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Attualità

Il peso dell’indifferenza

Il bullismo non fa solo male: isola. La testimonianza di una studentessa che ha vissuto sulla sua pelle cosa significa sentirsi “straniera”

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Scuola

Redazione-  Pubblichiamo questa testimonianza grazie alla nostra giovane autrice, nella convinzione che alcune storie debbano essere lette senza il filtro dell’inchiesta giornalistica, perché è la voce diretta a portare un’informazione che nessuna verifica potrebbe restituire allo stesso modo. Si tratta del racconto in prima persona di una studentessa che ha vissuto, in anni recenti, un trasferimento scolastico da una regione all’altra e le difficoltà, non solo di ambientamento, ma di isolamento e sofferenza, che ne sono seguite. Abbiamo scelto di non riportare nomi di scuole o riferimenti specifici, perché quello che resta, ed è quello che ci interessa, è la domanda che la testimonianza pone alla scuola come istituzione. La pubblichiamo non come atto d’accusa verso singoli, ma come contributo alla riflessione, da sempre necessaria, sul bullismo e sul ruolo di chi educa nel riconoscerlo e nel fermarlo.

Esistono ferite che non lasciano segni sulla pelle, ma scavano solchi profondi nell’anima. Sono quelle provocate dalle parole, dagli sguardi, dall’indifferenza, da quel silenzio assordante che troppo spesso accompagna il bullismo. È proprio di quel silenzio che voglio parlare. Un silenzio che protegge chi umilia e abbandona chi soffre.

Questo non è un semplice articolo. È una testimonianza. È il grido di una ragazza che per troppo tempo ha soffocato il proprio dolore dietro un sorriso sempre più fragile. Lo scrivo non per suscitare pietà, ma perché nessuno possa più dire: “Non lo sapevo.”

Ho diciotto anni e tra pochi giorni conseguirò il diploma. Dovrebbe essere il momento in cui si tirano le somme di un percorso fatto di crescita, sogni e ricordi felici. Eppure, quando ripenso ai miei anni di scuola superiore, la prima emozione che riaffiora non è la nostalgia, ma l’angoscia.

Qualche anno fa mi sono trasferita da Napoli in un’altra regione. Ho frequentato dal secondo al quarto anno di scuola superiore presso un istituto della nuova città, convinta di iniziare un nuovo capitolo della mia vita. Non immaginavo che quel cambiamento si sarebbe trasformato in un incubo e in una lenta discesa nell’isolamento.

Ero soltanto una ragazza con una valigia piena di speranze, desiderosa di costruire nuove amicizie e trovare il proprio posto in una realtà nuova.

Il mio unico “errore” era quello di essere diversa. Diversa perché napoletana. Diversa per il mio accento. Diversa per il mio modo di parlare, di vivere, di esprimermi. In un luogo che avrebbe dovuto educare al rispetto, la diversità è diventata un marchio da esibire per colpire, umiliare ed emarginare.

Mi domando ancora oggi quando la diversità abbia smesso di essere una ricchezza per trasformarsi, agli occhi di alcuni, in una colpa.

La scuola dovrebbe rappresentare il primo presidio di civiltà, il luogo in cui ogni giovane impara non soltanto la disciplina, ma soprattutto il valore dell’umanità. Dovrebbe essere un rifugio sicuro nel quale sentirsi accolti e protetti.

Per me, invece, è stata una prigione.

Ogni mattina attraversavo quel cancello con il cuore colmo di paura. Ogni corridoio sembrava il preludio dell’ennesima umiliazione. Ogni giornata era una battaglia combattuta nel silenzio, nella speranza che nessuno trovasse un nuovo motivo per farmi sentire sbagliata.

La sofferenza, quando diventa quotidiana, finisce per insinuarsi ovunque. Ti convince che forse il problema sei tu. Ti ruba il sorriso. Ti spegne lentamente.

Io, che sono sempre stata una ragazza solare, ho visto la luce dei miei occhi spegnersi giorno dopo giorno. Ho smesso di riconoscermi. Ho smesso di vivere con serenità. Fino a precipitare nella depressione.

Non provo alcuna vergogna nell’ammetterlo.
La vergogna appartiene a chi ha trasformato la scuola in un luogo di sofferenza. A chi ha scelto di umiliare anziché comprendere. A chi ha assistito senza intervenire.

Perché il bullismo non distrugge soltanto attraverso le parole. Distrugge anche attraverso l’indifferenza. Ed è forse quest’ultima la forma di violenza più crudele.

Molti insegnanti erano consapevoli di ciò che accadeva. Alcuni assistevano agli episodi. Altri ne erano stati informati. Eppure il più delle volte tutto si concludeva con poche parole, con uno sguardo distratto, con quella frase che ancora oggi rimbomba nella mia memoria: “Non posso fare nulla.”

Ma davvero un educatore può voltarsi dall’altra parte davanti al dolore di un proprio studente?

A cosa serve insegnare i valori della Costituzione, il rispetto della persona, la solidarietà e l’uguaglianza, se poi quei principi restano chiusi tra le pagine di un libro?

Ho resistito tre lunghissimi anni.
Tre anni durante i quali non imparavo soltanto formule o date storiche, ma imparavo, mio malgrado, cosa significhi sentirsi invisibili.

Poi è arrivato il momento in cui ho capito che sopravvivere non bastava più. Così ho scelto di cambiare scuola all’ultimo anno, trasferendomi in un altro istituto della stessa città.

Molti mi dissero che era una follia. Che stavo rischiando troppo. Che sapevo ciò che lasciavo ma non ciò che avrei trovato.

Avevano ragione.
Ma avevo ormai compreso una verità semplice, ovvero che nessun rischio può essere più grande del continuare a vivere in un luogo che ogni giorno distrugge la tua dignità.

Quel cambiamento ha rappresentato la mia rinascita.
Per la prima volta ho incontrato insegnanti capaci di ascoltare prima ancora che giudicare. Persone che hanno saputo ricordarmi che la scuola può davvero essere il luogo in cui ogni studente si sente visto, rispettato e valorizzato.

Le cicatrici, tuttavia, rimangono.
Il bullismo non termina quando finiscono gli insulti. Continua nella diffidenza, nella paura di fidarsi, nella difficoltà di costruire nuovi legami. Ti insegna a difenderti anche quando nessuno ti sta attaccando. Ti costringe a vivere dietro una corazza che non hai scelto di indossare.

Ed è questa la sua vittoria più crudele.
Oggi, però, desidero trasformare quel dolore in una responsabilità.

Mi domando quanti ragazzi, proprio mentre state leggendo queste righe, stiano entrando in una classe con lo stesso nodo alla gola che accompagnava ogni mio mattino. Quanti stiano sorridendo soltanto per nascondere le lacrime. Quanti, tornando a casa, fingano che vada tutto bene.

Alle scuole, dunque, voglio rivolgere un appello.
Non limitatevi a commemorare le vittime del bullismo quando è ormai troppo tardi.

Abbiate il coraggio di ascoltare prima che il silenzio diventi disperazione.
Abbiate il coraggio di intervenire prima che uno studente perda la speranza.
Abbiate il coraggio di essere davvero ciò che la scuola promette di essere.

Se oggi riesco a raccontare questa storia è soltanto grazie alla mia famiglia e a chi, quando io non vedevo più alcuna luce, ha continuato a credere in me.

Credevo di essere diventata fragile.
In realtà stavo semplicemente imparando quanto possa essere forte un essere umano quando decide di non lasciare che il dolore abbia l’ultima parola.

Per questo non concludo con un addio, ma con un augurio.
Che nessun ragazzo debba più sentirsi straniero nella propria scuola.
Che nessuno debba più sopravvivere là dove dovrebbe semplicemente imparare a vivere.

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Attualità

Filorosso su Rai 3, puntata di fuoco: scontro Bertolaso-Cartabellotta sulla sanità, i grandi gialli e il caso OnlyFans

Martedì 13 ottobre alle 21:15 su Rai 3 torna Filorosso con Antonino Monteleone: attesissimo faccia a faccia sulla sanità pubblica tra Guido Bertolaso e Nino Cartabellotta (GIMBE), seguito dal duello sull’immigrazione tra Karima Moual e Filippo Facci. Nel corso della serata riflettori accesi sui gialli di Yara Gambirasio e Garlasco, fino al dibattito sul caso dell’insegnante su OnlyFans con Francesca Pascale, Malena e Paolo Brosio. Tutti i dettagli e le anticipazioni: 👇

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Grossi, Monteleone

Roma – Dalla tenuta del Servizio Sanitario Nazionale alle tensioni sociali legate ai flussi migratori e alla scuola multietnica, fino ai grandi misteri giudiziari della cronaca nera italiana e ai confini della moralità digitale. Torna con una puntata densa di inchieste e confronti serrati Filorosso, il programma di approfondimento giornalistico in prima serata su Rai 3 e in diretta streaming su RaiPlay condotto da Antonino Monteleone, in onda martedì 13 ottobre 2026 alle ore 21:15.

Il format investigativo della terza rete Rai mette a fuoco le contraddizioni e le fratture che attraversano il Paese, chiamando a confronto esponenti istituzionali, magistrati, analisti ed esperti forensi su dossier ad altissimo tasso di dibattito pubblico.

Sanità pubblica al bivio: il duello tra Guido Bertolaso e Nino Cartabellotta

Ad aprire la serata sarà un’ampia e dettagliata inchiesta dedicata allo stato di salute della sanità pubblica italiana, partendo da un viaggio senza sconti tra le corsie e i pronto soccorso della Calabria. Tra liste d’attesa interminabili, fuga dei medici verso il privato, carenza drammatica di infermieri e disparità territoriali tra Nord e Sud, la trasmissione porrà una domanda cruciale: il Servizio Sanitario Nazionale è ancora universale e accessibile a tutti o rischia il definitivo tracollo finanziario?

In studio si consumerà un atteso faccia a faccia tra due visioni autorevoli e contrapposte della gestione sanitaria: da un lato Guido Bertolaso, medico chirurgo e assessore al Welfare della Regione Lombardia, fautore di modelli integrati pubblico-privato e riforme organizzative mirate; dall’altro Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, da anni in prima linea nella denuncia del sottofinanziamento cronico del fondo sanitario e dei rischi legati all’autonomia differenziata.

Audio Cinema e Talk Show: La Soundbar Dolby Atmos di Riferimento

Per seguire i grandi dibattiti televisivi, le inchieste giornalistiche e i film con dialoghi cristallini e bassi profondi grazie ai canali vocali dedicati con intelligenza artificiale per l’enfatizzazione della voce, il sistema audio home cinema più premiato al mondo è la soundbar Samsung Serie Q (HW-Q990D) con subwoofer e satelliti wireless (o l’iconica Sonos Arc):

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Configurazione a 11.1.4 canali con Dolby Atmos wireless, calibrazione ambientale automatica SpaceFit Sound Pro e connettività HDMI eARC.

Immigrazione e integrazione scolastica: il modello Monfalcone

I riflettori si sposteranno poi su un altro tema divisivo dell’agenda politica: l’integrazione e la gestione dei flussi migratori. Al centro del dibattito ci sarà il cosiddetto “caso Monfalcone” e la realtà delle aule scolastiche sul territorio nazionale composte a maggioranza da alunni con background migratorio.

La sfida educativa, l’apprendimento della lingua italiana, il rischio di ghettizzazione e la salvaguardia dell’identità culturale saranno gli assi portanti del vivace confronto in studio tra la giornalista e scrittrice Karima Moual e la penna sferzante del giornalista Filippo Facci, pronti a delineare due letture radicalmente opposte dell’impatto dell’immigrazione sul tessuto civile italiano.

I grandi misteri della cronaca: da Yara Gambirasio al delitto di Garlasco

La parte centrale di Filorosso scaverà a fondo nei capitoli più complessi e discussi della cronaca giudiziaria italiana. Ampio spazio sarà riservato al caso dell’omicidio di Yara Gambirasio, ripercorrendo le anomalie genetiche, i percorsi investigativi e i dubbi procedurali che continuano a polarizzare l’opinione pubblica anche a distanza di anni dalle sentenze definitive.

A seguire, un doloroso approfondimento sul femminicidio Guidi e sull’emergenza della violenza contro le donne, analizzata sotto il profilo legislativo, psicologico e processuale con gli interventi dell’avvocata penalista Solange Marchignoli, del magistrato Valerio De Gioia e della criminologa forense Flaminia Bolzan. Non mancherà infine una finestra sul delitto di Chiara Poggi e sul caso di Garlasco, vicenda che continua ad alimentare tesi alternative e perizie difensive.

Moralità, cattedre e OnlyFans: il caso Elena Maraga con Pascale e Brosio

A chiudere la puntata sarà una riflessione tagliente sul costume contemporaneo e sui nuovi confini della vita privata nell’era dei social network. Protagonista del blocco finale è Elena Maraga, l’insegnante finita al centro del clamore mediatico e delle polemiche scolastiche per la sua attività parallela di creator sulla piattaforma per adulti OnlyFans.

Il tema della libertà individuale contrapposto al decoro professionale dell’insegnamento pubblico sarà sviscerato in un insolito e scoppiettante confronto che vedrà intervenire in studio l’attivista Francesca Pascale, l’attrice e opinionista Malena e il giornalista Paolo Brosio, promettendo un epilogo di puntata imprevedibile e ricco di scintille.

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Economia

Poste Italiane lancia i nuovi webinar nazionali di educazione finanziaria: come gestire i conti di casa, investimenti e credito con esperti online

Tornano su scala nazionale i webinar gratuiti di educazione finanziaria promossi da Poste Italiane per tutti i cittadini: martedì 13 e giovedì 15 ottobre sessioni online su conti di casa, gestione del credito, protezione della famiglia e investimenti (con interprete LIS per non udenti). Consigli pratici per difendere il bilancio familiare e la nuova serie podcast “Generazione EF”. E per imparare a gestire le entrate e tagliare le spese quotidiane, scoprite il metodo Kakebo e i manuali di finanza personale in offerta su Amazon. Leggete la guida completa con il link di registrazione sul nostro giornale 👇

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Webinar finanziario poste

Roma – In una congiuntura economica complessa, contrassegnata dalle oscillazioni dei mercati e dalla necessità di difendere il potere d’acquisto dei salari e delle pensioni, la consapevolezza nella gestione del denaro si conferma il primo e più efficace strumento di tutela per le famiglie italiane. Poste Italiane rinnova e potenzia il proprio impegno capillare su scala nazionale a favore della cittadinanza, promuovendo un nuovo ciclo di webinar interattivi gratuiti dedicati all’Educazione Finanziaria, Assicurativa e Previdenziale. Una serie di appuntamenti digitali aperti a tutti i risparmiatori da Nord a Sud del Paese, fruibili comodamente da computer, tablet o smartphone, ideati per fornire nozioni pratiche e strumenti operativi per pianificare con serenità il bilancio domestico e gli investimenti futuri.

Il calendario degli incontri: quattro appuntamenti per le famiglie

Il nuovo programma formativo si articola in due giornate strategiche, con una formula snella e accessibile che prevede sessioni mattutine e pomeridiane guidate da docenti ed esperti di pianificazione economica di Poste Italiane.

Si parte martedì 13 ottobre 2026 con una doppia sessione:

  • Ore 10:00 – «I conti di casa»: un modulo fondamentale per imparare a monitorare entrate e uscite, tagliare gli sprechi invisibili e costruire un fondo di riserva per le spese impreviste. La sessione mattutina sarà pienamente accessibile e inclusiva, arricchita dalla presenza di sottotitoli in tempo reale e dal servizio di traduzione con interprete LIS (Lingua dei Segni Italiana).
  • Ore 16:00 – «La gestione del credito»: un focus dedicato a come valutare con giudizio l’accensione di prestiti personali, finanziamenti e mutui per l’acquisto della casa, evitando i rischi del sovraindebitamento e individuando le soluzioni più sostenibili per i propri progetti di vita.

Il secondo ciclo di webinar si terrà giovedì 15 ottobre 2026:

  • Ore 10:00 – «La protezione»: sessione incentrata sul valore delle coperture assicurative per tutelare la salute, l’abitazione e il futuro dei propri cari dagli eventi avversi o accidentali della vita (anch’essa provvista di sottotitoli e interprete LIS).
  • Ore 16:00 – «Il risparmio e gli investimenti»: l’appuntamento pomeridiano offrirà una panoramica chiara sulle differenze tra risparmio liquido e investimento a medio-lungo termine, guidando i partecipanti alla scoperta degli strumenti per far fruttare il capitale nel rispetto del proprio profilo di rischio.

Gestione del denaro e risparmio quotidiano

Per mettere in pratica subito i consigli degli esperti e tenere sotto controllo le spese di casa senza stress, scoprite il celebre Kakebo (Il libro dei conti di casa giapponese per imparare a risparmiare) e i manuali bestseller di Finanza Personale e Pianificazione del Patrimonio in promozione su Amazon.

👉 Scopri i migliori Kakebo e libri di finanza personale in offerta su Amazon

Come partecipare gratuitamente e le nuove risorse multimediali

Partecipare agli incontri online è estremamente semplice e non comporta alcun costo né vincolo contrattuale. Per registrarsi è sufficiente collegarsi al portale ufficiale di Poste Italiane nella sezione dedicata: www.posteitaliane.it/educazione-finanziaria/eventi, selezionare la tematica di proprio interesse e compilare il modulo di iscrizione per ricevere via email il link di accesso diretto alla stanza virtuale.

All’interno della medesima sezione web i cittadini possono accedere a una vasta libreria di materiali didattici, guide scaricabili, glossari sui termini bancari e contenuti multimediali sempre fruibili. Tra le novità più apprezzate figura la serie podcast «Generazione EF – Una vita di benessere»: attraverso le vicende quotidiane di quattro protagonisti di età diverse, il podcast racconta come affrontare con lucidità le scelte finanziarie che contraddistinguono le tappe dell’esistenza, dal primo impiego all’acquisto della prima casa, dalla nascita dei figli fino alla previdenza integrativa per la terza età.

La responsabilità sociale d’impresa e i criteri ESG

Il programma nazionale di educazione finanziaria risponde alla storica missione sociale di Poste Italiane, radicata da oltre centosessanta anni al servizio del tessuto produttivo e delle famiglie del Paese. L’iniziativa si inserisce coerentemente negli obiettivi di sostenibilità e di inclusione economica definiti dai criteri internazionali ESG (Environmental, Social and Governance) promossi dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, confermando il ruolo dell’azienda come pilastro fondamentale per la coesione e l’emancipazione civica ed economica della comunità nazionale.

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Attualità

Maurizio Ferrini a Rai 3, confessione a cuore aperto: «Unito civilmente a Sara per proteggere suo figlio Jacopo, l’autismo è amore puro»

Emozionante confessione di Maurizio Ferrini a “Il Cacciatore di Sogni” su Rai 3: l’attore rivela l’unione civile con la manager Sara Guglielmi, non per motivi sentimentali ma per garantire tutela legale ed economica al figlio Jacopo, ragazzo nello spettro autistico. Il racconto del legame speciale e l’appello per superare ogni pregiudizio: «La disabilità è una diversa abilità, impari dal diverso». E per comprendere e sostenere la neurodiversità, scoprite i migliori libri e saggi sull’autismo in offerta su Amazon. Leggete l’articolo completo sul nostro giornale 👇

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Buttafuoco Ferrini

Roma – Dietro la maschera esilarante della Signora Coriandoli e la verve comica che ha fatto la storia della televisione italiana da Quelli della notte fino alle serate di Che tempo che fa, batte il cuore generoso di un uomo che ha saputo trasformare l’amicizia e la solidarietà in un atto supremo di responsabilità civile e d’amore. Maurizio Ferrini si racconta a cuore aperto nella toccante puntata de «Il Cacciatore di Sogni», il format condotto da Stefano Buttafuoco su Rai 3 e disponibile su RaiPlay, realizzato da Rai Approfondimento in stretta sinergia con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità. Ai microfoni della terza rete della Tv di Stato, l’attore e comico romagnolo ha rivelato la scelta profonda che lo ha portato a unirsi civilmente con Sara Guglielmi, sua storica manager e madre di due figli, per fare da scudo legale ed economico a Jacopo, ragazzo nello spettro autistico.

Un’unione civile nata per proteggere il “Dopo di Noi”

«Io e Sara non siamo una coppia sentimentale. La nostra unione è nata per tutelare i diritti di Jacopo e garantirgli anche una sicurezza economica», ha confessato Ferrini con disarmante limpidezza. Un gesto che l’artista definisce senza esitazioni «una scelta d’amore, di legalità e di tutela». In un Paese in cui il tema del “Dopo di Noi” angoscia quotidianamente migliaia di famiglie con figli con disabilità o neurodivergenze, la decisione di Ferrini si configura come una lezione concreta di cittadinanza e altruismo.

L’attore ha spiegato come la scelta di formalizzare l’unione civile non sia scaturita da un’attrazione romantica, ma dalla precisa volontà di affiancare concretamente Sara nella tutela genitoriale e patrimoniale del ragazzo: «Soprattutto per garantirgli una sicurezza economica», ha ribadito Ferrini, sottolineando come l’istituto giuridico dell’unione civile rappresenti lo strumento più efficace per assicurare a Jacopo serenità, assistenza e protezione negli anni a venire, scongiurando qualsiasi vuoto di tutela futura.

Il legame speciale con Jacopo: «Sbrodola amore da ogni poro»

Nel corso della lunga e commovente intervista, Maurizio Ferrini ha aperto una finestra intima sul rapporto quotidiano che lo lega a Jacopo, fatto di intese silenziose, gesti spontanei, musica e sguardi che vanno ben oltre le parole convenzionali. «Quando vede me sbrodola amore da ogni poro. Mi guarda, mi fissa e mi abbraccia ogni volta che ci rivediamo», ha raccontato l’attore con gli occhi lucidi di commozione.

Un’alchimia autentica, costruita giorno dopo giorno con rispetto e infinita tenerezza. «Ultimamente cammino più piano — ha confidato Ferrini — e Sara mi ha fatto notare un dettaglio bellissimo: anche Jacopo rallenta il passo, mi aspetta e cerca con dolcezza di prendere il mio ritmo. È una sintonia speciale che ti riempie la vita e ti fa comprendere quali siano le cose che contano davvero».

Comprensione, empatia e inclusione della disabilità

Per abbattere i pregiudizi e comprendere la ricchezza dello spettro autistico e della neurodivergenza attraverso storie toccanti e saggi scientifici, scoprite i migliori Libri sull’Autismo e sulla Genitorialità Consapevole e i grandi romanzi di sensibilizzazione più letti su Amazon.

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La disabilità come ricchezza: «È una diversa abilità, impari dal diverso»

Dalla vicenda personale, Ferrini ha allargato lo sguardo a una riflessione etica e sociale sull’inclusione che interroga l’intera collettività. «La gente deve finalmente accettare che la disabilità è una diversa abilità», ha ammonito con fermezza. «Si pensa sempre, con un atteggiamento paternalistico, che una persona con disabilità debba unicamente essere aiutata. Va aiutata, certo, ma molto spesso ne sa più di te su tantissime cose della vita».

Per il comico romagnolo, la vera sfida culturale dell’Italia contemporanea risiede nel superamento radicale di etichette, pietismi e barriere invisibili. «Più diversità ci sono, più ti piacerebbe includerle, perché la diversità ti insegna. Nel momento in cui vuoi bene agli altri trovi da solo la strada. Impari dal diverso: ogni fragilità racchiude un talento unico che merita di essere scoperto, accolto e valorizzato».

Il valore dell’esempio pubblico

La testimonianza di Maurizio Ferrini a Il Cacciatore di Sogni va ben oltre la cronaca televisiva o il gossip patinato. Racconta la generosità disinteressata di un artista che, lontano dalle luci della ribalta, sceglie di mettere la propria vita e il proprio patrimonio al servizio di un ragazzo speciale. Un messaggio potente di civiltà, che dimostra come l’amore non abbia bisogno di schemi tradizionali per farsi protezione, famiglia e futuro.

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