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Salute

Roma, FondItalia finanzia il piano per formare e assumere i primi duecento infermieri provenienti dall’Argentina

🚨 PIANO INFERMIERI DALL’ESTERO! FondItalia stanzia 500mila euro per il nuovo Avviso FEMI 2026.01, un progetto con FederTerziario, UGL e AIOP per formare e assumere i primi 200 infermieri stranieri. I corsi di lingua e qualificazione partiranno in Argentina presso l’Università di Cordoba, con contratti di assunzione minimi di 12 mesi in Italia. Sostegno del Ministero degli Esteri per colmare il deficit sanitario. I dettagli 👇#fonditalia #federterziario #aiop #ugl #infermieriesteri #argentina #sanità #lavorosanità #marziobartoloni #pagineutili

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Alessandro Franco_Segretario Generale FederTerziario

La conferenza stampa alla fondazione Willy Brandt con i vertici di FederTerziario Ugl e Aiop per la sanità

Roma – Un innovativo, strategico e ambizioso modello di cooperazione internazionale e formazione professionale, mirato a colmare la cronica e drammatica carenza di personale sanitario e a favorire un flusso migratorio regolare e qualificato verso le strutture ospedaliere della penisola, è stato presentato ufficialmente nel cuore della capitale. Presso i locali della Fondazione Willy Brandt a Roma, si è svolta la conferenza stampa di lancio del nuovo strumento finanziario denominato Avviso Femi duemila ventisei punto zero uno. L’importante iniziativa assistenziale, nata dalla stretta collaborazione sinergica tra i vertici del fondo interprofessionale FondItalia, i dirigenti sindacali di FederTerziario, i rappresentanti della sigla dell’Ugl e gli esponenti dell’Associazione Italiana Ospedalità Privata Aiop, si propone di investire risorse ingenti per l’addestramento pre-partenza di professionisti paramedici residenti nei Paesi terzi da inserire stabilmente negli organici aziendali.
I dettagli del piano di reclutamento, presentati nel corso di un dibattito moderato dal giornalista del quotidiano Il Sole Ventiquattro Ore Marzio Bartoloni, coordinatore editoriale della bacheca di Ventiquattro Ore Salute, prevedono una dotazione finanziaria iniziale pari a cinquecentomila euro. Questo stanziamento permetterà di finanziare progetti formativi mirati all’apprendimento linguistico e alla qualificazione specialistica di candidati stranieri, i quali al termine del percorso didattico sottoscriveranno contratti di assunzione della durata minima di dodici mesi con le cliniche private italiane associate al fondo esattoriale.

I percorsi universitari a Cordoba e l’appoggio del ministero degli Affari Esteri per i flussi regolari

Il direttore generale di FondItalia, Egidio Sangue, ha evidenziato come l’avviso offra una risposta concreta e strutturale a una delle sfide più complesse del sistema sociosanitario, coniugando lo sviluppo delle competenze professionali con i processi di integrazione regolare e trasparente. La sperimentazione strategica prenderà il via ufficiale in Argentina, un Paese culturalmente e storicamente affine alla nostra penisola, avvalendosi della collaborazione accademica di prestigiosi atenei sudamericani come l’Università di Cordoba. Il progetto formativo oltreoceano avrà una durata complessiva di trecentottanta ore di lezione, garantendo l’acquisizione degli standard di sicurezza e qualità richiesti dai protocolli medici del Servizio Sanitario Nazionale.
L’impianto programmatico ha incassato il pieno e convinto sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Il Capo di Segreteria Marco Petacco, portando i saluti formali del Sottosegretario di Stato Massimo Dell’Utri, ha ricordato la grande disponibilità manifestata dal personale paramedico di Buenos Aires e ha auspicato che l’America Latina si trasformi in un bacino strutturato a cui attingere per superare la logica dell’emergenza. Un plauso al progetto è giunto anche dal Senatore Mario Alejandro Borghese, eletto nella Circoscrizione dell’America Meridionale, il quale ha rimarcato il potenziale degli accordi commerciali tra il mercato del Mercosur e l’Unione Europea per favorire il rientro dei lavoratori oriundi italiani.

Il supporto di FederTerziario Formazione e la pianificazione della domenica in sala stampa

La confederazione di FederTerziario prenderà parte attiva al Comitato di Indirizzo del programma attraverso l’azione del segretario generale Alessandro Franco e del presidente della sezione sociosanitaria Simone Bentrovato, i quali monitoreranno l’andamento dei corsi in collaborazione con i partner di Inforjob e Jobconsult all’interno del partenariato intitolato La Salute bene Comune. Sul fronte della logistica si registra il grande interesse manifestato dal direttore generale dell’Aiop Filippo Leonardi, il quale ha confermato la disponibilità immediata delle strutture ospedaliere private ad accogliere fino a mille cinquecento infermieri stranieri nel prossimo futuro, mettendo a disposizione dei professionisti anche soluzioni abitative e alloggi aziendali per contrastare l’alto costo della vita nelle aree metropolitane.
La redazione del giornale continuerà a seguire l’evoluzione del piano Femi e l’arrivo dei primi infermieri argentini negli ospedali della Marsica e dell’Abruzzo in modo totalmente neutrale, offrendo guide utili e servizi speciali per aggiornare i lettori attenti ai temi della salute, della scuola, del lavoro e delle riforme del terzo settore in Italia.

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Salute

Glicemia alta e insonnia? Mangia questo frutto insospettabile prima di andare a dormire: i risultati sono sbalorditivi

Soffri di insonnia e hai la glicemia ballerina? Smetti di mangiare mele e banane la sera, e prova questo frutto magico! 🥝 💤 Lo sapevi che mangiare frutta troppo zuccherina prima di dormire provoca “picchi glicemici” che rovinano il sonno e favoriscono il diabete? La scienza ha recentemente scoperto che il vero “Re” del riposo notturno è un frutto che tutti abbiamo in casa: il KIWI! Grazie al suo indice glicemico bassissimo stabilizza gli zuccheri nel sangue durante la notte. Ma non è finita qui: il kiwi è ricchissimo di Serotonina, l’ormone precursore della melatonina, capace di farti addormentare il 40% più velocemente! Scopri le dosi giuste e quando mangiarlo prima di spegnere la luce nel nostro nuovo approfondimento sulla salute. Condividi l’articolo con chi non riesce a dormire! 👇 🩺

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Insonnia

Redazione – Disturbi del sonno, difficoltà ad addormentarsi, continui risvegli notturni e, come se non bastasse, la perenne e silenziosa minaccia della glicemia alta. Sono milioni gli italiani che ogni sera, spegnendo la luce della camera da letto, si ritrovano a combattere con questi fastidiosissimi problemi. Spesso si ricorre immediatamente a farmaci o a pesanti integratori sintetici per cercare di riposare, ignorando che la soluzione più potente, naturale ed economica si trova semplicemente nel cesto della frutta della nostra cucina. C’è infatti un frutto insospettabile che, se consumato poco prima di coricarsi, è in grado di compiere veri e propri miracoli sul nostro organismo.

Il falso mito della mela e della banana serale

Siamo cresciuti con il vecchio proverbio “una mela al giorno toglie il medico di torno” o con l’abitudine di mangiare una banana per combattere i crampi notturni. In realtà, consumare frutti troppo ricchi di zuccheri e carboidrati semplici appena prima di dormire può causare il cosiddetto “picco glicemico”. Questo sbalzo improvviso di zuccheri nel sangue non solo è pericolosissimo per chi soffre di diabete o pre-diabete, ma fornisce al corpo una scarica di energia istantanea che disturba inevitabilmente la fase di rilassamento profondo, portando a un’insonnia garantita.

Il vero re del riposo notturno e del controllo degli zuccheri è un frutto verde, peloso e spesso sottovalutato: il Kiwi.

Il Kiwi: la pillola naturale per abbassare la glicemia

Recenti e autorevoli studi scientifici internazionali hanno eletto il Kiwi a “superfood” per eccellenza per le ore serali. Il primo e fondamentale beneficio riguarda proprio il controllo della glicemia. A differenza di molta altra frutta estiva o autunnale, il Kiwi possiede un indice glicemico estremamente basso. Questo significa che i suoi zuccheri vengono rilasciati nel flusso sanguigno in modo lentissimo e costante, evitando pericolose impennate glicemiche e limitando la produzione eccessiva di insulina durante la notte.

Inoltre, questo frutto è una vera e propria miniera di fibre solubili che aiutano la digestione serale, “sequestrando” i grassi in eccesso e favorendo un risveglio leggero, senza il classico senso di gonfiore addominale mattutino.

Perché il Kiwi ti fa dormire come un bambino?

Ma la vera sorpresa riguarda il suo effetto soporifero. Chi soffre di insonnia cronica dovrebbe seriamente prendere in considerazione di mangiare un kiwi circa un’ora prima di spegnere la luce. Ma qual è il segreto scientifico di questa magia? Il kiwi è incredibilmente ricco di serotonina, il famoso “ormone del buonumore” che, a livello cerebrale, è il precursore diretto della melatonina (l’ormone responsabile della regolazione dei cicli di sonno-veglia).

In parole semplici: mangiando questo frutto, fornite al vostro cervello i “mattoni” chimici necessari per innescare un sonno profondo e ristoratore. Diversi test clinici hanno dimostrato che le persone che consumano regolarmente due kiwi un’ora prima di coricarsi, riescono ad addormentarsi il 42% più velocemente rispetto a chi non ne consuma, riducendo drasticamente i fastidiosi risvegli nel cuore della notte.

Le dosi giuste e come consumarlo

Per massimizzare questi effetti straordinari senza appesantire lo stomaco, gli esperti della nutrizione consigliano di consumare 1 o al massimo 2 kiwi sbucciati circa 60 minuti prima di andare a letto. Potete mangiarli interi oppure frullati, l’importante è non zuccherarli assolutamente per non rovinare l’effetto di abbassamento glicemico. Oltre a stabilizzare gli zuccheri e farvi dormire profondamente, farete un’incredibile scorta di Vitamina C, rinforzando il vostro sistema immunitario mentre riposate serenamente sul cuscino.

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Attualità

La tragedia di Palermo scuote l’Italia: morire di difterite nel 2026. ASNAS: “Una sconfitta per tutto il sistema sanitario”

Morire di una malattia “scomparsa” nel 2026: la tragedia di Palermo è una sconfitta per tutti. 💔 🏥 La straziante morte di una bambina a Palermo, sospettata di aver contratto la difterite, ha scosso l’Italia. Una malattia che, grazie ai vaccini, nel nostro Paese non faceva registrare decessi in età pediatrica dal lontano 1991! L’Associazione Nazionale Assistenti Sanitari (AsNAS) lancia un grido d’allarme fortissimo: i vaccini sono diventati vittime del loro stesso successo. Non vedendo più i danni di queste malattie, è calata la percezione del rischio e la disinformazione ha fatto abbassare l’immunità di gregge in molte aree d’Italia sotto la soglia vitale del 95%. “Questa perdita non deve servire per cercare un capro espiatorio, ma è una sconfitta su cui tutto il sistema sanitario deve interrogarsi”, dichiara la Presidente Nazionale AsNAS Elena Nichetti. Avere vaccini gratuiti e sicuri non basta: la sanità deve “uscire” dagli ospedali, andare nelle zone più disagiate, dialogare con i genitori senza pregiudizi e abbattere la disinformazione con la fiducia. Leggi questa profonda riflessione sulla salute pubblica nel nostro ultimo articolo. 👇 🩺

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difterite

Palermo – Ci sono lutti che strappano il cuore e ci sono lutti che, oltre al dolore insopportabile per la perdita di una giovane vita, impongono alla società intera una riflessione severa e ineludibile. La tragedia che si è consumata nelle scorse ore a Palermo, con la morte di una bambina sospettata di aver contratto la difterite, è uno di quegli eventi che non possono e non devono passare sotto silenzio. Morire nel 2026 per una patologia batterica considerata ormai un lontano e polveroso ricordo dei libri di medicina, rappresenta un vero e proprio cortocircuito sociale e sanitario. A lanciare un profondo e accorato grido d’allarme, che va ben oltre il pietismo o la sterile caccia alle streghe, è l’AsNAS (Associazione Nazionale Assistenti Sanitari), che pone al mondo della prevenzione un interrogativo drammatico: siamo ancora in grado di mantenere nel tempo le difese contro le malattie evitabili?

La malattia dimenticata: l’ultimo decesso risaliva al 1991

Per decenni, generazioni di genitori hanno vissuto nel terrore di malattie infettive gravissime, capaci di provocare disabilità permanenti o morte. Poi, il miracolo della scienza medica e delle vaccinazioni di massa ha modificato profondamente il corso della storia umana.

Nel caso specifico della difterite, il vaccino è stato reso obbligatorio in Italia sin dal lontano 1939. Da allora, l’impatto è stato strabiliante: basti pensare che, prima del dramma palermitano, l’ultimo caso autoctono registrato in Italia in età pediatrica risaliva addirittura al 1996, e l’ultimo decesso certificato al 1991. Una lunghissima assenza dalla memoria collettiva che, paradossalmente, si è trasformata in un’arma a doppio taglio.

Il paradosso: l’efficacia che abbassa la percezione del rischio

«Questa lunghissima assenza dalla memoria collettiva testimonia l’incredibile efficacia della vaccinazione nel proteggere intere generazioni», sottolinea con fermezza Luigi Vitale, Presidente di AsNAS Sicilia. Ma è proprio questa invisibilità il nemico più subdolo.

I vaccini sono diventati vittime del loro stesso successo: non vedendo più bambini morire o rimanere paralizzati, la società ha drasticamente ridotto la percezione della gravità di molte malattie prevenibili. A questo, denuncia AsNAS, si è aggiunta negli ultimi anni la capillare e tossica diffusione di informazioni prive di qualsiasi fondamento scientifico sul web, che ha alimentato un’ingiustificata e pericolosissima esitazione vaccinale tra le famiglie moderne.

L’allarme immunità di gregge: soglia a rischio nel Paese

Perché la protezione funzioni e tuteli anche i soggetti più fragili che non possono vaccinarsi per motivi di salute, è necessaria una barriera sociale impenetrabile, la cosiddetta “immunità di gregge”. Per arginare la difterite, la comunità scientifica internazionale stima che questa soglia debba attestarsi saldamente intorno al 95% di copertura vaccinale. Un livello di sicurezza assoluta che, purtroppo, non viene più raggiunto e garantito in diverse aree del nostro Paese, lasciando pericolosi varchi aperti per il ritorno dei patogeni, come ampiamente dimostrato dalle recenti e preoccupanti recrudescenze del morbillo.

Nichetti: “Non cerchiamo colpevoli, interroghiamo il sistema”

Davanti a un lutto così straziante, la reazione istintiva dell’opinione pubblica è quella di cercare un capro espiatorio. Ma Elena Nichetti, Presidente nazionale di AsNAS, invita a uno sguardo più profondo e autocritico. Se gli accertamenti confermeranno la morte per difterite su un soggetto non adeguatamente immunizzato, «la perdita di una vita così giovane per una malattia evitabile rappresenterà una sconfitta per tutto il mondo della prevenzione e delle vaccinazioni. Questo non deve essere un evento da cui partire per cercare colpevoli, ma un dramma sul quale l’intero sistema sanitario dovrà interrogarsi severamente».

Oltre il vaccino: l’urgenza di una sanità che accolga e ascolti

La vera lezione che l’AsNAS vuole trasmettere alle istituzioni è che non basta avere frigoriferi pieni di vaccini sicuri, efficaci e gratuiti. Serve un approccio umano e logistico totalmente diverso. «Il sistema sanitario deve fisicamente raggiungere le persone, anche e soprattutto nelle zone sociali e geografiche più disagiate, riconoscendo chi non è adeguatamente protetto e intercettandone precocemente i bisogni», prosegue Vitale.

Di fronte ai dubbi e alle paure (spesso legittime) dei genitori, la risposta dello Stato non può essere il giudizio o lo stigma sociale, ma una comunicazione accogliente ed empatica. Serve un solido raccordo tra pediatri, scuole e medici di base, capace di costruire fiducia e sradicare la disinformazione. «Quando una malattia prevenibile torna a sottrarre una vita – conclude amaramente la presidente Nichetti – occorre chiedersi perché quella protezione non abbia raggiunto quella specifica persona». Per evitare che tragedie simili si ripetano, servono professionisti sul territorio e un sistema che non si limiti ad aspettare i pazienti, ma che vada attivamente a cercarli e a proteggerli.

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Salute

Il segreto del mattino: bevi questo a stomaco vuoto per sgonfiare la pancia e abbassare il colesterolo (lo dicono i medici)

Il segreto del mattino che i medici non smettono mai di consigliare! 🍋 💧 Ti svegli spesso con la pancia gonfia come un pallone e hai paura che i tuoi valori del colesterolo siano troppo alti? Prima di spendere fortune in integratori miracolosi, la soluzione potrebbe essere già nella tua cucina! Bere ogni mattina, rigorosamente a stomaco vuoto, un bicchiere di acqua tiepida con succo di limone fresco e una spolverata di zenzero grattugiato agisce come una “doccia interna” per il tuo organismo. Il limone riattiva il metabolismo e sgonfia l’intestino, mentre lo zenzero (grazie al portentoso gingerolo) aiuta a pulire le arterie abbassando i livelli di colesterolo cattivo (LDL) e trigliceridi! Un’abitudine a costo zero che in un solo mese trasformerà il tuo girovita e le tue analisi del sangue. Scopri nel nostro articolo tutti i segreti per prepararlo e quanto tempo aspettare prima di fare colazione! 👇 🌿

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Pancia gonfia

Salute e Benessere – Svegliarsi al mattino con un fastidioso senso di pesantezza, la pancia gonfia come un pallone e la perenne preoccupazione per i valori del colesterolo alto è diventata purtroppo la routine quotidiana per milioni di italiani. I ritmi di vita frenetici, lo stress cronico, le cene troppo abbondanti consumate a tarda sera e la pericolosa sedentarietà lavorativa mettono a durissima prova il nostro metabolismo. Spesso ci affidiamo a diete miracolose o a integratori costosi, dimenticando che la natura e la scienza ci offrono soluzioni estremamente semplici, economiche e a portata di mano. C’è infatti un “rito mattutino”, consigliatissimo dai nutrizionisti, capace di riattivare l’intestino e pulire le arterie.

Il risveglio del metabolismo: perché il mattino è cruciale

Il momento in cui apriamo gli occhi e scendiamo dal letto è la fase in assoluto più delicata e ricettiva per il nostro organismo. Dopo 7-8 ore di digiuno notturno, il nostro corpo è letteralmente “assetato” e pronto ad assorbire come una spugna i primissimi nutrienti che gli forniamo. Iniziare la giornata bevendo immediatamente un caffè amaro o peggio, saltando del tutto la colazione, è un errore metabolico gravissimo. Il corpo entra in allarme e rallenta il processo digestivo, favorendo l’accumulo di gas addominale e zuccheri nel sangue.

La bevanda miracolosa: acqua tiepida, limone e un pizzico di zenzero

Ma qual è questo elisir mattutino tanto osannato dai medici? La ricetta è banalissima ma potentissima: un grande bicchiere di acqua tiepida (non calda, né fredda da frigo), il succo di mezzo limone fresco spremuto al momento e una piccola spolverata di zenzero fresco grattugiato. Questa magica combinazione, assunta rigorosamente a stomaco vuoto almeno 20 minuti prima di fare la colazione vera e propria, agisce come una vera e propria “doccia interna” per i nostri organi vitali.

I benefici immediati: pancia piatta e digestione perfetta

L’acqua tiepida rilassa immediatamente i muscoli contratti dello stomaco e dell’intestino, favorendo il naturale transito intestinale e riducendo drasticamente il gonfiore addominale. Il limone, sebbene sia acido al palato, una volta ingerito ha un incredibile e scientificamente provato effetto alcalinizzante, che aiuta a bilanciare il pH del corpo e stimola la produzione di bile da parte del fegato, accelerando incredibilmente il processo digestivo. Risultato? Quella fastidiosa sensazione di “pancia gonfia” svanisce nel giro di poche ore.

Il colpo di grazia al colesterolo “cattivo” (LDL)

Ma il vero superpotere di questa bevanda risiede nello zenzero. Questa straordinaria radice asiatica contiene il gingerolo, un potentissimo principio attivo antinfiammatorio e antiossidante. Numerosi studi clinici hanno dimostrato come l’assunzione quotidiana di zenzero al mattino aiuti a disgregare e a smaltire i pericolosi accumuli di lipidi nel sangue. Lavorando in sinergia con la vitamina C del limone (che pulisce e rafforza le pareti delle arterie), questa bevanda favorisce l’abbassamento dei livelli di trigliceridi e di Colesterolo LDL (quello “cattivo”), proteggendo il nostro cuore dal rischio di malattie cardiovascolari.

Come inserire questo rituale nella tua routine

Il segreto del successo non è la quantità, ma la totale e rigorosa costanza. Non serve preparare litri di intruglio: basta un bicchiere ogni singola mattina, appena svegli. Lasciate agire la bevanda per 20 minuti mentre vi preparate per uscire, e poi procedete con la vostra abituale colazione sana (magari a base di avena, altro grande alleato del cuore). Provate questo rito per un mese consecutivo: il vostro girovita, il vostro specchio e, soprattutto, le vostre prossime analisi del sangue vi ringrazieranno infinitamente.

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