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Salute

Roma, FondItalia finanzia il piano per formare e assumere i primi duecento infermieri provenienti dall’Argentina

🚨 PIANO INFERMIERI DALL’ESTERO! FondItalia stanzia 500mila euro per il nuovo Avviso FEMI 2026.01, un progetto con FederTerziario, UGL e AIOP per formare e assumere i primi 200 infermieri stranieri. I corsi di lingua e qualificazione partiranno in Argentina presso l’Università di Cordoba, con contratti di assunzione minimi di 12 mesi in Italia. Sostegno del Ministero degli Esteri per colmare il deficit sanitario. I dettagli 👇#fonditalia #federterziario #aiop #ugl #infermieriesteri #argentina #sanità #lavorosanità #marziobartoloni #pagineutili

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Alessandro Franco_Segretario Generale FederTerziario

La conferenza stampa alla fondazione Willy Brandt con i vertici di FederTerziario Ugl e Aiop per la sanità

Roma – Un innovativo, strategico e ambizioso modello di cooperazione internazionale e formazione professionale, mirato a colmare la cronica e drammatica carenza di personale sanitario e a favorire un flusso migratorio regolare e qualificato verso le strutture ospedaliere della penisola, è stato presentato ufficialmente nel cuore della capitale. Presso i locali della Fondazione Willy Brandt a Roma, si è svolta la conferenza stampa di lancio del nuovo strumento finanziario denominato Avviso Femi duemila ventisei punto zero uno. L’importante iniziativa assistenziale, nata dalla stretta collaborazione sinergica tra i vertici del fondo interprofessionale FondItalia, i dirigenti sindacali di FederTerziario, i rappresentanti della sigla dell’Ugl e gli esponenti dell’Associazione Italiana Ospedalità Privata Aiop, si propone di investire risorse ingenti per l’addestramento pre-partenza di professionisti paramedici residenti nei Paesi terzi da inserire stabilmente negli organici aziendali.
I dettagli del piano di reclutamento, presentati nel corso di un dibattito moderato dal giornalista del quotidiano Il Sole Ventiquattro Ore Marzio Bartoloni, coordinatore editoriale della bacheca di Ventiquattro Ore Salute, prevedono una dotazione finanziaria iniziale pari a cinquecentomila euro. Questo stanziamento permetterà di finanziare progetti formativi mirati all’apprendimento linguistico e alla qualificazione specialistica di candidati stranieri, i quali al termine del percorso didattico sottoscriveranno contratti di assunzione della durata minima di dodici mesi con le cliniche private italiane associate al fondo esattoriale.

I percorsi universitari a Cordoba e l’appoggio del ministero degli Affari Esteri per i flussi regolari

Il direttore generale di FondItalia, Egidio Sangue, ha evidenziato come l’avviso offra una risposta concreta e strutturale a una delle sfide più complesse del sistema sociosanitario, coniugando lo sviluppo delle competenze professionali con i processi di integrazione regolare e trasparente. La sperimentazione strategica prenderà il via ufficiale in Argentina, un Paese culturalmente e storicamente affine alla nostra penisola, avvalendosi della collaborazione accademica di prestigiosi atenei sudamericani come l’Università di Cordoba. Il progetto formativo oltreoceano avrà una durata complessiva di trecentottanta ore di lezione, garantendo l’acquisizione degli standard di sicurezza e qualità richiesti dai protocolli medici del Servizio Sanitario Nazionale.
L’impianto programmatico ha incassato il pieno e convinto sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Il Capo di Segreteria Marco Petacco, portando i saluti formali del Sottosegretario di Stato Massimo Dell’Utri, ha ricordato la grande disponibilità manifestata dal personale paramedico di Buenos Aires e ha auspicato che l’America Latina si trasformi in un bacino strutturato a cui attingere per superare la logica dell’emergenza. Un plauso al progetto è giunto anche dal Senatore Mario Alejandro Borghese, eletto nella Circoscrizione dell’America Meridionale, il quale ha rimarcato il potenziale degli accordi commerciali tra il mercato del Mercosur e l’Unione Europea per favorire il rientro dei lavoratori oriundi italiani.

Il supporto di FederTerziario Formazione e la pianificazione della domenica in sala stampa

La confederazione di FederTerziario prenderà parte attiva al Comitato di Indirizzo del programma attraverso l’azione del segretario generale Alessandro Franco e del presidente della sezione sociosanitaria Simone Bentrovato, i quali monitoreranno l’andamento dei corsi in collaborazione con i partner di Inforjob e Jobconsult all’interno del partenariato intitolato La Salute bene Comune. Sul fronte della logistica si registra il grande interesse manifestato dal direttore generale dell’Aiop Filippo Leonardi, il quale ha confermato la disponibilità immediata delle strutture ospedaliere private ad accogliere fino a mille cinquecento infermieri stranieri nel prossimo futuro, mettendo a disposizione dei professionisti anche soluzioni abitative e alloggi aziendali per contrastare l’alto costo della vita nelle aree metropolitane.
La redazione del giornale continuerà a seguire l’evoluzione del piano Femi e l’arrivo dei primi infermieri argentini negli ospedali della Marsica e dell’Abruzzo in modo totalmente neutrale, offrendo guide utili e servizi speciali per aggiornare i lettori attenti ai temi della salute, della scuola, del lavoro e delle riforme del terzo settore in Italia.

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Salute

Obiettivo Trauma 2026 a Caltanissetta, la simulazione avanzata al centro del congresso nazionale sul trauma maggiore

🩺 A Caltanissetta il congresso nazionale Obiettivo Trauma 2026 punta sulla simulazione avanzata come nuova frontiera nella gestione del trauma maggiore: cinque scenari ad alta fedeltà, debriefing strutturato e formazione multidisciplinare per migliorare la sicurezza del paziente. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#ObiettivoTrauma #Caltanissetta #Sanità #FormazioneMedica

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Chirurghi

Caltanissetta La gestione del trauma maggiore entra in una nuova fase, dove la formazione non si limita più allo studio teorico o al semplice aggiornamento clinico, ma passa sempre più attraverso la simulazione avanzata come strumento concreto per anticipare l’emergenza, migliorare il lavoro di squadra e aumentare la sicurezza del paziente. È questa la direzione scelta dal V congresso nazionale Obiettivo Trauma, in programma il 18 e 19 settembre al Cefpas di Caltanissetta, che per l’edizione 2026 adotta un titolo già molto indicativo: “The Simulation Games: Clinical Governance e Performance del Trauma Team”.

Il congresso è presieduto da Giovanni Di Lorenzo, dirigente medico di Chirurgia generale e coordinatore dell’Unità operativa dipartimentale “coordinamento delle sale operatorie” dell’Asp 2 di Caltanissetta, con Giovanni Ciaccio, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia generale del presidio Sant’Elia, nel ruolo di presidente onorario. Il cuore dell’edizione di quest’anno è una vera svolta metodologica: cinque scenari di simulazione ad alta fedeltà pensati per riprodurre con il massimo realismo possibile le condizioni critiche del trauma maggiore.

Cinque scenari immersivi per mettere alla prova il trauma team

La novità principale del congresso sta proprio nei cinque scenari scelti come asse portante del programma 2026: trauma splenico da impatto, trauma toraco-addominale chiuso, ferita precordiale penetrante, hub & spoke a risorse limitate e trauma pelvico instabile. Non si tratta di semplici esercitazioni dimostrative, ma di esperienze immersive costruite per restituire ai partecipanti la complessità clinica, organizzativa e relazionale delle grandi emergenze traumatiche.

Ogni scenario obbliga i professionisti a confrontarsi con le stesse dinamiche che si verificano nella pratica reale: pazienti emodinamicamente instabili, tempi decisionali ridotti, pressione psicologica elevata, disponibilità limitata di risorse, necessità di coordinare più figure e di mantenere lucidità operativa anche in contesti estremi. In questo modo la simulazione diventa uno spazio di verifica concreta delle competenze, nel quale il trauma non viene solo discusso, ma vissuto dentro una cornice controllata e altamente formativa.

Il debriefing come momento chiave dell’apprendimento

Accanto alla simulazione, un ruolo decisivo sarà svolto dal debriefing strutturato, indicato da tempo dalle principali società scientifiche di medicina d’urgenza e di simulazione clinica come la fase più importante del percorso formativo. È nel debriefing, infatti, che l’esperienza vissuta viene rielaborata, analizzata e trasformata in competenza professionale.

Dopo ogni scenario, i partecipanti potranno tornare sulle decisioni prese, sui punti di forza emersi, sugli errori commessi o evitati, sulle criticità nella comunicazione e sulla gestione dello stress. È questo passaggio che consente di trasformare un’esercitazione in un vero apprendimento: la simulazione, da sola, riproduce il contesto; il debriefing ne estrae il significato formativo. In un ambito delicato come il trauma maggiore, dove ogni scelta può incidere in modo decisivo sull’esito clinico, questa capacità di riflettere insieme sull’azione assume un valore enorme.

Chirurghi, anestesisti, emergentisti e infermieri insieme

Il congresso punta esplicitamente a valorizzare il lavoro di squadra e la capacità di integrare competenze diverse attorno al paziente traumatico. Per questo il programma è costruito in modo da favorire il confronto tra chirurghi, anestesisti, medici dell’emergenza e infermieri, chiamati a discutere protocolli, confrontarsi su casi complessi e mettere alla prova strategie operative condivise.

L’idea di fondo è che la qualità della risposta al trauma non dipenda soltanto dalla bravura del singolo specialista, ma dalla performance complessiva del trauma team, dalla fluidità delle comunicazioni, dalla capacità di leggere il contesto, di distribuire responsabilità e di prendere decisioni rapide ma coordinate. In questo senso, il congresso si muove pienamente dentro una cultura della clinical governance, dove formazione, organizzazione e sicurezza del paziente vengono trattate come dimensioni inseparabili.

Una nuova frontiera per la formazione nell’emergenza

L’impostazione scelta da Obiettivo Trauma 2026 riflette un cambiamento ormai evidente nella medicina dell’emergenza. Di fronte a casi sempre più complessi, a contesti organizzativi differenziati e alla necessità di ridurre il rischio clinico, la formazione tradizionale non basta più da sola. Serve allenare i professionisti anche sul piano della decisione, della leadership, della comunicazione e dell’adattamento a contesti critici.

La simulazione avanzata risponde proprio a questa esigenza. Permette di anticipare l’emergenza, di prepararsi prima che il caso reale si presenti, di costruire memoria operativa collettiva e di migliorare il comportamento del team senza mettere a rischio i pazienti. È una frontiera già consolidata in molti sistemi internazionali e che oggi trova una piena applicazione anche in appuntamenti scientifici come quello di Caltanissetta.

Congresso accreditato Ecm, iscrizioni già aperte

Il V congresso nazionale Obiettivo Trauma, ospitato al Cefpas di Caltanissetta, è accreditato Ecm e la partecipazione alle due giornate consentirà l’acquisizione dei crediti formativi previsti dalla normativa vigente. Le iscrizioni sono già aperte attraverso il portale ufficiale dell’evento. Per informazioni è possibile contattare la segreteria organizzativa New Congress al numero 081 878 0564 oppure via mail all’indirizzo info@newcongress.it.

Con questa edizione, Obiettivo Trauma conferma dunque la volontà di spostare la formazione sanitaria verso modelli sempre più concreti, interdisciplinari e aderenti alla realtà. Non solo aggiornamento, ma preparazione profonda all’imprevisto. Perché nel trauma maggiore, spesso, la differenza la fa ciò che si è imparato prima che l’emergenza cominci.

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Salute

Bonus psicologo fino a quattrocento euro: scatta la scadenza per presentare la domanda all’Inps

🚨 Scadenza imminente! Ultimi giorni per richiedere il Bonus Psicologo dell’Inps fino a 400 euro per le sedute di psicoterapia. L’aiuto è rivolto a famiglie e giovani con Isee entro i 50mila euro. Ecco la guida ai requisiti e come ottenere il codice univoco per non perdere il sussidio 👇#bonuspsicologo #inps #salutementale #welfare #famiglia #pagineutili

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Bonus psicologo

Il piano di sostegno straordinario per la salute mentale e il benessere psicologico

Roma – Si stringono drasticamente i tempi per migliaia di cittadini italiani che hanno la necessità di accedere a un importante sostegno economico statale mirato a tutelare la salute mentale e il benessere psicologico all’interno del nucleo familiare. È scattato ufficialmente il conto alla rovescia finale per la presentazione delle istanze volte a ottenere il Bonus Psicologo, la misura di welfare gestita direttamente dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale in stretta collaborazione con il ministero della salute. Il sussidio, introdotto per dare una risposta concreta alle situazioni di fragilità emotiva e stress psicologico accumulate negli ultimi anni, può raggiungere un importo massimo di quattrocento euro a beneficiario, erogato sotto forma di voucher elettronico da utilizzare per coprire le sessioni di psicoterapia.
La caratteristica fondamentale di questo provvedimento risiede nella perentorietà dei termini fissati per l’invio della pratica burocratica attraverso i canali telematici dedicati. La legge stabilisce infatti una scadenza tassativa oltre la quale non sarà più possibile inoltrare alcuna richiesta, determinando la chiusura definitiva della piattaforma informatica dell’ente previdenziale per l’anno in corso. Nelle ultime ore, gli uffici dei patronati sindacali e i centri di assistenza fiscale stanno registrando un volume straordinario di contatti da parte di utenti desiderosi di completare l’iter procedurale prima del blocco totale del sistema, il quale assegnerà i fondi disponibili seguendo una rigorosa graduatoria basata sul reddito e sull’ordine cronologico di arrivo.

I requisiti economici legati all’Isee e la ripartizione dei fondi disponibili

L’accesso al contributo per la psicoterapia è strettamente subordinato al possesso di determinati requisiti patrimoniali e reddituali stabiliti dai decreti ministeriali attuativi. La misura è rivolta a tutti i cittadini residenti in Italia che si trovano in una condizione di depressione, ansia, stress o fragilità psicologica, a prescindere dall’età anagrafica, includendo quindi anche i minori d’età per i quali la domanda deve essere presentata da un genitore o dal tutore legale. Dal punto di vista economico, il parametro cruciale è l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente del nucleo familiare, il quale non deve superare la soglia massima di cinquantamila euro per poter essere ammessi alla valutazione della pratica.
Il valore del voucher assegnato a ciascun beneficiario varia in modo inversamente proporzionale all’importo dell’Isee registrato nei database ufficiali dell’ente previdenziale. Per i nuclei familiari con un indicatore inferiore a quindicimila euro, il sussidio raggiunge la cifra massima di quattrocento euro, calcolata su un parametro di cinquanta euro per ogni singola seduta di terapia. La quota si riduce progressivamente per le fasce reddituali superiori, garantendo comunque un aiuto economico significativo a chiunque rientri nei parametri stabiliti. Le richiedenti devono assicurarsi di aver ottenuto il rilascio della Dichiarazione Sostitutiva Unica aggiornata prima di procedere con l’inoltro, poiché la presenza di omissioni comporterà il rigetto immediato.

La procedura di invio sul portale Inps e l’utilizzo del codice univoco

La trasmissione della domanda per questo specifico bonus deve avvenire esclusivamente per via telematica, utilizzando l’accesso con le credenziali dello Spid, della Carta d’Identità Elettronica o della Carta Nazionale dei Servizi direttamente sul portale web dell’istituto nazionale. Una volta effettuato l’accesso al servizio online “Contributo sessioni di psicoterapia”, il sistema acquisisce automaticamente i dati reddituali e genera la ricevuta di avvenuta ricezione. Al termine della fase di istruttoria, i funzionari dell’ente previdenziale provvederanno alla pubblicazione delle graduatorie regionali, parametrate in base ai fondi assegnati a ciascun territorio dalle delibere del ministero dell’economia.
I soggetti inseriti negli elenchi degli ammessi riceveranno un codice univoco alfanumerico associato al proprio profilo, il quale dovrà essere comunicato direttamente al professionista scelto per le sedute di terapia. Lo psicologo o lo psicoterapeuta, che deve risultare regolarmente iscritto nell’elenco degli specialisti aderenti all’iniziativa consultabile sul sito dell’istituto, utilizzerà tale codice per caricare la fattura sulla piattaforma informatica, attivando il pagamento diretto da parte dello Stato. Gli esperti consigliano di monitorare costantemente la propria casella di posta elettronica e il fascicolo previdenziale online per correggere tempestivamente eventuali incongruenze prima che i voucher vengano revocati d’ufficio per mancato utilizzo nei tempi previsti.

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Salute

L’impronta del cuore: il ruolo degli animali nello sviluppo emotivo del bambino. il legame che forma | Intervista ad Adelia Lucattini, ordinario della Societa’ Psicoanalitica Italiana

Lucattini: “Il legame con l’animale è una prima palestra dell’anima e della relazione: nell’incontro con un essere vivente diverso da sé, il bambino impara a riconoscere l’altro, ad ascoltarne i bisogni, a rispettarne i tempi e a prendersene cura. È un’esperienza affettiva profonda, che educa all’empatia e prepara, nella vita adulta, a relazioni fondate sull’ascolto, sulla responsabilità e sull’accoglienza autentica dell’altro”.
Intervista di Marialuisa Roscino

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Bambina con cane

Redazione-  In un’epoca segnata da una crescente digitalizzazione delle relazioni, il contatto autentico con un animale offre al bambino un’esperienza concreta, sensoriale ed emotiva, sempre più preziosa. La relazione interspecifica, cioè l’incontro con un essere vivente di un’altra specie, permette al bambino di confrontarsi con un’alterità reale: un essere vivente che comunica attraverso il corpo, lo sguardo, il movimento, il tono, il silenzio,

L’animale non è un compagno di gioco, ma può essere una presenza affettiva significativa, capace di favorire nel bambino esperienze profonde di rispecchiamento, fiducia e sicurezza interiore. Nel rapporto con l’animale, infatti, il bambino sperimenta una forma di legame meno mediata dal linguaggio e dal giudizio, in cui può riconoscere le proprie emozioni e, al tempo stesso, imparare a cogliere i bisogni di un altro essere vivente.

Ma in che modo, questo apprendimento si rifletterà, in particolare, a lungo termine, sulla qualità delle relazioni umane che il bambino stringerà in età adulta? Per approfondire questi aspetti centrali nel percorso di crescita e di sviluppo emotivo dei bambini ne parliamo oggi con la Dott.ssa Adelia Lucattini, Membro Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association.

Dott.ssa Lucattini, a che età la presenza di un animale in casa è considerata  preziosa per la crescita dei bambini? Quali sono in particolare, gli aspetti psicologici più significativi che questa relazione stimola?

La presenza di un animale domestico può essere preziosa fin dai primi anni di vita, purché sempre mediata dagli adulti. Nei bambini piccoli è soprattutto un’esperienza sensoriale e affettiva, poiché imparano a osservare, toccare con delicatezza, riconoscerne i segnali e rispettarne i limiti.

Dai 5-6 anni in poi, può diventare anche un’esperienza di cura più consapevole, ad esempio, occuparsi di dare da mangiare, rispettare gli orari, partecipare alle piccole responsabilità quotidiane. Da un punto di vista psicologico, l’animale rappresenta un “altro” diverso da sé, interagisce con vitalità con dei bisogni ma senza essere giudicante, con cui il bambino si può identificare e che aiuta a sviluppare empatia, capacità di attesa, senso del limite e responsabilità.

È una relazione che educa all’ascolto profondo degli altri, il bambino comprende che amare non significa possedere, ma prendersi cura, rispettare e riconoscere l’altro nella sua unicità (European Journal of Pediatrics, 2023).

Quali sono i principali benefici psicologici che osserva nei suoi piccoli pazienti, in termini di valenza terapeutica ed emotiva?

Nel rapporto con l’animale il bambino non incontra solo una presenza affettiva, ma un corpo vivo, il calore del pelo, il ritmo del respiro, il movimento, l’odore, lo sguardo, la risposta immediata al gesto. Questa esperienza sensoriale concreta nutre la vita emotiva e anche quella intellettiva, perché il bambino impara a conoscere attraverso il corpo prima ancora che attraverso le parole.

L’animale favorisce un passaggio fondamentale: dal sentire al pensare. Il bambino osserva, interpreta, attende, si domanda che cosa l’altro provi o desideri. In questo modo sviluppa empatia, capacità simbolica, attenzione all’altro e una prima forma di responsabilità affettiva.

La sua presenza aiuta il bambino a esprimere affetti profondi quali tenerezza, paura, gelosia, rabbia, bisogno di protezione, in una relazione più semplice, diretta  e meno minacciosa di quella umana poiché non si aspettano rimproveri o punizioni. Inoltre, stimola empatia, capacità di cura, rispetto del limite e riconoscimento degli altri come soggetti distinto da sé, il passaggio dal proprio animaletto a familiari e amichetti, è brevissimo.

In molti bambini, inoltre, rafforza l’autostima, fa sentire in grado di accudire qualcuno e non dipendere soltanto, sostiene la consapevolezza delle proprie qualità, la capacità di prendersi cura di qualcuno, sviluppa l’autonomia e il senso di responsabilità (European Child & Adolescent Psychiatry, 2025).

Dott.ssa Lucattini, ogni animale può  offrire un contributo diverso?

Sì, ogni animale offre al bambino un’esperienza relazionale diversa, perché diversa è la sua modalità di presenza, di contatto e di risposta. Non esiste un animale “migliore” in assoluto, ovviamente, conta l’età del bambino, il suo temperamento, la storia familiare e la possibilità degli adulti di occuparsene.

Il cane è l’animale più studiato, è molto responsivo, cerca lo sguardo, il contatto, il gioco, la vicinanza.

Il gatto propone una relazione diversa, meno immediata, più rispettosa della distanza. Insegna l’attesa, la delicatezza, il rispetto dei tempi. Con il gatto il bambino impara che l’affetto non si impone ma va conquistato e rispettato.

Il cavallo coinvolge fortemente il corpo. La sua grandezza, il calore, il movimento e il ritmo del passo offrono un’esperienza sensoriale profonda. Aiuta il bambino a lavorare sulla fiducia, sul controllo, sulla postura, sul limite e sulla capacità di affidarsi senza dominare imparando le regole con un maestro.

Porcellini d’India, conigli e criceti, favoriscono una relazione più minuta e delicata. Poiché sono piccoli e fragili, insegnano al bambino l’attenzione, il gesto misurato, delicatezza. Aiutano a sviluppare empatia e responsabilità, ma richiedono un particolare supervisione da pate dei genitori.

I pesci offrono una relazione più osservativa in quanto non c’è il contatto fisico ma c’è il ritmo visivo, il movimento in acqua. Possono avere un effetto calmante e aiutare il bambino a fermarsi, osservare, aspettare quello che succede.

Le tartarughe essendo meno espressive secondo i nostri codici affettivi, insegnano che l’altro non deve somigliarci per essere rispettato. La tartaruga, con la sua lentezza e il suo bisogno di spazio, educa al limite, alla pazienza e al rispetto di una diversità radicale che saranno molti utili nella vita, nelle amicizie e a scuola.

Ognuno di essi apre sentimenti differenti, il cane alla reciprocità affettiva, il gatto al rispetto della distanza, il cavallo alla fiducia corporea, i piccoli mammiferi alla cura delicata, i pesci alla contemplazione, i rettili al riconoscimento e accettazione della diversità. Con l’aiuto degli adulti, la relazione con gli animali aiuta il bambino a trasformare l’esperienza sensoriale ed emotiva in pensiero (Anthrozoös, 2013).

Come può questo insegnamento riflettersi, a lungo termine, sulla qualità delle relazioni umane che il bambino stringerà da adulto?

 

Nel tempo, questa esperienza può diventare una matrice relazionale profonda: il bambino interiorizza che l’altro ha una vita propria, bisogni, tempi e confini che non coincidono necessariamente con i suoi. È un apprendimento affettivo decisivo, perché sposta la relazione dal possesso al riconoscimento, dal controllo all’ascolto, dall’impulso alla cura.

Questa esperienza favorisce la capacità di empatia e di mentalizzazione ovvero il bambino si abitua a domandarsi che cosa provi l’altro, che cosa desidera o di che cosa abbia paura. Sono competenze fondamentali che, da adulti, potranno dare vita a legami intensi, maturi, fondati sull’ascolto, sulla fiducia e sull’accoglienza autentica dell’altro. Sono una vera e propria prevenzione del narcisismo egoistico, dell’autoreferenzialità e dell’aggressività più violenta (Frontiers in Ethology, 2026).

C’è in particolare qualche aspetto di cui i genitori dovrebbero tenere conto?

I genitori dovrebbero anzitutto ricordare che un animale non è un regalo, né un oggetto affettivo da mettere a disposizione del bambino, ma un essere vivente con bisogni, tempi, limiti e una propria sensibilità. La scelta deve essere degli adulti e deve essere compatibile con la vita reale della famiglia.

Il bambino può imparare moltissimo da questa relazione: amore, cura, responsabilità, rispetto degli orari, attenzione al corpo dell’altro, capacità di attendere e di non imporre sempre il proprio desiderio. Attraverso piccoli compiti quotidiani (preparare il cibo, cambiare l’acqua, pulire lo spazio dell’animale, rispettare le sue routine) il bambino apprende procedure, continuità e affidabilità. Sono competenze preziose non solo in famiglia, ma anche a scuola, nel lavoro futuro, nelle amicizie e, un giorno, nella costruzione della propria famiglia.

Ma tutto questo accade solo se i genitori danno l’esempio, se nutrono, accudiscono, educano e rispettano l’animale, il bambino interiorizza quel modello. La responsabilità, quando è accompagnata dall’affetto, non viene vissuta come peso, ma come partecipazione a un legame.

Da un punto di vista psicologico, l’animale aiuta il bambino a uscire dall’autoreferenzialità, gli insegna che l’altro esiste anche fuori dal suo bisogno immediato. È un’esperienza semplice ma profondissima, perché educa alla responsabilità affettiva. Un bambino che impara a rispettare un animale, a non invaderlo, a proteggerlo e a comprenderne i segnali sarà più preparato a costruire rapporti umani più empatici, rispettosi e maturi.

Quali consigli si sente di dare ai genitori?

-Sapere che prendersi cura di un animale deve essere una decisione consapevole e familiare, non un impulso, né un semplice regalo per il bambino che poi venga abbandonato perché troppo impegnativo;

-I genitori restano i primi responsabili. Il bambino può aiutare, ma non può farsi carico da solo del benessere dell’animale;

-Coinvolgere i figli in piccoli compiti quotidiani, cibo, acqua, pulizia, passeggiata, aiuta a sviluppare sicurezza, responsabilità e senso del dovere mitigato dall’affetto;

-Insegnare il rispetto dell’animale. Non disturbarlo quando dorme, non forzare il contatto, riconoscere i suoi segnali, non aggradirlo fisicamente;

-Considerare l’età e il temperamento del bambino. Ogni fase evolutiva permette un diverso grado di partecipazione, vicinanza fisica e psicologica, e di responsabilità;

-Ricordare che ogni animale ha caratteristiche proprie. Cane, gatto, cavallo, piccoli mammiferi, pesci o tartarughe offrono esperienze relazionali diverse;

-Dare l’esempio con cura, affetto e coerenza. I bambini imparano dai genitori che amare significa proteggere, rispettare e assumersi responsabilità. Questa esperienza può favorire l’empatia, l’intelligenza emotiva e le relazioni umane altruistiche, aiutare ad essere migliori.

Lucattini

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