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Salute

Obiettivo Trauma 2026 a Caltanissetta, la simulazione avanzata al centro del congresso nazionale sul trauma maggiore

🩺 A Caltanissetta il congresso nazionale Obiettivo Trauma 2026 punta sulla simulazione avanzata come nuova frontiera nella gestione del trauma maggiore: cinque scenari ad alta fedeltà, debriefing strutturato e formazione multidisciplinare per migliorare la sicurezza del paziente. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

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Chirurghi

Caltanissetta La gestione del trauma maggiore entra in una nuova fase, dove la formazione non si limita più allo studio teorico o al semplice aggiornamento clinico, ma passa sempre più attraverso la simulazione avanzata come strumento concreto per anticipare l’emergenza, migliorare il lavoro di squadra e aumentare la sicurezza del paziente. È questa la direzione scelta dal V congresso nazionale Obiettivo Trauma, in programma il 18 e 19 settembre al Cefpas di Caltanissetta, che per l’edizione 2026 adotta un titolo già molto indicativo: “The Simulation Games: Clinical Governance e Performance del Trauma Team”.

Il congresso è presieduto da Giovanni Di Lorenzo, dirigente medico di Chirurgia generale e coordinatore dell’Unità operativa dipartimentale “coordinamento delle sale operatorie” dell’Asp 2 di Caltanissetta, con Giovanni Ciaccio, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia generale del presidio Sant’Elia, nel ruolo di presidente onorario. Il cuore dell’edizione di quest’anno è una vera svolta metodologica: cinque scenari di simulazione ad alta fedeltà pensati per riprodurre con il massimo realismo possibile le condizioni critiche del trauma maggiore.

Cinque scenari immersivi per mettere alla prova il trauma team

La novità principale del congresso sta proprio nei cinque scenari scelti come asse portante del programma 2026: trauma splenico da impatto, trauma toraco-addominale chiuso, ferita precordiale penetrante, hub & spoke a risorse limitate e trauma pelvico instabile. Non si tratta di semplici esercitazioni dimostrative, ma di esperienze immersive costruite per restituire ai partecipanti la complessità clinica, organizzativa e relazionale delle grandi emergenze traumatiche.

Ogni scenario obbliga i professionisti a confrontarsi con le stesse dinamiche che si verificano nella pratica reale: pazienti emodinamicamente instabili, tempi decisionali ridotti, pressione psicologica elevata, disponibilità limitata di risorse, necessità di coordinare più figure e di mantenere lucidità operativa anche in contesti estremi. In questo modo la simulazione diventa uno spazio di verifica concreta delle competenze, nel quale il trauma non viene solo discusso, ma vissuto dentro una cornice controllata e altamente formativa.

Il debriefing come momento chiave dell’apprendimento

Accanto alla simulazione, un ruolo decisivo sarà svolto dal debriefing strutturato, indicato da tempo dalle principali società scientifiche di medicina d’urgenza e di simulazione clinica come la fase più importante del percorso formativo. È nel debriefing, infatti, che l’esperienza vissuta viene rielaborata, analizzata e trasformata in competenza professionale.

Dopo ogni scenario, i partecipanti potranno tornare sulle decisioni prese, sui punti di forza emersi, sugli errori commessi o evitati, sulle criticità nella comunicazione e sulla gestione dello stress. È questo passaggio che consente di trasformare un’esercitazione in un vero apprendimento: la simulazione, da sola, riproduce il contesto; il debriefing ne estrae il significato formativo. In un ambito delicato come il trauma maggiore, dove ogni scelta può incidere in modo decisivo sull’esito clinico, questa capacità di riflettere insieme sull’azione assume un valore enorme.

Chirurghi, anestesisti, emergentisti e infermieri insieme

Il congresso punta esplicitamente a valorizzare il lavoro di squadra e la capacità di integrare competenze diverse attorno al paziente traumatico. Per questo il programma è costruito in modo da favorire il confronto tra chirurghi, anestesisti, medici dell’emergenza e infermieri, chiamati a discutere protocolli, confrontarsi su casi complessi e mettere alla prova strategie operative condivise.

L’idea di fondo è che la qualità della risposta al trauma non dipenda soltanto dalla bravura del singolo specialista, ma dalla performance complessiva del trauma team, dalla fluidità delle comunicazioni, dalla capacità di leggere il contesto, di distribuire responsabilità e di prendere decisioni rapide ma coordinate. In questo senso, il congresso si muove pienamente dentro una cultura della clinical governance, dove formazione, organizzazione e sicurezza del paziente vengono trattate come dimensioni inseparabili.

Una nuova frontiera per la formazione nell’emergenza

L’impostazione scelta da Obiettivo Trauma 2026 riflette un cambiamento ormai evidente nella medicina dell’emergenza. Di fronte a casi sempre più complessi, a contesti organizzativi differenziati e alla necessità di ridurre il rischio clinico, la formazione tradizionale non basta più da sola. Serve allenare i professionisti anche sul piano della decisione, della leadership, della comunicazione e dell’adattamento a contesti critici.

La simulazione avanzata risponde proprio a questa esigenza. Permette di anticipare l’emergenza, di prepararsi prima che il caso reale si presenti, di costruire memoria operativa collettiva e di migliorare il comportamento del team senza mettere a rischio i pazienti. È una frontiera già consolidata in molti sistemi internazionali e che oggi trova una piena applicazione anche in appuntamenti scientifici come quello di Caltanissetta.

Congresso accreditato Ecm, iscrizioni già aperte

Il V congresso nazionale Obiettivo Trauma, ospitato al Cefpas di Caltanissetta, è accreditato Ecm e la partecipazione alle due giornate consentirà l’acquisizione dei crediti formativi previsti dalla normativa vigente. Le iscrizioni sono già aperte attraverso il portale ufficiale dell’evento. Per informazioni è possibile contattare la segreteria organizzativa New Congress al numero 081 878 0564 oppure via mail all’indirizzo info@newcongress.it.

Con questa edizione, Obiettivo Trauma conferma dunque la volontà di spostare la formazione sanitaria verso modelli sempre più concreti, interdisciplinari e aderenti alla realtà. Non solo aggiornamento, ma preparazione profonda all’imprevisto. Perché nel trauma maggiore, spesso, la differenza la fa ciò che si è imparato prima che l’emergenza cominci.

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Salute

Roma, Policlinico Umberto I | inaugurata la nuova Terapia Intensiva ad Alto Biocontenimento

🚨 SANITÀ D’AVANGUARDIA A ROMA: INAUGURATA LA NUOVA TERAPIA INTENSIVA AL POLICLINICO UMBERTO I! Straordinario passo in avanti per la medicina pubblica laziale. Consegnato oggi alla cittadinanza un nuovo reparto ad Alto Biocontenimento presso la IV Clinica Chirurgica. Un investimento strutturale da 3,7 milioni di euro finanziato con i fondi del PNRR. 20 posti letto hi-tech, tra cui 8 camere singole con zone filtro per l’isolamento bidirezionale a pressione controllata. Il reparto è dotato di macchinari di ultima generazione per il supporto extracorporeo ECMO e telemetria multiparametrica h24. A gestire l’assistenza ci sarà un’équipe multidisciplinare stabile con 8 anestesisti e 50 infermieri, unendo innovazione e umanizzazione delle cure. Tutti i dettagli 👇#policlinicoumbertoi | #terapiaintensiva | #biocontenimento | #sanitàlazio | #pnrr | #fabriziodalba | #ecmo | #romaospedali | #pagineutili

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Nuova Terapia Intensiva ad Alto Biocontenimento

L’investimento di 3,7 milioni di euro finanziato attraverso le risorse del Pnr r e della Regione

Roma – Un imponente, accurato e quanto mai prezioso percorso di ammodernamento delle strutture ospedaliere metropolitane e valorizzazione delle reti di urgenza ed emergenza clinica della penisola, incentrato sulle riforme dei palinsesti della sanità pubblica e sulla necessità impellente di allestire reparti ad altissima tecnologia per fronteggiare le infezioni biologiche e tutelare la salute dei cittadini fragili dei corpi sociali, ha registrato lo sblocco di un cantiere fondamentale. All’interno degli spazi monumentali della Quarta Clinica Chirurgica del Policlinico Umberto I di Roma, afferente al Dipartimento di Emergenza-Accettazione, si è svolta la solenne cerimonia di inaugurazione del nuovo blocco di Terapia Intensiva ad Alto Biocontenimento. L’opera pubblica, dotata di venti posti letto complessivi, ha richiesto lo schieramento di un investimento economico pari a tre milioni e settecentomila euro, attingendo ai canali straordinari del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza in attuazione delle delibere della Regione Lazio per deliziare i pazienti.

Il direttore generale dell’azienda ospedaliera universitaria capitolina, Fabrizio d’Alba, ha illustrato gli obiettivi strategici del progetto spiegando che la struttura capitalizza l’esperienza scientifica maturata durante le emergenze epidemiche passate, ponendosi come il primo tassello di un ospedale moderno, sostenibile ed umano per i consumatori mobili.

Le otto camere singole per l’isolamento bidirezionale ed i percorsi di telemetria multiparametrica

I faldoni tecnici descrivono una architettura medica d’avanguardia progettata per azzerare il rischio di complicanze infettive correlate all’assistenza interna, avvalendosi di dispositivi pneumatici per il controllo costante della pressione atmosferica delle sale e di flussi di deambulazione rigidamente separati. Lo schieramento ricettivo mette a disposizione dei malati otto camere singole dotate di speciali zone filtro d’ingresso, una configurazione ingegneristica che consente l’attivazione di un isolamento bidirezionale, utile sia per proteggere le barriere immunologiche del degente dall’ambiente esterno sia per confinare gli agenti patogeni ad alta trasmissibilità respiratoria della provincia. Sul fronte tecnologico, la bacheca del reparto segnala lo spiegamento di apparecchiature computerizzate per il supporto vitale extracorporeo mediante sistemi Ecmo, la ventilazione meccanica dello shock cardiogeno, la dialisi continua e la purificazione epatica delle tossine.

Il monitoraggio clinico continuativo risulterà garantito h24 da una rete informatica di telemetria multiparametrica a circuito chiuso, collegata direttamente alle centrali visive dei medici per tracciare i parametri biologici degli utenti e segnalare repentine variazioni dei flussi ematici sul display delle postazioni.

L’équipe multidisciplinare coordinata da anestesisti presenti h24 ed il rispetto dell’umanizzazione

L’efficienza operativa del padiglione romano risulterà presidiata da uno schieramento organico di prim’ordine, potendo contare sulla presenza fissa di un team multidisciplinare composto da otto medici anestesisti operativi sui turni delle ventiquattro ore, affiancati stabilmente da cinquanta infermieri professionali, fisioterapisti della riabilitazione e psicologi clinici. I progettisti del Ministero e della scuderia sanitaria hanno dedicato una cura meticolosa ai criteri di umanizzazione delle cure, allestendo ambienti luminosi irradiati da fonti di luce naturale e concependo zone di transito protette per consentire l’accesso sicuro dei nuclei familiari anche all’interno dei percorsi di biocontenimento biologico della provincia. Questa cooperazione paritetica tra tecnologia assistenziale e benessere psicologico eleva l’indice di competitività della sanità laziale, offrendo risposte veloci alle riforme del welfare.

L’allestimento di una sala d’attesa dedicata e di un ufficio riservato ai colloqui intimi con i medici d’area garantisce la massima trasparenza etica, dimostrando come l’autorevolezza della medicina pubblica consenta di allestire presidi di eccellenza capaci di tutelare l’incolumità della popolazione nazionale in totale sicurezza contrattuale.

Il monitoraggio dei LEA nelle reti sanitarie regionali ed i collegamenti con i portali della Salute

L’attivazione di questi reparti ad alta specializzazione costituisce un pilastro strategico fondamentale per incrementare l’efficienza complessiva dei Livelli Essenziali di Assistenza in Italia, assicurando la protezione dei diritti civili fondamentali e consolidando le riforme della medicina intensiva dello Stato. Per esaminare i registri statistici sui ricoveri d’urgenza, verificare le mappe dei presidi ospedalieri d’Abruzzo e del Lazio o consultare i bollettini epidemiologici sulle patologie infettive della provincia, i cittadini e i professionisti del settore medico possono collegarsi direttamente alla piattaforma informatica del Ministero della Salute per esaminare i documenti e le comunicazioni istituzionali.

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Salute

Sanità nel Lazio, Francesco Rocca inaugura la terapia intensiva ad Alto Biocontenimento al Policlinico Umberto I

🚨 SANITÀ LAZIO: INAUGURATA LA NUOVA TERAPIA INTENSIVA AD ALTO BIOCONTENIMENTO ALL’UMBERTO I! Grande traguardo per la sanità della Capitale. Il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, insieme al Direttore Generale Fabrizio D’Alba e alla Rettrice di Sapienza Antonella Polimeni, taglia il nastro del nuovo reparto d’avanguardia al Policlinico Umberto I. Una struttura ingegneristica d’eccellenza con sistemi a pressione negativa e monitoraggio telematico in tempo reale, progettata per gestire in massima sicurezza le emergenze infettive e proteggere il personale e i pazienti. Tutti i dettagli 👇#policlinicoumbertoI | #francescorocca | #sanitàlazio | #terapiaintensiva | #fabriziodalba | #antonellapolimeni | #biocontenimento | #romaospedali | #pagineutili

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Relatori

Il taglio del nastro a Roma con il direttore Fabrizio D’Alba e la rettrice Antonella Polimeni

Roma – Un imponente, accurato e quanto mai felice percorso di potenziamento strutturale e valorizzazione dell’assistenza clinica della capitale, incentrato sulle riforme dei palinsesti della sanità pubblica e sulla necessità impellente di innalzare gli indici di sicurezza biologica all’interno dei grandi ospedali della penisola, si appresta a vivere una giornata storica. Presso i monumentali spazi del Policlinico Umberto I di Roma prenderà ufficialmente il via la piena operatività del nuovo e tecnologico reparto dedicato alla terapia intensiva ad alto biocontenimento. L’atteso appuntamento istituzionale, programmato nella mattinata di mercoledì quindici luglio a partire dalle ore dieci e trenta, vedrà lo schieramento delle massime autorità regionali e accademiche della città, richiamando l’attenzione dei professionisti del settore e dei medici della scuderia ospedaliera per deliziare i passeggeri della salute.

La cerimonia ufficiale di inaugurazione registrerà la presenza e l’intervento sul campo del Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, affiancato dal Direttore Generale del nosocomio Fabrizio D’Alba e dalla Rettrice dell’Università degli Studi Sapienza Antonella Polimeni, riuniti per illustrare gli investimenti finanziari stanziati per lo sviluppo strutturale.

La sicurezza biologica delle stanze d’isolamento per il monitoraggio delle patologie infettive

L’apertura della nuova area di degenza intensiva, situata all’interno del plesso di viale del Policlinico, rappresenta una risposta d’avanguardia ingegneristica per fronteggiare la gestione delle patologie infettive ad altissima diffusibilità, garantendo l’isolamento dei pazienti mediante sistemi di ventilazione a pressione negativa. I moduli logistici e le barriere di filtraggio dell’aria consentono di operare in totale sicurezza biochimica, impedendo la dispersione degli agenti patogeni e salvaguardando l’incolumità del personale medico, degli infermieri e della cittadinanza attiva all’interno dei reparti attigui della scuderia. La filosofia costruttiva applicata dai programmatori risponde ai più rigidi protocolli di contenimento europei, dotando ogni singola postazione di sofisticati monitor multiparametrici per il controllo telematico in tempo reale delle funzioni vitali dei consumatori.

La cooperazione tra i dipartimenti universitari di ricerca e la direzione strategica aziendale ha permesso di allestire un centro didattico d’eccellenza, dove gli specializzandi della facoltà di medicina potranno formarsi sul campo applicando le riforme della diagnostica predittiva.

Il piano straordinario per i Livelli Essenziali di Assistenza ed il benessere del personale medico

L’efficienza della nuova terapia intensiva ad alto biocontenimento costituisce un pilastro strategico fondamentale per incrementare l’indice di competitività della sanità laziale, elevando la qualità delle prestazioni erogate e riducendo il divario storico con i sistemi ospedalieri del Nord. La stabilità dei servizi di urgenza richiede un sostegno continuo alle dotazioni organiche dei reparti, e l’inaugurazione odierna si inserisce all’interno di un più ampio quadro di investimenti strutturali volti a stabilizzare la rete dei pronti soccorso e a valorizzare le competenze professionali interne. La disponibilità di tecnologie mediche avanzate permette di ottimizzare le tempistiche di intervento clinico in fase acuta, offrendo risposte veloci ed efficaci alle richieste di assistenza medica espresse dalle famiglie e dai nuclei familiari della provincia.

La sinergia tra la giunta regionale ed i manager della sanità pubblica consente di attivare programmi di sorveglianza epidemiologica avanzati, sfruttando le risorse informatiche per tracciare l’evoluzione delle malattie e garantire la sicurezza sanitaria dello Stato.

I calendari delle attività cliniche ospedaliere ed i collegamenti con i siti della Regione Lazio

La promozione di queste eccellenze scientifiche rappresenta un elemento di rilievo per elevare il prestigio della ricerca biomedica italiana, dimostrando la reattività delle strutture pubbliche dinanzi alle riforme della transizione digitale della nazione. I dettagli organizzativi sulle tabelle orarie dei servizi assistenziali, i testi integrali dei protocolli di biocontenimento e i link per consultare i decreti di finanziamento della sanità sono liberamente consultabili online visitando la piattaforma informatica ufficiale della Regione Lazio per verificare le comunicazioni istituzionali regionali e monitorare lo stato dei lavori pubblici.

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Salute

Il boom delle diagnosi metaboliche alla clinica Ini di Canistro: le richieste superano l’offerta per l’open day dedicato alla salute

🍎 Il successo dell’open day alla clinica Ini di Canistro conferma quanto sia crescente la richiesta di prevenzione metabolica nel nostro territorio. Dalle nuove diete personalizzate alla tecnologia Dexa, ecco come la struttura sta affrontando l’obesità.

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#Canistro #Salute #Nutrizione #Abruzzo

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open day nutrizione ini canistro grosso

Redazione-  Canistro, in provincia dell’Aquila, è diventato lo scorso fine settimana il centro di un importante presidio di medicina preventiva. La clinica Ini, situata lungo la strada che collega la Valle Roveto al cuore dell’Abruzzo, ha fatto registrare il tutto esaurito durante l’open day dedicato alla nutrizione e alla prevenzione metabolica. L’iniziativa ha richiamato decine di cittadini, determinati a monitorare il proprio stato di salute per contrastare i rischi legati al sovrappeso e all’obesità, patologie che negli ultimi anni hanno assunto i connotati di una vera emergenza sanitaria su scala nazionale.

Le trenta visite effettuate hanno rapidamente saturato l’agenda dell’Ambulatorio di Nutrizione della struttura, una realtà che opera in convenzione con il Servizio sanitario nazionale. Il centro di Canistro è parte integrante del Gruppo INI, un colosso della sanità privata che vanta una storia ultradecennale, con radici solide in Abruzzo, nel Lazio e in tutto il Centro-Sud Italia. Con un network composto da dieci strutture sanitarie, oltre 1.200 posti letto e una forza lavoro che sfiora i 2.000 dipendenti, il gruppo si conferma un punto di riferimento per il territorio montano rovetano e per le comunità limitrofe.

Un protocollo medico di alta precisione

La giornata di screening si è distinta per l’accuratezza diagnostica. Il dottor Alessandro Grosso, responsabile dell’ambulatorio, ha guidato un percorso multidisciplinare che ha permesso ai pazienti di accedere a una valutazione clinica a 360 gradi. Ogni partecipante è stato sottoposto a un’anamnesi alimentare rigorosa, affiancata da esami di laboratorio mirati. Un elemento di eccellenza è stato l’impiego della tecnologia Dexa total body, un esame strumentale avanzato che permette di analizzare la composizione corporea con estrema precisione, distinguendo tra massa grassa, massa magra e densità ossea.

Questi dati, incrociati con le valutazioni del peso e la storia clinica del soggetto, hanno permesso al dottor Grosso di delineare un piano terapeutico cucito su misura. L’attenzione verso il singolo individuo è stata il cardine delle sessioni ambulatoriali: “Le visite sono state estremamente approfondite”, ha spiegato il medico al termine della maratona diagnostica. “La durata di ogni consulto è stata strutturata per non lasciare nulla al caso, garantendo una valutazione accurata delle abitudini e delle criticità di ogni cittadino che si è rivolto alla nostra struttura”.

Dopo il successo, si prepara il secondo appuntamento

Il grande interesse dimostrato dalla popolazione ha generato una lista d’attesa significativa, con numerose richieste rimaste inevase a causa della capienza limitata del primo open day. Per rispondere a questa crescente domanda di salute, la direzione della clinica ha già annunciato l’organizzazione di una seconda giornata di screening dedicata alla nutrizione e alla prevenzione metabolica, le cui date saranno comunicate a breve attraverso i canali ufficiali della struttura.

L’obiettivo di queste iniziative resta quello di intercettare precocemente le insidie metaboliche. “Le patologie che minacciano chi vive una condizione di sovrappeso sono silenziose ma pericolose”, avverte il dottor Grosso. “Diabete, ipercolesterolemia, dislipidemia e insulino-resistenza sono condizioni su cui dobbiamo intervenire agendo energicamente sui corretti stili di vita”. A seguito delle visite, il medico ha prescritto regimi alimentari personalizzati, spaziando dalle diete Wlcd, ovvero “very low carb diet”, a percorsi basati sulla chetosi o, in molti casi, sul recupero della dieta mediterranea.

Il piano d’azione non si limita alla tavola. Il dottor Grosso ha ribadito con forza un concetto che spesso viene trascurato: la dieta, da sola, non è sufficiente. Il successo clinico passa imprescindibilmente attraverso un programma costante di attività fisica. La sinergia tra corretta alimentazione e movimento resta l’unica via percorribile per garantire la salute del metabolismo a lungo termine. La risposta positiva dei pazienti, metà dei quali ha già pianificato un controllo per il prossimo mese, testimonia quanto sia forte il bisogno di presidi sanitari radicati nel territorio, capaci di accompagnare i cittadini in un percorso verso il benessere fisico duraturo, lontano dalle mode e vicino alla scienza medica certificata.

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