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Avezzano ospita la presentazione del saggio Il Mediterraneo della Salute del presidente del gruppo Ini Cristopher Faroni

🚨 SANITÀ E FUTURO NELLA MARSICA! Grande successo ad Avezzano per la presentazione del libro “Il Mediterraneo della Salute” di Cristopher Faroni, presidente del Gruppo INI. In una sala consiliare gremita, con il sindaco Giovanni Di Pangrazio e i vertici della ASL, si è discusso di come rendere la sanità italiana e abruzzese un hub internazionale d’eccellenza, investendo in tecnologie per frenare la fuga dei cervelli. Le conclusioni della manager Jessica Veronica Faroni nel segno della storica clinica di Canistro. I dettagli 👇#avezzano #gruppoini #cristopherfaroni #jessicafaroni #sanitàabruzzo #inicanistro #giovannidipangrazio #marsica #libri2026 #pagineutili

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ini faroni il mediterraneo della salute

Il convegno istituzionale nella sala consiliare del comune con il sindaco Giovanni Di Pangrazio e i vertici della Asl

Avezzano – Un ambizioso, lungimirante e strategico modello di sviluppo sanitario volto a integrare l’efficienza delle strutture pubbliche con gli investimenti privati, allo scopo di trasformare la penisola in un polo d’eccellenza medica internazionale, è stato discusso approfonditamente nel cuore del comprensorio fucense. La gremita sala consiliare del Comune di Avezzano ha fatto da prestigioso sfondo alla presentazione ufficiale del volume intitolato Il Mediterraneo della Salute, scritto dal presidente e amministratore delegato del gruppo sanitario Ini Cristopher Faroni. L’opera muove da una rigorosa analisi statistica per dimostrare come il sistema assistenziale italiano, pur figurando stabilmente ai vertici delle classifiche mondiali per qualità delle cure e dotazioni tecnologiche, necessiti di una nuova visione manageriale per intercettare i flussi economici del turismo medico estero e frenare la fuga dei cervelli.
L’appuntamento culturale ha richiamato ad Avezzano un parterre di relatori di altissimo profilo istituzionale, aperto dall’indirizzo di saluto del sindaco Giovanni Di Pangrazio, il quale ha accolto gli ospiti nella massima assise cittadina. Il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha voluto far pervenire un messaggio formale per sottolineare lo spessore e la straordinaria attualità dei temi trattati nel saggio, rivolgendo il proprio plauso agli organizzatori della manifestazione per aver promosso un momento di confronto così denso di spunti per la programmazione dei corpi intermedi regionali.

Il turismo medico delle assicurazioni estere e l’allarme per la fuga dei medici e degli infermieri

Al tavolo dei relatori, coordinato con grande attenzione scientifica, sono intervenuti il consigliere regionale Massimo Verrecchia, il direttore sanitario della Asl di Avezzano Sulmona L’Aquila Carmine Viola, il presidente del Consiglio comunale Domenico Di Berardino e il vicesindaco Fabrizio Ridolfi. Al fianco dell’autore Cristopher Faroni hanno preso la parola la coautrice del libro Jessica Veronica Faroni, manager sanitaria del gruppo Ini, e il professor Carlo Gaudio, stimato primario di Cardiologia presso l’Università la Sapienza di Roma. Tra il pubblico in sala si è registrata la presenza dell’assessore al Bilancio Mario Quaglieri e dei sindaci di Canistro Gianmaria Vitale, di Tagliacozzo Vincenzo Giovagnorio e di Luco dei Marsi Giorgio Giovannone.
Nel suo intervento, Cristopher Faroni ha rimarcato che l’Italia possiede uno dei sistemi sanitari migliori al mondo, ma arranca nell’attrazione dei capitali stranieri. Secondo il manager, che guida una realtà attiva da settanta anni con dieci strutture e duemila dipendenti, il settore ha bisogno di investimenti ingenti per rinnovare i macchinari diagnostici e per valorizzare le professioni infermieristiche e mediche, evitando che i giovani talenti scelgano di trasferirsi stabilmente negli ospedali del nord Europa. Il saggio dedica un focus al turismo sanitario, un comparto in cui il privato eroga il quaranta per cento delle prestazioni globali e che potrebbe essere intercettato facendo leva sugli accordi con le grandi compagnie assicurative internazionali.

La sfida manageriale di Galileo Delfo Faroni e la programmazione della bacheca del giornale

Il sindaco Giovanni Di Pangrazio ha evidenziato come la gestione manageriale della sanità faccia una differenza tangibile in termini di efficienza, auspicando una forte sinergia a tutela dei reparti di emergenza e urgenza delle aree interne abruzzesi, dove le cliniche private convenzionate colmano le carenze di organico dello Stato. Le conclusioni del convegno sono state affidate a Jessica Veronica Faroni, la quale ha ricordato con emozione la sfida vinta nel millenovecento ottantotto dal padre Galileo Delfo Faroni con la fondazione della clinica di Canistro, confermando l’impegno del gruppo a investire ancora nella Marsica.
La redazione del giornale continuerà a monitorare le riforme della sanità e i successivi dibattiti sull’integrazione tra pubblico e privato in Abruzzo, offrendo un servizio informativo utile, puntuale e neutrale per tutti i lettori attenti ai temi della salute, della scuola, del lavoro e dello sviluppo economico dei territori montani in Italia.

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Lo zafferano dei Piani di Navelli: una storia antica fatta di terra, fatica e tradizione

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zafferano

Piani di Navelli- Dalle origini medievali alla raccolta autunnale dei delicati fiori viola, il cosiddetto “oro rosso d’Abruzzo” racconta la storia di un territorio che ha saputo trasformare una coltura preziosa in un simbolo della propria identità.

Nel cuore dell’Abruzzo, tra i paesaggi dell’altopiano di Navelli e i borghi della provincia dell’Aquila, cresce una delle eccellenze agricole più conosciute della regione: lo zafferano. Una spezia preziosa, apprezzata per il suo colore intenso, il profumo inconfondibile e il sapore caratteristico, ma soprattutto per il lavoro paziente e meticoloso che si nasconde dietro ogni piccolo fiore.

Lo zafferano dei Piani di Navelli non è soltanto un prodotto gastronomico. È il risultato di secoli di esperienza contadina, di gesti tramandati nelle famiglie e di un rapporto profondo tra l’uomo e una terra che, anno dopo anno, continua a offrire una fioritura tanto breve quanto straordinaria.

La storia dello zafferano abruzzese affonda le proprie radici nel Medioevo. La tradizione collega la diffusione della coltura nell’area aquilana al monaco domenicano Santucci, originario della zona di Navelli, che nel XVI secolo avrebbe contribuito a introdurre o rilanciare la pianta in Abruzzo dopo averla conosciuta durante i suoi viaggi fuori regione.

La coltivazione trovò condizioni favorevoli nell’altopiano: terreni adatti, clima caratterizzato da inverni freddi, estati asciutte e forti escursioni termiche. Nel tempo, la produzione si consolidò e lo zafferano divenne una risorsa economica importante per diverse comunità locali.

La spezia acquisì valore anche grazie alla sua versatilità: utilizzata in cucina, nella colorazione e in preparazioni tradizionali, era una merce pregiata, facilmente conservabile dopo l’essiccazione e capace di raggiungere mercati lontani.

La fama dello zafferano aquilano si è così legata a Navelli, diventato nel tempo uno dei luoghi simbolo di questa coltivazione.La fase più suggestiva della produzione si svolge tra ottobre e novembre, quando i campi si riempiono di fiori viola. La raccolta avviene tradizionalmente nelle prime ore del mattino, prima che i fiori si aprano completamente e siano esposti al sole e agli agenti atmosferici.
I raccoglitori si chinano tra i filari e staccano delicatamente i fiori uno a uno, riponendoli in cesti e contenitori. È un lavoro che richiede pazienza, precisione e velocità: la fioritura è concentrata in un periodo breve e ogni giornata può essere decisiva per la qualità del raccolto.
La raccolta manuale è uno dei tratti più caratteristici di questa tradizione agricola. Non si tratta di un lavoro meccanico, ma di un gesto che richiede esperienza e attenzione, tramandate da generazioni di coltivatori.Una volta raccolti, i fiori vengono portati nei locali di lavorazione, dove avviene la cosiddetta sfioratura, una delle operazioni più delicate dell’intero processo.
Ogni fiore viene aperto manualmente per estrarre i tre stimmi rossi, la parte della pianta dalla quale si ricava la spezia. I filamenti devono essere separati con cura dalle altre parti del fiore, evitando di danneggiarli o di contaminarli.
È proprio qui che si comprende perché lo zafferano sia considerato uno dei prodotti agricoli più preziosi al mondo. Per ottenere un chilogrammo di zafferano essiccato occorrono indicativamente circa 200.000 fiori e centinaia di ore di lavoro, a seconda delle condizioni di coltivazione e delle tecniche impiegate.La sfioratura è anche un momento di socialità: per molto tempo le famiglie si sono riunite attorno ai tavoli per lavorare insieme, spesso fino a sera, raccontando storie e condividendo le fatiche della giornata. Un patrimonio immateriale fatto di gesti semplici, ma fondamentali per conservare la qualità del prodotto.Dopo la sfioratura, gli stimmi freschi devono essere essiccati con attenzione. È una fase decisiva perché consente di ridurre l’umidità e di sviluppare le caratteristiche aromatiche, il colore e il sapore che rendono lo zafferano così ricercato.
L’essiccazione viene effettuata secondo metodi tradizionali e procedure controllate, con tempi e temperature adeguati a preservare le qualità della spezia. Un’essiccazione insufficiente può compromettere la conservazione; una troppo intensa può danneggiare gli aromi.
Al termine del processo, gli stimmi diventano filamenti sottili, fragili e di un rosso intenso. Conservati correttamente, al riparo da luce, umidità e calore, mantengono a lungo le proprie caratteristiche.
Lo zafferano viene commercializzato soprattutto in fili, una forma che permette di riconoscere meglio il prodotto e di apprezzarne le caratteristiche. In cucina, generalmente, gli stimmi vengono lasciati in infusione in un liquido tiepido prima di essere aggiunti alla preparazione.La qualità dello zafferano dei Piani di Navelli dipende anche dalle caratteristiche ambientali dell’altopiano. I terreni permeabili, il clima e l’esperienza dei coltivatori contribuiscono a creare condizioni favorevoli alla coltura, che soffre i ristagni d’acqua.
La pianta nasce da un bulbo, più precisamente un cormo, che viene messo a dimora nel terreno. Nel corso del suo ciclo vegetativo produce foglie, fiori e nuovi cormi, che potranno essere utilizzati per le coltivazioni successive. La gestione del terreno, la scelta dei bulbi e il rispetto dei tempi agricoli sono elementi essenziali per ottenere un raccolto di qualità.
La coltivazione richiede quindi conoscenze specifiche e una cura costante, ben lontane dall’idea di una produzione semplice o immediata. Dietro ogni confezione ci sono mesi di lavoro e una stagione autunnale in cui tutto si concentra in pochi giorni.

Nel 2005 lo Zafferano dell’Aquila ha ottenuto la Denominazione di Origine Protetta (DOP), un riconoscimento importante per la tutela del prodotto e del suo legame con il territorio.

La zona di produzione comprende diversi comuni dell’Aquilano, tra cui Navelli, Barisciano, Caporciano, Fagnano Alto, Fontecchio, L’Aquila, Molina Aterno, Poggio Picenze, Prata d’Ansidonia, San Demetrio ne’ Vestini, San Pio delle Camere, Tione degli Abruzzi e Villa Sant’Angelo. La denominazione protegge una tradizione agricola riconoscibile per ambiente, metodi di coltivazione e lavorazione.

La DOP rappresenta anche uno strumento per valorizzare il lavoro dei produttori, contrastare le imitazioni e offrire ai consumatori maggiori garanzie sull’origine del prodotto.Lo zafferano non è soltanto una spezia da utilizzare in cucina. Per i borghi dell’altopiano rappresenta un’opportunità di promozione turistica, di valorizzazione delle produzioni locali e di trasmissione delle conoscenze agricole.
Le iniziative dedicate alla raccolta, le visite alle aziende, gli incontri gastronomici e le manifestazioni autunnali permettono di avvicinare visitatori e appassionati a un mondo fatto di manualità e rispetto dei ritmi naturali.
Sostenere questa coltura significa anche contribuire alla vitalità delle aree interne, dove mantenere vive le attività agricole tradizionali può aiutare a difendere il paesaggio, l’identità culturale e le economie locali.Quando si parla dello zafferano dei Piani di Navelli, il suo valore non si misura soltanto in grammi o nel prezzo di vendita. Si misura nelle mani che raccolgono i fiori all’alba, nella delicatezza della sfioratura, nell’attenzione dedicata all’essiccazione e nella memoria di una tradizione che ha attraversato i secoli.
Il cosiddetto oro rosso d’Abruzzo è il simbolo di un’agricoltura che richiede pazienza, competenza e dedizione. Ogni filamento racchiude una parte del paesaggio aquilano e della storia delle sue comunità.
Preservare lo zafferano di Navelli significa custodire un’eccellenza gastronomica, ma anche difendere un patrimonio di cultura, lavoro e identità abruzzese.

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Summit nazionale dei Gal all’Aquila, Mario Di Lorenzo: «Fondi Ue 2028-2034 alle porte, riscriviamo le strategie per le aree interne»

All’Aquila il Forum Leader 2026: i Gal di tutta Italia a confronto sulla nuova programmazione dei fondi Ue 2028-2034. Mario Di Lorenzo: «Pronti a riscrivere le strategie per le aree interne» 👇

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Locandina evento L'Aquila

L’Aquila – Il rilancio socio-economico delle aree interne montane, la lotta contro lo spopolamento dei borghi appenninici e la gestione strategica delle risorse comunitarie tornano al centro del dibattito nazionale. Mercoledì 28 e giovedì 29 ottobre 2026, le prestigiose sale di Palazzo Spaventa all’Aquila ospiteranno l’edizione annuale del «Forum Leader 2026», il summit istituzionale che riunirà nel capoluogo regionale abruzzese — dopo la precedente tappa del 2025 svoltasi in provincia di Palermo — decine di Gruppi di Azione Locale (GAL), amministratori, ricercatori, esperti di europrogettazione e rappresentanti del tessuto produttivo provenienti da tutta Italia. Un evento cruciale per il destino del nostro territorio, chiamato a delineare le future traiettorie dello sviluppo rurale e della coesione territoriale.

A scandire l’urgenza e la rilevanza politica dell’appuntamento aquilano è stato Mario Di Lorenzo, direttore del GAL Gran Sasso Velino, che ha lanciato un messaggio chiaro alla classe dirigente: «A brevissimo sarà indispensabile riscrivere da cima a fondo le strategie di sviluppo locale in vista della programmazione dei fondi comunitari 2028-2034. È una scadenza che sembra lontana ma che in realtà è già alle porte: dobbiamo farci trovare compatti e preparati per costruire un percorso autorevole, capace di tutelare e valorizzare le peculiarità delle nostre comunità».

La svolta di Bruxelles sui fondi 2028-2034: il dialogo diretto con lo Stato

L’incontro dell’Aquila cade in una congiuntura temporale determinante. In questi mesi, infatti, a Bruxelles sono entrati nel vivo i negoziati preliminari tra la Commissione Europea e gli Stati membri per definire l’architettura finanziaria e regolamentare del settennato post-2027. Un passaggio che introduce una novità strutturale di portata storica per i territori: l’Unione Europea ha infatti stabilito che per il ciclo 2028-2034 il canale di confronto e concertazione avverrà direttamente con i governi centrali dei singoli Stati membri, superando il modello delle interlocuzioni frammentate a livello regionale.

«Questa modifica nei criteri di governance impone ai GAL di fare rete e presentarsi con una visione unitaria», ha chiarito Di Lorenzo. «Il tavolo tecnico di Palazzo Spaventa rappresenterà il primo grande momento di sintesi per comprendere in che modo verranno ripartite le risorse del programma LEADER (Liaison Entre Actions de Développement de l’Économie Rurale) e come orientare i nuovi strumenti di sviluppo economico e fondi strutturali affinché rispondano alle sfide dell’innovazione digitale, della transizione ecologica e del ricambio generazionale nell’agricoltura e nell’artigianato tipico».

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
ECONOMIA & FONDI EUROPEI

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Il manuale strategico per comprendere l’europrogettazione, accedere ai finanziamenti comunitari e gestire con successo le risorse per la crescita dei territori.

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Il parterre istituzionale a Palazzo Spaventa: Governo, Regione e Comuni montani

L’autorevolezza della due giorni aquilana è confermata dalla presenza dei massimi rappresentanti istituzionali del settore agroalimentare e delle politiche di coesione. Ai lavori interverranno il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) Luigi D’Eramo, il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, il Vicepresidente della Giunta regionale con delega all’Agricoltura Emanuele Imprudente, il Sindaco dell’Aquila e Presidente di ANCI Abruzzo Pierluigi Biondi, e il Presidente nazionale dell’UNCEM (Unione Nazionale Comuni, Comunità ed Enti Montani) Marco Bussone, affiancati dai delegati dei Ministeri competenti e dai vertici operativi dei GAL di ogni regione italiana.

Un parterre di altissimo profilo che evidenzia come il capoluogo abruzzese si confermi laboratorio privilegiato a livello nazionale per l’elaborazione di politiche pubbliche avanzate rivolte alle terre alte, dimostrando che la montagna non deve essere considerata un’area di marginalità assistita, ma un ecosistema produttivo vivace in grado di generare valore, turismo sostenibile e presidio ecologico.

I cinque laboratori operativi: la montagna, il patrimonio fondiario e il Fondo Unico

Il cuore operativo della manifestazione sarà scandito da cinque tavoli laboratoriali tematici, ciascuno promosso da un GAL capofila e sostenuto dalla partecipazione attiva di almeno altri otto GAL provenienti da tre differenti regioni, a garanzia di una feconda contaminazione interregionale. I temi sul tavolo toccheranno i nodi nevralgici del futuro rurale: «Verso un’associazione nazionale dei GAL» (proposto dal GAL Metropoli Est di Palermo per unificare la rappresentanza istituzionale); «Il ruolo dei GAL nella governance delle aree montane» (promosso dal GAL Etruria Meridionale del Lazio, che vede il GAL Gran Sasso Velino assoluto protagonista in virtù della propria specifica vocazione appenninica); «Affrontare l’Abbandono: il metodo LEADER per rimettere in moto il patrimonio fondiario» (a cura del GAL Castelli Romani e Monti Prenestini); «L’attuazione del LEADER 2028-2034 nella prospettiva del Fondo Unico» (guidato dal GAL Alto Bellunese); e infine il laboratorio «Effetto Leader» (co-promosso dal GAL piemontese Escartons e Valli Valdesi e dal GAL abruzzese Costa dei Trabocchi).

Dall’Aquila parte così una sfida ambiziosa per l’intero Paese: dimostrare alle istituzioni nazionali e comunitarie che investire nei Gruppi di Azione Locale significa dotare i territori di una sentinella insostituibile, capace di intercettare bandi complessi, sostenere i giovani imprenditori e trasformare i fondi europei in cantieri aperti di futuro e speranza per le nostre montagne.

A cura della Redazione Economia e Territorio di Cavaliere News

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Adsu L’Aquila, nasce il tavolo permanente con gli studenti: residenze, borse di studio e mobilità al centro del confronto con Schiavone e Suriani

L’Adsu L’Aquila avvia un tavolo permanente con le associazioni studentesche dopo il meeting nazionale Andisu: borse di studio, alloggi Pnrr, navette e bici elettriche con la presidente Schiavone e il direttore Suriani 👇

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Adsu_interventi

L’Aquila – Aprire le porte dell’ente, mettersi in ascolto costante delle istanze provenienti dai banchi delle facoltà e costruire insieme una piattaforma di priorità strategiche per garantire il benessere materiale, sociale e psicologico dei giovani lungo tutto l’arco della carriera universitaria. È un cambio di passo decisivo e partecipato quello varato dall’Adsu dell’Aquila, l’Azienda per il Diritto agli Studi Universitari del capoluogo regionale abruzzese, che si prepara a istituire un tavolo permanente di concertazione con le rappresentanze e le associazioni studentesche. Una decisione maturata al termine di un partecipatissimo e vivace dibattito sviluppatosi nell’ambito del meeting nazionale promosso dall’Andisu (Associazione Nazionale degli Organismi per il Diritto allo Studio Universitario), che ha fatto convergere nella città capoluogo oltre 150 delegati provenienti dagli atenei di tutta la penisola per riflettere sul futuro del territorio e della formazione accademica.

Il confronto, proseguito fino a tarda sera alla presenza dei massimi vertici nazionali e regionali delle istituzioni e dell’università, ha consentito agli studenti di illustrare con puntualità i traguardi raggiunti ma soprattutto le criticità da superare con urgenza: dal nodo vitale degli alloggi e del caro-affitti alla tempestività nell’erogazione delle borse di studio, fino al potenziamento dei trasporti e degli spazi ricreativi, confermando quanto sia cruciale investire nei servizi per il diritto allo studio per attrarre e trattenere le migliori intelligenze del Paese.

Le parole di Marica Schiavone e Michele Suriani: «Ascolto vero e tutela del benessere»

A tracciare le linee guida del nuovo corso è stata la presidente dell’Adsu L’Aquila, Marica Schiavone, che ha sottolineato la volontà dell’Azienda di operare in totale trasparenza e sinergia con la comunità studentesca: «È stato un momento di confronto autentico e costruttivo, nel quale ci siamo messi a completa disposizione ascoltando le richieste vive dei tanti ragazzi intervenuti. La missione primaria dell’Adsu è senza dubbio quella di garantire le prestazioni essenziali, dalla copertura totale delle borse di studio all’accoglienza nelle residenze universitarie; tuttavia, negli ultimi anni abbiamo premuto con forza l’acceleratore anche su progetti volti a stimolare la socialità, aprendo nuovi spazi di aggregazione culturale e mettendo in campo ogni risorsa per rendere l’esperienza universitaria aquilana sempre più ricca, inclusiva e a misura di studente».

Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore dell’Adsu, Michele Suriani, che ha rimarcato la vicinanza quotidiana e diretta della dirigenza alle necessità concrete dei ragazzi: «Siamo a disposizione ventiquattr’ore su ventiquattro. Gli studenti sanno di poter contare sui nostri recapiti personali e quando hanno un’urgenza o un problema sanno di trovare un interlocutore pronto a intervenire. Dalla mobilità urbana agli alloggi, le richieste avanzate sono legittime e comprensibili: l’Azienda fa e continuerà a fare tutto il possibile per venire incontro a chi l’università la vive ogni giorno. Questo tavolo permanente rappresenterà la sede ideale per portare con rinnovata forza le istanze studentesche all’attenzione di tutti gli enti istituzionali competenti».

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Il vertice nazionale Andisu e il parterre istituzionale verso Capitale della Cultura 2026

L’assemblea annuale di Andisu, intitolata suggestivamente «L’Aquila, città della cultura e della conoscenza 2026», ha visto la partecipazione del neo eletto presidente nazionale Simone Foglio e del segretario generale Gabriele Verza, focalizzandosi sul ruolo trainante della ricerca e della formazione nella costruzione delle competenze del futuro. Di assoluto rilievo la presenza dei delegati del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), a partire da Manuela Manenti, commissario straordinario di Governo per la realizzazione dei nuovi alloggi e residenze universitarie previsti dalle risorse del PNRR, e da Alessio Pontillo, dirigente dell’Ufficio Studenti e Diritto allo Studio del Ministero, che ha portato il saluto ufficiale e il plauso del ministro Anna Maria Bernini.

Il tavolo ha registrato una coralità istituzionale senza precedenti per l’Abruzzo: vi hanno preso parte il vicepresidente della Giunta regionale Emanuele Imprudente, l’assessore regionale al Bilancio Mario Quaglieri, l’assessore comunale Ersilia Lancia, il rettore dell’Università dell’Aquila Fabio Graziosi, il direttore generale dell’ateneo Pietro Di Benedetto e il direttore generale dell’ARPA Abruzzo Maurizio Dionisio. Accanto a loro, il mondo economico e produttivo è stato rappresentato da Francesca Assumma (presidente del Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo), Antonella Ballone (presidente della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia), Ezio Rainaldi (presidente di ANCE L’Aquila) e Pierluigi Frezza (presidente di Confindustria L’Aquila – Abruzzo Interno), tutti concordi nel considerare la popolazione studentesca come il più prezioso volano di rilancio e innovazione per l’intero comprensorio montano.

Mobilità green, sale prove e welfare: i servizi concreti messi in campo

Nel corso dell’incontro è stato fatto anche un dettagliato bilancio delle misure concrete già attivate dall’Adsu dell’Aquila per abbattere i costi della vita universitaria e incentivare stili di vita sostenibili. Tra i fiori all’occhiello spicca il progetto di mobilità ecologica con una flotta di 60 biciclette elettriche a pedalata assistita fornite gratuitamente agli studenti, affiancate da un servizio dedicato di bus navetta che collega costantemente i poli didattici con le mense e i complessi residenziali.

Ampio spazio è stato riservato anche al tempo libero e alla crescita personale: è imminente l’inaugurazione di una moderna sala prove musicali gratuita destinata ai gruppi universitari, a cui si aggiungono convenzioni a tariffe agevolate con le strutture sportive cittadine, un corso di formazione teatrale completamente gratuito e rassegne culturali di respiro poliedrico come il Multiverso Canada, ricco di concerti ed eventi dal vivo, e il suggestivo Cammino dello studente tra le vette appenniniche. Progetti tangibili che dimostrano come L’Aquila, verso l’orizzonte di Capitale Italiana della Cultura 2026, si candidi a essere un modello nazionale di accoglienza e inclusione accademica.

A cura della Redazione Attualità e Territorio di Cavaliere News

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