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La rinascita della Valle del Turano: così i fondi europei salvano i nostri borghi dallo spopolamento

Il miracolo della Valle del Turano: fondi europei spesi alla perfezione per salvare borghi meravigliosi come Collalto Sabino dallo spopolamento e dall’abbandono. Il 6 agosto l’evento per festeggiare questa rinascita sociale! 🏘️

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Collalto Sabino, Locandina Evento

Collalto Sabino (Rieti) – C’è un’Italia segreta, silenziosa e meravigliosa che troppo spesso rischia di essere colpevolmente dimenticata e schiacciata dal fragore mediatico delle grandi metropoli. È la preziosissima Italia delle cosiddette “aree interne”, quella dei piccoli borghi medievali arroccati sulle nostre montagne o adagiati dolcemente attorno alle rive dei laghi, dove il tempo sembra essersi quasi fermato ma dove, purtroppo, lo spettro dello spopolamento e dell’abbandono fa tremare quotidianamente i cuori di chi vi abita. Ma quando le istituzioni locali smettono di farsi la guerra, mettono da parte le bandiere politiche e uniscono realmente le forze per il bene comune, il destino di queste terre antiche può cambiare in modo radicale. È esattamente questo il bellissimo miracolo sociale e culturale che si sta compiendo in questi mesi nella splendida cornice della Valle del Turano, un territorio fiero che ha deciso di rimboccarsi le maniche e di non arrendersi in silenzio al declino, sfruttando al meglio e in modo virtuoso ogni singola opportunità economica offerta dall’Europa.

Giovedì 6 agosto l’appuntamento storico: i risultati di una scommessa sociale vinta

Il momento tanto atteso di raccogliere i meritati frutti di questa lunga e difficile battaglia per la sopravvivenza e il rilancio strutturale del territorio è finalmente arrivato. Giovedì 6 agosto, a partire dalle ore 17:00, i riflettori istituzionali si accenderanno sul maestoso e affascinante borgo medievale di Collalto Sabino. Presso l’accogliente e simbolica Sala “Spazio Comune”, situata nella centralissima piazza Giuseppe Marconi, si terrà un incontro pubblico di vitale importanza per tutta la cittadinanza locale e provinciale. L’evento servirà a presentare ufficialmente e pubblicamente gli straordinari risultati raggiunti con fatica dal progetto strategico denominato “Borghi uniti per una rigenerazione culturale e sociale della Valle del Turano”. Non si tratterà affatto di una semplice e noiosa passerella burocratica per politici, ma di un momento di grandissimo orgoglio collettivo in cui le amministrazioni mostreranno, dati alla mano, come i preziosi fondi stanziati direttamente dall’Unione Europea siano stati trasformati con onestà in opere concrete, in cantieri conclusi e in nuova linfa vitale per tutta la comunità residente.

Quindici interventi concreti per ridare respiro a Collalto, Paganico e Colle di Tora

Dietro i titoli altisonanti dei progetti europei si nascondono quasi sempre percorsi a ostacoli impossibili, fatti di burocrazia logorante, timbri e scartoffie infinite. Eppure, grazie a una fortissima e inedita sinergia umana e professionale nata tra le amministrazioni comunali coinvolte nel bando, la Valle del Turano è riuscita nell’impresa di trasformare i fondi stanziati in ben 15 interventi rigenerativi reali e tangibili. Questo massiccio e capillare piano di recupero non ha interessato fortunatamente soltanto il Comune capofila di Collalto Sabino, ma ha abbracciato in un unico, grande slancio solidale anche i pittoreschi e fragili centri di Paganico Sabino e Colle di Tora. Si è trattato di un’operazione di riqualificazione profonda e intelligente, che non ha mirato solamente al mero rifacimento estetico o architettonico delle piazze, ma a un vero e proprio sviluppo sociale, aggregativo e culturale delle persone. A rendere questa rinascita ancora più forte e radicata sul territorio è stata la massiccia adesione del tessuto imprenditoriale locale: moltissime attività private, infatti, hanno creduto ciecamente nel progetto e si sono unite allo sforzo pubblico, creando un circolo virtuoso di economia sana e di ritrovata speranza per il futuro lavorativo dei giovani residenti.

I fondi del “Next Generation EU” usati con saggezza: un modello virtuoso per l’Italia

Sui telegiornali nazionali sentiamo parlare troppo spesso dei fondi europei come di enormi tesoretti finanziari che l’Italia, per colpa di un’inaccettabile miopia politica o per palese incapacità gestionale degli uffici, non riesce quasi mai a spendere, restituendo tristemente i soldi al mittente a Bruxelles. Il grande progetto di riqualificazione della Valle del Turano, interamente e brillantemente finanziato grazie alle preziose risorse del vasto programma “Next Generation EU”, dimostra invece a tutti l’esatto contrario. Questo risultato rappresenta un modello virtuoso ed eccezionale di buona e sana amministrazione, un esempio da esportare in tutto lo stivale. Aver intercettato, gestito e speso in modo trasparente queste enormi risorse significa aver regalato una solida prospettiva di vita a interi paesi di montagna che, altrimenti, sarebbero stati inesorabilmente condannati a svuotarsi e a scomparire nel giro di poche decine di anni. I fondi europei, quando cadono in mani capaci, laboriose e volenterose, non sono semplici numeri freddi scritti su un bilancio di previsione, ma si trasformano magicamente in piazze illuminate, in servizi sociali efficienti per le famiglie, in biblioteche moderne e in nuove, inesplorate opportunità turistiche capaci di creare occupazione stabile e duratura sul territorio.

La voce commossa dei protagonisti e le sfide future: non possiamo certo fermarci adesso

L’appuntamento pomeridiano di Collalto Sabino non sarà però pensato solo come un momento dedicato all’auto-celebrazione politica o ai freddi ringraziamenti di rito. L’incontro pubblico sarà un’occasione fondamentale e preziosa per ascoltare direttamente dalla voce viva e spesso commossa dei veri protagonisti — le autorità locali, gli instancabili rappresentanti delle Istituzioni, gli Enti nazionali e le meravigliose associazioni di volontariato che hanno sudato e lavorato attivamente al progetto in questi anni — quali saranno le reali prospettive di sviluppo per i mesi e gli anni a venire. Perché se è assolutamente vero che la prima, grandissima scommessa di riqualificazione è stata vinta in modo brillante da tutti, è altrettanto vero che il duro lavoro per il rilancio turistico ed economico definitivo di questi piccoli e preziosi gioielli dell’architettura italiana è appena iniziato. Le aree interne del nostro Paese hanno un disperato bisogno di continuità politica, di manutenzione costante delle opere realizzate e di visioni a lungo termine per non disperdere mai il grande entusiasmo generato in questi intensi mesi di cantieri aperti e di nuove idee in fermento.

Il turismo lento e la cultura d’eccellenza come antidoto salvavita all’abbandono delle aree interne

Ciò che emerge con straordinaria prepotenza e chiarezza da questa bellissima storia di rinascita provinciale laziale è una lezione di vita sociale e civile fondamentale per tutta l’Italia: l’unico e vero antidoto contro l’isolamento geografico e la solitudine psicologica dei piccoli borghi è la cultura diffusa, unita a braccetto con la promozione del cosiddetto “turismo lento ed ecosostenibile”. Quando un intero territorio torna a prendersi cura con amore della propria innata bellezza, quando i vicoli tornano a essere puliti, sicuri, illuminati e felicemente vissuti, non solo si attraggono nuovi turisti rispettosi ed educati, ma si restituisce una dignità immensa a tutti quegli anziani che hanno custodito quelle pietre e quelle tradizioni per una vita intera. E, cosa ancora più importante, si offre finalmente un motivo validissimo e concreto ai giovani per decidere di restare e di investire le proprie energie, per non dover scappare in cerca di fortuna verso le fredde, anonime e alienanti periferie delle grandi città. Giovedì pomeriggio, nella splendida piazza di Collalto Sabino, non si inaugura semplicemente la felice chiusura burocratica di un progetto europeo: si celebra, con gli occhi lucidi, la meravigliosa e caparbia ostinazione di una valle intera che ha scelto coraggiosamente di vivere, di brillare di luce propria e di guardare al proprio domani con un ritrovato, inscalfibile ottimismo.

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La Lega ridisegna la mappa del potere in Abruzzo e blinda le federazioni interne: Gianluca Marinelli e Berardo Rabbuffo sono i nuovi commissari provinciali

La Lega ridisegna i vertici in Abruzzo e l’autunno dei congressi si trasforma in un immenso e fiero manifesto di partecipazione rionale! Il coordinatore regionale Vincenzo D’Incecco ha ufficializzato oggi, venerdì 25 settembre 2026, la nomina del capogruppo dell’Aquila Gianluca Marinelli e del leader teramano Berardo Rabbuffo come nuovi commissari provinciali del partito dello Stato. Un viaggio specchio iper-emotivo e gratuito nella logistica della militanza che fissa le scadenze del voto interno: si parte il 30 ottobre a Teramo e il 31 a Pescara, per poi culminare a dicembre nei rioni di Chieti e dell’Aquila dopo l’era di Andrea Scordella. Un comfort funzionale perfetto per sconfiggere l’isolamento da smartphone e difendere il merito dei quadri locali, scoprite tutte le date nel nostro articolo! 👇

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Gianluca Marinelli

L’Aquila – Una scossa politica, strategica e di profondo rinnovamento territoriale attraversa le segreterie del centrodestra abruzzese, rimettendo l’onestà delle idee e il merito della militanza al centro del dibattito civile per programmare i futuri equilibri di governo. I partiti dello Stato, quando sanno spogliarsi delle asettiche formule burocratiche calate dall’alto e dei filtri digitali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di ascoltare le richieste dei rioni, offrendo alle famiglie e alla cittadinanza un’oasi di partecipazione democratica stanziale, lontana dal torpore dell’indifferenza. Oggi, venerdì 25 settembre 2026, il consiglio direttivo regionale della Lega Salvini Premier ha siglato i verbali di una svolta ingegneristica d’area vasta, decretando la nomina di due nuovi commissari provinciali straordinari per le federazioni dell’Aquila e di Teramo.

L’imponente operazione di riassestamento logistico, finalizzata a traghettare le scuderie locali verso le imminenti e fitte scadenze dei congressi d’autunno, è stata ufficializzata con spavaldo orgoglio dal coordinatore regionale del partito della meccatronica autonomista, Vincenzo D’Incecco. La cabina di regia ha promosso al rango di commissario dell’Aquila lo stimato capogruppo in consiglio comunale Gianluca Marinelli, mentre la guida della provincia di Teramo è stata interamente affidata alla ferma determinazione civile di Berardo Rabbuffo, figura d’élite e capogruppo nel municipio teramano che già presidiava il territorio nel ruolo di vice commissario. Un’opera di squadra eccezionale e priva di filtri protettivi pianificata per strutturare risposte flessibili contro lo spopolamento dell’azione politica nelle aree interne, taccuino alla mano e passioni calde.

Dalla costa ai rioni montani: il calendario ufficiale dei quattro congressi dello Stato

Il tavolo del direttivo abruzzese non si è limitato alle nomine dei vertici, ma ha blindato millimetricamente il ruolino di marcia delle assise provinciali, definendo Criteri e date certe per lo sblocco del voto tra gli iscritti e gli amministratori locali. Il fischio d’inizio della stagione congressuale si consumerà nella prima serata di venerdì 30 ottobre 2026 con il congresso della provincia di Teramo, seguito nel giro di ventiquattr’ore, sabato 31 ottobre, dal round della provincia di Pescara. Le scadenze invernali vedranno invece i laboratori del partito aprirsi venerdì 11 dicembre nei quartieri di Chieti, per poi celebrare il picco emotivo e l’atto conclusivo sabato 12 dicembre 2026 tra i rioni storici dell’Aquila, garantendo un comfort funzionale perfetto per il dibattito interno.

I dati della mobilitazione della base parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: la Lega punta a riabilitare i soft skill dell’ascolto rionale per arginare il cinismo contemporaneo e l’isolamento causato dall’asfissia dei social network metropolitani. «I congressi costituiscono un momento imprescindibile per la nostra comunità politica», sottolinea con assoluta fermezza civile il leader regionale Vincenzo D’Incecco, elargendo i migliori auguri di buon lavoro ai due neo-commissari. «Saranno giornate di confronto trasparente, idee libere e coesione sociale per edificare un partito sempre più radicato nei quartieri popolari, presente nelle piazze e capace di convertire le istanze dei cittadini in contratti di sviluppo reali per le nostre smart land».

I manifesti di Marinelli e Rabbuffo: la cattedra del rigore dopo l’era Scordella

Gianluca Marinelli ha voluto rilasciare nei registri del partito una fitta nota di ringraziamento per la fiducia accordatagli in totale trasparenza dall’intero gruppo politico della provincia aquilana. Il neo-commissario ha solennemente promesso di assumere il mandato come un onore e un dovere civile, impegnandosi a coinvolgere capillarmente ogni risorsa e competenza istituzionale del territorio per offrire una rappresentanza stabile e protetta alle famiglie della provincia. Al suo fianco fa squadra l’entusiasmo spavaldo di Berardo Rabbuffo, che ha tributato un ringraziamento d’élite al commissario uscente Andrea Scordella per il lavoro svolto con merito e dedizione, ereditando la trincea teramana nel segno di una rigorosa continuità amministrativa.

«Lavorerò fin da subito all’imminente preparazione dell’assise per far crescere il partito in ogni singolo comune della provincia», dichiara con toni decisi e spavaldi il commissario Berardo Rabbuffo, riaprendo il proprio taccuino di militanza prima dei controlli logistici sulle iscrizioni. «Il nostro fine ultimo è diffondere con forza le storiche battaglie della Lega a tutela del lavoro, della sicurezza civile e delle infrastrutture dello Stato». I registri del direttivo abruzzese sono chiusi e i verbali delle nomine sigillati per le scadenze autunnali. Questo fine settimana spegnete gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e andate a confrontarvi nelle piazze della vostra provincia: scoprirete che finché la politica saprà ritrovare la via dell’ascolto per difendere la libertà e i diritti dei cittadini, il domani dell’Abruzzo sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano.

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L’oro biondo dei luppoli appenninici scatena i canali della rete per conquistare i mercati mondiali: Vincenzo D’Incecco lancia la corazzata del Festival delle Birre d’Abruzzo

I boccali dell’Abruzzo artigianale si tingono d’oro e la rete esplode nel racconto delle dodici migliori aziende brassicole dello Stato! Prende il via oggi, venerdì 25 settembre 2026, l’imponente tour degli influencer (tra cui L’Abruzzese Medio e Just Gio) per l’avvicinamento alla IV edizione del prestigioso “Festival delle Birre d’Abruzzo”, programmato al Porto Turistico di Pescara dal 13 al 15 novembre. Il consigliere regionale e presidente della Commissione Bilancio, Vincenzo D’Incecco, scende in trincea per blindare il welfare dei microbirrifici locali e annuncia lo sblocco di una imminente Associazione Regionale permanente per favorire l’interplay con i buyer Ho.Re.Ca. transnazionali. Un’oasi di spensieratezza e gastronomia d’avanguardia con 5 fantastici food truck per sconfiggere l’isolamento da smartphone: scoprite tutte le schede dei birrifici nel nostro articolo! 👇

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TourBirrifici

Pescara – Un fermento travolgente, fiero e intensamente legato alle fragranze della terraferma appenninica si propaga dai laboratori dei mastri birrai per invadere gli schermi della comunicazione digitale, trasformando la sapienza manifatturiera dello Stato in un’autentica officina di riscatto economico, legalità rurale e coesione civile. L’artigianato brassicolo d’autore, quando sa spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché della produzione industriale di massa e di plastica, si riscopre l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare il merito e la biodiversità delle nostre province, offrendo alle famiglie e alle nuove generazioni un’oasi di spensieratezza colta, lontana dalle nevrosi dell’omologazione globale. Oggi, venerdì 25 settembre 2026, la cabina di regia del turismo enogastronomico abruzzese ha dato ufficialmente il via al solenne fischio d’inizio di un imponente e fittissimo programma di promozione transnazionale: ha preso il largo il tour itinerante che scorterà i massimi influencer del territorio alla scoperta delle aziende che daranno vita alla quarta, attesissima edizione del Festival delle Birre d’Abruzzo.

La monumentale kermesse, promossa con fiera determinazione e onestà intellettuale dalla Regione Abruzzo per il tramite del Dipartimento regionale Agricoltura, si avvale dell’Azienda Regionale delle Attività Produttive (Arap) nel solenne ruolo di braccio operativo logistico. Il festival vero e proprio abiterà gli allestimenti d’avanguardia del Padiglione Daniele Becci, situato nella sfolgorante cornice del Porto Turistico di Pescara, dal 13 al 15 novembre 2026, anticipato da un’esclusiva serata di gala pre-festival già cerchiata sul taccuino per il 12 novembre. La programmazione strategica e pluriennale dell’evento rifiuta le strette scadenze dei tre giorni fieristici per sbloccarsi nei monitor della rete fin da questo fine settimana, inaugurando un cammino di avvicinamento strutturato per garantire un comfort funzionale perfetto alle aziende partecipanti, taccuino alla mano e passioni calde.

Dall’Abruzzese Medio ai reel di Just Gio: la parata dei brand brassicoli nei monitor

L’ordito della campagna social, programmata in totale trasparenza e priva di filtri protettivi, affida la saggistica visiva dei luppoli e delle sorgenti montane agli smartphone e alla straripante ironia dei creator digitali più seguiti rionali. Le star del web Stellina, Un Fregno Abruzzese, L’Abruzzese Medio e Just Gio scenderanno in prima linea nei rioni della provincia per radiografare, attraverso reel mozzafiato e storie iper-emotive, i laboratori delle dodici eccellenze brassicole dello Stato aderenti al festival: NABÒ SRL, BEER PARK Società Agricola, Birrificio Golden Rose, Birrificio Maiella di Massimiliano Di Prinzio, Delphinbeer di Giuseppe Villani, Società Agricola Montana, Agricola Marsos Birra, MALAM di De Luca, Hopera di Antonella Marrone, Epidauro SRL – Birrificio Abruzzese, Spazio Birra – Birrificio Mezzopasso e Fermento Marso SRL.

I dati del comparto agricolo parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi interpretativi: la produzione della birra artigianale abruzzese costituisce un mercato macroeconomico in pieno sviluppo, capace di coniugare la tutela biologica delle materie prime a una straordinaria capacità di generare posti di lavoro stabili per i giovani under 35. «Abbiamo deciso di investire con forza nella promozione delle nostre aziende perché è un dovere civile esaltare il lavoro di veri artigiani capaci di raccontare il nostro territorio nel mondo», confessa visibilmente orgoglioso Vincenzo D’Incecco, consigliere regionale e presidente della Commissione Bilancio dello Stato, primo firmatario della storica legge regionale 15 marzo 2021, n. 5, varata appositamente per blindare la tutela e la produzione birraia artigianale d’Abruzzo.

Il progetto dell’Associazione Regionale e i sapori veri dei Food Truck

L’offensiva strategica illustrata da D’Incecco mira a far collidere l’interplay degli imprenditori locali con i massimi buyer e operatori Ho.Re.Ca. nazionali e transnazionali attesi a Pescara per le scadenze di novembre, offrendo risposte flessibili per contrastare lo spopolamento e l’esodo delle migliori intelligenze dal Mezzogiorno. «In questi anni abbiamo edificato una rete solida in grado di connettere tutti i birrifici d’Abruzzo», aggiunge con spavalda fermezza il presidente Vincenzo D’Incecco, svelando i testi dei futuri verbali istituzionali. «Lavorare in squadra è l’unico mezzo flessibile per raggiungere grandi traguardi commerciali. Proprio per questo siamo attualmente al lavoro nei laboratori legislativi per la nascita di un’Associazione Regionale permanente che riunisca tutte le aziende brassicole, aiutandole a strutturare un domani all’altezza del merito del loro lavoro».

La tre giorni pescarese, ad accesso completamente gratuito per le famiglie e i passeggeri del sogno gastronomico, si articolerà attraverso ampi spazi espositivi, convegni scientifici, masterclass di degustazione sensoriale e l’intrattenimento di spettacoli musicali dal vivo. A garantire un comfort nutrizionale perfetto e a esaltare la grande tradizione culinaria della provincia interverrà una parata d’élite di ben cinque operatori food truck andati già rubati nelle richieste dei buongustai: Lo Stuzzo de Lu Re, Magn e Zitt di Fabio Barbetta, Sunshine Cafe, Lu Pianellese e il celebre Terramano, pronti a far tremare i monitor della cucina rionale con arrosticini veraci, fritti e tipicità. I registri organizzativi dell’Arap sono sigillati e i canali pronti: questo fine settimana spegnete per un’ora le notifiche dannose degli smartphone e seguite il tour sui canali ufficiali del Festival delle Birre d’Abruzzo. Scoprirete che finché la nostra terra saprà fare squadra per difendere il valore delle proprie radici biologiche e l’onestà delle proprie invenzioni, il domani dell’Abruzzo sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano.

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Perdonanza Celestiniana, Lugini lancia la legge regionale: fondi strutturali e tutela del patrimonio UNESCO

La Perdonanza Celestiniana è molto più di una semplice festa di fine estate: è il cuore, l’identità e l’anima millenaria della città dell’Aquila e di tutto l’Abruzzo. Eppure, a livello amministrativo e burocratico, manca ancora una vera garanzia economica per il suo futuro. Per colmare finalmente questo assurdo vuoto istituzionale, il consigliere regionale Gianpaolo Lugini (gruppo “Marsilio Presidente”) e la consigliera Carla Mannetti hanno depositato e annunciato pubblicamente un’innovativa proposta di legge regionale. L’obiettivo? Fornire finanziamenti strutturali e perenni per tutelare, valorizzare e promuovere nel mondo il rito fondato nel lontanissimo 1294 grazie al messaggio di pace del leggendario Papa eremita Celestino V. Un obbligo morale enorme, soprattutto dopo che la Perdonanza è stata ufficialmente riconosciuta e iscritta nel Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO nel 2019. I nuovi e ricchi fondi regionali aiuteranno il Comune dell’Aquila nell’organizzazione, valorizzeranno la stupenda e suggestiva Basilica di Collemaggio (simbolo della Porta Santa e dell’atteso Corteo della Bolla), finanzieranno la promozione del “Cammino del Perdono” e miglioreranno l’accoglienza turistica e logistica dei numerosi pellegrini. Lugini lo dichiara con orgoglio: “Il nostro dovere è tutelare e tramandare alle future generazioni questo messaggio universale di pace”. Leggi tutti i dettagli dell’importante proposta di legge nel nostro approfondimento completo 👇

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Sindaci e lugini mannetti perdonanza 2026

L’Aquila – La Perdonanza Celestiniana non è mai stata, e non dovrà mai e poi mai essere considerata o ridotta burocraticamente a una semplice, seppur immensa e partecipatissima, festività cittadina o a un effimero evento folcloristico di fine estate. Al contrario, essa rappresenta da secoli il cuore pulsante, la vera anima profonda e l’intima essenza di un gigantesco patrimonio spirituale, culturale e prettamente identitario che appartiene visceralmente alla città dell’Aquila, che inorgoglisce l’intera e fiera regione dell’Abruzzo e che, grazie all’inestimabile e puro valore universale del suo immortale messaggio cristiano, si rivolge storicamente al mondo intero.
È partendo esattamente e con forza da questa radicata e incrollabile premessa etica, culturale e istituzionale che nasce l’ambiziosa iniziativa legislativa appena presentata e illustrata pubblicamente agli organi di stampa da Gianpaolo Lugini, attivissimo e stimato consigliere regionale in quota al gruppo politico “Marsilio Presidente”. Il consigliere si è infatti fatto formalmente e orgogliosamente promotore, in primissima linea, di una cruciale e attesa proposta normativa sul territorio abruzzese. Lugini risulta essere il primo e autorevole firmatario, in strettissima e fattiva collaborazione istituzionale con l’illustre consigliera regionale Carla Mannetti, di un articolato, dettagliato e corposo progetto di legge regionale ideato, scritto e concepito esclusivamente e specificamente per la tutela, la promozione formale, la valorizzazione perpetua e il costante sostegno logistico ed economico della storica Perdonanza Celestiniana. «La nostra nuova e ponderata proposta di legge regionale nasce concretamente ed essenzialmente dalla precisa, forte e indifferibile volontà istituzionale di colmare un evidente e grave vuoto burocratico», ha spiegato con chiarezza e puntualità il consigliere Lugini nel corso del suo intervento pubblico. «Ad oggi, purtroppo, all’interno del complesso e stratificato ordinamento giuridico e amministrativo della nostra amata Regione Abruzzo, manca clamorosamente uno specifico strumento legislativo di natura strutturale, un impianto normativo che sia stato espressamente e unicamente dedicato alla Perdonanza e che sia realmente capace di assicurare, garantire e blindare nel lungo e difficile scorrere del tempo l’assoluta stabilità finanziaria e amministrativa a questa meravigliosa e complessa celebrazione di conclamata e riconosciuta rilevanza internazionale. Riteniamo sia non solo giusto, ma politicamente necessario e doveroso costruire finalmente una cornice normativa stabile, solida, sicura e assolutamente adeguata al prestigio e all’inestimabile valore immateriale che questo grandioso patrimonio rappresenta per tutti noi e per le generazioni a venire».

Le profonde radici del 1294 e il messaggio di pace di Papa Celestino V

L’urgenza e l’importanza capitale di questa fondamentale operazione di blindatura normativa regionale e statale affonda le proprie remote ragioni storiche e teologiche in un tempo estremamente lontano.
La grandiosa e amatissima tradizione spirituale della Perdonanza affonda infatti le sue gloriose radici nell’ormai lontanissimo e travagliato anno del Signore 1294, scaturendo direttamente e miracolosamente dalla figura umile, ma al tempo stesso rivoluzionaria, ascetica ed eversiva del Santo Padre Celestino V (al secolo Pietro da Morrone, il celebre “Papa eremita” che scelse coraggiosamente la via della rinuncia al trono di Pietro). Fu esattamente grazie alla bolla pontificia “Inter sanctorum solemnia” (universalmente nota a tutti i fedeli e agli studiosi come la celeberrima Bolla del Perdono) che si diffuse per la primissima volta un potentissimo, rivoluzionario e inedito messaggio universale di pace sociale, di necessaria riconciliazione tra gli uomini e di infinita misericordia cristiana, accessibile gratuitamente e democraticamente a ricchi e a poveri, senza dover pagare onerosi dazi per ottenere indulgenze salvifiche. Si tratta di un patrimonio e di una tradizione inestimabile che, da oltre sette interminabili secoli, sopravvive testardamente ai terremoti, alle invasioni, alle guerre e ai complessi mutamenti epocali, rinnovandosi ogni fine di agosto con immutata e commovente devozione corale. Lo fa rigorosamente attraverso solenni momenti di altissima liturgia e attraverso la sacralità di simboli profondamente, storicamente e intimamente legati alla millenaria storia aquilana e del suo orgoglioso e sofferente popolo: dall’evocativa accensione e traslazione del Fuoco del Morrone, passando per la solenne e affollata marcia del fastoso Corteo della Bolla tra le storiche vie del centro cittadino, fino ad arrivare all’emozionante e mistica apertura serale della suggestiva Porta Santa, incastonata nella magnifica facciata in pietra rosa e bianca della meravigliosa e iconica Basilica romanica di Santa Maria di Collemaggio.

Dal riconoscimento mondiale UNESCO al rilancio del “Cammino del Perdono”

L’eccezionalità, la rarità e la straordinaria vitalità di questo particolarissimo rito penitenziale e comunitario ha valicato e travalicato abbondantemente, da decenni, gli angusti e stretti confini prettamente locali, provinciali o nazionali, catturando meritatamente, felicemente e finalmente l’attenzione e il formale riconoscimento delle più alte istituzioni culturali del pianeta.
«L’attesissima e trionfale iscrizione formale della Perdonanza Celestiniana, avvenuta gloriosamente nel recente anno 2019, all’interno della prestigiosa e ambita Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale tutelato dall’UNESCO», prosegue infatti con evidente e sincero orgoglio campanilistico il consigliere Lugini nella sua approfondita analisi, «rappresenta senza alcun dubbio un riconoscimento mediatico e istituzionale di natura straordinaria per la nostra terra abruzzese. Tuttavia, questo prezioso traguardo non è e non deve mai essere un punto d’arrivo, bensì un punto di partenza: esso rappresenta anche, e forse soprattutto, una pesantissima responsabilità morale, storica e politica per chi amministra: ovvero quella prioritaria di dover costantemente valorizzare, difendere e proteggere l’intero rito della Perdonanza, preservandone gelosamente l’inestimabile identità storica originale e tutelandone rigorosamente l’autentica e silenziosa dimensione di meditazione spirituale». Ed è proprio per onorare formalmente gli impegni assunti con l’Unesco che il corposo progetto di legge regionale presentato dai consiglieri prevede, con precisione chirurgica e burocratica, la costituzione di un solido, duraturo e inattaccabile impegno finanziario da parte della stessa Regione Abruzzo a perenne sostegno del bilancio ordinario del Comune dell’Aquila, l’ente che sopporta ogni anno il grande carico organizzativo della manifestazione in tutte le sue sfaccettature e necessità civili, di sicurezza e di spettacolo. Ma gli orizzonti e gli scopi sociali della lodevole normativa proposta si spingono molto, molto più in là. Tra i vari, molteplici e qualificanti interventi previsti e finanziati dal nuovo testo legislativo figurano esplicitamente, infatti: la concreta e massiccia valorizzazione architettonica e strutturale della splendida e già citata Basilica di Santa Maria di Collemaggio e di tutti i suggestivi eremi e luoghi celestiniani sparsi nella regione; un fortissimo sostegno economico, infrastrutturale e di marketing turistico destinato allo sviluppo escursionistico e all’implementazione logistica dei percorsi del cosiddetto “Cammino del Perdono”; e, infine, la capillare promozione di qualificate attività di altissimo studio teologico e ricerca accademica e storica. L’obiettivo finale di queste ingenti risorse è duplice: attrarre sempre più turisti e, al contempo, innalzare vertiginosamente la qualità dell’accoglienza, al fine primario di rendere l’esperienza umana e mistica delle migliaia di viandanti e dei fedeli pellegrini in marcia sempre più sicura, fruibile, accessibile e calorosamente accogliente per ogni fascia d’età e abilità fisica.

La vitale sinergia con la Diocesi dell’Aquila e l’impegno verso il futuro

Ovviamente, trattandosi dell’organizzazione e della capillare regolamentazione logistica ed economica di una manifestazione intimamente e profondamente religiosa prima ancora che laica, un’attenzione formale, particolare, riverente e di primissimo piano all’interno della cornice della legge regionale è stata saggiamente e doverosamente riservata dai proponenti all’imprescindibile tema della piena collaborazione tecnica, logistica e istituzionale con la locale Curia.
La legge intende infatti rafforzare al massimo i vincoli di stretta sinergia con l’Arcidiocesi dell’Aquila, agendo costantemente nel totale, pieno, reciproco e assoluto rispetto formale delle rispettive autonomie e delle imprescindibili, indiscutibili ed esclusive competenze ecclesiastiche, clericali e pastorali in merito alla delicata, corretta e ortodossa natura puramente liturgica, teologica e sacramentale dell’intera, lunghissima e sacra celebrazione papale di agosto. «Sono particolarmente felice e immensamente orgoglioso», ha tenuto giustamente ad aggiungere con forza e soddisfazione in chiusura il consigliere Lugini, «che questa importante e vitale proposta di legge sia stata prontamente e convintamente sottoscritta e appoggiata in prima istanza, oltre che dalla Mannetti, anche dalle stimate colleghe consigliere Maria Assunta Rossi e Antonietta La Porta. Si tratta, a ben guardare, del bellissimo ed evidente segnale istituzionale e democratico di una chiara, forte e compatta volontà politica ampiamente condivisa dalla nostra fazione, nata per tutelare, finanziare e promuovere con ogni mezzo possibile una delle espressioni collettive più belle, intime, profonde, sacre e incredibilmente autentiche dell’intera e millenaria identità regionale abruzzese e appenninica». L’approvazione formale e futura di questo strategico testo legislativo in consiglio regionale rappresenterebbe, in sintesi, una formidabile e attesa iniezione di fiducia per un intero, martoriato e fiero territorio provinciale che crede ancora fermamente nella forza della propria storia. «La Perdonanza, ieri come oggi e come domani, parla sommessamente all’anima del fiero popolo d’Abruzzo e, allo stesso tempo, parla autorevolmente alla coscienza del mondo intero. Il nostro più grande, nobile, alto e civile compito come legislatori di oggi», ha saggiamente e poeticamente concluso l’onorevole Gianpaolo Lugini davanti ai microfoni, «è unicamente quello di riuscire a preservarne l’integrità e l’enorme significato originario, sostenerne finanziariamente il brillante futuro turistico, e fare concretamente e attivamente in modo che il suo incredibile e inestimabile messaggio universale di profonda pace e di misericordia tra i popoli possa essere fedelmente, costantemente e puramente tramandato, senza subire alterazioni, a tutte le nuove e future generazioni della nostra terra».

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