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Halloween da brividi in Campania: a Pignataro Maggiore apre il labirinto di mais infestato ispirato a Chucky e ai film cult dell’orrore

Halloween da brividi a Pignataro Maggiore: il labirinto di mais infestato a forma di Chucky celebra 10 anni del Giardino delle Zucche. 👇

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il labirinto di mais infestato

Pignataro Maggiore – Varcare la soglia dell’oscurità, addentrarsi nel fitto di un campo di granturco spettrale e affidarsi soltanto ai propri sensi mentre una nebbia fitta avvolge i sentieri e sinistri fruscii rompono il silenzio della notte. In Campania la magia e il brivido di Halloween toccano il loro apice a Pignataro Maggiore, nel cuore della provincia di Caserta, dove è tornato per la sua quinta, attesissima edizione il Labirinto Infestato – Haunted Corn Maze. Un’esperienza immersiva senza eguali nel panorama nazionale che trasforma la quiete rurale in un autentico set cinematografico horror a cielo aperto, ideato appositamente per adolescenti, giovani e adulti desiderosi di vivere le suggestioni dei capolavori del terrore da protagonisti assoluti.

Artefice di questo straordinario progetto è l’imprenditrice italo-americana Emily Turino, pioniera visionaria che nel 2016 ha importato per la prima volta in Italia la spettacolare tradizione d’oltreoceano del pumpkin patch. Quest’anno, mentre il celebre Giardino delle Zucche taglia lo storico traguardo del suo decimo anniversario confermandosi un paradiso autunnale amatissimo da famiglie e bambini, il labirinto di mais infestato accende i riflettori sulla dimensione più adrenalinica, oscura e misteriosa della stagione. Un’avventura al cardiopalma in cui la natura stessa diviene elemento scenografico vivo e inquietante, moltiplicando la suspense a ogni passo.

Il volto di Chucky dall’alto e l’incubo di Ed Gein: nel labirinto senza torce

L’impatto spettacolare dell’edizione 2026 è evidente fin dall’alto: i complessi meandri scavati tra le imponenti piante di mais disegnano una sagoma inconfondibile, riproducendo alla perfezione il volto mefistofelico di Chucky, la bambola assassina resa immortale dalla saga cinematografica di culto. Una firma visiva mozzafiato che anticipa la densità delle suggestioni narrative celate all’interno del percorso. Tra le fonti d’ispirazione del labirinto spicca infatti anche la figura di Ed Gein, il famigerato criminale che ha plasmato l’immaginario dei più celebri mostri del grande schermo: dal Norman Bates di Psycho al Leatherface di Non aprite quella porta, fino al gelido Buffalo Bill de Il silenzio degli innocenti.

I visitatori sono chiamati ad affrontare il percorso rigorosamente senza torce, affidandosi esclusivamente alla flebile illuminazione scenica e alla coesione del proprio gruppo, composto da un minimo di sei fino a un massimo di dodici persone. In un crescendo di tensione psicologica, tra attori in costume, comparse terrificanti, effetti speciali e scenografie da incubo rurale, la paura si trasforma in un gioco catartico e liberatorio. Ogni sussulto nel buio diventa un’occasione per mettere alla prova il proprio sangue freddo, condividendo urla e risate destinate a restare impresse nella memoria.

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Storia del Cinema Horror: Da Psycho e Non Aprite Quella Porta a Chucky e ai Maestri del Terrore

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Dieci anni di Pumpkin Patch: il fascino del New England nella campagna casertana

Il Labirinto Infestato rappresenta l’anima più ribelle di un format che fino al 2 novembre 2026 festeggia un decennio di trionfi con il Giardino delle Zucche Pumpkin Patch, una tenuta che accoglie ogni autunno decine di migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia ed Europa. Cresciuta a cavallo tra l’Italia e il New England, Emily Turino ha saputo innestare la calda convivialità della fall season nordamericana in una storica azienda agricola di famiglia, preservandone con fierezza l’identità produttiva: il parco è infatti l’unico in Italia a coltivare direttamente tutte le zucche esposte, adoperando pratiche biologiche e materiali interamente compostabili.

Il rito più celebrato dai visitatori resta la ricerca della zucca perfetta, caricata sui caratteristici red wagon (i tipici carrellini rossi americani) per poi essere trasformata in un’opera d’arte personalizzata all’interno dei grandi laboratori coperti di intaglio e pittura. A impreziosire il decennale dell’evento, il pubblico può godere della scenografica piscina di mais per i più piccoli, di un maxi-playground nella natura e di un secondo labirinto agreste concepito specificamente per le famiglie durante le ore diurne.

Il Giardino dei Tagete, il cibo a km zero e l’impegno etico con la Fondazione Siani

Tra le grandi novità introdotte per il decennale spicca il maestoso Giardino dei Tagete, un’oasi floreale dominata dalle calde tonalità dell’arancio e dell’oro, raggiungibile a bordo di pittoreschi trattori agricoli. Conosciuti anche come marigold, questi splendidi fiori messicani circondano una romantica serra in vetro in stile New England: «Uno spazio pensato per rallentare il tempo e contemplare la natura – spiega Emily Turino –, dove i visitatori possono comporre bouquet d’autore o lasciare essiccare i fiori, tramutando lo scorrere delle stagioni in pura poesia visiva».

Non meno curata è l’offerta gastronomica a base di street food autunnale: dalle pizze rustiche e gli gnocchi preparati con la polpa delle zucche aziendali, fino alle varianti vegane e ai grandi classici della tradizione statunitense, come il celeberrimo pumpkin spice latte e il soffice pumpkin bread sfornato quotidianamente da mamma Elvira. La ricorrenza consolida inoltre la rete nazionale di “Luoghi d’Autunno” – con tanto di cartoline speciali affrancate dal timbro ufficiale di Poste Italiane – e conferma una profonda vocazione sociale: all’inaugurazione ha preso parte il Dott. Paolo Siani, per promuovere al fianco della tenuta un’incisiva campagna di sensibilizzazione contro il cyberbullismo.

Informazioni utili, orari e modalità di prenotazione online

Il Giardino delle Zucche e il Labirinto Infestato Haunted Corn Maze saranno aperti al pubblico fino a lunedì 2 novembre 2026 presso la tenuta agricola di Via Giancarlo Siani n. 2 a Pignataro Maggiore (CE), facilmente raggiungibile attraverso l’uscita autostradale di Capua sull’A1. Considerata la grandissima affluenza e l’accesso contingentato per garantire il massimo livello di suggestione e sicurezza all’interno del labirinto horror, è obbligatoria la prenotazione anticipata dei biglietti attraverso il portale web ufficiale www.ilgiardinodellezucchepp.it. Un’occasione irripetibile per celebrare Halloween e l’autunno in un connubio spettacolare di brivido, natura e gusto.

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A Lecce arriva Moira Orfei Junior con il grande Circo Africa: multispettacolo, tributo K-POP, show dei Supereroi e l’Oblio Horror Circus

A Lecce arriva Moira Orfei Junior con il grande Circo Africa: multispettacolo, tributo K-POP e Oblio Horror Circus a Cavallino. 👇

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elefanti

Lecce – Il fascino intramontabile della più illustre dinastia dello spettacolo italiano incontra l’innovazione visiva e multimediale delle nuove tendenze globali. Dal 23 ottobre al 15 novembre 2026, l’area adiacente al polo sportivo Kick Off di Cavallino – all’incrocio tra via Vecchia San Donato e via Pepini, alle porte di Lecce – si trasforma nella capitale della meraviglia e dell’intrattenimento dal vivo. Fa tappa nel Salento il grandioso Circo Africa – Il Regno Animale, impreziosito dalla presenza eccezionale di Moira Orfei Junior, degna erede di una leggenda che ha scritto pagine indelebili nella storia della cultura e del costume del nostro Paese.

Figlia di Lara Orfei Nones e nipote amatissima dell’indimenticabile ed eterna Moira Orfei, l’iconica “Regina degli Elefanti”, Moira Orfei Junior scende in pista con l’eleganza, il carisma e la passione che scorrono nel DNA di famiglia. Uno spettacolo corale pensato per emozionare spettatori di ogni generazione, capace di armonizzare il rigore delle grandi discipline acrobatiche classiche con coreografie sfarzose, comicità travolgente e scenografie avveniristiche. Come sottolinea con orgoglio il promotore dell’iniziativa, Eusanio Martino: «Il nostro obiettivo è custodire e tramandare la grande tradizione circense italiana, rinnovandola continuamente con spettacoli capaci di coinvolgere le famiglie. Ogni città rappresenta per noi una nuova festa e l’occasione per condividere la pura magia del circo».

La rivoluzione del Multispettacolo: K-POP, il Circo dei Supereroi e l’Oblio Horror Circus

A rendere unica la tappa leccese del Circo Africa è la formula innovativa del Multispettacolo, un format pionieristico – il primo del suo genere in Italia – che arricchisce la classica esibizione sotto il tendone con una serie di appuntamenti tematici dedicati alle passioni dei giovani e dei giovanissimi. Tra le attrazioni più attese figura lo spettacolare tributo musicale dal vivo dedicato al fenomeno planetario del K-POP, in programma ogni sabato e domenica (con l’unica eccezione del 31 ottobre), per far ballare e cantare i fan delle hit coreane più amate al mondo.

Per i più piccoli e gli appassionati del genere fantastico andrà invece in scena il travolgente Circo dei Supereroi, con speciali repliche fissate per le date del 27 ottobre, 3 novembre e 10 novembre, dove i paladini dei fumetti e del cinema prenderanno vita sulla pista di segatura tra mirabolanti sfide d’abilità. Per gli amanti delle forti emozioni e delle atmosfere dark, ogni mercoledì sera l’appuntamento è con “Oblio Horror Circus”: uno show ad altissimo tasso di adrenalina, effetti scenici mozzafiato e suggestioni da brivido (per il quale è vivamente raccomandata la prenotazione anticipata).

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Arte Circense, Spettacolo & Biografie

Moira Orfei: La Regina del Circo Italiano. Storia, Elefanti, Famiglia e Passione sotto il Tendone

Una biografia appassionante e ricca di fotografie d’epoca che racconta la vita straordinaria di Moira Orfei, icona assoluta dello spettacolo popolare e custode dell’arte circense nel mondo.

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Gli assi internazionali della pista: dai premi di Montecarlo ai numeri aerei mozzafiato

Sotto la magistrale direzione artistica di Niky Martin, il Circo Africa mette in campo un cast di stelle di caratura planetaria. Il momento clou della scaletta è affidato ai maestosi giganti della savana, gli elefanti guidati dalla celebre famiglia Gartner, un numero acrobatico entrato nella leggenda e insignito del prestigioso premio al Festival Internazionale del Circo di Montecarlo. Accanto a loro, l’eleganza e la potenza dei grandi felini presentati da Francesco Berosini, i quadri equestri di alta cavalleria curati con rigore da Genny Martino e una ricca parata di animali esotici e specie acquatiche che lasciano a bocca aperta grandi e piccini.

Il brivido corre ad alta quota con le spericolate evoluzioni aeree della brillante Rita De Angelis e con l’arte flessuosa e aerea di Desiree Pirlo ai tessuti. A sfidare le leggi dell’equilibrio è il giovane acrobata Primo De Angelis sul filo d’acciaio, affiancato dall’energia scoppiettante di Desiree Royal e dal suo vorticoso numero di hula hoop. Le risate e la magia pura sono garantite dalla storica tradizione dei clown e dalle illusioni dei Macaggi, mentre a rischiarare la cupola del tendone ci pensa Michelle, la straordinaria “donna laser”, con una performance futuristica di luci e colori unica nel suo genere.

L’Africa Park della domenica e la prevendita salta-fila su Prima Fila Ticket

Tra le grandi opportunità educative e divulgative offerte al pubblico salentino spicca l’apertura dell’Africa Park, visitabile ogni domenica mattina dalle ore 10.00 alle ore 13.00. Un percorso guidato a tu per tu con gli animali e con le maestranze circensi, ideato per mostrare da vicino il lavoro quotidiano, la cura veterinaria e la dedizione meticolosa che animano la vita della carovana dietro le quinte.

Il Circo Africa resterà a Cavallino (Lecce) fino a domenica 15 novembre 2026. Per richiedere informazioni dettagliate sono a disposizione i numeri telefonici dedicati 347 8988192 oppure 348 0056243, oltre alla pagina Facebook ufficiale “Circo Africa il regno animale”. Per assicurarsi i posti migliori ed evitare code al botteghino, è caldamente consigliato acquistare i biglietti in anticipo attraverso la piattaforma di prevendita online autorizzata www.primafilaticket.it.

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Civitafestival Winter 2026: al via la sesta edizione tra musica, teatro, danza e dialoghi sul futuro con la direzione artistica di Fabio Galadini

Civitafestival Winter 2026 a Civita Castellana: sesta edizione con musica, teatro, danza e dialoghi con la direzione di Fabio Galadini. 👇

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FABIO GALADINI

Civita Castellana – Due mesi ininterrotti di eccellenza artistica, pensiero critico e spettacolo dal vivo per trasformare il cuore dell’Agro Falisco in un crocevia pulsante di creatività e confronto civile. Dal 21 ottobre al 20 dicembre 2026 torna il Civitafestival Winter, prestigiosa rassegna giunta alla sua sesta edizione che rinnova e consolida la propria vocazione di presidio culturale fondamentale per la città di Civita Castellana e per l’intera provincia di Viterbo. Riconosciuto ufficialmente dal Ministero della Cultura e ammesso al contributo del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (FNSV), con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Civita Castellana, il festival porta la firma autorevole della direzione artistica di Fabio Galadini, artefice di un cartellone multidisciplinare di altissimo profilo capace di mettere in dialogo il grande repertorio della tradizione con le avanguardie della ricerca contemporanea e il talento delle nuove generazioni.

La manifestazione si inserisce nel solco di una tradizione ultratrentennale che ha reso Civita Castellana un punto di riferimento primario per la fruizione e la produzione delle arti performative. Attraverso un fitto intreccio tra musica sinfonica e cameristica, riletture del rock progressivo, drammaturgia d’autore, danza contemporanea, arti visive e conversazioni sui nodi cruciali del nostro tempo, il Civitafestival Winter 2026 propone una precisa idea di cultura pubblica: un bene comune partecipato e diffuso. Il filo conduttore dell’edizione è racchiuso in una suggestiva dichiarazione d’intenti: «Il domani non è un luogo lontano dove andare. È un luogo vicino da costruire». Un orizzonte ideale che orienta ogni singolo appuntamento ospitato nelle prestigiose cornici del Forte Sangallo e del Complesso MICE (con la Sala delle Ciminiere e la Sala Caprari).

Il ciclo “Il domani che verrà”: libri e dialoghi sul nostro futuro al Forte Sangallo

Uno dei cardini concettuali della sesta edizione è rappresentato dalla sezione “Il domani che verrà. Libri e dialoghi leggeri sul nostro futuro”, uno spazio di riflessione e dibattito pubblico moderato dalla caporedattrice aggiunta dell’ANSA Monica Paternesi insieme al direttore artistico Fabio Galadini. Il ciclo si aprirà mercoledì 21 ottobre alle ore 17.00 nella Sala Conferenze del maestoso Forte Sangallo con la presentazione ufficiale del festival e un confronto inaugurale dedicato ai saggi L’utopia sostenibile (Laterza) di Enrico Giovannini e L’Italia che verrà. Note per il cambiamento che serve (Donzelli Editore). Ospite d’onore sarà proprio l’economista e statistico Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS e già Ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, chiamato a delineare le traiettorie economiche e sociali per costruire società più eque e resilienti.

Il secondo appuntamento del ciclo è fissato per giovedì 12 novembre alle ore 17.00, sempre al Forte Sangallo, con la presentazione del volume Sudditi digitali (Digital Transformation Institute). Gli autori Stefano Epifani, presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale, e Mauro Minenna, direttore generale di ACI Informatica, discuteranno delle implicazioni etiche, democratiche ed esistenziali dell’iper-connessione tecnologica. Giovedì 19 novembre alle 17.00 sarà invece la volta de Il futuro dell’arte sul territorio, un confronto di ampio respiro con Maria Emanuela Bruni, storica dell’arte e presidente della Fondazione MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo di Roma, incentrato sulla capacità dei musei e dei presidi territoriali di fare della cultura una leva concreta di riscatto e coesione sociale per le nuove generazioni.

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La musica al Complesso MICE: dal sinfonismo al rock progressivo e ai grandi compositori

La sezione concertistica del festival si distingue per un eclettismo raffinato e una qualità esecutiva di primo piano, ospitata negli spazi industriali riqualificati del Complesso MICE. Domenica 8 novembre alle 17.30 la Sala delle Ciminiere accoglierà l’Orchestra Filarmonica del Mare diretta dal talentuoso maestro Edoardo Petti, con la solista Giulia Bilardi. Il programma spazierà dalla Serenade op. 20 di Edward Elgar al suggestivo Crisantemi di Giacomo Puccini, fino all’intensità struggente dell’Adagio per archi op. 11 di Samuel Barber e al celebre Concerto RV 439 “La notte” per flauto e archi di Antonio Vivaldi. Sabato 14 novembre alle 21.00 sarà la volta di Incontri, prodigioso dialogo tra danza e musica coprodotto da TWAIN Physical Dance Theatre (coreografia di Loredana Parrella) e dall’Orchestra Domenico Mazzocchi diretta da Fabio Galadini su partiture di Vivaldi, Bach e Respighi.

Domenica 29 novembre alle 17.30 la Sala Caprari farà da cornice al Genesis Duo Project, ideato dal violinista Nicola Narduzzi e dal pianista Enrico Mazzoni. Il progetto rilegge in chiave cameristica le vette compositive del rock progressivo britannico, eseguendo capolavori immortali tratti da pietre miliari come Nursery Cryme, Selling England by the Pound, The Lamb Lies Down on Broadway, A Trick of the Tail e Duke. Giovedì 10 dicembre alle 17.30 spazio al recital pianistico del giovane talento locale Roberto Moretti, allievo del Conservatorio Santa Cecilia, che affronterà la monumentale Sonata op. 57 “Appassionata” di Ludwig van Beethoven e le liriche Ballate op. 10 di Johannes Brahms. Il gran finale musicale sarà affidato domenica 20 dicembre alle 17.30 all’Anamì Duo (Andrea Petricca al violino e Francesco Dall’Oso al pianoforte), protagonisti di un emozionante omaggio alle celebri composizioni contemporanee di Ezio Bosso e Ludovico Einaudi.

Il grande teatro d’autore, la danza, la mostra Metamorfismo e le informazioni di biglietteria

La programmazione teatrale esplora i chiaroscuri dell’animo umano e le contraddizioni del nostro presente con testi di forte impatto emotivo. Lunedì 16 novembre alle 21.00 (Sala Caprari) andrà in scena Teresa Zum Zum (Belsito Teatro / Pan Productions), con la regia e l’intensa interpretazione di Franca Abategiovanni: un viaggio tenero e disorientante nelle paure intime e nella solitudine della protagonista. Domenica 22 novembre alle 17.30 la danza torna protagonista con Consumed del gruppo RESET della formazione HONEY per la regia di Benedetta Lanzi, un’indagine corporea sulle relazioni tossiche che assorbono identità e desideri. Domenica 6 dicembre alle 17.30 Fabio Galadini sarà interprete e regista di Dissertazioni, spettacolo tratto da La solitudine del satiro di Ennio Flaiano, acuto e disincantato affresco dei vizi e delle ambizioni della società culturale italiana.

Domenica 13 dicembre si aprirà con una duplice proposta artistica: alle ore 11.00 nella Sala delle Ciminiere sarà inaugurata la mostra d’arte contemporanea Metamorfismo. Forma come transito, curata da Fabio Galadini con opere di Vinicio Prizia, Luigi Riccioni, Alfredo Anzellini e Francesco Lupo (visitabile fino al 23 dicembre). Alle ore 17.30 nella Sala Caprari andrà invece in scena Microclima, scritto da Alessia Cristofanilli, diretto da Santa Spena e promosso dalla Fondazione Friedrich Ebert con La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello: una pungente riflessione politica sul rapporto tra scelte private e macro-dinamiche sociali, seguita da un talk con il pubblico. Gli spettacoli prevedono un biglietto d’ingresso di euro 12,00. Per informazioni e prenotazioni è attivo l’indirizzo email botteghino@civitafestival.it, con prevendite online disponibili sul circuito ufficiale 2Tickets.

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Dalla materia all’interazione: l’arte digitale di Francesca Pasquali e Giuseppe Ragazzini protagonista a ZING 2026 al Palacongressi di Rimini

Il 22 e 23 ottobre a Rimini, ZING 2026 ospita lo spazio Var Digital Art con le opere di Francesca Pasquali e Giuseppe Ragazzini, esplorando il legame tra materia scultorea, arte interattiva e impresa. 👇

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Ritratto_Francesca Pasquali_Foto di Fabio Mantovani_Credit FPA Archive

Rimini – Come possono la concretezza della materia plastica e l’immaterialità del codice digitale convergere per ridisegnare il futuro dell’impresa e della società? La risposta risiede nell’incontro fecondo tra ricerca estetica e frontiere tecnologiche che animerà il Palacongressi di Rimini giovedì 22 e venerdì 23 ottobre 2026. In occasione della nuova edizione di ZING – Zone of Innovation & Growth, uno dei vertici di riferimento in Italia dedicati all’evoluzione digitale e ai modelli organizzativi d’avanguardia promosso da Var Group, lo spazio Var Digital Art (VDA) accoglierà le opere di due protagonisti di spicco della scena artistica contemporanea: Francesca Pasquali e Giuseppe Ragazzini.

All’interno di un corner espositivo appositamente concepito nella sede congressuale di via della Fiera 23, prenderà vita un dialogo serrato tra linguaggi apparentemente agli antipodi: da un lato la scultura materica site-specific di Francesca Pasquali, che nobilita e trasfigura oggetti d’uso comune; dall’altro la visionaria piattaforma interattiva di Giuseppe Ragazzini, in cui lo spettatore diventa co-autore dell’opera d’arte manipolando frammenti iconografici della storia universale. Due percorsi che testimoniano come la creatività non sia un mero ornamento estetico, bensì un fondamentale motore cognitivo capace di anticipare i paradigmi della trasformazione digitale.

La visione di SYMBIONOMY: trasformare le polarità in opportunità di crescita

La presenza di Var Digital Art si inserisce organicamente nella cornice concettuale di SYMBIONOMY, il tema guida che orienta l’intera ZING Experience 2026. Lungi dall’essere un semplice slogan, la simbiomonia rappresenta una filosofia dell’innovazione fondata sulla capacità di armonizzare forze tradizionalmente concepite come opposte: analogico e digitale, dimensione individuale e intelligenza collettiva, intuizione estetica e rigore algoritmico. Invece di costringere a una scelta dicotomica tra polarità contrapposte, il paradigma invita a valorizzarne le specificità, generando nuove matrici di valore attraverso la loro reciproca interazione.

È proprio in questo orizzonte che opera dal 2018 Var Digital Art, polo di ricerca interno a Var Group nato per promuovere la contaminazione tra artisti, sviluppatori e tessuto imprenditoriale. Nel corner VDA a Rimini, l’innovazione abbandona la freddezza dei grafici prestazionali per incarnarsi in un’esperienza sensoriale ed esperienziale aperta a dirigenti, ricercatori, studenti e appassionati d’arte contemporanea.

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“SpiderWALL” di Francesca Pasquali: la materia quotidiana che si fa organismo scultoreo

Ad aprire il percorso materico è SpiderWALL (2026), l’inedita installazione site-specific concepita dall’artista bolognese Francesca Pasquali (classe 1980). Formatasi all’Accademia di Belle Arti di Bologna e riconosciuta internazionalmente per la sua capacità di investigare il confine tra natura e artificio, organico e inorganico, Pasquali sceglie di operare su un manufatto seriale di disarmante banalità domestica: il comune utensile a setole utilizzato per rimuovere le ragnatele dalle pareti.

Privato della sua originaria funzione servile, moltiplicato e meticolosamente assemblato in centinaia di unità modulari, l’oggetto industriale perde la propria fredda rigidità per trasmutarsi in una monumentale scultura espansiva e caleidoscopica. La superficie sembra pulsare, propagarsi e respirare come una barriera corallina o una rigogliosa colonia fungina, ridefinendo radicalmente lo spazio architettonico circostante. In SpiderWALL, ogni singolo elemento preserva la propria identità formale, ma acquisisce una potenza cinetica e scultorea esponenziale grazie alla stretta relazione con gli altri: un’allegoria visiva folgorante sul valore della cooperazione e della contaminazione reticolare all’interno delle comunità umane e aziendali.

“MIXERPIECE” di Giuseppe Ragazzini: l’interazione del pubblico che rigenera la storia dell’arte

Dalla corposità tattile della materia plastica alla fluidità immateriale dello schermo interattivo: il corner riminese ospita l’acclamata opera MIXERPIECE di Giuseppe Ragazzini (Londra, 1978). Artista visivo, scenografo e animatore di fama internazionale, Ragazzini ha dato vita nel 2018 a un’applicazione creativa che si colloca all’incrocio tra pittura classica, videoanimazione e sperimentazione software, insignita del prestigioso Parents’ Choice Award e della menzione d’onore ai Webby Awards 2019.

Attraverso un’interfaccia intuitiva, MIXERPIECE invita i visitatori di ZING a manipolare, scomporre, sovrapporre e rimontare migliaia di dettagli visivi estrapolati dai capolavori dei più grandi maestri della storia dell’arte (da Leonardo a Picasso, dalle avanguardie storiche al Rinascimento). L’immagine cessa di essere un reperto museale intoccabile per farsi materia vivente: toccando lo schermo, il pubblico innesca una metamorfosi senza fine, creando composizioni surrealiste e inedite narrazioni visive. L’opera ribalta così la gerarchia tradizionale tra fruitore e autore, dimostrando come le nuove tecnologie possano democratizzare l’accesso al patrimonio culturale e stimolare un’attitudine inventiva attiva e consapevole.

L’arte come bussola per l’organizzazione: le visioni di Tiezzi e Sarchioni

La rilevanza della presenza di Francesca Pasquali e Giuseppe Ragazzini a ZING 2026 trova una precisa risonanza nelle riflessioni teoriche dei curatori del progetto, che evidenziano la stretta corrispondenza tra processo artistico e metamorfosi organizzativa.

«L’innovazione non parla esclusivamente il linguaggio del codice e della tecnologia: parla a pieno titolo anche quello dell’arte – sottolinea con chiarezza Alessandro Tiezzi, Head of Var Digital Art –. Quando pensiamo all’innovazione aziendale, tendiamo a concentrarci unicamente su algoritmi, piattaforme e intelligenza artificiale. Ma rivoluzionare il modo in cui un’organizzazione pensa, pianifica e agisce richiede innanzitutto l’audacia di concepire alternative radicali, mettendo in discussione ciò che diamo per scontato e spalancando lo sguardo a prospettive inattese. L’arte rappresenta esattamente questo formidabile catalizzatore critico.»

«Le opere di Pasquali e Ragazzini interpretano con straordinaria efficacia i valori cardine della connessione, della partecipazione diffusa e della trasformazione evolutiva – aggiunge Davide Sarchioni, direttore artistico di Var Digital Art –. Sono gli stessi principi che guidano il modello della Open Platform Organization di Var Group, dove competenze umane eterogenee, talenti e tecnologie abilitanti si compenetrano organicamente per generare valore condiviso e duraturo.»

L’appuntamento del 22 e 23 ottobre al Palacongressi di Rimini riafferma con forza il ruolo pionieristico di Var Digital Art nel promuovere un’estetica dell’innovazione in cui la sensibilità umana rimane il cuore pulsante di ogni trasformazione tecnica. Per approfondire il programma generale dei panel, delle sessioni tematiche e degli eventi di ZING 2026, è possibile consultare la piattaforma ufficiale all’indirizzo https://zing.vargroup.com.

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