nella futura vita, forti della misericordia di Dio onnipotente e dell’autorità dei suoi apostoli SS. Pietro e Paolo, in ogni ricorrenza annuale della festività assolviamo dalla colpa e dalla pena, conseguenti a tutti i loro peccati commessi sin dal Battesimo, quanti sinceramente pentiti e confessati saranno entrati nella chiesa di Santa Maria di Collemaggio dai vespri della vigilia della festività di San Giovanni fino ai vespri immediatamente seguenti la festività. Dato in Aquila, 29 settembre, nell’anno primo del nostro pontificato».

L’indulgenza plenaria con il perdono divino ricevuto, che impegna ciascuno a perdonare ogni uomo o donna del suo prossimo. Dunque la riconciliazione è possibile. La pace è possibile. La libertà interiore è possibile. Il Summit nasce per rendere vivo questo messaggio, per contribuire a tradurlo nella contemporaneità, per portarlo dentro le tensioni del nostro tempo presente. Sicché essere un luogo dello spirito, per L’Aquila, non è un privilegio, ma un compito, una missione ineludibile nell’attualizzare il lascito spirituale e civile della Perdonanza, aprendolo al mondo, all’intera umanità.

 

Quest’anno il Summit entra nel Festival delle Risonanze, il nuovo contenitore culturale della Perdonanza. E si svolge per la prima volta nel Teatro San Filippo, restituito di recente alla città dopo il prezioso restauro dai danni del terremoto del 6 aprile 2009. Un luogo che ha conosciuto la fragilità e la rinascita. Un luogo che accoglie parole e linguaggi diversi, perché possano risuonare e lasciare una traccia. Un luogo che, come la città, sa che il perdono non è un gesto di debolezza, ma un atto di forza e di misericordia.

Viviamo in un tempo che chiede ai giovani di essere veloci, performanti, sempre connessi. Un tempo che offre possibilità immense, ma anche solitudini nuove. Un tempo che rischia di confondere la libertà con l’assenza di limiti, la scelta con la pressione, il futuro con l’incertezza. Il Summit vuole restituire ai giovani le opportunità di un percorso di vita nuovo e con nuovi capisaldi valoriali: libertà come responsabilità, scelta come consapevolezza, futuro come possibilità, perdono come trasformazione. Perché perdonare non significa dimenticare. Significa liberare. Liberare ciò che siamo, ciò che possiamo diventare, ciò che vogliamo costruire.

 

Il Summit è nato nel 2023 da un’idea di One Group, accolta e condivisa dall’associazione L’Aquila Made In. In quattro edizioni è diventato un appuntamento nazionale, capace di parlare di temi profondi a pubblici diversi, riverberandone l’eco autentica sia in Italia che all’estero. Il suo messaggio è universale: il perdono non è un atto solo spirituale, è un atto umano. Non è un gesto riservato alla sfera personale, ma un gesto civile che influenza l’intera comunità. Non è un evento occasionale, ma un cammino di perseveranza. In un mondo attraversato da guerre, violenze, tragedie epocali, il perdono non è un’utopia, è una necessità. È una forma di resistenza morale. È una scelta che apre al futuro.

Ieri sera, 23 agosto, con l’arrivo della fiaccola partita dall’eremo di Sant’Onofrio sul monte Morrone, è stato acceso il tripode della Pace sul torrione della basilica di Collemaggio, con un evento splendido trasmesso in diretta su Rai1. È iniziata così la settimana di eventi che condurrà al 28 agosto, all’apertura della Porta Santa con il rito dei tre colpi di bastone d’ulivo del Getsemani, quest’anno affidata dalla Santa Sede al cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del dicastero per la Cultura e l’Educazione, una scelta assai appropriata nell’anno che vede L’Aquila Capitale italiana della Cultura. Seguirà per 24 ore la fiumana di fedeli che varcheranno la Porta Santa per il giubileo celestiniano. Nella Basilica di Collemaggio risuonerà, come ogni anno, il magistero di Pietro Celestino, il papa Santo due volte, con l’indulgenza della Perdonanza, fino alla chiusura della Porta.

Il 29 agosto anche al Teatro San Filippo le parole saranno risonanze. Risuoneranno come domande, come ferite, come possibilità di rinascita. Risuoneranno come un invito a guardare al domani, senza paure. Perché il perdono non è un gesto che riguarda il passato, ma un ponte verso il futuro. «Siete segno che il futuro è una promessa, non una minaccia», ha detto papa Leone ai giovani del Meeting di Rimini. Un ponte che L’Aquila, Capitale del Perdono, continua a costruire per sé e per l’umanità. E il Summit, anno dopo anno, di questo ponte di misericordia è la voce, la voce di un mondo che aspira alla riconciliazione, alla pace, ad un nuovo umanesimo.

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Triortaki, la musica popolare torna protagonista: quattro appuntamenti per chiudere l’estate a ritmo di saltarella abruzzese e pizzica

C’è una musica che non si limita a essere ascoltata, ma che invita a muoversi, a cantare e soprattutto a stare insieme. È quella della tradizione popolare, riletta con sensibilità contemporanea dai Triortaki, formazione del territorio teramano che ha fatto dell’incontro tra radici e innovazione il cuore della propria proposta artistica.

L’ensemble si muove nell’universo dell’Etno Folk Music, attraversando sonorità mediterranee, canti popolari e ritmi legati alla tradizione del Centro-Sud. Il progetto nasce dall’idea di recuperare brani e atmosfere della musica popolare senza trasformarli in semplici testimonianze del passato: gli arrangiamenti contemporanei e l’utilizzo di strumenti tradizionali danno nuova energia a melodie conosciute e meno conosciute. La formazione comprende Barbara Secondini ai mantici, Giada Mancini alla voce e chitarra e Davide De Ruvo alle percussioni, con la possibilità di arricchire l’organico, nelle esibizioni statiche, con tamburellisti del Centro Italia.

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Triortaki

Dalle tradizioni del Sud Italia alle danze abruzzesi, il gruppo teramano porta sul palco energia, ritmo e contaminazioni. Dopo un’estate ricca di appuntamenti, il Live Tour 2026 prosegue con nuove date nel territorio provinciale

 

  Redazione-  C’è una musica che non si limita a essere ascoltata, ma che invita a muoversi, a cantare e soprattutto a stare insieme. È quella della tradizione popolare, riletta con sensibilità contemporanea dai Triortaki, formazione del territorio teramano che ha fatto dell’incontro tra radici e innovazione il cuore della propria proposta artistica.

L’ensemble si muove nell’universo dell’Etno Folk Music, attraversando sonorità mediterranee, canti popolari e ritmi legati alla tradizione del Centro-Sud. Il progetto nasce dall’idea di recuperare brani e atmosfere della musica popolare senza trasformarli in semplici testimonianze del passato: gli arrangiamenti contemporanei e l’utilizzo di strumenti tradizionali danno nuova energia a melodie conosciute e meno conosciute. La formazione comprende Barbara Secondini ai mantici, Giada Mancini alla voce e chitarra e Davide De Ruvo alle percussioni, con la possibilità di arricchire l’organico, nelle esibizioni statiche, con tamburellisti del Centro Italia.

Il risultato è uno spettacolo fortemente coinvolgente, nel quale la componente musicale si accompagna a quella più autenticamente popolare: il pubblico diventa parte della festa e il ritmo della pizzica e delle altre espressioni della musica tradizionale si trasforma in un linguaggio capace di unire generazioni diverse. Una musica antica, ma tutt’altro che ferma. Una musica che continua a viaggiare, incontrare persone e trasformare ogni piazza in una festa.

Il Live Tour 2026 conferma questa vocazione itinerante. Dopo le prime tappe in Abruzzo e Liguria, compresa la significativa parentesi di Sanremo nel mese di febbraio, l’estate ha portato il gruppo in diverse località: da Villa Zaccheo a Tortoreto, da Selciaroli a Notaresco, passando per Pradovera (provincia di Piacenza) e Ascoli Piceno. L’8 agosto a Castellalto (Festival delle birre artigianali), dal 9 all’11 agosto ad Arsita (per il terzo anno consecutivo alla rassegna Valfino al Canto) e il 20 agosto a Corfigno d’Amatrice alla manifestazione Antichi Saperi e Antichi Sapori dove, per il secondo anno consecutivo, il Triortaki ha esportato la tradizione abruzzese nelle terre amatriciane. In particolare, a Pradovera il gruppo ha partecipato al Festival della Piva, nel corso del quale Giada Mancini ha tenuto anche un corso di saltarella abruzzese, mentre ad Ascoli Piceno, dove il legame con la tradizione popolare si è inserito nel programma delle celebrazioni del patrono Sant’Emidio, la formazione è stata protagonista, insieme ai Piceni Pizzicati, di una serata dedicata a musica e balli popolari.

Tra gli appuntamenti estivi già andati in scena spicca anche quello di Tortoreto, dove il 4 luglio i Triortaki hanno animato il borgo storico nell’ambito di Cerasum, il festival dedicato al Cerasuolo d’Abruzzo. Una presenza particolarmente significativa perché ha messo in relazione musica, cultura e valorizzazione del territorio.

Ma il tour non è ancora finito. Anzi, le prossime settimane saranno particolarmente intense. Il primo appuntamento in calendario è previsto a Tortoreto Lido il 5 settembre, per poi spostarsi l’8 settembre a Tottea e l’11 settembre a Zampitto. Il tour farà quindi tappa il 12 settembre a Teramo alla manifestazione Sport sotto le stelle.

Quattro occasioni ravvicinate che rappresentano molto più di una semplice successione di concerti: sono un invito a ritrovare nelle piazze quella dimensione collettiva e festosa che da sempre accompagna la musica popolare. Il calendario, inoltre, conferma il forte legame della formazione con il territorio teramano, senza rinunciare a una vocazione più ampia, capace di portare le proprie sonorità anche fuori regione.

La forza del progetto sta proprio nell’equilibrio tra rispetto della tradizione e capacità di rinnovarla. Il pubblico può così riconoscere il patrimonio musicale del passato, ma viverlo attraverso un’esecuzione fresca, dinamica e contemporanea. È la stessa filosofia che ha portato il gruppo a presentare a Sanremo LIveBox 2026, durante la settimana del Festival, l’inedito Conguccia d’Ore, testo del professor Elso Simone Serpentini, musicato da Barbara Secondini (la fisarmonicista del trio), sintesi di ricerca sulla tradizione e nuova sensibilità musicale.

Triortaki ringrazia pubblicamente gli sponsor Impresa edile D’Angelantonio Lucio, R&Mix e Cav. Ianni per il sostegno al tour.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare i seguenti canali social del gruppo musicale:

https://www.facebook.com/share/1Kkemrzxcn/

https://www.tiktok.com/@barbarasecondini?_r=1&_t=ZN-93yksVyWHMU

https://www.instagram.com/triortaki?igsh=MTU3b3I4cHBjanJtbg==

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