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Salute

L’impronta del cuore: il ruolo degli animali nello sviluppo emotivo del bambino. il legame che forma | Intervista ad Adelia Lucattini, ordinario della Societa’ Psicoanalitica Italiana

Lucattini: “Il legame con l’animale è una prima palestra dell’anima e della relazione: nell’incontro con un essere vivente diverso da sé, il bambino impara a riconoscere l’altro, ad ascoltarne i bisogni, a rispettarne i tempi e a prendersene cura. È un’esperienza affettiva profonda, che educa all’empatia e prepara, nella vita adulta, a relazioni fondate sull’ascolto, sulla responsabilità e sull’accoglienza autentica dell’altro”.
Intervista di Marialuisa Roscino

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Bambina con cane

Redazione-  In un’epoca segnata da una crescente digitalizzazione delle relazioni, il contatto autentico con un animale offre al bambino un’esperienza concreta, sensoriale ed emotiva, sempre più preziosa. La relazione interspecifica, cioè l’incontro con un essere vivente di un’altra specie, permette al bambino di confrontarsi con un’alterità reale: un essere vivente che comunica attraverso il corpo, lo sguardo, il movimento, il tono, il silenzio,

L’animale non è un compagno di gioco, ma può essere una presenza affettiva significativa, capace di favorire nel bambino esperienze profonde di rispecchiamento, fiducia e sicurezza interiore. Nel rapporto con l’animale, infatti, il bambino sperimenta una forma di legame meno mediata dal linguaggio e dal giudizio, in cui può riconoscere le proprie emozioni e, al tempo stesso, imparare a cogliere i bisogni di un altro essere vivente.

Ma in che modo, questo apprendimento si rifletterà, in particolare, a lungo termine, sulla qualità delle relazioni umane che il bambino stringerà in età adulta? Per approfondire questi aspetti centrali nel percorso di crescita e di sviluppo emotivo dei bambini ne parliamo oggi con la Dott.ssa Adelia Lucattini, Membro Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association.

Dott.ssa Lucattini, a che età la presenza di un animale in casa è considerata  preziosa per la crescita dei bambini? Quali sono in particolare, gli aspetti psicologici più significativi che questa relazione stimola?

La presenza di un animale domestico può essere preziosa fin dai primi anni di vita, purché sempre mediata dagli adulti. Nei bambini piccoli è soprattutto un’esperienza sensoriale e affettiva, poiché imparano a osservare, toccare con delicatezza, riconoscerne i segnali e rispettarne i limiti.

Dai 5-6 anni in poi, può diventare anche un’esperienza di cura più consapevole, ad esempio, occuparsi di dare da mangiare, rispettare gli orari, partecipare alle piccole responsabilità quotidiane. Da un punto di vista psicologico, l’animale rappresenta un “altro” diverso da sé, interagisce con vitalità con dei bisogni ma senza essere giudicante, con cui il bambino si può identificare e che aiuta a sviluppare empatia, capacità di attesa, senso del limite e responsabilità.

È una relazione che educa all’ascolto profondo degli altri, il bambino comprende che amare non significa possedere, ma prendersi cura, rispettare e riconoscere l’altro nella sua unicità (European Journal of Pediatrics, 2023).

Quali sono i principali benefici psicologici che osserva nei suoi piccoli pazienti, in termini di valenza terapeutica ed emotiva?

Nel rapporto con l’animale il bambino non incontra solo una presenza affettiva, ma un corpo vivo, il calore del pelo, il ritmo del respiro, il movimento, l’odore, lo sguardo, la risposta immediata al gesto. Questa esperienza sensoriale concreta nutre la vita emotiva e anche quella intellettiva, perché il bambino impara a conoscere attraverso il corpo prima ancora che attraverso le parole.

L’animale favorisce un passaggio fondamentale: dal sentire al pensare. Il bambino osserva, interpreta, attende, si domanda che cosa l’altro provi o desideri. In questo modo sviluppa empatia, capacità simbolica, attenzione all’altro e una prima forma di responsabilità affettiva.

La sua presenza aiuta il bambino a esprimere affetti profondi quali tenerezza, paura, gelosia, rabbia, bisogno di protezione, in una relazione più semplice, diretta  e meno minacciosa di quella umana poiché non si aspettano rimproveri o punizioni. Inoltre, stimola empatia, capacità di cura, rispetto del limite e riconoscimento degli altri come soggetti distinto da sé, il passaggio dal proprio animaletto a familiari e amichetti, è brevissimo.

In molti bambini, inoltre, rafforza l’autostima, fa sentire in grado di accudire qualcuno e non dipendere soltanto, sostiene la consapevolezza delle proprie qualità, la capacità di prendersi cura di qualcuno, sviluppa l’autonomia e il senso di responsabilità (European Child & Adolescent Psychiatry, 2025).

Dott.ssa Lucattini, ogni animale può  offrire un contributo diverso?

Sì, ogni animale offre al bambino un’esperienza relazionale diversa, perché diversa è la sua modalità di presenza, di contatto e di risposta. Non esiste un animale “migliore” in assoluto, ovviamente, conta l’età del bambino, il suo temperamento, la storia familiare e la possibilità degli adulti di occuparsene.

Il cane è l’animale più studiato, è molto responsivo, cerca lo sguardo, il contatto, il gioco, la vicinanza.

Il gatto propone una relazione diversa, meno immediata, più rispettosa della distanza. Insegna l’attesa, la delicatezza, il rispetto dei tempi. Con il gatto il bambino impara che l’affetto non si impone ma va conquistato e rispettato.

Il cavallo coinvolge fortemente il corpo. La sua grandezza, il calore, il movimento e il ritmo del passo offrono un’esperienza sensoriale profonda. Aiuta il bambino a lavorare sulla fiducia, sul controllo, sulla postura, sul limite e sulla capacità di affidarsi senza dominare imparando le regole con un maestro.

Porcellini d’India, conigli e criceti, favoriscono una relazione più minuta e delicata. Poiché sono piccoli e fragili, insegnano al bambino l’attenzione, il gesto misurato, delicatezza. Aiutano a sviluppare empatia e responsabilità, ma richiedono un particolare supervisione da pate dei genitori.

I pesci offrono una relazione più osservativa in quanto non c’è il contatto fisico ma c’è il ritmo visivo, il movimento in acqua. Possono avere un effetto calmante e aiutare il bambino a fermarsi, osservare, aspettare quello che succede.

Le tartarughe essendo meno espressive secondo i nostri codici affettivi, insegnano che l’altro non deve somigliarci per essere rispettato. La tartaruga, con la sua lentezza e il suo bisogno di spazio, educa al limite, alla pazienza e al rispetto di una diversità radicale che saranno molti utili nella vita, nelle amicizie e a scuola.

Ognuno di essi apre sentimenti differenti, il cane alla reciprocità affettiva, il gatto al rispetto della distanza, il cavallo alla fiducia corporea, i piccoli mammiferi alla cura delicata, i pesci alla contemplazione, i rettili al riconoscimento e accettazione della diversità. Con l’aiuto degli adulti, la relazione con gli animali aiuta il bambino a trasformare l’esperienza sensoriale ed emotiva in pensiero (Anthrozoös, 2013).

Come può questo insegnamento riflettersi, a lungo termine, sulla qualità delle relazioni umane che il bambino stringerà da adulto?

 

Nel tempo, questa esperienza può diventare una matrice relazionale profonda: il bambino interiorizza che l’altro ha una vita propria, bisogni, tempi e confini che non coincidono necessariamente con i suoi. È un apprendimento affettivo decisivo, perché sposta la relazione dal possesso al riconoscimento, dal controllo all’ascolto, dall’impulso alla cura.

Questa esperienza favorisce la capacità di empatia e di mentalizzazione ovvero il bambino si abitua a domandarsi che cosa provi l’altro, che cosa desidera o di che cosa abbia paura. Sono competenze fondamentali che, da adulti, potranno dare vita a legami intensi, maturi, fondati sull’ascolto, sulla fiducia e sull’accoglienza autentica dell’altro. Sono una vera e propria prevenzione del narcisismo egoistico, dell’autoreferenzialità e dell’aggressività più violenta (Frontiers in Ethology, 2026).

C’è in particolare qualche aspetto di cui i genitori dovrebbero tenere conto?

I genitori dovrebbero anzitutto ricordare che un animale non è un regalo, né un oggetto affettivo da mettere a disposizione del bambino, ma un essere vivente con bisogni, tempi, limiti e una propria sensibilità. La scelta deve essere degli adulti e deve essere compatibile con la vita reale della famiglia.

Il bambino può imparare moltissimo da questa relazione: amore, cura, responsabilità, rispetto degli orari, attenzione al corpo dell’altro, capacità di attendere e di non imporre sempre il proprio desiderio. Attraverso piccoli compiti quotidiani (preparare il cibo, cambiare l’acqua, pulire lo spazio dell’animale, rispettare le sue routine) il bambino apprende procedure, continuità e affidabilità. Sono competenze preziose non solo in famiglia, ma anche a scuola, nel lavoro futuro, nelle amicizie e, un giorno, nella costruzione della propria famiglia.

Ma tutto questo accade solo se i genitori danno l’esempio, se nutrono, accudiscono, educano e rispettano l’animale, il bambino interiorizza quel modello. La responsabilità, quando è accompagnata dall’affetto, non viene vissuta come peso, ma come partecipazione a un legame.

Da un punto di vista psicologico, l’animale aiuta il bambino a uscire dall’autoreferenzialità, gli insegna che l’altro esiste anche fuori dal suo bisogno immediato. È un’esperienza semplice ma profondissima, perché educa alla responsabilità affettiva. Un bambino che impara a rispettare un animale, a non invaderlo, a proteggerlo e a comprenderne i segnali sarà più preparato a costruire rapporti umani più empatici, rispettosi e maturi.

Quali consigli si sente di dare ai genitori?

-Sapere che prendersi cura di un animale deve essere una decisione consapevole e familiare, non un impulso, né un semplice regalo per il bambino che poi venga abbandonato perché troppo impegnativo;

-I genitori restano i primi responsabili. Il bambino può aiutare, ma non può farsi carico da solo del benessere dell’animale;

-Coinvolgere i figli in piccoli compiti quotidiani, cibo, acqua, pulizia, passeggiata, aiuta a sviluppare sicurezza, responsabilità e senso del dovere mitigato dall’affetto;

-Insegnare il rispetto dell’animale. Non disturbarlo quando dorme, non forzare il contatto, riconoscere i suoi segnali, non aggradirlo fisicamente;

-Considerare l’età e il temperamento del bambino. Ogni fase evolutiva permette un diverso grado di partecipazione, vicinanza fisica e psicologica, e di responsabilità;

-Ricordare che ogni animale ha caratteristiche proprie. Cane, gatto, cavallo, piccoli mammiferi, pesci o tartarughe offrono esperienze relazionali diverse;

-Dare l’esempio con cura, affetto e coerenza. I bambini imparano dai genitori che amare significa proteggere, rispettare e assumersi responsabilità. Questa esperienza può favorire l’empatia, l’intelligenza emotiva e le relazioni umane altruistiche, aiutare ad essere migliori.

Lucattini

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Salute

Il mistero del legame tra Madre e Figlio: come la mente umana cerca “segnali” e significati profondi per proteggere la nuova Vita

I NUMERI E IL MISTERO DEL LEGAME TRA MADRE E FIGLIO! Quando la mente di una Mamma in Ospedale cerca “Segnali” e significati profondi per Proteggere la Nuova Vita! 🤰 🧠 ❤️ Diventare Madri è uno Tsunami di Emozioni, Paure e un amore così potente da stravolgere la nostra Biologia e la nostra Mente! Lo sanno bene tutte le donne che hanno affrontato i lunghissimi, dolorosi ma magici giorni di degenza in Ospedale durante il Parto (il cosiddetto Peripartum). I sensi si affinano, l’istinto di protezione per il neonato schizza alle stelle, e la Mente Umana inizia a cercare un “Senso” e un ordine intorno a sé per sentirsi al Sicuro! Un interessantissimo Studio di Caso Psicologico sulla nascita del piccolo Leonardo Antonio Gabriele ha analizzato proprio questo! Nelle ore del parto, la madre ha trovato infinite e rassicuranti “Sincronicità e Coincidenze Numeriche” nell’ambiente che la circondava: il passaggio dal Letto numero 1 al numero 10, le pagine del libretto sanitario (Pagina 11, guarda caso il giorno del compleanno della mamma!), e perfino la somma dei numeri dell’Orario di nascita (le 12:31) che danno come risultato 7… e si collegano al 7° Giorno di vita del bimbo! Ovviamente, la Psicologia ci spiega che non c’è nulla di “Magico” o paranormale, e che Oggettivamente si tratta di semplici Coincidenze e casualità Matematiche. Ma Soggettivamente, per la Mente della Mamma, si tratta di una “Magia Psicologica” vitale! Il nostro cervello, travolto dalle fortissime emozioni del parto, cerca e si “aggrappa” a questi schemi ambientali e numerici per creare un vero e proprio “SCUDO EMOTIVO”. La mente trasforma freddi numeri e letti d’ospedale in una Narrazione Romantica e Sicura, per proteggere il bambino e isolarlo dal mondo esterno! Leggi tutta l’affascinante spiegazione di questo fenomeno mentale e del “Legame” indissolubile Madre-Figlio nel nostro articolo Psicologico! 👇 📖 Mamme, è capitato anche a voi nei giorni travolgenti e stancanti del Parto in Ospedale di notare “Strane e bellissime coincidenze” (Orari, date, numeri delle stanze, canzoni) e di aggrapparvi a queste sensazioni per sentirvi più al Sicuro e in connessione col vostro bimbo? Diteci la vostra sviscerando i vostri più intimi Ricordi di quei giorni nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo bellissimo articolo sulle vostre bacheche per omaggiare la “Magia” misteriosa, psicologica e biologica della Maternità!

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Leonardo Antonio Gabriele

Redazione  – La transizione verso la maternità è, senza ombra di dubbio, il momento più sconvolgente, potente e misterioso nell’intera esistenza di una donna. Non si tratta semplicemente di dare alla luce un bambino, ma di attraversare una vera e propria tempesta perfetta fatta di profondissima riorganizzazione neurobiologica, psicologica e relazionale. Durante il delicatissimo periodo del peripartum (la fase che precede e segue immediatamente il parto), la mente materna sviluppa un’elevata e quasi sovrumana sensibilità verso l’ambiente circostante. I sensi si acuiscono in modo innaturale e il cervello lavora a ritmi vertiginosi, costantemente teso a costruire una cornice di protezione assoluta e di significato profondo attorno al nuovo nato. Un interessantissimo caso di studio ha recentemente acceso i riflettori proprio su questo fenomeno psicologico, analizzando la cosiddetta “diade madre-figlio” e l’affascinante tendenza della mente umana a ricercare sincronicità e significati simbolici nei numeri e nell’ambiente durante il ricovero ospedaliero per la nascita del piccolo Leonardo Antonio Gabriele.

La ricerca di un senso: i numeri come “scudo” psicologico

L’analisi dei fattori ambientali e cronologici rilevati durante i giorni di degenza ospedaliera per la nascita di questo bambino evidenzia una serie di pattern e ricorrenze che la madre ha vissuto con grandissima intensità. Si parte dalla dinamicizzazione degli spazi ospedalieri: il passaggio dal letto numero 1 (che ha accompagnato la dolorosa fase di travaglio e di solitaria attesa) al letto numero 10 (il nido della fase post-natale) viene percepito soggettivamente come una traiettoria progressiva, il passaggio dall’individualità della madre al completamento del miracolo del parto. La vicinanza del letto numero 11 nella stessa stanza viene letta come una rassicurante prossimità.
A questo si aggiungono le corrispondenze documentali: le misurazioni del neonato registrate l’11 settembre sulla pagina 10 del libretto sanitario (adiacente alla pagina 11), un numero che richiama in modo fortissimo la data di nascita della madre stessa (l’11 maggio). Fino ad arrivare ai “vettori orari”: la nascita del 6 settembre alle ore 12:31 genera una configurazione numerica la cui somma (1+2+3+1) fa 7, numero che trova poi corrispondenza nel settimo giorno di vita del neonato.

Tra coincidenze oggettive ed emozioni soggettive

Di fronte a questa fittissima rete di numeri, orari e date, la psicologia moderna ci offre una chiave di lettura estremamente affascinante, ma ben ancorata alla realtà dei fatti. Se da un punto di vista puramente razionale, statistico e oggettivo potremmo derubricare e inquadrare questi eventi a semplici e casuali coincidenze matematiche, dal punto di vista psicologico e soggettivo essi assumono invece una valenza clinica ed emotiva fondamentale per la donna.
In momenti di stress emotivo estremo e di amore travolgente come la nascita di un figlio, la mente umana cerca fisiologicamente un ordine all’interno del caos. La ricorrenza del numero 11 e la sua interconnessione con il 10 o il 7 fungono per la madre da vero e proprio “scaffold emotivo” (un’impalcatura, uno scudo psicologico protettivo). Dare una lettura semantica e profonda a queste fredde cifre aiuta la mente a consolidare e razionalizzare il potentissimo legame diadico, isolando idealmente il sacro rapporto madre-figlio da qualsiasi interferenza esterna.

La vera magia: l’unione biologica indissolubile

La conclusione di questo caso di studio ci insegna una lezione meravigliosa sui meccanismi di autodifesa e di amore del nostro cervello. La percezione acuta di queste “coincidenze numeriche” durante i primi giorni di vita di Leonardo Antonio Gabriele non è semplicemente un fatto statistico, bensì una potentissima struttura simbolica creata dalla mente, estremamente utile per formalizzare, accettare e interiorizzare quell’unione viscerale e indissolubile tra la madre e il neonato.
La vera grandezza non risiede nei numeri in sé, ma nella forza inarrestabile dell’istinto materno, capace di trasformare i freddi orari di un ospedale, il numero stampato su un letto d’acciaio o la pagina di un libretto sanitario in una meravigliosa narrativa di protezione esclusiva, di continuità biologica e di affetto infinito.

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Salute

La rivoluzione del muscolo che sposa la mente: il casertano Claudio Belardo alla guida della FNBB Italia per ridisegnare i confini del Natural Bodybuilding

La mente sposa il muscolo e il natural bodybuilding italiano si rivoluziona! 🏋️‍♂️🧠 Il dottore casertano Claudio Belardo è stato nominato ufficialmente Responsabile Nazionale del nuovo Dipartimento di Psicologia, Benessere e Inclusione di FNBB Italia. Psicologo, chinesiologo e ideatore del celebre metodo B-MAP (nonché del progetto solidale “Cavalli in Blu” per l’autismo), Belardo è stato scelto dal presidente Pasquale Filosa per mettere la dignità della persona al centro dello sport, abbattendo ogni barriera fisica e mentale. Un traguardo straordinario per la sanità sportiva campana, scoprite tutti i dettagli del piano d’azione nell’articolo! 👇❤️✨

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Claudio Belardo

Caserta – Ci sono discipline sportive che per troppo tempo sono rimaste prigioniere di uno stereotipo polveroso, schiacciate dall’illusione superficiale che la cultura fisica fosse semplicemente una questione di specchi, pesi da sollevare ed esasperazione estetica della massa muscolare. Ma il vero sport, quello pulito, etico e trasparente che rifiuta categoricamente ogni scorciatoia, sa bene che la forza più dirompente non risiede nelle fibre della carne, ma nei corridoi complessi e affascinanti della mente. Nel panorama del culturismo italiano, si appresta a levarsi una vera e propria rivoluzione culturale e scientifica. La FNBB Italia (Federazione Italiana Natural Bodybuilding) ha istituito ufficialmente il nuovo ed esclusivo Dipartimento nazionale di Psicologia, Benessere e Inclusione, affidando la cabina di regia al talento multidisciplinare del professionista casertano, il Dott. Claudio Belardo.

La nomina d’altissimo profilo, conferita con orgoglio dal Presidente Nazionale Pasquale Filosa d’intesa con il Direttivo Federale, nasce da una visione strategica chiara e non più rimandabile: rimettere la persona, la sua salute psicofisica e l’accessibilità universale al centro dell’agenda agonistica. La scelta di Belardo non è affatto casuale, ma premia un percorso accademico monumentale e unico nel suo genere, capace di fondere con disarmante naturalezza la psicologia clinica, le scienze motorie preventive e adattate, la pedagogia e il management dello sport. Un’arma d’eccellenza per scardinare i vecchi cliché e dimostrare che il bodybuilding natural è, prima di tutto, uno straordinario stile di vita e una risorsa terapeutica contro le nevrosi e l’isolamento del nostro presente.

La logistica della cura: la netta e rigorosa distinzione tra camice e palestra

All’interno del neonato Dipartimento nazionale, la tutela della salute pubblica e il rigore scientifico saranno garantiti da un’architettura operativa trasparente, dove i diversi ambiti professionali rimarranno rigorosamente separati a scanso di equivoci. Le attività di natura strettamente psicologica e di mental coaching sportivo saranno svolte da Belardo in qualità di psicologo professionista, regolarmente iscritto all’Albo della Regione Campania (Sezione A, n. 10728) e forte di un Master specialistico in Psicologia dello Sport. Sul versante puramente atletico, le sessioni biologiche e di allenamento si pinceranno sulle sue tre lauree magistrali e sulla qualifica di Chinesiologo delle Attività Motorie Preventive e Adattate, affiancata dal grado di Personal Trainer Master Sport Specialist (3° Livello FIPE).

Questo bagaglio enciclopedico ha permesso a Belardo di ideare il rivoluzionario metodo battezzato B-MAP (Belardo Metodo di Allenamento Psicofisico), un protocollo d’avanguardia condensato nelle pagine del suo acclamato volume intitolato “L’Algoritmo per la Felicità – Diventa chi sei con il Metodo B-MAP”. Non parliamo di schede d’allenamento asettiche o di diete punitive destinate a spegnere il sorriso, ma di un percorso sartoriale pensato per forgiare il carattere dei ragazzi attraverso la disciplina del corpo, insegnando la resilienza, l’onestà intellettuale e la gestione delle emozioni prima ancora della performance sul palco, limitando al massimo il torpore materialista che troppo spesso condiziona i giovani nei moderni centri fitness.

Dall’equitazione paralimpica al progetto “Cavalli in Blu”: l’inclusione non è uno slogan

Ma il vero cuore pulsante del Dott. Claudio Belardo, quello che ha convinto i vertici della FNBB Italia a consegnargli la responsabilità nazionale del benessere federale, risiede nel suo viscerale e duraturo impegno nel mondo dello sport adattato e della disabilità. L’esperto casertano vanta infatti una straordinaria esperienza come istruttore responsabile della Scuola Federale Sport Equestri Paralimpica, avendo scortato atleti speciali verso la conquista di prestigiosi titoli regionali e podi nazionali. Una dedizione totale che ha trovato la sua massima e commovente espressione nel celebre progetto “Cavalli in Blu”, una realtà ideata da Belardo e interamente dedicata alla riabilitazione equestre per bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico.

«Accetto questo incarico con grande senso di responsabilità», dichiara con profonda commozione il neo Responsabile nazionale, Claudio Belardo, pronto a fare squadra con l’Amministrazione e le palestre di tutta la penisola. «Il bodybuilding natural e la cultura fisica rappresentano contesti nei quali disciplina, continuità e consapevolezza assumono un ruolo fondamentale. L’obiettivo sarà contribuire allo sviluppo di iniziative fondate sulla competenza, sulla formazione e sull’inclusione, mettendo finalmente la persona al centro della cultura sportiva». La sfida della FNBB è lanciata, i bilancieri della vecchia politica sportiva sono pronti a essere scaricati: da Caserta a Roma, il natural bodybuilding italiano alza la testa e si scopre, finalmente, una disciplina dal cuore grande e dalla mente libera.

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Salute

Allarme vaccini: l’Italia è spaccata in due. Una crudele “lotteria” sulla pelle dei bambini e il disperato appello degli Assistenti Sanitari

Allarme Rosso e Disuguaglianza spaventosa sulla pelle dei BAMBINI ITALIANI: 13 Regioni sono ampiamente SOTTO la soglia di sicurezza! 🚨 💉 C’è una terribile, silenziosa e crudele ingiustizia che si sta consumando ogni singolo giorno in Italia ai danni delle creature più fragili e indifese! Il Diritto inalienabile alla Salute Pubblica dovrebbe essere granitico, garantito e identico per tutti, da Nord a Sud. Invece, la fredda realtà dei numeri emessi dal Ministero della Salute racconta una storia raccapricciante: la prevenzione infantile in Italia è diventata un’assurda “Lotteria Geografica”! Le recenti e allarmanti statistiche raccontano che ben 13 Regioni (o Province Autonome) non riescono a raggiungere il 95% delle Vaccinazioni infantili obbligatorie (la famosa e vitale soglia matematica per garantire alla società l’Immunità di Gregge per bloccare le malattie infettive!). Le peggiori criticità sono a Bolzano e in Sicilia. Il Commento disperato e furioso di DANIELA ADDIS, Presidente della “Commissione Albo Nazionale degli Assistenti Sanitari” è netto: “Significa che, a seconda della Regione in cui ha la fortuna (o la sfortuna) di nascere, un Bambino ha più probabilità o meno di contrarre terribili malattie!”. Un divario che non è degno di un Paese Civile! A inquinare pesantemente la mente dei genitori ci pensa poi il Web: i social network vomitano continuamente gravissime bufale complottiste e malate “Fake News” senza basi scientifiche, spaventando e terrorizzando a morte le mamme! Gli Assistenti Sanitari hanno diramato un appello disperato per sconfiggere questo mostro della Disinformazione: servono assunzioni massicce negli Ambulatori per avere il Tempo necessario di Ascoltare i dubbi dei genitori (vittime delle bufale di internet) e di aiutarli a scegliere il meglio per i propri figli! Leggi tutti i numeri drammatici, la lista delle priorità e il duro attacco alle “Bufale Informatiche” nel nostro articolo di approfondimento medico! 👇 🩺 Vi siete mai lasciati spaventare dalle dicerie che girano su internet per quanto riguarda i vaccini dei vostri figli? Pensate che sia accettabile vivere in un Paese spaccato a metà dove i servizi ospedalieri e le tutele per i bambini cambiano drasticamente da Sud a Nord? Diteci la vostra fondamentale opinione nei commenti e CONDIVIDETE per appoggiare la vera Scienza Ufficiale!

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Copertura vaccinale 2025

Roma – C’è un’ingiustizia profonda, silenziosa e crudele che si sta consumando quotidianamente sulla pelle di chi è più fragile e indifeso: i nostri bambini. In una nazione civile e moderna come l’Italia, il diritto fondamentale e sacrosanto alla Salute pubblica dovrebbe essere granitico e identico per tutti, da Nord a Sud. Eppure, la fredda realtà dei numeri ci racconta una storia drammaticamente diversa, in cui la prevenzione e la sopravvivenza sembrano trasformarsi in una vera e propria e inaccettabile “lotteria” geografica.
La denuncia durissima e accorata arriva direttamente dalla Commissione di Albo Nazionale degli Assistenti Sanitari (Fno Tsrm e Pstrp), che ha deciso di lanciare un profondo monito per risvegliare le coscienze delle istituzioni: colmare il divario territoriale in Italia per garantire a tutti i neonati il diritto inalienabile di essere protetti in modo sicuro dalle malattie infettive più pericolose e letali.

I numeri del dramma: 13 Regioni sotto la “soglia di sicurezza”

Basta dare uno sguardo ai recenti e allarmanti dati diffusi nel 2025 dal Ministero della Salute (relativi ai piccoli nati nell’anno 2023) per far venire i brividi a qualsiasi genitore. Il bollettino ufficiale fotografa senza sconti un Paese spaccato, che viaggia a velocità completamente diverse.
L’Italia, ad oggi, conta la bellezza di 13 tra Regioni e Province autonome che non riescono minimamente a raggiungere la vitale soglia del 95% per la “vaccinazione esavalente”: l’unica, vera percentuale matematica in grado di garantire alla società la cosiddetta e fondamentale “immunità di gregge”, capace di bloccare il ritorno di malattie ormai debellate. Le situazioni di criticità più assolute e spaventose si registrano agli antipodi del Paese: nella ricca Provincia Autonoma di Bolzano (ferma a un misero 87,39%) e in Sicilia (ferma al 85,88%). Come ha duramente commentato Daniela Addis, Presidente della Commissione: «Questo significa, in modo inaccettabile, che a seconda del territorio in cui ha la “fortuna” o la “sfortuna” di nascere, un bambino ha più o meno probabilità di contrarre patologie pericolosissime».

Il veleno delle “Fake News” e la lotta alla disinformazione

Di fronte a questo abisso, gli Assistenti Sanitari propongono tre “ancore di salvezza” disperate per evitare il disastro. La prima e più urgente direttrice è la lotta titanica e senza quartiere contro il veleno della Disinformazione.
I genitori di oggi sono bombardati da una valanga di notizie false, “fake news” terroristiche diffuse sui social network e falsi miti pseudoscientifici che insinuano il seme del dubbio e della paura nei cuori delle mamme. La sanità deve promuovere con urgenza la cosiddetta “Vaccine Literacy”: lo Stato deve scendere in campo e sul web per insegnare alle famiglie a riconoscere e smascherare le bufale, affidandosi unicamente e ciecamente alle reali fonti mediche ufficiali.

Il calore umano: il colloquio non è “burocrazia”

Il secondo, vitale pilastro del piano di salvezza è il drastico cambiamento dell’approccio psicologico: il colloquio pre-vaccinale non può e non deve più essere trattato come una noiosa, fredda e sbrigativa scartoffia burocratica fatta di timbri e firme.
Quel momento deve diventare un preziosissimo e insostituibile “luogo dell’Anima”, in cui il personale sanitario deve avere il tempo e lo spazio fisico per rassicurare i genitori, ascoltare le loro paure più recondite, asciugare le loro ansie e accompagnarli dolcemente (ma con competenza) verso una scelta informata e salvifica per l’intera comunità.

L’appello per le assunzioni: non lasciate soli i medici

Per realizzare questa utopia, serve ovviamente l’ultimo e definitivo sforzo politico: le assunzioni. Gli ambulatori sanitari sono oggi al collasso, schiacciati da carichi di lavoro disumani. Secondo la Commissione, è indispensabile potenziare massicciamente le piante organiche e le assunzioni sul territorio, inserendo un numero adeguato di Assistenti Sanitari capaci di garantire una presenza fisica e costante a supporto delle famiglie nei Dipartimenti di prevenzione.
«La prevenzione non può mai essere un diritto “diverso” a seconda del territorio in cui si vive» conclude con forza la Presidente Addis. Rafforzare la Sanità e consolidare la fiducia dei cittadini nel Servizio Sanitario Nazionale è l’unica arma che abbiamo per fermare questa crudele “lotteria” geografica e difendere il futuro dei nostri amati figli.

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