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Cultura

Il diluvio dell’arte travolge la Biblioteca Vaticana, la svolta epocale di don Giacomo Cardinali: con “AQVA” l’antico sposa JR, Bill Moran e lo chef Pierangelini

La Biblioteca Apostolica Vaticana si rivoluziona e apre le porte all’arte contemporanea internazionale! 🏛️🌊✨ Dal 25 settembre prende il via “AQVA”, la straordinaria mostra inaugurale del ciclo quinquennale “Catastrofe e Meraviglia” curato da don Giacomo Cardinali. Un evento immersivo pazzesco reso possibile da Fondazione Roma e Intesa Sanpaolo, che vede la facciata del ‘500 coperta da un’onda monumentale dell’artista JR, i pesci tipografici di Bill Moran e i racconti gastronomici dello chef Fulvio Pierangelini dedicati ai 470 anni del trattato di Salviani. Un viaggio unico tra manoscritti papali rari e tecniche di restauro per riflettere sulla crisi climatica. Scoprite tutti i dettagli del programma nel nostro articolo! 👇❤️📖

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Catastrofe e Meraviglia_Aqvatilivm animalivm historiae di Ippolito Salviani_ph.Olivia Rainaldi_AQVA

Città del Vaticano – Ci sono luoghi sacri dove il silenzio dei secoli e la maestosità della memoria collettiva non si limitano a custodire la storia dell’umanità, ma si trasformano in giganteschi laboratori di pensiero capaci di far collidere il patrimonio antico con i linguaggi dirompenti della contemporaneità. La Biblioteca Apostolica Vaticana, da sempre scrigno universale di legalità, filologia e sapere teologico aperto agli studiosi di tutto il pianeta, si appresta a inaugurare una rivoluzione culturale ed espositiva senza precedenti. Da venerdì 25 settembre 2026 fino al 14 maggio 2027, le storiche sale papali ospiteranno AQVA, il primo e attesissimo capitolo di “Catastrofe e Meraviglia”, un monumentale ciclo espositivo quinquennale concepito per esplorare come gli elementi naturali fungano da specchio trasparente per le paure, i dubbi e le speranze del nostro tempo.

Il progetto, curato con rigore scientifico da don Giacomo Cardinali, Simona De Crescenzo, Francesca Giannetto e Delio Proverbio, è realizzato grazie a una prestigiosa collaborazione istituzionale con la Fondazione Roma e con il fiero supporto di Intesa Sanpaolo. L’orizzonte della rassegna è strutturato come un cammino transnazionale e interdisciplinare attraverso le minacce che da sempre insidiano la carta e la memoria libraria — dall’acqua al fuoco, dalla luce agli insetti fino all’impatto distruttivo dell’uomo — invitando il pubblico a superare il torpore dell’ansia climatica per riscoprire nuove possibilità di rinascita e futuro. Un’opera di squadra eccezionale che mette a confronto la fragilità dei supporti fisici con l’immensità del pensiero creativo, offrendo una risorsa terapeutica di altissimo spessore etico.

L’onda monumentale di JR sulla facciata del ‘500 e i LetterFish di Bill Moran

Il percorso espositivo si preannuncia come un’esperienza immersiva e totalizzante di forte urto emotivo. L’apertura del cammino è affidata all’installazione monumentale Diluvium firmata dal celebre artista francese JR, che ricoprirà l’intera facciata cinquecentesca della Biblioteca con un’onda visiva di sconvolgente impatto, metafora della vulnerabilità del sapere di fronte alle forze della natura. «C’è qualcosa di quasi mistico nei libri», confessa JR, svelando i retroscena delle sue installazioni Diluvium e Undae allestite a ridosso dei corridoi del Papa. «Questi oggetti fragili racchiudono i pensieri del mondo, trasportano voci e conoscenze attraverso i secoli. La carta non oppone resistenza agli elementi: portando un’onda nella Biblioteca Vaticana mettiamo a confronto questo paradosso. Che cosa può sopravvivere e cosa scegliamo di preservare?».

Accanto alle provocazioni visive di JR, l’EP della mostra si arricchisce delle creazioni d’avanguardia del maestro tipografo americano Bill Moran. Attraverso i suoi acclamati LetterFish, Moran trasforma i caratteri mobili in legno d’epoca e le attrezzature tradizionali della sua famiglia in un linguaggio visivo tridimensionale, dando vita a bizzarre e affascinanti creature marine composte interamente da lettere, numeri e segni paragrafematici. Un ponte perfetto che unisce la rigidità dei caratteri da stampa alla fluidità dell’elemento acquatico, celebrando il merito e l’onestà del gesto artigianale in un mercato dominato dall’asfissia degli schermi digitali e degli algoritmi artificiali.

I 470 anni del trattato di Salviani: lo chef Fulvio Pierangelini sale in cattedra

Il cuore scientifico e il fulcro simbolico dell’intero itinerario risiede nell’esposizione di un capolavoro assoluto dell’editoria rinascimentale romana: l’Aquatilium animalium historia del medico Ippolito Salviani, finito di stampare a Roma nel 1557 proprio per iniziativa e a spese della stessa Biblioteca Vaticana. «La mostra AQVA è anche l’occasione per celebrare i 470 anni dalla pubblicazione di questo bellissimo trattato sui pesci», spiega con orgoglio e spavaldo ottimismo don Giacomo Cardinali, Vice Prefetto e Commissario delle Attività Espositive della Vaticana, evidenziando il dovere di affrontare le paure con l’ingegno. «Ci siamo affidati a tre creativi dall’intuito straordinario, scoprendo orizzonti inattesi proprio in ciò che abitualmente ci atterrisce».

A dialogare con il trattato di Salviani e con i tesori del De re coquinaria di Apicio e i diari di viaggio di Giovanni Battista Ramusio sarà il genio culinario di Fulvio Pierangelini. Lo chef d’élite esplorerà il legame ancestrale tra l’acqua, la cucina e la memoria dei territori attraverso una serie di racconti gastronomici e ricette inedite, condite con un filo di sofisticata ironia e rispetto sacrale per la materia prima. Il percorso espositivo si chiuderà nella suggestiva Sala Barberini, trasformata in un tempio di contemplazione, e all’interno delle stanze del Laboratorio di Restauro della Biblioteca, dove l’acqua svelerà l’ultimo tassello della sua duplice natura: causa di degrado ma anche strumento clinico fondamentale per lavare, rigenerare e salvare i manoscritti. La mostra sarà visitabile il venerdì e il sabato secondo uno specifico calendario: spegnete gli smartphone e preparate il taccuino, la Santa Sede vi aspetta a braccia aperte per ricordarvi che la meraviglia nasce sempre nel cuore della catastrofe.

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Cultura

Dalla Florida la poesia di Carl Scharwath: Media sociali e La finestra di mia figlia nella traduzione di Irma Kurti

Più connessi che mai, ma sempre più soli: la poesia che smaschera i social.

Dalla Florida il pluricandidato al Pushcart Prize Carl Scharwath firma due liriche potenti (tradotte da Irma Kurti): “Media sociali”, una denuncia dell’ossessione per like, filtri e solitudine digitale, e “La finestra di mia figlia”, una tenera ode alla memoria e alla bellezza della natura che cambia.

Vi capita mai di sentirvi soli pur stando ore connessi a scorrere bacheche e notifiche sui social network? Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Carl Scharwath

Miami – Uno sguardo critico, tagliente e al tempo stesso delicatamente introspettivo sulle contraddizioni del nostro tempo arriva direttamente dagli Stati Uniti d’America con la voce poetica di Carl Scharwath. Residente lungo la costa orientale della Florida, Scharwath è un autore poliedrico e fotografo di fama internazionale le cui opere visive e letterarie sono state pubblicate su oltre centosettantacinque riviste nel mondo, con all’attivo quattro volumi che fondono magistralmente scrittura poetica e fotografia d’autore, arricchendo la proposta culturale della nostra rubrica di cultura, poesia e letteratura contemporanea.

La sua statura artistica poggia su importanti riconoscimenti d’oltreoceano: Carl Scharwath è stato infatti candidato per ben quattro volte ai prestigiosi The Best of the Net Awards (dal 2022 al 2025) e ha ricevuto due nomination al celebre Premio Pushcart nel 2023, rispettivamente per una lirica e per un racconto breve. Oggi il pubblico italiano può apprezzare la densità del suo pensiero grazie alla raffinata traduzione curata dalla scrittrice Irma Kurti, che ha selezionato due componimenti emblematici: l’amara disamina di “Media sociali” e la tenera malinconia di “La finestra di mia figlia”.

Carl Scharwath e la denuncia delle ombre digitali nella lirica Media sociali

Nella composizione intitolata “Media sociali”, l’autore della Florida scava con implacabile lucidità nella dipendenza moderna da smartphone e piattaforme digitali. Scharwath descrive la nostra esistenza trasformata in sagome pixellate che proiettano ombre su pareti virtuali, dove i polpastrelli consumano un balletto frettoloso alla ricerca di like e condivisioni intesi come una nuova moneta psicologica: un grido silenzioso di convalida che maschera l’incapacità di accettare la propria interiorità, in piena sintonia con la ricerca lirica internazionale raccontata nel nostro servizio sulla poesia greca contemporanea dedicata alla purezza dell’anima.

MEDIA SOCIALI

Nel bagliore spettrale della luce di offuscamento
proiettiamo le nostre ombre sulle pareti digitali,
sagome, non del tutto complete,
a metà in un paesaggio pixellato.

Polpastrelli in un balletto frettoloso,
like e condivisioni,
la nostra nuova moneta,
un grido silenzioso di convalida.

Volti multi-filtrati,
vite curate in tempo reale,
il mondo vede i nostri punti forti,
mentre nasconde le vere ombre che abbiamo dentro.

Voci forti, opinioni amplificate,
l’indignazione si trasforma in camere d’eco
l’empatia annega nel rumore,
una cacofonia di malcontento.

In questa vasta rete, siamo
più connessi che mai,
eppure la solitudine indugia nei byte
che scorrono nel flusso dei social media.

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La poesia La finestra di mia figlia e la delicatezza della memoria autunnale

In contrasto con il rumore alienante delle reti informatiche, la seconda poesia intitolata “La finestra di mia figlia” riconduce il lettore nella sfera degli affetti familiari e della contemplazione naturale. Carl Scharwath dipinge con pochi tratti essenziali la mutazione stagionale: un albero che si arrende al ciclo della vita verso il cielo luminoso e una foglia d’oro che danza lentamente verso la tomba dei ricordi, toccando temi cari alla nostra riflessione di psicologia delle relazioni, legami familiari ed empatia.

LA FINESTRA DI MIA FIGLIA

Congelate alla finestra
Visioni pacifiche glorificano

Il placido albero si spinge
Verso il nostro cielo luminoso
Lasciandosi andare alla morte

Un’opaca foglia d’oro
Sta danzando lentamente
Verso la sua tomba di ricordi.

La traduzione di Irma Kurti e il dialogo tra arte visiva e parola poetica

La traduzione italiana firmata da Irma Kurti riesce a restituire fedelmente la duplice anima della poetica di Carl Scharwath: da una parte l’allarme civile per un’empatia che affoga nelle camere d’eco dei social, dall’altra l’intimità pudica di un padre che osserva il mondo dalla finestra della propria casa. L’opera dell’artista statunitense ci ricorda il paradosso della nostra epoca: pur essendo iper-connessi ventiquattro ore su ventiquattro, la vera solitudine umana continua a nascondersi tra i byte dei display.

Attraverso la sensibilità letteraria di Irma Kurti, queste liriche diventano un invito prezioso per tutti i lettori a riscoprire la bellezza dei rapporti umani autentici, guardandosi negli occhi e abbandonando per un istante i filtri digitali nella vita quotidiana dei nostri borghi e del nostro territorio contemporaneo.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Cultura

La poesia di Sofia Skleida dalla Grecia: i versi intensi di Mi manchi e Le anime pure nella traduzione di Irma Kurti

Dalla Grecia la voce poetica e luminosa di Sofia Skleida.

Tradotta in italiano dalla scrittrice Irma Kurti, la pluripremiata poetessa e pedagogista ateniese firma due liriche di straordinaria intensità: “Mi manchi”, un viaggio struggente nell’assenza che riempie l’anima, e “Le anime pure”, un inno universale alla bontà che accarezza il dolore e risveglia la speranza.

Quale verso di queste due poesie vi ha toccato più da vicino il cuore? Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Sofia Skleida

Atene – La grande lirica del Mediterraneo e la sensibilità classica della Grecia contemporanea approdano nelle nostre pagine culturali grazie alla voce prestigiosa di Sofia Skleida. Nata ad Atene, l’autrice vanta una straordinaria formazione accademica compiuta presso l’Università Nazionale Capodistriana di Atene, dove ha conseguito la laurea in filologia, un master in pedagogia, un dottorato di ricerca in pedagogia comparata e un attestato di ricerca post-dottorato, oltre a una specializzazione per la lingua Braille, ponendosi all’avanguardia nel dialogo tra discipline educative seguito nella nostra sezione di cultura, poesia e letteratura internazionale.

Docente di scuola superiore, conferenziera e saggista con all’attivo decine di pubblicazioni scientifiche, Sofia Skleida è una delle voci liriche più premiate e tradotte del panorama ellenico. Le sue raccolte poetiche sono state tradotte in italiano, inglese, spagnolo, albanese, rumeno e bengalese: la sua opera d’esordio “Dream of Oasis” (Sogno dell’oasi), pubblicata a Salonicco nel 2014 e tradotta in Italia nel 2017, ha conquistato riconoscimenti di rilievo tra cui il prestigioso secondo premio in un concorso letterario internazionale a Milano. Ricopre inoltre il ruolo di vicepresidente dell’Istituto Culturale Zacinto ed è membro effettivo dell’Associazione degli Scrittori Greci e dell’Unione Panellenica degli Scrittori.

Sofia Skleida e l’inno al sentimento nella lirica Mi manchi tradotta da Irma Kurti

A curare la traduzione in lingua italiana delle due opere che vi presentiamo oggi è la stimata poetessa e scrittrice Irma Kurti, da sempre instancabile costruttrice di ponti letterari tra i popoli. Nella prima lirica, intitolata emblematicamente “Mi manchi”, l’autrice ateniese scava nel paradosso intimo dell’assenza: la persona amata continua a mancare persino quando è fisicamente presente, trasformandosi in una presenza pervasiva e cosmica che abita la memoria, la mente, la fede e il dolore, dialogando con la grande poesia dei sentimenti umani raccontata nel nostro recente speciale sulla poesia al femminile tra amore, forza e luce universale.

MI MANCHI

Mi manchi…
Sei qui ma mi manchi…
Mi manca il battito del tuo respiro
La tua aura vivificante che provoca tempeste
Il sorriso dei tuoi occhi che delizia l’anima inconsolabile
Sei un granello di sabbia che esiste ovunque
Nella mia memoria
Nella mia mente
Nel mio sospiro
Nel mio ottimismo
Nel mio dolore
Nella mia fede
Nella mia infedeltà
Nell’ascensione dell’anima
Sei la mia alba e il mio tramonto…

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La grazia e la bellezza angelica nei versi della poesia Le anime pure

Nella seconda composizione, intitolata “Le anime pure…”, lo sguardo lirico ed etico di Sofia Skleida si trasforma in una meditazione filosofica sulla bontà disinteressata e sulla carità che rischiara le tenebre dell’esistenza. L’innocenza di chi possiede un’anima limpida viene dipinta attraverso immagini naturali radiose: il basilico della benedizione che profuma i giardini della vita e le lucciole che illuminano i sentieri bui del dolore, celebrando l’arte come nutrimento dell’animo umano presente nella nostra rubrica di cultura, arte e bellezza espressiva.

LE ANIME PURE …

Le anime pure hanno uno sguardo innocente
Abbelliscono il tuo giardino con il basilico della benedizione
Le lucciole sono fatte per illuminare i tuoi sentieri bui
Accarezzano la tua aura per assicurarti
Si avvicinano a te con uno stato d’animo emotivo e un giudizio intuitivo
Illuminano con le stelle il cielo del tuo dolore
Intrecciano la tua solitudine con i baci
Innaffiano la tua miseria con un eccesso di compassione
Salutano con un sorriso i tuoi sogni
Toccano il tuo cuore con affetto
Rispettano i tuoi desideri e abbracciano la tua gioia
L’ammirazione nutre la loro vita
La carità ispira la loro esistenza
Scintilla la bellezza angelica
e la grandezza naturale
Un sogno umanitario, di risveglio e di speranza…

Il ponte culturale tra Grecia e Italia attraverso la voce poetica di Irma Kurti

Il lavoro magistrale di traduzione condotto da Irma Kurti riesce a preservare intatto il ritmo melodico originale e la densità concettuale della lingua greca moderna. L’incontro tra la sensibilità pedagogica di Sofia Skleida e la parola poetica della traduttrice italo-albanese dimostra quanto la letteratura continui a rappresentare lo strumento più potente per superare ogni confine geografico e linguistico.

Versi come quelli de “Le anime pure” consegnano al lettore contemporaneo un messaggio universale di risveglio spirituale e speranza: un richiamo alla gentilezza, all’ascolto empatico e alla solidarietà umana che arricchisce il panorama culturale promosso ogni giorno nelle comunità del nostro territorio e della cultura mediterranea.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Cultura

Firmamenti di Marsilio e Fondazione Cassamarca: esce il quarto volume di Korff sull’età di Goethe con la direzione di Cacciari, Bettini e Garofalo

La grande cultura europea torna a splendere con la collana Firmamenti di Marsilio e Fondazione Cassamarca.

Esce in libreria il quarto e conclusivo volume della monumentale opera di Hermann August Korff su Goethe e il Romanticismo curata dal prof. Giampiero Moretti, all’interno della collana diretta da Massimo Cacciari, Maurizio Bettini e Luigi Garofalo che riscopre i capolavori del pensiero occidentale da Jacob Grimm a Shakespeare, Kojève e Sallustio.

Qual è il classico o il filosofo che ritenete più attuale per comprendere le sfide dell’Europa di oggi? Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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foto daubler

Venezia – Si arricchisce di nuove fondamentali tappe editoriali la collana “Firmamenti. Collana di cultura europea”, il prestigioso progetto scientifico e librario promosso dalla Fondazione Cassamarca e pubblicato dalla casa editrice Marsilio. Arriva infatti ufficialmente nelle librerie italiane il quarto e conclusivo volume della monumentale opera di Hermann August Korff interamente dedicata alla genesi e all’evoluzione spirituale dell’età di Goethe, un caposaldo storiografico e filosofico seguito con profonda attenzione nella nostra sezione dedicata a cultura, filosofia e grandi classici europei.

Questo quarto tomo, focalizzato in maniera approfondita sulla stagione del Romanticismo maturo, va a completare una straordinaria tetralogia critica inaugurata dalle indagini su Sturm und Drang (primo volume), Classicità (secondo volume) e Primo Romanticismo (terzo volume). L’imponente lavoro di traduzione, cura e commento critico dell’intero corpus di Hermann August Korff è stato magistralmente condotto dal professor Giampiero Moretti, Ordinario di Critica letteraria e letterature comparate presso l’Università L’Orientale di Napoli.

L’opera monumentale di Hermann August Korff curata dal professor Giampiero Moretti

La pubblicazione integrale del capolavoro di Hermann August Korff colma un vuoto editoriale e accademico di primissimo piano nel nostro Paese. Attraverso la meticolosa curatela del professor Giampiero Moretti, il lettore contemporaneo può immergersi nel cuore pulsante di una delle epoche più fertili della civiltà occidentale, comprendendo come il passaggio epocale tra classicismo e romanticismo abbia plasmato le radici della modernità europea, in un dialogo fecondo tra memoria e pensiero critico che caratterizza anche i grandi festival letterari italiani raccontati nel nostro speciale sul Festival letterario tra storia, saggistica e impegno civile.

L’opera di Korff analizza con straordinaria finezza concettuale la figura di Johann Wolfgang von Goethe e dei suoi contemporanei, mostrando come la poesia, la drammaturgia e la filosofia non fossero semplici espressioni estetiche, ma autentici modelli di interpretazione del mondo. Grazie a un apparato critico rigoroso, i quattro tomi offrono agli studiosi e agli appassionati una bussola indispensabile per orientarsi tra le tensioni interiori, le inquietudini e le grandi aspirazioni dell’idealismo tedesco.

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La direzione scientifica di Maurizio Bettini, Massimo Cacciari e Luigi Garofalo

La collana “Firmamenti”, diretta autorevolmente dal classicista Maurizio Bettini, dal filosofo Massimo Cacciari e dal giurista Luigi Garofalo, si propone l’ambizioso obiettivo di valorizzare e far conoscere opere di straordinaria importanza formativa per la civiltà europea, spesso trascurate dalla critica dominante o fino a oggi completamente prive di una traduzione italiana. Ciascun volume è impreziosito da saggi introduttivi affidati a illustri studiosi, volti a decifrarne la portata sotto il profilo storico-filosofico e giuridico-antropologico, temi cardine della nostra rubrica di cultura, saggistica e dibattito delle idee.

La presenza costante del testo originale a fronte (tedesco, latino o inglese) per i testi poetici e classici garantisce il massimo rigore filologico, consentendo a ricercatori e lettori di confrontarsi direttamente con la lingua d’origine. L’intreccio tra antropologia del mondo antico, riflessione filosofica pura e filosofia del diritto rappresenta il vero tratto distintivo che rende il progetto di Fondazione Cassamarca e Marsilio un unicum nel panorama editoriale contemporaneo.

Il catalogo di Firmamenti: da Theodor Däubler e Jacob Grimm a Shakespeare e Sallustio

Il catalogo dei volumi pubblicati fino a oggi testimonia l’ampiezza dell’orizzonte culturale abbracciato dalla collana. Tra le opere spiccano la riscoperta di Theodor Däubler con L’aurora boreale (nelle sezioni Mediterraneo, Sahara e Autointerpretazione, curate da Luigi Garofalo con la versione poetica di Paolo Ruffilli e Marcello Montalto); il commento di Asconio alle orazioni di Cicerone curato da Bernardo Santalucia; i fondamentali Lineamenti di una fenomenologia del diritto di Alexandre Kojève a cura di Marco Filoni e Luigi Garofalo; e il celebre saggio di Jacob Grimm intitolato La poesia nel diritto con la curatela di Francesco Valagussa.

Completano la prestigiosa serie I Sonetti di Shakespeare a cura di Sergio Perosa, La guerra di Catilina di Sallustio curata da Luca Fezzi, L’essenza del cristianesimo di Ernesto Buonaiuti a cura di Enrico Cerasi, il volume su Däubler a cura di Lorenza Rega e Marella Magris e l’edizione de Gli Atti degli Apostoli curata da Mauro Pesce e Adriana Destro. Un patrimonio di inestimabile valore intellettuale che arricchisce le biblioteche e il patrimonio accademico dell’intero territorio nazionale.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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