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Sport

Se vuoi raggiungere ottimi risultati, fai attenzione anche ai piccoli dettagli

Nelle cose che fai, se vuoi raggiungere ottimi risultati, oltre alla passione fai attenzione anche ai piccoli dettagli. Lo dice anche Paulo Coelho nel “Manual del guerrero de la luz”.

Lo sport fa prendere direzioni per raggiungere traguardi, mete e obiettivi difficili, sfidanti ma non impossibili superando eventuali imprevisti lungo il percorso con fiducia in sé, con impegno, motivazione, passione e determinazione.

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Redazione-  Nelle cose che fai, se vuoi raggiungere ottimi risultati, oltre alla passione fai attenzione anche ai piccoli dettagli. Lo dice anche Paulo Coelho nel “Manual del guerrero de la luz”.

Lo sport fa prendere direzioni per raggiungere traguardi, mete e obiettivi difficili, sfidanti ma non impossibili superando eventuali imprevisti lungo il percorso con fiducia in sé, con impegno, motivazione, passione e determinazione. Gli obiettivi si possono perseguire con piacere, passione, motivazione, impegno. Il talento non basta per raggiungere l’eccellenza, l’impegno è di rilevanza fondamentale.

Lo sport incrementa consapevolezza, sviluppa autoefficacia consolidando la fiducia in sé stessi di riuscire in qualcosa; lo sport incrementa la resilienza, si affrontano e si superano meglio i problemi, le crisi, le difficoltà. La passione per uno sport permette di sperimentarsi, condurre un sano stile di vita fatto di fatica e gioie, di relazioni, di mete e obiettivi da costruire, di situazioni da sperimentare.

La motivazione, la passione, il bisogno spinge la persona a raggiungere un obiettivo nella vita o nello sport. Per attivarsi e impegnarsi, l’obiettivo dovrebbe essere sfidante e difficile ma raggiungibile, non impossibile. Dietro lo sport c’è un mondo fatto di tanta fatica e impegno con passione e determinazione, tanti pensieri e dubbi, tante sfide e sogni da realizzare, tante prove in allenamento e gara, tante persone dietro gli atleti; chi rema a favore e chi contro, ma anche tante gioie e soddisfazione oltre a tanti aspetti da curare quali forza fisica e mentale, resistenza, fiducia in sé, clima di squadra, coordinazione, si porta a casa sempre tanti insegnamenti, esperienze che fanno crescere e maturare.

Per ottenere qualcosa bisogna faticare, impegnarsi un po’ soffrire, incontrare discese e salite e arrivare a conclusione sperimentando soddisfazione e gioia oltre che dolore e sofferenza.

La chiave del successo è nell’acronimo C.A.R.: Consapevolezza, Autoefficacia, Resilienza.

Una chiave per il benessere e il successo che racchiude tre aspetti: Consapevolezza di sé stessi, proprie risorse, capacità e limiti; Autoefficacia, fiducia in se stessi, ancorandosi a precedenti esperienze di successo; Resilienza per affrontare, gestire e superare momenti e periodi difficili.

Consapevolezza di sé, proprie risorse, capacità e limiti, focalizzandosi con attenzione per comprendere dove vogliamo arrivare. La motivazione deve essere solida. È necessario attingere alle risorse interne per perseguire le mete desiderate e cavalcare l’onda del cambiamento per seguire la direzione che porta a trasformare sogni in realtà e raggiungere obiettivi sfidanti ma non impossibili.

È importante valutare momento per momento se quello che si sta facendo è in linea con il proprio desiderio e il proprio bisogno. È un contattare le proprie sensazioni considerando gli obiettivi che si vogliono perseguire con piacere, passione, motivazione, impegno. L’esperienza serve per andare avanti con pazienza, un passo alla volta, con consapevolezza e rispettando i propri limiti.

Fai un programma mentale dei tuoi prossimi obiettivi, cosa vuoi raggiungere in ordine prioritario e come? Cosa sei disposto a fare, a rinunciare, a sacrificare? Cosa devi evitare o devi fare per raggiungere i tuoi obiettivi? Qual è il costo? Ne vale la pena?

Autoefficacia, fiducia in se stessi ancorandosi a precedenti esperienze di benessere e successo. La self efficacy è la convinzione di possedere le capacità per raggiungere i risultati prefissati. Le fonti delle convinzioni di efficacia: esperienze di successo, modelli di riferimento, persuasione verbale, sensazioni sperimentate in esperienze di successo. Le persone con un alto senso di autoefficacia percepiscono le difficoltà come sfide. L’esperienza diretta di successo in compiti di crescente difficoltà è la fonte principale delle convinzioni di autoefficacia. Fissare obiettivi raggiungibili e progressivamente più ambiziosi è uno dei modi migliori per aumentare l’autoefficacia.

Come rafforzare le convinzioni di autoefficacia di riuscita? Ricorda un evento, episodio, prestazione, dove sei riuscito, quali erano le sensazioni? Cosa ha contribuito alla tua riuscita? Quali tue caratteristiche sono state determinanti? Chi ha contribuito al tuo successo?

Resilienza per affrontare, gestire e superare momenti e periodi difficili, ripartendo con più convinzione, riprovando in modo diverso con sorriso e ottimismo. L’essere resilienti permette di ricominciare con più coraggio, esperienza, sicurezza. La resilienza trasforma persone e li rende più forti dal punto di vista più mentale che fisico.

Per ogni problema c’è almeno una soluzione, è possibile trovare tale soluzione che ti porterà al traguardo finale a superare gli imprevisti le sofferenze che comunque diventano passeggere. Bisogna essere resilienti e pronti al cambiamento, rimodulare gli obiettivi in base alle proprie condizioni fisiche attuali.

Diventa importante un lavoro di immaginazione, vedersi avanti nel tempo con l’obiettivo raggiunto e poi ripercorrere la linea del tempo, indietro un passo alla volta.

Come ti vedi avendo già raggiunto l’obiettivo? Dove? Con chi? Come ti senti? Come è stato raggiungere l’obiettivo? Cosa hai fatto? Chi ti ha aiutato? Quali sono tue risorse? Come hai iniziato? Da dove sei partito? Quali difficoltà hai incontrato? Come le hai superate?

Raggiungere l’obiettivo tuo e di squadra

Per attivarsi e impegnarsi, l’obiettivo dovrebbe essere sfidante e difficile ma raggiungibile, non impossibile. Diventa importante un lavoro di immaginazione, vedersi avanti nel tempo con l’obiettivo raggiunto e poi ripercorrere la linea del tempo, indietro un passo alla volta.

Definisci l’obiettivo tuo e di squadra a una data presunta

Immagina di aver appena raggiunto il tuo obiettivo – quali sono le emozioni che stai provando, cosa si può vedere intorno a te, che cosa si può sentire?

Cosa ha funzionato nel percorso per raggiungere gli obiettivi?

Quali sono state le qualità e capacità tue e degli altri componenti per raggiungere gli obiettivi?

Ora che c’è più consapevolezza, a partire da oggi costruisci un piano per il tuo futuro.

Buona fortuna, goditi il tuo viaggio.

 

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Sport

Nadia Battocletti nella leggenda dell’atletica: a Birmingham trionfa nei 10.000 ed è la prima donna nella storia a centrare la doppia doppietta. “La mia forza siete voi”

Semplicemente I-M-M-E-N-S-A! 🥇 🇮🇹 Nadia Battocletti riscrive la storia e ci fa impazzire d’orgoglio ai Campionati Europei di Birmingham 2026! Tre giorni dopo l’oro nei 5000 metri, la fuoriclasse trentina sbaraglia la concorrenza e vince anche la gara dei 10.000 metri (in 31’41″17). È un record PAZZESCO: Nadia è la PRIMA DONNA NELLA STORIA a conquistare la doppia doppietta in due edizioni europee consecutive (Roma 2024 e Birmingham 2026)! Bravissime anche le italiane Elisa Palmero e Federica Del Buono (rispettivamente 5° e 6°). Ma oltre alle gambe d’oro, c’è un cuore grande. L’intervista a caldo: “I record? Sono felice solo perché rendo felice la gente. Tanti anziani e bimbi mi scrivono che trovano la forza guardandomi. Ma la verità è che sono io che trovo la forza grazie a voi!”. Facciamo un applauso infinito alla regina d’Europa nel nostro articolo! 👇 💙

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Nadia Battocletti

Sport (Birmingham) – Ci sono campioni che vincono le medaglie e finiscono negli annali, e poi ci sono leggende viventi che riscrivono letteralmente i libri di storia, conquistando non solo i podi, ma anche il cuore di un’intera Nazione. Nadia Battocletti appartiene, senza ombra di dubbio, a quest’ultima e rarissima categoria di fuoriclasse. Sulla gloriosa pista di Birmingham 2026, la fuoriclasse trentina si è appena confermata l’indiscussa e assoluta regina d’Europa del mezzofondo prolungato, conquistando una monumentale medaglia d’oro nei 10.000 metri, ad appena tre giorni di distanza dal trionfo mozzafiato registrato nei 5.000 metri. Con questa clamorosa vittoria, il tricolore italiano sventola più alto che mai nel cielo britannico.

La regina d’Europa è ancora azzurra: un record storico e ineguagliabile

Ciò che ha compiuto Nadia Battocletti nella serata di Birmingham va ben oltre il semplice e pur straordinario gesto atletico, proiettandola direttamente nel gotha mondiale dell’atletica leggera femminile. Ripetendo l’esatta, trionfale impresa compiuta in casa, sotto il cielo magico di Roma 2024, la mezzofondista trentina è diventata la prima donna in assoluto nella storia dell’atletica continentale a centrare due formidabili doppiette (oro nei 5.000 e oro nei 10.000 metri) in due edizioni consecutive dei Campionati Europei. Una supremazia tecnica, fisica e tattica che al momento non conosce rivali nel vecchio continente e che testimonia una solidità mentale fuori dal comune.

La gara perfetta e i piazzamenti delle altre straordinarie azzurre

La gara dei 10.000 metri è stata un capolavoro di intelligenza tattica e gestione delle energie. Battocletti ha saputo attendere il momento propizio per sferrare l’attacco decisivo, imponendosi sul traguardo con il formidabile crono di 31’41″17. Un tempo che ha lasciato il vuoto alle sue spalle, costringendo alla resa due fortissime avversarie: la tenace olandese Maureen Koster (che si è dovuta accontentare della medaglia d’argento chiudendo in 31’45″76) e la belga Jana van Lent, che si è messa al collo la medaglia di bronzo fermando il cronometro sul 31’47″81.

Ma la serata magica di Birmingham non si esaurisce solo con l’oro di Nadia, confermando lo straordinario stato di salute di tutto il movimento del mezzofondo azzurro. Le altre atlete italiane in gara hanno infatti disputato una prova maiuscola: la bravissima Elisa Palmero ha conquistato uno splendido e prezioso quinto posto (32’00″06), seguita a ruota dalla grintosissima Federica Del Buono, che ha tagliato il traguardo in sesta posizione (32’01″42). Una vera e propria marea azzurra che ha inondato le prime posizioni della classifica europea.

L’intervista: “La vera vittoria è l’amore della gente”

Tuttavia, ciò che rende Nadia Battocletti una campionessa immensa, amata da milioni di italiani, non è soltanto la bacheca piena di ori europei, ma l’incredibile profondità del suo animo. Pochi minuti dopo aver tagliato il traguardo, ancora madida di sudore e con l’oro al collo, la ragazza trentina ha rilasciato dichiarazioni da brividi ai microfoni di Sky Sport: «Vi dico la verità, al di là dei risultati sportivi, ciò che mi rende davvero felice è riuscire a rendere felici le altre persone», ha confessato con il suo inconfondibile sorriso umile e luminoso.

«Ogni giorno mi scrivono centinaia di persone, dai bambini piccoli fino agli anziani. Molti di loro mi dicono che trovano la forza di superare le difficoltà della vita di tutti i giorni semplicemente guardandomi correre. Ma la verità», ha concluso l’azzurra emozionando l’intervistatore, «è che sono io a trovare la forza e il coraggio leggendo le loro parole».

Il simbolo di un’Italia che vince col sorriso

Nadia Battocletti è il volto pulito di uno sport fatto di fatica vera, sacrificio estremo e valori autentici. Mentre si gode il doppio tetto d’Europa a Birmingham, ci ricorda una lezione meravigliosa: le medaglie si possono vincere o perdere, i record sportivi sono fatti per essere prima o poi superati, ma l’amore, il rispetto e l’empatia che un’atleta riesce a trasmettere alla gente restano incisi nella memoria collettiva per l’eternità. Grazie, immensa Nadia!

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Sport

L’oro storico che fa piangere di gioia la Ciociaria: Gabriele Di Sora vince in Thailandia e conquista il tetto del mondo nella Muay Thai

La Ciociaria vola sul tetto del mondo! 🇮🇹🥊 Il giovanissimo Gabriele Di Sora compie un’impresa leggendaria in Thailandia, conquistando la medaglia d’oro mondiale nella Muay Thai a soli 18 anni! 🏅✨ Un trionfo clamoroso che fa piangere di gioia Frosinone. Il consigliere Gianluca Quadrini celebra l’atleta: “Simbolo di una terra sana e vincente”. Orgoglio immenso! ❤️ Leggi qui per scoprire i dettagli di questa notte storica per lo sport italiano! 👇

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Gabriele Di Sora vince in Thailandia

Frosinone – Esistono imprese sportive che superano i confini del ring per trasformarsi in leggende metropolitane, in storie di riscatto e di orgoglio capaci di infiammare il cuore di un’intera provincia. Quello che è accaduto a Bangkok, nel tempio indiscusso e sacro della Muay Thai, è un miracolo di determinazione, giovinezza e sacrificio. Un ragazzo frusinate di appena diciotto anni, Gabriele Di Sora, classe 2008, ha compiuto il capolavoro della vita laureandosi campione del mondo e conquistando una leggendaria medaglia d’oro nella categoria -57 kg. Un traguardo immenso che ha spinto le istituzioni locali a tributargli un omaggio solenne, trasformando la sua vittoria nell’emblema di una terra che sa lottare e sa vincere.

A farsi portavoce del profondo sentimento di commozione e orgoglio istituzionale che sta attraversando l’intera comunità è Gianluca Quadrini, Consigliere Provinciale di Frosinone e autorevole dirigente di ANCI Lazio. Attraverso una nota ufficiale, Quadrini ha voluto stringere in un abbraccio virtuale il giovanissimo campione, sottolineando la portata storica di un successo che va ben oltre il semplice dato statistico. Vincere nel paese in cui questa disciplina millenaria è nata e viene vissuta come una vera e propria religione rappresenta un’impresa epica, un evento che iscrive di diritto il nome di questo atleta ciociaro negli annali dello sport internazionale.

La gabbia della pressione spezzata da un cuore di soli 18 anni

Guardando al percorso che ha portato il giovane Gabriele sul gradino più alto del podio, si comprende l’eccezionalità della sua forza mentale. Affrontare il debutto internazionale a una simile età, lontano da casa, e sottoporsi a due settimane di preparazione estenuante e massacrante all’interno dei durissimi centri d’allenamento thailandesi, avrebbe potuto piegare chiunque. Di Sora, invece, ha dimostrato una disciplina, una tenacia e una maturità psicologica fuori dal comune. La finale contro l’atleta di casa, spinto dal tifo incessante del pubblico locale, è stata il capolavoro tattico e umano di un ragazzo che ha saputo trasformare la fatica in energia pura, non lasciando scampo al suo avversario.

“Questo straordinario traguardo illumina e dà prestigio all’intera provincia di Frosinone”, ha dichiarato con forza Gianluca Quadrini nel suo comunicato. Successi di questa portata sono la testimonianza tangibile di come la Ciociaria sia un vivaio inesauribile di eccellenze e di talenti puri. Quando i nostri giovani sono supportati da una passione autentica e da una dedizione feroce, non hanno timore di nessuno e possono guardare a testa alta il panorama sportivo mondiale. Gabriele è l’esempio plastico di una Ciociaria sana, pulita, che lavora in silenzio per raccogliere frutti straordinari.

Il miracolo delle palestre di periferia: dove si impara a diventare uomini

Dietro i riflessi dorati di una medaglia mondiale c’è sempre un mondo sommerso fatto di sudore, lacrime e legami umani indissolubili. Un plauso carico di gratitudine deve essere esteso all’ASD Maluma Martial Arts, ai maestri, ai tecnici e a tutto lo staff che ha curato la preparazione atletica e strategica del ragazzo, senza dimenticare il ruolo fondamentale della sua famiglia. Le associazioni sportive dilettantistiche del territorio rappresentano un presidio sociale e formativo insostituibile per le nostre comunità: sono luoghi magici in cui si insegna ai ragazzi il valore sacro del sacrificio, il rispetto profondo per l’avversario e l’etica del lavoro quotidiano.

La favola di Gabriele Di Sora è appena cominciata, ma le sue radici sono ben salde nella sua terra d’origine. “In qualità di Consigliere Provinciale e dirigente ANCI Lazio – ha concluso Quadrini – ribadisco l’impegno totale delle istituzioni nel sostenere e valorizzare le eccellenze locali, affinché lo sport continui a essere un volano di crescita culturale e d’immagine per le nostre comunità”. A questo straordinario ragazzo giunge il calore e l’augurio più affettuoso di un popolo intero: che questo oro in Thailandia sia solo il primo capitolo di una vita luminosa nel professionismo mondiale. La Ciociaria oggi cammina a un palmo da terra, fiera del suo piccolo, grande re del ring.

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Sport

Recensione libro “Dieci cuori Invictus” di Valentina Giordano

Una domanda che lo psicologo potrebbe fare a una persona che si rivolge a lui è: Qual è il momento peggiore e quello migliore della tua giornata? Alcuni potrebbero rispondere: “Il momento peggiore è la mattina quando suona la sveglia e il momento migliore è alle 18.00 perché mi incontro con gli altri amici del gruppo Invictus per l’allenamento di atletica”.

Sempre lo psicologo potrebbe dire: “La vita è fatta di cose che si devono fare, cose che si vogliono fare e cose che si possono fare. Quindi la scuola può essere noiosa, pesante ma diciamo che si deve fare in quanto è propedeutica a un futuro lavorativo, così come un allenamento faticoso è propedeutico per raggiungere una eccellente performance”.

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Cover Libro Invictus

Redazione-  Una domanda che lo psicologo potrebbe fare a una persona che si rivolge a lui è: Qual è il momento peggiore e quello migliore della tua giornata? Alcuni potrebbero rispondere: “Il momento peggiore è la mattina quando suona la sveglia e il momento migliore è alle 18.00 perché mi incontro con gli altri amici del gruppo Invictus per l’allenamento di atletica”.

Sempre lo psicologo potrebbe dire: “La vita è fatta di cose che si devono fare, cose che si vogliono fare e cose che si possono fare. Quindi la scuola può essere noiosa, pesante ma diciamo che si deve fare in quanto è propedeutica a un futuro lavorativo, così come un allenamento faticoso è propedeutico per raggiungere una eccellente performance”.

Quindi, in quello che si deve fare si può cercare qualcosa che può interessare, che può essere meno pesante e noioso, che può comunque servire, che può appassionare.

In questo libro di testimonianze di 10 amici quello che emerge è una vita super impegnata, fatta di rispetto di regole familiari e scolastiche ma anche di una passione sportiva con amici con i quali si condividono allenamenti, ci si conosce, ci si confronta, ci si sente liberi, e questo è il vantaggio dello sport, uno sport di gruppo guidati da un coach che risulta essere un educatore che si affianca ai genitori, ai professori.

In questo libro ci viene spiegata la vita quotidiana di ragazze e ragazzi che si incontrano, si divertono, si lamentano ma trovano uno scopo, un interesse, una passione. Un libro da pubblicizzare negli ambienti scolastici e sportivi.

Sophia: con sogni da realizzare con la consapevolezza che a questa età è sotto controllo dai genitori preoccupati per la sua educazione e il suo futuro. Ma lo sport aiuta a sentirsi libera a progettare sogni riferendosi a campioni che non hanno mollato. Importante l’amicizia che aiuta ad andare avanti, a confrontarsi, a sostenersi l’un l’altro.

Valentina: emerge l’importanza avere un’amica del gruppo e un gruppo di amici per divertirsi, confrontarsi, aiutarsi e lo sport aiuta sempre a conoscersi meglio nella determinazione per raggiungere obiettivi ritenuti importanti.

Paolo: apprezza la compagnai degli amici soprattutto nell’attività sportiva dove trova uno svago, un’opportunità per conoscersi, mettersi in gioco.

Vittoria: ha trovato la gioia e il piacere nell’essere coinvolta nella pratica dell’atletica nella squadra Invictus, la giornata può essere faticosa, noiosa, pesante ma prima o poi si faranno le 18.00 per incontrarsi per gli amici e allenarsi.

Nelle testimonianze dei ragazzi atleti si incrociano le storie e ognuno menziona l’altro come amica o amico, raccontando aneddoti simpatici e divertenti.

Gloria: sembra essere molto sensibile, empatica, altruistica e disposta a interessarsi all’altro, aiutarlo, dargli una mano scoprendo che altri hanno risorse nascoste. L’appuntamento delle 18,00 risulta essere il momento dell’incontro con gli altri.

Marco: per tutti la sveglia la mattina è il momento più difficile, bisogna alzarsi e iniziare a recarsi a scuola ma si sa che prima o poi arriveranno le 18.00 per incontrare il coach e gli altri, per essere in pista, per finire la giornata in bellezza.

Filippo: come tanti altri ragazzi deve alzarsi e fare in fretta per recarsi a scuola, anche lui come tanti proviene da un’altra città, come per alcuni altri uno dei genitori si è dovuto trasferire per lavoro e i ragazzi si sono dovuti adattare alla nuova città con nuove abitudini, amici, incontri, scoperte. Come altri ragazzi la giornata è piena di impegni ma prima o poi si fano le 18,00 ed è il loro momento, il loro fine giornata fantastico.

Michela, come alcuni altri ragazzi la sveglia comanda i ritmi e scandisce i tempi per recarsi a scuola e bene o male la mattinata passa e il pranzo si può consumare o meno con i genitori che al tempo d’oggi come tanti altri sono impegnatissimi ma è importante avere amici che sostengono e poi meno male che le 18,00 prima o poi arrivano per sentirsi parte di un gruppo e sentirsi liberi di esprimersi e mettersi in gioco in uno sport che piace e appassiona.

Walter: racconta che la vita non è facile a iniziare dalla sveglia e poi i trasferimenti da casa a scuola, ognuno il suo, motorino, bici, bus, in macchina con papà, poi si possono fare incontri piacevoli e spiacevoli, si può arrivare in ritardo ma tutto passa e finalmente le 18,00 davanti al coach per iniziare un allenamento in compagnia piacevole anche se faticoso.

Fortunato, il capitano: racconta del suo bisogno di trovare una persona da amare come gli raccontava suo nonno, descrive le polarità di ogni cosa, positivo e negativo che possono capitare a scuola, nelle relazioni, in famiglia e il grande vantaggio di fare sport nella sua squadra e spiega il significato del nome: “La parola ‘Invictus’ deriva dal latino e significa …comunemente, ‘invincibile’…Questa semplice parola racchiude in sé tantissimi concetti: trasmette un senso di forza interiore e resilienza, richiamando la capacità di rimanere integri di fronte alle avversità, senza lasciarsi sottomettere dal dolore, dalla paura o dalle difficoltà; … suggerisce una scelta consapevole di continuare a lottare, anche quando la vittoria sembra lontana, trasmettendo valori quali la determinazione e il coraggio”.

Dai racconti dei 10 ragazzi ‘Invictus’ emerge che la vita può essere faticosa, a iniziare dal risveglio mattutino con la sveglia per recarsi a scuola, un luogo che si deve andare perché bisogna studiare ma la giornata è piena di impegni e di relazioni, impegni più o meno piacevoli e spiacevoli e relazioni più o meno piacevoli e spiacevoli, dipende dai ragazzi cosa vogliono scegliere, cosa devono, possono e vogliono fare.

Ogni giorno i ragazzi si relazionano con la propria famiglia che può essere preoccupata, apprensiva, troppo rigida, troppo flessibile ma comunque c’è, è una guida per loro che devono trovarsi la propria strada, la propria indipendenza, le proprie passioni e amicizie.

Oltre ai genitori educatori vi sono gli inseganti che posso essere un rifermento dei ragazzi e possono coinvolgere o annoiare i ragazzi e le passioni diventano importanti per mettersi in gioco, per conoscere il proprio corpo, le proprie attitudini e per avere momenti di svago.

Anche il coach diventa un educatore di riferimento che può consigliare, suggerire, allenare i ragazzi e un gruppo di ragazzi, creando un ambiente accudente e interessante per loro, dove si possono ritrovare, confrontare, condividere fatiche e soddisfazioni.

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