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Meteo

Meteo Abruzzo, il bollettino di giugno di “OsservaTE”certifica un caldo record e siccità in tutte le province

ALLARME METEO IN ABRUZZO! Il bollettino ufficiale di giugno pubblicato da OsservaTE certifica un’anomalia climatica record: temperatura media regionale a 20,9 gradi centigradi, ossia 3,10 gradi sopra la media storica, e piogge crollate drasticamente. Chieti e Teramo sono le province più calde. Il fisico dell’atmosfera Andrea Di Antonio avverte che le estati iniziano prima e sono sempre più secche. Tutti i dettagli del report Copernicus nell’articolo.#meteoabruzzo #osservate #caldoanomalo #siccita #copernicus #andreadiantonio #chieti #teramo #laquila #pagineutili

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Giugno_2026_anomalia_province

L’analisi scientifica del fisico Andrea Di Antonio basata sui dati ambientali del programma europeo Copernicus

L’Aquila – Un quadro climatico preoccupante, caratterizzato da temperature medie costantemente e significativamente al di sopra dei principali periodi di riferimento storici e da una drastica e contemporanea diminuzione delle precipitazioni piovane, ha segnato in modo indelebile l’inizio della stagione estiva su tutto il territorio regionale. È quanto emerge in modo analitico e dettagliato dal nuovo bollettino climatologico mensile pubblicato ufficialmente dai ricercatori della rubrica specializzata OsservaTE, un progetto editoriale interamente dedicato allo studio, all’analisi statistica e alla divulgazione scientifica dei dati ambientali e meteo che interessano la regione Abruzzo. L’elaborazione dei flussi informativi si pone l’obiettivo istituzionale di offrire alla cittadinanza e alle autorità locali una rappresentazione chiara, accessibile e priva di tecnicismi astratti delle dinamiche fisiche che stanno modificando l’ecosistema dell’appennino centrale.
Nel corso del mese appena trascorso, la temperatura media registrata su base regionale ha toccato la quota fissa di venti virgola nove gradi centigradi, evidenziando una deviazione climatica imponente e marcata rispetto al passato. I dati statistici certificano infatti un’anomalia termica positiva di ben quattro virgola cinquantaquattro gradi centigradi rispetto alla media storica del trentennio compreso tra il millenovecento sessantuno e il millenovecento novanta, e un incremento netto di tre virgola dieci gradi centigradi se confrontato con il più recente periodo di riferimento climatologico andato dal millenovecento novantuno al duemila venti.

La classifica delle anomalie provinciali con Chieti e Teramo in cima ai picchi di calore

L’analisi di dettaglio strutturata dagli esperti evidenzia come nessuna area territoriale abruzzese sia rimasta immune da questa ondata di calore prolungata, con tutte e quattro le province che hanno registrato deviazioni termiche positive rispetto alla media storica regionale. Ordinando le province dalla più colpita alla meno marcata, la cima della classifica del caldo spetta alla città di Chieti, che ha fatto registrare una anomalia spaventosa di quattro virgola zero cinque gradi centigradi. Subito dietro si posiziona il territorio di Teramo con un incremento di tre virgola cinquantasette gradi, seguito a ruota dal comprensorio costiero di Pescara con una deviazione di tre virgola cinquantatré gradi centigradi. La provincia dell’Aquila, pur beneficiando della protezione e dell’altitudine delle catene montuose appenniniche, ha comunque chiuso il mese con un saldo positivo di uno virgola novantadue gradi oltre le medie stagionali.
I flussi informativi e le metriche utilizzate per la stesura del report da parte dello staff di OsservaTE provengono direttamente dalle rilevazioni satellitari del prestigioso programma europeo Copernicus e dalle reti di monitoraggio delle fonti istituzionali italiane. Entrando nel dettaglio delle giornate, il mese ha registrato ben diciotto giorni estivi consecutivi, definiti convenzionalmente come le giornate in cui la temperatura massima giornaliera supera la soglia fissa dei venticinque gradi centigradi, segnando un aumento di quattordici giorni rispetto al passato. Anche le giornate di caldo torrido estremo con massime superiori ai trenta gradi sono risultate nettamente superiori alle medie storiche.

La drastica riduzione delle precipitazioni piovane e le sfide per l’adattamento del territorio

Accanto al surriscaldamento delle colonnine di mercurio, il mese si è distinto per un quadro pluviometrico deficitario e allarmante, caratterizzato da una contrazione imponente delle piogge che aggrava la situazione idrica dei fiumi e delle coltivazioni della Marsica. Il Concertato finale registra infatti una differenza negativa di meno seicentoquarantacinque millimetri di pioggia rispetto al trentennio storico e di meno quattrocentottantacinque millimetri se rapportato al periodo moderno. Il fisico dell’atmosfera e curatore della rubrica Andrea Di Antonio ha spiegato che questi dati confermano visivamente come le estati inizino ormai molto prima, risultando più secche e severe, rendendo il monitoraggio scientifico fondamentale per supportare gli amministratori pubblici nelle scelte di adattamento ai cambiamenti climatici.
Il report analitico completo, corredato da tabelle interattive, grafici e confronti storici con i decenni passati, è liberamente consultabile da tutti i cittadini all’interno del portale internet ufficiale di OsservaTE. La redazione del giornale continuerà a seguire l’evoluzione delle condizioni meteo e i successivi bollettini ambientali regionali, offrendo un servizio informativo utile e neutrale per tutti i lettori dell’Abruzzo attenti alla tutela della salute, dell’agricoltura e del patrimonio della nostra bellissima penisola.

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Meteo

Ultim’ora maltempo, Sud Italia nel caos: bombe d’acqua, auto trascinate e case evacuate. Allerta meteo shock

Ultim’ora shock dal Sud Italia! Una violentissima ondata di maltempo sta letteralmente mettendo in ginocchio intere province in queste ore, con scenari apocalittici da nord a sud. In Calabria, a Melito Porto Salvo, vere e proprie “bombe d’acqua” hanno fatto esplodere l’asfalto, trascinando via le auto in sosta e isolando centinaia di cittadini senza luce! A Napoli una frana a Mergellina ha costretto all’evacuazione di tre palazzi, mentre sulla Statale Sorrentina sono crollati enormi massi sulla carreggiata. Caos totale anche in Puglia (scuole chiuse a Lecce e sottopassi allagati a Bari) e in Sicilia, dove l’isola di Lipari è completamente sommersa dall’esondazione dei torrenti e si contano i danni della devastante tromba d’aria di ieri a Marsala! La Protezione Civile ha confermato l’allerta meteo arancione. Leggete il nostro articolo per tutti gli aggiornamenti in tempo reale e le strade chiuse al traffico! E per proteggere voi e la vostra famiglia dai blackout elettrici improvvisi causati dai temporali, attrezzatevi subito con la potentissima Power Station Portatile, oggi in super offerta su Amazon!👇

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Redazione – Un sabato di autentica paura e distruzione si sta abbattendo su gran parte dell’Italia meridionale. Quella di oggi, 10 ottobre 2026, si sta configurando come una delle giornate più critiche dell’autunno sul fronte del dissesto idrogeologico. Un’ondata di maltempo di eccezionale violenza, caratterizzata da spaventose bombe d’acqua, sta letteralmente mettendo in ginocchio intere province tra Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, tutte attualmente sotto lo scacco di una severa allerta meteo arancione (con picchi locali che sfiorano il codice rosso). Le immagini che arrivano in queste ore dalle zone colpite mostrano scenari apocalittici: strade trasformate in fiumi in piena, voragini che inghiottono l’asfalto, automobilisti intrappolati e torrenti esondati. Le macchine dei soccorsi, guidate dalla Protezione Civile e dai Vigili del Fuoco, stanno lavorando senza sosta, ma i danni infrastrutturali e i disagi per la popolazione civile crescono di ora in ora.

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Calabria in ginocchio: auto spazzate via a Melito Porto Salvo

L’epicentro del disastro in queste ore sembra essere la Calabria, in particolar modo l’area del Reggino e del basso Ionio. Piogge torrenziali e temporali a grappolo hanno martoriato la regione per tutta la nottata. La situazione più drammatica si registra a Melito Porto Salvo, dove una gigantesca frana ha colpito in pieno la Strada Statale 106 Jonica. Il cedimento strutturale ha riversato tonnellate di fango e detriti direttamente sulla carreggiata e sulla corsia di emergenza, costringendo le autorità alla chiusura immediata del traffico in entrambe le direzioni. Sempre nel comune reggino si segnalano scene da film catastrofico: tratti di manto stradale letteralmente esplosi, voragini profonde e auto in sosta trascinate via per decine di metri dalla furia cieca dell’acqua e finite accartocciate in mezzo ai detriti. Molti residenti si trovano attualmente isolati, senza corrente elettrica e impossibilitati a muoversi. I dati pluviometrici sono spaventosi: a Melito sono caduti oltre 170 mm di pioggia dalla mezzanotte, seguiti da Bovalino (117 mm) e Locri (100 mm). Il sindaco ha lanciato un appello disperato ai cittadini, intimando di non uscire di casa per nessun motivo.

Campania: frana a Mergellina e caos sulla Statale Sorrentina

Non c’è pace nemmeno per la Campania, dove i Vigili del Fuoco hanno già portato a termine oltre 150 interventi critici. La furia delle precipitazioni ha causato uno shock nel cuore di Napoli: nella serata di venerdì, un imponente smottamento in via Fedro (zona Mergellina) ha costretto le autorità a ordinare l’immediata evacuazione precauzionale di tre appartamenti. I soccorritori hanno lavorato tutta la notte per rimuovere alberi pericolanti che rischiavano di abbattersi sulla vicina linea ferroviaria della metropolitana. Massima allerta anche in provincia: a Castellammare di Stabia, enormi massi si sono staccati dal costone roccioso precipitando sulla statale 145 Sorrentina (direzione Vico Equense), proprio all’uscita della galleria di Pozzano. Il traffico è attualmente limitato a un senso unico alternato, in attesa di verifiche geologiche approfondite.

Puglia e Sicilia: scuole chiuse e mareggiate devastanti

L’allerta meteo sta paralizzando anche il Salento. Il sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone, ha firmato nella notte un’ordinanza urgente per la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado, al fine di tutelare l’incolumità pubblica dai forti temporali e dalle violente raffiche di vento previste. A Bari, la Polizia Locale sconsiglia categoricamente l’uso dei sottopassi, avvertendo che in alcune zone la criticità sta pericolosamente sfiorando l’allerta rossa. Scenari drammatici anche in Sicilia, a partire da Lipari (la più grande delle isole Eolie), dove decine di abitazioni sono state allagate e i torrenti Ponte e Valle sono drammaticamente esondati. A Catania (precisamente nel comune di Riposto) scuole, cimiteri e parchi chiusi. Nel frattempo, il presidente della Regione Renato Schifani si sta recando nel Trapanese (a Marsala) per la conta dei danni dopo la mostruosa tromba d’aria che ieri ha devastato scuole e attività produttive. L’Italia del Sud trattiene il respiro, in attesa che la perturbazione allenti finalmente la sua morsa mortale.

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Attualità

Allerta Meteo sull’Italia: in arrivo nubifragi e temporali violenti. Scatta l’allarme arancione e giallo, ecco le Regioni colpite

La tregua estiva è finita e l’autunno mostra il suo volto più feroce! La Protezione Civile ha diramato per la giornata di oggi un pesante bollettino di allerta meteo che divide l’Italia tra allarmi di colore arancione e giallo. Una profonda e insidiosa perturbazione atlantica sta attraversando la Penisola carica di piogge torrenziali, fulmini e venti burrascosi. La situazione di massima criticità si registra in Toscana, dove è in vigore l’Allerta Arancione per l’elevato rischio di frane, smottamenti ed esondazioni di fiumi a causa dei continui nubifragi. Situazione difficile anche sul resto del Centro-Nord e in Campania, coperte da Allerta Gialla: si registrano già pesanti disagi alla circolazione stradale, sottopassi allagati e decine di interventi dei Vigili del Fuoco. Si raccomanda la massima prudenza negli spostamenti! Leggete il nostro articolo per scoprire nel dettaglio tutte le zone colpite dal maltempo e le previsioni per le prossime ore. Il maltempo non vi dà tregua? Non fatevi trovare impreparati dai nubifragi improvvisi: scoprite il nostro consiglio per proteggervi dalla pioggia in totale sicurezza!

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nubifraggio

Roma – L’autunno italiano sembra aver definitivamente premuto sull’acceleratore, spazzando via in un colpo solo gli ultimi scampoli di tepore estivo e catapultando la nostra Penisola in una fase meteorologica estremamente turbolenta, umida e potenzialmente molto pericolosa. La Protezione Civile Nazionale, in stretto coordinamento con le agenzie meteorologiche regionali, ha infatti lanciato nelle scorse ore un bollettino di grave allerta meteo per l’intera giornata di oggi, giovedì 8 ottobre 2026. L’Italia intera si trova attualmente sotto la pesante morsa di una vasta, profonda e insidiosa perturbazione di origine atlantica, un fronte nuvoloso carico di pioggia e venti burrascosi che sta attraversando rapidamente il Paese da Nord verso Sud. Questo severo quadro meteorologico, caratterizzato da una marcata e violenta instabilità atmosferica, ha spinto le autorità competenti a diramare allerte ufficiali di colore arancione e giallo su gran parte del territorio nazionale. L’obiettivo primario è quello di prevenire i gravissimi disagi e i danni strutturali che temporali di forte intensità, raffiche di vento ciclonico e improvvisi nubifragi localizzati potrebbero causare alle infrastrutture stradali, alle abitazioni e, soprattutto, all’incolumità dei cittadini che si trovano costretti a viaggiare o a lavorare all’aperto.

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L’autunno è ormai arrivato con il suo carico di temporali improvvisi e vento forte: non farti trovare impreparato! CLICCA QUI per acquistare in offerta su Amazon i migliori Ombrelli Antivento Rinforzati e le Giacche Impermeabili Traspiranti: il massimo della protezione per te e la tua famiglia durante i nubifragi!

Allerta Arancione in Toscana: massima attenzione per fiumi e frane

La situazione di maggiore e più pressante criticità, secondo l’ultimo bollettino meteorologico diramato dalle autorità, si registra attualmente in Toscana.
In questa specifica Regione, il Dipartimento della Protezione Civile ha innalzato il livello di guardia diramando ufficialmente un’allerta meteo di colore arancione per rischio idrogeologico e temporali di forte intensità. Le province toscane sono infatti sferzate da precipitazioni copiose e persistenti, che in alcuni frangenti assumono il pericolosissimo carattere di nubifragio. L’accumulo rapido e massiccio di millimetri d’acqua sul terreno sta innalzando repentinamente il livello dei corsi d’acqua minori e dei torrenti, creando un rischio tangibile di esondazioni localizzate. Inoltre, i terreni resi fragili e saturi dalle piogge continue delle settimane precedenti destano non poche preoccupazioni per il rischio concreto di frane, smottamenti e cedimenti del manto stradale, specialmente nelle zone collinari e montuose dell’Appennino. I sindaci di numerosi comuni toscani hanno già provveduto ad attivare preventivamente i Centri Operativi Comunali (COC) per monitorare la situazione in tempo reale, tenendosi pronti a intervenire con idrovore, sacchi di sabbia e mezzi di soccorso in caso di emergenza strutturale. Le autorità raccomandano vivamente ai cittadini residenti nelle zone a rischio di limitare al massimo gli spostamenti non strettamente necessari, di non sostare nei pressi di fiumi, argini o sottopassi e di seguire scrupolosamente gli aggiornamenti forniti dai canali ufficiali della Regione.

Allerta Gialla tra Centro-Nord e Campania: disagi e allagamenti

Se la Toscana rappresenta in questo momento l’epicentro della criticità meteorologica, il resto del Centro-Nord e parte del Sud Italia non sono certo risparmiati dall’assalto della perturbazione atlantica.
La Protezione Civile ha infatti diramato un’estesa allerta meteo di colore giallo per numerose altre regioni italiane, in particolare su gran parte del settentrione, sui settori tirrenici centrali e, scendendo verso sud, su tutta la fascia costiera e interna della Campania. In queste vaste aree, i cieli sono solcati da imponenti sistemi temporaleschi accompagnati da intense, e a tratti violente, raffiche di vento e da frequenti scariche elettriche. I disagi logistici per la popolazione sono già significativi e in continuo aumento: si registrano pesanti rallentamenti alla circolazione stradale, causati dalla visibilità ridotta a causa degli scrosci di pioggia, e ritardi sui nodi ferroviari principali. Diversi allagamenti localizzati di scantinati, garage, sottopassaggi stradali e piani terra sono stati segnalati sia nei grandi centri urbani del Nord Italia, dove i sistemi di smaltimento delle acque piovane sono andati rapidamente in tilt sotto la furia della pioggia, sia in Campania, dove i Vigili del Fuoco sono impegnati in decine di interventi di messa in sicurezza fin dalle prime ore dell’alba. Inoltre, le forti raffiche di vento che spazzano le coste stanno rendendo i mari agitati o molto agitati, provocando forti mareggiate sulle coste esposte e costringendo alla cancellazione di numerosi collegamenti marittimi con le isole minori. Il quadro meteorologico generale si manterrà fortemente perturbato per tutta la durata della giornata odierna e anche per le primissime ore di domani, quando il fronte freddo atlantico inizierà finalmente a spostarsi verso est, concedendo una timida, graduale e temporanea tregua all’Italia in vista del fine settimana. È dunque richiesto il massimo senso di responsabilità e prudenza da parte di tutti i cittadini.

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Meteo

Cambiamento climatico, l’estate non finisce più: settembre 2026 da record in Abruzzo secondo OsservaTE

L’estate non finisce mai, ma non è affatto una buona notizia! Il nuovo bollettino climatico di “OsservaTE” fotografa un settembre 2026 letteralmente da incubo per la regione Abruzzo. Le temperature sono impazzite, registrando un tremendo +3,30°C rispetto alla media storica. Chieti si conferma la provincia più rovente (seguita da Pescara e Teramo), con un mese caratterizzato da 13 giorni con temperature oltre i 25 gradi, 4 giorni oltre i 30 gradi e ben 11 “notti tropicali” afose! Al caldo anomalo si aggiunge il dramma della siccità: rispetto alle medie storiche, mancano all’appello oltre 60 millimetri di pioggia. “Le condizioni dell’estate sono proseguite ben oltre agosto, il clima sta cambiando a una velocità impressionante”, spiega il fisico dell’atmosfera Andrea Di Antonio. Leggete tutti i dati sconvolgenti nel nostro articolo completo e non dimenticate di controllare il nostro consiglio tecnologico per monitorare il meteo direttamente a casa vostra! 👇

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Settembre_2026_anomalia_province

Teramo – La distinzione netta tra le stagioni dell’anno, così come l’abbiamo studiata nei libri di scuola e vissuta per decenni, sembra ormai essersi definitivamente dissolta sotto il peso inesorabile del riscaldamento globale. Il caldo soffocante, infatti, non sembra assolutamente più essere una prerogativa e una caratteristica esclusiva dei tradizionali mesi estivi. Anche il mese di settembre 2026, appena andato in archivio, si è concluso nella regione Abruzzo con temperature medie che definire allarmanti sarebbe un eufemismo: i dati registrati sono decisamente e costantemente superiori alle storiche medie climatiche, accompagnati di pari passo da precipitazioni piovose drammaticamente inferiori ai normali valori di riferimento autunnali. È questo il preoccupante quadro generale che emerge con forza dal nuovo e dettagliato bollettino climatologico mensile pubblicato ufficialmente dalla rubrica OsservaTE, l’ambizioso progetto scientifico dedicato all’analisi rigorosa e alla divulgazione pubblica dei dati ambientali e climatici relativi all’intero territorio della regione Abruzzo. Nel mese appena trascorso, i termometri hanno fatto registrare numeri che lasciano poco spazio alle interpretazioni. La temperatura media regionale si è infatti attestata sui 19,36°C, con anomalie termiche positive spaventose se paragonate ai due principali periodi di riferimento storici utilizzati dagli scienziati: parliamo di un sonoro +3,40°C rispetto alla media registrata nel trentennio 1961–1990, e di un +3,30°C rispetto alla media, già più calda, del periodo 1991–2020. Si tratta, a tutti gli effetti, di uno scostamento termico particolarmente rilevante e anomalo, che evidenzia in modo incontrovertibile quanto il settembre del 2026 si sia violentemente discostato dalle condizioni climatiche considerate fisiologiche e normali per il delicato ecosistema del territorio regionale.

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Chieti la provincia più rovente, siccità e notti tropicali

L’analisi scientifica di dettaglio, suddivisa per aree geografiche, ci mostra che assolutamente tutte le province abruzzesi, senza alcuna eccezione, hanno registrato anomalie termiche nettamente positive rispetto alla media regionale calcolata sul periodo 1991–2020.
La geografia di questo caldo anomalo vede le deviazioni (ordinate dalla più intensa alla meno marcata) distribuirsi in questo modo: la provincia di Chieti ha toccato il picco assoluto con un drammatico +4,03°C; seguita a ruota dalla provincia di Pescara con +3,91°C; al terzo posto troviamo Teramo con un’anomalia di +3,55°C; e infine L’Aquila, che pur beneficiando delle sue altitudini montane ha comunque registrato un preoccupante +2,66°C. È fondamentale precisare che l’assoluta affidabilità dei dati utilizzati dal team di OsservaTE proviene dal prestigioso programma europeo Copernicus e da fonti istituzionali italiane certificate. L’elaborazione minuziosa di questi numeri ha il nobile obiettivo di offrire alla cittadinanza una rappresentazione chiara, accessibile a tutti ma scientificamente inattaccabile delle dinamiche climatiche repentine che stanno alterando il territorio regionale. Entrando nello specifico della quotidianità vissuta dai cittadini, nel corso dell’intero mese si sono registrati ben 13 “giorni estivi”, vale a dire giornate piene nelle quali la temperatura massima ha agevolmente superato la soglia critica dei 25°C. Questo specifico dato risulta essere superiore di ben 9 giorni sia rispetto alla vecchia media del 1961–1990, sia a quella più recente del 1991–2020. Estremamente significativo, per non dire allarmante, è anche il numero totale di giorni in cui la colonnina di mercurio (la temperatura massima) ha addirittura superato la torrida soglia dei 30°C: ben 4 giorni in totale, un’anomalia positiva di 4 giorni rispetto a entrambe le medie climatiche storiche (in cui giornate simili a settembre erano praticamente assenti). Alle temperature diabolicamente elevate e alle afose notti insonni, si è purtroppo aggiunto un quadro pluviometrico disastroso per l’agricoltura e per le riserve idriche regionali, caratterizzato da una drammatica riduzione delle precipitazioni piovose. Si calcola infatti una differenza passiva di -54 millimetri di pioggia rispetto alla media 1961–1990 e un pesante -60 millimetri rispetto alla media del trentennio 1991–2020.

Le conclusioni di Di Antonio e l’allarme per il futuro

Per comprendere appieno la gravità di questo stravolgimento atmosferico, basta ascoltare le parole degli esperti del settore.
“Il dato scientifico che colpisce maggiormente noi studiosi non è soltanto la temperatura media elevata di settembre, ma la diabolica persistenza del caldo torrido anche al di fuori di quello che un tempo era il cuore dell’estate. Tredici lunghi giorni estivi, quattro intere giornate oltre i 30°C e ben undici notti cosiddette ‘tropicali’ (in cui le temperature non scendono permettendo il riposo) ci raccontano di un mese nel quale le condizioni atmosferiche tipicamente associate alla stagione estiva di luglio e agosto sono proseguite ininterrottamente ben oltre la fine del calendario turistico”, spiega con estrema lucidità Andrea Di Antonio, noto fisico dell’atmosfera e meticoloso curatore della seguitissima rubrica OsservaTE. “È unicamente attraverso lo studio e l’analisi scientifica di questi dati che diventa oggi possibile quantificare con esattezza come e, soprattutto, quanto velocemente le condizioni climatiche del pianeta stiano cambiando irreparabilmente all’interno del nostro stesso territorio”. Il bollettino completo delle anomalie di settembre 2026, riccamente corredato di grafici esplicativi, tabelle scientifiche e crudi confronti con gli anni precedenti, è attualmente disponibile per la consultazione pubblica online. OsservaTE ha garantito che proseguirà senza sosta, con ferrea cadenza mensile, con la pubblicazione di questi preziosi bollettini contenenti gli indicatori aggiornati relativi a temperatura, precipitazioni nevose o piovose ed estremi climatici (ondate di calore o gelate anomale). L’obiettivo primario e irrinunciabile del progetto è quello di rendere i dati scientifici crudi facilmente accessibili, comprensibili e fruibili a normali cittadini, amministratori locali, professionisti del settore e operatori del territorio, affinché tutti possano prendere coscienza, dati alla mano, della gravissima emergenza climatica in corso.

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