Rimani in contatto con noi
#

Sport

Perché l’eliminazione di Cristiano Ronaldo dal Mondiale ha commosso gli afghani

Pubblicato

a

Cristiano Ronaldo

Redazione- L’eliminazione del Portogallo dal Mondiale non è stata soltanto una delusione sportiva per i tifosi afghani. Per molti, ha rappresentato la fine di un’epoca vissuta insieme a Cristiano Ronaldo, un campione che per quasi vent’anni ha accompagnato i ricordi di intere generazioni.

Subito dopo la sconfitta del Portogallo contro la Spagna, le immagini di Ronaldo in lacrime hanno invaso i social media afghani. Migliaia di utenti hanno condiviso fotografie, video e messaggi pieni di emozione, descrivendo quel momento come “la fine di un’era”. Per molti giovani cresciuti seguendo le sfide tra Ronaldo e Lionel Messi, quel volto segnato dalla delusione ha rappresentato anche la conclusione di una parte della propria infanzia e adolescenza.

La popolarità di Ronaldo in Afghanistan va ben oltre i trofei conquistati. È considerato il simbolo del sacrificio, della disciplina e della determinazione. La sua storia personale e la sua capacità di raggiungere i massimi livelli del calcio mondiale grazie al lavoro costante lo hanno trasformato in un modello per milioni di giovani.

Secondo osservatori sportivi, in un Paese dove le opportunità di svago sono limitate, il calcio occupa un posto speciale nella vita quotidiana. Figure come Cristiano Ronaldo e Lionel Messi sono diventate molto più che semplici calciatori: rappresentano speranza, ispirazione e una fonte di emozioni condivise.

Per questo motivo, le lacrime di Ronaldo al termine della partita hanno suscitato una reazione così intensa tra gli afghani. Non hanno visto soltanto un campione sconfitto, ma il simbolo della fine di uno dei capitoli più memorabili della storia del calcio.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sport

Roma, il calcio popolare dell’Asd Pineta Sacchetti scende in campo nel centro di accoglienza di Villa Troili

🚨 IL CALCIO CHE UNISCE! A Roma l’ASD Pineta Sacchetti porta il calcio popolare dentro il centro di accoglienza di Via di Villa Troili per una giornata straordinaria di sport e integrazione. Con il mister Salvatore Rino di Costanzo e il presidente Francesco Marinelli, la squadra si prepara al “Trofeo del Petrolio” con una rosa unita di ragazzi italiani e migranti. I dettagli dell’iniziativa 👇#roma #pinetasacchetti #calciopopolare #trofeodelpetrolio #villatroili #sportesociale #integrazione #cronacalocale #pagineutili

Pubblicato

a

Di Costanzo Timpano Marinelli

La giornata di sport e inclusione sociale organizzata nel quartiere in vista del trofeo del petrolio

Roma – Una straordinaria e significativa giornata di sport popolare, aggregazione comunitaria e inclusione sociale ha preso il via ufficialmente all’interno dei quartieri della capitale, dimostrando come il gioco del calcio possa trasformarsi in uno strumento concreto per abbattere le barriere culturali e costruire legami solidali sul territorio. Nella mattinata di domenica cinque luglio, le strutture sportive del centro di accoglienza situato in Via di Villa Troili a Roma hanno ospitato un atteso torneo calcistico speciale. I ragazzi ospiti della struttura di accoglienza hanno condiviso il terreno di gioco con i calciatori e i dirigenti dell’Asd Pineta Sacchetti, dando vita a una manifestazione che va ben oltre il semplice risultato agonistico per rivendicare il valore etico della partecipazione e dell’integrazione razziale attraverso la pratica sportiva di base.
L’iniziativa si inserisce all’interno di un percorso strategico e sportivo più ampio che vede la formazione romana prepararsi intensamente per la prossima partecipazione al celebre Trofeo del Petrolio. In un momento storico e politico in cui le aree metropolitane rischiano sempre più la frammentazione sociale e l’isolamento delle periferie, lo sport dilettantistico torna a rivendicare il suo ruolo più autentico e originario, ovvero quello di fungere da collante tra le diverse realtà umane della città. Il campo di calcio diventa così uno spazio pubblico aperto a tutti, dove le differenze di nazionalità lasciano il posto al rispetto reciproco, alla collaborazione e al gioco di squadra.

La selezione dei giovani atleti e la gestione tecnica del mister Salvatore Rino di Costanzo

La squadra dell’Asd Pineta Sacchetti, guidata sul campo dal mister Salvatore Rino di Costanzo, partecipa da molti anni con successo al campionato del Trofeo del Petrolio, un torneo in cui l’integrazione e la solidarietà non rappresentano semplici slogan pubblicitari, ma costituiscono una pratica quotidiana vissuta costantemente negli spogliatoi e sul rettangolo verde. La rosa della squadra unisce stabilmente giovani migranti e ragazzi italiani, creando un mix tecnico e umano di altissimo livello. L’appuntamento domenicale è stato utilizzato dallo staff tecnico anche come un momento di selezione aperta e di scouting sportivo per individuare nuovi talenti da inserire nell’organico in vista dell’imminente inizio della nuova stagione calcistica regionale.
Il presidente del sodalizio sportivo, Francesco Marinelli, ha espresso grande soddisfazione per la riuscita dell’evento, sottolineando come la giornata rappresenti l’essenza stessa del modo di fare sport popolare sul territorio romano. Marinelli ha evidenziato che portare la squadra all’interno del centro di accoglienza costituisce una risposta politica e civile molto chiara contro l’esclusione sociale, ribadendo che la Pineta Sacchetti vuole essere un luogo aperto a chiunque abbia voglia di faticare, giocare e crescere insieme all’interno di un’unica grande famiglia sportiva unita dal medesimo ideale.

I ringraziamenti alla direttrice Mimma Timpano e la pianificazione della griglia editoriale

I vertici dell’associazione sportiva dilettantistica hanno voluto tributare un caloroso ringraziamento pubblico a tutti i sostenitori dell’iniziativa e agli operatori sociali del centro di accoglienza, diretto con grande dedizione da Mimma Timpano, per aver condiviso e reso possibile questa importante giornata di sport e partecipazione popolare nel quadrante occidentale della capitale. Il successo della manifestazione getta le basi per future collaborazioni tra il mondo del calcio popolare e le strutture di assistenza del territorio, confermando che l’attività motoria costituisce un linguaggio universale capace di superare ogni confine geografico.
La redazione del giornale continuerà a seguire le tappe di avvicinamento dell’Asd Pineta Sacchetti al Trofeo del Petrolio e le prossime iniziative di solidarietà promosse dalle associazioni sportive romane, offrendo un servizio informativo utile e neutrale per tutti i lettori della Marsica, dell’Abruzzo e del Lazio attenti ai temi del sociale, dello sport dilettantistico e dell’integrazione comunitaria in Italia.

Continua a Leggere

Sport

Roma e il subbuteo: un weekend di sfide alla Casa dell’Aviatore

🏆 Il campionato italiano Zeugo HW ha incoronato i suoi campioni a Roma. Marco Perotti conquista un ottimo secondo posto nella categoria Gold e annuncia il passaggio al Castelfiorentino per la prossima stagione.

Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#Subbuteo #Fisct #SportRoma #CalcioTavolo

Pubblicato

a

Premiazione Subbuteo

Roma – Il mondo del subbuteo tradizionale ha vissuto una giornata di alto spessore tecnico nella cornice capitolina, dove domenica 5 luglio 2026 si è tenuta la quinta edizione del campionato italiano nazionale monomarca Zeugo HW base. L’evento, che ha richiamato appassionati e professionisti da ogni angolo della penisola, si è svolto all’interno dell’elegante struttura della Casa dell’Aviatore, situata in via dell’Università, a pochi passi dal quartiere Castro Pretorio e dalla storica area di San Lorenzo. La manifestazione è stata organizzata in stretta sinergia tra la Federazione italiana sportiva calcio tavolo (Fisct), il settore nazionale subbuteo di Opes Italia – ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni – e la lega nazionale subbuteo.

L’ascesa di Marco Perotti e la corsa verso il titolo

Il protagonista assoluto della giornata è stato il giocatore ternano Marco Perotti, giunto all’appuntamento con la chiara ambizione di replicare il successo ottenuto nell’edizione del 2025. Il cammino del rappresentante umbro non è iniziato in discesa: dopo aver superato la fase a gironi con un percorso fatto di due pareggi (0-0 contro il romano Scannavini e 1-1 contro Patrizio Lazzaretti) e una vittoria decisiva per 1-0 contro il pontino Gargano, Perotti ha guadagnato l’accesso al tabellone principale.

La qualità del suo gioco è emersa con forza nella fase a eliminazione diretta della categoria Gold. Perotti ha prima superato il connazionale Alessandro Arca, originario di Terni, con il minimo scarto di 1-0, per poi travolgere il romano De Maggi con un netto 3-0. La semifinale ha confermato lo stato di forma del giocatore umbro, che ha strappato il pass per l’atto conclusivo battendo il romano Bacigalupo per 1-0. Tuttavia, nella finalissima, la fortuna non ha sorriso al campione uscente: il titolo Gold è stato conquistato da Giuseppe Zaccardo, esperto giocatore proveniente da Empoli, capace di imporsi per 2-1 al termine di un confronto tattico estremamente equilibrato. Nonostante il mancato bis, il secondo posto ottenuto conferma il momento di eccellente condizione di Perotti sul panno verde, un risultato che rientra nel solco dei traguardi raggiunti negli ultimi anni.

I vincitori delle categorie e il mercato dei club

La giornata romana ha regalato verdetti chiari in tutte le fasce in cui era suddiviso il torneo. Mentre Giuseppe Zaccardo si è laureato campione nella categoria Gold, la prestigiosa categoria Platinum ha visto il trionfo del perugino Santanicchia, dimostrando ancora una volta la vitalità del movimento umbro in questa disciplina. Le altre fasce di competizione hanno premiato il talento del pontino Gargano, che ha dominato la categoria Silver, e del romano Mochi, vincitore nella categoria Bronze.

Al termine delle premiazioni, che hanno avuto luogo nel salone d’onore della sede romana, la notizia di mercato ha catalizzato l’attenzione degli addetti ai lavori. Marco Perotti, tesserato Fisct, ha ufficializzato il suo imminente cambio di casacca. Sabato 11 luglio, il campione ternano si recherà in Toscana per sottoscrivere l’accordo con il prestigioso club di Castelfiorentino, in provincia di Firenze. La firma segna l’inizio di una nuova avventura sportiva per la stagione 2026-2027, con l’obiettivo di competere ai massimi livelli nazionali sotto la guida della compagine fiorentina. Per la città di Terni si tratta di un addio che sposta l’asse di una delle figure più rappresentative del circuito verso il cuore della Toscana, a conferma di un movimento che continua a muovere talenti tra i vari capoluoghi italiani, mantenendo vivo l’interesse intorno al gioco del Subbuteo, che a Roma ha trovato per un giorno il centro pulsante della strategia e della precisione millimetrica. L’evento chiude con successo una stagione che ha visto la Capitale protagonista, confermando la Casa dell’Aviatore come una location di prestigio per le competizioni nazionali di settore.

Continua a Leggere

Sport

Annalisa Prato: È la quarta volta che vinco la Fausto Coppi

Il 28 giugno 2026 ha avuto luogo la Granfondo “La Fausto Coppi Generali”, Ciclismo su strada, 172 km; Dislivello (D+): 4.330 m; attraverso le Alpi, partendo da Cuneo.

L’evento proponeva anche la Mediofondo 111 km; Dislivello (D+): 2.510 m; e la Fauniera Classic 101 km; Dislivello (D+): 2.187 m.

Un’edizione internazionale con partecipanti da 33 nazioni: Francia, con il maggior numero di iscritti stranieri, Paesi Bassi, Germania, Belgio e Danimarca.

Pubblicato

a

Annalisa Prato

Redazione- Il 28 giugno 2026 ha avuto luogo la Granfondo “La Fausto Coppi Generali”, Ciclismo su strada, 172 km; Dislivello (D+): 4.330 m; attraverso le Alpi, partendo da Cuneo.

L’evento proponeva anche la Mediofondo 111 km; Dislivello (D+): 2.510 m; e la Fauniera Classic 101 km; Dislivello (D+): 2.187 m.

Un’edizione internazionale con partecipanti da 33 nazioni: Francia, con il maggior numero di iscritti stranieri, Paesi Bassi, Germania, Belgio e Danimarca.

L’edizione 2026 è stata caratterizzata dal gemellaggio con la Danimarca che ha partecipato con una delegazione di 23 ciclisti e rappresentata dall’ambasciatore Peter Taksøe-Jensen.

Tra i protagonisti anche l’ex professionista Fabio Aru, al via con il numero uno, e gli olimpionici delle Fiamme Gialle Davide Ghiotto, Andrea Giovannini, Michele Malfatti, Pietro Sighel e Chiara Betti. Presente inoltre Stefania Belmondo.

Tra le donne ha vinto Annalisa Prato (OM.CC.) in 6h22’33”, bissando la vittoria dell’anno scorso e precedendo Sarah Palfrader 6h49’53” e Axel Van Rossum (BEL) 7h09’50”.

Il vincitore assoluto è stato Federico Borella (OM.CC.) 5h38’05”, precedendo Giacomo Giordano 5h45’42” e Marco Arnaudo 5h53’29.

I vincitori della mediofondo sono stati Massimiliano Barbero Piantino 3h39’59” e Anna Ceoloni 4h11’14”, anche loro della OM.CC.

Numerosi anche gli appuntamenti collaterali: La Fausto de Tierra dedicata al gravel, la Run the Night, gli eventi per bambini, la Mangia&Pedala, il convegno “Sustainability and Green Transition”, e le iniziative dedicate alla salute, al turismo e alla mobilità sostenibile.

https://www.endu.net/it/events/fausto-coppi/

Di seguito approfondiamo l’esperienza di Annalisa Prato attraverso risposte ad alcune mie domande.

Complimenti per la vittoria alla Fausto Coppi, cosa significa per te?

Vincere la Fausto Coppi per me non significa vincere una semplice gara, significa vincere ‘La gara’, quella che tutti i cuneesi attendono impazientemente, quella per cui tantissime persone mi chiedono di essere preparati e allenati. Arrivare a braccia alzate nella mia Cuneo, davanti alla mia gente, percorrendo le mie strade, per me è un’emozione indescrivibile. è la quarta volta che vinco la Fausto Coppi, ma ogni volta è come se fosse la prima.

 

Una bellissima vittoria in casa da tante soddisfazioni e tantissime emozioni che compensa ogni fatica, ogni rinuncia ogni sacrificio per gli allenamenti duri e difficili.

Si aspetta un anno per correre una gara ritenuta importantissima e quando arriva il giorno si cerca di fare del proprio meglio e se si vince è una grande conferma del lavoro svolto fisico e mentale e vincerla 4 volte è una grandissima iniezione di autoefficacia e voglia di continuare a faticare spingendo sempre di più e cercando di andare oltre.

Annalisa ha vinto due volte la mediofondo Fausto Coppi, nel 2018 e 2019 e 2 volte la granfondo 2025 e 2026.

Nel 2018 Annalisa ha vinto la mediofondo della ‘Fausto Coppi” in 3h57’48” precedendo Elisa Parracone 4h03’31” e Monica Bonfanti 4h03’36”.

Nel 2019 Annalisa ha bissato la vittoria nella mediofondo della ‘Fausto Coppi” in 3h57’57”, precedendo Samantha Arnaudo 4h08’32” e Olga Cappiello 4h10’13”.

L’anno scorso, domenica 29 giugno 2025 Annalisa Prato ha vinto in 6h20’24” la 36^ edizione della Granfondo Internazionale “La Fausto Coppi Generali 172km”, precedendo Iride Bertone 6h50’06” e Mara Oprandi 6h53’52”. Il vincitore assoluto è stato Matteo Raimondi 5h37’56” precedendo il francese Stéphane Cognet 5h37’51” e il belga Frédéric Glorieux 5h47’28”.

Qual è stata la parte più difficile?

Il colle d’Esischie perché sono andata in crisi a causa della disidratazione.

 

Una granfondo è una lunghissima gara di bici su strada che prevede più ore di gara attraversando tratti molto sfidanti soprattutto quelli in salita dove bisogna essere allenati dal punto di vista fisico, mentale e nutrizionale ma l’esperienza e la preparazione adeguata aiuta a risolvere ogni criticità, ogni situazione avversa, là dove non arriva il fisico ci pensa la mente a risolvere ogni situazione e a focalizzarsi nell’obiettivo atteso da un anno.

Hai temuto qualche atleta?

Non conoscevo le mie avversarie, a parte la seconda classificata che è una mia atleta. Per il resto non sapevo chi temere, per questo ho cercato di tenere fin da subito la testa della corsa. Durante la gara poi non ho mai saputo i distacchi quindi ho continuato a spingere come se fossero subito dietro.

 

Ognuno fa la sua gara concentrandosi su se stesso ma non perdendo di vista eventuali avversari da controllare, Annalisa sa come impostare le gare per le esperienze di tante gare di granfondo, tante vinte e con le competenze di allenatrice di altri atleti che a volte competono con lei stessa trasmettendole la voglia di continuare a spingere fino alla fine cercando sempre di far bene, alla ricerca di una prestazione eccellente o di un podio.

Cosa dicono familiari e amici di questa vittoria?

Sicuramente sono contenti, sanno quanto tempo e quante energie io dedichi agli allenamenti e sanno il valore che questa gara ha per me, anche se i miei veri amici ci sono nel bene e nel male e che io vinca o perda so che non farebbe grossa differenza nel nostro rapporto.

 

Gareggiare in casa permette di attingere tanta forza da chi fa il tifo tra i familiari e gli amici presente realmente o virtualmente che capiscono gli impegni costanti in allenamento e sostengono l’atleta con parole e sguardi prima, durante e dopo la gara.

Prossimi obiettivi?

Parteciperò alla ‘Etape du tour’ il 19 luglio, una granfondo molto importante e dura in Francia.

 

Domenica 19 luglio 2026 avrà luogo l’Étape du Tour de France: 170 km, 5.400 m di dislivello e 4 salite leggendarie del Tour de France: Col de la Croix de Fer, del Col du Télégraphe, del Col du Galibier e del Col de Sarenne.

Un messaggio per avvicinare le persone alle Granfondo?

Le granfondo non sono solo competizione contro l’altro, ma sono l’occasione per superare sé stessi e i propri limiti. Sono altresì l’occasione di conoscere nuove persone con la medesima passione e di vedere nuovi posti e strade. Mettetevi alla prova e siate curiosi di scoprire il mondo! Il vostro corpo vi stupirà di ciò che è capace e il mondo ha infiniti posti da scoprire!

 

La granfondo è come un treno che porta in giro per paesi e nazioni alla ricerca di se stessi e degli altri per mettersi in gioco, sfidare se stessi e gli altri, fare esperienza, cercare di fare del proprio meglio approfondendo sempre più la conoscenza di se stessi.

Cosa c’è dietro una vittoria?

Dietro una vittoria ci sono passione, dedizione, costanza e perseveranza, prima di tutto. Oltre a questo, ci sono però moltissime persone, nel mio caso la mia famiglia che mi sostiene sempre, mio papà in particolare, e i miei amici e compagni di pedalate, con i quali la fatica si dimezza e la voglia di pedalare raddoppia.

 

Dietro la vittoria c’è tanta passione, impegno, motivazione e tanta condivisione con altri amici che permettono di faticare insieme assaporando la gioia dell’unione.

Come hai vissuto il pre-gara, la gara e il post gara?

Il pre-Coppi negli ultimi anni è sempre il solito: una pedalata tranquilla in compagnia del mio team, pranzo e merenda con il mio porta-fortuna yogurt con crema lotus e poi serata e cena con i miei amici Iride e Aldo. Quest’anno ho poi avuto anche la fortuna di assistere all’arrivo del campionato italiano uomini.

Durante la gara ho sofferto parecchio: mi sono disidratata e le gambe hanno ceduto, ma la mia testa per fortuna no, ho cercato di pensare all’Esischie un pezzetto per volta e ho cercato di rimanere sempre lucida e calma. Nel finale mi sono tornate le forze e mi sono potuta godere a pieno l’arrivo in Piazza Galimberti.

Il post gara è stato davvero speciale perché noi del team OMCC siamo riusciti a vincere sia sul percorso medio che sul lungo, sia in campo femminile che maschile, pertanto abbiamo festeggiato tutti assieme! Prima sono andata con mio papà a mangiare assieme pranzo e poi sono andata con il mio team a cena e abbiamo condiviso una bella serata tutti assieme. Sono una persona semplice e per me il regalo più bello è la possibilità di passare del tempo di qualità in compagnia delle persone a cui voglio bene.

 

Una gara è anche un bellissimo viaggio e una bellissima esperienza in compagnia senza troppo stress ma con tanta consapevolezza, focalizzazione e fiducia in sè. Importante accogliere ogni situazione anche avversa e capire come fare per risolverla, affrontarla, superarla con pazienza e fiducia, con la consapevolezza che tutto passa e tutto torna, passano le crisi e tornano le energie necessarie e indispensabili per spingere fino alla fine.

 

Alimentazione prima, durante, dopo questa gara?

Sono seguita dalla mia migliore amica nonché nutrizionista e mia collaboratrice professionale Samantha Arnaudo. Nel giorno pre-gara aumento la quota di carboidrati semplici, riduco quella di grassi e proteine e limito le fibre; questo mi fa arrivare al via leggera, ma con le scorte di glicogeno piene.

Durante la gara ho assunto circa 70 g/h di carboidrati grazie ai prodotti fornitimi da Cetilar e 2.5 L di acqua (6h22′ di gara). Ho avuto alcune difficoltà digestive a causa della disidratazione.

Dopo la gara l’alimentazione è libera: mangio ciò che mi va e mi piace, in particolare subito dopo la gara ho preso una bustina di recovery pro di Cetilar e delle ciliegie (che mi ha regalato Aldo). Dopo le premiazioni sono andata a mangiare con mio papà uno yogurt frozen gigante con tanta crema lotus (la mia preferita) e tutto quello che mi andava. A cena sono andata in pizzeria e anche in questo caso ho ordinato i piatti che più mi andavano, senza limitazioni né vincoli: bisogna saper mangiare, ma anche sapersi concedere dei momenti di ‘stacco’ è fondamentale per poter sostenere il piano alimentare a lungo termine. La mia nutrizionista in questo è sempre molto chiara e aperta: se mangi bene d’abitudine, non sarà di certo un pasto a compromettere tutto il resto.

 

L’allenamento nutrizionale è altrettanto importante quanto quello fisico e quello mentale, soprattutto in una granfondo considerata una gara di endurance per la durata di qualche ora.

Ti aspettavi di vincerla ancora?

Non me lo aspettavo, ma ci speravo, questo sì. Quando mi presento al via non mi aspetto mai di vincere, ma ci spero sempre.

 

Ci si presenta sempre in partenza con la consapevolezza di ciò che si vale, dei grandissimi e faticosi lavori fatti a casa e con la consapevolezza di vivere l’esperienza appieno e se si vince tanto meglio.

A chi la dedichi?

La dedica va a mia mamma che è venuta a vedere il mio arrivo nonostante sia momentaneamente in carrozzina a causa di un infortunio (in bici).

 

Una bella e resiliente dedica da una figlia vincitrice a una mamma al momento ai box per infortunio con la speranza di rialzarsi al più presto per continuare a pedalare.

Cosa diresti ad Annalisa di 10 anni fa?

Puoi arrivare molto oltre quello che immagini: credi in te stessa e credi nel processo, il lavoro paga sempre. Vorrei dirle di vivere tutto con più leggerezza e serenità perché troppe volte non è stato così, ma non ne vale la pena. La vita è una sola e va vissuta al 100% facendo ciò che amiamo e ciò che ci fa star bene senza preoccuparci troppo di cosa pensano gli altri di noi.

 

Se ci voltiamo indietro possiamo notare da dove siamo partiti e come siamo partiti, il grandissimo percorso fatto finora volendoci bene e apprezzando ciò che siamo riusciti a fare da soli e con l’aiuto di altri, nonostante tanti impedimenti e momenti critici.

Come ti vedi tra 10 anni?

Tra 10 anni mi vedo sempre nel mondo dello sport, ma sicuramente con una prospettiva differente: sarò da guida a chi vorrà seguire un percorso simile al mio e spero di poter diventare una guida importante per molte giovani che vogliono vivere lo sport agonistico con il massimo impegno, ma anche il massimo rispetto per sé stesse. Sarò più coach che ciclista, ma sicuramente lo sport farà sempre parte della mia vita!

 

Lo sport una grande palestra di vita sempre, sia da atleti, sia da coach, preparatori. È importante avere una progettualità, un piano B, obiettivi sfidanti ma non impossibili e crederci sempre.

https://ilsentieroalternativo.blogspot.com/2026/07/annalisa-prato-e-la-quarta-volta-che.html

Continua a Leggere

Articoli di Tendenza