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Premio De André 2026: trionfa Gianaldo Sangalli. Targa Faber a Renato Zero e Paolo Rossi

La musica d’autore indipendente trionfa nella Capitale in nome di Faber! Grandissimo successo per le finali della 25ª edizione del “Premio Fabrizio De André” ospitate nel Parco di Villa Bonelli a Roma. A vincere la competizione assoluta, valutata da una giuria d’eccezione guidata da Dori Ghezzi, sono stati Gianaldo Sangalli (sezione musica con “Piove governo ladro”), Roberta De Falco (poesia) e Roberto Cafarotti (pittura). Grandissima commozione per l’assegnazione della prestigiosa “Targa Faber” alla Carriera, consegnata a due giganti dello spettacolo italiano: Renato Zero (per aver dato cittadinanza d’animo agli ultimi e ai fragili) e Paolo Rossi (per aver trasformato la parola in resistenza civile e grazia anarchica). Scopri tutti i vincitori e le motivazioni dei premi nel nostro approfondimento 👇

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PREMIO FABRIZIO DE ANDRÉ

Roma – Il respiro profondo e immortale della vera canzone d’autore italiana, quella slegata dalle fredde logiche commerciali e dai ritmi imposti dalle mode passeggere, è tornato a vibrare potentemente nel cuore della Capitale. La 25ª edizione del celebre e attesissimo Premio Fabrizio De André – Parlare Musica si è appena conclusa registrando un trionfo assoluto di pubblico e di emozioni.
Nelle serate di venerdì 18 e sabato 19 settembre, la carovana poetica del Premio è stata eccezionalmente e calorosamente ospitata nella splendida cornice del Parco di Villa Bonelli. Un temporaneo ma felicissimo trasloco, dettato dagli imponenti lavori di riqualificazione in corso nella storica Piazza Fabrizio De André alla Magliana, che ha comunque saputo garantire una fortissima continuità e una vitale vicinanza alla comunità locale. Un bagno di folla entusiasta ha accompagnato e sostenuto le esibizioni dei nuovi, purissimi talenti emergenti, affiancati per l’occasione dalle straordinarie performance di grandissimi nomi della scena culturale, tra cui Mauro Ermanno Giovanardi e il geniale Andrea Rivera, sotto la conduzione impeccabile del critico musicale Paolo Talanca.

I vincitori assoluti: il coraggio di raccontare la realtà e la fragilità

Il cuore pulsante del Premio (patrocinato dalla Fondazione Fabrizio De André ETS, promosso da Roma Capitale e organizzato da iCompany con la direzione artistica di Luisa Melis) è da sempre la valorizzazione della creatività libera. E i vincitori di quest’anno incarnano perfettamente questo spirito ribelle.
Per la sezione Musica, a trionfare è stato il talentuoso Gianaldo Sangalli con il brano “Piove governo ladro”. La motivazione, letta da Talanca, esalta la sua capacità di praticare la pura “gioia musicale con un testo importante, che parla dell’oggi e della realtà”, un brano coraggioso che ci spinge fatalmente “ad abbandonare la nostra pigrizia mentale”.
Nella sezione Poesia ha primeggiato Roberta De Falco con l’opera “Trenta gradi”. Il responsabile della giuria, Vincenzo Costantino Cinaski, ha elogiato un componimento capace di “raccontare una violenza, minima solo in apparenza, senza mai trasformarla in denuncia o retorica”, un’opera potente che usa “la forza della sottrazione” per trasformare un episodio dolorosamente intimo in una gigantesca esperienza emotiva universale.
Infine, per la sezione Pittura, il premio è andato all’artista Roberto Cafarotti con l’evocativa opera “Human Egg”. Un magnifico dipinto a olio su tela che rappresenta “un uovo, simbolo di origine e di vita, un seme primordiale che racchiude l’idea di un inizio assoluto e di una promessa di rinascita”, per usare le parole del curatore Roberto Sironi.

I Premi alla Carriera: la Targa Faber incorona Renato Zero e Paolo Rossi

Il momento di maggiore altissima intensità emotiva delle serate romane si è registrato durante la solenne consegna della Targa Faber, il preziosissimo Premio alla Carriera assegnato ad artisti che hanno saputo incarnare lo spirito libertario del cantautore genovese.
Il primo riconoscimento è andato all’immenso Renato Zero, premiato per “aver dato cittadinanza d’animo agli ultimi, ai fragili e a chi cammina da sempre in direzione ostinata e contraria”. La giuria ha riconosciuto in Zero la stessa lucida e dolorosa capacità di De André di trasformare “la diversità in canto, il margine in poesia e la vulnerabilità in una forza da rivendicare con orgogliosa dignità”.
L’altra Targa Faber è andata al genio teatrale di Paolo Rossi, per la sua impareggiabile capacità di trasformare “la parola in un’arma di resistenza civile”. Da vero corsaro dei palcoscenici italiani, Rossi ha prestato la sua voce agli eretici e agli esclusi, “portando il teatro nei luoghi della vita e la vita sul palco senza mai chiedere il permesso”, agendo sempre con la medesima “grazia anarchica e libertà” che contraddistinguevano Faber.

L’omaggio al Maestro: i riconoscimenti per Setak e la Medit Orchestra

La prestigiosa Targa Quelli che cantano Fabrizio, dedicata alla migliore reinterpretazione e interiorizzazione dell’opera deandreiana, ha visto un pregevole ex aequo. Il cantautore abruzzese Setak è stato premiato per aver compreso la lezione profonda di Creūza de mä, scegliendo di usare il proprio dialetto “non come ritirata, ma come unico modo possibile a salvaguardia della propria autenticità”, trasformandolo in una viscerale lingua dell’anima.
Il medesimo riconoscimento è andato alla magnifica Medit Orchestra, diretta magistralmente dal Maestro Angelo Valori, elogiata pubblicamente per “aver saputo rileggere Faber regalando agli arrangiamenti un respiro contemporaneo e personalissimo”, e per la rara e complessa capacità di “far dialogare tradizione e avanguardia”. La kermesse, presieduta instancabilmente dalla meravigliosa Dori Ghezzi, chiude così i battenti di un’edizione storica (che ha visto valutare oltre mille candidati in gara), ricordandoci che la vera musica italiana ha ancora un disperato bisogno di viaggiare in direzione ostinata e contraria.

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Esercito Drone Challenge: trionfano i giovani talenti Luisa Rizzo e Massimo Colombo Kyle

La velocità e la precisione conquistano i cieli di Roma! Grandissimo successo per la prima, storica edizione dell’”Esercito 1659 Drone Challenge”, l’adrenalinica competizione di droni (First Person View) che ha trasformato l’Ippodromo Militare di Tor di Quinto in un circuito hi-tech. A trionfare sono stati i giovanissimi talenti italiani dei radiocomandi, premiati direttamente dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. Nella “Categoria PRO”, l’imbattibile ventiquattrenne Luisa Rizzo (già campionessa del mondo in carica) ha stracciato la concorrenza volando al vertice della classifica tricolore, mentre il diciannovenne Massimo Colombo Kyle si è aggiudicato la vittoria assoluta nella “Categoria OPEN”. Un evento spettacolare e gratuito che ha avvicinato migliaia di famiglie alle tecnologie e ai valori delle nostre Forze Armate. Scopri i dettagli della gara e del Drone Village nel nostro articolo 👇

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Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano Generale di Corpo d'Armata Carmine Masiello e vincitore Categoria Open Massimo Colombo Kyle

Roma – Nel cielo azzurro e terso della Capitale non hanno sfrecciato i tradizionali ed enormi jet militari, ma dei piccoli, agilissimi e iper-tecnologici concentrati di pura ingegneria elettronica. La prima, storica e attesissima edizione dell’“Esercito 1659 Drone Challenge: la precisione incontra la velocità” si è appena conclusa lasciando dietro di sé un’entusiasmante scia di adrenalina pura.
La grandiosa e complessa competizione sportiva ha letteralmente trasformato i vasti e storici spazi dell’Ippodromo Militare “Generale Pietro Giannattasio” di Tor di Quinto (Roma) in un circuito del futuro. L’evento ha riunito e fatto sfidare all’ultimo centesimo di secondo i quaranta migliori piloti civili e militari italiani specializzati nel pilotaggio di droni FPV (First Person View). I concorrenti sono stati chiamati a confrontarsi su un percorso aereo sfidante, irto di ostacoli e tecnicamente impegnativo, studiato appositamente per testare al limite le loro incredibili abilità di guida, la ferrea concentrazione e la millimetrica precisione in volo. Un’operazione riuscitissima, organizzata magistralmente dal Ministero della Difesa, da Difesa Servizi e dall’Esercito Italiano, che ha saputo fondere alla perfezione lo sport di altissimo livello con i valori fondamentali delle Forze Armate.

I campioni indiscussi: il trionfo di Luisa Rizzo e Massimo Colombo

I veri e assoluti protagonisti di questa due giorni romana sono stati, senza alcun dubbio, i giovanissimi fuoriclasse dei radiocomandi. A premiare i trionfatori della competizione sono intervenuti direttamente i massimi vertici istituzionali: il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, il Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, e l’Amministratore Delegato di Difesa Servizi, Luca Andreoli.
Nella durissima e selettiva Categoria PRO (valida come quarta tappa ufficiale del Campionato Italiano organizzato dall’Aero Club d’Italia), a sbaragliare la concorrenza degli 8 piloti d’élite è stata la fenomenale Luisa Rizzo. La studentessa di soli 24 anni, originaria di Lecce, si è confermata un talento inarrivabile: già sei volte campionessa italiana e attuale campionessa mondiale in carica, con questo ennesimo e spettacolare successo ha blindato prepotentemente il vertice della classifica generale.
Sul gradino più alto del podio della Categoria OPEN è invece salito Massimo Colombo Kyle (conosciuto nell’ambiente con il suggestivo nome di battaglia Skymax). Il diciannovenne di Varese, geniale studente di ingegneria elettronica, ha letteralmente sbaragliato un agguerrito plotone di 32 piloti (divisi a metà tra civili e militari), aggiudicandosi anche il prestigiosissimo titolo assoluto della Drone Challenge. Tra il personale con le stellette, invece, il primo e meritato posto è andato all’abilissimo Graduato Capo Davide Pinatti.

Il Drone Village: l’adrenalina dell’FPV e l’incontro coi cittadini

Il cuore pulsante e ipertecnologico dell’intera manifestazione è stata ovviamente la gara FPV. Questa disciplina rivoluzionaria prevede che i piloti guidino i droni indossando degli speciali e futuristici visori sugli occhi, i quali trasmettono in tempo reale le adrenaliniche immagini catturate dalla piccolissima telecamera di bordo montata sul velivolo. Per rendere l’evento ancora più spettacolare, le stesse vertiginose riprese in prima persona sono state proiettate in diretta su giganteschi LEDwall installati davanti alle tribune, permettendo al numeroso pubblico presente di vivere visceralmente e in prima persona l’emozione di un volo ad altissima velocità tra gli ostacoli.
Ma il successo dell’evento è andato ben oltre l’aspetto puramente agonistico. L’EI 1659 Drone Village si è trasformato in una vera e propria e affollatissima fiera dell’innovazione: uno spazio interattivo dove i militari hanno raccontato ai tantissimi visitatori curiosi le tecnologie duali più avanzate a disposizione della Difesa. Una fiumana ininterrotta di famiglie ha affollato l’ippodromo, ammirando a bocca aperta i lanci di altissima precisione dei Paracadutisti del Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito e lasciandosi piacevolmente coinvolgere dalle coinvolgenti esibizioni musicali della Banda Militare.

L’innovazione del futuro e il successo della “Kid Experience”

L’organizzazione non ha tralasciato nessun dettaglio, dedicando una meravigliosa e specifica attenzione ai giovanissimi. Grazie all’area Kid Experience, i bambini hanno potuto cimentarsi virtualmente sui simulatori di volo, interagire da vicino con le formidabili e dolcissime unità cinofile militari e salire in sella ai maestosi cavalli dell’Esercito. Per i visitatori più grandi e sportivi, non sono mancati il percorso di Military Fitness e un’imponente parete d’arrampicata.
La kermesse si è poi arricchita di preziosi contenuti intellettuali grazie al talk di approfondimento trasmesso in streaming (“I Droni e lo Sport: tra innovazione e tecnologia”), che ha visto confrontarsi i vertici dell’Esercito con l’Amministratore Delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani. Una chiacchierata illuminante sulle immense prospettive di sviluppo di queste tecnologie. L’Esercito 1659 Drone Challenge ha così dimostrato all’Italia intera come lo sport estremo, l’innovazione tecnologica e i saldi valori delle Forze Armate possano fondersi armoniosamente, regalando ai cittadini un’esperienza totalmente gratuita, accessibile, innovativa e persino pet-friendly.

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Il respiro degli abissi sfida le leggi della fisica medica: sul lago di Trevignano arrivano i pionieri mondiali della subacquea per il Vintage Scuba Days

La storia gloriosa dell’esplorazione subacquea e la grande medicina iperbarica transnazionale si prendono il centro della scena sul lago di Bracciano! Da venerdì 25 a domenica 27 settembre 2026, la Skipper White Guest House e il lungolago di Trevignano Romano (RM) ospitano la nuova straordinaria edizione del “Vintage Scuba Days”, un maxi-evento a ingresso completamente GRATUITO. Un cartellone pazzesco che si apre venerdì alle ore 10:00 con il summit dei massimi esperti mondiali — tra cui il regista di Titanic Christian Petron e Pippo Cappellano — per confrontare gli erogatori vintage degli anni ’50 ai moderni Rebreather. Alle 15:00 spazio alla cattedra della scienza con il Master coordinato dal professor Gerardo Bosco dell’Università di Chieti-Pescara, che vedrà la partecipazione del fondatore di DAN Europe Sandro Marroni e degli scienziati americani Steve Thom e Dick Clarke per svelare i segreti del corpo umano sotto la superficie del mare. Scoprite tutti i dettagli del programma nel nostro articolo! 👇

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Locandina evento Trevignano

Trevignano Romano (RM) – Ci sono specchi d’acqua che non nascono semplicemente per fare da cornice paesaggistica ai fine settimana di spensieratezza dei turisti o per assecondare le rotte commerciali della nautica da diporto, ma che custodiscono nei propri fondali segreti geologici e storici millenari, pronti a trasformarsi in autentici laboratori a cielo aperto, officine di pensiero e presìdi di civiltà. L’esplorazione subacquea e la medicina d’ambiente, quando si spogliano dei vecchi e polverosi cliché agonistici, si riscoprono le risorse terapeutiche ed etiche più potenti per riabilitare il legame biologico tra l’essere umano e la biosfera, offrendo alle famiglie e alle nuove generazioni uno scudo impenetrabile contro l’isolamento della modernità liquida e l’asfissia dei dispositivi digitali. Da venerdì 25 a domenica 27 settembre 2026, lo splendido e fiero scenario del lago di Bracciano si trasformerà nella capitale mondiale dell’esplorazione profonda: le sponde di Trevignano Romano ospiteranno la spettacolare e attesissima edizione del Vintage Scuba Days, un maxi-evento a ingresso completamente libero e gratuito.

La monumentale rassegna, che abiterà le sale e i moli della Skipper White Guest House in via della Rena 95 e l’intero lungolago cittadino, si articola come un ordito perfetto e trasparente che unisce il restauro filologico dei cimeli storici all’avanguardia ingegneristica 4.0. Non parliamo di una fiera commerciale di plastica, ma di un programma di prossimità di eccezionale rilievo scientifico, in cui la tecnologia sottomarina e la saggistica clinica si incontrano senza filtri protettivi per analizzare i misteri e i soft skill del corpo umano sommerso. La cabina di regia ha programmato un ruolino di marcia serrato fin dal primo mattino di venerdì, chiamando a raccolta scienziati d’élite della Marina, documentaristi transnazionali e medici provenienti dai massimi atenei dello Stato e d’oltreoceano, taccuino alla mano e passioni calde.

Dagli ARO degli anni ’50 ai Rebreather: il summit dei re degli abissi alle ore 10

Il primo grande round della kermesse scatterà venerdì 25 settembre alle ore 10:00 con un rito collettivo unico e di devastante impatto emotivo, incentrato sul cortocircuito storico intitolato “Il respiro nel blu”. Sullo stesso leggio si scontreranno e si fonderanno due epoche della subacquea mondiale grazie alla presenza stanziale dei massimi esperti viventi del settore: interverranno l’illustre storico e regista Pippo Cappellano, la leggenda del cinema subacqueo transnazionale Christian Petron (già direttore della fotografia del film cult Il Grande Blu di Luc Besson e delle spedizioni sul Titanic), l’operatrice e documentarista Marina Cappabianca, accanto ai tecnici e ricercatori Gianfranco Simonini, Sandro Marroni e Rolando Di Giorgio.

I relatori guideranno i viandanti e i collezionisti in un viaggio specchio che radiografa l’evoluzione dei laboratori della respirazione autonoma. Sarà possibile ammirare e toccare con mano l’onestà costruttiva dei primi mitici ARO (Auto Respiratori ad Ossigeno) degli anni Cinquanta, nati per le incursioni della Marina Militare dello Stato, e i primi storici erogatori monostadio degli anni Sessanta, andati rubati nei taccuini dei pionieri della sintonizzazione subacquea. Questa parata di archeologia industriale colliderà con la meccatronica dei moderni Rebreather a circuito chiuso, i sofisticati dispositivi digitali computerizzati che riciclano l’aria espirata catturando l’anidride carbonica, permettendo ai sub di eliminare le bolle e raddoppiare i tempi di permanenza negli abissi, azzerando le nevrosi della decompressione ordinaria.

Il Master in Medicina Iperbarica delle ore 15: la cattedra del Professor Bosco

Il pomeriggio di venerdì 25 settembre, a partire dalle ore 15:00, segnerà lo sbarco della grande scienza medica sul lungolago con lo svolgimento del prestigioso Master di Medicina Subacquea e Iperbarica, una sessione accademica d’avanguardia interamente aperta al pubblico e alle famiglie, mirata a diffondere la cultura della prevenzione e del benessere collettivo rionale. Il coordinamento scientifico della cattedra è affidato al rigore filologico del Professor Gerardo Bosco, luminare del Dipartimento di Neuroscienze, Imaging e Scienze Mediche (DMSI) dell’Università “Gabriele d’Accunzio” di Chieti-Pescara, un’alleanza di scopo trasparente che premia il merito e le competenze delle università abruzzesi.

I dati della ricerca clinica parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: lo studio delle bolle gassose e delle risposte flessibili del sistema cardiovascolare all’asfissia ipossica costituisce la chiave per salvare vite umane. Il panel degli scienziati schiererà in cattedra il professor Sandro Marroni, presidente nazionale e fondatore storico di DAN Europe (la più imponente rete di assistenza medica per subacquei del pianeta), affiancato dal dottor Steve Thom, scienziato d’élite del Dipartimento di Medicina d’Emergenza Iperbarica dell’Università del Maryland (USA). In collegamento satellitare in tempo reale interverrà da Columbia, nel South Carolina, l’accademico americano Dick Clarke, presidente del National Baromedical Service, per illustrare le nuove frontiere terapeutiche dell’ossigenoterapia contro i tumori e i processi di invecchiamento cellulare, limitando l’esodo delle conoscenze fuori dai confini dello Stato.

L’oasi del lago contro l’asfissia della città: orari e canali social del festival

Il Vintage Scuba Days non si limita alla saggistica medica, ma si propone come un festival totale del tempo libero e del welfare rionale, offrendo nei giorni di sabato e domenica prove pratiche di immersione in totale sicurezza, masterclass di fotografia sottomarina e laboratori didattici per i bambini e le scuole della provincia di Roma, scacciando lo spopolamento culturale e il conformismo imperante. La logistica dell’evento garantisce un comfort funzionale perfetto: gli allestimenti della Skipper White Guest House sono pronti a spalancare le braccia ai passeggeri del sogno blu, azzerando ogni barriera economica grazie all’ingresso completamente gratuito.

La macchina organizzativa comunica che tutte le informazioni sulle scadenze dei dibattiti e le schede tecniche degli erogatori storici in mostra sono consultabili in totale trasparenza tramite la pagina ufficiale dell’evento Facebook (facebook.com/profile.php?id=61588644302880). Questo fine settimana spegnete gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e scendete sulle rive del lago di Trevignano: gli scienziati e i pionieri degli abissi vi aspettano per dimostrarvi che finché l’umanità saprà studiare i segreti del respiro e proteggere la purezza delle proprie acque, il domani della nostra terra sarà per sempre un posto libero, protetto e profondamente umano. Il viaggio negli abissi è cominciato, ed è un’esperienza meravigliosa che aspetta solo di essere vissuta.

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Il pane si fa scultura nera e incontra il jazz elettronico a Milano: la Food Genius Academy celebra la personale mozzafiato di Jelena Milosevic

La gastronomia d’avanguardia sposa la magia della scultura e a Milano la materia del pane si tinge di nero assoluto! Apre al pubblico venerdì 25 settembre 2026, con un monumentale vernissage dalle ore 18:00 alle 22:00 presso la Food Genius Academy di Viale Col di Lana 8, “Bake in Black”, la straordinaria mostra personale dell’artista Jelena Milosevic curata da Flavia Vago. Un viaggio specchio iper-emotivo e gratuito composto da 16 sculture in ceramica della serie Kaolin che immortalano l’impronta del pane reale, arricchito dal sound design d’élite di KISK (Apparel Music) e dalle note al pianoforte di Camilla Arri Anselmini. Un’oasi di spensieratezza e onestà intellettuale patrocinata da Ginarte per sconfiggere l’isolamento digitale. Scoprite i contatti telefonici nell’articolo! 👇

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Locandina evento Milano

Milano – Ci sono laboratori ed esperimenti estetici capaci di scardinare i vecchi e polverosi cliché dei linguaggi espositivi tradizionali, trasformando i palazzi della formazione gastronomica in autentiche officine di pensiero, gallerie d’avanguardia e rifugi di pura spensieratezza colta. L’arte contemporanea, quando sa spogliarsi delle asettiche logiche industriali di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscopre la risorsa terapeutica ed etica più potente per unire le persone nel salotto della bellezza, offrendo alle famiglie e alle nuove generazioni un’oasi di benessere collettivo e condivisione reale contro il torpore del presente. Il cibo, la materia organica e la cucina smettono di essere semplici beni di consumo quotidiano per farsi manifesto di identità, memoria e trasformazione biologica. Venerdì 25 settembre 2026, a partire dalle ore 19:00, lo splendido e fiero scenario dei Navigli milanesi terrà a battesimo il debutto ufficiale di “Bake in Black”, l’attesissima e rivoluzionaria mostra personale dell’artista Jelena Milosevic.

La monumentale esposizione, curata con assoluto rigore filologico e saggistico da Flavia Vago, abiterà i locali e i laboratori della celebre Food Genius Academy, situata precisamente in Viale Col di Lana 8. Il vernissage di apertura, programmato in totale trasparenza e ad accesso completamente libero, si svilupperà come una vera e propria maratona multidisciplinare dalle ore 18:00 fino alle 22:00, offrendo ai collezionisti d’arte e ai passeggeri del sogno un’esperienza sensoriale totalizzante e immersiva. Non parliamo di una convenzionale rassegna riempitiva, ma di un’opera di squadra eccezionale prodotta da Desirèe Nardone in stretta e duratura joint venture strategica con la direzione artistica di Beppe Treccia per la Kinetic Vibe Srl, nata per valorizzare il merito dell’artigianato analogico e sintonizzare i flussi della creatività sulle frequenze dell’onestà delle idee, taccuino alla mano.

La metamorfosi del kaolino e il pane bruciato: i segreti della serie Kaolin

L’ordito concettuale di Bake in Black pulsa attorno a una fitta e profonda indagine ingegneristica incentrata sul rapporto ancestrale che lega la materia biologica, l’azione del calore dell’altoforno e il concetto filosofico del nero inteso come sostanza di rigenerazione e non come vuoto sterile. Al centro di questo universo onirico e plastico si erge la serie d’eccellenza intitolata Kaolin (Bake in Black series), un corpus scultoreo composto da sedici elementi ceramici unici. In queste tavole, la Milosevic ha impresso e riprodotto con precisione chirurgica l’impronta millimetrica di forme di pane reale e verace, convertendo un alimento deperibile ed effimero in una traccia archeologica permanente e indissolubile, scacciando le nevrosi del materialismo liquido.

I dati dell’esperimento plastico parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: l’argilla e la farina collidono felicemente sul cartone e sul leggio dell’arte per dimostrare come il pane possa farsi scudo culturale contro lo spopolamento dell’anima. I Criteri di lavorazione adottati dall’autrice rifiutano le scorciatoie della finzione digitale e celebrano il sudore del gesto manuale. Ogni pezzo, radiografato in totale trasparenza dall’obiettivo fotografico d’autore di Davide Trasmunti, dialoga apertamente con le correnti dell’Arte Concreta e dell’Optical Art degli anni Settanta, dimostrando con i fatti che la cottura del pane e la fusione della ceramica sono riti paralleli di trasformazione Alchemica dell’io, risposte flessibili alla richiesta di sacro delle province metropolitane.

Dal pianoforte della Anselmini al sound design di KISK: la notte della nightlife vintage

A rendere eccezionale, solenne e mozzafiato la notte del verniciato milanese sarà il matrimonio perfetto tra le arti plastiche e i laboratori del sound design contemporaneo, baciato dal comfort funzionale perfetto garantito dallo sponsor tecnico Ginarte. Il salotto acustico della Food Genius Academy si accenderà alle ore 19:00 con l’esecuzione dal vivo di “Dialoghi tra Chiari e Scuri”, un’intensa, intima e sognante composizione per pianoforte solo scritta e interpretata dal talento cristallino di Camilla Arri Anselmini. La partitura in bianco e nero si scioglierà progressivamente nelle sequenze elettroniche e nelle performance d’avanguardia curate da KISK (colonna del collettivo Apparel Music) e da The Father (Alberto Baiocco), capaci di far tremare la platea mescolando l’atmosfera dei club e della *nightlife* vintage ai ritmi obliqui del jazz digitale.

La direzione della scuola comunica che la mostra rimarrà aperta alle visite delle famiglie, delle scolaresche e dei viandanti della cultura dal lunedì al sabato, dalle ore 10:00 alle 17:00, scadenze programmate per assicurare un’accessibilità universale e priva di barriere economiche a tutta la cittadinanza rionale. Per richiedere informazioni dettagliate sulle masterclass applicate o per interfacciarsi con l’ufficio stampa, la segreteria ha attivato la linea diretta e le pubbliche relazioni coordinate da Dario Buzzacchi e da Camilla Gemma al numero di contatto telefonico dedicato 333.3470802. Questo fine settimana spegnete gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e andate in viale Col di Lana: Jelena Milosevic e le sue sculture nere vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché l’umanità saprà modellare la terra e impastare il domani, il nostro futuro non avrà mai paura del buio.

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