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Napoli, al Maschio Angioino la mostra ‘Voce dell’Amore’ con l’artista ORLAN

L’arte di Picasso e la body art di ORLAN si incontrano a Napoli: dal 4 settembre al Maschio Angioino la grande mostra gratuita “Voce dell’Amore”. 🎨 🏛️

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Locandina evento napoli

Napoli – Nel fitto ordito delle manifestazioni d’avanguardia che animano i grandi circuiti museali europei e i distretti culturali del Mezzogiorno, l’incontro tra la saggistica visiva e le arti performative si offre come una leva strategica fondamentale per stimolare il pensiero critico della comunità. La città d’arte partenopea, nel pieno della sua programmazione speciale che la vede insignita del titolo ufficiale di “Napoli Capitale Europea dello Sport 2026”, si appresta a diventare il baricentro internazionale della grande arte contemporanea. Venerdì 4 settembre 2026, all’interno delle monumentali Antisale dei Baroni del trecentesco Castel Nuovo, storicamente noto come il Maschio Angioino, aprirà ufficialmente i battenti la grande mostra collettiva intitolata “Voce dell’Amore”. Curata con rigore metodologico da Francesca Grisanti e Pasquale Lettieri, l’esposizione si offre ai cittadini onesti, alle famiglie e ai numerosi flussi turistici transnazionali come un viaggio sensoriale ed emotivo incentrato su uno dei temi più universali dell’esperienza umana.

I quattro momenti dell’itinerario ispirati alla Voix Humaine di Cocteau

L’architettura concettuale della rassegna non si limita a proporre una didascalica o consolatoria descrizione del sentimento amoroso, ma ne indaga con coraggio le paratie psicologiche, le fratture e le riforme interne attraverso una scomposizione geometrica divisa in quattro densi momenti sequenziali: Seduzione, Fusione, Separazione e Trasformazione. Tratta da un’intuizione storiografica che affonda le proprie radici nel celebre testo teatrale La Voix Humaine di Jean Cocteau, la mostra esplora l’universo degli affetti non come una sterile paratia da rappresentare sui monitor, bensì come un’esperienza carnale e profonda capace di mutare radicalmente lo sguardo, il corpo, la memoria biologica e l’identità sociale dell’individuo, deostruendo la solitudine delle passioni per rivelarne i risvolti più puri.

Il vernissage con Eugenio Viola e la performance Kiss on Pussy di ORLAN

Il cartellone dell’inaugurazione prenderà il via alle ore 10:00 del mattino con lo svolgimento del tradizionale vernissage e la presentazione del catalogo ufficiale stampato dalla casa editrice Editori Paparo. Il momento clou della giornata si consumerà tuttavia alle ore 12:00, quando la platea di Piazza Municipio potrà assistere in prima assoluta alla dirompente performance live intitolata “Kiss on Pussy”, eseguita sul campo dalla celebre artista francese ORLAN, figura eccellente di riferimento della body art mondiale. Eugenio Viola, stimato direttore del Museo Madre dell’Aquila e di Napoli, ha voluto evidenziare lo spessore civile dell’intervento: «È un nuovo capitolo dell’autobiografia espansa di ORLAN, un invito a rovesciare il regime dell’immagine: non più corpi consegnati allo sguardo altrui, ma soggetti capaci di prendere parola, restituire lo sguardo e trasformare la lacrima in una forza che insorge, incrinando la storia stessa della rappresentazione».

Il dialogo storico iniziato nel 1917 con Pablo Picasso e i Ballets Russes

L’allestimento di “Voce dell’Amore” all’interno della fortezza angioina acquisisce un rilievo storiografico di eccezionale valore, riallacciando i fili di un dialogo fraterno e d’amore iniziato oltre un secolo fa, nel lontano 1917, anno in cui Jean Cocteau, Pablo Picasso e la ballerina Olga Khokhlova raggiunsero per la prima volta la Campania al seguito dei mitici Ballets Russes di Sergej Diaghilev. Quell’antico incontro rionale ha lasciato una traccia indelebile nell’hardware creativo della municipalità. Oggi, quella medesima dinamo estetica prosegue grazie a un ordito multimediale flessibile e privo di automatismi accademici, in cui i disegni storici di Picasso si fondono in un dialogo naturale con le lettere e i dipinti di Orphée Dermit, Paolo Valerio, Jérôme Grivel e Cédric Fevotte, offrendo un ricco ventaglio di fotografie, video e sculture monumentali.

Gli orari del Maschio Angioino ed i canali informativi sul sito del Comune

Sotto il profilo strettamente logistico e operativo, la macchina organizzativa, coordinata con precisione da Jessica Petrizzo e Giada Peca per conto dell’Associazione Choralesia e di FrancescaGrisanti Expositions, ha predisposto un calendario di accesso stabile a tutela dei visitatori. La mostra sarà visitabile dal lunedì al sabato, dalle ore 9:00 alle 18:00, acquistando il normale titolo di ingresso al castello. Per azzerare i labirinti burocratici e ricevere informazioni h24 sul transito e sulle guide, la direzione ha attivato una collaborazione trasparente con l’Ufficio Relazioni con il Pubblico e l’ufficio stampa di Letizia Bonelli, mettendo a disposizione il recapito telefonico ufficiale 081 7957722 e i canali del portale istituzionale www.comune.napoli.it. Per i giornalisti, la conferenza stampa di presentazione è fissata per giovedì 3 settembre alle ore 10:00 nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo.

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Musei, mostre e archeologia a Roma: tutti gli appuntamenti fino al 1° ottobre

La cultura torna grande protagonista nella Capitale! Dall’attesissima apertura di tre nuove grandi mostre (Marina Bindella a Villa Borghese, Elisa Montessori a Villa Torlonia e la fotografa Fabiola Ferrero in Trastevere) alle spettacolari aperture serali per la mostra di Mapplethorpe all’Ara Pacis, Roma offre un palinsesto sterminato fino al 1° ottobre. Nel weekend si celebreranno le “Giornate Europee del Patrimonio”, accompagnate dal ciclo delle “Passeggiate Romane” e da esclusive esplorazioni archeologiche. Si potrà salire eccezionalmente sulla terrazza segreta di Porta del Popolo, camminare sull’antichissimo Monte Testaccio (il celebre “monte dei cocci”), scendere nei meandri del Sepolcro degli Scipioni e persino spingersi nel sottotetto medievale della Torre del Papito. Non mancheranno, ovviamente, i meravigliosi spettacoli astronomici del Planetario dedicati ad adulti e bambini. Scopri nel nostro articolo tutti i dettagli di questa imperdibile settimana romana 👇

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03. Isabella Rossellini, 1988 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission

Roma – L’inizio dell’autunno romano coincide tradizionalmente con un incredibile risveglio delle attività espositive, e l’ultima settimana di settembre si preannuncia come uno dei momenti più vivaci e densi dell’intero calendario culturale cittadino. Il fascino millenario della Città Eterna si rinnova ancora una volta attraverso un palinsesto sconfinato, studiato per soddisfare ogni tipologia di pubblico, dagli appassionati d’arte contemporanea ai cultori dell’archeologia classica.
Dalle nuovissime mostre in apertura alle prestigiose Giornate Europee del Patrimonio in programma durante il fine settimana, passando per le affascinanti passeggiate didattiche all’aria aperta e le spettacolari proiezioni scientifiche organizzate dal Planetario, la proposta messa in campo dalle Istituzioni è davvero vastissima. A coordinare questo imponente sforzo logistico e intellettuale è, come sempre, l’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, affiancato magistralmente dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Il denso programma di eventi e aperture straordinarie, che prenderà ufficialmente il via venerdì 25 settembre per concludersi giovedì 1° ottobre 2026, si pone il nobile obiettivo di riavvicinare i cittadini e i tantissimi turisti presenti nella Capitale al cuore pulsante del patrimonio artistico e storico cittadino.

Le nuove mostre: da Marina Bindella a Fabiola Ferrero in Trastevere

Il piatto forte di questa lunga e intensa settimana culturale è senza dubbio rappresentato dall’inaugurazione di tre importantissime esposizioni, che andranno ad arricchire l’offerta dei principali musei civici della Capitale.
La prima novità di assoluto rilievo riguarda il suggestivo Museo Carlo Bilotti Aranciera, incastonato nel verde storico di Villa Borghese. A partire da sabato 26 settembre, la rinomata artista Marina Bindella esporrà al pubblico “Cosmografie”, un ricchissimo e complesso nucleo di lavori realizzati dal 2020 a oggi, che includono anche una preziosa selezione di rari libri d’artista. Il percorso visivo, composto da decine di dipinti, xilografie, acquerelli e grandi installazioni spaziali, affronterà delicati nuclei tematici: dalle origini insondabili della materia alla struttura matematica dell’universo, fino alle potenzialità generative del segno pittorico (visitabile fino al 15 novembre 2026). Pochi giorni dopo, mercoledì 30 settembre, i riflettori si sposteranno negli eleganti spazi del Casino dei Principi a Villa Torlonia, dove aprirà i battenti l’attesissima mostra intitolata “Elisa Montessori. Nel corso del tempo”. Si tratta di un’ampia e doverosa rassegna retrospettiva che coprirà l’intera produzione dell’artista dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri. Oltre un centinaio di opere, tra oli su tela, disegni e interventi site specific, verranno esposte al pubblico e corredate da interessanti documentari. Infine, giovedì 1° ottobre, il centralissimo Museo di Roma in Trastevere ospiterà “LAS GRIETAS. Sulle tracce di una fantasia”, la prima e imperdibile mostra personale italiana della talentuosa fotografa e giornalista venezuelana Fabiola Ferrero, già vincitrice del prestigioso XVI Premio IILA-Fotografia.

Aperture serali per Mapplethorpe e le visite speciali a Diego Rivera

Oltre alle inaugurazioni, la Sovrintendenza ha sapientemente previsto una serie di eventi collaterali legati alle grandi mostre temporanee attualmente in corso di svolgimento e ormai giunte quasi al termine.
Agli appassionati di fotografia d’autore farà sicuramente piacere sapere che sono state predisposte delle aperture straordinarie serali (valide per gli ultimi due fine settimana di programmazione) per la popolarissima mostra “Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza”, ospitata fino al 4 ottobre nei meravigliosi spazi espositivi del Museo dell’Ara Pacis. Nelle specifiche giornate di venerdì 25, sabato 26 e domenica 27 settembre, i visitatori avranno il rarissimo privilegio di poter ammirare i capolavori del fotografo americano in un’atmosfera notturna unica, con la chiusura dei cancelli posticipata fino alle ore 22:00. Altrettanto interessante è l’iniziativa che prenderà vita ai Musei Capitolini, più precisamente nei locali di Villa Caffarelli, dove proseguirà con enorme successo di pubblico il ciclo di visite guidate interamente dedicate alla mostra “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo”. I percorsi guidati, curati da esperti storici dell’arte, si terranno sabato 26 settembre nel tardo pomeriggio (ore 17:30) e la domenica mattina (ore 11:30).

Le Giornate Europee del Patrimonio e le Passeggiate Romane

Il fulcro civico e intellettuale dell’intero fine settimana sarà tuttavia rappresentato dalle celeberrime Giornate Europee del Patrimonio (in calendario per sabato 26 e domenica 27 settembre), una mastodontica manifestazione culturale promossa congiuntamente dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea.
L’edizione di quest’anno ruota attorno a un tema di strettissima attualità urbanistica e sociale: “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”. Per l’occasione, la Sovrintendenza Capitolina ha organizzato percorsi di visita inediti e laboratori specifici per far riflettere il pubblico sul delicatissimo compito della tutela dei beni architettonici per le generazioni future. Parallelamente, si intensificherà l’amato ciclo delle “Passeggiate Romane” e le attività della “MIC Card”. Venerdì 25 settembre, il Museo di Roma a Palazzo Braschi offrirà una visita particolarissima dedicata al preziosissimo Archivio fotografico privato di Antonio Muñoz, figura chiave del Governatorato di Roma. Nelle ore serali dello stesso venerdì, apriranno straordinariamente al pubblico le porte segrete di Porta del Popolo (storico Sito UNESCO della Capitale), permettendo a piccoli gruppi di salire fisicamente fino all’esclusiva terrazza panoramica che affaccia sul famosissimo Tridente. Sabato 26 e domenica 27 settembre le escursioni si concentreranno invece alla scoperta del vasto e ramificato territorio storico compreso tra il Colle di Giano, le aree di Monteverde e le antichissime vigne ottocentesche posizionate appena fuori da Porta San Pancrazio.

Dai tesori archeologici agli spettacoli stellari del Planetario

Non poteva assolutamente mancare un ricchissimo ventaglio di proposte dedicate all’inestimabile patrimonio archeologico che riposa nel sottosuolo della Città Eterna. Per il richiestissimo ciclo “Archeologia in Comune”, sabato 26 settembre è in programma una suggestiva e irripetibile passeggiata fisica sulla sommità del celebre Monte Testaccio, l’incredibile “monte dei cocci” originatosi accumulando frammenti di anfore olearie tra il I e il III secolo d.C.
Poche ore dopo, le guide comunali condurranno i visitatori all’interno dello sconfinato complesso archeologico della Villa di Massenzio sull’Appia Antica, permettendo l’esplorazione meticolosa del palazzo imperiale, dei resti del circo romano e dell’affascinante mausoleo dinastico. Domenica mattina sarà invece la volta della discesa nei meandri del Sepolcro degli Scipioni, il vasto e tetro complesso funerario sotterraneo appartenuto alla famiglia più potente e influente dell’intera Roma repubblicana, le cui radici architettoniche risalgono direttamente agli inizi del III secolo a.C. Il calendario archeologico si concluderà infine mercoledì 30 settembre, offrendo la rarissima opportunità di entrare all’interno della Torre del Papito (in piazza dei Calcarari), spingendosi fin sotto l’antico tetto di una delle pochissime torri medievali romane giunte intatte fino ai giorni nostri. E per chi preferisse volgere lo sguardo al cielo, il Planetario di Roma continuerà imperterrito a offrire i suoi spettacolari show astronomici per adulti (tra cui Ritorno alle stelle e Crociera nel cosmo) e le amatissime esibizioni interattive dedicate espressamente ai più piccoli e alle loro famiglie, capitanate come sempre dall’immancabile e stravagante figura del Dottor Stellarium.

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La poltrona solidale che sconfigge la crisi nei rioni dell’Alessandrino: il Piccolo Teatro di Prova riaccende i motori della comicità popolare

La comicità d’autore sale in trincea nella periferia romana e una sedia sospesa regala un’oasi di pura spensieratezza e solidarietà rionale! Ha riaperto i battenti nel cuore del quartiere Alessandrino la nuova attesissima stagione del Piccolo Teatro di Prova, lo storico plesso culturale ricavato da una vecchia falegnameria e gestito dalla Compagnia della Farsa. Il debutto dello show “Sfratto d’amore” per la regia di Vittorio Rombolà ha inaugurato ufficialmente l’iniziativa gratuita “Sedia per due”: un imponente piano di welfare sociale ispirato a Una poltrona per due che permette di regalare un biglietto a chi è rimasto solo o escluso. Un cartellone pazzesco che vedrà sul leggio nel 2027 star del calibro di Marco Capretti, Enzo Casertano e I Sequestrattori. Scoprite come donare e prenotare le poltrone nel nostro articolo! 👇

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il Piccolo Teatro di Prova

Roma – Un calore viscerale, fiero e popolaresco si propaga dalle vecchie travi di legno di un antico laboratorio artigiano per invadere le strade della periferia capitolina, trasformando un minuscolo palcoscenico di quartiere in un’autentica officina di pensiero, risorsa terapeutica ed educazione permanente alla solidarietà rionale. Il teatro comico e la satira di costume, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché dei grandi circuiti commerciali di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di curare le solitudini profonde della modernità liquida, offrendo alle famiglie un’oasi di spensieratezza colta, taccuino alla mano e passioni calde. Nel cuore del rione Alessandrino, il fischio d’inizio della nuova stagione del Piccolo Teatro di Prova — uno dei presìdi culturali più piccoli d’Italia, nato all’interno di una vecchia falegnameria restaurata — ha registrato un clamoroso successo di pubblico, blindando un’alleanza di scopo trasparente a difesa del benessere collettivo dello Stato sociale.

La sfolgorante serata inaugurale ha tenuto a battesimo la programmazione del cartellone intitolato “Comici al Piccolo”, la rassegna d’eccellenza interamente curata e prodotta dalle maestranze della Compagnia della Farsa. La vera e più accattivante svolta democratica della manifestazione risiede nel lancio ufficiale di “Sedia per due”, un’imponente e coraggiosa iniziativa solidale di prossimità concepita per azzerare le distanze economiche e combattere la povertà educativa, garantendo un’accessibilità universale e priva di barriere per i cittadini meno abbienti della provincia romana. Un’opera di squadra eccezionale che rifiuta le scorciatoie della finzione istituzionale per rimettere al centro il merito della condivisione reale, scacciando il torpore e le nevrosi causate dall’asfissia dei consumi digitali soliti negli appartamenti metropolitani.

Dall’utopia cinematografica al welfare rionale: come funziona la sedia sospesa

I Criteri dell’operazione pedagogica e civile traggono una spavalda ispirazione dal titolo del film cult natalizio “Una poltrona per due”, convertendo la sceneggiatura cinematografica in un comfort funzionale perfetto per la coesione sociale della borgata. Ciascun donatore, appassionato o collezionista di spettacoli ha la possibilità di acquistare in totale trasparenza una poltrona simbolica, che verrà permanentemente personalizzata con il proprio nome sul leggio della sala; la seduta rimarrà tuttavia a disposizione gratuita e flessibile di un abitante del quartiere che non dispone delle risorse finanziarie per coprire il costo del biglietto, ma che conserva il desiderio profondo di fruire della grande prosa dal vivo. Una sedia che si fa così idealmente metà tua e metà del quartiere, un manifesto di legalità e fratellanza che colpisce dritto allo stomaco dell’egoismo capitalista.

Il ruolino di marcia sul parquet è entrato immediatamente nel vivo delle sue scadenze artistiche con il debutto esilarante di “Sfratto d’amore”, una commedia degli equivoci brillante e priva di filtri protettivi prodotta dalla scuderia della Compagnia della Farsa sotto la guida e la regia millimetrica di Vittorio Rombolà. I testi e le trame dello show analizzano senza maschere o ipocrisie le fragilità dei legami sentimentali e i traumi della crisi abitativa nei quartieri popolari, trasformando le nevrosi della vita quotidiana in una risata liberatoria ed iper-emotiva, sintonizzando le frequenze della sala sul massimo livello di onestà intellettuale, limitando al massimo l’esodo culturale verso le piattaforme streaming domestiche.

Da Marco Capretti a Dani Bra’: il poker di re della risata attesi nel 2027

La programmazione strategica e pluriennale del Piccolo Teatro di Prova blinda un’offerta formativa e ricreativa di assoluto spessore nazionale, schierando all’Alessandrino una parata d’élite dei più stimati professionisti del cabaret e del sound design comico dello Stato. Sul palco si alterneranno nei prossimi mesi volti amatissimi degli schermi televisivi del calibro di Enzo Casertano, Marco Capretti, Claudio Sciara, I Sequestrattori, Roberto Ranelli, Dani Bra’ e Giò Di Sarno. Un ordito perfetto di stili che accompagnerà il pubblico lungo le scadenze del 2026 per poi sviscerare i nuovi laboratori comici già cerchiati sul taccuino per l’imminente e ricco palinsesto del 2027, dove troveranno spazio stanziale anche i festival dedicati al teatro d’animazione per i bambini e le scuole della provincia.

La macchina organizzativa comunica che i controlli logistici sulla sicurezza dei locali sono ultimati per assicurare un comfort volumetrico e acustico perfetto ai passeggeri del sogno teatrale. I registri delle prenotazioni per i prossimi weekend sono aperti e i dettagli completi sulle tessere associative sono accessibili in totale trasparenza presso la segreteria del centro di Via dell’Alessandrino. Questo fine settimana spegnete le notifiche degli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e andate a occupare una poltrona in falegnameria: gli attori della Farsa vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché ci sarà una sedia condivisa con il proprio vicino per ridere insieme, il domani delle nostre periferie sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano.

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Riaprono Casa dei Carraresi e Ca’ dei Brittoni: a Treviso nasce il nuovo Museo Diffuso

Una giornata storica per l’arte e per la città di Treviso! Venerdì 2 ottobre 2026 la Fondazione Cassamarca riaprirà finalmente al pubblico le storiche porte di Casa dei Carraresi e di Ca’ dei Brittoni. Dopo ben due anni di complessi restauri, questi capolavori architettonici rinascono come spazio espositivo permanente, ospitando le sterminate collezioni del Novecento della Fondazione e dando ufficialmente il via al progetto del nuovo “Museo Diffuso” (che si espanderà presto anche a Ca’ Spineda e al Monte di Pietà). Il fiore all’occhiello dell’inaugurazione? La straordinaria e generosissima donazione dell’artista russo di fama mondiale Grisha Bruskin, che ha scelto Treviso per esporre in pianta stabile quattro mastodontiche installazioni (tra cui “In bilico” e “L’Ora X”, mai viste prima in Italia) e il suo preziosissimo archivio di ricerca personale. La mattina (ore 11:00) ci sarà l’anteprima riservata alla stampa con i curatori, mentre l’apertura ufficiale per il grande pubblico e i saluti istituzionali scatteranno alle ore 17:00. Leggi tutti gli eccezionali dettagli sull’esposizione nel nostro articolo completo 👇

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Casa dei Carraresi

Treviso – Il tessuto culturale, artistico e architettonico del capoluogo veneto si prepara a vivere una vera e propria giornata storica, destinata a ridisegnare e arricchire in maniera permanente l’offerta espositiva e turistica dell’intera regione. Dopo lunghi e complessi lavori di restauro conservativo, venerdì 2 ottobre 2026 segnerà finalmente la tanto attesa e trionfale riapertura al pubblico di due dei gioielli architettonici più amati e prestigiosi della città: Casa dei Carraresi e l’adiacente Ca’ dei Brittoni.
La Fondazione Cassamarca, ente storicamente e indissolubilmente legato alla valorizzazione e alla tutela del patrimonio artistico trevigiano, ha infatti annunciato in via ufficiale l’inaugurazione di questi due palazzi storici non più come semplici sedi per esposizioni temporanee o eventi sporadici, bensì come un vero e proprio spazio espositivo permanente di respiro internazionale, destinato a custodire e mostrare le ricchissime raccolte d’arte di proprietà della Fondazione stessa. Questo ambizioso progetto museale e architettonico, curato nei minimi dettagli organizzativi, rappresenta il primo, fondamentale tassello per la nascita e la definitiva consacrazione del nuovissimo “Museo Diffuso”, un polo culturale diffuso e itinerante concepito per battere e pulsare nel cuore pulsante del centro storico di Treviso. L’inaugurazione ufficiale, che si preannuncia come uno degli eventi culturali più importanti dell’anno a livello nazionale, sarà aperta la mattina da una speciale anteprima dedicata esclusivamente alla stampa e agli addetti ai lavori (con visite guidate accompagnate dalle spiegazioni dei curatori), per poi spalancare le porte all’intera cittadinanza e agli appassionati d’arte nel tardo pomeriggio.

Oltre 2000 metri quadri di arte e storia nel capoluogo veneto

L’attesa riapertura di Casa dei Carraresi e di Ca’ dei Brittoni giunge a compimento di un lungo, delicatissimo e faticosissimo iter progettuale. I due magnifici edifici storici (situati in via Palestro) sono rimasti chiusi per ben due anni, sottoposti a radicali, minuziosi e chirurgici interventi di ripristino strutturale e valorizzazione architettonica.
Il risultato di questi intensi lavori è semplicemente sbalorditivo. I visitatori, i turisti e gli studiosi avranno finalmente a loro totale disposizione oltre 2.000 metri quadrati di superficie calpestabile e allestita con criteri museali di ultimissima generazione. Questi spazi immensi, carichi di suggestioni antiche, andranno ad accogliere e incorniciare un nuovissimo, affascinante e ragionato percorso espositivo permanente, interamente ed esclusivamente dedicato a una parte estremamente significativa della sterminata collezione artistica accumulata negli anni dalla Fondazione Cassamarca. L’idea vincente alla base del progetto del “Museo Diffuso” è proprio quella di creare un dialogo continuo, ininterrotto e stimolante tra il contenitore e il contenuto: le maestose architetture storiche medievali e rinascimentali dei palazzi trevigiani si fondono magistralmente con le collezioni d’arte del Novecento e con le installazioni tipiche dell’arte contemporanea. Un cortocircuito visivo ed emozionale capace di annullare le distanze temporali e di offrire al visitatore un’esperienza sensoriale e culturale assolutamente immersiva, totalizzante e in costante evoluzione estetica.

La donazione straordinaria dell’artista russo Grisha Bruskin

Se la riapertura dei due palazzi storici rappresenta già di per sé una notizia di grandissimo rilievo per l’urbanistica e il turismo culturale trevigiano, a impreziosire ulteriormente e clamorosamente il progetto museale della Fondazione Cassamarca è arrivata una notizia dall’enorme peso specifico per il mercato e la critica d’arte internazionale.
L’itinerario espositivo permanente, infatti, si arricchisce e si nobilita grazie alla straordinaria, inaspettata e generosissima donazione effettuata direttamente dal celebre e acclamato artista russo Grisha Bruskin. Considerato unanimemente dalla critica mondiale come una delle figure più influenti e complesse dell’arte contemporanea internazionale, Bruskin ha scelto deliberatamente e orgogliosamente proprio la Fondazione Cassamarca di Treviso per garantire, tutelare e promuovere una presenza permanente, solida e strutturata della sua immensa ricerca artistica sul suolo italiano. Per celebrare degnamente questa prestigiosissima donazione, il nuovo allestimento trevigiano presenterà al grande pubblico ben quattro importantissime, monumentali e complesse installazioni dell’artista. Tra queste opere di inestimabile valore spiccano i capolavori concettuali intitolati “In bilico” e “L’Ora X”, due creazioni magnetiche e potenti che vengono esposte pubblicamente per la primissima volta in assoluto in Italia. Inoltre, come garanzia di studio e ricerca per il futuro, gli spazi restaurati dei palazzi ospiteranno in pianta stabile l’Archivio Grisha Bruskin, un fondo destinato a diventare a tutti gli effetti un centro permanente di documentazione, studio, catalogazione e approfondimento accademico per studenti, ricercatori e storici dell’arte provenienti da ogni parte del mondo.

Il progetto in espansione: da Ca’ Spineda al Monte di Pietà

La visione culturale portata avanti con determinazione dai vertici della Fondazione Cassamarca non si esaurisce affatto, come ampiamente dimostrato, con il taglio del nastro previsto in via Palestro. L’inaugurazione del nuovo allestimento artistico rappresenta soltanto la prima, importantissima pietra miliare di un disegno urbanistico ed espositivo molto più vasto, organico e ramificato.
Il concetto stesso di “Museo Diffuso” implica per sua stessa natura un’espansione e una contaminazione progressiva del tessuto urbano circostante. Il nuovo progetto espositivo permanente (che mette magistralmente in continuo e serrato dialogo le architetture storiche con l’arte del Novecento e contemporanea) è destinato infatti a svilupparsi e allargarsi progressivamente, seguendo un rigoroso e ambizioso cronoprogramma istituzionale. La Fondazione ha già annunciato che le collezioni e gli allestimenti invaderanno felicemente altre sedi di prestigio della città: il prossimo fondamentale step operativo è previsto per il mese di dicembre di questo 2026, quando il percorso artistico sbarcherà ufficialmente tra le sale della magnifica Ca’ Spineda. Ma non è tutto: il piano di allargamento culturale proseguirà inesorabilmente anche nel corso del 2027, anno in cui il museo diffuso andrà a inglobare e valorizzare definitivamente anche gli storici e affascinanti spazi espositivi del Monte di Pietà, completando così un tridente architettonico e museale che non avrà nulla da invidiare ai grandi e blasonati poli espositivi delle capitali europee.

I dettagli dell’inaugurazione: orari, curatori e apertura al pubblico

L’attesa per questo evento inaugurale è febbrile e ha già richiamato l’attenzione della stampa nazionale e di innumerevoli critici d’arte e accademici. L’organizzazione logistica della giornata di venerdì 2 ottobre 2026 è stata studiata nei minimi dettagli per consentire a tutti di godere appieno di questo nuovo gioiello culturale incastonato nella città di Treviso.
La mattinata, a partire dalle ore 10:00 e fino alle ore 13:00, sarà dedicata esclusivamente alla preziosissima e riservata “Anteprima Stampa”, un momento di approfondimento tecnico e giornalistico che permetterà ai cronisti e ai critici di settore di esplorare in anteprima e in assoluta tranquillità gli oltre duemila metri quadrati di spazi espositivi restaurati. Il clou della mattinata istituzionale scoccherà alle ore 11:00 in punto, quando andrà in scena la presentazione ufficiale del progetto museale seguita da un’esclusiva visita guidata condotta personalmente e magistralmente dai due curatori d’eccezione dell’allestimento: Silvia Burini e Giuseppe Barbieri, due figure di altissimo profilo scientifico e accademico. Nel pomeriggio, invece, il polo culturale trevigiano abbraccerà fisicamente e idealmente la sua città: alle ore 17:00 è prevista l’attesissima apertura dei cancelli al grande pubblico, permettendo ai cittadini di riappropriarsi finalmente di un pezzo inestimabile della propria identità urbana. I festeggiamenti culmineranno alle ore 18:00, con i doverosi e solenni Saluti Istituzionali da parte delle autorità politiche e cittadine, seguiti dalla presentazione ufficiale e dettagliata delle singole sale espositive, inaugurando formalmente una nuova e luminosa era per l’arte, il turismo e la cultura a Treviso.

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