Rimani in contatto con noi
#

Territorio

Avezzano ospita la presentazione del saggio Il Mediterraneo della Salute del presidente del gruppo Ini Cristopher Faroni

🚨 SANITÀ E FUTURO NELLA MARSICA! Grande successo ad Avezzano per la presentazione del libro “Il Mediterraneo della Salute” di Cristopher Faroni, presidente del Gruppo INI. In una sala consiliare gremita, con il sindaco Giovanni Di Pangrazio e i vertici della ASL, si è discusso di come rendere la sanità italiana e abruzzese un hub internazionale d’eccellenza, investendo in tecnologie per frenare la fuga dei cervelli. Le conclusioni della manager Jessica Veronica Faroni nel segno della storica clinica di Canistro. I dettagli 👇#avezzano #gruppoini #cristopherfaroni #jessicafaroni #sanitàabruzzo #inicanistro #giovannidipangrazio #marsica #libri2026 #pagineutili

Pubblicato

a

ini faroni il mediterraneo della salute

Il convegno istituzionale nella sala consiliare del comune con il sindaco Giovanni Di Pangrazio e i vertici della Asl

Avezzano – Un ambizioso, lungimirante e strategico modello di sviluppo sanitario volto a integrare l’efficienza delle strutture pubbliche con gli investimenti privati, allo scopo di trasformare la penisola in un polo d’eccellenza medica internazionale, è stato discusso approfonditamente nel cuore del comprensorio fucense. La gremita sala consiliare del Comune di Avezzano ha fatto da prestigioso sfondo alla presentazione ufficiale del volume intitolato Il Mediterraneo della Salute, scritto dal presidente e amministratore delegato del gruppo sanitario Ini Cristopher Faroni. L’opera muove da una rigorosa analisi statistica per dimostrare come il sistema assistenziale italiano, pur figurando stabilmente ai vertici delle classifiche mondiali per qualità delle cure e dotazioni tecnologiche, necessiti di una nuova visione manageriale per intercettare i flussi economici del turismo medico estero e frenare la fuga dei cervelli.
L’appuntamento culturale ha richiamato ad Avezzano un parterre di relatori di altissimo profilo istituzionale, aperto dall’indirizzo di saluto del sindaco Giovanni Di Pangrazio, il quale ha accolto gli ospiti nella massima assise cittadina. Il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha voluto far pervenire un messaggio formale per sottolineare lo spessore e la straordinaria attualità dei temi trattati nel saggio, rivolgendo il proprio plauso agli organizzatori della manifestazione per aver promosso un momento di confronto così denso di spunti per la programmazione dei corpi intermedi regionali.

Il turismo medico delle assicurazioni estere e l’allarme per la fuga dei medici e degli infermieri

Al tavolo dei relatori, coordinato con grande attenzione scientifica, sono intervenuti il consigliere regionale Massimo Verrecchia, il direttore sanitario della Asl di Avezzano Sulmona L’Aquila Carmine Viola, il presidente del Consiglio comunale Domenico Di Berardino e il vicesindaco Fabrizio Ridolfi. Al fianco dell’autore Cristopher Faroni hanno preso la parola la coautrice del libro Jessica Veronica Faroni, manager sanitaria del gruppo Ini, e il professor Carlo Gaudio, stimato primario di Cardiologia presso l’Università la Sapienza di Roma. Tra il pubblico in sala si è registrata la presenza dell’assessore al Bilancio Mario Quaglieri e dei sindaci di Canistro Gianmaria Vitale, di Tagliacozzo Vincenzo Giovagnorio e di Luco dei Marsi Giorgio Giovannone.
Nel suo intervento, Cristopher Faroni ha rimarcato che l’Italia possiede uno dei sistemi sanitari migliori al mondo, ma arranca nell’attrazione dei capitali stranieri. Secondo il manager, che guida una realtà attiva da settanta anni con dieci strutture e duemila dipendenti, il settore ha bisogno di investimenti ingenti per rinnovare i macchinari diagnostici e per valorizzare le professioni infermieristiche e mediche, evitando che i giovani talenti scelgano di trasferirsi stabilmente negli ospedali del nord Europa. Il saggio dedica un focus al turismo sanitario, un comparto in cui il privato eroga il quaranta per cento delle prestazioni globali e che potrebbe essere intercettato facendo leva sugli accordi con le grandi compagnie assicurative internazionali.

La sfida manageriale di Galileo Delfo Faroni e la programmazione della bacheca del giornale

Il sindaco Giovanni Di Pangrazio ha evidenziato come la gestione manageriale della sanità faccia una differenza tangibile in termini di efficienza, auspicando una forte sinergia a tutela dei reparti di emergenza e urgenza delle aree interne abruzzesi, dove le cliniche private convenzionate colmano le carenze di organico dello Stato. Le conclusioni del convegno sono state affidate a Jessica Veronica Faroni, la quale ha ricordato con emozione la sfida vinta nel millenovecento ottantotto dal padre Galileo Delfo Faroni con la fondazione della clinica di Canistro, confermando l’impegno del gruppo a investire ancora nella Marsica.
La redazione del giornale continuerà a monitorare le riforme della sanità e i successivi dibattiti sull’integrazione tra pubblico e privato in Abruzzo, offrendo un servizio informativo utile, puntuale e neutrale per tutti i lettori attenti ai temi della salute, della scuola, del lavoro e dello sviluppo economico dei territori montani in Italia.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Territorio

Subiaco – Monastero di Santa Scolastica, dove nacque il primo libro stampato in Italia

Pubblicato

a

Santa Scolastica Subiaco

Subiaco-  C’è chi sale a Subiaco solo per il Sacro Speco, la grotta scavata nella roccia che la tradizione lega agli anni da eremita di San Benedetto.
Pochi chilometri più a valle, però, un altro edificio merita la sosta e viene spesso liquidato con una scrollata di spalle: il Monastero di Santa Scolastica.
Qui, nel 1465, due chierici tedeschi misero in funzione il primo torchio tipografico della penisola. Il risultato è che il più antico libro a stampa d’Italia porta, in un certo senso, il profumo di questa valle dell’Aniene, a un’ora scarsa da Roma.Prima dei monaci c’era l’imperatore. Nerone aveva fatto costruire quassù una villa e una serie di laghi artificiali sbarrando il fiume, i celebri Simbruina stagna.
Su quelle rovine, intorno al VI secolo, il giovane Benedetto da Norcia si ritirò in solitudine e fondò una rete di comunità monastiche.Di quei dodici cenobi, Santa Scolastica è l’unico sopravvissuto senza interruzioni, tanto che un’iscrizione all’ingresso ricorda proprio questo primato.
L’intitolazione alla sorella gemella del santo arrivò più tardi: in origine il complesso era dedicato a San Silvestro. Come ricostruisce il sito ufficiale dei Benedettini di Subiaco, la comunità ha attraversato saccheggi, terremoti e rifacimenti restando sempre abitata.Il campanile romanico, con i suoi cinque ordini di bifore, è la parte più antica ancora in piedi e risale alla metà dell’XI secolo.
È il primo segnale che il luogo non si lascia riassumere in una sola epoca: ci si entra credendo di trovare un monastero medievale e si esce con la testa piena di secoli diversi.Il cuore architettonico è la sequenza dei tre chiostri, che si attraversano uno dopo l’altro come capitoli di uno stesso racconto.
Il più recente è il chiostro rinascimentale, sobrio e luminoso, con arcate regolari che smorzano la severità monastica. Si prosegue nel chiostro gotico, dalle linee slanciate e ogivali, prima di arrivare al pezzo forte.Il chiostro cosmatesco, del XIII secolo, è il più prezioso. Lo firmarono Jacopo e il figlio Cosma, maestri marmorari romani della celebre famiglia dei Cosmati, specialisti in quei mosaici geometrici fatti di tessere colorate e dischi di porfido che sembrano tappeti pietrificati.
Un’iscrizione intarsiata nel marmo cita ancora gli artefici, dettaglio raro per l’epoca e piccola vanità d’autore che fa sorridere.Veniamo all’episodio che rende Santa Scolastica un indirizzo da pellegrinaggio per bibliofili e storici del libro. Nel 1465 due tipografi provenienti dalla Germania, Conrad Sweynheym e Arnold Pannartz, allievi della bottega di Gutenberg, arrivarono nel monastero e vi installarono il primo torchio a caratteri mobili funzionante in Italia.
Da quelle casse di legno uscì il De oratore di Cicerone e, con data certa dell’ottobre 1465, le De Divinis Istitutionibus di Lattanzio: il primo libro a stampa italiano di cui si conosca il giorno di pubblicazione. Entrambi sono visibili nell’Esposizione Permanente della Biblioteca.
Un terzo volume fu il De Civitate Dei di Sant’Agostino, stampato nel giugno del 1467, subito prima del trasferimento di Pannartz e e Sweynheym a Roma.I due artigiani restarono poco: dopo un paio d’anni trasferirono l’officina a Roma, dove il mercato dei lettori era più ricco.
Resta però il fatto storico: la tipografia italiana nacque in questo angolo di montagna, non in una capitale. Un paradosso che dice molto su quanto i monasteri fossero, allora, i veri laboratori del sapere.Coerente con questa vocazione, la biblioteca statale del Monastero di Santa Scolastica conserva un patrimonio di manoscritti, pergamene e incunaboli che la rende un riferimento per gli studiosi.
Scorrere il catalogo significa ripercorrere la trasmissione della cultura occidentale attraverso l’amanuense prima e il carattere mobile poi.
Sopra uno degli archi d’ingresso campeggia l’invito che riassume l’intera filosofia benedettina, l’ora et labora: prega e lavora, due gesti che qui hanno prodotto bellezza tangibile per quindici secoli.Merita una parola anche la chiesa abbaziale. Il suo aspetto attuale, neoclassico e sorprendentemente luminoso, si deve all’architetto bergamasco Giacomo Quarenghi, che la ridisegnò alla fine del Settecento prima di partire per la Russia e diventare l’architetto prediletto di Caterina II.
Trovare la sua mano in una valle dell’Aniene è uno di quei cortocircuiti che rendono la visita memorabile.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Territorio

La Calabria e Tropea finiscono sulla nuova moneta da 5 euro

Pubblicato

a

moneta

Redazione-  Nasce una nuova moneta da 5 euro che porta la Calabria nella serie “Cultura Enogastronomica Italiana – Sapori d’Italia”. Ad andare sul conio sono due prodotti simbolo della regione: il vino Cirò e la Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP. L’emissione, spiega la nota ufficiale, vuole celebrare il patrimonio enogastronomico nazionale come espressione di storia, cultura e tradizioni trasmesse nel tempo. Il collezionismo numismatico diventa così uno strumento per raccontare i territori e le identità locali attraverso immagini e simboli. Sul dritto della moneta c’è uno scorcio del lago Cecita, immerso nel verde dell’altopiano della Sila. Il paesaggio è “sorvegliato” dai Bronzi di Riace, mentre un capitello ionico richiama la Magna Grecia, la stagione in cui le colonie greche lasciarono un’impronta profonda nel Meridione. Il rovescio è dedicato ai sapori e ai saperi calabresi. In primo piano una bottiglia di Cirò, decorata con un pinax locrese raffigurante Dioniso, accanto a una cesta intrecciata secondo la tradizione della Sila greca e colma di grappoli d’uva. Completano la scena una treccia di peperoncini e una di cipolle rosse di Tropea. Il riferimento all’IGP lega il prodotto a un’area precisa e a un disciplinare di produzione, facendo dell’origine territoriale un tratto distintivo. La moneta, intitolata “Cirò e Cipolle di Tropea – Calabria”, è stata emessa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e realizzata dalla Zecca dello Stato. Il progetto è firmato dall’incisora Marta Bonifacio.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Territorio

In Toscana il borgo piu’ colorato, un quadro a cielo aperto

Pubblicato

a

Borgo colorato

Redazione-  La Toscana, con il suo paesaggio estremamente vario, che cambia chilometro dopo chilometro, porta chi la visita a fondo dentro a un gigantesco caleidoscopio. Le sfumature di questa regione sembrano non smettere mai di cambiare davanti ai nostri occhi. In provincia di Pisa, però, un piccolo borgo ha voluto spingersi oltre. Anziché limitarsi a essere incorniciato da tutti quei colori, Ghizzano ha deciso di metterseli addosso. Tutto è iniziato nel 2019, da un progetto di riqualificazione che ha visto tre artisti trasformare il piccolo paese in un piccolo mondo a parte. Grazie a vie dalle case colorate, sculture e opere d’arte contemporanea, Alicja Kwade, David Tremlett e Patrick Tuttofuoco hanno reso Ghizzano il borgo più colorato d’Italia. Un’iniziativa che comunque non ha messo in secondo piano il fascino storico del borgo, ma lo ha risaltato ulteriormente.

Via di Mezzo è una strada lunga e stretta che divide il piccolo centro di Ghizzano. Ai lati della via ci sono due file di piccole case allineate, che nel 2019 sono diventate la tavolozza dell’artista inglese David Tremlett. Le loro pareti sono state ridipinte con colori che spaziano tra verde, ocra, rosso e marrone, con l’intento di riprendere i colori tipici del paesaggio circostante. Inoltre, in prossimità delle porte e delle finestre compaiono decorazioni geometriche colorate con le stesse tonalità vivaci. Un omaggio alla terra e alla natura circostante il cui impatto visivo risulta ancora più forte grazie al contrasto con le antiche case di mattoni che riempiono il resto del paese.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza