Sport
Perché l’eliminazione di Cristiano Ronaldo dal Mondiale ha commosso gli afghani

Redazione- L’eliminazione del Portogallo dal Mondiale non è stata soltanto una delusione sportiva per i tifosi afghani. Per molti, ha rappresentato la fine di un’epoca vissuta insieme a Cristiano Ronaldo, un campione che per quasi vent’anni ha accompagnato i ricordi di intere generazioni.
Subito dopo la sconfitta del Portogallo contro la Spagna, le immagini di Ronaldo in lacrime hanno invaso i social media afghani. Migliaia di utenti hanno condiviso fotografie, video e messaggi pieni di emozione, descrivendo quel momento come “la fine di un’era”. Per molti giovani cresciuti seguendo le sfide tra Ronaldo e Lionel Messi, quel volto segnato dalla delusione ha rappresentato anche la conclusione di una parte della propria infanzia e adolescenza.
La popolarità di Ronaldo in Afghanistan va ben oltre i trofei conquistati. È considerato il simbolo del sacrificio, della disciplina e della determinazione. La sua storia personale e la sua capacità di raggiungere i massimi livelli del calcio mondiale grazie al lavoro costante lo hanno trasformato in un modello per milioni di giovani.
Secondo osservatori sportivi, in un Paese dove le opportunità di svago sono limitate, il calcio occupa un posto speciale nella vita quotidiana. Figure come Cristiano Ronaldo e Lionel Messi sono diventate molto più che semplici calciatori: rappresentano speranza, ispirazione e una fonte di emozioni condivise.
Per questo motivo, le lacrime di Ronaldo al termine della partita hanno suscitato una reazione così intensa tra gli afghani. Non hanno visto soltanto un campione sconfitto, ma il simbolo della fine di uno dei capitoli più memorabili della storia del calcio.
Politica
Caso Lazio, Sforzini (Rinascimento Nazionale) tuona contro Rocca: «La proprietà privata non si decide con l’applausometro, gravissimo rischio di aggiotaggio»
Il Caso Lazio si infiamma: Luca Sforzini demolisce le ingerenze di Rocca e avverte sul rischio “aggiotaggio” in Borsa! 🦅 💼 Non si placa la bufera sulle dichiarazioni del Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che aveva “invitato” Claudio Lotito a passare la mano e vendere la S.S. Lazio. A intervenire a gamba tesa è ora Luca Sforzini (Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale), con una lezione magistrale di diritto e libertà d’impresa. “La Lazio NON è una partecipata della Regione, la proprietà privata non si decide con l’applausometro!”, tuona Sforzini. Ma l’allarme più grave riguarda il mercato: essendo la Lazio una società quotata in Borsa, le parole di un governatore regionale possono influenzare gli investitori, innescando addirittura il rischio di “AGGIOTAGGIO”. Un durissimo invito a Rocca a occuparsi delle infrastrutture (come il Flaminio) e a non invadere il campo dei privati. Leggi il comunicato integrale e l’analisi politica nel nostro articolo! 👇 🏛️ Siete d’accordo con le parole di Sforzini? Scrivetelo nei commenti!
Redazione– Il calcio, a Roma, non è mai soltanto un gioco. Spesso si trasforma nell’arena perfetta in cui si consumano scontri politici, si misurano i poteri e si testano i confini delle istituzioni. Ma in queste ore, il dibattito incandescente sul futuro della S.S. Lazio ha superato ampiamente la linea del fallo laterale. Al centro della bufera ci sono le recentissime e pesanti dichiarazioni del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il quale è intervenuto a gamba tesa suggerendo a Claudio Lotito che la sua “stagione” alla guida del club biancoceleste sarebbe di fatto conclusa, invitandolo apertamente a valutare interlocutori interessati a subentrargli. Un’ingerenza pubblica in un affare privato che ha scatenato la reazione durissima e puntuale di Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale.
Lo scontro istituzionale: quando la politica invade il campo dell’impresa
In un comunicato denso di passione civile e rigore giuridico, Sforzini non fa sconti e riporta la discussione sui binari del diritto: «Con le ultime dichiarazioni di Francesco Rocca è stato superato un limite che riguarda assai meno il calcio di quanto possa sembrare. Il presidente della Regione non si limita più a criticare la “postura” di una società privata, ma arriva addirittura ad affermare che la stagione di Lotito sarebbe conclusa. No. Non funziona così. Non in una società occidentale».
Il presidente di Rinascimento Nazionale chiarisce subito di non voler entrare nelle dispute del tifo laziale o di voler assegnare pagelle sportive alla dirigenza, ma sottolinea l’urgenza di difendere un principio costituzionale sacro: il limite del potere pubblico. «Come Centro Studi esaminiamo dove finisce il potere pubblico e dove cominciano la libertà dell’individuo, dell’impresa e della proprietà. Su questo, il confine va tracciato con il righello».
Il diritto di proprietà: la Lazio non è una “partecipata” della Regione
Il cuore dell’intervento di Sforzini è una difesa a spada tratta della libertà d’impresa. La Lazio, ricorda, non è un ente di Stato. «La Lazio non è una partecipata della Regione, Lotito non è un amministratore nominato da Rocca e il presidente della Regione non è l’assemblea degli azionisti della S.S. Lazio. La proprietà privata non è sottoposta all’applausometro dei tifosi o della politica».
Le regole dell’economia di mercato sono chiare e inossidabili, spiega Sforzini: il proprietario vende solo se vuole, quando vuole e alle condizioni che ritiene di accettare, senza subire pressioni esterne. «Questo si chiama diritto di proprietà. Se domani comparirà un compratore e Lotito riterrà conveniente vendere, sarà il mercato a produrre il passaggio. Se non vorrà farlo, continuerà a esserne il proprietario finché ne avrà titolo. È sorprendente doverlo ricordare nel 2026».
L’allarme gravissimo: il mercato, la Borsa e il rischio di aggiotaggio
Ma c’è un aspetto ancora più delicato e potenzialmente esplosivo che Sforzini porta alla luce: la S.S. Lazio non è una società qualunque, ma è una S.p.A. quotata in Borsa. E in ambito finanziario, le dichiarazioni pubbliche pesano come macigni.
«Quando il presidente di una Regione interviene pubblicamente per sostenere che la stagione del proprietario è conclusa e per prospettare una cessione, le sue parole sono come pietre. Le parole di un’autorità istituzionale possono incidere sulle aspettative e sulle percezioni degli investitori, influenzando il mercato. C’è il rischio aggiotaggio». Un avvertimento durissimo, che rimarca come chi ricopre funzioni pubbliche dovrebbe osservare la massima cautela. Essere quotati significa rispondere alle autorità di vigilanza e agli azionisti, precisa Sforzini, e non significa certo «diventare una società a sovranità limitata sottoposta all’indirizzo del presidente della Regione».
L’appello a Rocca: “Pensi al Flaminio, non allo sconfinamento del potere”
La chiosa finale di Sforzini è un richiamo all’ordine istituzionale. Francesco Rocca ha tutto il diritto di essere un tifoso laziale appassionato e di sognare, nel suo privato, un altro presidente per la propria squadra del cuore. Ma la “disciplina istituzionale” impone di separare i desideri del tifoso dai poteri dell’Istituzione che rappresenta.
«Rocca lavori sul progetto dello stadio Flaminio, sulle infrastrutture e sui servizi della Regione. Non vada oltre: è uno sconfinamento del potere», tuona Sforzini in chiusura. «Ed è precisamente su questo terreno che Rinascimento Nazionale conduce una battaglia culturale che va ben oltre il caso Lazio: lo Stato deve essere forte nelle poche cose che gli competono, e ritirarsi da quelle che non gli competono. Regole chiare e controlli rigorosi, per poi lasciare spazio alla libertà d’impresa e al mercato. Contro ogni sconfinamento del potere, noi staremo sempre dalla parte della libertà».
Sport
Taranto incanta il mondo: al via i Giochi del Mediterraneo 2026. L’Italia domina subito nel nuoto con una pioggia di medaglie
L’Italia incanta il mondo a Taranto: partono i Giochi del Mediterraneo 2026 ed è subito PIOGGIA DI MEDAGLIE per i nostri nuotatori! 🥇 🏊♂️ Una cerimonia di apertura semplicemente spettacolare, definita dall’ex Capo del CONI Giovanni Malagò “la più bella di sempre”, ha dato ufficialmente il via alla XX edizione dei Giochi. Lo Stadio Iacovone si è illuminato con giochi di droni, l’inno di Mameli cantato da Simone Grande e artisti come Al Bano e Mietta. La Premier Giorgia Meloni e il Ministro Abodi hanno celebrato la rinascita del Sud e l’investimento record di 350 milioni di euro. E intanto, in vasca, l’Italia fa paura: è già dominio assoluto nel nuoto! Ori fantastici per Noemi Cesarano (1500 sl) e per i campioni dei 100 rana Benedetta Pilato e Gabriele Mancini. Leggi il medagliere completo degli azzurri e i retroscena della cerimonia nel nostro articolo dedicato! 👇 🇮🇹 Grandi ragazzi!
Taranto – C’è un’Italia che vince, che emoziona e che sa mostrare al mondo il suo volto più bello. E questo volto, oggi, ha i lineamenti e i colori meravigliosi del Sud. Con la solenne dichiarazione di apertura pronunciata venerdì sera dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha preso ufficialmente il via a Taranto la XX edizione dei Giochi del Mediterraneo. Una manifestazione che, fin dai primissimi istanti, si è trasformata in un inno alla rinascita, allo sport e alla cultura italiana, incoronando la città pugliese come capitale indiscussa del Mediterraneo.
Una cerimonia da sogno allo Stadio Iacovone: l’orgoglio del Sud
La cerimonia inaugurale andata in scena nel rinnovato e bellissimo Stadio “Erasmo Iacovone” ha lasciato tutti a bocca aperta. Uno spettacolo maestoso, trasmesso in diretta su Rai2, che ha saputo fondere sapientemente storia, tecnologia e tradizione. Dalle coreografie mozzafiato ai giochi di droni luminosi nel cielo, fino all’Inno di Mameli cantato con struggente emozione dal giovane talento Simone Grande, accompagnato dalle note solenni dell’Orchestra della Magna Grecia. A stregare il pubblico ci hanno pensato anche le meravigliose voci di artisti del calibro di Mietta, Al Bano e Serena Brancale.
Perfino Giovanni Malagò, ex numero uno del CONI e attuale Presidente della FIGC, ha promosso l’evento con lode assoluta: «Sono stato presente a tante cerimonie, ma devo dire che questa è stata di gran lunga la più bella di sempre. Ora la vera sfida sarà dare continuità di utilizzo a questi impianti polifunzionali». Un clima di festa internazionale che ha raggiunto anche il Vaticano, con Papa Francesco che ha ricevuto in dono, proprio in queste ore, una felpa della delegazione sportiva di San Marino partecipante ai Giochi.
L’impegno del Governo e le parole di Meloni e Abodi
Dietro questo successo clamoroso c’è stato un lavoro titanico. Il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha definito l’evento su X come «la realizzazione di un sogno, la consacrazione degli ultimi tre anni di lavoro e di investimenti».
Sulla stessa lunghezza d’onda la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che in un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno ha ribadito l’impatto storico dell’evento: «I Giochi del Mediterraneo rappresentano una straordinaria opportunità non solo per Taranto, ma per tutto il Sud e l’Italia intera. L’inizio non è stato facile, abbiamo ereditato una situazione bloccata, ma il Governo ha messo a disposizione 350 milioni di euro. In soli due anni e mezzo, con una corsa contro il tempo, i lavori sono stati portati a termine». Lo sport, ha concluso la Premier, è una potentissima leva di coesione sociale e un’opportunità di crescita duratura per i cittadini.
Il trionfo azzurro in vasca: l’Italia padrona del nuoto
Ma i Giochi di Taranto 2026 non sono solo uno spettacolo istituzionale: sono prima di tutto sudore, competizione e vittorie. E l’Italia non si è fatta certo attendere, inaugurando la manifestazione con un autentico dominio assoluto nel nuoto, facendo incetta di ori e argenti e infiammando il tifo di casa.
A scrivere la prima pagina di gloria ci ha pensato Noemi Cesarano, che ha conquistato un magnifico Oro nei 1500 stile libero donne battendo la temibile greca Vasilaki, con l’azzurra Azzurra Sbaragli a chiudere il podio con un preziosissimo Bronzo.
Nei 100 rana, l’Italia ha firmato una doppietta pazzesca. Nel femminile è la stella Benedetta Pilato a mettersi la medaglia d’Oro al collo, trascinando con sé all’Argento la compagna Lisa Angiolini. Copione identico e trionfale nel maschile, dove Gabriele Mancini conquista la medaglia d’Oro precedendo il connazionale Christian Mantegazza (Argento).
Una pioggia di medaglie che non si ferma
Il bottino azzurro si è poi gonfiato a dismisura in tutte le altre specialità: nei 400 stile libero femminile è arrivato un Argento con Bianca Nannucci e un Bronzo con Antonietta Cesarano, mentre nel maschile l’Argento è andato ad Alessandro Ragaini.
Splendidi Argenti anche nei 200 dorso (sia nel femminile con Federica Toma che nel maschile con Matteo Venini) e nei 50 farfalla, dove a salire sul secondo gradino del podio sono stati Viola Scotto Di Carlo (alle spalle della fuoriclasse greca Ntountounaki) e Lorenzo Gargani. Insomma, un inizio col botto: l’Italia c’è, Taranto risplende e i Giochi del Mediterraneo promettono di regalarci due settimane di emozioni indimenticabili.
Sport
Il grande ritorno a casa: Vincenzo Troiani alla guida del settore giovanile dell’Isweb Avezzano Rugby. Minirugby gratis per i bimbi!
Il grande ritorno a casa! Vincenzo Troiani riprende le redini del settore giovanile dell’Avezzano Rugby 🏉 💛🖤 Una notizia meravigliosa per lo sport marsicano: la storica società Isweb Avezzano Rugby (nata nel 1977) ha affidato la cattedra di Coordinatore Tecnico dell’intero settore giovanile al grandissimo Vincenzo Troiani! L’obiettivo condiviso con il Presidente Seritti è ambizioso: creare una “filiera” continua per crescere i campioni di domani, non solo sul campo, ma anche curando alimentazione, preparazione in palestra e mentalità professionale. “Riparto da dove avevo lasciato, per costruire un grande progetto partendo proprio dai giovani”, ha dichiarato Troiani. Ma la notizia più bella e importante per la nostra comunità riguarda i più piccoli: la società ha deciso che il minirugby (per i bambini dall’Under 6 all’Under 10) sarà totalmente GRATUITO! Un gesto di enorme valore sociale per permettere a tutti di fare sport, socializzare e divertirsi. Confermati anche tutti i nuovissimi staff tecnici di categoria, supportati anche dai giocatori della Prima Squadra (Carnino e Teodori). Il futuro è giallonero! Leggi tutti i dettagli nel nostro articolo! 👇 🏆
Avezzano – Nel rugby, come nella vita, non si smette mai veramente di far parte di una famiglia. Si può uscire temporaneamente dal campo, si possono prendere strade diverse, ma il richiamo della propria maglia e dei propri colori finisce sempre per farsi sentire. È la bellissima e romantica storia sportiva che si respira oggi in casa Isweb Avezzano Rugby (storica società sportiva marsicana fondata nel lontano 1977), che ha annunciato in via ufficiale il grande e attesissimo ritorno di Vincenzo Troiani. L’esperto professionista della palla ovale tornerà a indossare i colori gialloneri assumendo un ruolo cruciale, delicatissimo e di grandissima responsabilità: sarà il nuovo coordinatore tecnico dell’intero settore giovanile, prendendo per mano i ragazzi a partire dal minirugby fino alla complessa e competitiva categoria Under 18.
“Riparto da dove avevo lasciato”: il patto con il Presidente Seritti
Questa nomina non è un semplice “ritorno al passato”, ma una scelta strategica miratissima. Si inserisce infatti nella precisa e ambiziosa volontà del club marsicano di strutturare una filiera tecnica organica e moderna. «Riparto esattamente da dove avevo lasciato, cioè dalla costruzione di un grande progetto a lungo termine», ha spiegato un emozionato Troiani a margine dell’ufficializzazione.
«Quando il presidente Seritti mi ha ricontattato – ha proseguito il neo coordinatore – mi sono chiesto se il lavoro che potevo svolgere oggi sarebbe stato realmente utile a dare continuità a quel percorso entusiasmante iniziato anni fa con la prima squadra, e arrestatosi due stagioni fa. Le risposte sono state positive. Da qui nasce la mia esigenza professionale e umana di riprendere in mano quel progetto, ma questa volta partendo proprio dalla base, ovvero dalla preziosissima filiera del rugby giovanile».
Oltre il campo: alimentazione, palestra e mentalità da campioni
L’obiettivo sportivo della società è cristallino: dare un’assoluta continuità tecnica tra le diverse categorie di età. Non ci saranno più “compartimenti stagni”, ma un percorso fluido capace di sviluppare progressivamente le competenze necessarie per affrontare livelli agonistici sempre più alti e severi.
Il progetto guidato da Troiani, infatti, non riguarderà banalmente soltanto il lavoro tattico sul campo. Formerà gli uomini di domani prima ancora dei giocatori, curando minuziosamente la preparazione fisica in palestra, l’educazione all’alimentazione corretta e la formazione psicologica complessiva del giovane atleta. L’intento è far respirare ai ragazzi una vera “mentalità da professionista” fin dalla giovane età.
Il cuore di Avezzano: minirugby gratuito dall’Under 6 all’Under 10
In un’epoca in cui far praticare sport ai propri figli rappresenta spesso un salasso insostenibile per molte famiglie, l’Isweb Avezzano Rugby compie un gesto di straordinario valore sociale e inclusivo. La società ha deciso di dedicare un’attenzione particolare e totalmente gratuita al minirugby: per tutti i bambini dalla categoria Under 6 fino all’Under 10 l’attività sportiva sarà totalmente gratuita!
L’obiettivo dichiarato dal club è quello di proporre ai più piccoli un percorso sano e multidisciplinare, che favorisca lo sviluppo delle capacità motorie, utilizzando la palla ovale come mero strumento per insegnare il rispetto, la socializzazione e il puro divertimento.
Il ponte con la Prima Squadra: in campo Carnino e Teodori
A testimoniare la volontà di unire le forze dell’intero club, il progetto giovanile potrà contare su due “tutor” d’eccezione: Roberto Carnino e Davide Teodori. Si tratta di due talentuosi giocatori titolari della Prima Squadra, che scenderanno in campo per affiancare i ragazzi più grandi, curando la preparazione fisica delle categorie dall’Under 12 all’Under 18. Una presenza fondamentale per rafforzare il collegamento, anche emotivo, tra le giovani promesse e la Prima Squadra.
Tutti i nomi degli Staff Tecnici giovanili
Con il ritorno di Troiani, la società ha ovviamente confermato e rinnovato tutto l’eccellente quadro degli staff tecnici, pronti a sudare sul prato verde. Ecco la lista dei preparatori che accompagneranno i ragazzi in questa nuova ed entusiasmante stagione sportiva: per l’Under 8 ci saranno Degni, Gatti e Catini; per l’Under 10 Costantini e Pais; l’Under 12 sarà guidata da Martini e Maurizi; per l’Under 14 spazio a Terrenzio e Tagliolini; l’Under 16 è affidata a Farina e Ranalletta; infine, la delicata Under 18 vedrà in campo Pelino, Lisciani e Grant. Il futuro del rugby giallonero, oggi più che mai, è in ottime mani.
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