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Le frasi shock di Carlo alla morte di Diana e lo strazio di Harry: le nuove verità del libro di Spencer

La monarchia inglese sotto pesantissimo attacco! Il libro “Swan Song” scritto da Charles Spencer continua a sganciare vere e proprie “bombe” mediatiche sui segreti più inconfessabili di Lady Diana e dei Windsor. I nuovi, spaventosi retroscena dipingono una Famiglia Reale cinica e spietata: secondo l’autore, alla notizia della morte della Principessa a Parigi, un “euforico” Re Carlo avrebbe esclamato crudelmente: “State tranquilli, la dimenticheremo molto in fretta!”. Anche prima del matrimonio, il futuro Sovrano umiliava costantemente la fidanzata, confessandole brutalmente di “non esserne innamorato” e definendola sgarbatamente “troppo paffutella”, scatenando così nella donna un lungo e letale calvario con la bulimia. Ne escono a pezzi anche la Principessa Margaret (che si rifiutò con sdegno di chinare il capo davanti alla bara di Diana) e il viscido mondo della stampa: il Conte rivela che il giornalista Bashir plagio psicologicamente Diana inventandosi bugie atroci (tra cui un complotto che prevedeva persino cimici nascoste nell’orologio del piccolo Principe William). Ma il dettaglio che fa più rabbrividire riguarda il defunto miliardario Mohamed Al-Fayed: l’anziano padre di Dodi avrebbe sfacciatamente e volgarmente palpato il fondoschiena della Principessa dicendole: “In Egitto, il suocero ha sempre il diritto di provarci per primo”. Scopri le strazianti reazioni di Harry al funerale e tutti gli scandali nel nostro approfondimento 👇

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Lady Diana

Londra – Come recita un antico, saggio e famosissimo proverbio popolare, la vendetta è un piatto che va rigorosamente servito e consumato freddo. E a giudicare dall’incredibile mole di veleno e rancore accumulati, sembra proprio che l’atteso e dirompente memoir personale di Charles Spencer, intitolato “Swan Song” (Il Canto del Cigno), serva su un lussuoso piatto d’argento la vendetta più glaciale e spietata mai concepita a quasi trent’anni esatti dalla straziante scomparsa di sua sorella Diana.
Oltre a rappresentare un durissimo, inequivocabile e feroce atto d’accusa pubblico rivolto contro i sadici tabloid britannici, l’intero volume di quasi 400 pagine (venduto inizialmente dai promotori editoriali come un semplice, candido e amorevole ritratto familiare intimo) si trasforma in realtà ben presto in una litania inarrestabile di rancori repressi. Un vero e proprio manifesto politico e umano scagliato ferocemente contro l’ineguagliabile, presuntuosa e tossica “arroganza” intrinseca dell’intera famiglia reale britannica. Sebbene in Inghilterra siano attualmente in corso pesanti azioni legali collaterali (il noto e fumantino giornalista Piers Morgan ha infatti ufficialmente minacciato di trascinare il Conte Spencer in tribunale accusandolo di “bugie dimostrabili” sul suo ruolo editoriale dell’epoca), sono gli scioccanti, macabri e privatissimi retroscena svelati sui membri più illustri della casata dei Windsor a monopolizzare totalmente e prepotentemente l’attenzione morbosa della stampa. Nessun Reale, da Re Carlo fino al Principe Andrea, passando per la Regina Elisabetta, viene assolutamente risparmiato dalla letale penna dell’autore, che si erge a fiero e unico paladino in terra della memoria della sorella, tracciando un ritratto a tinte scurissime di una famiglia profondamente anaffettiva, cinica e crudele.

Il cinico “giubilo” di Carlo alla morte di Diana e gli insulti prima delle nozze

Il bersaglio principale, numero uno e incontrastato dell’intera ira funesta del Conte Spencer, è indubbiamente e prevedibilmente l’attuale Sovrano d’Inghilterra. L’allora Principe di Galles viene letteralmente distrutto, denigrato e descritto spietatamente tra le pagine come una sorta di bambino petulante, insicuro e viziato, un “buffone urlante” cronicamente, perennemente e patologicamente malato di gelosia nei confronti dello straordinario, innato e accecante carisma mediatico (lo star power) della bella moglie.
Ma la rivelazione umana e morale di gran lunga più letale, agghiacciante e dannosa per l’immagine pubblica della Corona, contenuta in uno dei capitoli più drammatici, riguarda proprio la primissima e inaspettata reazione emotiva avuta da Carlo alla notizia dello spaventoso e fatale incidente automobilistico sotto il tunnel parigino dell’Alma. Secondo quanto fermamente e rabbiosamente riportato da Spencer, Carlo si sarebbe mostrato quasi “vertiginosamente euforico” nell’apprendere l’infausta notizia del decesso materno della moglie, una reazione surreale e orribile che l’autore attribuisce freddamente al suo “repellente disprezzo represso per Diana” e all’immenso sollievo egoistico di poter essere finalmente, burocraticamente e legalmente libero di poter convolare a nozze con la donna che amava davvero da sempre (Camilla). Il passaggio più raggelante riporta persino un virgolettato attribuito a Carlo, che avrebbe sibilato velenosamente a corte: «State tranquilli, dimenticheremo Diana molto in fretta!». Ma la presunta e prolungata crudeltà psicologica del Principe si palesava spietatamente anche da giovanissimo. Alla vigilia esatta delle loro sfarzose, fiabesche e attesissime nozze mondiali, il libro svela che Carlo confessò brutalmente e spudoratamente alla giovanissima sposa «di essere sicuramente molto felice di sposarla, ma di non esserne in realtà minimamente innamorato». A questo si aggiungono le continue e meschine umiliazioni fisiche: sempre durante il fidanzamento, Carlo l’aveva crudelmente definita “un po’ paffutella” (chubby) attorno alla vita, scatenando in lei, secondo il doloroso parere del fratello, quel devastante, terribile e cronico disturbo alimentare che l’avrebbe perseguitata a lungo, nato proprio dalla consapevolezza angosciante di non essere minimamente amata né desiderata fisicamente dall’uomo che lei, invece, adorava con tutta se stessa.

Dallo smacco della Principessa Margaret alle assurde storie su Filippo

Il disprezzo nobiliare, purtroppo, non era affatto una bieca esclusiva del marito, ma un vero e proprio crudele marchio di fabbrica collettivo, asettico e istituzionale condiviso dall’intero Palazzo.
Le pagine del libro autobiografico regalano aneddoti a dir poco imbarazzanti e sgradevoli sugli altri membri di spicco dei Windsor. Ad esempio, in un passaggio a metà tra il sacro e il profano, Spencer ricorda con disgusto l’inadeguato e infantile comportamento di un giovanissimo Principe Andrea (oggi peraltro caduto tragicamente in disgrazia a causa degli scandali sessuali), sorpreso a sorridere e sghignazzare sguaiatamente durante una solenne funzione religiosa a Sandringham non appena il prete osò pronunciare formalmente sull’altare le parole “grembo della Vergine”. Ancor più raggelante, freddo e implacabile fu l’atteggiamento postumo tenuto dalla Principessa Margaret: incapace di poter mai perdonare alla cognata l’ormai leggendaria, esplosiva e “traditrice” intervista concessa al programma Panorama della BBC, Margaret si rifiutò categoricamente, fermamente e ostinatamente di chinare formalmente il capo in segno di estremo rispetto al lento e solenne passaggio della bara di Diana. Persino il defunto e temuto Principe Filippo viene descritto attraverso lenti grottesche, aspre e caricaturali. In uno degli episodi più assurdi e bizzarri del volume, si narra che la Regina Elisabetta avesse seriamente valutato di far operare chirurgicamente le famose e ingombranti orecchie “a sventola” del piccolo Carlo, per evitargli le continue e feroci prese in giro da parte dei bulli a scuola e della stampa. Filippo, opponendosi con rabbia e sdegno alla bizzarra idea di mutilare l’erede al trono per fini estetici, avrebbe per ripicca e frustrazione fatto operare plasticamente le orecchie di uno dei preziosissimi cani corgi della Sovrana. «Anche se non ho la minima idea se questi racconti inquietanti e surreali fossero davvero veri, il problema era che Diana ci credeva ciecamente», chiosa amaramente il fratello.

I demoni del funerale: lo strazio per William e Harry

Dietro la rabbia rancorosa e lo spietato regolamento dei conti burocratico e dinastico, il libro cela gelosamente e teneramente l’anima sanguinante, traumatizzata e disperata di un fratello minore, un uomo che, dopo quasi trent’anni, non è ancora minimamente riuscito a metabolizzare e superare l’oscuro lutto.
I ricordi più strazianti, vividi e insopportabili sono ovviamente e intimamente legati al colossale funerale pubblico. Una vera e propria e lugubre “processione di immensa tragedia umana e di pomposo sfarzo reale” che Spencer definisce letteralmente “soffocante e opprimente”. Egli fu a lungo torturato emotivamente, per decenni, dal suono sordo degli zoccoli dei cavalli e dagli stivali militari dei soldati, ma il suo vero e unico pensiero fisso, la sua più grande e umana preoccupazione, erano rivolti in modo esclusivo ai suoi due giovanissimi e fragili nipoti. Mentre William, allora appena quindicenne, viene ricordato come un ragazzo dal portamento nobile e fiero (“l’immagine esatta di sua madre, alto, bello e incredibilmente dignitoso pur nella sua terribile sofferenza”), lo strazio dello zio si è riversato tutto sulla piccola e indifesa figura del giovanissimo Principe Harry. «Non riuscivo in alcun modo a capacitarmi di quanto apparisse minuscolo, indifeso, fragile e completamente abbandonato a se stesso», rivela l’autore, confessando di essersi a lungo chiesto come potesse mai un bambino col cuore così palesemente e tragicamente spezzato sopportare quell’inutile agonia pubblica mondiale. A dimostrazione della ferrea e instancabile difesa della dignità della sorella, il Conte rivela inoltre di aver rifiutato seccamente e categoricamente un estremo, disperato e tardivo ramoscello d’ulivo porto dalla Sovrana in persona: subito dopo le esequie, la Regina Elisabetta II propose ufficialmente e magnanimamente di restituire a Diana, post-mortem, l’ambito e formale titolo di “Sua Altezza Reale”. Spencer declinò sdegnosamente e orgogliosamente il gesto, bollandolo come irrimediabilmente “vuoto e ipocrita”: «Quel titolo formale non avrebbe mai e poi mai dovuto esserle rimosso in modo così meschino mentre era in vita. Non aveva alcun senso logico offriglielo da morta».

Gli inganni di Martin Bashir e le viscide e squallide molestie di Al-Fayed

L’ultimo, inquietante capitolo analitico del libro scoperchia un durissimo e spietato vaso di Pandora riguardante il viscido, malato e manipolatorio rapporto della Principessa con la stampa d’assalto, gli affaristi e le finte amicizie di comodo.
Il giornalista della BBC Martin Bashir, autore della celebre intervista scandalo in cui Lady D svelò al mondo l’esistenza di “tre persone in questo matrimonio”, viene distrutto e definito inappellabilmente come un “truffatore egoista, cinico e manipolatore”. Secondo le dolorose indagini e i ricordi del Conte, Bashir intrappolò la fragile Diana in una complessa e claustrofobica rete di folli menzogne psicologiche, arrivando crudelmente a falsificare documenti bancari per farle credere di essere spiata, dicendole persino che la Regina Elisabetta soffriva segretamente di gravissimi problemi cardiaci, che un influente Reale aveva addirittura contratto l’HIV e che l’orologio del piccolo William era stato segretamente e tecnologicamente intercettato e manomesso per spiarla. «Credo intimamente che Diana fosse così dannatamente aperta e ricettiva a queste assurdità solo perché era già all’epoca, senza nemmeno saperlo, una delle primissime vittime mondiali di hackeraggio e intercettazioni telefoniche da parte dei media», sentenzia amaro il fratello. Ma le violenze psicologiche non si limitarono alle scrivanie dei giornalisti. Il memoir dipinge un ritratto a dir poco abominevole, squallido e grottesco dell’ormai defunto e potente miliardario Mohamed Al-Fayed (il celebre padre del fidanzato Dodi Fayed, perito assieme a lei nello schianto parigino), su cui oggi peraltro gravano gravissime e postume accuse di orribili reati sessuali (svelati nel 2024 a Londra). Spencer ricorda con assoluto raccapriccio come la sorella gli avesse privatamente e disgustosamente confidato un viscido approccio fisico subito proprio dal magnate egiziano. All’inizio della sua frequentazione estiva con Dodi, l’anziano Mohamed si sarebbe sfacciatamente e volgarmente avvicinato a Diana, allungando prepotentemente e lascivamente la mano sulle sue natiche, palpandole e stringendole con forza mentre le sussurrava con tono viscido e allusivo: «E ricordati che in Egitto, il suocero ha sempre il diritto al primo tentativo…». Un aneddoto che la Principessa sdrammatizzava con nervose e fragorose risate di circostanza, ma che, alla luce della spaventosa morte e delle recenti inchieste giudiziarie, assume oggi i contorni inquietanti, grotteschi e spaventosi di una vera e propria gabbia d’oro da cui, purtroppo, non è mai riuscita a sfuggire in tempo.

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I segreti inconfessabili di Lady Diana nel libro del fratello: dalle molestie alla lite con la matrigna

La monarchia inglese torna letteralmente a tremare e i segreti di Lady Diana riaffiorano dal passato. Il nuovissimo (e già bestseller) libro di Charles Spencer intitolato “Swan Song: Diana, My Sister”, dedicato alla memoria della sorella, sta scatenando un vero e proprio putiferio politico e mediatico. Oltre ad accusare Re Carlo di cinismo dopo la morte dell’ex consorte (accusa che Buckingham Palace ha già smentito con rabbia e forza), le memorie dell’Earl Spencer svelano retroscena inconfessabili sull’intimità della Principessa del Popolo. Il più scioccante? Lady D, tormentata dalla bulimia e dal senso di vuoto, arrivò al limite della sopportazione umana e reagì con rabbia, spingendo la perfida matrigna Raine giù per le lunghissime scale della loro tenuta nobiliare dopo che questa le aveva sibilato: “Provo pena per Carlo che ha sposato una stupida come te”. Non solo liti familiari: nel libro si accusa persino il defunto miliardario Mohamed Al-Fayed (il padre del fidanzato Dodi) di aver vigliaccamente e pesantemente molestato e palpato la principessa. Nessun cenno a Meghan Markle, ma spuntano le richieste segrete del Principe Harry per un misterioso documentario nel 2027. Scopri tutte le clamorose rivelazioni nel nostro articolo completo 👇

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Lady Diana

Londra – Nel patinato, freddo e calcolatore mondo dell’editoria internazionale e del pettegolezzo monarchico britannico, una feroce guerra di dichiarazioni, polemiche e smentite al veleno non porta quasi mai grossi benefici d’immagine a nessuna delle parti coinvolte. Tranne in un caso specifico e ben documentato: quando si devono lanciare le vendite di un libro autobiografico. In quel preciso frangente, infatti, una colossale e sanguinosa controversia mediatica può rivelarsi uno strumento commerciale estremamente utile, se non addirittura letale.
È esattamente ciò che sta accadendo in queste frenetiche ore oltremanica attorno all’esplosiva uscita del nuovissimo libro firmato dal Conte Charles Spencer (meglio noto come Earl Spencer), il fratello minore della compianta e indimenticata Lady Diana. A pochi giorni dalla sua attesissima pubblicazione, il suo pesantissimo e controverso memoir personale, significativamente e nostalgicamente intitolato “Swan Song: Diana, My Sister” (Il Canto del Cigno: Diana, Mia Sorella), ha già alle spalle ben sei ininterrotti e roventi giorni di pesantissime accuse pubbliche, velenose contro-rivendicazioni istituzionali e una copertura mediatica e giornalistica a reti unificate senza precedenti. Non sorprende affatto, dunque, che ancor prima di approdare ufficialmente e fisicamente sugli scaffali delle storiche librerie londinesi, l’attesissimo volume stia già vertiginosamente e inarrestabilmente scalando tutte le classifiche dei titoli pre-ordinati e più venduti in assoluto sulla piattaforma Amazon. Gli esperti reali non hanno alcun dubbio a riguardo: ci troviamo di fronte, a tutti gli effetti, al libro a tema monarchico indubbiamente più distruttivo, letale e significativo in assoluto dopo la sconvolgente e traumatica uscita dell’autobiografia “Spare” del Principe Harry (pubblicata nel 2023) e dopo le cupe rivelazioni contenute nell’inchiesta “Entitled” di Andrew Lownie (che nel 2025 affondò definitivamente e inesorabilmente la flebile reputazione istituzionale del Principe Andrea). A guidare e incendiare ferocemente l’attuale, morbosa copertura mediatica mondiale è soprattutto una precisissima e letale domanda morale: dobbiamo davvero credere alle gravissime e circostanziate affermazioni scritte nere su bianco dal Conte Spencer riguardo all’assoluta, cinica e spietata “insensibilità” mostrata dall’attuale Re Carlo III nei tragici e bui giorni immediatamente successivi alla tragica e prematura morte di Diana a Parigi? O, al contrario, dobbiamo politicamente credere all’insolita, furiosa, inedita e robustissima smentita ufficiale diffusa a tamburo battente e con rabbia proprio dalle segreterie di Buckingham Palace?

Il dolore di un fratello e le accuse di cinismo rivolte a Re Carlo

Proseguendo attentamente nella complessa, dolorosa e avvincente lettura delle pagine del libro, ci si rende immediatamente conto che la storia raccontata da Charles Spencer è infinitamente più stratificata, psicologica e complicata della semplice e becera diatriba mediatica con l’ex cognato sovrano d’Inghilterra.
Il Conte Spencer si cala malinconicamente nelle preziose e rare vesti del fratello minore attento e ferito, il confidente silenzioso costretto a osservare impotente, in prima linea e con i propri occhi, lo spaventoso e surreale susseguirsi degli eventi che hanno lentamente ma inesorabilmente distrutto la strana e ultimamente condannata vita della sorella. Una ragazza fragile e sognatrice che, nel giro di un battito di ciglia, è passata dall’essere la sua innocente, ingenua e spensierata compagna di giochi d’infanzia nella tenuta di Althorp a trasformarsi improvvisamente in una delle donne più iconiche, braccate, famose e fotografate dell’intero pianeta terra. Nel suo lungo e disperato sfogo letterario, l’autore descrive chirurgicamente una particolarissima miscela di dolore interiore e immensa irritazione fraterna provata nel vedere l’amata Diana trasformarsi gradualmente e inesorabilmente, prima in una vera e propria “proprietà pubblica” dei sudditi, e successivamente in un asettico “bene di proprietà della monarchia” britannica. Una sudditanza psicologica che ha irritato nel profondo lo stesso Conte, il quale ammette apertamente di aver sempre detestato visceralmente le “inutili, false e stucchevoli adulazioni di facciata” che gravano costantemente attorno all’obsoleta e pesante istituzione della monarchia. Le parole del Conte rappresentano anche e soprattutto un duro, cinico e necessario richiamo statistico alla cruda realtà dei fatti, un monito per i lettori più romantici: Lady Diana aveva poco più di 20 anni ed era appena una ragazzina inesperta e terrorizzata quando convolò a nozze con il maturo Principe di Galles, diventando di fatto e in una sola notte una gigantesca e idolatrata superstar globale; ed era già tragicamente e prematuramente morta sotto il tunnel dell’Alma ad appena 16 anni esatti di distanza da quel fastoso e presunto giorno felice.

Il ritratto segreto di Lady D: bulimia, fragilità e la sete d’amore

Lontano dai riflettori accecanti e dai flash spietati dei paparazzi che non le davano tregua in alcun angolo del mondo, Earl Spencer dipinge testardamente e affettuosamente, con pennellate intime e familiari, il ritratto privatissimo di una donna infinitamente premurosa, una madre affettuosa e un personaggio generoso fino allo spasimo.
Una donna bellissima ma costantemente e ferocemente perseguitata dal mostro del dubbio, dai demoni invisibili dell’insicurezza personale, e quotidianamente, fisicamente e clinicamente distrutta dal gravissimo spettro dei disordini alimentari (la famigerata bulimia che ha ammesso in seguito). Un tracollo emotivo causato e violentemente esacerbato, accusa direttamente il libro, dalla totale, fredda, calcolata e assoluta mancanza di calore umano e di supporto psicologico da parte della sua nuova, potente e algida famiglia reale acquisita, e infine trascinata brutalmente verso il fondo del baratro dalle spietate macchinazioni della spietata stampa scandalistica e dai famelici tabloid britannici. “Lei bramava ardentemente l’accettazione sociale, sognava l’ammirazione disinteressata, implorava la vera gentilezza umana e, forse più di ogni altra cosa terrena, pregava disperatamente di poter ricevere amore incondizionato”, scrive con estrema tenerezza, dolcezza e compassione Charles Spencer nel ricordare le debolezze e i bisogni irrisolti di sua sorella Diana. “Si è gettata a capofitto e con anima e corpo in cause umanitarie spigolose, estremamente dure, controverse e socialmente difficili non soltanto perché possedeva naturalmente e intrinsecamente una fine, spiccata e meravigliosa coscienza sociale e cristiana, ma anche e soprattutto perché aveva un disperato, psicologico e umano bisogno di dover placare a tutti i costi quei continui, lancinanti, tormentati e opprimenti sentimenti di totale inutilità e inadeguatezza interiore che la perseguitavano”, si legge in uno dei dolorosissimi ed emozionanti estratti biografici dell’atteso volume.

La matrigna giù dalle scale e le molestie di Al-Fayed: i retroscena shock

Nonostante la straordinaria valenza storiografica e psicologica, con un sensazionale libro di memorie di questo peso e di questo immenso calibro, saranno inevitabilmente e innegabilmente i piccantissimi e controversi “dettagli extra” e i retroscena indicibili a catturare, ipnotizzare e sconvolgere il grande e curioso pubblico dei lettori mondiali.
Alcune delle rivelazioni in esso contenute sono infatti letteralmente e puramente esplosive. Un capitolo clamoroso è dedicato alla tanto odiata e disprezzata Raine Spencer, l’arcigna seconda moglie del loro padre, la famosa e ingombrante matrigna di Diana e Charles. Raine viene dipinta senza pietà in una luce a dir poco pessima, ostile e poco lusinghiera, ma è un episodio specifico a lasciare il lettore letteralmente a bocca aperta: l’autore descrive e confessa pubblicamente un momento di furia incontrollabile in cui Lady Diana, perdendo per la prima e unica volta il controllo, si arrabbiò a tal punto da spingere fisicamente e violentemente la perfida Raine giù dalla lunga scalinata principale della loro immensa e storica tenuta nobiliare ad Althorp. “Raine, fortunatamente, atterrò e rimbalzò in modo goffo proprio sulle sue natiche, piuttosto che fratturarsi rovinosamente un osso; si rialzò lentamente da sola in silenzio e lasciò indignata il grande salone senza degnarla mai più di un solo sguardo all’indietro”, scrive spietatamente Spencer. Il violento ma meritato gesto fisico, rivela clamorosamente il libro a distanza di anni, fu la disperata e istintiva reazione fisica e di difesa a una perfida e infame frase detta velenosamente da Raine in faccia a Diana: “Ho sempre provato un’immensa e sincera pena per il povero Principe di Galles, costretto a dover sposare una ragazzina incredibilmente e totalmente stupida come te”. Ma i retroscena e le ombre macabre non si esauriscono certo all’interno delle mura domestiche della famiglia Spencer. Il volume fa tremare anche il ricordo dei suoi ultimissimi e tragici giorni parigini, portando alla luce un episodio disgustoso che infanga la memoria della famiglia egiziana del suo ultimo spasimante. Il libro racconta freddamente, infatti, che Diana detestava e mal tollerava visceralmente la sfacciata e imbarazzante presenza del ricco e potente padre del suo ultimo fidanzato, il defunto miliardario Mohamed Al-Fayed (padre di Dodi Fayed). La Principessa Triste, secondo le confidenze fatte all’epoca al fratello e oggi rivelate brutalmente al mondo, avrebbe espressamente accusato a porte chiuse il magnate di averla pesantemente, volgarmente e “grossolanamente palpata e molestata fisicamente”.
Infine, tra i succosi dettagli sparsi tra le pagine, spiccano curiosità minori ma affascinanti: l’assoluta e totale assenza del benché minimo cenno all’attrice Meghan Markle (mai nemmeno citata o nominata per sbaglio, nonostante fosse stata menzionata abbondantemente nelle interviste promozionali tv); la stravagante richiesta avanzata privatamente all’autore da un anonimo e non ben specificato “nipote” (molto probabilmente il Principe Harry) che pregava disperatamente lo zio Earl di apparire come ospite esclusivo in un nuovo e misterioso film documentario su Diana (sollevando così immediatamente le fitte speculazioni sui segreti piani mediatici che Harry starebbe segretamente orchestrando per celebrare il 30esimo anniversario della tragica morte della madre, in programma per il prossimo 2027); e, chiudendo in leggerezza, i banalissimi, comuni e insospettabili gusti personali e privati della donna più amata del mondo. Il Conte rivela teneramente che la sorella prediligeva perdersi guardando in tv le puntate della telenovela Crossroads, adorava follemente ascoltare a tutto volume le eclettiche musiche pop del Duca Bianco, David Bowie, ammetteva di aver visto maniacalmente il musical cinematografico Tutti Insieme Appassionatamente (The Sound of Music) per ben 16 volte di fila nella sua vita, e confessa che l’unico e banale quotidiano d’informazione che sfogliava e leggeva davvero al mattino era il diffusissimo, pettegolo e scandalistico Daily Mail. Dettagli, ombre e ricordi che rendono Lady Diana, ancora oggi, a distanza di trent’anni, irraggiungibile, complessa e infinitamente umana.

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Meghan Markle, inaspettata offerta di lavoro in Inghilterra: la proposta in diretta per uno show

La Duchessa di Sussex nuova speaker radiofonica d’Inghilterra? L’ipotesi, che fino a ieri sembrava assurda, sta improvvisamente prendendo forma! Dopo essere appena atterrata nel Regno Unito, Meghan Markle avrebbe infatti ricevuto un’offerta di lavoro inaspettata. Durante la premiazione benefica dei WellChild Awards, la conduttrice Gaby Roslin ha spiazzato in diretta il Principe Harry offrendo alla moglie la conduzione ufficiale dello speciale radiofonico di Natale sulla celebre emittente nazionale “Magic FM”. Un’idea geniale, considerando che nella sua docuserie Netflix, la Markle aveva confessato di avere una sola vera nostalgia di Londra: ascoltare vecchie canzoni proprio su Magic FM (tanto che lo stilista Tan France l’aveva presa in giro definendola una “radio roba da nonne”). Harry ha accettato la sfida col sorriso, promettendo: “Riporto io l’offerta a casa”. Un retroscena delizioso, svelato dalla conduttrice radiofonica che ha rivelato come Harry canticchi perfettamente i jingle dell’emittente! Oltretutto, Meghan adora talmente tanto ascoltare vecchia musica pop-rock degli anni ’90 che i principini Archie e Lilibet esigono l’ascolto delle playlist vintage perfino sul sedile posteriore in macchina per andare a scuola. Il direttore di Magic FM ha ribadito: “L’offerta è seria, se Meghan vuole condurre un suo show le porte sono aperte!”. Leggi tutti i bizzarri e divertenti retroscena musicali della famiglia reale nel nostro articolo 👇

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Meghan Markle

Londra – Il rientro dei Duchi di Sussex all’ombra del Big Ben londinese sta scatenando conseguenze e dinamiche che vanno ben oltre le semplici (seppur lussuosissime) magagne immobiliari o le rigide regole di corte imposte da Buckingham Palace. Non appena rimesso formalmente piede nel piovoso ma amatissimo Regno Unito, l’ex attrice di Hollywood Meghan Markle potrebbe ritrovarsi improvvisamente tra le mani una nuovissima, particolarissima e ghiottissima opportunità professionale su un piatto d’argento, un’offerta di lavoro “a sorpresa” proveniente da un settore dell’intrattenimento britannico che nessuno avrebbe mai potuto ipotizzare.
Tutto ha incredibilmente e comicamente preso forma durante il rinfresco e i preparativi dei celeberrimi WellChild Awards (la premiazione filantropica inglese di cui Harry è instancabile patrono fin dal lontano 2007). Mentre il secondogenito di Re Carlo si apprestava a calcare il palcoscenico per i soliti, seppur toccanti, convenevoli di beneficenza, la nota, brillante e istrionica conduttrice della serata, Gaby Roslin (62 anni), ha pensato bene di fermarlo per lanciare pubblicamente una sfida provocatoria ed esilarante per conto della Duchessa di Sussex. Attraverso un divertente e spigliato video amatoriale, prontamente condiviso su YouTube e diventato in brevissimo tempo virale sui social, la Roslin ha dapprima provocato bonariamente il Principe Harry (42 anni), per poi virare improvvisamente e furbescamente la propria totale attenzione proprio sulle grandissime doti comunicative della moglie Meghan (45 anni), gettando astutamente un grosso amo mediatico: «Sai che la tua bellissima moglie potrebbe serenamente condurre un suo show personale qui sulla nostra emittente Magic FM? Lei adora alla follia Magic. Che tipo di programma pensi che le piacerebbe condurre ai microfoni?», ha chiesto sfrontatamente la conduttrice. A quel punto, il burbero Principe Harry, visibilmente spiazzato ma divertito dalla proposta indecente, si è lasciato scappare una ghiotta promessa in diretta: «In tutta onestà, non ne abbiamo mai discusso a casa, ma le riporterò senza alcun dubbio questo tuo messaggio». Ed è proprio su quell’apertura inaspettata che la Roslin ha rilanciato con forza: «Uno speciale! Uno show di Natale! Condotto da lei!». Harry, sorridendo e girandosi scherzosamente verso il vero e proprio capo della radio presente lì in sala, ha poi intimato con finta severità: «Mi sa che io e te dovremo fare due chiacchiere d’affari».

“Magic FM”: la radio inglese preferita dalla Duchessa (e definita da nonne)

Sebbene il Principe Harry abbia saggiamente e diplomaticamente evitato di prendere scomodi impegni ufficiali per conto e a nome della moglie, l’idea stravagante di poter effettivamente ascoltare un programma radiofonico domenicale totalmente gestito dalla dolce voce di Meghan Markle potrebbe non essere affatto un’ipotesi campata per aria o un puro miraggio.
La Duchessa, infatti, non ha mai fatto alcun mistero di subire prepotentemente il fortissimo e nostalgico fascino vintage di questa particolarissima emittente radiofonica popolare britannica, che trasmette quotidianamente vecchi successi musicali nazionalpopolari. Durante uno degli episodi clou della seconda, seguitissima stagione della sua fortunata docuserie autobiografica prodotta dal colosso dello streaming Netflix (intitolata emblematicamente With Love, Meghan), la Markle si era infatti clamorosamente sbottonata sull’argomento, confidando a telecamere accese al noto e pungente stilista Tan France (volto iconico dello show Queer Eye) una sua incredibile, fortissima nostalgia per l’Inghilterra: «Onestamente, una delle pochissime cose che mi manca davvero moltissimo da morire della vita e della quotidianità nel Regno Unito, da quando sono in America, è ascoltare sempre in macchina la stazione radiofonica chiamata Magic FM». La candida e genuina ammissione aveva suscitato, ovviamente, l’immediata e caustica ilarità dello spietato esperto di moda France, il quale non ha saputo purtroppo mordersi la lingua: «Magic FM? Wow. Mi dispiace davvero dovertelo dire così in faccia e per di più pubblicamente in mondovisione, Meghan, ma quella è davvero una radio roba da nonne decrepite!». Ma la risposta sprezzante, tagliente e fierissima della Markle aveva chiuso ironicamente il dibattito: «Bene, vorrà dire che sarò fieramente quella nonna!». Da allora, l’amore puro e sincero per il pop nostalgico è diventato il particolarissimo marchio di fabbrica musicale dell’elegante Duchessa californiana.

Le playlist in auto con i figli: dai Kidz Bop al pop-rock degli anni ’90

Questo ritorno trionfale della famiglia in terra inglese non ha fatto altro che rafforzare pesantemente e amplificare a dismisura le strane, antiche ma fortissime radici musicali nazionalpopolari dell’intero nucleo familiare (Reali compresi).
Durante una scoppiettante, ilare e informale trasmissione mattutina andata in onda pochissimi giorni fa, gli stessi e celebri conduttori di punta di Magic Radio Breakfast (Gok Wan e Harriet Scott) hanno voluto snocciolare clamorosi e inaspettati retroscena confidenziali riguardo alle particolarissime abitudini domestiche della turbolenta coppia. La Scott, commentando a caldo il chiacchierato incontro ravvicinato avvenuto poche ore prima ai WellChild Awards con il figlio di Re Carlo, ha infatti candidamente rivelato in diretta ai radioascoltatori di tutto il Regno Unito: «Harry è stato stupendo con noi, ci ha confessato candidamente: ‘Oh ragazzi, la mia Meg adora Magic FM’. E proprio in quel preciso momento, lui ha iniziato istintivamente a canticchiare il ritornello esatto e completo del nostro jingle musicale aziendale! Ci ascoltano perennemente in casa e anche Harry adora le nostre playlist del mattino!». Ma i bizzarri e antiquati gusti acustici della bellissima Meghan non si limitano esclusivamente alle stazioni londinesi. Solo lo scorso marzo del 2025, in una rarissima e blindata intervista esclusiva concessa alla patinata rivista americana PEOPLE, l’ex attrice hollywoodiana aveva candidamente svelato di possedere un’anima spiccatamente nostalgica e decisamente anacronistica, confessando di essere perdutamente e follemente abbonata anche all’emittente statunitense SiriusXM, sintonizzata rigorosamente sul canale vintage Mom Jeans (una seguitissima trasmissione radio specializzata nel riprodurre interrottamente successi pop e rock dei favolosi e passati anni ’80 e ’90). Un retaggio culturale talmente forte, ingombrante e ripetitivo da aver ormai “plagiato” in modo adorabile e irreversibile anche le giovanissime orecchie dei figlioletti, il Principe Archie di sette anni e la piccola Principessa Lilibet di appena cinque. «In passato, durante i tragitti quotidiani in auto, in macchina c’era sempre e unicamente la musica per bambini dei Kidz Bop, dalla mattina alla sera», aveva spiegato affettuosamente Meghan al giornalista. «Ma adesso le cose sono drasticamente cambiate! Quando andiamo in auto per gli spostamenti o all’uscita della scuola, persino la mia piccola Lili si gira e mi prega dolcemente dicendomi: ‘Mamma, ti prego, possiamo ascoltare Mama Jeans?’ e io rido e rispondo: ‘In realtà il canale si chiama Mom Jeans amore mio, ma certamente che possiamo ascoltarlo!’».

Porte spalancate alla radio: l’offerta ufficiale per il party di Natale

L’insistenza, seppur scherzosa e giocosa, della conduttrice Gaby Roslin non è affatto un isolato salto nel buio, ma si poggia clamorosamente su basi e offerte aziendali che potremmo definire istituzionali e concretissime.
I vertici dei mass media britannici, affamati fisiologicamente di click e di record di ascolti, farebbero in realtà ponti d’oro pur di avere un Reale dietro il loro microfono principale. Non a caso, subito dopo che Meghan aveva elogiato e citato gloriosamente la stazione radiofonica all’interno del popolarissimo documentario Netflix lo scorso anno, lo stesso Content Director e altissimo dirigente generale di Magic FM, l’ingegnoso Paul Sylvester, era immediatamente e furbescamente balzato fuori allo scoperto mediatico, stendendo un formale ed elegantissimo tappeto rosso d’ordinanza e formulando un invito pubblico assolutamente ufficiale e serio durante il formale discorso di apertura della conferenza di settore nazionale, il Radiocentre’s Tuning In. «L’offerta professionale da parte della nostra intera azienda giace materialmente e concretamente sul tavolo del loro ufficio stampa: se la Duchessa Meghan Markle ha davvero l’intenzione e il desiderio di voler ospitare e condurre attivamente un suo show personale radiofonico, le nostre porte di Londra per lei sono totalmente ed enormemente spalancate», aveva dichiarato con fermezza davanti alla stampa. Per evitare fastidiose speculazioni complottistiche, Sylvester stesso ha successivamente, fermamente e ripetutamente ribadito lo stesso concetto tramite il suo personale account ufficiale sul social network X (l’ex Twitter), replicando chirurgicamente a chi ipotizzava che fosse solo una becera mossa pubblicitaria passeggera: «Ho detto pubblicamente esattamente questo. E la proposta è perenne». Ora che Meghan respira finalmente a pieni polmoni la tipica e umida aria londinese, che abiterà stabilmente oltreoceano per lunghi mesi e che è attivamente e freneticamente alla ricerca di stimolanti impieghi mediatici per lanciare in Europa il proprio impero di lifestyle salutista, l’idea di vederla comodamente seduta in cuffia dietro i grandi microfoni dello studio radiofonico natalizio di Magic FM (forse per presentare vecchie canzoni natalizie e inviare messaggi di pace in diretta ai sudditi inglesi) si fa sempre meno surreale e sempre più terribilmente attraente.

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Lifestyle

Harry e Meghan, la caccia alla villa in UK: spuntano le lussuose (e assurde) pretese della Duchessa

La folle ricerca della casa perfetta manda su tutte le furie gli agenti immobiliari inglesi! Harry e Meghan Markle sono appena rientrati (con un colossale trasloco) nel Regno Unito per iscrivere i principini Archie e Lilibet in una rigidissima scuola britannica, ma non sanno ancora dove andranno ad abitare (al momento vivono rintanati nella gigantesca stanza degli ospiti del maniero di un ricco amico nei Cotswolds). La Duchessa ha infatti scatenato il panico avanzando pretese immobiliari folli: cerca una casa da oltre 16 milioni di dollari che ricalchi esattamente gli esagerati comfort della loro magione californiana di Montecito (che non hanno venduto). La lista dei desideri? Minimo 9 camere da letto, e soprattutto una stanza immensa adibita a “studio di registrazione cinematografico privato”, chiaro segnale che l’ex attrice di Suits voglia prepotentemente tornare a recitare sul grande schermo! Il Principe Harry, invece, è ossessionato dalla sicurezza e ha chiesto terreni sterminati e inaccessibili. Re Carlo ha accolto il ritorno del figlio (divenuto ora un semplice cittadino privato e non più membro lavoratore della monarchia) con grandissimo entusiasmo per poter finalmente riabbracciare i nipotini, sancendo così il disgelo formale dopo anni di accuse mediatiche velenose alla Corona. Leggi tutti i capricci milionari della coppia e le ultimissime foto pubblicate nel nostro articolo 👇

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Harry e Meghan

Londra – Le burrascose, lussuose e intricate vicende abitative ed esistenziali dei Duchi di Sussex continuano incessantemente a tenere banco e a dominare prepotentemente sulle prime pagine dei tabloid di mezzo mondo, in un vorticoso e continuo susseguirsi di voli transatlantici e capricci da veri divi di Hollywood.
La grandissima, recente e chiacchierata notizia del loro inaspettato ritorno fisico in pianta stabile nel Regno Unito sembra infatti essersi già trasformata nell’ennesima soap opera mediatica. Soltanto pochissime settimane dopo aver faticosamente traslocato e spostato l’intera famiglia (armata di bagagli griffati) dalla dorata California alla piovosa Inghilterra, il ribelle Principe Harry ha clamorosamente e inaspettatamente fatto già un rapidissimo rientro lampo negli Stati Uniti d’America. Il secondogenito di Re Carlo è volato d’urgenza nuovamente a New York per salire sul prestigioso e istituzionale palco dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (durante la delicatissima “UN General Assembly week”), dove ha tenuto un toccante discorso pubblico, mettendo in guardia le platee sui gravissimi e invisibili pericoli che i social media e l’ossessione per la tecnologia possono purtroppo rappresentare per lo sviluppo dei bambini, facendo leva direttamente sulla sua vulnerabile esperienza di giovane padre. Nel frattempo, per stemperare le tensioni legate alla sua improvvisa assenza da casa, la bella Meghan ha strategicamente deciso di offrire ai suoi follower di Instagram uno scorcio privato rarissimo, pubblicando in rete un commovente e dolce montaggio video in onore del 42esimo compleanno del consorte. La romantica clip amatoriale mostrava frammenti di vita passata: Harry intento a sciare beatamente sulla neve con il cane di famiglia Paula, fugaci e teneri sguardi del figlioletto Archie, per culminare e chiudersi dolcemente con un appassionato bacio rubato tra i coniugi, scambiato romanticamente all’ombra dei filari di un vigneto assolato. La didascalia era un inno all’amore: “Lui è semplicemente il migliore. Buon compleanno amore mio”.

Addio a Montecito: il trasferimento a Londra e le scuole per i bambini

L’addio fisico alla dorata e baciata dal sole West Coast americana è stato un evento accuratamente, meticolosamente e militarmente pianificato in ogni suo minimo dettaglio logistico e sentimentale.
Stando a quanto fermamente riportato dalle attivissime e infallibili cronache della rivista People, l’ex coppia reale ha definitivamente salutato la propria magione di Montecito (una mostruosa villa hollywoodiana del valore stimato in oltre 14,65 milioni di dollari, acquistata nel 2020) nella serata del 25 agosto, imbarcandosi rigorosamente a bordo di un lussuoso jet privato alla volta dell’aeroporto di Londra. Nelle lunghissime settimane e nei caldi giorni immediatamente precedenti all’attesa partenza, Harry e Meghan si sono premurati di voler trascorrere tutto il loro preziosissimo tempo libero circondati unicamente dall’affetto della madre di lei, la onnipresente Doria Ragland, e da una ristrettissima e selezionatissima cerchia di storici amici californiani. «Volevano a tutti i costi far trascorrere ai loro bambini del tempo di qualità con le persone a cui tengono di più, prima di attraversare l’oceano. Le emozioni e le lacrime erano davvero forti la sera prima del decollo, ma non si è trattato di un fatale ‘addio per sempre’», ha infatti lucidamente precisato e rivelato un insospettabile e intimo insider anonimo. Le indiscrezioni confermano ampiamente che la coppia manterrà saldamente e legalmente la totale e assoluta proprietà della principesca tenuta in California, garantendosi così un perfetto appoggio immobiliare extra-lusso per poter permettere a Meghan di tornare a fare regolarmente la spola in America, in modo tale da poter visitare regolarmente la madre Doria. Tuttavia, la vera motivazione pedagogica che ha spinto i due a varcare l’oceano in autunno riguarda in primis i figli: i Duchi desiderano ardentemente che il Principe Archie (7 anni) e la Principessa Lilibet (5 anni) comprendano finalmente e tocchino con mano il particolarissimo e rigido mondo monarchico in cui il loro amato padre è storicamente cresciuto e vissuto. Entrambi i piccoli rampolli, stando a quanto autorevolmente trapelato dal The Telegraph, sono infatti già stati formalmente iscritti e immatricolati in una rigida ed esclusiva scuola britannica, che hanno iniziato a frequentare a partire proprio da questo mese di settembre.

La lista dei capricci immobiliari: 9 camere, terreni e uno studio cinematografico

Mentre i bambini sono già tra i banchi di scuola inglesi a fare nuove conoscenze, sorge un gigantesco e imbarazzante interrogativo logistico per la famiglia: dove andranno ad abitare materialmente i Duchi, visto che nel 2023 sono stati bruscamente e formalmente “sfrattati” dalla corona da Frogmore Cottage (la loro ex residenza reale all’interno della blindatissima tenuta di Windsor)?
Attualmente, in attesa di trovare l’immobile dei sogni, fonti ben informate giurano che la famigliola stia soggiornando “a tempo indeterminato e a data da destinarsi” rintanata comodamente e gratuitamente all’interno di una sfarzosa e immensa “stanza degli ospiti”, situata gentilmente in un misterioso e antico maniero di campagna nella lussureggiante e lussuosa regione dei Cotswolds, prestatagli da un ricchissimo amico. Ma la caccia forsennata al nuovo e definitivo nido d’amore britannico è ufficialmente aperta, e le esigentissime (e per certi versi folli) pretese abitative avanzate sul mercato immobiliare dai Sussex stanno già facendo ampiamente discutere e tremare i migliori agenti londinesi. Secondo un’accurata ricostruzione pubblicata dal sempre pungente Daily Mail, Meghan avrebbe categoricamente, fermamente e caparbiamente richiesto di visionare solamente ville stratosferiche che siano in grado di poter eguagliare, specchiare e ricalcare in tutto e per tutto la mostruosa e abnorme estensione e gli smodati e folli comfort della loro amata villa californiana. La lunghissima “lista dei desideri” della Duchessa per la casa londinese parlerebbe molto chiaro e pretenderebbe la bellezza minima di ben nove camere da letto master (lo stesso identico numero di stanze da letto presente a Montecito) e svariati bagni. E non finisce affatto qui: la ex attrice americana avrebbe espressamente richiesto a gran voce la presenza in pianta di una stanza adibita interamente a “studio di ripresa e di registrazione cinematografica privata”, un dettaglio tecnico non da poco che andrebbe pesantemente a confermare i tantissimi rumors estivi riguardo a un suo imminente e spregiudicato ritorno operativo sul grande schermo come attrice e produttrice. Dal canto suo, il Principe Harry sembra invece essere letteralmente ed esclusivamente ossessionato dal problema della privacy assoluta e dalla sicurezza antiterrorismo: il Duca starebbe infatti febbricilmente setacciando le brughiere alla ricerca di una tenuta isolatissima, dotata di “un quantitativo di terreni, ettari e boschi sconfinati”, ponendo l’assoluto divieto di visionare case che presentino sentieri pedonali o percorsi pubblici nelle immediate vicinanze. Il budget? Si vocifera fermamente e insistentemente che la ricca e viziata coppia abbia già seriamente messo gli occhi in maniera ufficiosa su un’iconica e lussuosissima magione d’epoca rurale in vendita per la stratosferica cifra record di 16,2 milioni di dollari, sebbene ad oggi nessun contratto milionario risulti essere ancora stato materialmente siglato dalle parti.

Il marchio “As Ever”, il business e l’atteso disgelo con Re Carlo

L’insediamento provvisorio nel cuore verde del Regno Unito porterà indubbiamente in dono profondissimi e incalcolabili stravolgimenti lavorativi e, forse, anche miracolosi riavvicinamenti diplomatici all’interno della famiglia reale allargata.
Sul fronte prettamente aziendale, lavorativo e puramente capitalistico, le fonti giurano fermamente che la stacanovista e inarrestabile Meghan continuerà imperturbabile a dirigere abilmente con pugno di ferro e da remoto il suo nuovissimo marchio lifestyle personale, “As Ever” (un progetto commerciale molto profittevole fortemente ispirato ai rilassati trend salutistici della West Coast). Questa permanenza prolungata e forzata a Londra offrirà peraltro su un piatto d’argento al Principe Harry la ghiotta, preziosissima e concreta opportunità logistica di potersi nuovamente coinvolgere anima e corpo, quotidianamente e a livello capillare, in tutti i delicatissimi consigli di amministrazione dei moltissimi enti di beneficenza britannici con i quali lavora ininterrottamente da tantissimi anni per onorare la memoria di Diana. Ma l’aspetto umanamente e politicamente più caldo, esplosivo e rilevante dell’intera e mastodontica operazione di trasloco è innegabilmente il profumo di ritrovata e sperata pace domestica. Stando ai ben informati, lo stesso anziano e malato padre di Harry, Re Carlo, è stato debitamente e formalmente informato a palazzo dei piani immobiliari del figlio già a metà agosto, accogliendo l’imprevista notizia con enorme, malcelato ed evidente entusiasmo per l’opportunità di “poter finalmente avere il privilegio di vedere molto più spesso, e soprattutto in veste strettamente privata e non ufficiale, la famiglia dei Sussex e i nipotini”. Si badi bene, però: il trasferimento londinese non è e non rappresenta in alcun modo e in nessuna forma un tanto vociferato ritorno al “lavoro di corte”. Carlo, per non risvegliare le storiche gelosie di corte del primogenito William, ha messo da subito le cose in chiaro: Harry e Meghan potranno godere e frequentare il Regno Unito in assoluta e totale libertà, ma continueranno ad agire per sempre ed esclusivamente come soggetti e individui privati, spogliati dei loro incarichi di rappresentanza statale. Resta comunque il fatto innegabile che questa loro improvvisa decisione di piantare nuovamente le tende in Inghilterra rappresenti a tutti gli effetti un significativo, tangibile e potentissimo segnale di vero “disgelo”, dopo anni di attacchi mediatici violentissimi alla monarchia e interviste esplosive (come quella indimenticabile a Oprah Winfrey nel 2021) che avevano rischiato seriamente di radere al suolo per sempre l’istituzione secolare di Buckingham Palace.

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