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Politica

Il crollo del fenomeno Vannacci nei dati delle piazze, l’affondo di Gianfranco Librandi: “Altro che terremoto politico, i ragazzi di Forza Italia lo ridimensionano”

Gianfranco Librandi distrugge il fenomeno Vannacci e lancia la sfida dei numeri da Montesilvano! 🗳️📉🇮🇹 Al vertice di “Azzurra Libertà”, la festa nazionale di Forza Italia Giovani che ha radunato oltre 1.200 ragazzi, il responsabile della formazione ha ridimensionato duramente l’europarlamentare: “Vannacci non è sfigato, è super sfigato. A Genova l’11 luglio aveva solo mille persone, meno dei nostri giovani”. Un durissimo confronto storico con i milioni di Berlusconi e le 800mila presenze di Beppe Grillo: “La propaganda gonfia i personaggi sui social, ma le piazze raccontano la verità”. Scoprite l’intera analisi e tutti i retroscena dello scontro nel nostro articolo! 👇❤️🔥

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Gianfranco Librandi

Montesilvano (PE) – Ci sono momenti in cui la narrazione mediatica, gonfiata dagli schermi digitali e dalla propaganda asettica dei social network, si scontra frontalmente con la dura, trasparente e inoppugnabile realtà dei fatti e dei numeri. La politica, quella vera, fatta di carne, sudore, partecipazione e militanza sul territorio, necessita di piazze piene e di sguardi condivisi per dimostrare la propria reale tenuta sociale e la propria autorevolezza civile. Nel vivo di Azzurra Libertà, la fiera e affollatissima festa nazionale di Forza Italia Giovani in corso sul litorale abruzzese, si leva un attacco frontale destinato a ridefinire gli equilibri del dibattito interno al centrodestra. Gianfranco Librandi, dirigente di Forza Italia e responsabile nazionale della formazione, ha stroncato senza filtri protettivi il generale Roberto Vannacci, ridimensionandone l’impatto elettorale e popolare attraverso un severo e ironico confronto statistico.

L’affondo di Librandi, pronunciato davanti a una platea gremita di giovani amministratori, non lascia spazio a sfumature o ipocrisie interpretative. «Vannacci non è sfigato, è super sfigato», ha esordito con spavalda fermezza il dirigente forzista, taccuino alla mano, indicando come i dati reali della mobilitazione smentiscano clamorosamente la favola di un fenomeno politico irresistibile. Il focus si sposta immediatamente sul paragone geometrico tra il raduno azzurro di Montesilvano, che ha visto l’arrivo entusiasta di ben 1.200 ragazzi da ogni regione d’Italia, e l’ultima e discussa manifestazione pubblica che l’europarlamentare ha guidato lo scorso 11 luglio a Genova, dove i presenti non hanno superato la soglia di mille unità.

Da Berlusconi allo Tsunami Tour di Grillo: la logistica dei grandi numeri

Per dare solidità storica e scientifica alla sua tesi, il responsabile della formazione degli azzurri ha voluto riaprire i registri delle più grandi mobilitazioni di massa che hanno scosso la Seconda e la Terza Repubblica, tracciando una linea di confine invalicabile tra i veri leader di popolo e i personaggi costruiti nei laboratori della provocazione editoriale. Il percorso a ritroso nel tempo evoca le stagioni d’oro del consenso nazionale, evidenziando i Criteri del successo sul campo: «Il 2 dicembre 2006 Silvio Berlusconi portò a Roma una mobilitazione straordinaria, annunciando oltre due milioni di partecipanti», ricorda Librandi, sottolineando il legame indissolubile tra il Cavaliere e la sua gente. «Nel 2013 Beppe Grillo chiuse lo Tsunami Tour a piazza San Giovanni e rivendicò 800 mila presenze. Vannacci a Genova si è fermato a circa mille persone. Due milioni, 800 mila, mille: non serve aggiungere molto altro».

L’onestà intellettuale della critica investe la natura stessa della leadership contemporanea. Secondo l’esponente di Forza Italia, chiunque ambisca a presentarsi come il nuovo terremoto dello scacchiere politico italiano dovrebbe prima dimostrare una reale ed eccezionale capacità di muovere e unire le persone in carne ed ossa, uscendo dall’isolamento dorato dei talk show televisivi. Berlusconi aveva un popolo identitario che ne condivideva la visione e il programma di governo; Grillo ha saputo cavalcare una stagione di profondo risveglio civile riempiendo le piazze più sacre della Capitale. Vannacci, al contrario, viene radiografato come un leader virtuale, sorretto esclusivamente da titoli di giornale, interviste programmate e algoritmi web.

La propaganda contro la realtà: Montesilvano si scopre presidio di libertà

Il successo di pubblico e la spensieratezza pulita registrati a Montesilvano diventano così la prova provata di un cambio di passo generazionale che premia il merito, la legalità e la formazione istituzionale contro la demagogia e la retorica del conflitto perenne. Il fatto che una festa giovanile di partito riesca ad attrarre 1.200 ragazzi — un numero superiore all’intera platea che il Generale è riuscito a radunare in una città capoluogo come Genova — viene celebrato da Forza Italia come un segnale di profonda maturità culturale del territorio e della propria classe dirigente diffusa.

«Prima di atteggiarsi a fenomeno nazionale, Vannacci farebbe bene a fare i conti con la realtà», conclude con toni decisi e spavaldi il dirigente azzurro Gianfranco Librandi, blindando la linea politica impressa dal movimento giovanile a difesa dei valori costituzionali e dello Stato di diritto. «Perché la propaganda può gonfiare mediaticamente un personaggio, ma non può in alcun modo riempire una piazza». I lavori di Azzurra Libertà proseguono a passo spedito verso le scadenze del fine settimana: i ragazzi lasciano da parte gli smartphone per ascoltare le lezioni di economia e geopolitica, convinti che il domani della destra moderata ed europea si costruisca solo così, con lo studio, la trasparenza e il rispetto profondo della verità.

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Politica

Terremoto Politico su Milano 2027. Sforzini difende il Candidato Sindaco Burgio e tuona: “Le cornacchie nere di Vannacci lo linceranno per il suo Antifascismo!”

IL CANDIDATO SINDACO DEL GENERALE VANNACCI E’ “ANTIFASCISTA” E VUOLE SFILARE IL 25 APRILE! E i “Nostalgici e le Cornacchie Nere” del partito del Generale vanno su tutte le furie e lo vogliono Imbavagliare! Scoppia l’inferno Assoluto Politico in vista delle attesissime Elezioni Amministrative di Milano 2027! 💣 🇮🇹 🦅 Una clamorosa “Bomba a Orologeria” politica è appena esplosa, pronta a disintegrare le Elezioni Milanesi e a spaccare a metà la Destra Estrema italiana! Al centro dello scandalo c’è Carmelo Burgio, scelto dal Generale Roberto Vannacci come Candidato Ufficiale di “Futuro Nazionale” alla poltrona di Sindaco di Milano. C’è solo un “Piccolissimo” problema: Burgio, uomo di altissima e innegabile Levatura Morale e Istituzionale, ha appena spiazzato e congelato i suoi stessi elettori dichiarandosi “Fieramente e Orgogliosamente ANTIFASCISTA”, ricordando in tv che “Il Fascismo di Mussolini ha Distrutto l’Italia” e annunciando di voler partecipare a testa altissima al Corteo Partigiano e di Liberazione del 25 Aprile! Apriti Cielo!!! Nel partito di Vannacci (Ormai popolato da nostalgici del Ventennio Nero e da Estremisti!) è scattato il Terrore e il Panico, e hanno già cercato di obbligare il loro stesso Candidato Sindaco a “Smentire e Rimangiarsi” l’Antifascismo! A denunciare questo gravissimo Clima Ideologico “Nero” è stato Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, che poche settimane fa aveva coraggiosamente ABBANDONATO Sdegnato il Partito di Vannacci proprio a causa di questa pericolosissima e Inaccettabile Deriva Estremista e Fascista! Sforzini esalta le parole del Candidato: “Le parole Antifasciste di Burgio sono Bellissime e fanno Onore all’Italia e alla Nostra Democrazia! Ma temo fortemente che le infide ‘Cornacchie Nere’ (i fascisti) presenti nel Partito di Vannacci lo faranno Letteralmente a Pezzi! Considerano l’Antifascismo come se fosse una Bestemmia!”. Leggi tutte le devastanti Retroscena, le assurde pressioni politiche del Partito e le parole agghiaccianti di Sforzini nel nostro Esclusivo Articolo! 👇 🗣️ Da che parte state in questo Spaventoso e Totale scontro Ideologico all’interno della Destra? Siete d’accordo con la grandissima Onestà Morale del Candidato Sindaco Burgio (e col coraggio di Sforzini che ha denunciato tutto) secondo i quali è giusto e Sacrosanto potersi dichiarare apertamente “Antifascisti” e festeggiare il 25 Aprile anche essendo di Destra e Conservatori, oppure pensate (come le “Cornacchie nere”) che un candidato del Partito di Vannacci non debba assolutamente rinnegare le posizioni Estremiste per non perdere i Voti Radicali? Diteci la vostra sviscerando a fondo tutti i vostri pensieri e Orientamenti Ideologici nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo formidabile articolo per denunciare i Nostalgici Oscurantisti!

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Il Generale Burgio

Milano – La corsa per le caldissime ed elezioni amministrative di Milano del 2027 è appena iniziata, ma l’aria che si respira nel capoluogo lombardo è già carica di una tensione politica letteralmente insostenibile, pronta a esplodere in una fragorosa e clamorosa faida interna. A gettare benzina sul fuoco del dibattito, scoperchiando un gigantesco “Vaso di Pandora” ideologico, è il sempre lucido e inarrestabile Luca Sforzini, fiero e battagliero presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale. Intervistato ai microfoni di Milano Quotidiano, Sforzini (che ricordiamo ha recentemente e coraggiosamente sbattuto la porta, abbandonando il neonato partito Futuro Nazionale del Generale Roberto Vannacci proprio a causa di una spaventosa e inaccettabile deriva verso l’estrema destra e le inquietanti nostalgie del Fascismo) ha sganciato una vera e propria “bomba” politica. Il bersaglio delle sue taglienti riflessioni? Il destino di Carmelo Burgio, il neo-candidato ufficiale alla poltrona di Sindaco di Milano scelto proprio da Futuro Nazionale.

Il paradosso Burgio: un candidato eccellente nel partito sbagliato?

L’analisi di Sforzini spiazza subito tutti per la sua monumentale onestà intellettuale, lontana dalle becere logiche di partito. Sforzini, infatti, non attacca la persona, anzi, la esalta: «Carmelo Burgio, l’attuale candidato sindaco di Milano per Futuro Nazionale, è senza dubbio una figura validissima e di grandissimo spessore» esordisce l’intellettuale. «Burgio è indubbiamente una persona dotata di enorme esperienza, di una comprovata autorevolezza e di una vastissima conoscenza dei meccanismi delle nostre istituzioni. Ma soprattutto, ha recentemente espresso delle posizioni politiche e morali estremamente chiare, nette e coraggiose, che personalmente condivido al cento per cento».
Ma quali sono queste dichiarazioni che stanno facendo tremare i vertici del partito del Generale? Sforzini lo spiega senza filtri: «Burgio ha dichiarato apertamente e pubblicamente di voler partecipare con orgoglio al corteo del 25 aprile. Si è definito senza alcunissima ambiguità un fierissimo Antifascista, ha ricordato a tutti che il Fascismo storico ha brutalmente distrutto la nostra Italia, e ha spiegato di non riconoscersi minimamente in quella disastrosa e nera stagione storica. Sono parole nette, pulite, che gli fanno davvero onore e che collocano la sua eventuale candidatura saldamente e pienamente dentro il sacro perimetro della nostra Repubblica e della nostra meravigliosa storia democratica e costituzionale».

Il plotone di esecuzione delle “Cornacchie Nere”

Tuttavia, dopo i meritatissimi elogi, arriva la doccia fredda e la durissima profezia di Sforzini sul destino del candidato Sindaco all’interno del suo stesso schieramento: «Proprio per questa sua innegabile onestà morale, temo però che Burgio avrà ben presto dei problemi serissimi direttamente in casa propria. Sarà davvero interessante vedere come reagirà violentemente quella destra estrema e radicale che si è ormai definitivamente impossessata di Futuro Nazionale!».
Sforzini conosce benissimo l’ambiente che ha appena abbandonato per coerenza: «Stiamo parlando di una fazione estremista che considera l’antifascismo quasi come se fosse una bestemmia, e che continua ostinatamente e pericolosamente a coltivare malsane nostalgie del Ventennio mussoliniano».

Le elezioni di Milano 2027: un titanico Test per la Democrazia

Il grande dubbio sollevato dal leader di Rinascimento Nazionale è un macigno che rischia di schiacciare le ambizioni di Vannacci a Milano: «Io, al contrario loro, considero le bellissime parole antifasciste di Burgio un punto assolutamente a suo favore. Ma la domanda rimane, pesante come piombo: un candidato sindaco dichiaratamente e orgogliosamente Antifascista, che vuole sfilare a testa alta il 25 aprile e che afferma senza paura che il fascismo ha distrutto l’Italia, come diavolo verrà accolto e sopportato da alcune pericolose “cornacchie nere” minori del suo stesso partito, che (udite udite) gli hanno già intimato e chiesto di smentire le sue dichiarazioni antifasciste per non disturbare la base estrema?».
La conclusione di Luca Sforzini trasforma le prossime elezioni milanesi in qualcosa di molto più grande di una semplice conta dei voti: «Questa tormentata candidatura a Milano potrebbe diventare rapidamente un chiarimento e uno scontro politico epocale, molto più interessante e vitale delle elezioni stesse». Basterà la caratura morale di Burgio a zittire i nostalgici di Vannacci, o verrà stritolato dalla “deriva nera” del suo stesso partito?

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Politica

“È tornata l’OVRA? Vannacci censura il libro autobiografico di Alemanno!”. Il durissimo assalto di Sforzini fa tremare la Destra: “Gianni, davvero ti fai umiliare così?”

“È TORNATO L’UFFICIO CENSURA FASCISTA? L’EX MINISTRO SI È FATTO METTERE IL BAVAGLIO SUL SUO STESSO LIBRO!”. Bufera Mostruosa nella Destra: Sforzini Massacra Vannacci e chiede Spiegazioni alla clamorosa Sottomissione e Umiliazione Pubblica di Gianni Alemanno! 😡 📘 😱 Ma davvero all’interno del nuovo Partito del Generale Roberto Vannacci è entrata in azione l’OVRA, la famigerata e spaventosa Polizia Segreta che ai tempi del Regime reprimeva e imbavagliava duramente chiunque osasse parlare? L’accusa, di una gravità Inaudita, arriva come una Bomba Atomica direttamente dalle infuocate parole di Luca Sforzini (Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale). Secondo una clamorosa indiscrezione svelata dai quotidiani nazionali, infatti, l’Onorevole Vannacci si sarebbe arrogato l’arroganza e il diritto di fare da “Censore” passando minuziosamente ai Raggi X e tagliando le Bozze segrete del nuovo Libro Autobiografico (“Il cuore e la tempesta”) scritto da Gianni Alemanno, per costringerlo a cancellare le frasi e i passaggi ritenuti “Imbarazzanti o problemtici per il Partito”! Una violazione totale della Liberta di Parola, un vero e proprio “Ufficio Censura da regime” che ha fatto andare su tutte le Furie Sforzini: “È inaccettabile! Già alla Costituente del Partito impedivano alla gente di parlare senza che il Discorso non fosse Approvato dal Regime… Ma adesso censurano le Storie Personali?!”. L’appello di Sforzini si rivolge direttamente (e con profonda Amarezza) all’orgoglio Ferito dell’Ex Sindaco di Roma: “Ma Gianni, davvero tu ti fai Umiliare in questo modo? Tu sei stato Ministro, Parlamentare e Sindaco di Roma per Decenni quando Vannacci nemmeno sapeva cosa fosse la Politica! Con la tua Storia immensa, possibile che accetti la ‘Matita Blu’ della Censura di questo signore e ti fai dettare la linea sulla tua stessa Autobiografia?”. Leggi tutto lo straziante e durissimo Attacco Politico per la difesa della Libertà di pensiero all’interno della Destra nel nostro caldissimo Articolo! 👇 🗣️ A cosa credete? Siete rimasti Allibiti anche voi dal fatto che all’interno di un Partito che si vanta di difendere il “Pensiero Libero”, venga invece applicata una Durissima, spietata e Umiliante “Censura Preventiva” persino sulle Memorie storiche di un ex Ministro come Alemanno? Siete d’accordo col “Bavaglio” di Vannacci o appoggiate la battaglia di Sforzini? Diteci la vostra sviscerando a fondo la questione nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo clamoroso scandalo sulle vostre bacheche per denunciare l’assenza di libertà!

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Gianni Alemanno

Castellar Ponzano (Alessandria) – Nel variegato e infuocato panorama della politica italiana, dove gli alleati di ieri diventano feroci nemici di oggi, sta andando in scena un dramma politico che ha del surreale. Al centro della bufera c’è una presunta (e clamorosa) azione di “bavaglio censorio” interno, che ha mandato letteralmente su tutte le furie Luca Sforzini, battagliero Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale. Tutto nasce da una pazzesca indiscrezione pubblicata in esclusiva dal quotidiano Domani, secondo cui il Generale Roberto Vannacci starebbe passando ai “raggi X” (in veste di inflessibile correttore e censore) le bozze del nuovo e intimo libro autobiografico scritto da Gianni Alemanno, intitolato “Il cuore e la tempesta”. L’obiettivo del Generale? Tagliare ed eliminare chirurgicamente e preventivamente tutti i “passaggi imbarazzanti o politicamente problematici”.
La reazione di Sforzini a questa assurda e umiliante notizia non si è fatta attendere ed è deflagrata con la potenza di una testata nucleare: «Se la notizia dovesse essere vera, coerentemente con l’impostazione politica e con i discutibili riferimenti storici ormai esplicitati dentro il movimento Futuro Nazionale, possiamo dire senza giri di parole che è entrata ufficialmente in azione l’OVRA!» (la famigerata e spietata polizia segreta del regime fascista addetta alla repressione del dissenso, ndr).

Dalla costituente alle bozze: la lenta agonia della Libertà di Parola

Sforzini chiarisce immediatamente di aver utilizzato il temibile acronimo dell’OVRA come una fortissima provocazione politica, ma ribadisce che la gravità della situazione è assoluta e inaccettabile in una democrazia moderna. «La questione è di una serietà spaventosa. Avevamo già visto a giugno, durante l’assemblea costituente del partito, scene inaccettabili in cui gli interventi dei vari membri dovevano essere preventivamente presentati, controllati e “approvati” dalla regia. Abbiamo visto azzerarsi progressivamente, giorno dopo giorno, qualsiasi vero spazio di libero confronto interno», denuncia Sforzini con sdegno civile. «Ma adesso stiamo davvero toccando il fondo: apprendiamo attoniti che il Controllo Assoluto del partito arriverebbe addirittura al punto di dover “validare” le pagine intime di un libro autobiografico scritto da un uomo politico che ha una storia infinitamente più lunga, solida e complessa del partito stesso al quale ha appena aderito!».

L’umiliazione politica: il “Maestrino” e il Gigante della Destra

Il punto focale della dolorosa critica di Sforzini si sposta poi sull’incomprensibile sudditanza psicologica e politica dell’ex Sindaco di Roma. «Ed è proprio questo l’aspetto che mi lascia letteralmente esterrefatto. Gianni Alemanno non è certo l’ultimo arrivato della politica italiana! Stiamo parlando di un uomo che è stato potentissimo Ministro della Repubblica, Sindaco trionfante della capitale di Roma, storico Parlamentare e colonna portante della dirigenza della Destra Italiana fin da quando l’attuale “censore” Vannacci era ancora completamente estraneo alla politica e girava in divisa!».
Il curriculum di Alemanno è sterminato, costellato di trionfi epocali, aspre sconfitte, altissime responsabilità di governo e persino di durissime, dolorose e pubbliche vicende personali e giudiziarie. «Può piacere o non piacere ai cittadini, ci mancherebbe – prosegue Sforzini – ma Alemanno possiede una storia politica autentica, una biografia vissuta in trincea e una statura propria innegabile. E davvero oggi, nel 2026, dovrebbe abbassare la testa e sottoporre il racconto intimo della propria vita al “Visto di conformità politica” del signor Onorevole Vannacci?».

L’appello umano: “Gianni, ma davvero accetti tutto questo?”

L’affondo finale è un appello quasi commosso, rivolto non solo ai vecchi militanti della Destra, ma direttamente al cuore e all’orgoglio ferito dell’ex Ministro: «Lo domando ai militanti che hanno passato decenni di battaglie in piazza con Alemanno: è questa la misera destra che sognavate? Una destra chiusa nel terrore in cui persino Gianni ha bisogno del correttore politico e della matita blu prima di mandare un libro in tipografia? Qui c’entra l’idea stessa e mostruosa di “partito” che stanno costruendo».
La chiosa è un accorato grido d’allarme rivolto all’uomo, prima ancora che al politico: «Gianni, ti faccio una domanda semplice e spietata: ma davvero tu, con la tua storia, accetti di sottometterti a una umiliazione del genere? Aspetto una tua smentita. Perché se il quotidiano Domani avesse raccontato il vero, ci troveremmo semplicemente davanti ai finti “generali” descritti da Enrico Baj: solo medaglie, mostrine, tante chiacchiere, distintivi e un patetico Ufficio Censura gestito da qualcuno in ex uniforme».

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Politica

“Vannacci è un Agente del Caos! Vuole distruggere la Democrazia”. Sforzini tuona contro il Generale sul caso della Fondazione Cecchettin nelle Scuole

“È UN APPRENDISTA STREGONE E UN AGENTE DEL CAOS! VOGLIONO TRASFORMARE LE CLASSI DEI NOSTRI BAMBINI IN UNA TRINCEA DI GUERRA E ODIO!”. Scoppia la Bomba Totale all’interno della Destra Italiana! Sforzini Demolisce senza pietà il Generale Roberto Vannacci sul delicatissimo Tema della Scuola e della “Fondazione Giulia Cecchettin”! 😡 💣 🇮🇹 Questo è un attacco Politico senza Precedenti, di una durezza spaventosa, che tocca il luogo più Sacro per tutti i Genitori: la Scuola dei nostri Figli! Dopo le recenti (e velenosissime) polemiche lanciate dal Generale Vannacci contro i programmi “Educativi” proposti dalla Fondazione Cecchettin (nata dopo la terribile e drammatica morte della povera Giulia), Luca Sforzini (Indomito Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale) è sceso duramente in campo per asfaltare il progetto “Eversivo e Pericoloso” del Generale! Le parole di Sforzini sono Pietre: “Non voglio scuole Femministe per i miei figli, ma non voglio assolutamente nemmeno scuole Maschiliste o trasformate in campi di Battaglia ideologica!”. L’accusa contro Vannacci è devastante: “Sta Tradendo il suo elettorato! La gente lo aveva votato per sistemare il problema della Sicurezza, dei Salari e dell’Immigrazione! E invece lui sta usando quei voti per creare un Folle STATO ETICO che pretende di spiegare in modo autoritario cosa devono fare e pensare gli uomini, le donne e persino i bambini in classe!”. Secondo Sforzini, strumentalizzare il dramma di Giulia Cecchettin solo per fare la “Guerra ideologica tra sessi” è una mossa squallida. “Vannacci non sta costruendo una Nuova Destra. Ha creato una Macchina dell’Odio che cerca un Nemico al giorno per spaccare la società in categorie contrapposte! È un Apprendista Stregone, un Agente del Caos che vuole Distruggere il Centrodestra e infine l’intera Democrazia Italiana!”. Leggi tutte le spaventose e durissime accuse Politiche (E la proposta per una “Destra Moderna” fondata sul lavoro e sul Merito) nel nostro Articolo Esplosivo! 👇 🗣️ Da che parte state in questo violentissimo e totale Scontro Politico e Ideologico? Siete d’accordo con Sforzini sul fatto che la “Destra Italiana” debba occuparsi urgentemente di Cose Concrete (Lavoro, Stipendi, Tasse e Immigrazione reale) invece di perdere tempo a combattere una “Guerra Ideologica Maschilista” che vuole imporre agli altri come vivere e cosa insegnare nelle Scuole… oppure sostenete ciecamente le Battaglie Culutrali Estreme portate avanti da Vannacci? Diteci la vostra sviscerando a fondo la questione nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo Articolo Esplosivo sulle vostre bacheche per denunciare chi cerca di manipolare la Scuola!

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Sforzini

Roma – La politica italiana, ormai, si è trasformata in una santabarbara pronta a esplodere al primo passo falso. E questa volta, a far saltare per aria gli equilibri precari dell’ala conservatrice del Paese, è uno scontro frontale, durissimo e senza esclusione di colpi che ha per teatro il luogo più sacro e intoccabile della nostra società: le aule scolastiche dei nostri figli. Al centro del pesantissimo e infuocato dibattito c’è il recente affondo del Generale Roberto Vannacci contro i programmi educativi proposti dalla Fondazione Giulia Cecchettin. Ma a fermare bruscamente l’avanzata ideologica del militare divenuto politico, è intervenuto con una durezza senza precedenti Luca Sforzini, indomito presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale. Le sue parole, pesate come pietre, non sono una semplice critica, ma un vero e proprio e spietato atto d’accusa contro quello che viene ormai definito come un gravissimo e pericolosissimo “disegno eversivo” ai danni dell’intero schieramento del Centrodestra.

Giù le mani dai bambini: no alle trincee ideologiche in classe

L’incipit del discorso di Sforzini è uno scudo eretto a protezione dei più piccoli, stritolati nella morsa degli estremismi degli adulti: «Non voglio assolutamente una scuola femminista per i miei figli. Ma allo stesso tempo, sia ben chiaro, non voglio nemmeno una scuola antifemminista, maschilista o trasformata brutalmente nel campo di battaglia delle ossessioni ideologiche di qualcuno».
La scuola dovrebbe essere il tempio del sapere, del merito e della crescita serena, non una trincea in cui lanciare granate politiche. Ed è qui che Sforzini smaschera brutalmente le mosse del Generale: «Il punto della questione ormai non è più il singolo, provocatorio post di Vannacci. È il suo disegno politico globale che emerge, giorno dopo giorno, con sempre maggiore e spaventosa chiarezza. Quest’uomo aveva raccolto fiumi di consenso popolare parlando di sicurezza, di immigrazione irregolare e criticando ferocemente le folli derive dell’Unione Europea. Ma ora cosa fa? Usa e strumentalizza quel gigantesco consenso per costruire tutt’altro: un asfissiante “Stato Etico” che pretende arrogantemente di stabilire cosa sia una famiglia, come debbano obbligatoriamente comportarsi uomini e donne e persino quale ideologia morale debbano ricevere in testa i nostri bambini!».

Il dramma Cecchettin usato come “Carburante” per l’odio

Il passaggio più doloroso e sdegnato dell’attacco di Sforzini riguarda la tragedia che ha sconvolto l’Italia intera: l’omicidio di Giulia Cecchettin. «Si può discutere, analizzare e anche criticare duramente qualsiasi programma educativo proposto dalla Fondazione Giulia Cecchettin, ci mancherebbe» ammette Sforzini. «Ma arrivare a utilizzare subdolamente persino questo delicatissimo tema per alimentare l’ennesima, velenosa guerra tra uomini e donne, significa trasformare un problema drammaticamente serio in un cinico carburante per una battaglia ideologica permanente e distruttiva».
Secondo l’analisi del Rinascimento Nazionale, l’operazione di Vannacci non ha nulla di costruttivo: «È ormai evidente a tutti che Vannacci non sta affatto costruendo una “Nuova Destra”. Sta costruendo una micidiale macchina del conflitto: individua scientificamente e ogni giorno un nemico diverso, divide la nostra società in odiose categorie contrapposte e trasforma qualsiasi questione (dalla sessualità, alla religione, fino alla famiglia) in una nuova trincea in cui combattere».

Un Apprendista Stregone pronto a distruggere la Democrazia

Le conclusioni dell’analisi politica sono agghiaccianti e risuonano come un ultimo disperato allarme per l’intera nazione. Quella proposta dal Generale, tuona Sforzini, «non è Libertà. È pura e semplice ingegneria sociale con il segno politico cambiato. Vannacci è a tutti gli effetti un apprendista stregone all’opera come puro e semplice Agente del Caos».
La visione del Centro Studi è diametralmente opposta e guarda al futuro, non all’oscurantismo del passato: «La destra moderna, quella del XXI secolo, dovrebbe avere il compito primario di liberare finalmente gli italiani dall’incubo dello Stato etico! Dovrebbe occuparsi di cose concrete: sicurezza per le strade, lavoro ben pagato, stipendi, taglio delle tasse, blocco dell’immigrazione clandestina, valorizzazione del merito, tutela delle nostre eccellenze e costruzione del futuro dei nostri giovani. E non perdere tempo a spiegare ai nostri figli quale ideologia di regime devono per forza avere in testa!». L’avvertimento finale suona come una profezia di sventura per l’attuale Governo: «Vannacci aveva davanti a sé una prateria politica sterminata, ma ha scelto deliberatamente di rinchiudersi nel minuscolo recinto della guerra culturale permanente. E ogni giorno diventa sempre più chiaro dove e a chi vuole portare i voti che sta raccogliendo: il suo unico scopo è la distruzione, prima del Centrodestra stesso e, immediatamente dopo, dell’intera Democrazia italiana».

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