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Territorio

Abruzzo in fiamme, la regione brucia: la lotta eroica contro 13 roghi e l’inferno del Monte Briccialone

Il polmone verde d’Italia rischia di diventare cenere. Protezione Civile, Vigili del Fuoco e Canadair lottano contro 13 roghi spinti dal vento. L’inferno del Monte Briccialone e l’appello per difendere i nostri boschi! 🚁 🌲🔥

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Canadair in azione

L’Aquila – L’Abruzzo, storicamente e orgogliosamente conosciuto in tutta Europa come “il polmone verde” per la ricchezza inestimabile e selvaggia dei suoi parchi naturali, sta purtroppo vivendo in questi giorni momenti di profonda angoscia e immensa devastazione. L’odore acre e soffocante del fumo che, trasportato dal vento, invade prepotentemente le vallate, e l’ombra cupa della cenere che oscura il sole estivo, sono i tristi e inequivocabili segnali di un’emergenza che sembra non voler concedere alcuna tregua. La nostra regione continua a fare i conti con un’ondata apparentemente inarrestabile di incendi boschivi, una vera e propria piaga estiva che ferisce non solo il prezioso ecosistema, ma il cuore stesso di chi ama e vive quotidianamente questo territorio. L’ultimo, preoccupante bilancio tracciato nelle scorse ore dalla Sala Operativa Unificata Permanente della Protezione Civile regionale fotografa in modo nitido una situazione di altissima tensione: sono ben tredici i roghi costantemente monitorati, e centinaia gli uomini e le donne attualmente impegnati in una vera e propria e pericolosissima lotta contro il tempo e contro la furia cieca del fuoco.

La ferita aperta sul Monte Briccialone: l’inferno di fiamme e la spettacolare battaglia dei Canadair

Attualmente, di questi tredici fronti segnalati, uno risulta ancora pienamente attivo e fortemente minaccioso, sfidando apertamente il coraggio e la resistenza dei soccorritori. A destare la maggiore e più pressante preoccupazione in queste calde ore è infatti il vasto e aggressivo fronte di fuoco che sta letteralmente divorando la rigogliosa area boschiva del Monte Briccialone, in quella delicata porzione di territorio marsicano compresa tra i comuni di Collarmele e Gagliano Aterno. Qui la natura verdeggiante si è purtroppo trasformata in un inferno inestricabile. Le complesse operazioni di spegnimento da terra, condotte con straordinaria abnegazione dai Vigili del Fuoco e dalle instancabili e preparate squadre della Protezione Civile di Sulmona, hanno subìto nelle ultime ore una drammatica e pericolosa battuta d’arresto. Le fortissime e improvvise raffiche di vento, non solo hanno alimentato e spinto le fiamme a una velocità impressionante tra gli alberi secchi, ma hanno inevitabilmente costretto i responsabili delle operazioni a imporre un doveroso stop ai soccorritori terrestri per imprescindibili motivi di sicurezza. In questi scenari quasi apocalittici, non si può e non si deve mai mettere a rischio la vita di chi interviene. Per cercare di arginare il disastro imminente, nel pomeriggio si è reso assolutamente necessario l’intervento massiccio e risolutivo della flotta aerea nazionale: due imponenti Canadair hanno solcato incessantemente il cielo abruzzese, effettuando continui e chirurgici lanci d’acqua dall’alto, nel disperato e coraggioso tentativo di abbassare la potenza del fronte del fuoco prima dell’arrivo del buio della sera, momento in cui gli aerei sono costretti a rientrare alla base.

Dalla bonifica alla speranza: il faticoso e nascosto controllo dei fronti finalmente domati

La dura lotta agli incendi non si esaurisce affatto nel momento felice in cui le altissime lingue di fuoco vengono apparentemente domate e lo spettacolo delle fiamme si spegne. Esiste infatti una fase successiva altrettanto estenuante, insidiosa e fondamentale, che in gergo tecnico si chiama “bonifica”. Attualmente, sul fronte dei monitoraggi attivi della Protezione Civile, sono ben cinque i roghi entrati in questa delicatissima fase di controllo. Gli operatori in divisa sono costretti a camminare per ore, stivali ai piedi, su terreni anneriti, instabili e ancora roventi a Roio e Lucoli; devono setacciare metro per metro l’area del vasto incendio di Pescina (che ha visto lo storico Monte Parasano lottare disperatamente contro le fiamme per oltre 48 ore ininterrotte), e sono chiamati a presidiare costantemente i fronti caldi sul Monte Morrone nelle vicinanze di Marane di Sulmona, oltre a monitorare attentamente la località Marane di Penne e il grave evento registrato a Vacri. Bonificare significa spegnere ogni singola, subdola brace nascosta sotto lo spesso strato di cenere, brace che una semplice e improvvisa folata di vento notturno potrebbe tragicamente riaccendere in pochissimi secondi. È un lavoro eroico fatto di infinita pazienza, di muscoli indolenziti, di pale e di occhi che bruciano per la fuliggine.

Il lungo sospiro di sollievo: sette focolai definitivamente spenti grazie a un lavoro sovrumano

Fortunatamente, all’interno di questo preoccupante bollettino di guerra estivo, c’è anche spazio per notizie positive e incoraggianti che ci permettono, come comunità, di tirare un profondo sospiro di sollievo. La situazione climatica e operativa volge infatti al meglio in altre sette specifiche aree che erano state duramente flagellate e messe in ginocchio nei giorni scorsi. La Protezione Civile ha potuto, dopo infiniti controlli incrociati, dichiarare ufficialmente spenti i temibili focolai di Rocca di Mezzo, Cappadocia, la località Vasto, Pizzoli, Rocca di Cambio, Fresagrandinaria e Colleminuccio. Dietro la fredda e rassicurante parola “spento” c’è un lavoro umano assolutamente sovrumano, fatto di notti passate in bianco nei boschi, di turni saltati, di stivali sporchi e di una macchina dei soccorsi formata da volontari e professionisti che ha dimostrato, ancora una volta, di essere l’orgoglio pulsante della nostra amata regione. Tuttavia, le direttive regionali parlano chiaro: guai ad abbassare la guardia. L’allerta per il rischio roghi resta fissata sui massimi livelli su tutto il territorio abruzzese, a causa delle altissime temperature registrate dai termometri e del temibile vento previsto per le prossime e cruciali ore.

L’impatto devastante sul nostro territorio: una ferita ecologica ed economica che sanguina

Ogni singolo albero secolare che brucia, ogni ettaro di bosco verde che si trasforma in un inutile tappeto di cenere, non è e non sarà mai solo una statistica da leggere sbadigliando al telegiornale. È una ferita profondissima e spesso irreversibile inflitta all’ecosistema naturale e alla fragile economia montana della nostra regione. Gli incendi boschivi distruggono all’istante l’habitat vitale di migliaia di animali selvatici, molti dei quali perdono inesorabilmente la vita tra le fiamme o, se sopravvivono, rimangono senza cibo e senza un rifugio sicuro per l’inverno. Il fuoco altera irrimediabilmente l’equilibrio idrogeologico del suolo, bruciando le radici che trattengono la terra e aprendo drammaticamente la strada a future e disastrose frane o smottamenti in caso di piogge autunnali intense. Oltre all’incalcolabile dramma ambientale, si consuma sempre un dramma umano ed economico per gli agricoltori e per il turismo rurale: per ripristinare la bellezza originale e l’equilibrio vitale di un bosco andato in fumo non basteranno i soldi stanziati, ma serviranno decenni, se non secoli di paziente attesa. Stiamo colpevolmente permettendo che una parte inestimabile del nostro futuro, della nostra identità e della nostra aria pulita si dissolva letteralmente in fumo in poche, tragiche ore.

L’appello accorato alla responsabilità: difendiamo la nostra terra dalle gravi disattenzioni e dai piromani

In attesa, e con la forte speranza, che l’incubo di questa pesante ondata di roghi passi definitivamente grazie al lavoro dei soccorritori e all’aiuto della natura, è fondamentale rivolgere un appello forte, accorato e diretto alla responsabilità civile di ogni singolo cittadino abruzzese e dei turisti. Molto spesso, dietro la genesi di questi immani disastri, c’è la mano vigliacca, malata e criminale dei piromani, individui senza scrupoli che la giustizia italiana deve rintracciare e perseguire con la massima e inflessibile severità penale. Ma a volte, purtroppo, per innescare l’inferno basta solamente la disattenzione fatale di un cittadino ritenuto “normale”: una sigaretta ancora accesa gettata imprudentemente dal finestrino dell’auto in corsa, o un banale falò da barbecue acceso per pura incoscienza e non spento correttamente con l’acqua al termine di un picnic domenicale in montagna. La difesa dell’Abruzzo, dei suoi orsi, dei suoi lupi e delle sue meravigliose valli verdi inizia esattamente dalle nostre singole e piccole azioni quotidiane. Se avvistate un sospetto principio di fumo, anche se vi sembra lontano o innocuo, non giratevi mai dall’altra parte dando per scontato che qualcun altro abbia già chiamato i soccorsi: accostate in sicurezza, prendete il telefono e avvisate immediatamente il numero unico delle emergenze o la Guardia Forestale. Proteggere la nostra terra non è un lavoro che riguarda solo chi indossa una divisa, ma è un dovere morale da cui nessuno di noi, oggi più che mai, può sentirsi vigliaccamente esentato.

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Piana del Cavaliere

Rocca di Botte, vandali distruggono l’area giochi e sabotano la storica Fonte Pinziriglio. Il Comune dice basta: scatta la denuncia ai Carabinieri, tolleranza zero

“Questa non è una bravata, è un REATO. E ora tolleranza zero!”. 😡 🚫 È durissima la presa di posizione dell’Amministrazione Comunale contro i vandali che, nelle scorse ore, hanno letteralmente distrutto la staccionata dell’area giochi comunale situata nei pressi della storica Fonte Pinziriglio e del Portonaccio. I pali divelti sono stati buttati nel fontanile, rendendolo inutilizzabile per giorni e impedendo agli animali di dissetarsi con questo caldo torrido! 🐺 Il Comune non ha fatto sconti e ha sporto formale DENUNCIA PENALE ai Carabinieri: grazie all’acquisizione delle telecamere di videosorveglianza si stringe il cerchio sui colpevoli. Chi rompe i beni pubblici usa i NOSTRI soldi. D’ora in poi, ogni minimo atto vandalico sul territorio verrà denunciato. Leggete l’articolo per tutti i dettagli di questa sacrosanta linea dura! 👇 🚓

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Staccionata di legno divelta a Rocca di Botte

Rocca di Botte – Ci sono gesti che non possono, e non devono, essere derubricati a semplici e innocue “ragazzate”. Quando l’ignoranza e la noia si trasformano in furia distruttiva contro il patrimonio collettivo, il confine tra la “bravata” e il vero e proprio reato penale viene inesorabilmente superato. È quanto sta accadendo in queste ore, dove l’Amministrazione Comunale è stata costretta a portare all’attenzione dell’intera cittadinanza un gravissimo e vigliacco episodio di danneggiamento perpetrato ai danni di beni pubblici di vitale importanza. Nel mirino dei soliti ignoti (o forse sarebbe meglio definirli “vandali”) è finita la suggestiva area adiacente alla storica Fonte Pinziriglio e del Portonaccio, un luogo caro alla memoria e alla quotidianità dei residenti.

Lo scempio: staccionata divelta e fontanile inservibile per gli animali

Le immagini documentate nelle scorse ore dai tecnici comunali lasciano davvero poco spazio all’immaginazione e molta, moltissima rabbia. La preziosa staccionata in legno, installata per delimitare e mettere in sicurezza la vicina area giochi comunale dedicata ai bambini, è stata presa letteralmente d’assalto. I vandali, agendo probabilmente con il favore delle tenebre, hanno divelto con inaudita violenza gran parte della struttura. Ma lo sfregio non si è fermato qui: numerosi e pesanti pali di legno sradicati dalla staccionata sono stati deliberatamente gettati all’interno del bacino del fontanile.

Oltre al danno economico, c’è un risvolto pratico ancora più grave. Il materiale ligneo e i detriti gettati nella Fonte Pinziriglio hanno di fatto ostruito e inquinato la vasca, rendendo il fontanile totalmente inutilizzabile per svariati giorni. Un sabotaggio in piena regola che ha colpito non solo gli esseri umani, ma soprattutto gli animali (domestici, selvatici e da pascolo), impedendo loro di abbeverarsi durante queste torride giornate di metà agosto, funzione che rappresenta da sempre la vocazione principale di quella fonte per tutto il territorio circostante.

“Non è una bravata, è un reato”: scatta la denuncia ai Carabinieri

Di fronte a un simile scempio, l’Amministrazione comunale ha deciso che il tempo dei richiami bonari e delle pacche sulle spalle è finito. «Non si tratta in alcun modo di una semplice bravata giovanile», si legge nel duro comunicato istituzionale. «Danneggiare in modo volontario un bene pubblico significa colpire al cuore un patrimonio che appartiene a tutta la comunità, comprometterne il sacrosanto utilizzo e costringere l’Ente locale a impiegare preziose risorse economiche pubbliche (ovvero le tasse pagate onestamente dai cittadini) per ripristinare ciò che qualcuno, per puro divertimento, ha distrutto».

Proprio per questo motivo, il Comune ha deciso di passare immediatamente alle vie legali. È stata redatta e presentata alle autorità una formale denuncia contro ignoti. Questi atti vandalici non sono infatti marachelle, ma assumono una gravissima rilevanza penale ai sensi del rigoroso Articolo 635 del Codice Penale (il reato di danneggiamento), che tutela con particolare severità proprio i beni destinati a un pubblico servizio o a una pubblica utilità.

Tolleranza zero e videosorveglianza: la nuova linea dura del Comune

A seguito della denuncia depositata dal Municipio, i militari dell’Arma dei Carabinieri hanno già avviato tutti gli accertamenti investigativi necessari per dare un nome e un cognome ai responsabili di questo inaccettabile disastro. Fondamentale, in questa fase d’indagine, sarà la certosina acquisizione dei filmati registrati dai potenti impianti di videosorveglianza disseminati nella zona colpita e nelle vie di fuga limitrofe, unitamente alla raccolta delle dichiarazioni di possibili testimoni oculari.

Ma il messaggio politico lanciato dall’Amministrazione è forte e chiaro, e segna uno spartiacque decisivo per il futuro. Questa sarà la linea inflessibile che il Comune adotterà d’ora in avanti: Tolleranza Zero. Ogni singolo atto vandalico o danneggiamento volontario compiuto sul territorio comunale sarà meticolosamente documentato, fotografato e denunciato senza alcuno sconto alle Forze dell’Ordine. Per prevenire nuovi e fastidiosi raid teppistici, nei prossimi mesi verranno ulteriormente potenziati e intensificati i controlli su tutto il perimetro comunale, incrementando l’occhio elettronico delle telecamere di sicurezza (nel totale rispetto della normativa sulla privacy vigente).

L’obiettivo della Giunta non è quello di militarizzare il paese, ma di tutelare con le unghie e con i denti l’immensa maggioranza della cittadinanza che rispetta le regole. «Chi danneggia un bene pubblico, danneggia la sua stessa casa e l’intera comunità. Quanto accaduto alla Fonte Pinziriglio non dovrà ripetersi mai più». E, speriamo, i colpevoli presto risarciranno il danno di tasca propria.

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Piana del Cavaliere

“Basta sporcare casa nostra!”: l’ira del Sindaco di Carsoli contro gli incivili dei rifiuti. Denuncia per il fiume inquinato e controlli a tappeto

“Chi sporca la nostra città e distrugge l’ambiente, questa volta pagherà caro!”. 🛑 🗑️ Il Sindaco di Carsoli, Alessandro Marcangeli, non ci sta e lancia un durissimo appello pubblico contro gli incivili dei rifiuti, annunciando “tolleranza zero” in vista di Ferragosto! Nel mirino non c’è solo chi usa i cestini pubblici per gettare enormi sacchi di immondizia domestica (a Carsoli e Pietrasecca), ma soprattutto chi ha inquinato il fiume! Nei giorni scorsi uno sversamento abusivo di liquidi tossici ha causato una morìa di pesci: il Comune ha allertato l’ARTA e denunciato l’accaduto alle autorità. Ora basta: la Polizia Locale inizierà controlli a tappeto su tutto il territorio e verificherà che tutti abbiano i “mastelli” regolari a casa. Multe salatissime in arrivo per i trasgressori! Leggi la dura presa di posizione del Sindaco nel nostro articolo 👇 🌳

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Immondizia per le vie di Carsoli

Carsoli  – Alla vigilia di Ferragosto, giornata tradizionalmente dedicata alle scampagnate, al relax nei boschi e al contatto con la natura, dal Municipio di Carsoli si alza un grido di allarme e di rabbia che non ammette repliche. Il Sindaco, l’Avvocato Alessandro Marcangeli, ha diramato un durissimo appello pubblico rivolto all’intera cittadinanza per denunciare una preoccupante e crescente deriva di inciviltà legata all’abbandono indiscriminato dei rifiuti. Un malcostume intollerabile che non solo deturpa il decoro urbano del capoluogo e delle frazioni, ma che ha recentemente sfiorato il vero e proprio disastro ecologico.

L’ira del Sindaco: “Un’offesa all’intera comunità”

Nel mirino del Primo Cittadino ci sono, in primis, i comportamenti quotidiani di alcuni residenti che vanificano gli sforzi del servizio di igiene urbana. «Negli ultimi giorni stiamo assistendo a comportamenti che non possono essere tollerati e che offendono l’intera comunità», tuona il Sindaco Marcangeli. La prassi denunciata è tanto diffusa quanto ingiustificabile: i piccoli cestini stradali, collocati nelle piazze e lungo le vie del paese esclusivamente per accogliere carte, piccoli scontrini o deiezioni canine, vengono sistematicamente e illecitamente riempiti con interi, pesantissimi sacchi neri di spazzatura domestica. Un problema gravissimo che non colpisce solo il centro di Carsoli, ma che si sta registrando in maniera allarmante anche nelle frazioni, in particolare a Pietrasecca. «Sono comportamenti che compromettono il decoro dei nostri centri abitati e vanificano il lavoro quotidiano svolto per mantenerli puliti», ribadisce il Sindaco.

Disastro ambientale nel fiume: sversamenti tossici e pesci morti

Ma la situazione assume contorni penali e ben più drammatici quando si sposta sulle sponde del fiume locale. L’alveo fluviale, un patrimonio naturalistico che dovrebbe essere difeso con le unghie e con i denti, viene utilizzato da ignoti come una vera e propria discarica a cielo aperto. E i risultati di questa barbarie sono sotto gli occhi di tutti. Nei giorni scorsi, si è registrato un episodio gravissimo: lo sversamento abusivo di sostanze liquide inquinanti direttamente nel corso d’acqua. Un atto criminale che ha causato l’immediata e dolorosa morte di numerosissimi pesci, rinvenuti a galla senza vita. Di fronte a questo scempio, l’Amministrazione non è rimasta a guardare: è stata immediatamente allertata l’ARTA Abruzzo (l’Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente) ed è partita una denuncia formale alle autorità competenti per individuare e punire severamente i responsabili di questo scempio ecologico.

Il costo dell’inciviltà cade su tutti i cittadini

Il paradosso e il danno economico di questi gesti incivili ricadono direttamente sulle spalle della comunità. Per ripulire il fiume dalla spazzatura gettata abusivamente, il Comune è stato infatti costretto a dirottare d’urgenza i propri operai. I lavoratori hanno dovuto interrompere le normali attività di manutenzione del paese per rimediare, faticosamente, alla maleducazione altrui. «Risorse e tempo che potrebbero essere impiegati per altri interventi a servizio della comunità vengono così sottratti, per rimediare a comportamenti incivili e del tutto evitabili», fa notare amaramente il Primo Cittadino.

Tolleranza zero e controlli a tappeto della Polizia Locale

In vista del Ferragosto, l’appello del Sindaco è chiarissimo: chi va a godersi le aree verdi di Carsoli ha l’obbligo morale e legale di riportare indietro i propri rifiuti. «Non possiamo pretendere un paese più pulito e decoroso se poi siamo noi stessi a sporcarlo». Ma l’educazione, da sola, evidentemente non basta più. Il Sindaco Marcangeli ha annunciato la linea della “tolleranza zero”: parallelamente agli appelli al senso civico, scatteranno feroci controlli sul territorio. Nei prossimi giorni, gli agenti della Polizia Locale avvieranno ispezioni a tappeto per verificare non solo chi abbandona i rifiuti (comportamento sanzionabile con multe salatissime), ma anche per accertarsi che tutte le utenze domestiche siano regolarmente provviste dei “mastelli” obbligatori per la raccolta differenziata porta a porta. Chi non sarà in regola e chi sporcherà l’ambiente, questa volta, pagherà un conto salatissimo.

Cassonetto strapieno di Immondizia a Carsoli

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Piana del Cavaliere

Carsoli, addio file in Questura: riapre l’Ufficio Postale “Polis”. Ora passaporti e certificati si fanno direttamente allo sportello!

Basta viaggi estenuanti in Questura e infinite attese burocratiche! 📮 🛂 L’ufficio postale di Carsoli ha appena riaperto i battenti in una veste completamente rinnovata grazie al progetto “Polis” di Poste Italiane! Nuovi arredi, sportelli ribassati per maggiore comodità, illuminazione green ma soprattutto… una valanga di nuovi servizi utilissimi! Da oggi i cittadini possono richiedere il PASSAPORTO direttamente allo sportello postale di Carsoli, ricevendolo persino comodamente a casa. Si potranno inoltre stampare i cedolini della pensione INPS, i certificati anagrafici e il CUD. Una bellissima notizia per chi lotta contro lo spopolamento dei nostri territori. Leggi nel nostro articolo tutti gli orari, le novità e i dettagli dei servizi offerti! 👇 📜

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La rinnovata sede dellufficio postale Polis di Carsoli (AQ)

Carsoli (L’Aquila) – In un’epoca in cui si sente parlare sempre più spesso di “abbandono del territorio”, di chiusura degli sportelli bancari e di centralizzazione dei servizi, l’inversione di rotta messa in atto nel Comune di Carsoli rappresenta una bellissima e incoraggiante notizia. Da oggi, venerdì 14 agosto, l’ufficio postale cittadino ha ufficialmente riaperto le porte al pubblico al termine di un profondo e atteso intervento di ristrutturazione. L’operazione non si è limitata a un semplice restyling estetico, ma rientra nell’innovativo “Progetto Polis” di Poste Italiane: una rivoluzione digitale e infrastrutturale pensata appositamente per portare i servizi essenziali della Pubblica Amministrazione a un passo da casa, evitando ai cittadini faticosi e dispendiosi spostamenti verso i grandi centri urbani.

Dalla sostenibilità ai nuovi arredi: un ufficio a misura di cittadino

Chi varcherà la soglia dell’ufficio postale di Carsoli si troverà di fronte a un ambiente completamente rinnovato e pensato per mettere l’utente a proprio agio. La sala che accoglie la clientela è stata dotata di nuovi arredi e di cromie studiate per rendere l’attesa più confortevole. Ma le novità più importanti riguardano la sostenibilità: gli spazi sono stati infatti ripensati adottando soluzioni a basso impatto ambientale e implementando un modernissimo sistema di illuminazione a basso consumo energetico. E per abbattere le barriere (non solo architettoniche, ma anche comunicative), Poste Italiane ha realizzato uno speciale sportello ribassato, pensato per permettere all’utenza di richiedere in totale comodità i nuovi servizi della Pubblica Amministrazione, affiancando i tradizionali prodotti postali e finanziari.

Passaporti a domicilio e certificati INPS: la rivoluzione del Progetto Polis

La vera, grande rivoluzione per i cittadini di Carsoli si gioca però sul campo dei servizi offerti. Il Progetto Polis valorizza in modo dirompente la capillarità degli uffici postali, trasformandoli in veri e propri “Sportelli Unici” per la burocrazia. La novità più attesa è senza dubbio legata al Passaporto: da oggi, infatti, i residenti potranno richiederne il rilascio o il rinnovo presentando la documentazione direttamente allo sportello di Carsoli. Addio, dunque, ai logoranti viaggi verso la Questura del capoluogo e alle infinite code per le prenotazioni. E per chi lo desidera, c’è anche la comodissima opzione di ricevere il passaporto stampato direttamente al proprio domicilio.

Oltre al documento per l’espatrio, l’ufficio “Polis” consente di richiedere sul posto numerosi certificati anagrafici e una vasta gamma di servizi INPS fondamentali (particolarmente utili per la fascia più anziana della popolazione), tra cui la stampa del cedolino della pensione, la Certificazione Unica (ex CUD) e il modello “OBIS M”.

Orari, Postamat e consulenze: tutti i dettagli operativi

L’ufficio postale di Carsoli è tornato a disposizione della cittadinanza riprendendo il consueto e comodo orario di apertura: dal lunedì al venerdì dalle ore 8:20 alle 13:35, e il sabato mattina dalle ore 8:20 alle 12:35. I locali ospitano inoltre un’apposita e riservata sala consulenza, dedicata a chi ha bisogno di supporto per investimenti e finanziamenti. Sul fronte prelievi e versamenti, resta operativo e fondamentale l’ATM Postamat esterno, attivo 24 ore su 24 e sette giorni su sette, per il prelievo di denaro contante e per tutte le altre operazioni consentite (pagamento bollettini, ricariche telefoniche e Postepay).

Attraverso l’iniziativa Polis, Poste Italiane conferma una chiara e ferma volontà aziendale: mantenere viva la propria vocazione al servizio del “Sistema Paese”. Trasformare gli uffici periferici in poli tecnologici e multi-servizio è l’unica strada percorribile per valorizzare davvero la provincia italiana, andando in netta e lodevole controtendenza rispetto alla triste pratica dello svuotamento dei piccoli Comuni.

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