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Il cinema dell’inclusione trionfa alla Mostra di Venezia: assegnati i “Sorriso Diverso Award” tra l’urlo di Alba Rohrwacher e la denuncia sull’Intelligenza Artificiale

La forza del cinema sociale conquista l’83ª Mostra del Cinema di Venezia! 🎬🏆 Assegnati i prestigiosi “Sorriso Diverso Venezia Award 2026” nello spazio del Venice Production Bridge: trionfa il regista Stéphane Brizé con “Un bon petit soldat” (con una straordinaria Alba Rohrwacher) come Miglior Film Straniero, mentre “Rider” di Roan Johnson è il Miglior Film Italiano. Premio speciale alla regia Under 35 ai giovani Yuval Abraham e Rachel Szor per il documentario shock “Naza” sulla guerra a Gaza e i pericoli dell’Intelligenza Artificiale. Un evento straordinario condotto da Diego Righini con il monologo commovente della madrina Federica Luna Vincenti. Scoprite tutti i dettagli e i vincitori nell’articolo! 👇❤️✨

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UnBonPetitSoldat-Visuel-7-Photo Christine Tamalet (c) 2026 GAUMONT – FRANCE 3 CINEMA

Venezia – Ci sono stanze, nel grande labirinto dorato del Lido di Venezia, in cui i riflettori della Mostra del Cinema smettono per un attimo di illuminare il glamour effimero delle passerelle per accendere un faro accecante, severo e trasparente sulle ferite più profonde della società contemporanea. Il cinema, quando si spoglia delle sue vesti puramente commerciali, si riscopre l’unica vera risorsa terapeutica ed etica capace di portarci dove spesso scegliamo comodamente di non guardare: tra le pieghe del dolore, dell’emarginazione, delle disuguaglianze e della disumanizzazione. Oggi, venerdì 11 settembre 2026, alle ore 16:30, lo Spazio Incontri del Venice Production Bridge all’Hotel Excelsior ha ospitato un rito collettivo di devastante impatto emotivo. È andata infatti in scena la solenne cerimonia di consegna della XVI edizione del Premio “Sorriso Diverso Venezia Award”, il prestigioso riconoscimento collaterale ufficiale della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica nato per celebrare le opere che sanno raccontare la diversità con forza e poesia.

La manifestazione, condotta con carisma dal Presidente del Premio Diego Righini sotto la direzione artistica colta di Paola Tassone, è promossa dall’Università Cerca Lavoro (presieduta da Ilaria Battistelli) — l’ente d’avanguardia che firma anche lo storico Festival Internazionale Tulipani di Seta Nera — in collaborazione con Dream On. L’iniziativa gode del prezioso contributo del Ministero della Cultura e del prestigioso patrocinio di Rai per la Sostenibilità ESG, con Rai Pubblica Utilità nel ruolo di media partner e Frecciarossa come treno ufficiale della rassegna. Il compito di guidare la platea è stato affidato alla sensibilità della madrina ufficiale, l’attrice e produttrice Federica Luna Vincenti, che ha scosso le coscienze dei presenti con un monologo intimo e potente sull’onestà intellettuale dello schermo: «Il cinema ha la potenza di trasformare anche la storia più distante dalla nostra realtà in qualcosa che improvvisamente ci riguarda».

Dallo shock del mobbing di Stéphane Brizé al cinema-disco di Roan Johnson

I verdetti emessi dalla fitta e trasparente giuria di esperti — presieduta dal critico cinematografico Catello Masullo e composta da quattordici autorevoli firme del giornalismo e dell’accademia — hanno incoronato tre opere di immenso valore civile, selezionate tra 16 pellicole in gara inserite nelle sezioni Concorso, Fuori Concorso, Orizzonti e Settimana della Critica. Il premio come Miglior Film Straniero è stato assegnato al capolavoro “Un bon petit soldat” del regista francese Stéphane Brizé. Un’opera cruda e necessaria che si addentra nei territori spietati del mobbing aziendale, del maschilismo tossico e della discriminazione delle madri lavoratrici, costrette in un sistema patriarcale a scegliere tra l’affermazione professionale e gli affetti familiari. La giuria ha celebrato la precisione chirurgica della sceneggiatura, impreziosita da una interpretazione magistrale e struggente di Alba Rohrwacher.

L’orgoglio italiano ha brillato grazie al trionfo di “Rider”, scritto e diretto a quattro mani da Roan Johnson e Dade (Davide Pavanello), che ha conquistato il titolo di Miglior Film Italiano. La pellicola rappresenta una vera e propria rivoluzione dei linguaggi, un cortocircuito perfetto tra la settima arte e la musica urban contemporanea, nato per radiografare l’universo precario delle nuove generazioni con una metrica sincopata e travolgente. Nelle motivazioni dei giurati, l’opera è stata definita magnificamente come «un film che si ascolta e un disco che si vede», un manifesto di pura spensieratezza e denuncia che dà voce a chi troppo spesso viene confinato ai margini della narrazione capitalistica.

L’intelligenza artificiale e la guerra a Gaza: il coraggio della regia Under 35

Il momento di più alta e straziante tensione emotiva si è consumato con l’assegnazione del premio alla Migliore Regia Under 35, andato ai giovanissimi e coraggiosi registi Yuval Abraham e Rachel Szor per il documentario shock “Naza”. L’opera si addentra nel cuore sanguinante del conflitto di Gaza, ma lo fa compiendo un salto analitico spaventoso: radiografa i meccanismi tecnologici e gli algoritmi di intelligenza artificiale che entrano freddamente nelle dinamiche della guerra moderna per pianificare i bombardamenti. Una pellicola che la critica ha definito onesta, potente e spietatamente trasparente, capace di trasformare un’inchiesta giornalistica sul campo in una riflessione filosofica universale sul silenzio dell’Occidente e sulla disumanizzazione dei corpi.

La giornata al Lido ha visto inoltre intrecciarsi i temi dei diritti umani a quelli della tutela ambientale, grazie agli interventi di Alessandro Miani, Presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), e di Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde, uniti per lanciare la campagna di sensibilizzazione eco-sociale per l’istituzione dell’Area Marina Protetta dell’Isola di Capri. Il summit culturale si è chiuso con il solenne intervento politico dell’Onorevole Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera, che ha celebrato i vincitori all’indomani della storica approvazione in prima lettura del testo unico sul cinema e sull’audiovisivo dello Stato. Il “Sorriso Diverso” si conferma così come la trincea più bella di Venezia 83, un promemoria essenziale per ricordarci che finché avremo occhi liberi per guardare lo schermo, l’umanità avrà sempre una possibilità di riscatto.

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Roma celebra Pier Paolo Pasolini fino al 2 novembre: al Teatro Porta Portese cinema, musica e teatro con la rassegna «Pasolini Art Visual Territorio»

Al Teatro Porta Portese di Roma si conclude il 2 novembre la rassegna «Pasolini Art Visual Territorio» con proiezioni della Trilogia della vita, Mario Pirovano, la musica campana di Nando Citarella, la Cantata di Eleonora Tosto e il Requiem per il 51° anniversario della morte del poeta. Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Roma – L’eredità intellettuale, poetica e civile di una delle voci più lucide, profetiche e scomode del Novecento italiano torna a vibrare nel cuore della Capitale attraverso un percorso artistico multidisciplinare di straordinaria intensità. Fino a lunedì 2 novembre, giorno in cui ricorre il cinquantunesimo anniversario della tragica scomparsa dell’autore all’Idroscalo di Ostia, il Teatro Porta Portese di Roma ospita gli appuntamenti conclusivi della rassegna «Pasolini Art Visual Territorio». La manifestazione, promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e vincitrice dell’avviso pubblico «Roma Creativa 365», è organizzata con passione dal Gruppo Teatro Essere APS sotto la sapiente direzione artistica di Tonino Tosto, confermando l’importanza degli eventi capaci di far dialogare memoria storica e creatività all’interno della nostra cultura cittadina.

La rassegna propone un’immersione totale nell’universo pasoliniano, intrecciando le proiezioni integrali della celebre Trilogia della vita con anticipazioni cinematografiche inedite, lezioni-spettacolo, concerti popolari e testimonianze corali. Ogni pomeriggio, a partire dalle ore 16, gli spazi di via Portuense accolgono il pubblico con una sequenza di immagini storiche, spezzoni di pellicole d’autore, cortometraggi e rare interviste d’archivio curate e montate dal film-maker Michele Tantillo, offrendo una mappa visiva preziosa per comprendere l’evoluzione stilistica del poeta friulano, con quella stessa attenzione al valore civile della settima arte che contraddistingue le grandi celebrazioni cinematografiche dedicate ai maestri della regia italiana.

Dalla Trilogia della vita a «Compagni di banco»: l’amicizia tra Pasolini e Mauro Bolognini

Il programma cinematografico entra nel vivo giovedì 29 ottobre alle ore 18 con la proiezione de «Il fiore delle mille e una notte», capolavoro visivo che inaugura il ciclo dedicato ai tre grandi affreschi pasoliniani. Alle 20.30 la scena teatrale si accende con la lezione-spettacolo di Mario Pirovano intitolata «Caravaggio, Dario Fo, Pasolini: una luce nuova sui disperati e gli sconfitti della terra»: un vertiginoso accostamento poetico tra tre maestri lontani nel tempo ma fratelli nello spirito, uniti dalla volontà di sfidare il potere e di restituire sacralità e riscatto alla condizione degli ultimi e degli emarginati.

Grande attesa, nella serata di venerdì 30 ottobre alle 18.30, per la presentazione pubblica del trailer del progetto documentario «Compagni di banco», opera attualmente in fase di realizzazione nata da un’idea di Andrea Bolognini con la regia di Fabrizio Bancale. Il film ricostruisce il profondo legame umano e il sodalizio artistico durato decenni tra Pier Paolo Pasolini e il regista Mauro Bolognini, con testimonianze introdotte in sala da Roberta Cantele e Tonino Tosto, a cui farà seguito alle ore 20.30 la visione de «I racconti di Canterbury», arricchendo il cartellone dedicato al mondo del grande spettacolo teatrale e cinematografico.

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La musica popolare campana con Nando Citarella e la voce poetica di Eleonora Tosto

Il fine settimana porterà gli spettatori a esplorare l’intima fascinazione provata da Pasolini per le radici ancestrali del Sud Italia. Sabato 31 ottobre alle ore 17 sarà proiettato il celebre «Decameron», ambientato proprio nei vicoli e nelle atmosfere popolari di Napoli, cui farà seguito alle 19.30 l’esibizione di Nando Citarella e La Paranza nello spettacolo «La parola che resta». Un raffinato intermezzo di suoni, tammorre e canti della tradizione campana che rievoca l’incontro fecondo tra il rigore dell’intellettuale e l’anima verace del popolo, arricchito dall’interpretazione straordinaria dello stesso Tonino Tosto nelle vesti di Pier Paolo Pasolini.

Domenica 1° novembre alle 20.30 la rassegna proporrà la suggestiva «Cantata per Pasolini», affidata alla sensibilità interpretativa e alla voce vibrante di Eleonora Tosto, accompagnata alla chitarra classica dal maestro Matteo Bottini. Un recital intimo in cui versi celebri e melodie originali si fondono per dare voce all’inquietudine, alla nostalgia e alla disperata vitalità dell’autore, dimostrando la forza magnetica della parola poetica nell’ambito della rassegna ospitata all’interno del polo di cultura e spettacolo capitolino.

Il Requiem corale del 2 novembre nel 51° anniversario: informazioni e ingresso

Il momento culminante della manifestazione si celebrerà nella giornata di lunedì 2 novembre: dalle ore 18 alle ore 21 il Teatro Porta Portese ospiterà il solenne «Requiem collettivo», una staffetta artistica corale aperta a poeti, musicisti, attori, saggisti e cittadini desiderosi di rendere omaggio alla figura di Pasolini a cinquantuno anni esatti dal brutale assassinio che pose fine alla sua esistenza terrena. Un atto di amore e di testimonianza condivisa che intende riaffermare l’attualità sconvolgente di un pensatore capace di anticipare i guasti dell’omologazione consumistica e la perdita dell’innocenza popolare.

Tutti gli eventi inseriti nel cartellone di «Pasolini Art Visual Territorio» sono a ingresso rigorosamente libero fino a esaurimento posti. La sala di via Portuense 102, facilmente raggiungibile dalla stazione Termini con la linea bus 170 o tramite la ferrovia urbana verso la stazione Trastevere, nonché da piazza Venezia con il tram 8, si prepara ad accogliere una vasta platea di appassionati, studenti e cultori per celebrare insieme uno sguardo artistico che continua a interrogare il nostro presente con immutata potenza espressiva.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Fondazione Cassamarca approva all’unanimità il Documento Programmatico 2027: oltre 1,2 milioni di euro per arte, ricerca e tutela ambientale

La Fondazione Cassamarca approva all’unanimità il Documento Programmatico Previsionale 2027 registrando un avanzo di esercizio di oltre 1,2 milioni di euro destinato all’attività erogativa. Confermato per il prossimo triennio il trend positivo di crescita e il sostegno prioritario a tre settori strategici: beni culturali, ricerca scientifica e tutela dell’ambiente. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Cà Spineda

Treviso – Si consolida ulteriormente e con numeri di assoluto rilievo il percorso di risanamento e di crescita virtuosa intrapreso dagli organi di governo della Fondazione Cassamarca, uno dei più prestigiosi enti filantropici e culturali del panorama veneto e nazionale. Nelle sale storiche della sede trevigiana si sono riuniti congiuntamente il Consiglio di Attuazione e Amministrazione e il Consiglio di Indirizzo e di Programmazione, chiamati a esprimersi sulle linee strategiche di sviluppo economico e finanziario dell’ente per il prossimo futuro. Al termine di un’approfondita disamina delle voci di bilancio e degli obiettivi programmatici, l’Organo di Indirizzo ha approvato all’unanimità il Documento Programmatico Previsionale 2027, confermando una perfetta unità di intenti tra i vertici istituzionali e ribadendo il ruolo insostituibile svolto dalle fondazioni di origine bancaria come motori di sviluppo per la comunità e per il territorio.

Il dato finanziario più significativo emerso dalle risultanze contabili certificate è rappresentato da un avanzo di esercizio pari a 1.213.500 euro. Si tratta di risorse fresche e consistenti che verranno destinate in via largamente prevalente all’attività erogativa istituzionale a beneficio del tessuto sociale, sostenendo progetti di pubblica utilità e valorizzazione del patrimonio storico ed economico. Questo eccellente traguardo testimonia l’efficacia delle politiche di gestione patrimoniale adottate negli ultimi anni, inserendosi all’interno di un trend positivo e in costante ascesa che dura ininterrottamente da sette anni, dimostrando come una rigorosa pianificazione possa generare ricadute benefiche paragonabili a quelle attuate tramite i programmi e i fondi per lo sviluppo locale e socioeconomico.

I tre settori chiave del triennio: cultura, innovazione scientifica e protezione ecologica

Accanto alla convalida delle grandezze finanziarie, il Documento Programmatico approvato ha stabilito le priorità operative per il prossimo ciclo triennale, confermando la concentrazione degli interventi su tre pilastri tematici di fondamentale importanza: arte, attività e beni culturali; ricerca scientifica e tecnologica; protezione e qualità ambientale. Sul fronte culturale, l’impegno di Fondazione Cassamarca continuerà a tradursi nel sostegno a mostre di respiro internazionale, nella salvaguardia di monumenti ed edifici storici e nell’incentivazione di rassegne teatrali e musicali capaci di attrarre turismo di qualità ed elevare l’offerta formativa cittadina.

Per quanto riguarda il comparto della ricerca scientifica applicata, l’ente trevigiano intende potenziare le collaborazioni con le università e i centri di eccellenza, finanziando borse di studio e progetti di laboratorio orientati al trasferimento tecnologico verso il distretto manifatturiero. Infine, il capitolo dedicato all’ambiente e alla sostenibilità ecologica vedrà la promozione di iniziative mirate alla transizione verde, alla tutela della biodiversità fluviale e agraria e alla riqualificazione dei parchi urbani, confermando come la finanza etica debba oggi orientarsi a modelli di crescita responsabile nel quadro della nostra economia moderna.

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Un modello di governance virtuoso che rigenera risorse a favore del bene comune

La piena convergenza manifestata dai consiglieri nell’approvazione del documento previsionale sancisce la bontà delle scelte strategiche messe in campo dal Consiglio di Attuazione e Amministrazione. La capacità di mantenere i conti in costante attivo per sette esercizi consecutivi assume un significato ancora più rilevante se rapportata al contesto macroeconomico generale, contrassegnato da forti oscillazioni dei mercati e dall’aumento dei tassi d’interesse. Riuscire a generare un surplus erogativo superiore a 1,2 milioni di euro testimonia un’oculata gestione dei cespiti immobiliari e delle partecipazioni, coniugando prudenza gestionale e visione d’impatto sociale.

Il ruolo della fondazione si conferma dunque fondamentale come catalizzatore di partnership pubblico-private, affiancando gli enti locali, le associazioni di volontariato e gli istituti scolastici nella realizzazione di interventi che altrimenti faticherebbero a reperire coperture di bilancio. In questa prospettiva, la sinergia con il terzo settore e la valorizzazione delle competenze territoriali rappresentano la garanzia che ogni euro investito generi un moltiplicatore virtuoso di benessere civico e inclusione, con lo stesso spirito di partecipazione collettiva che anima i grandi progetti diffusi all’interno della nostra cultura umanistica e solidaristica.

La prospettiva verso il 2027 tra sfide educative e custodia del patrimonio identitario

Guardando all’orizzonte del 2027, la governance di Fondazione Cassamarca intende rafforzare ulteriormente il dialogo con le nuove generazioni, favorendo l’accesso giovanile ai luoghi del sapere e sostenendo le startup innovative orientate alla salvaguardia dell’ecosistema naturale. La conservazione della memoria storica e la valorizzazione delle collezioni artistiche di proprietà dell’ente continueranno a viaggiare di pari passo con la digitalizzazione e l’adozione di linguaggi multimediali, rendendo i beni monumentali sempre più fruibili e aperti alla cittadinanza.

Con l’approvazione unanime del Documento Programmatico Previsionale 2027, l’istituzione veneta rinnova e consolida il patto fiduciario con la propria terra d’elezione, dimostrando che l’eredità bancaria può trasformarsi in uno straordinario motore di futuro e progresso condiviso. Una conferma di solidità e autorevolezza che proietta l’ente verso i prossimi impegni con rinnovata fiducia, ponendo al centro la persona, la bellezza del patrimonio e la tutela dell’ambiente come elementi inscindibili dello sviluppo civile della collettività.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Cagliari, il suono scolpisce l’oscurità: al Teatro di Sant’Eulalia va in scena LÀMINE vol.2 tra sperimentazione elettronica e ascolto immersivo

A Cagliari il suono si fa materia nell’oscurità: giovedì 29 ottobre 2026 al Teatro di Sant’Eulalia torna LÀMINE vol.2, il format immersivo ideato da Coru Aresti. Dalle 19 spazio completamente oscurato e tagli di luce per i live set di Hubble (da Berlino), il sound design materico di Fabio Talloru e le modulazioni ambient di Atoloi da Milano. Biglietti DICE, Resident Advisor, orari e regole di accesso nella guida completa su Cavaliere News:👇

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LÀMINE vol.2

Cagliari – Quando la percezione visiva viene deliberatamente azzerata, l’apparato uditivo si risveglia in tutta la sua vertiginosa ampiezza, trasformando ogni minuscola vibrazione acustica in un corpo fisico che attraversa lo spazio. Giovedì 29 ottobre 2026, il suggestivo palcoscenico del Teatro di Sant’Eulalia, situato in vico del Collegio 2 nello storico quartiere Marina di Cagliari, ospiterà il secondo attesissimo episodio di LÀMINE, il format immersivo ideato e curato dal collettivo Coru Aresti. Una serata-evento concepita per ridefinire radicalmente la fruizione musicale dal vivo, dove la sala viene completamente privata della luce artificiale per consentire al suono, al buio assoluto e a minimali tagli luminosi di farsi architettura drammaturgica.

Dalle ore 19.00 alle 21.30 (con apertura porte programmata alle 18.30), il pubblico cagliaritano sarà testimone di tre set performativi ad altissima densità sonora, affidati a tre figure di rilievo della sperimentazione contemporanea: Hubble (alias di Giuseppe Marchegiano), Fabio Talloru e Atoloi (progetto di Matteo Ghiringhelli). Una ricerca rigorosa sui confini dell’ascolto che si collega idealmente alla dimensione comunitaria e formativa che sta animando la scena sarda in questi giorni, come evidenziato dal convegno sull’educazione e la partecipazione sociale promosso a Guspini.

Il buio come materia viva e la poetica della sottrazione sensoriale

Nato nel 2021 come percorso di indagine sulle arti sonore immerso nei paesaggi naturali dell’isola, il progetto artistico di Coru Aresti trova in LÀMINE una sua rigorosa trasposizione al chiuso. Varcare la soglia del Teatro di Sant’Eulalia significherà immergersi in uno spazio architettonico dove l’oscurità non è intesa come semplice assenza tecnica di luce, bensì come strumento ontologico attraverso cui riorganizzare le facoltà percettive dello spettatore. In questo contesto, anche la luce opera per sottrazione: esili fenditure, bagliori chirurgici e riflessi millimetrici isoleranno gesti esecutivi e dettagli strumentali, distogliendo lo sguardo dall’ostentazione scenica del concerto tradizionale per ricondurlo alla sorgente acustica pura, instaurando un dialogo poetico affine alle riflessioni sullo sguardo interiore indagate nella silloge lirica Occhi per sognare di Giacomo Garzya.

Ad aprire il percorso sonoro sarà il live di Hubble, progetto fondato nel 2007 dal dj e producer sardo Giuseppe Marchegiano, da anni protagonista stimato dell’avanguardia elettronica europea e punto di raccordo con la scena underground di Berlino. Con album acclamati come «Forget Me Not» pubblicato per l’etichetta Archipel e release per label prestigiose quali Moulton e Sleep Is Commercial, il percorso di Hubble ha fatto risuonare le sue trame ipnotiche e le sue ritmiche psichedeliche in templi sacri del clubbing globale, dal Club der Visionaere fino alle sale cavernose del celebre Berghain.

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Dai campionamenti materici di Fabio Talloru alle modulazioni ambient di Atoloi

Il secondo movimento della serata vedrà protagonista Fabio Talloru (noto anche come Fabio Tallo), sound designer, compositore e ricercatore multimediale originario del Sud della Sardegna. La sua poetica si fonda sull’esplorazione acusmatica della materia: registrazioni ambientali sul campo, suoni generati da elementi organici o manufatti industriali vengono catturati, sezionati ed elaborati digitalmente attraverso sintetizzatori modulari, sezioni poliritmiche ed echi ipnotici, dando vita a composizioni immersive destinate al teatro d’avanguardia, a sonorizzazioni cinematografiche e a installazioni museali di grande respiro concettuale.

A suggellare l’arco narrativo di LÀMINE vol.2 sarà Atoloi, moniker del musicista e sound artist milanese Matteo Ghiringhelli. La sua ricerca artistica si colloca sulla soglia liminare tra ambient contemplativa, campionamenti concreti autoprodotti e pulsazioni elettroniche ipnotiche. Un’attitudine che sa dialogare tanto con le dimensioni catartiche del dancefloor quanto con gli spazi rarefatti delle gallerie d’arte, indagando il rapporto intimo tra la ripetizione ritmica e la meditazione sonora. Un percorso artistico che si affianca ad altre straordinarie esperienze di valorizzazione musicale come quelle custodite nelle stagioni concertistiche del Teatro Caniglia di Sulmona e nei racconti di vita vissuta che uniscono musica ed energia racchiusi ne l’autobiografia dello storico batterista Nicko McBrain.

Regole d’accesso, prevendite DICE e l’etica indipendente di Coru Aresti

LÀMINE vol.2 rinnova la formula del primo fortunato capitolo andato in scena lo scorso febbraio con Andrea Cherchi, Danilo Casti e Nyah Bear. Il dispositivo percettivo richiede condizioni di fruizione rigorose: durante l’esecuzione dei live le porte della sala rimarranno tassativamente chiuse per impedire qualsiasi interferenza luminosa o distrazione acustica; chi giungerà a performance avviata dovrà attendere l’intervallo successivo per accedere al teatro. I posti sono strettamente limitati e non numerati, per garantire a ciascun partecipante un’esperienza di prossimità intima con i performer.

Il progetto Coru Aresti si contraddistingue per una convinta indipendenza produttiva: non riceve finanziamenti pubblici e si sostiene unicamente attraverso il contributo dei partecipanti, reinvestendo l’intero ricavato a supporto dei compensi degli artisti e delle spese logistiche. L’evento è organizzato in sinergia con Terzo e gode della collaborazione di Cultína, LOGA, Bar Florio e Theandric Teatro. Le prevendite ufficiali sono attive sulla piattaforma DICE, sul portale internazionale Resident Advisor e tramite il link presente sul profilo Instagram ufficiale @coru.aresti. Per informazioni dirette è possibile scrivere all’indirizzo email infocoruaresti@gmail.com. Un appuntamento imperdibile per chiunque voglia riscoprire il potere magnetico dell’ascolto senza filtri.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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