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ANCI Lazio nomina Gianluca Quadrini delegato ai rapporti con UPI, UNCEM e Autonomie: la nuova regia istituzionale per i territori

Nuova svolta ai vertici di ANCI Lazio con il conferimento della delega ai rapporti con UPI, UNCEM e Autonomie all’Ing. Gianluca Quadrini.

Il Presidente Daniele Sinibaldi e il Direttivo puntano su un raccordo strategico tra Comuni, Province ed enti d’area vasta per tutelare i territori e le aree montane. Riuscirà questa sinergia a dare finalmente più forza e servizi ai piccoli borghi?

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Quadrini

Roma – Un nuovo e significativo assetto operativo si consolida ai vertici della governance regionale degli enti locali, con l’obiettivo dichiarato di rinsaldare la filiera amministrativa e dare voce unitaria alle comunità del Lazio. Il Presidente di ANCI Lazio, Daniele Sinibaldi, d’intesa con il Consiglio Direttivo dell’associazione che raggruppa la quasi totalità dei 378 comuni del Lazio, ha formalmente deliberato il conferimento di un incarico di primo piano all’Ing. Gianluca Quadrini. A quest’ultimo è stata infatti attribuita la delicata delega ai rapporti strategici con l’UPI (Unione Province d’Italia), l’UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) e l’intero Sistema delle Autonomie Locali, aprendo una stagione di raccordo ancora più capillare tra le diverse istituzioni di prossimità.

La scelta di puntare sull’esperienza amministrativa di Gianluca Quadrini nasce da una valutazione approfondita del suo percorso pubblico e della sua doppia veste elettiva: attivo da anni sia come Consigliere Provinciale di Frosinone sia all’interno dell’assise civica del Comune di Arpino, il professionista ciociaro incarna quel punto di contatto fondamentale tra le esigenze di vertice dell’area vasta e le problematiche concrete che ogni sindaco si trova ad affrontare quotidianamente. Tale nomina si inserisce armoniosamente nel presidio del nostro territorio regionale e delle sue realtà amministrative, dove la cooperazione intercomunale rappresenta la chiave di volta per vincere le sfide della modernità e della gestione sostenibile delle risorse.

In un panorama burocratico spesso frammentato e complesso, la necessità di fare sintesi tra Comuni, Province ed enti d’area vasta è ormai avvertita come un’urgenza non più rinviabile. L’esperienza maturata da Gianluca Quadrini nell’amministrazione frusinate permetterà infatti di costruire canali di dialogo privilegiati con le strutture provinciali e montane, creando un fronte compatto in grado di interloquire autorevolmente con la Regione Lazio, con i Ministeri competenti e con la cabina di regia del governo nazionale, soprattutto in materia di investimenti per i servizi essenziali e le grandi arterie di collegamento.

Gianluca Quadrini ANCI Lazio: la sinergia strategica tra Comuni, Province e UNCEM

La delega affidata a Gianluca Quadrini assume una valenza strategica senza precedenti per l’intera compagine associativa guidata da Daniele Sinibaldi. Il costante coordinamento con l’Unione Province d’Italia e l’Unione Enti Montani rappresenta il fulcro attorno al quale costruire politiche condivise a tutela dei borghi periferici, contrastando attivamente lo spopolamento delle aree interne e montane. Come emerso anche nei recenti dibattiti istituzionali sulla valorizzazione delle identità periferiche promossi da movimenti civici e autonomie territoriali, unire le forze a livello istituzionale è l’unico rimedio concreto per evitare che le comunità più isolate vengano marginalizzate dalle grandi scelte economiche.

Nel tessuto socio-economico laziale, caratterizzato da grandi differenze strutturali tra l’immensa conurbazione dell’Area Metropolitana di Roma e la fitta rete di province costituita da Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, il compito del neoconsigliere delegato sarà quello di armonizzare le istanze delle comunità montane con i centri a maggiore densità demografica. Attraverso tavoli di lavoro costanti e confronti tematici mirati, ANCI Lazio intende rafforzare la propria autorevolezza come piattaforma unitaria di proposta politica, semplificazione procedurale e accompagnamento tecnico alle amministrazioni locali che si confrontano con la complessa spesa dei fondi europei.

Il raccordo con il Sistema delle Autonomie si rivela decisivo anche per affrontare nodi cruciali come la gestione del ciclo dei rifiuti, il trasporto pubblico locale su gomma e ferro, e l’efficientamento della rete idrica e sanitaria. Con questa investitura, Daniele Sinibaldi e l’intero Consiglio Direttivo intendono dimostrare che la voce dei piccoli e medi centri urbani ha un peso determinante nell’agenda di ANCI Lazio, valorizzando le migliori competenze emerse sul campo nelle province e puntando su una leadership condivisa e radicata nei singoli contesti civici.

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Le dichiarazioni di Gianluca Quadrini: filiera istituzionale e riscatto dei piccoli comuni

Subito dopo l’ufficializzazione dell’incarico, l’Ing. Gianluca Quadrini ha espresso profonda gratitudine per l’attestato di stima ricevuto, delineando gli obiettivi operativi che caratterizzeranno il suo mandato. «Desidero rivolgere un sentito ringraziamento al Presidente Daniele Sinibaldi e all’intero Consiglio Direttivo di ANCI Lazio per la fiducia riposta nella mia persona», ha esordito Quadrini, evidenziando come la delega ai rapporti con UPI e UNCEM rappresenti una responsabilità civica di altissimo profilo in un momento storico in cui i bilanci comunali affrontano sfide inedite.

«Vivendo ogni giorno la realtà amministrativa sia nel mio comune di Arpino sia all’interno del Consiglio Provinciale di Frosinone, sperimento in prima persona quanto sia decisivo stabilire un ponte stabile tra i sindaci, le province e le comunità montane», ha proseguito Gianluca Quadrini nelle sue dichiarazioni. «Nessun ente locale può pensare di vincere le sfide future in solitudine: serve superare i campanilismi, semplificare i passaggi decisionali e fare squadra. La vera ricchezza del Lazio risiede proprio nella spina dorsale costituita dai suoi piccoli borghi e dalle zone interne, che non possono essere lasciate indietro rispetto alle grandi direttrici dello sviluppo regionale».

Le parole del consigliere delegato riflettono la linea della nostra redazione sui temi di politica istituzionale e riforme amministrative, dove la valorizzazione del decentramento e dell’autonomia territoriale rappresenta un baluardo irrinunciabile per la democrazia. Quadrini ha chiarito che questo incarico non rappresenta affatto un punto di arrivo, bensì un impegno rinnovato per assicurare che ANCI Lazio sia un interlocutore vigile e propositivo su ogni tavolo istituzionale, garantendo che le richieste delle aree periferiche trovino risposte concrete in termini di finanziamenti, infrastrutture e potenziamento dei servizi di comunità.

Prospettive future per ANCI Lazio: governance integrata e tutela delle comunità

Il programma di lavoro avviato con questa nomina si preannuncia denso di impegni e richiederà un costante raccordo con i vertici regionali. Come previsto dallo statuto associativo, ogni singola iniziativa collegata alla delega sarà attuata in stretta coordinazione con il Presidente Daniele Sinibaldi e con il Consiglio Direttivo, assicurando una linea di condotta coesa e trasparente. Il dialogo con UPI e UNCEM servirà anche ad affrontare i dossier più caldi della programmazione economica e dei fondi di coesione, argomenti analizzati costantemente nella nostra sezione dedicata all’economia territoriale e finanza locale.

Tra le priorità già evidenziate figura il monitoraggio dei progetti legati alla transizione digitale e ambientale per i municipi minori, la difesa dei presidi sanitari territoriali e la manutenzione ordinaria e straordinaria della viabilità provinciale, elemento nevralgico per garantire la sicurezza e la vivibilità dei cittadini residenti fuori dai grandi agglomerati urbani. L’apporto tecnico dell’Ing. Gianluca Quadrini costituirà un tassello prezioso per elaborare studi e proposte di legge da sottoporre all’attenzione del Consiglio Regionale del Lazio.

La rinnovata sinergia tra ANCI Lazio, le Province e le Comunità Montane pone dunque le basi per un’amministrazione territoriale più snella, vicina alle persone e reattiva rispetto alle mutate esigenze della popolazione. L’augurio formulato all’unanimità dai rappresentanti comunali testimonia la ferma volontà di marciare uniti per dare voce a un territorio generoso, ricco di storia e determinato a costruire un futuro all’insegna dell’efficienza e dello sviluppo sostenibile.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Pescara, al FLA la presentazione di Belle fijole di Carlo Di Silvestre: al Museo delle Genti d’Abruzzo l’omaggio alle cantrici popolari

Domenica 8 novembre al FLA di Pescara (Museo delle Genti d’Abruzzo) viene presentato il volume “Belle fijole” di Carlo Di Silvestre con Di Felice Edizioni.

Un omaggio a oltre 200 documenti sonori delle cantrici popolari della civiltà agro-pastorale abruzzese, con musica dal vivo del Trio La Firlinghina. Amate riscoprire i canti tradizionali e i racconti dei nostri nonni nei borghi d’Abruzzo?

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da sx Graziella Guardiani, Valeria Di Felice, Carlo Di Silvestre

Pescara – La memoria ancestrale, i canti del lavoro contadino e la straordinaria forza espressiva della voce femminile si incontrano in uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’autunno pescarese. Domenica 8 novembre 2026, alle ore 12.00, presso il Laboratorio didattico del prestigioso Museo delle Genti d’Abruzzo in via delle Caserme a Pescara, si terrà la presentazione ufficiale del volume “Belle fijole. Il repertorio orale delle cantrici d’Abruzzo”, edito dalla casa editrice abruzzese Di Felice Edizioni. L’evento, inserito all’interno della cornice del FLA (Festival di Libri e Altrecose), rappresenta un momento di altissimo valore identitario per riscoprire il patrimonio etnomusicologico regionale attraverso gli occhi e le melodie delle donne che hanno fatto la storia della civiltà agro-pastorale.

L’opera porta la firma autorevole di Carlo Di Silvestre, stimato etnomusicologo, ricercatore sul campo e docente presso il prestigioso Conservatorio di Musica G.B. Martini di Bologna, che ha dedicato decenni di studio al recupero delle tradizioni vocali popolari. La pubblicazione si inserisce perfettamente nel costante impegno della nostra testata per la salvaguardia della memoria e del territorio e delle tradizioni d’Abruzzo, offrendo un ritratto intimo e rigoroso di una comunità che ha saputo affidare al canto i propri sentimenti più profondi, dalle fatiche della terra fino alla devozione religiosa.

Il volume Belle fijole si propone come un tributo commosso e scientificamente ineccepibile a tutte quelle donne che, custodendo un repertorio trasmesso esclusivamente per via orale, hanno incarnato i molteplici ruoli cardine della società rurale negli ultimi sessant’anni. Nelle loro voci rivive il battito di un mondo fatto di sacrifici quotidiani, legami comunitari indissolubili e riti stagionali che hanno scandito per secoli l’esistenza nei paesi e nelle campagne abruzzesi.

Belle fijole di Carlo Di Silvestre: 201 documenti sonori e card USB per custodire la voce delle donne

Il cuore pulsante della ricerca di Carlo Di Silvestre è rappresentato da un imponente corpus documentario: l’autore propone infatti l’ascolto analitico e la contestualizzazione storica di ben 201 documenti sonori originali registrati dalla viva voce delle cantrici popolari. Questo vasto repertorio lirico e narrativo abbraccia ogni aspetto della vita umana: ninne-nanne sussurrate accanto alle culle, filastrocche per bambini, appassionate serenate, canti d’amore e di sdegno, intensi canti funebri e lamenti, preghiere della tradizione devozionale, scongiuri popolari, orazioni e ballate narrative.

Particolare rilievo assumono le composizioni legate ai tempi sacri del calendario contadino, come i canti del triduo pasquale, le melodie di pellegrinaggio verso i santuari mariani e i canti di questua, affiancati dai celebri canti del lavoro all’aperto, tra cui le famose arie intonate durante la mietitura del grano e la raccolta autunnale delle olive. Tutti i documenti sonori sono raccolti e custoditi in un’elegante card USB multimediale allegata al libro, arricchita da schede analitiche dettagliate, apparati critici e dalla trascrizione filologica di tutti i testi poetici e delle partiture musicali.

L’opera dimostra come il linguaggio dei suoni e della vocalità infantile e comunitaria rappresenti un ponte universale di crescita e consapevolezza, tematica affrontata anche negli appuntamenti didattici della Capitale illustrati nel focus sui laboratori musicali per bambini con metodo Suzuki a Casina di Raffaello. La preservazione delle radici orali si conferma così una risorsa preziosa per educare le future generazioni alla bellezza dell’ascolto.

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Il dibattito con Valeria Di Felice e il concerto dal vivo del Trio La Firlinghina

L’incontro di domenica 8 novembre al Museo delle Genti d’Abruzzo vedrà un dialogo serrato tra l’autore Carlo Di Silvestre e l’editrice Valeria Di Felice, instancabile promotrice della letteratura e della saggistica legata all’identità regionale. Nel corso della presentazione verranno approfonditi gli aspetti sociologici della vocalità femminile, evidenziando come la donna d’Abruzzo abbia saputo difendere la propria dignità e la coesione del focolare anche nei periodi storici segnati dall’emigrazione degli uomini verso le miniere estere o verso le Americhe.

A rendere l’evento un autentico spettacolo culturale per i presenti sarà l’esecuzione dal vivo di alcuni dei canti più significativi della tradizione orale a cura del Trio La Firlinghina. L’ensemble, composto dallo stesso Carlo Di Silvestre alle chitarre e al calascione, dalla straordinaria voce e dai flauti di Graziella Guardiani e dalla chitarra e percussioni di Antonio Di Silvestre, farà risuonare tra le antiche mura del museo gli strumenti acustici della civiltà agropastorale, ricreando atmosfere senza tempo.

Questa valorizzazione del patrimonio folkloristico arricchisce il panorama seguito quotidianamente dalla nostra sezione dedicata alla cultura, arte e letteratura contemporanea, offrendo agli appassionati del festival un’esperienza immersiva a metà strada tra la conferenza scientifica e il concerto etnico d’autore.

Il valore identitario del FLA di Pescara: custodire le radici per guardare al futuro

La cornice del Festival di Libri e Altrecose di Pescara si conferma la sede ideale per accogliere un’opera di tale portata etnografica. La rassegna letteraria abruzzese continua ad attrarre migliaia di lettori, scrittori e studiosi da tutta Italia, proponendo momenti di riflessione capaci di coniugare le grandi novità editoriali nazionali con le ricerche d’archivio più scrupolose dedicate alla terra d’origine di Gabriele d’Annunzio e Ennio Flaiano.

Con Belle fijole, Carlo Di Silvestre e Di Felice Edizioni compiono un atto d’amore verso l’Abruzzo più autentico, salvando dall’oblio sonoro melodie che rischiavano di svanire per sempre con la scomparsa delle ultime generazioni contadine. Un appuntamento imperdibile per chiunque voglia comprendere fino in fondo l’anima fiera, accogliente e profonda della gente d’Abruzzo.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Sulmona, quadro di Sant’Agnese rubato da 20 anni recuperato con l’intelligenza artificiale: era stato ridipinto per nasconderlo

🔴 Clamoroso a Sulmona: ritrovato dipinto rubato 20 anni fa grazie all’intelligenza artificiale.

I Carabinieri del TPC recuperano a Parma la tela di Sant’Agnese modificata dai ricettatori che avevano cancellato l’agnello e l’aureola per nasconderla.

Il software SWOADS ha svelato il trucco e l’opera torna finalmente alla Diocesi abruzzese.

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Quadro di Sant'Agnese

Sulmona – Una straordinaria operazione investigativa all’incrocio tra tecnologia d’avanguardia, intuito investigativo e passione per il patrimonio storico-artistico nazionale ha permesso di scrivere il lieto fine a un giallo durato oltre due decenni. Un prezioso dipinto raffigurante Sant’Agnese, trafugato nel lontano 2004 da un edificio sacro di Sulmona, è stato finalmente individuato e recuperato grazie ai sofisticati algoritmi di intelligenza artificiale utilizzati dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC).

L’opera era stata abilmente alterata e modificata nel corso degli anni dai ricettatori nel tentativo disperato di renderla irriconoscibile sul mercato clandestino: l’agnello sacro tenuto in braccio dalla santa era stato coperto con strati di pittura, l’aureola cancellata e le vesti ritoccate per farla apparire come il banale ritratto di una nobildonna qualunque. Una vicenda a lieto fine che riempie d’orgoglio la comunità peligna, legandosi alle tante eccellenze artistiche che arricchiscono il nostro territorio, come dimostrato dalla grande stagione concertistica appena inaugurata al Teatro Caniglia di Sulmona con Simon Zhu.

La notizia del ritrovamento testimonia l’eccellenza dell’Arma dei Carabinieri nella difesa della nostra eredità sacra, trovando spazio di primo piano nelle nostre pagine di cronaca giudiziaria e legalità. Il recupero della tela rappresenta un momento di festa civile e religiosa, confermando come la memoria storica non possa essere cancellata dall’oblio del tempo per tutti i lettori che seguono le rubriche di cultura, arte e restauri monumentali.

Il blitz a Mercanteinfiera a Parma: l’occhio bionico dei Carabinieri riconosce l’opera trafugata

La svolta investigativa si è consumata tra i padiglioni del celebre salone di antiquariato e modernariato Mercanteinfiera di Parma. Durante i consueti controlli preventivi tra gli stand espositivi, i militari del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale hanno fotografato sistematicamente centinaia di tele, sculture e manufatti d’epoca posti in vendita, incrociando all’istante le immagini con la sterminata banca dati delle opere d’arte illecitamente sottratte in Italia.

Nonostante i pesanti ritocchi pittorici apportati per camuffare i simboli agiografici, l’occhio digitale del sistema informatico ha rilevato incredibili concordanze biometriche e geometriche nella struttura del volto, nello sguardo della figura e nel panneggio originario, lanciando un allarme rosso di corrispondenza. I Carabinieri hanno immediatamente fatto scattare il sequestro preventivo del dipinto, affidandolo a rigorose perizie radiografiche e chimiche che hanno confermato la presenza della pittura originaria sotto la ridipintura superficiale.

La perizia tecnica ha smascherato il trucco dei falsari: cancellando l’agnello — tradizionale attributo iconografico di Sant’Agnese — e l’aureola dorata, i trafficanti speravano di piazzare l’opera come una generica tela seicentesca senza insospettire i collezionisti privati o gli operatori del settore.

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Come funziona la tecnologia SWOADS: l’algoritmo che scova le opere d’arte rubate nel web

Il segreto del clamoroso successo investigativo porta il nome di SWOADS (Stolen Works of Art Detection System), una rivoluzionaria piattaforma di intelligenza artificiale sviluppata appositamente per le esigenze operative dei Carabinieri TPC. Il sistema è in grado di analizzare milioni di immagini alla velocità della luce, riconoscendo le opere d’arte anche quando sono state ritagliate, sbiadite, mutilate o parzialmente ridipinte, superando i limiti fisiologici dell’occhio umano.

SWOADS scandaglia quotidianamente in modalità automatica i cataloghi delle principali case d’asta mondiali, i portali di e-commerce, i siti web dei mercanti d’arte e i profili social network di tutto il pianeta, segnalando agli investigatori ogni anomalia visiva o corrispondenza sospetta. Dal novembre 2023 a oggi, questo potentissimo strumento ha consentito il recupero di centinaia di dipinti e sculture e di oltre 165mila reperti archeologici e beni culturali, per un valore patrimoniale stimato in oltre 203 milioni di euro.

Come ribadiscono gli esperti dell’Arma, l’algoritmo non sostituisce la sensibilità e la perizia degli storici dell’arte e dei carabinieri, ma rappresenta un moltiplicatore formidabile di efficacia investigativa, capace di strappare all’ombra capolavori che rischiavano di andare perduti per sempre.

Il ritorno a casa: la riconsegna solenne alla Diocesi di Sulmona

Dopo aver completato l’iter giudiziario e le necessarie verifiche conservative, il dipinto di Sant’Agnese ha finalmente riabbracciato la sua terra d’origine. L’opera è stata ufficialmente riconsegnata ai vertici della Diocesi di Sulmona-Valva, tra la commozione dei fedeli e degli storici locali che per anni avevano sperato di rivedere la tela nella sua originaria collocazione liturgica.

La tela sarà ora sottoposta a un delicato intervento di restauro scientifico per rimuovere le ridipinture posticce e riportare alla luce la candida purezza dell’agnello sacro e la luminosità dell’aureola, restituendo all’Abruzzo un pezzo insostituibile della propria memoria devozionale.

Un plauso riconoscente va ai Carabinieri del TPC per aver dimostrato ancora una volta come l’Italia sia all’avanguardia mondiale nella protezione della bellezza, consegnando ai cittadini una vittoria straordinaria che celebra il trionfo della legalità sull’avidità dei tombaroli e dei ricettatori.

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Poste Italiane in Abruzzo: superate 10mila richieste di passaporto nei piccoli comuni e record regionale ad Alba Adriatica col Progetto Polis

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richiesta passaporto in ufficio postale

L’Aquila – Una vera e propria rivoluzione nei servizi di prossimità che abbatte l’isolamento delle aree interne e semplifica radicalmente la vita quotidiana dei cittadini. Il Progetto Polis di Poste Italiane si avvia verso la conclusione della sua prima fase in Abruzzo, registrando numeri straordinari: sono state ufficialmente superate le 10mila richieste di passaporto elettronico lavorate direttamente negli uffici postali dei comuni con popolazione inferiore ai 15mila abitanti, evitando agli utenti lunghe trasferte verso le Questure e consentendo la consegna del documento a domicilio.

Il programma di modernizzazione sta interessando complessivamente 288 uffici postali abruzzesi situati nelle realtà periferiche: ad oggi sono già 275 le sedi completamente ristrutturate secondo il nuovo lay-out digitale, mentre nei restanti 13 presidi i cantieri sono in fase avanzata e termineranno entro la fine dell’anno. Un traguardo strategico per la coesione del nostro territorio, che risponde concretamente al rischio di spopolamento e alla desertificazione dei servizi bancari e amministrativi che minaccia le comunità appenniniche.

L’iniziativa si inserisce nel quadro degli investimenti infrastrutturali monitorati dalle nostre pagine di economia e sviluppo locale, collegandosi all’attenzione civica che coinvolge molti centri abruzzesi protagonisti delle nostre cronache, come dimostrato dalla vitalità culturale registrata in questi giorni ad Alba Adriatica con la mostra a Villa Flajani. I dati di Poste Italiane testimoniano come la digitalizzazione degli sportelli rappresenti una risposta tangibile alle esigenze delle famiglie.

Chieti guida la classifica provinciale e Alba Adriatica conquista il record con 416 pratiche

Dall’analisi dettagliata dei flussi emerge un quadro regionale particolarmente dinamico. Tra le quattro province abruzzesi, il primato assoluto spetta alla provincia di Chieti, dove gli uffici postali hanno già erogato oltre 4mila passaporti elettronici, dimostrando una risposta eccezionale da parte della cittadinanza. A livello di singoli comuni, invece, la maglia rosa regionale viene conquistata da Alba Adriatica, in provincia di Teramo, dove lo sportello di via Risorgimento ha lavorato ben 416 istanze di rilascio.

Performance di assoluto rilievo si registrano anche nei popolosi centri di Cepagatti e Penne nel Pescarese, a Sambuceto, Guardiagrele e Atessa nel Chietino, e a Sant’Egidio alla Vibrata nel Teramano, tutte sedi che hanno ampiamente oltrepassato la soglia delle 300 richieste lavorate. Di fondamentale importanza sociale è il dato registrato ad Ateleta, comune montano aquilano con poco più di mille residenti situato a forte distanza dal capoluogo: qui sono state accolte 46 domande di passaporto, risparmiando ai residenti ore di viaggio.

Il servizio ha raggiunto anche i borghi più piccoli della regione con meno di 100 abitanti, come Carapelle Calvisio in provincia dell’Aquila e Montebello sul Sangro nel Chietino. Dati che confermano l’efficacia del modello anche su scala nazionale, dove gli uffici postali italiani hanno superato le 300mila richieste complessive, toccando il picco storico nell’agosto 2026 con quasi 17mila documenti emessi in soli trenta giorni.

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Certificati anagrafici, cedolini INPS e 145 nuovi sportelli bancomat Postamat

Il passaporto rappresenta soltanto la punta dell’iceberg delle novità introdotte da Poste Italiane. Negli uffici Polis è infatti possibile richiedere a vista 15 diverse certificazioni anagrafiche ufficiali, tra cui gli estratti di nascita, residenza, cittadinanza, stato libero e stato di famiglia. A questi si affiancano i servizi previdenziali dell’INPS, con la stampa immediata del cedolino della pensione, della Certificazione Unica dei redditi e del modello OBIS M, evitando code presso gli sportelli territoriali dell’istituto.

Sul fronte dell’infrastruttura finanziaria, per contrastare la chiusura delle filiali bancarie tradizionali, nei piccoli comuni abruzzesi sono stati installati e messi in funzione 145 nuovi ATM Postamat di ultima generazione, dotati di sofisticati sistemi di sicurezza passiva e attivi 24 ore su 24, che vanno a sommarsi ai 136 già precedentemente operativi nelle quattro province.

Una rete capillare che rafforza la sicurezza economica dei residenti e garantisce piena continuità operativa, integrandosi con le informative di pubblica utilità curate dalle nostre sezioni di cronaca e servizi per i cittadini, a dimostrazione di una vicinanza concreta ai bisogni reali della terza età e delle imprese locali.

Mobilità green con 114 colonnine elettriche e l’impatto da 1,2 miliardi del PNRR

Il Progetto Polis guarda anche alla transizione ecologica del territorio abruzzese. Il piano ha infatti previsto l’attivazione di 114 colonnine per la ricarica di veicoli elettrici distribuite in 72 comuni, per un totale di 228 punti di rifornimento green sempre accessibili. In altre 69 municipalità sono già state posizionate ulteriori 122 infrastrutture di ricarica, che entreranno in servizio non appena completate le pratiche tecniche di allaccio con i distributori di energia.

L’investimento complessivo ha una portata storica: a livello nazionale il progetto coinvolge circa 7mila piccoli comuni italiani, con un impatto stimato sul PIL superiore a un miliardo di euro entro la fine del 2026. L’operazione è sostenuta finanziariamente con 800 milioni di euro stanziati dal Piano Complementare al PNRR e per oltre 400 milioni di euro coperti con risorse proprie dal bilancio aziendale di Poste Italiane.

In un’epoca segnata da tagli e contrazioni dei servizi pubblici nelle aree rurali, il modello abruzzese certifica che investire sulle infrastrutture digitali e fisiche dei piccoli borghi è possibile ed economicamente sostenibile, garantendo pari dignità e uguali opportunità a tutti i cittadini indipendentemente dal luogo in cui scelgono di vivere e lavorare.

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