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Ciampino, sport e memoria condivisa al Training Camp Jackals: Softair, Difesa Femminile e Beneficenza al centro della giornata

🎯 A Ciampino il Training Camp Jackals ha unito softair, difesa femminile, beneficenza e memoria associativa in una giornata dedicata ai giovani e ai valori di disciplina, squadra e impegno civile. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#Ciampino #Softair #Sport #Eventi

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Locandina evento 28 giugno 2026

Ciampino Una giornata costruita attorno allo sport, alla partecipazione e alla trasmissione di valori come disciplina, spirito di squadra e senso di responsabilità. È questo il significato del Training Camp Jackals, la manifestazione che si è svolta domenica 28 giugno a Ciampino e che ha messo in relazione il mondo del softair con quello dell’associazionismo militare, in un’iniziativa promossa dall’Associazione sportiva Jackals insieme all’Associazione nazionale del Fante.

L’evento ha proposto un format articolato, capace di unire attività sportive, momenti formativi e un’attenzione concreta alla solidarietà. Il risultato è stata una giornata pensata non solo per gli appassionati della disciplina, ma anche come occasione per coinvolgere i più giovani attorno a un insieme di principi condivisi: rispetto delle regole, pianificazione, capacità di cooperare e disponibilità al sacrificio.

Softair e associazionismo militare: un incontro nel segno dei valori

Il cuore della manifestazione è stato proprio il dialogo tra due mondi apparentemente diversi ma accomunati, secondo gli organizzatori, da una stessa base educativa. Da una parte il softair, attività sportiva basata su strategia, coordinamento e gestione degli obiettivi; dall’altra l’Associazione nazionale del Fante, custode di una memoria storica e civile legata alla tradizione della Fanteria italiana.

L’intento dichiarato è quello di valorizzare il softair non soltanto come pratica ludico-sportiva, ma come contesto nel quale trasmettere ai ragazzi un patrimonio di atteggiamenti e comportamenti che vanno oltre il gioco. In questa chiave, il richiamo alla disciplina militare non viene interpretato come imitazione o sovrapposizione, ma come occasione per riflettere su impegno personale, coesione del gruppo e rispetto di una cornice condivisa.

Difesa femminile, torneo e mercatino: il programma della giornata

Il Training Camp Jackals si è sviluppato attraverso diverse attività, pensate per rendere l’appuntamento il più possibile aperto e partecipato. Durante la giornata si è svolto un mercatino di articoli militari, che ha affiancato l’aspetto espositivo a quello di incontro tra appassionati e curiosi. Accanto a questo, uno dei momenti più significativi è stato lo stage di difesa femminile, inserito nel programma come spazio formativo concreto e rivolto alla sicurezza personale.

Sul versante sportivo, il pubblico ha potuto seguire anche un torneo 3 contro 3 di softair, formula dinamica che ha dato ritmo alla manifestazione e messo in evidenza gli elementi tipici della disciplina: rapidità di lettura del contesto, strategia, coordinamento e lucidità. A completare il quadro c’è stata anche una raccolta alimentare per beneficenza, che ha dato alla giornata una dimensione solidale, collegando l’evento a un gesto diretto di sostegno verso chi vive situazioni di difficoltà.

Il messaggio dell’Associazione nazionale del Fante

A spiegare il senso dell’iniziativa è stato Pasquale Trabucco, vicepresidente nazionale dell’Associazione del Fante, che ha sottolineato come l’assenza del servizio militare di leva abbia tolto a molte nuove generazioni un’esperienza che, al di là del giudizio storico e politico, per anni ha rappresentato anche un luogo di trasmissione di valori collettivi.

Secondo Trabucco, il softair si sviluppa comunque attorno a principi che richiamano alcuni aspetti della tradizione della Fanteria: organizzazione, spirito di corpo, rispetto delle regole e orientamento all’obiettivo. Per questo, ha spiegato, l’associazione non intende snaturare la disciplina, ma piuttosto riconoscerne la potenzialità come spazio in cui promuovere il senso della memoria, dell’impegno civile e dell’amore per la Nazione.

Un’iniziativa che guarda soprattutto ai giovani

L’elemento forse più rilevante della giornata di Ciampino è proprio questo: la volontà di rivolgersi ai più giovani attraverso linguaggi e attività che parlano il loro tempo, senza rinunciare a trasmettere riferimenti più ampi. In una fase storica in cui il rapporto con le istituzioni, con la memoria collettiva e con l’idea stessa di comunità appare spesso frammentato, iniziative come questa puntano a costruire luoghi di aggregazione fondati su regole, partecipazione e responsabilità.

Il Training Camp Jackals ha così provato a tenere insieme sport, educazione informale e solidarietà, offrendo una giornata in cui il divertimento non fosse separato dalla formazione del carattere e dalla dimensione civica. Una formula che, al di là del singolo evento, racconta il tentativo di usare lo sport come strumento di relazione e di crescita.

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Sport

Aldo Zaino, classe 1935, grande per l’età e per essere sempre presente

Un grande Aldo Zaino, grande per l’età classe 1935, grande per essere sempre presente quando si tratta di presentare un libro, quando c’è una conferenza stampa di presentazione gara e atleti.

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Aldo Zaino

Redazione-  Un grande Aldo Zaino, grande per l’età classe 1935, grande per essere sempre presente quando si tratta di presentare un libro, quando c’è una conferenza stampa di presentazione gara e atleti.

Notevole esperienza atletica performante per Aldo Zaino, ricordi resilienti di anni di successi quale il 2015, vincitore categoria M80 maratona Roma 22 marzo in 4h46’42” (real time 4h44’11”) e argento individuale europei mezza maratona in 2h01’45” e oro a squadra M80 mezza maratona Grosseto 17 maggio.

Il 22 marzo 2015 Aldo Zaino vinse la categoria M80 alla 21^ Maratona di Roma in 4h46’42” (real time 4h44’11”) precedendo Ugo Marchionni 5h15’55” e Roberto Garuti 5h21’45”.

Il vincitore assoluto fu Abebe Negewo Degefa (ETH) 2h12’23”, precedendo Birhanu Addis Achambe (ETH) 2h12’32” e Chatbi Jamel (ITA) 2h14’04”. Tra le donne vinse Meseret Tolwalk (ETH) 2h30’25”, Alem Fikre Kifle (ETH) 2h31’01” e Deborah Toniolo 2h36’30”.

Il 17 maggio 2015 Aldo Zaino ha ottenuto un argento individuale e un oro a squadra M80 alla XIV^ Edizione dei Campionati Europei Master non stadia-Grosseto/Castiglione della Pescaia, in 2h01’45”, preceduto da Christian Vetsch (SUI) 1h59’32” e un oro a squadra grazie agli altri 2 italiani Angelo Cerello (2h13’48”) e Giacomo Mozzoni (2h20’45”). Il vincitore assoluto fu Said Boudalia (ITA) 1h08’18” precedendo Joachim Nshimirimana (ITA) 1h08’32” e Gianluca Borghesi. Tra le donne vinse Tatiana Betta 1h19’17”, precedendo Palma De Leo 1h23’16” e Paola Di Tillo 1h24’49”.

Un grande Aldo Zaino per il fatto di raccontare e imprimere momenti di sport suoi e di altri attraverso foto che scatta prima, durante e dopo le gare e scrivendo articoli di presentazione gare ed eventi e resoconti eventi.

Grande per essere consapevole di quello che può fare e dei suoi limiti, ascoltando suggerimenti di familiari e amici. Grande per aver creato il gruppo Facebook “podisti over 70” https://www.facebook.com/groups/1463063463948885 per dare visibilità e spazio a persone che continuano a fare sport felicemente e resilientemente ai quali la comunità dovrebbe essere grata per essere persone autonome grazie allo sport che li ha portati attivi con entusiasmo in età avanzate, perché questo è il vantaggio dello sport, preserva persone, le fa star bene fisicamente, mentalmente, emotivamente e anche dal punto di vista relazionale, perché lo sport abbatte muri e barriere, culturali e generazionali.

Grande perché è uno di noi ed è simpatizzante degli atleti con disabilità visiva le cui guide aumentano sempre di più e permettono sempre più atleti non vedenti e ipovedenti di correre e mettersi in gioco in allenamenti, gare, evneti.

Questo è lo sport che vogliamo.

Si è sempre in tempo per prendere un treno dello sport, da piccoli si incontrano sport ma poi per diversi motivi è difficile proseguire e allora da grandi si può riprendere questa passione che diventa un beneficio per il fisico e le mente.

Lo sport è di tutti e per tutti, ognuno con le proprie possibilità e modalità; lo sport fa bene al cuore, al corpo e alla mente; lo sport è inclusivo, aggrega e avvicina persone, culture e mondi; lo sport abbatte muri e barriere fisiche, mentali, culturali e generazionali; lo sport incrementa consapevolezza delle proprie possibilità e capacità e anche dei propri limiti; lo sport permette di andare oltre; lo sport sviluppa fiducia in se e incrementa la resilienza.

Lo sport che vogliamo è competitivo ma non aggressivo, dove si rispetta se stessi e gli altri; uno sport dove si può sperimentare uno spirito di squadra accogliente e rispettoso dove c’è posto per tutti e ognuno apporta il proprio importante contributo; uno sport dove la fatica e l’impegno viene ripagata con riconoscimenti e attestati di stima e di rispetto.

Lo sport che vogliamo è lo sport che ci permette di metterci in gioco apprendendo dall’esperienza; uno sport dove si sperimentano sensazioni ed emozioni; uno sport che fa ritornare a casa soddisfatti e contenti; uno sport che ci fa lasciare una zona di comfort per apprendere dall’esperienza.

Lo sport ti fa tornare a giocare come bimbi, ti fa perdere l’età anagrafica, si apprezza il gusto di sporcarsi, cadere, sbagliare. A volte lo sport contagia, confonde, fa perdere il senso del tempo atmosferico, il tempo che passa, il traguardo che arriva; a volte lo sport ti fa incontrare persone e paesaggi, ti fa viaggiare nei sogni e nella realtà. Questo è lo sport che vogliamo, insieme si è più sicuri, più coraggiosi, si diventa anche più autonomi, consapevoli, autoefficaci e resilienti, è sempre il momento, non aspettare le condizioni migliori.

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Sport

Campionati Italiani Master di Canottaggio, il Circolo Canottieri 3 Ponti conquista l’oro a Eupilio

🚣‍♂️ Il Circolo Canottieri 3 Ponti scrive la storia ai Campionati Italiani Master 2026: l’otto femminile conquista uno straordinario oro sul lago di Pusiano. Un successo che premia inclusività e impegno sportivo.

Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#Canottaggio #Master2026 #3Ponti #Eupilio

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Equipaggio femminile cat. E CC3Ponti Oro ai campionati italiani

Redazione-  Eupilio, sulle sponde del Lago di Pusiano, in provincia di Como, ha ospitato lo scorso 28 giugno la grande festa del canottaggio nazionale. I Campionati Italiani Master 2026 hanno richiamato sulle acque lombarde una partecipazione massiccia, con numeri che testimoniano la vitalità di questa disciplina: 1021 atleti, 464 equipaggi e 99 società sportive provenienti da ogni angolo d’Italia si sono sfidati in una giornata caratterizzata da condizioni meteo ideali e un’atmosfera agonistica di alta intensità. Tra i protagonisti assoluti della kermesse, il Circolo Canottieri 3 Ponti di Roma ha saputo imporsi conquistando un prestigioso titolo tricolore nell’otto femminile categoria E, in una finale che rimarrà impressa nella memoria dei presenti per lo scarto minimo, descritto dal cronista Luca Broggini come una sfida risolta per la lunghezza di “una pallina”.

La rimonta perfetta verso il titolo tricolore

L’equipaggio romano, timonato da Sara Arena, è sceso in acqua con la determinazione di chi punta al gradino più alto del podio. A bordo della barca che ha trionfato nel settore femminile Master E, oltre alla timoniera, hanno remato Maria Antonietta e Monica Giannini, Anna Clara Salvatore, Roberta Pigliacampo, Valeria Guelfi, Serena Di Nino, Anna Palomba e Mirta Angelini. La dinamica della gara è stata un crescendo di intensità. Dopo una partenza che ha visto le atlete del sodalizio capitolino studiare le avversarie della Canottieri Ondina, proprio la timoniera Sara Arena ha individuato, a metà percorso, lo spazio necessario per tentare l’aggancio.

Il richiamo alle compagne è stato netto: prima il rinforzo nel ritmo e poi il “serrate” finale, ovvero la manovra conclusiva di massima accelerazione. Le atlete descrivono quei momenti con una lucidità rara: la barca che scorre, il ritmo costante nonostante la fatica, la consapevolezza di dover colmare il distacco e, infine, il sorpasso. La vittoria è arrivata al termine di uno sforzo corale, in cui la sincronia dei movimenti ha permesso di superare l’equipaggio guidato da Falconi proprio nei metri finali, confermando la solidità atletica e la tenuta mentale del gruppo romano.

Un successo corale e la filosofia dell’inclusività

Il bilancio del Circolo Canottieri 3 Ponti a Eupilio non si ferma però al singolo titolo conquistato. La spedizione romana è tornata nella Capitale con un bottino ricco, che comprende diversi piazzamenti d’onore. Nel settore femminile, le atlete del club hanno ottenuto l’argento nelle categorie Master G, Master F e Master D. Anche il settore maschile ha dato ottimi riscontri, con un argento nella categoria Master G e un bronzo nella categoria 55-64 composta da Roberto Menasci, Filippo Auriti, Luisa Marsoner, Pamela Villoresi, Gloria Martorelli, Anna Allocca, Fabrizio Badò e Paolo D’Agostini, timonati ancora una volta da una instancabile Sara Arena.

La presidente del circolo, Giulia Benigni, ha sottolineato il valore politico e sociale di questi risultati. Il 3 Ponti si distingue nel panorama nazionale per una scelta controcorrente: la partecipazione esclusiva con barche da otto. “Siamo l’unica società a competere esclusivamente con scafi da 8+”, ha spiegato la Benigni, rimarcando come questa decisione sia profondamente radicata nella missione sociale del circolo. L’obiettivo è favorire l’inclusività, permettendo a un numero elevato di soci, oltre 60 in questa occasione, di vivere l’esperienza agonistica in modo collettivo, trasformando un singolo evento sportivo in un momento di aggregazione totale.

Il risultato di quest’anno assume una valenza storica per il sodalizio romano. Se già nel 2024 il 3 Ponti aveva assaporato il gusto del gradino più alto del podio nell’otto femminile Master F, quel titolo era però arrivato grazie a un equipaggio misto. L’oro ottenuto sulle acque del Lago di Pusiano rappresenta dunque il primo vero successo “tutto 3 Ponti” in una specialità così complessa e tecnica. Un traguardo che premia anni di lavoro costante, svolto lontano dai riflettori, e che proietta il circolo tra le realtà più virtuose del panorama remiero italiano, capace di coniugare l’agonismo puro con una visione del canottaggio inteso come sport di squadra nel senso più profondo del termine. La cornice di Eupilio, con il suo campo di regata storico, ha sancito la definitiva consacrazione di un progetto sportivo che continua a crescere, puntando dritto ai prossimi appuntamenti agonistici del calendario nazionale.

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Sport

La salita più si fa sentire e più è utile per diventare sempre più resilienti

La salita più si fa sentire e più è utile per diventare sempre più resilienti e apprezzare il ciclo della vita: fatica e riposo, tensione e rilassamento, sofferenza e felicità.

Più è ripida la salita e più si è soddisfatti quando si arriva in cima.

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Runners

Redazione- La salita più si fa sentire e più è utile per diventare sempre più resilienti e apprezzare il ciclo della vita: fatica e riposo, tensione e rilassamento, sofferenza e felicità.

Più è ripida la salita e più si è soddisfatti quando si arriva in cima.

Se si vuole, se ci si crede, tutto passa, tutto cambia; passa la fatica, passa la salita; quello che rimane è la consapevolezza della forza interiore acquisita che aiuterà non solo nello sport ma anche nella vita quotidiana, lavorativa, familiare, relazionale, individuale. La fatica davvero diventa amica dell’atleta, più è grande la fatica e più si è riconoscenti quando è finita.

Lo sport diventa allenamento alla vita, alle intemperie interiori. E tutto ciò se si affronta insieme è molto meglio, più fattibile, più affrontabile. E’ importante aiutare ad aiutarsi, fidarsi e affidarsi per diventare autonomi e più forti dentro. Insieme è molto meglio nella condivisione dell’esperienza di fatica e poi anche di gioia, entusiasmo, soddisfazione.

Lo sport davvero avvicina persone, culture, mondi e rende felici e resilienti sintonizzandosi sull’obiettivo da portare avanti seguendo mete e direzioni e sempre pronti a rimodulare tutto cavalcando l’onda del cambiamento e utilizzando risorse residue che diventano a volte sorprendenti e rinnovabili. Questo è il vantaggio dello sport.

Dietro lo sport c’è un mondo fatto di tanta fatica e impegno con passione e determinazione, tanti pensieri e dubbi, tante sfide e sogni da realizzare, tante prove in allenamento e gara, tante persone dietro gli atleti; chi rema a favore e chi contro, ma anche tante gioie e soddisfazione oltre a tanti aspetti da curare quali forza fisica e mentale, resistenza, fiducia in sé, clima di squadra, coordinazione, si porta a casa sempre tanti insegnamenti, esperienze che fanno crescere e maturare.

Per ottenere qualcosa bisogna faticare, impegnarsi un po’ soffrire, incontrare discese e salite e arrivare a conclusione sperimentando soddisfazione e gioia oltre che dolore e sofferenza, questa sembra essere l’esperienza di molti atleti soprattutto degli ultrarunner o comunque atleti di endurance che fanno sport per un tempo prolungato a volte anche per giorni interi. Nella mente degli ultramaratoneti ci sono sempre sfide e chilometri da percorrere in allenamento e in gara.

Lo sport permette di sperimentarsi, mettersi in gioco, uscire fuori dalla zona di confort per apprendere sempre dall’esperienza, per conoscersi meglio, ascoltare se stessi durante la fatica, attraverso il respiro e le sensazioni corporee, sempre pronti ad emozionarsi.

C’è sempre più consapevolezza che l’esercizio fisico è una sorta di medicinale senza effetti collaterali per il raggiungimento di uno stato di benessere psicofisico, emotivo e relazionale. E’ importante lavorare su obiettivi, superare errori e sconfitte, si impara da tutto ciò che succede e si può fare meglio in futuro come individui e come squadra conoscendosi meglio.

Lo sport rende felici nonostante la fatica, nonostante le salite, nonostante le avverse condizioni climatiche. Per ottenere qualcosa bisogna crederci; fidarsi e affidarsi; essere consapevoli delle proprie capacità e limiti; impegnarsi duramente; essere determinati; mettere in conto infortuni, avversari più forti, sconfitte e momenti bui; rialzarsi sempre e ripartire con pazienza, senza fretta, con modestia e umiltà, rispettando gli altri e apprezzando sempre l’esperienza che dà frutti importanti da portare a casa con serenità.

Lo sport regala emozioni uniche che ripaga la fatica condivisa dove si sperimenta un mondo partecipando a manifestazioni ed eventi, attraverso lo sport si conoscono nuove persone, avvengono incontri e confronti, insieme si può arrivare ovunque, lo sport abbatte muri e barriere anche generazionali, lo sport ti rimette al mondo facendoti faticare con i più giovani, nello sport si può notare e apprezzare la ciclicità della vita: partenze e arrivi, fatica e poi recupero e riposo per alleviare stanchezza e fatica, per renderci più leggeri.

Se si vuole, se ci si crede, tutto passa, tutto cambia; passa la fatica, passa la salita; quello che rimane è la consapevolezza della forza interiore acquisita che aiuterà non solo nello sport ma anche nella vita quotidiana, lavorativa, familiare, relazionale, individuale. La fatica davvero diventa amica dell’atleta, più è grande la fatica e più si è riconoscenti quando è finita.

Lo sport diventa allenamento alla vita, alle intemperie interiori. E tutto ciò se si affronta insieme è molto meglio, più fattibile, più affrontabile. E’ importante aiutare ad aiutarsi, fidarsi e affidarsi per diventare autonomi e più forti dentro. Insieme è molto meglio nella condivisione dell’esperienza di fatica e poi anche di gioia, entusiasmo, soddisfazione.

Lo sport davvero avvicina persone, culture, mondi e rende felici e resilienti sintonizzandosi sull’obiettivo da portare avanti seguendo mete e direzioni e sempre pronti a rimodulare tutto cavalcando l’onda del cambiamento e utilizzando risorse residue che diventano a volte sorprendenti e rinnovabili. Questo è il vantaggio dello sport.

Dietro lo sport c’è un mondo fatto di tanta fatica e impegno con passione e determinazione, tanti pensieri e dubbi, tante sfide e sogni da realizzare, tante prove in allenamento e gara, tante persone dietro gli atleti; chi rema a favore e chi contro, ma anche tante gioie e soddisfazione oltre a tanti aspetti da curare quali forza fisica e mentale, resistenza, fiducia in sé, clima di squadra, coordinazione, si porta a casa sempre tanti insegnamenti, esperienze che fanno crescere e maturare.

Per ottenere qualcosa bisogna faticare, impegnarsi un po’ soffrire, incontrare discese e salite e arrivare a conclusione sperimentando soddisfazione e gioia oltre che dolore e sofferenza, questa sembra essere l’esperienza di molti atleti soprattutto degli ultrarunner o comunque atleti di endurance che fanno sport per un tempo prolungato a volte anche per giorni interi. Nella mente degli ultramaratoneti ci sono sempre sfide e chilometri da percorrere in allenamento e in gara.

Lo sport permette di sperimentarsi, mettersi in gioco, uscire fuori dalla zona di confort per apprendere sempre dall’esperienza, per conoscersi meglio, ascoltare se stessi durante la fatica, attraverso il respiro e le sensazioni corporee, sempre pronti ad emozionarsi.

C’è sempre più consapevolezza che l’esercizio fisico è una sorta di medicinale senza effetti collaterali per il raggiungimento di uno stato di benessere psicofisico, emotivo e relazionale. E’ importante lavorare su obiettivi, superare errori e sconfitte, si impara da tutto ciò che succede e si può fare meglio in futuro come individui e come squadra conoscendosi meglio.

Lo sport rende felici nonostante la fatica, nonostante le salite, nonostante le avverse condizioni climatiche. Per ottenere qualcosa bisogna crederci; fidarsi e affidarsi; essere consapevoli delle proprie capacità e limiti; impegnarsi duramente; essere determinati; mettere in conto infortuni, avversari più forti, sconfitte e momenti bui; rialzarsi sempre e ripartire con pazienza, senza fretta, con modestia e umiltà, rispettando gli altri e apprezzando sempre l’esperienza che dà frutti importanti da portare a casa con serenità.

Lo sport regala emozioni uniche che ripaga la fatica condivisa dove si sperimenta un mondo partecipando a manifestazioni ed eventi, attraverso lo sport si conoscono nuove persone, avvengono incontri e confronti, insieme si può arrivare ovunque, lo sport abbatte muri e barriere anche generazionali, lo sport ti rimette al mondo facendoti faticare con i più giovani, nello sport si può notare e apprezzare la ciclicità della vita: partenze e arrivi, fatica e poi recupero e riposo per alleviare stanchezza e fatica, per renderci più leggeri.

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