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Crisi CallMat a Matera: il futuro di 350 lavoratori appeso a un filo dopo l’audizione in Regione

📢 Il futuro dei 350 lavoratori di CallMat a Matera è appeso a un filo: l’audizione in Regione evidenzia ritardi e incertezze. I sindacati chiedono risposte concrete prima della scadenza del 30 settembre.

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#Matera #CallMat #Basilicata #lavoro

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Audizione CallMat regione Basilicata

Potenza – Il destino di oltre 350 lavoratori dello stabilimento CallMat di Matera è al centro di una partita istituzionale che sta assumendo i toni di una vera emergenza sociale per la Basilicata. Al termine dell’audizione tenutasi presso la II Commissione Consiliare Permanente della Regione, i rappresentanti sindacali di SLC CGIL, Fistel CISL, UILFPL e UGL Telecomunicazioni hanno espresso un giudizio severo sulle tempistiche e sull’efficacia dell’interlocuzione con il governo centrale. La vertenza, che si trascina ormai dal marzo 2024, si trova in una fase di stallo pericolosa, con la scadenza del 30 settembre che incombe come un ultimatum sulle prospettive occupazionali di centinaia di famiglie lucane.

Il silenzio del ministero e l’incertezza sulla commessa Tim

La preoccupazione maggiore delle organizzazioni sindacali riguarda la lentezza con cui il Ministero delle Imprese e del Made in Italy gestisce il dossier. Nonostante i numerosi incontri avvenuti a Roma, tra cui il tavolo del 10 giugno scorso, la sensazione prevalente è quella di un vuoto operativo. Le promesse verbali non bastano più a placare il malcontento di una realtà produttiva che rappresenta uno dei pilastri del terziario avanzato nella zona industriale di Matera.

Il punto critico della vicenda risiede nel rapporto con Tim, principale committente dell’attivitĂ  di call center. L’azienda di telecomunicazioni ha garantito il mantenimento degli attuali volumi di lavoro solo fino alla fine di settembre. Dopo quella data, non vi sono certezze. Se non interverranno nuove garanzie o un piano industriale di ricollocamento strutturato, il rischio di una chiusura definitiva entro la fine dell’anno, piĂą volte ventilato dai vertici del committente, diventerebbe una realtĂ  drammatica. La mancanza di risposte chiare da parte del MIMIT riguardo alle prospettive di lungo periodo alimenta il senso di frustrazione tra i dipendenti, che vedono ogni giorno avvicinarsi il termine ultimo per la salvaguardia dei propri posti di lavoro.

La richiesta di accelerazione sul bando del Poligrafico

Durante l’audizione in via Verrastro a Potenza, sede del Consiglio Regionale, è emerso con chiarezza quanto sia necessario un cambio di passo immediato. La Regione Basilicata ha giĂ  stanziato risorse economiche importanti, ma il loro impiego risulta bloccato nei meandri burocratici. In particolare, i sindacati hanno puntato il dito contro il mancato avvio del bando del Poligrafico e Zecca dello Stato, che dovrebbe permettere di canalizzare i 4 milioni di euro stanziati per supportare il reimpiego del personale coinvolto nella crisi.

I consiglieri regionali presenti hanno manifestato piena solidarietĂ  ai lavoratori e si sono impegnati a interloquire direttamente con il Ministro competente e con l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Francesco Cupparo. L’obiettivo comune è duplice: da un lato, sbloccare i fondi del Poligrafico; dall’altro, fare definitiva chiarezza sui criteri di accesso al bando regionale da 6 milioni di euro, giĂ  varato ma ancora oggetto di attesa per quanto riguarda le procedure applicative. La trasparenza e la certezza dei tempi sono considerate le uniche leve in grado di dare respiro a una crisi che minaccia di svuotare un’importante parte del bacino occupazionale materano.

Lo stato di agitazione resta confermato

Il prossimo appuntamento, previsto per il 29 luglio a Roma, è considerato il momento decisivo per capire se la vertenza imboccherĂ  la strada di una risoluzione strutturata o quella dell’oblio. Le sigle sindacali hanno ribadito che lo stato di agitazione non verrĂ  revocato. La volontĂ  collettiva è quella di continuare a monitorare ogni seduta istituzionale, mantenendo alta la soglia di attenzione su Matera, cittĂ  che, oltre alla vocazione turistica, deve continuare a contare su una base industriale solida.

Qualora dalla capitale non giungessero segnali concreti, i sindacati hanno giĂ  preannunciato l’intenzione di avviare forme di protesta e mobilitazione pubblica. La dignitĂ  dei lavoratori e il loro diritto a una continuitĂ  reddituale non possono essere subordinati a rinvii burocratici o a promesse elettorali rimaste sulla carta. La cittĂ  di Matera si prepara a vigilare affinchĂ© il presidio produttivo non diventi l’ennesimo capitolo di una deindustrializzazione del Mezzogiorno che non si può piĂą permettere di perdere altre eccellenze nel settore dei servizi.

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La visita del ministro Piantedosi a Matera: sicurezza e lotta al caporalato tra le prioritĂ  del governo

🛡️ Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a Matera per fare il punto su sicurezza, legalità e lotta al caporalato con le autorità provinciali. Un impegno concreto dello Stato per tutelare il lavoro sano e il territorio.

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#Matera #Sicurezza #LottaAlCaporalato #UGLMatera

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Pino GIORDANO, UGL Matera

Matera diventa oggi teatro di un passaggio istituzionale di alto profilo che segna un punto di svolta nelle politiche di controllo e tutela del territorio lucano. La visita del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, presso la CittĂ  dei Sassi, non rappresenta un semplice atto formale, ma si inserisce in una strategia piĂą ampia tesa a rafforzare la presenza dello Stato in un’area, quella materana e del Metapontino, che vive sfide complesse legate non solo alla criminalitĂ  predatoria, ma anche alla gestione del mercato del lavoro agricolo e industriale.

Il cuore istituzionale della giornata si è svolto all’interno della Prefettura di Matera, situata nel cuore nevralgico della cittĂ , dove il Ministro ha presieduto una riunione straordinaria del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Convocato dal Prefetto Maria Carolina Ippolito, il vertice ha visto la partecipazione dei massimi esponenti delle Forze dell’Ordine: il Questore Davide Della Cioppa, i rappresentanti dei comandi provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Al centro del dibattito, la necessitĂ  di innalzare i livelli di sorveglianza in vista del picco di presenze turistiche estive e l’urgenza di contrastare con mano ferma ogni forma di intermediazione illecita di manodopera.

Il contrasto al caporalato nell’area del metapontino

Il segretario provinciale dell’UGL di Matera, Pino Giordano, ha espresso soddisfazione per l’iniziativa ministeriale, sottolineando come la lotta al caporalato rappresenti una delle emergenze sociali piĂą persistenti e dolorose per l’economia agricola locale. L’area che si estende lungo la fascia ionica, da Policoro a Pisticci fino alle zone interne, richiede un monitoraggio costante. Le recenti operazioni condotte dai Carabinieri, in stretta sinergia con l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e gli agenti dell’INAIL, hanno dimostrato che il fenomeno non è invincibile, ma la sfida richiede un cambio di passo strutturale.

Secondo l’analisi dell’organizzazione sindacale, il lavoro sommerso non colpisce soltanto i lavoratori, privandoli dei diritti fondamentali, ma danneggia gravemente anche le aziende sane. Il tessuto produttivo della provincia di Matera è composto, infatti, da una maggioranza di imprenditori seri che operano nel rispetto dei contratti collettivi. Permettere che il mercato venga alterato da chi utilizza manodopera irregolare significa penalizzare proprio quelle imprese che, con fatica e lungimiranza, scelgono la via della regolaritĂ . Il richiamo di Giordano è chiaro: chi sfrutta non è un imprenditore, ma un soggetto che sottrae risorse vitali all’intero sistema economico e sociale lucano.

Sicurezza, legalitĂ  e il futuro dello sviluppo economico

La presenza del Ministro Piantedosi a Matera ribadisce che la sicurezza non deve essere intesa solo come contrasto ai reati contro il patrimonio, ma come baluardo della dignitĂ  umana. La sicurezza urbana, che abbraccia piazze e quartieri di Matera, e quella rurale, che tocca le aziende agricole delle contrade del Metapontino, devono procedere parallelamente. L’UGL chiede dunque un rafforzamento concreto degli organici delle forze di polizia, unito a un utilizzo piĂą spinto della tecnologia e all’integrazione delle banche dati tra le diverse istituzioni di controllo.

Solo attraverso una rete capillare di verifiche è possibile prevenire le derive illegali prima che queste si consolidino. Il legame tra legalitĂ  e sviluppo economico è, in questa visione, inscindibile: dove lo Stato garantisce regole certe e una tutela effettiva della concorrenza, le imprese sono piĂą incentivate a investire, assumere regolarmente e formare il personale. L’apprezzamento espresso nei confronti dei vertici locali della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, impegnati quotidianamente tra le vie del capoluogo e le aree rurali, testimonia il riconoscimento di uno sforzo corale. L’impegno, per le istituzioni e per le parti sociali, rimane quello di mantenere alta la guardia, trasformando il controllo del territorio in una condizione permanente per la crescita civile della provincia di Matera.

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Il cordoglio dell’Ugl di Matera per la scomparsa di Luigi Cavallari e la condanna agli atti di odio online

📢 La comunitĂ  di Matera si unisce nel cordoglio stringendosi attorno al Ministro Eugenia Roccella: il sindacato UGL condanna fermamente le polemiche dettate dall’odio sociale e ricorda l’impegno istituzionale del Ministro sul territorio lucano.

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#Matera #UGL #EugeniaRoccella #SolidarietĂ 

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Matera – La comunitĂ  del capoluogo lucano si stringe attorno al Ministro per la Famiglia, la NatalitĂ  e le Pari OpportunitĂ , Eugenia Roccella, in seguito alla drammatica vicenda che ha colpito la sua sfera privata. La scomparsa di Luigi Cavallari, marito del Ministro, ha generato un profondo senso di apprensione in tutto il Paese, con le autoritĂ  locali impegnate in un costante monitoraggio della situazione. A farsi portavoce del sentimento di vicinanza del sindacato è Pino Giordano, Segretario Provinciale dell’UGL Matera, che ha voluto ribadire il sostegno incondizionato alla famiglia Cavallari-Roccella in questo momento di sofferenza.

Il richiamo al rispetto e la condanna delle ostilitĂ  sui social

In un clima segnato dalla tensione per le ricerche in corso, il Segretario Giordano ha espresso rammarico per le reazioni verificatesi su alcune piattaforme digitali. La comparsa di insulti e commenti carichi di odio contro un esponente delle istituzioni, in un momento di fragilitĂ  emotiva, ha spinto il sindacato a prendere una posizione netta. Secondo l’UGL materana, le dinamiche di scontro politico non possono superare il limite della decenza umana. La solidarietĂ , in casi di tal natura, deve prevalere su ogni divergenza di opinione. L’organizzazione sindacale ha manifestato pieno sostegno al messaggio di vicinanza giĂ  espresso dal Segretario Generale dell’UGL, Paolo Capone, sottolineando come la ferocia gratuita di alcuni utenti online rappresenti una ferita ai principi fondamentali della convivenza civile che caratterizzano la comunitĂ  italiana.

Il legame istituzionale con la cittĂ  di Matera

Il rapporto tra il Ministro Eugenia Roccella e il territorio lucano non è recente. Proprio in un momento di grande visibilitĂ  internazionale per la CittĂ  dei Sassi, il Ministro aveva fatto visita alla provincia di Matera nell’ottobre del 2024. In quell’occasione, la presenza del rappresentante del Governo era legata all’apertura dei lavori del summit G7 dedicato alle Pari OpportunitĂ  e all’empowerment femminile, un evento che ha proiettato l’area dei Sassi al centro del dibattito globale sulle politiche sociali.

Oltre ai protocolli ufficiali, la visita del Ministro Roccella aveva lasciato un segno tangibile nel mondo sindacale locale. Durante il soggiorno a Matera, nonostante la fitta agenda istituzionale, il Ministro aveva trovato lo spazio per un confronto diretto con i rappresentanti dell’UGL. I temi sul tavolo furono quelli cari al tessuto produttivo della provincia: dalla crisi industriale che attanaglia diverse aziende del Distretto del Mobile Imbottito e dell’area industriale di Jesce, fino alle difficoltĂ  economiche che attanagliano le famiglie della Basilicata.

Problemi sociali e prospettive per la provincia lucana

L’incontro tra Pino Giordano e il Ministro Roccella fu focalizzato sulla crescente desertificazione industriale che sta svuotando la provincia di Matera. Si parlò di occupazione precaria, di tutele per i lavoratori in cassa integrazione e della necessitĂ  di politiche attive che potessero arginare l’esodo dei giovani talenti lucani verso il Centro-Nord o l’estero. In quel frangente, il Ministro mostrò una particolare tenuta nel recepire le istanze di un territorio periferico ma operoso, dimostrando capacitĂ  di ascolto e una sensibilitĂ  istituzionale che i rappresentanti locali ricordano con rispetto.

Oggi, a distanza di mesi da quel confronto avvenuto tra le bellezze storiche di Matera, il sindacato rinnova la stima per la persona prima ancora che per il ruolo ministeriale. Il ricordo di quel garbo istituzionale alimenta il desiderio di far sentire la vicinanza della base datoriale e lavorativa materana alla famiglia Cavallari. “In circostanze come queste – ha dichiarato Pino Giordano nella nota ufficiale – il valore della solidarietĂ  resta l’unico faro a cui aggrapparsi, superando ogni barriera ideologica per sostenere chi sta vivendo un vuoto umano incolmabile”. Il silenzio, nel rispetto della tragedia che sta colpendo i congiunti dello scomparso, viene indicato dall’UGL come la scelta piĂą corretta per onorare la sofferenza, un monito che si estende a tutti i cittadini e ai frequentatori del dibattito pubblico sul web.

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Crisi industriale in Basilicata, il caso Natuzzi accende il dibattito sul futuro del lavoro

📢 La crisi Natuzzi accende i riflettori sul precario futuro industriale della Basilicata. Sindacati e istituzioni chiedono un cambio di rotta per frenare la desertificazione e tutelare i lavoratori lucani.

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#Basilicata #Natuzzi #Matera #Lavoro

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Pino GIORDANO, Segretario Provinciale UGL Matera

Matera – Le tensioni che avvolgono lo stabilimento Natuzzi continuano a tenere banco nel dibattito politico ed economico del Sud Italia, sollevando dubbi sulla tenuta occupazionale nel triangolo compreso tra la provincia di Matera e l’area murgiana al confine con la Puglia. La mancata sottoscrizione del protocollo d’intesa presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha trasformato una vertenza aziendale in un campanello d’allarme per l’intero tessuto produttivo meridionale, innescando timori concreti legati a sospensioni delle attività e possibili delocalizzazioni.

Le ombre sul distretto del mobile e la gestione dei fondi pubblici

La vicenda che coinvolge il noto gruppo del settore arredamento non è un episodio isolato, ma si inserisce in un solco segnato da dinamiche industriali discutibili che durano da decenni. Pino Giordano, segretario provinciale dell’UGL di Matera, punta il dito contro un modello di gestione che ha visto, nel corso degli anni, l’erogazione di ingenti finanziamenti pubblici verso aziende private senza imporre vincoli ferrei sulla stabilità dei livelli occupazionali. Spesso, una volta terminato il periodo di fruizione degli incentivi economici, molte realtà hanno scelto la via della chiusura o del trasferimento produttivo altrove, lasciando sul campo capannoni desolati in aree strategiche come la zona industriale di La Martella o i siti storici della Val Basento.

Il territorio materano risulta il più colpito da questo fenomeno di desertificazione industriale. La crisi che investe il colosso dei divani si somma a vertenze storiche, come quella di CallMat, e alle difficoltà croniche dell’indotto locale, che da tempo attende segnali di rilancio. La richiesta che arriva dal sindacato è perentoria: chi trae vantaggio dalla spesa pubblica deve assumersi una responsabilità sociale verso la comunità locale. Giordano propone l’introduzione di clausole di restituzione dei benefici economici per le imprese che decidono di delocalizzare dopo aver attinto a risorse collettive, una misura volta a porre fine alla stagione dei sussidi privi di controlli.

Una visione comune per il rilancio del territorio

Nonostante le difficoltà, la politica locale cerca di tracciare una nuova rotta. L’attuale amministrazione regionale, rappresentata dal Presidente Vito Bardi e dagli assessori Francesco Cupparo e Cosimo Latronico, sta tentando di convogliare le risorse del Fondo di Coesione e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza verso obiettivi di crescita strutturale. L’idea di fondo, condivisa anche dal vertice di Confindustria Basilicata, Francesco D’Alema, mira a centrare gli investimenti su innovazione tecnologica, potenziamento delle infrastrutture e valorizzazione delle competenze del capitale umano.

Questa impostazione si distacca dalle logiche assistenzialiste del passato, cercando di dare corpo a un sistema industriale in grado di reggere la competizione internazionale non attraverso il contenimento dei costi, ma tramite la qualità e la stabilità. Per ottenere risultati tangibili, tuttavia, occorre un’azione sinergica che veda parlamentari, amministratori regionali, sindacati e imprenditori agire come un fronte unico durante le interlocuzioni a Roma. La richiesta avanzata dall’UGL non ammette deroghe: il riconoscimento dell’area materana e dei comuni della Val Basento come zone di crisi industriale complessa appare fondamentale per sbloccare strumenti di sostegno straordinario.

Verso un piano di reindustrializzazione per la provincia di Matera

La stabilità del lavoro resta il baricentro attorno al quale deve ruotare ogni decisione futura. Le famiglie che risiedono tra Matera, Ferrandina, Pisticci e i centri limitrofi vivono un momento di forte incertezza, con giovani generazioni che faticano a intravvedere prospettive di carriera nella propria terra d’origine. La strategia proposta dal sindacato è quella di avviare un piano straordinario di reindustrializzazione, capace di attrarre capitali sani e di legare in maniera indissolubile il sostegno statale al mantenimento fisico dei processi produttivi nei confini regionali.

Il futuro della Basilicata passa inevitabilmente per la capacitĂ  di superare le frammentazioni politiche. La difesa del sistema produttivo lucano non è una battaglia di parte, ma un obbligo morale verso intere generazioni di lavoratori che hanno contribuito a rendere grande il marchio del made in Italy nel mondo. Solo attraverso il rigore nelle clausole di finanziamento e una programmazione economica di lungo respiro, sarĂ  possibile evitare che il declino industriale diventi una costante del panorama economico regionale. Il tempo dello spreco di risorse pubbliche deve lasciare spazio a una nuova stagione di responsabilitĂ , dove l’impresa torni a essere motore di sviluppo sociale e non mera entitĂ  volatile in cerca di profitti immediati.

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