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Salute

l’Impronta del cuore: il ruolo degli animali nello sviluppo emotivo del bambino. il legame che forma | Intervista ad Adelia Lucattini, ordinario della Societa’ Psicoanalitica Italiana

Lucattini: “Il legame con l’animale è una prima palestra dell’anima e della relazione: nell’incontro con un essere vivente diverso da sé, il bambino impara a riconoscere l’altro, ad ascoltarne i bisogni, a rispettarne i tempi e a prendersene cura. È un’esperienza affettiva profonda, che educa all’empatia e prepara, nella vita adulta, a relazioni fondate sull’ascolto, sulla responsabilità e sull’accoglienza autentica dell’altro”.
Intervista di Marialuisa Roscino

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Bambina con cane

Redazione-  In un’epoca segnata da una crescente digitalizzazione delle relazioni, il contatto autentico con un animale offre al bambino un’esperienza concreta, sensoriale ed emotiva, sempre più preziosa. La relazione interspecifica, cioè l’incontro con un essere vivente di un’altra specie, permette al bambino di confrontarsi con un’alterità reale: un essere vivente che comunica attraverso il corpo, lo sguardo, il movimento, il tono, il silenzio,

L’animale non è un compagno di gioco, ma può essere una presenza affettiva significativa, capace di favorire nel bambino esperienze profonde di rispecchiamento, fiducia e sicurezza interiore. Nel rapporto con l’animale, infatti, il bambino sperimenta una forma di legame meno mediata dal linguaggio e dal giudizio, in cui può riconoscere le proprie emozioni e, al tempo stesso, imparare a cogliere i bisogni di un altro essere vivente.

Ma in che modo, questo apprendimento si rifletterà, in particolare, a lungo termine, sulla qualità delle relazioni umane che il bambino stringerà in età adulta? Per approfondire questi aspetti centrali nel percorso di crescita e di sviluppo emotivo dei bambini ne parliamo oggi con la Dott.ssa Adelia Lucattini, Membro Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association.

Dott.ssa Lucattini, a che età la presenza di un animale in casa è considerata  preziosa per la crescita dei bambini? Quali sono in particolare, gli aspetti psicologici più significativi che questa relazione stimola?

La presenza di un animale domestico può essere preziosa fin dai primi anni di vita, purché sempre mediata dagli adulti. Nei bambini piccoli è soprattutto un’esperienza sensoriale e affettiva, poiché imparano a osservare, toccare con delicatezza, riconoscerne i segnali e rispettarne i limiti.

Dai 5-6 anni in poi, può diventare anche un’esperienza di cura più consapevole, ad esempio, occuparsi di dare da mangiare, rispettare gli orari, partecipare alle piccole responsabilità quotidiane. Da un punto di vista psicologico, l’animale rappresenta un “altro” diverso da sé, interagisce con vitalità con dei bisogni ma senza essere giudicante, con cui il bambino si può identificare e che aiuta a sviluppare empatia, capacità di attesa, senso del limite e responsabilità.

È una relazione che educa all’ascolto profondo degli altri, il bambino comprende che amare non significa possedere, ma prendersi cura, rispettare e riconoscere l’altro nella sua unicità (European Journal of Pediatrics, 2023).

Quali sono i principali benefici psicologici che osserva nei suoi piccoli pazienti, in termini di valenza terapeutica ed emotiva?

Nel rapporto con l’animale il bambino non incontra solo una presenza affettiva, ma un corpo vivo, il calore del pelo, il ritmo del respiro, il movimento, l’odore, lo sguardo, la risposta immediata al gesto. Questa esperienza sensoriale concreta nutre la vita emotiva e anche quella intellettiva, perché il bambino impara a conoscere attraverso il corpo prima ancora che attraverso le parole.

L’animale favorisce un passaggio fondamentale: dal sentire al pensare. Il bambino osserva, interpreta, attende, si domanda che cosa l’altro provi o desideri. In questo modo sviluppa empatia, capacità simbolica, attenzione all’altro e una prima forma di responsabilità affettiva.

La sua presenza aiuta il bambino a esprimere affetti profondi quali tenerezza, paura, gelosia, rabbia, bisogno di protezione, in una relazione più semplice, diretta  e meno minacciosa di quella umana poiché non si aspettano rimproveri o punizioni. Inoltre, stimola empatia, capacità di cura, rispetto del limite e riconoscimento degli altri come soggetti distinto da sé, il passaggio dal proprio animaletto a familiari e amichetti, è brevissimo.

In molti bambini, inoltre, rafforza l’autostima, fa sentire in grado di accudire qualcuno e non dipendere soltanto, sostiene la consapevolezza delle proprie qualità, la capacità di prendersi cura di qualcuno, sviluppa l’autonomia e il senso di responsabilità (European Child & Adolescent Psychiatry, 2025).

Dott.ssa Lucattini, ogni animale può  offrire un contributo diverso?

Sì, ogni animale offre al bambino un’esperienza relazionale diversa, perché diversa è la sua modalità di presenza, di contatto e di risposta. Non esiste un animale “migliore” in assoluto, ovviamente, conta l’età del bambino, il suo temperamento, la storia familiare e la possibilità degli adulti di occuparsene.

Il cane è l’animale più studiato, è molto responsivo, cerca lo sguardo, il contatto, il gioco, la vicinanza.

Il gatto propone una relazione diversa, meno immediata, più rispettosa della distanza. Insegna l’attesa, la delicatezza, il rispetto dei tempi. Con il gatto il bambino impara che l’affetto non si impone ma va conquistato e rispettato.

Il cavallo coinvolge fortemente il corpo. La sua grandezza, il calore, il movimento e il ritmo del passo offrono un’esperienza sensoriale profonda. Aiuta il bambino a lavorare sulla fiducia, sul controllo, sulla postura, sul limite e sulla capacità di affidarsi senza dominare imparando le regole con un maestro.

Porcellini d’India, conigli e criceti, favoriscono una relazione più minuta e delicata. Poiché sono piccoli e fragili, insegnano al bambino l’attenzione, il gesto misurato, delicatezza. Aiutano a sviluppare empatia e responsabilità, ma richiedono un particolare supervisione da pate dei genitori.

I pesci offrono una relazione più osservativa in quanto non c’è il contatto fisico ma c’è il ritmo visivo, il movimento in acqua. Possono avere un effetto calmante e aiutare il bambino a fermarsi, osservare, aspettare quello che succede.

Le tartarughe essendo meno espressive secondo i nostri codici affettivi, insegnano che l’altro non deve somigliarci per essere rispettato. La tartaruga, con la sua lentezza e il suo bisogno di spazio, educa al limite, alla pazienza e al rispetto di una diversità radicale che saranno molti utili nella vita, nelle amicizie e a scuola.

Ognuno di essi apre sentimenti differenti, il cane alla reciprocità affettiva, il gatto al rispetto della distanza, il cavallo alla fiducia corporea, i piccoli mammiferi alla cura delicata, i pesci alla contemplazione, i rettili al riconoscimento e accettazione della diversità. Con l’aiuto degli adulti, la relazione con gli animali aiuta il bambino a trasformare l’esperienza sensoriale ed emotiva in pensiero (Anthrozoös, 2013).

Come può questo insegnamento riflettersi, a lungo termine, sulla qualità delle relazioni umane che il bambino stringerà da adulto?

 

Nel tempo, questa esperienza può diventare una matrice relazionale profonda: il bambino interiorizza che l’altro ha una vita propria, bisogni, tempi e confini che non coincidono necessariamente con i suoi. È un apprendimento affettivo decisivo, perché sposta la relazione dal possesso al riconoscimento, dal controllo all’ascolto, dall’impulso alla cura.

Questa esperienza favorisce la capacità di empatia e di mentalizzazione ovvero il bambino si abitua a domandarsi che cosa provi l’altro, che cosa desidera o di che cosa abbia paura. Sono competenze fondamentali che, da adulti, potranno dare vita a legami intensi, maturi, fondati sull’ascolto, sulla fiducia e sull’accoglienza autentica dell’altro. Sono una vera e propria prevenzione del narcisismo egoistico, dell’autoreferenzialità e dell’aggressività più violenta (Frontiers in Ethology, 2026).

C’è in particolare qualche aspetto di cui i genitori dovrebbero tenere conto?

I genitori dovrebbero anzitutto ricordare che un animale non è un regalo, né un oggetto affettivo da mettere a disposizione del bambino, ma un essere vivente con bisogni, tempi, limiti e una propria sensibilità. La scelta deve essere degli adulti e deve essere compatibile con la vita reale della famiglia.

Il bambino può imparare moltissimo da questa relazione: amore, cura, responsabilità, rispetto degli orari, attenzione al corpo dell’altro, capacità di attendere e di non imporre sempre il proprio desiderio. Attraverso piccoli compiti quotidiani (preparare il cibo, cambiare l’acqua, pulire lo spazio dell’animale, rispettare le sue routine) il bambino apprende procedure, continuità e affidabilità. Sono competenze preziose non solo in famiglia, ma anche a scuola, nel lavoro futuro, nelle amicizie e, un giorno, nella costruzione della propria famiglia.

Ma tutto questo accade solo se i genitori danno l’esempio, se nutrono, accudiscono, educano e rispettano l’animale, il bambino interiorizza quel modello. La responsabilità, quando è accompagnata dall’affetto, non viene vissuta come peso, ma come partecipazione a un legame.

Da un punto di vista psicologico, l’animale aiuta il bambino a uscire dall’autoreferenzialità, gli insegna che l’altro esiste anche fuori dal suo bisogno immediato. È un’esperienza semplice ma profondissima, perché educa alla responsabilità affettiva. Un bambino che impara a rispettare un animale, a non invaderlo, a proteggerlo e a comprenderne i segnali sarà più preparato a costruire rapporti umani più empatici, rispettosi e maturi.

Quali consigli si sente di dare ai genitori?

-Sapere che prendersi cura di un animale deve essere una decisione consapevole e familiare, non un impulso, né un semplice regalo per il bambino che poi venga abbandonato perché troppo impegnativo;

-I genitori restano i primi responsabili. Il bambino può aiutare, ma non può farsi carico da solo del benessere dell’animale;

-Coinvolgere i figli in piccoli compiti quotidiani, cibo, acqua, pulizia, passeggiata, aiuta a sviluppare sicurezza, responsabilità e senso del dovere mitigato dall’affetto;

-Insegnare il rispetto dell’animale. Non disturbarlo quando dorme, non forzare il contatto, riconoscere i suoi segnali, non aggradirlo fisicamente;

-Considerare l’età e il temperamento del bambino. Ogni fase evolutiva permette un diverso grado di partecipazione, vicinanza fisica e psicologica, e di responsabilità;

-Ricordare che ogni animale ha caratteristiche proprie. Cane, gatto, cavallo, piccoli mammiferi, pesci o tartarughe offrono esperienze relazionali diverse;

-Dare l’esempio con cura, affetto e coerenza. I bambini imparano dai genitori che amare significa proteggere, rispettare e assumersi responsabilità. Questa esperienza può favorire l’empatia, l’intelligenza emotiva e le relazioni umane altruistiche, aiutare ad essere migliori.

Lucattini

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Salute

Bonus psicologo fino a quattrocento euro: scatta la scadenza per presentare la domanda all’Inps

🚨 Scadenza imminente! Ultimi giorni per richiedere il Bonus Psicologo dell’Inps fino a 400 euro per le sedute di psicoterapia. L’aiuto è rivolto a famiglie e giovani con Isee entro i 50mila euro. Ecco la guida ai requisiti e come ottenere il codice univoco per non perdere il sussidio 👇#bonuspsicologo #inps #salutementale #welfare #famiglia #pagineutili

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Bonus psicologo

Il piano di sostegno straordinario per la salute mentale e il benessere psicologico

Roma – Si stringono drasticamente i tempi per migliaia di cittadini italiani che hanno la necessità di accedere a un importante sostegno economico statale mirato a tutelare la salute mentale e il benessere psicologico all’interno del nucleo familiare. È scattato ufficialmente il conto alla rovescia finale per la presentazione delle istanze volte a ottenere il Bonus Psicologo, la misura di welfare gestita direttamente dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale in stretta collaborazione con il ministero della salute. Il sussidio, introdotto per dare una risposta concreta alle situazioni di fragilità emotiva e stress psicologico accumulate negli ultimi anni, può raggiungere un importo massimo di quattrocento euro a beneficiario, erogato sotto forma di voucher elettronico da utilizzare per coprire le sessioni di psicoterapia.
La caratteristica fondamentale di questo provvedimento risiede nella perentorietà dei termini fissati per l’invio della pratica burocratica attraverso i canali telematici dedicati. La legge stabilisce infatti una scadenza tassativa oltre la quale non sarà più possibile inoltrare alcuna richiesta, determinando la chiusura definitiva della piattaforma informatica dell’ente previdenziale per l’anno in corso. Nelle ultime ore, gli uffici dei patronati sindacali e i centri di assistenza fiscale stanno registrando un volume straordinario di contatti da parte di utenti desiderosi di completare l’iter procedurale prima del blocco totale del sistema, il quale assegnerà i fondi disponibili seguendo una rigorosa graduatoria basata sul reddito e sull’ordine cronologico di arrivo.

I requisiti economici legati all’Isee e la ripartizione dei fondi disponibili

L’accesso al contributo per la psicoterapia è strettamente subordinato al possesso di determinati requisiti patrimoniali e reddituali stabiliti dai decreti ministeriali attuativi. La misura è rivolta a tutti i cittadini residenti in Italia che si trovano in una condizione di depressione, ansia, stress o fragilità psicologica, a prescindere dall’età anagrafica, includendo quindi anche i minori d’età per i quali la domanda deve essere presentata da un genitore o dal tutore legale. Dal punto di vista economico, il parametro cruciale è l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente del nucleo familiare, il quale non deve superare la soglia massima di cinquantamila euro per poter essere ammessi alla valutazione della pratica.
Il valore del voucher assegnato a ciascun beneficiario varia in modo inversamente proporzionale all’importo dell’Isee registrato nei database ufficiali dell’ente previdenziale. Per i nuclei familiari con un indicatore inferiore a quindicimila euro, il sussidio raggiunge la cifra massima di quattrocento euro, calcolata su un parametro di cinquanta euro per ogni singola seduta di terapia. La quota si riduce progressivamente per le fasce reddituali superiori, garantendo comunque un aiuto economico significativo a chiunque rientri nei parametri stabiliti. Le richiedenti devono assicurarsi di aver ottenuto il rilascio della Dichiarazione Sostitutiva Unica aggiornata prima di procedere con l’inoltro, poiché la presenza di omissioni comporterà il rigetto immediato.

La procedura di invio sul portale Inps e l’utilizzo del codice univoco

La trasmissione della domanda per questo specifico bonus deve avvenire esclusivamente per via telematica, utilizzando l’accesso con le credenziali dello Spid, della Carta d’Identità Elettronica o della Carta Nazionale dei Servizi direttamente sul portale web dell’istituto nazionale. Una volta effettuato l’accesso al servizio online “Contributo sessioni di psicoterapia”, il sistema acquisisce automaticamente i dati reddituali e genera la ricevuta di avvenuta ricezione. Al termine della fase di istruttoria, i funzionari dell’ente previdenziale provvederanno alla pubblicazione delle graduatorie regionali, parametrate in base ai fondi assegnati a ciascun territorio dalle delibere del ministero dell’economia.
I soggetti inseriti negli elenchi degli ammessi riceveranno un codice univoco alfanumerico associato al proprio profilo, il quale dovrà essere comunicato direttamente al professionista scelto per le sedute di terapia. Lo psicologo o lo psicoterapeuta, che deve risultare regolarmente iscritto nell’elenco degli specialisti aderenti all’iniziativa consultabile sul sito dell’istituto, utilizzerà tale codice per caricare la fattura sulla piattaforma informatica, attivando il pagamento diretto da parte dello Stato. Gli esperti consigliano di monitorare costantemente la propria casella di posta elettronica e il fascicolo previdenziale online per correggere tempestivamente eventuali incongruenze prima che i voucher vengano revocati d’ufficio per mancato utilizzo nei tempi previsti.

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Salute

Nuova giornata di prevenzione gratuita alla clinica Ini di Canistro: focus sulla nutrizione

🍎 La salute parte dalla tavola: mercoledì 8 luglio partecipa all’open day gratuito dedicato alla nutrizione e alla prevenzione metabolica presso la clinica Ini di Canistro. Esami avanzati, analisi della composizione corporea e piani dietetici personalizzati ti aspettano per iniziare un percorso verso il benessere.

Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#Canistro #Prevenzione #SaluteAbruzzo #NutrizioneClinica

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Locandina Evento

Redazione-  Canistro, piccolo centro immerso nel verde della Valle Roveto, in provincia dell’Aquila, si prepara ad accogliere una nuova iniziativa sanitaria di rilievo regionale. Mercoledì 8 luglio, la nota struttura clinica Ini di Canistro – polo di riferimento per l’intero territorio abruzzese – aprirà le porte ai cittadini per un open day dedicato interamente alla nutrizione e alla prevenzione delle patologie metaboliche.

Dopo i riscontri positivi registrati durante le precedenti giornate di screening incentrate su ortopedia, urologia e reumatologia, la direzione sanitaria ha deciso di porre l’accento sui rischi legati a sovrappeso e obesità. L’evento rappresenta una tappa importante nel cammino di sensibilizzazione promosso dalla struttura, che da oltre 70 anni opera capillarmente tra Abruzzo e Lazio, rappresentando un pilastro fondamentale per il Servizio sanitario nazionale con il suo esteso network di presidi ospedalieri.

Un protocollo medico avanzato per il benessere dei pazienti

L’appuntamento, in programma all’interno della struttura sita in via della Sanità, si svolgerà nella fascia oraria compresa tra le 9:00 e le 14:00. Il percorso previsto per i partecipanti è estremamente articolato: non si tratterà di un semplice consulto, ma di una valutazione medica completa. Il protocollo predisposto dall’Ambulatorio di Nutrizione prevede un’anamnesi alimentare dettagliata, la misurazione rigorosa del peso e della massa corporea e l’esecuzione di esami di laboratorio in loco, necessari per completare lo screening metabolico di base.

Il punto di forza dell’evento risiede nell’utilizzo del Dexa total body, una tecnologia all’avanguardia che permette di analizzare la composizione corporea con una precisione millimetrica. Come chiarito dal dottor Alessandro Grosso, responsabile dell’ambulatorio, questo macchinario rappresenta il gold standard a livello internazionale. Grazie al Dexa, i professionisti saranno in grado di misurare al grammo la distribuzione di massa grassa, massa magra e la mineralizzazione ossea in ogni distretto del corpo. Tali dati, incrociati con le analisi ematiche, consentiranno di costruire un quadro clinico preciso per ogni singolo cittadino.

Percorsi nutrizionali su misura e prevenzione integrata

Il valore aggiunto di questo open day risiede nella personalizzazione. Una volta terminata la fase diagnostica, il paziente riceverà una prescrizione medica con un regime dietetico specifico. La pianificazione alimentare non terrà conto solamente dei risultati numerici rilevati durante la mattinata, ma integrerà anche l’anamnesi familiare, lo storico delle patologie pregresse e le eventuali interazioni tra farmaci assunti correntemente, alimenti e integratori.

L’obiettivo dichiarato dal dottor Grosso è duplice: da un lato, intervenire tempestivamente sulle criticità metaboliche; dall’altro, educare la popolazione verso un corretto stile di vita che accompagni l’individuo in ogni fase della sua esistenza. La nutrizione, intesa come interazione costante con il mondo esterno e con la qualità del cibo, viene vista dalla dirigenza della clinica non solo come un atto fisiologico, ma come la prima vera forma di medicina preventiva contro malattie cardiovascolari, metaboliche ed endocrine.

Qualora, durante le visite, emergessero necessità di approfondimento, il personale medico della clinica sarà pronto a indirizzare i pazienti verso gli specialisti competenti delle altre branche della struttura, garantendo una continuità terapeutica efficace tra cardiologia, endocrinologia e ortopedia.

Modalità di partecipazione e contatti utili

Data la natura dell’evento e l’elevato afflusso di cittadini previsto — vista anche l’importanza del Gruppo Ini nel Centro-Sud Italia, con le sue numerose strutture e oltre 2.000 dipendenti attivi — la società raccomanda vivamente di prenotare in anticipo. L’accesso alle visite è gratuito ma strettamente subordinato alla prenotazione, che resterà attiva fino a esaurimento dei posti disponibili per la giornata di mercoledì 8 luglio.

Per assicurarsi un posto ed effettuare la prenotazione, è possibile contattare il numero verde 800 95 15 95, attivo per fornire tutte le informazioni logistiche necessarie ai residenti della Valle Roveto e dell’intera regione Abruzzo. In alternativa, è disponibile un canale di comunicazione rapida tramite WhatsApp al numero 348.2322841. Maggiore chiarezza sui dettagli della giornata e sulle caratteristiche tecniche dello screening sono consultabili anche sul portale ufficiale del Gruppo Ini.

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Salute

Sanità pubblica, telemedicina e lavoro: per la Ugl Matera la crescita del territorio passa da innovazione e servizi

🏥 Per la Ugl Matera la sanità pubblica è uno dei principali motori di sviluppo del territorio: telemedicina, innovazione, lavoro qualificato e servizi di prossimità sono la chiave per rendere la provincia più forte e competitiva. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#Matera #SanitàPubblica #Telemedicina #Basilicata

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Pino Giordano, Segretario Provinciale UGL Matera

Matera La sanità non come semplice voce di spesa, ma come leva di sviluppo, occupazione qualificata, innovazione e coesione sociale. È questa la chiave con cui la Ugl Matera legge il percorso in atto nella provincia lucana, rivendicando il ruolo della sanità pubblica come uno dei principali motori di crescita del territorio. A sostenerlo è Pino Giordano, segretario provinciale del sindacato, intervenuto a margine del convegno “La Psicopatologia tra paradossi mentali e processi interpersonali – Dialoghi cognitivisti”, ospitato nell’auditorium dell’ospedale Madonna delle Grazie di Matera.

L’iniziativa, promossa dall’Azienda sanitaria locale di Matera in collaborazione con la sezione Basilicata della Società italiana di terapia comportamentale e cognitiva, è stata letta dalla Ugl come l’ennesima conferma di una trasformazione più ampia: investire nella salute significa rafforzare il lavoro stabile, valorizzare le competenze professionali, migliorare la qualità della vita dei cittadini e rendere il territorio più competitivo.

Il convegno e il messaggio della Ugl: la sanità come infrastruttura di sviluppo

Secondo Giordano, il confronto emerso durante il convegno dimostra quanto sia importante proseguire nel processo di modernizzazione della sanità lucana, puntando sul rafforzamento dei servizi e sulla crescita delle professionalità. Il sindacato insiste su un punto preciso: una sanità efficiente non produce soltanto cure migliori, ma genera benessere sociale, stabilità occupazionale e nuove opportunità economiche.

Nel ragionamento della Ugl, il settore sanitario diventa così una vera infrastruttura dello sviluppo locale. Non solo perché rappresenta un presidio essenziale per il diritto alla salute, ma anche perché attiva filiere professionali, formazione, tecnologia, organizzazione e capacità di attrarre risorse. In una provincia come Matera, questo significa anche contrastare marginalità e spopolamento, offrendo servizi più forti e prospettive di lavoro più solide.

Il sostegno a Latronico e Friolo: medicina territoriale, assunzioni e digitalizzazione

Giordano lega questo percorso a due figure indicate come centrali nella fase attuale della sanità lucana: l’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico e il direttore generale dell’Asm Matera Maurizio Friolo. Il primo viene indicato come il promotore di una linea amministrativa fondata su medicina territoriale, assunzioni, innovazione e valorizzazione degli infermieri di famiglia e di comunità, oltre che sulla digitalizzazione dei servizi. Una programmazione che, nella lettura della Ugl, guarda al lungo periodo e prova a portare le cure più vicino ai cittadini.

Un elogio ancora più marcato è riservato a Friolo, descritto come protagonista di una stagione di cambiamento che avrebbe fatto della telemedicina una realtà strutturale, ben prima che diventasse un tema centrale per molti sistemi sanitari. Secondo il sindacato, l’Asm Matera sarebbe oggi tra le realtà più avanzate del Mezzogiorno proprio sul terreno del monitoraggio domiciliare, dell’integrazione tra ospedale e territorio e della digitalizzazione dei percorsi assistenziali.

Telemedicina e aree interne: meno spostamenti, più continuità di cura

Uno dei passaggi più forti dell’intervento riguarda proprio il valore concreto della telemedicina. Per la Ugl non si tratta solo di un’innovazione tecnologica, ma di uno strumento capace di migliorare la qualità delle cure, ridurre gli spostamenti dei pazienti, alleggerire i costi per le famiglie e rendere più accessibili i servizi anche nelle zone interne della provincia.

In un territorio esteso e caratterizzato da distanze che possono pesare soprattutto sui più fragili, il monitoraggio a distanza e i percorsi assistenziali digitalizzati assumono un significato che va oltre l’efficienza organizzativa. Significano continuità di cura, presenza sanitaria più vicina e maggiore equità nell’accesso alle prestazioni. Allo stesso tempo, osserva il sindacato, queste soluzioni valorizzano il lavoro di medici, infermieri, tecnici e operatori sanitari, mettendoli nelle condizioni di operare con strumenti più moderni e funzionali.

Il nodo del capitale umano e il caso dialisi

La Ugl, però, insiste sul fatto che nessuna innovazione può funzionare davvero senza una piena valorizzazione del capitale umano. Ogni investimento in tecnologia, sostiene Giordano, deve procedere insieme a investimenti nella formazione continua, nella sicurezza dei luoghi di lavoro e nel rafforzamento degli organici. È il personale sanitario, in questa visione, il patrimonio più prezioso della sanità materana.

Su questa linea si inserisce anche il richiamo alla vicenda della dialisi, tema su cui la Ugl chiede di riportare il confronto su un piano di responsabilità istituzionale, ribadendo il proprio sostegno al sistema pubblico. L’obiettivo indicato è garantire prestazioni di qualità senza costi aggiuntivi per i cittadini, senza duplicazioni inutili e senza indebolire un modello sanitario che, se ben organizzato, viene considerato la miglior garanzia di equità, sostenibilità e sicurezza.

Una strategia che lega salute, occupazione e futuro del territorio

Nel passaggio conclusivo, Giordano allarga il discorso alla prospettiva generale della provincia di Matera. Difendere la sanità pubblica, afferma, significa difendere non solo il diritto alla salute ma anche il lavoro di migliaia di professionisti, creare nuova occupazione stabile, valorizzare merito e competenze e investire in crescita professionale.

È qui che la Ugl individua il cuore della propria posizione: la provincia di Matera può diventare un modello se riuscirà a tenere insieme innovazione, efficienza, tutela dei cittadini e valorizzazione del lavoro. Una sfida che, secondo il sindacato, passa da una governance capace e da una programmazione coerente, nella convinzione che la qualità dei servizi sanitari sia oggi uno dei veri indicatori della capacità di un territorio di costruire futuro.

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