Londra – Nell’imponente, freddo, plurisecolare e rigido scacchiere istituzionale, geopolitico e umano che regolamenta ferreamente le complesse e sfaccettate vite dei vertici supremi della sacra Corona britannica, le dinamiche puramente fraterne, gli antichi affetti di sangue e i legami famigliari sono storicamente e drammaticamente e inesorabilmente sempre, costantemente, subordinati, sacrificati, schiacciati e immolati sull’immenso altare dorato dell’imprescindibile ed altissimo e gravoso interesse e dovere di Stato. Eppure, anche per i cinici e navigati biografi reali e per i freddissimi e calcolatori storici e cortigiani abituati da decenni a maneggiare veleni di corte, intrighi di palazzo e faide nobiliari, il livello di ostilità, rancore e rigidità emotiva totale e irreversibile raggiunto oggi tra i due figli dell’amatissima e compianta Principessa Diana appare oggettivamente, giornalisticamente e umanamente come un evento senza precedenti e dalle proporzioni a dir poco epocali, tragiche e catastrofiche per la dinastia monarchica. Il rapporto e il filo un tempo dolcissimo e indissolubile tra il primogenito, serio ed istituzionale Principe del Galles, il futuro erede designato al trono britannico William, e il suo impulsivo, irrequieto e celebre fratello minore “scorta”, il ribelle Duca di Sussex Harry, si è letteralmente, irrimediabilmente e fisicamente frantumato in mille minuscoli e taglienti e dolorosissimi pezzi di vetro. Quella che una volta, in un passato che appare oggi lontanissimo, in bianco e nero e preistorico, era considerata e idolatrata dal mondo intero come la formidabile, unita, inseparabile, bellissima, giovane e affiatatissima e potente coppia d’oro inossidabile di giovani e sorridenti principi pronti a modernizzare e traghettare fianco a fianco l’austera monarchia inglese faticosamente nel nuovo millennio, si è tragicamente ed inesorabilmente e fatalmente e velenosamente trasformata e deteriorata, tramutandosi a poco a poco e sotto i riflettori spietati del mondo in una gelida, fredda, silenziosa, asprissima ed impermeabile e insuperabile immensa muraglia fatta di ghiaccio e cemento armato in cui non è minimamente e categoricamente ammessa alcuna minima ed umana, possibile ed ipotizzabile e strategica e formale e mediatica speranza di riconciliazione pubblica o privata.
Fratelli coltelli a Londra: zero incontri durante il breve ritorno del Duca ribelle
La lampante, schiacciante e cruda prova provata inconfutabile, evidente e plateale, formale ed esplicita della totale e definitiva irreparabilità e fine irrimediabile e terminale di questo spezzato e fragile rapporto fraterno è stata clamorosamente e inequivocabilmente fornita, suggellata, timbrata e documentata freddamente nel corso degli ultimissimi ed affannati, tesi ed ansiosi giorni di cronaca dinastica.
In occasione della recente, discussa e fugace e rapida e logorante trasvolata e visita di andata e solitario e rapidissimo scalo londinese intrapreso eccezionalmente da Harry in terra madre (giunto come noto nel Regno Unito esclusivamente e formalmente per poter presiedere testardamente e formalmente in prima linea ad importantissimi e formali impegni inderogabili legati alla sua cara ed amata beneficenza locale personale), le attentissime ed ossessive ed infinite macchine organizzative delle fitte e rigide e blindate due agende istituzionali hanno magistralmente ed architettonicamente operato un diabolico, perfetto e cinico gioco di specchi ed incastri spaziali sfalsati millimetricamente pur di evitare incidenti ed incroci di traiettoria. Formalmente e clamorosamente, in maniera freddissima ed irremovibile, non è stato minimamente, nemmeno lontanamente e per pura convenienza o facciata di calcolo ipotizzato, organizzato, segnato in bozza e tantomeno richiesto o sperato o accennato privatamente, il pur e benché e minuscolo minimo, veloce, formale, breve ed asettico o cordiale rapido incrocio faccia a faccia e sbrigativo incontro privato in qualche corridoio o salotto formale tra i due ex inseparabili fratelli. William, trincerato ed arroccato saldamente nel suo inespugnabile ed affollatissimo e formale ed ufficiale Castello di rigidissimi impegni istituzionali formali, fitti e inderogabili, non ha mosso minimamente un singolo dito, un muscolo o spiccicato una formale sillaba o emesso un comunicato ufficiale in codice, non rilasciando assolutamente la più che minima, lontana ed ufficiale dichiarazione cortese di benvenuto per sancire o salutare l’arrivo a chilometri di distanza. Un silenzio ed un muro di gomma formale e freddissimo sordo assordante, mortale, cinico e durissimo che grida vendetta e certifica ufficialmente, pubblicamente ed inesorabilmente e spietatamente il decesso del loro legame.
Il macigno enorme e pesante del tradimento: memorie e interviste imperdonabili
La fredda e spaventosa lontananza fisica e geografica transoceanica imposta dal volo intercontinentale e dalla vita in California è, in realtà, solamente ed unicamente un minuscolo, banale ed irrilevante aspetto ed ostacolo meramente puramente ed oggettivamente spaziale e materiale.
Il solco emotivo invalicabile, l’abisso psicologico gigantesco, nero e senza fondo e la faglia tettonica che lacera visceralmente e intimamente l’animo tormentato del principe primogenito e ferito nascono inesorabilmente ed affondano le loro nere e pesanti ed amare e rancorose e furiose fitte radici nel dolorosissimo, imperdonabile, gravissimo e percepito come oltraggioso concetto basilare e inaccettabile alto “tradimento familiare e dinastico”. Il gravissimo, enorme, impudente e insopportabile e continuo e fastidioso ed oltraggioso e continuo fiume in piena e senza controllo di aspre polemiche mirate continue, di intime, delicate ed imbarazzanti e velenosissime rivelazioni pubbliche, di continue e false e vittimistiche accuse rancorose lanciate rabbiosamente, vigliaccamente e costantemente contro il palazzo per anni. Dalle velenose e celeberrime e remunerative, lucrose e faraoniche lunghe e studiate e ciniche prime interviste lacrimevoli ed opportunistiche rilasciate ai salotti d’oltreoceano americani seduti sulle comode sedie dorate di Oprah Winfrey, per giungere fino alla tremenda, pesantissima, e spaventosa ed inaudita micidiale pietra tombale costituita dalla venduta ed osannata e virale pubblicazione mondiale stampata della caustica e velenosa biografia autobiografica al fiele dal titolo evocativo “Spare” (in cui peraltro e fastidiosamente Harry non si è minimamente mai fatto remore per scopi di puro e banale ed economico e sterile incasso editoriale di dipingere minuziosamente il povero William come un erede violento, aggressivo, geloso, snob, collerico e ingabbiato dalla corona). Tutto questo pazzesco fango gettato, venduto, mercificato, incassato, monetizzato e smerciato in rete e propinato al mondo ha scatenato irrimediabilmente l’inavvicinabile ed immensa ira in placabile furiosa, cieca e incontenibile del fratello maggiore e ferito, il quale considera ormai irrevocabilmente persa la fiducia.
William a difesa strenua della Corona e di Kate: la linea ferrea e intransigente
Di fronte a questa valanga mediatica irrispettosa, il futuro re d’Inghilterra ha dovuto compiere una scelta esistenziale definitiva, trasformandosi in una fortezza.
Nella sua rigorosissima, schematica, fedele, onesta e incrollabile, salda ed eterna, e granitica e chiara visione e missione formale dinastica e patriottica monarchica, William percepisce e vive ormai, senza timori smentite inconfutabili, la ribelle ed ingombrante fastidiosa, ed odiata e rumorosissima, egocentrica figura di Harry e del suo corollario (e di riflesso immancabile e ovvio anche e pesantemente, l’altrettanto fastidiosa ed irritante ed avversata presenza formale ostile della lontana, cinica ed invisa odiata cognata e moglie americana Meghan Markle), esclusivamente, categoricamente ed immancabilmente ed eversivamente come delle perenni, eversive e gigantesche minacce costanti alla credibilità della secolare corona britannica. Una mina vagante e pericolosissima capace unicamente di poter minare e sporcare faticosamente l’aura di imperturbabilità dell’impero e del regno. Ma vi è e regna sovrano nel suo animo e ferito pure e prepotentemente un essenziale ed altrettanto fondamentale, colossale fattore e profondo sentimento primario intensamente e puramente emotivo e sentimentale privatissimo da non dover e poter mai, per forza, minimamente ed incautamente sottovalutare nelle dinamiche della casata: l’imperativo sacro bisogno viscerale interiore primario fisico ed indissolubile di protezione e cura estrema nutrito costantemente e tenacemente e devotamente dal fedele William nei santissimi e delicatissimi e difficili e duri dolorosi drammatici riguardi della malata ed adorata compagna di sempre amata Principessa Kate Middleton. Proprio in un momento storico così estremamente e clinicamente e faticosamente travagliato e fragile per la precaria, sfumata, debole e turbolenta fase curativa di riabilitazione vitale e di difficile convalescenza personale, William ha ciecamente eretto, costruito, alzato e rafforzato a dismisura e fieramente perimetrato un invalicabile ed infrangibile altissimo gigantesco e formidabile possente muro e fossato armato e barriera insonorizzata antiproiettile altissima ed inscalfibile psicologica. Un cordone sanitario di protezione per allontanare le liti e l’ombra del fratello e salvaguardare il suo sacro nido familiare sereno e la convalescenza.
Il difficile e tormentato ruolo di Re Carlo: diviso a metà tra ragion di Stato e cuore
Nel mezzo esatto, drammatico, turbolento, silenzioso ed angosciante di questo sordo, doloroso ed assordante fuoco incrociato prolungato e distruttivo durissimo di sguardi evitati, rabbia sopita e feroci gelide telefonate mancate, si agita sofferente, mesto e impotente e combattuto amaramente, nel letto curativo in solitudine il povero e preoccupatissimo monarca anziano Re Carlo III.
Il ruolo ingrato, tragico ed insofferente del vecchio, stanco, logorato malato sovrano è oggi oggettivamente, umanamente, shakespearianamente ed innegabilmente uno dei più amari, dilanianti, tristi, dolorosi e complessi psicologicamente strazianti in assoluto di tutta l’infinita ed intrigata vicenda moderna d’Inghilterra. Egli è eternamente, pesantemente e faticosamente e visceralmente e ferocemente straziato intimamente spaccato, dilaniato a metà, segato longitudinalmente tra due irrisolvibili dilemmi opposti emotivi e civili ed incrollabili opposti estremi inconciliabili poli ed universi paralleli morali insostenibili impossibili. Da una freddissima formale parte del trono siede e preme pressante imperativo l’imprescindibile ed obbligatorio ferreo dogma rigido del potere politico esecutivo e regale della cinica e pura ragion ferrea di freddo calcolatore Stato, che gli impone categoricamente, costituzionalmente e freddamente severamente ed oggettivamente politicamente in prima linea l’esclusione punitiva o la rigidissima linea di difesa severa formale da attuare, prendere e confermare pubblicamente contro il declassato, decaduto figlio scappato che ha gettato macchie di inchiostro infamante e minato la credibilità dell’istituzione d’Oltremanica per fare cassa, difendendo per forza il serissimo erede William che siede ed è il futuro della stabilità del paese. Dall’altro fragile e mesto versante debole emotivo preme dolcemente ed instancabilmente ed amorevolmente lacrimevolmente fortissimo l’infinito, sordo insopprimibile e fortissimo debole doloroso richiamo paterno puro nostalgico carnale della carne e del disperato cuore di un padre fragile stanco malato che vorrebbe abbracciare il secondogenito ribelle d’America. Un amaro rebus irrisolto per l’impero intero britannico in bilico, di cui purtroppo le freddissime rigide cronache veloci moderne e gelide spietate dei tabloid implacabili non scorgono affatto e purtroppo un barlume e la pur e lontana sbiadita o vaga rosea facile soluzione vicina a noi a breve e stretto giro e orizzonte umano positivo e conciliante d’arrivo o rassereno finale in vista.