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Cronaca

Lupi tra le case di Noicàttaro: l’Associazione per la Tutela Rurale denuncia il flop della task force. “Bambini in pericolo e soccorsi in ritardo”

“Speriamo che il Lupo vada a COSTITUIRSI in Caserma da solo!”. La durissima Denuncia dell’Associazione per la Tutela Rurale sul DISASTRO dei soccorsi a Noicàttaro! 🐺 😡 Una scena da vero e proprio Film dell’Orrore, denunciata pubblicamente nelle scorse ore grazie al preziosissimo lavoro dell’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali! Questa mattina alle ore 7:30, nel frequentatissimo parco urbano di Parchitello (a Noicàttaro, in Puglia), una donna che passeggiava tranquillamente con la sua bambina si è trovata improvvisamente “faccia a faccia” con un enorme LUPO SELVATICO! Ricordiamo che in questa stessa zona i lupi hanno già ATTACCATO E FERITO tre bambini piccoli durante l’estate! Davanti al nuovo avvistamento, è scoppiato il Panico: l’Associazione Rurale denuncia che la gente ha chiamato disperatamente i Vigili Urbani, ma non rispondeva NESSUNO! Mentre i responsabili della Asl e della “Task Force Anti-Lupo” sono arrivati ben DOPO LE ORE 9:00 (un clamoroso ritardo di un’ora e mezza)! Ovviamente il Lupo se ne era già andato indisturbato! L’Associazione Nazionale Rurale ha diramato un comunicato di fuoco, e sui social network i residenti non perdonano! Tra chi minaccia di farsi giustizia da solo col fucile, le mamme sono terrorizzate: “Lunedì riaprono le scuole e i bambini saranno in pericolo!”. La gente fa amara ironia: “Per catturarlo le autorità aspettano l’intervento di San Francesco?”. La dura condanna dell’Associazione è inequivocabile: un secolo fa suonavano le campane del paese per avvisare del pericolo, oggi abbiamo gli smartphone… ma nessuno risponde al telefono per salvare i cittadini! Leggi tutta la cronaca della denuncia nel nostro articolo! 👇 🚨 Cosa pensate dell’importantissimo lavoro svolto dall’Associazione per la Tutela Rurale per difendere le nostre comunità? E come vi comportereste se vi trovaste davanti un lupo portando i figli a scuola? Diteci la vostra opinione nei commenti e CONDIVIDETE per appoggiare la battaglia dell’Associazione e far scoppiare il caso!

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Lupi

Noicàttaro (BA) – Ci sono scene che sembrano scritte apposta per la sceneggiatura di un film dell’orrore, e invece sono la cruda e inaccettabile realtà quotidiana con cui devono fare i conti i cittadini pugliesi. A portare alla luce questa situazione a dir poco scandalosa, rompendo il muro del silenzio istituzionale, è stata l’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali.
Con un comunicato coraggioso, durissimo e incredibilmente dettagliato, l’Associazione ha deciso di denunciare pubblicamente il totale fallimento della gestione emergenziale a Noicàttaro, dove i cittadini si trovano letteralmente abbandonati a se stessi, costretti a fare i conti con la presenza costante e minacciosa di enormi lupi selvatici che si aggirano indisturbati tra le case, i parchi e le scuole.

La denuncia dell’Associazione: il faccia a faccia a Parchitello

Grazie alla preziosa opera di monitoraggio dell’Associazione per la Tutela Rurale, è emerso che l’incubo si è materializzato nuovamente stamattina, 10 settembre. Intorno alle 7:30, nel frequentatissimo parco urbano nei pressi del Residence Parchitello (una zona sensibilissima perché vicina alle scuole e agli asili), una donna straniera che passeggiava con la sua bambina ha filmato a distanza ravvicinatissima un grosso esemplare di lupo.
L’animale, apparentemente molto ben nutrito e senza alcun timore dell’uomo, si aggirava con la massima tranquillità. Anche la signora Immacolata ha raccontato il terrore di quella mattina: «Mio figlio Francesco se l’è trovato improvvisamente davanti mentre stava correndo!».

Il flop burocratico: un’ora e mezza per intervenire

Ma ciò che l’Associazione Nazionale condanna con maggiore fermezza è il clamoroso “flop” della cosiddetta task force anti-lupo istituita in pompa magna dalla Prefettura. La cronistoria dei soccorsi, meticolosamente ricostruita dall’Associazione, è un bollettino di puro fallimento amministrativo.
Alle prime segnalazioni (7:30 del mattino), i cittadini in preda al panico hanno provato a chiamare i Vigili Urbani, trovando incredibilmente i telefoni muti. Solo dopo diverse chiamate al 112, i Carabinieri (non forestali) hanno inviato una pattuglia arrivata alle 8:25. Il “trionfale” arrivo degli addetti della ASL e degli agenti preposti alla cattura, invece, si è materializzato soltanto dopo le ore 9:00. Un clamoroso ritardo di un’ora e mezza, in cui il lupo ha avuto tutto il tempo di andarsene indisturbato.

L’ironia amara dei residenti: “Aspettiamo San Francesco?”

L’esasperazione della gente ha ormai superato il limite di guardia. «Il lupo gentilmente li ha aspettati per un bel po’, ma poi si è spazientito e se n’è andato!», commentano ironicamente i cittadini. C’è chi aggiunge amaramente: «Dobbiamo solo sperare che alla fine sia il lupo a presentarsi in caserma e a costituirsi da solo», e chi si chiede se le autorità «stiano aspettando San Francesco, sperando che gli parli e lo renda docile!». Ma il commento più allarmato, raccolto e rilanciato dall’Associazione, è quello che riguarda l’imminente riapertura delle scuole: «Lunedì iniziano le lezioni, che sono proprio lì di fronte!».

Tragedie sfiorate e misteri inquietanti

Come giustamente sottolineato e ricordato dall’Associazione per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali, la paura della cittadinanza è più che giustificata: a Noicàttaro, nel corso dell’estate, ci sono già stati ben tre violentissimi attacchi a bambini (il 21 luglio, il 4 e il 15 agosto). Solo il tempestivo intervento dei presenti ha evitato l’ecatombe.
Nel caos istituzionale, l’Associazione solleva anche un sospetto inquietante: un cucciolo di lupo era stato avvistato ripetutamente da solo nella zona di Torre a Mare. Un comportamento innaturale che fa nascere l’ipotesi che i genitori siano stati abbattuti illegalmente dai cittadini esasperati, costretti al “fai da te” pur di proteggere le proprie case.

Un paragone storico che umilia il presente

L’Associazione Nazionale chiude la sua denuncia con un paragone storico inappuntabile, che fa letteralmente arrossire le attuali amministrazioni. Un secolo fa, all’avvicinarsi di un lupo nei centri abitati pugliesi, venivano suonate a martello le campane del paese: in pochi minuti l’intera comunità accorreva per scacciare la belva. Oggi, nel 2026, nell’era super-tecnologica degli smartphone e dei droni, i cittadini chiamano i soccorsi, ma nessuno risponde al telefono. Una sconfitta inaccettabile che richiede risposte e provvedimenti immediati.

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Cronaca

L’Aquila – a Lucoli trovato ragazzo di 27 anni morto in una scarpata, a poca distanza c’è un’auto in fiamme: è giallo

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auto in fiamme

L’Aquila-   Il corpo ormai senza vita in una scarpata e, poco distante, un’auto in fiamme. A Lucoli (nell’Aquilano) è stata aperta un’indagine sulla morte di un ragazzo di 27 anni di origine tunisina, Wissem Hmida, impiegato in un’azienda locale.

Il cadavere è stato trovato nella mattinata del 22 ottobre in una scarpata in via del Biancospino, nella zona di Piano Lonaro. A vedere il corpo è stato un passante, che ha avvertito le forze dell’ordine.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le indagini. Il primo step è stato identificare il corpo: il giovane lavorava da circa tre anni insieme al fratello in un’azienda aquilana. Nelle vicinanze del cadavere è stata trovata anche un’automobile incendiata e resta da chiarire se c’è un collegamento col cadavere.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il personale del 118. Gli accertamenti sono in corso per ricostruire le circostanze del decesso. Sulla salma sarà eseguita l’autopsia.

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Cronaca

Avezzano – uccide a coltellate la fidanzata nel Varesotto, poi si costituisce

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Marco Panichi

Redazione-  Un uomo di 53 anni, Marco Panichi, residente ad Avezzano e originario di Civitella Roveto, in provincia dell’Aquila, è stato fermato con l’accusa di aver ucciso a coltellate la fidanzata, una donna colombiana di 36 anni, a Vergiate, in provincia di Varese. Dopo il delitto, avvenuto ieri mattina, l’uomo ha lasciato la Lombardia ed è rientrato in Abruzzo. Dopo aver raggiunto il padre, nella tarda serata si è presentato spontaneamente alla caserma dei carabinieri di Avezzano, dichiarando di aver ucciso la compagna.

La donna è stata trovata sul pavimento della camera da letto dell’abitazione presa in affitto dall’uomo, con numerosi fendenti al corpo e al collo. Accanto al cadavere è stato rinvenuto un coltello da cucina, indicato dagli investigatori come l’arma utilizzata per l’omicidio. Il delitto sarebbe avvenuto al culmine di una lite, ma restano da chiarire le circostanze che l’hanno preceduta e la dinamica dell’aggressione.

Dopo la segnalazione di Panichi, i carabinieri di Gallarate hanno raggiunto l’abitazione insieme ai militari del Nucleo investigativo e ai magistrati della Procura di Busto Arsizio. Per entrare nell’immobile è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco. Il fermo è stato disposto dall’autorità giudiziaria di Avezzano, in stretto raccordo con la magistratura lombarda. Nel pomeriggio è previsto il passaggio davanti al gip del Tribunale di Avezzano per la convalida del provvedimento. La salma della donna è stata trasferita all’Istituto di Medicina legale di Pavia, dove sarà eseguita l’autopsia. La Procura di Busto Arsizio ha avviato ulteriori accertamenti.

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Cronaca

Trentino, lupi all’attacco a Cavedago e Canazei: 34 capi sbranati in una notte, recinto elettrificato divelto dal gregge in fuga

Allarme lupi in Trentino secondo il report provinciale: 34 pecore e agnelli sbranati in una sola notte a Cavedago, terrore anche a Canazei con asini e cane da guardiania feriti 👇

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Lupi

Trento – Una sequenza impressionante di assalti notturni che riaccende lo scontro sulla convivenza tra grandi predatori e attività zootecniche tradizionali nell’arco alpino. Ventidue distinti episodi di predazione accertati, trentaquattro animali sbranati nel corso di una singola notte da incubo e altri cinque rimasti gravemente feriti tra i pascoli. È questo il drammatico bilancio stilato nel report mensile ufficiale diffuso dal Servizio Faunistico della Provincia Autonoma di Trento, relativo agli eventi registrati nella prima parte del mese di settembre, prima che l’avvio della demonticazione — la tradizionale discesa delle mandrie e delle greggi dagli alpeggi estivi verso il fondovalle — contribuisse ad attenuare la pressione predatoria sul territorio provinciale.

I dati ufficiali testimoniano una presenza diffusa e capillare dei branchi sull’intera geografia trentina, senza concentrazioni esclusive in singole vallate. Dei ventidue attacchi censiti dai forestali, la stragrande maggioranza — ben diciassette episodi — ha colpito greggi di ovicaprini, storicamente i più esposti; in tre occasioni i lupi hanno preso di mira capi bovini, mentre in due circostanze a fare le spese della furia dei carnivori sono stati gli asini, animali da soma considerati per lungo tempo meno vulnerabili rispetto alle pecore.

L’incubo di Cavedago: 22 agnelli uccisi e il panico che abbatte le recinzioni

L’episodio più devastante e cruento descritto nel documento provinciale si è consumato nella notte del 18 settembre nel territorio comunale di Cavedago, ai piedi dell’Altopiano della Paganella. Un gregge di ritorno dalla stagione d’alpeggio, custodito e protetto all’interno di un recinto elettrificato conforme a tutti i più rigidi standard di prevenzione raccomandati dagli esperti, è stato assalito nel buio più fitto. L’irruzione dei predatori ha scatenato un’ondata di panico incontrollabile tra gli animali: impaurite dall’odore e dalla vista dei lupi, le pecore si sono ammassate disperatamente contro i bordi del perimetro, finendo per sradicare e divellere le reti elettrificate nel tentativo di darsi alla fuga.

Una volta abbattuta la barriera difensiva, per il bestiame non c’è stato scampo. All’alba il pastore si è trovato davanti a una scena apocalittica: ben 34 capi giacevano a terra privi di vita, di cui 22 erano teneri agnelli falcidiati dai morsi alla gola e al ventre, mentre altri 5 animali presentavano lacerazioni profonde e sono stati sottoposti a complesse cure veterinarie d’urgenza. Un colpo economico ed emotivo durissimo per l’allevatore, che mette a nudo i limiti delle misure di protezione passive quando il terrore di massa trasforma il gregge stesso nell’involontario distruttore delle proprie difese.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
NATURA & FAUNA SELVATICA

La ragazza dei lupi. La mia vita selvaggia tra i lupi italiani – Mia Canestrini

L’avvincente testimonianza sul campo di una delle massime zoologhe italiane, tra biologia, convivenza difficile con l’uomo e fascino del grande predatore alpino.

⭐⭐⭐⭐⭐
4.8 su 5
(730 recensioni)

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L’attacco a Canazei: puledro predato, sei asini feriti e il cane da guardia travolto

Altrettanto emblematico della scaltrezza venatoria del canide è l’attacco registrato lo scorso 3 settembre nella conca di Canazei, in alta Val di Fassa. In questa circostanza il branco ha fatto breccia in un recinto custodito non solo dalle reti elettriche, ma anche dalla presenza di un cane da guardiania addestrato alla difesa del bestiame. Nemmeno la fedele sentinella a quattro zampe è riuscita a respingere l’incursione: prima che il cane potesse ingaggiare lo scontro con i predatori, il panico ha travolto gli equini che, sfondando le barriere nel caos notturno, hanno disperso la linea di difesa.

Il bilancio a Canazei è stato pesante: un giovane puledro di asino è stato sbranato e consumato sul posto, mentre altri sei asini — tre esemplari adulti e tre piccoli — sono stati raggiunti e dilaniati dai morsi prima che i predatori si dileguassero nei boschi fassani. Lo stesso cane da guardia è rimasto ferito nel tentativo di proteggere il gregge, a conferma di come le strategie dei lupi si stiano facendo sempre più audaci e coordinate anche in presenza di deterrenti tradizionali.

Incidenti stradali e la novità dello sciacallo dorato in Val di Fiemme

Il monitoraggio provinciale dà conto anche delle interazioni sempre più frequenti tra fauna selvatica e viabilità antropica. Sempre nella giornata del 18 settembre è stato segnalato l’investimento stradale di un lupo lungo la carreggiata nei pressi di Isera, nella Vallagarina: l’animale è stato recuperato dal personale forestale per gli accertamenti biometrici e genetici di rito, volti a mappare l’appartenenza ai branchi stanziali del settore meridionale della provincia.

Accanto alla questione lupo, il report accende un faro sull’espansione inarrestabile dello sciacallo dorato (Canis aureus), mesocarnivoro di origine balcanica che sta colonizzando con successo le valli alpine. Nel corso del mese sono stati documentati un attraversamento stradale a Tione, nelle Valli Giudicarie, e ripetute osservazioni dirette e fototrappolaggi nella zona di Carano, in Val di Fiemme. Un fenomeno che testimonia la straordinaria dinamicità degli equilibri ecologici alpini, ponendo nuove e complesse sfide per la tutela della biodiversità e dell’ambiente e costringendo le istituzioni provinciali a ripensare indennizzi, recinzioni e piani di gestione per salvare l’agricoltura di montagna dall’abbandono.

A cura della Redazione Cronaca e Territorio di Cavaliere News

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