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Economia

Educazione finanziaria con Poste Italiane: al via i webinar gratuiti per famiglie e cittadini su bilancio, gestione del credito e polizze

Poste Italiane lancia i webinar gratuiti di educazione finanziaria per tutte le famiglie italiane.

In occasione del Mese dell’Educazione Finanziaria promosso dal Comitato Edufin, arrivano su scala nazionale una serie di incontri online gratuiti (con sottotitoli e interprete LIS) per imparare a gestire i conti di casa, il credito e la protezione assicurativa dai rischi, con una sezione didattica dedicata anche alle scuole.

Ritenete che l’educazione finanziaria dovrebbe essere insegnata come materia obbligatoria fin dai banchi di scuola? Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Webinar finanziario poste

Roma – Una grande iniziativa di servizio pubblico e inclusione economica aperta a tutti i cittadini su scala nazionale. In occasione della nona edizione del Mese dell’Educazione Finanziaria, promosso ufficialmente dal Comitato Edufin sotto lo slogan “Educazione finanziaria: oggi per il tuo domani”, Poste Italiane rinnova il proprio impegno sociale promuovendo un fitto calendario di webinar gratuiti online accessibili a tutte le famiglie italiane. Un percorso informativo fondamentale per diffondere consapevolezza economica, analizzato nel dettaglio nelle nostre pagine di economia, lavoro e finanza quotidiana.

La partecipazione all’iniziativa, pensata per raggiungere capillarmente l’intera penisola — dalle grandi aree metropolitane alle province e alle comunità locali come il territorio di Rieti e delle aree interne — offre a chiunque la possibilità di acquisire strumenti pratici di gestione economica. Attraverso il confronto diretto con esperti del settore, i partecipanti possono comprendere come difendere il proprio potere d’acquisto dall’inflazione, come pianificare le spese essenziali ed evitare gli errori più comuni nella gestione del bilancio familiare.

Il calendario degli incontri online di Poste Italiane su bilancio familiare e gestione del credito

Il ciclo di incontri digitali di Poste Italiane entra subito nel vivo con una prima giornata caratterizzata da un doppio appuntamento tematico. La sessione mattutina, fissata alle ore 10:00, è interamente dedicata a “I conti di casa”, con utili suggerimenti operativi su come ottimizzare le entrate, ridurre gli sprechi e impostare un piano di risparmio periodico. Nel pomeriggio, a partire dalle ore 16:00, i riflettori si spostano invece su “La gestione del credito”, un approfondimento indispensabile per comprendere il funzionamento di prestiti, finanziamenti e mutui per i progetti di vita.

I relatori guideranno gli utenti attraverso esempi pratici, spiegando come valutare la sostenibilità delle rate mensili e come pianificare gli investimenti futuri senza correre il rischio di sovraindebitamento. Si tratta di un’opportunità preziosa anche per le nuove generazioni alle prese con le prime scelte professionali e contrattuali, come approfondito anche nella nostra recente analisi su giovani, nuove competenze e inserimento nel mondo del lavoro.

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La Giornata dell’Educazione Assicurativa e la protezione dei propri cari

Il secondo blocco di eventi è previsto per giovedì 5 novembre, in concomitanza con la Giornata dell’Educazione Assicurativa. Anche in questo caso Poste Italiane raddoppia l’offerta formativa con due sessioni (alle 10:00 e alle 16:00) dedicate al tema fondamentale de “La protezione”. Nel corso dei seminari verranno illustrati i principi chiave della previdenza integrativa e della tutela personale, mostrando come difendere se stessi e i propri cari dagli eventi imprevisti o accidentali che possono verificarsi nel corso della vita, temi centrali per il benessere quotidiano e la serenità delle famiglie.

Un elemento di assoluta rilevanza sociale riguarda l’accessibilità: per garantire la più ampia partecipazione democratica e abbattere ogni barriera, tutti i webinar sono fruibili con sottotitoli in tempo reale e con la traduzione simultanea dell’interprete LIS (Lingua dei Segni Italiana). Una scelta inclusiva che conferma l’attenzione costante verso le fasce più deboli e vulnerabili della popolazione.

Come partecipare gratuitamente ai webinar e la piattaforma per le scuole

Prendere parte a questi corsi online gratuiti è semplicissimo: i cittadini interessati possono collegarsi direttamente al portale istituzionale di Poste Italiane, accedere alla sezione dedicata all’Educazione Finanziaria nell’area sostenibilità, selezionare la tematica preferita e completare la rapida registrazione online. La piattaforma mette a disposizione un ricco archivio di guide, video esplicativi e podcast liberamente consultabili in qualsiasi momento da pc, tablet o smartphone.

Grande spazio è inoltre riservato alla formazione dei più piccoli con il programma “A scuola di economia”, che propone tre percorsi didattici multimediali differenziati per gli alunni della scuola primaria e per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Un investimento culturale strategico per costruire una cittadinanza più consapevole e responsabile in ogni comune e borgo del nostro territorio nazionale.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Economia

Nasce l’ICSI, la banca solidale contro la povertà: così un euro donato col QR code aiuta chi non può pagare bollette e cure

Nasce l’ICSI, la prima banca virtuale solidale dove bastano micro-donazioni da 1 euro per soccorrere le famiglie indigenti.

Un progetto rivoluzionario basato su QR code nei negozi per erogare aiuti a fondo perduto su bollette, visite mediche urgenti e start-up per giovani senza garanzie.

Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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l'ICSI, la banca solidale

Roma – Nel panorama delle iniziative sociali ed economiche del nostro Paese prende forma un modello inedito e rivoluzionario di solidarietà collettiva, capace di sfidare i canoni della finanza tradizionale per mettere al centro la dignità delle persone più vulnerabili. Si chiama ICSI – Istituto di Credito Sudisti Italiani ed è stato concepito come il primo sportello bancario virtuale al mondo interamente dedicato a chi si trova ad affrontare gravi difficoltà materiali, offrendo una risposta concreta al disagio che interessa milioni di cittadini e collegandosi al dibattito promosso dalla nostra rubrica di attualità ed economia.

L’idea di fondo scaturisce da una riflessione profonda quanto disarmante nella sua semplicità: il dramma della deprivazione non può essere combattuto esclusivamente attraverso la logica del grande capitale o affidandosi a donazioni milionarie di pochi Paperoni, ma attraverso la partecipazione diffusa dei cittadini. Trasformare una miriade di micro-gesti quotidiani in una gigantesca risorsa comunitaria rappresenta il cardine di questa sfida, che punta a ridisegnare il concetto stesso di ricchezza misurandolo non sul patrimonio dei singoli, ma sulla capacità di proteggere le fasce deboli del territorio e della comunità nazionale.

Il meccanismo operativo ideato dai promotori dell’ICSI si fonda su una presenza capillare nella vita reale di tutti i giorni. Attraverso una rete ramificata di esercizi commerciali convenzionati, negozi di quartiere e punti di ritrovo pubblico, verranno esposte locandine informative dotate di un apposito codice QR interattivo. Inquadrando l’immagine con la fotocamera del proprio smartphone o tablet, chiunque potrà scegliere di effettuare una micro-donazione istantanea partendo anche da un solo euro, senza commissioni nascoste e con assoluta libertà di scelta.

Quella moneta da un euro, che nel bilancio di un singolo consumatore rappresenta una frazione insignificante, moltiplicata per centinaia di migliaia o milioni di italiani si tramuta in un patrimonio straordinario. L’iniziativa dialoga idealmente con le battaglie a tutela delle famiglie schiacciate dall’inflazione, tema al centro del nostro recente approfondimento su rincari record e tutela del potere d’acquisto.

Come funziona l’Istituto di Credito Sudisti Italiani: micro-donazioni popolari e aiuti a fondo perduto

La caratteristica più innovativa e dirompente dell’ICSI è la natura degli interventi economici erogati: si tratta di contributi a fondo perduto. A differenza degli istituti di credito ordinari, che concedono prestiti gravati da tassi di interesse e garanzie patrimoniali spesso inaccessibili per chi versa in stato di bisogno, l’istituto solidale non chiederà mai la restituzione del denaro a chi riceve soccorso per un’emergenza vitale, evitando di aggiungere il fardello di un nuovo debito a una situazione già drammaticamente compromessa.

Il pilastro su cui poggia l’intera architettura del progetto è la trasparenza amministrativa assoluta. Chi decide di donare deve avere la certezza matematica della destinazione finale di ogni centesimo raccolto: per questo, attraverso il portale web ufficiale www.sudistitaliani.it, sarà resa accessibile a tutti una sezione pubblica costantemente aggiornata con i rendiconti delle somme incassate, l’entità degli aiuti stanziati e le finalità sociali perseguite da ciascuna erogazione.

Tale operazione di rendicontazione avverrà nel pieno e rigoroso rispetto della privacy dei beneficiari. I dati personali sensibili non verranno mai esposti né strumentalizzati per fini propagandistici, tutelando la sensibilità di chi vive un momento di sconforto ed evitando ogni forma di umiliazione pubblica, affinché la solidarietà conservi intatta la propria nobiltà etica e promuova un rinnovato lifestyle improntato all’empatia e al benessere sociale.

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Dalle bollette alle visite mediche: gli interventi urgenti dell’ICSI per le famiglie in difficoltà economica

Il raggio d’azione dell’Istituto abbraccerà quattro grandi direttrici assistenziali concepite per scongiurare che incidenti di percorso temporanei si trasformino in tragedie irreversibili. La prima riguarda l’assistenza sanitaria urgente, intervenendo a supporto di chi deve sottoporsi a visite specialistiche o esami diagnostici salvavita che non possono attendere i tempi lunghi delle liste d’attesa e risultano insostenibili per le tasche dei non abbienti.

La seconda direttrice affronta il dramma del pagamento delle utenze domestiche e delle spese essenziali per la casa, dove l’erogazione di poche centinaia di euro può evitare il distacco della fornitura di luce, gas o riscaldamento durante la stagione invernale. A questo si aggiungono gli interventi tempestivi per eventi imprevisti o emergenze familiari e il sostegno mirato ad anziani soli e nuclei monogenitoriali privi di qualsiasi rete di protezione parentale.

La logica dell’intervento non è l’elargizione a pioggia, bensì la chirurgia sociale: intercettare il bisogno reale nel momento esatto in cui si manifesta. Aiutare un genitore a pagare i testi scolastici dei figli o consentire a un pensionato di acquistare farmaci necessari non significa fare elemosina, ma restituire quella serenità psicologica indispensabile per continuare a sperare e credere nel domani.

Trasparenza e futuro sociale: il sostegno alle start-up per trasformare il talento in riscatto concreto

Oltre a fungere da pronto soccorso per le urgenze materiali, l’ICSI intende porsi come incubatore di riscatto promuovendo la prevenzione strutturale della povertà. Il programma prevede infatti una corsia dedicata al finanziamento di micro-imprese e start-up giovanili nate da talenti che possiedono visione, creatività e competenze, ma che non riescono a ottenere credito dal circuito bancario convenzionale a causa dell’assenza di garanzie patrimoniali pregresse.

In questo specifico comparto produttivo verrà applicata la formula del prestito d’onore rigenerativo: qualora l’attività imprenditoriale finanziata raggiunga l’equilibrio economico e produca profitto, all’imprenditore verrà richiesta la graduale restituzione del capitale iniziale secondo tempistiche concordate. Il denaro rientrato non costituirà un guadagno per l’Istituto, ma rifluirà nel fondo rotativo comune per finanziare nuove imprese e generare un inesauribile circuito virtuoso di occupazione e crescita territoriale.

In un’epoca segnata da crescenti solitudini e cinismo economico, la scommessa lanciata dall’Istituto di Credito Sudisti Italiani dimostra che la solidarietà organizzata può diventare una leva potente. Quando milioni di persone scelgono di unire le proprie forze donando anche solo un euro, nessuna famiglia può dirsi davvero abbandonata e la comunità riscopre il valore più alto della propria umanità.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Economia

Allarme prezzi, raddoppia il costo dei peperoni in un anno: l’inchiesta di Codici sui rincari del carrello della spesa

Stangata carrello della spesa: il prezzo dei peperoni raddoppia in un anno con aumenti record oltre il 103%.

L’associazione Codici denuncia i ricarichi selvaggi tra campi e supermercati con l’inflazione al 5,4% e chiede verifiche urgenti a tutela delle famiglie.

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aumento prezzi

Roma – La morsa inarrestabile dell’inflazione continua ad abbattersi senza tregua sulle tavole e sulle abitudini alimentari degli italiani, colpendo perfino i prodotti ortofrutticoli più comuni e salutari della nostra dieta mediterranea. Secondo le ultime rilevazioni diffuse dall’ISMEA, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, nel corso dell’ultima settimana di ottobre 2026 il prezzo medio all’origine dei peperoni colorati ha raggiunto la quota record di 1,48 euro al chilogrammo. Una quotazione che segna un rincaro sconcertante del 103,4% su base annua, accendendo un serio campanello d’allarme per l’andamento della nostra economia nazionale.

Il dato desta ancora maggiore preoccupazione se si osserva la dinamica settimanale, che evidenzia un balzo del 34,1% in soli sette giorni, mentre per i peperoni coltivati in serra i listini toccano quota 2,40 euro al chilogrammo, registrando una crescita del 65,5% rispetto al medesimo periodo del 2025. Una fiammata che rischia di compromettere il potere d’acquisto dei lavoratori precari e delle famiglie più vulnerabili, temi sociali approfonditi anche nel nostro recente servizio sul Premio Omissis dedicato al mondo del lavoro, con ripercussioni evidenti in ogni singolo territorio provinciale.

A denunciare con forza la gravità di questo scenario è l’associazione per la tutela dei consumatori Codici, la quale evidenzia come questi incrementi vertiginosi non siano un caso isolato, ma si inseriscano all’interno di una spirale inflattiva diffusa che sta impoverendo il ceto medio. Secondo le stime preliminari dell’Istat, a ottobre l’indice generale dei prezzi al consumo ha toccato il 5,4% su base annua, trainato dal rincaro dei beni energetici saliti del 31,4% e dal capitolo degli alimentari non lavorati cresciuto del 7,5%, richiamando l’urgenza di interventi da parte della politica di governo.

L’impennata dei costi agricoli è il riflesso diretto della crisi geopolitica internazionale e delle speculazioni finanziarie sui mercati delle materie prime energetiche. Quando il prezzo del gasolio e dell’elettricità schizza alle stelle, l’intera catena produttiva ne risente immediatamente: dal riscaldamento delle serre alla concimazione, fino alle celle frigorifere e alla logistica su gomma, determinando una situazione insostenibile per la tenuta dei consumi alimentari.

I dati ISMEA sui prezzi dei peperoni: aumenti record oltre il 100% all’origine

I numeri elaborati dagli analisti dell’ISMEA fotografano una realtà allarmante per i campi italiani. L’indice dei costi di produzione agricola segnalava già nei mesi estivi un incremento annuo del 40,2% per i carburanti, voce che incide pesantemente sulla gestione dei trattori e delle macchine per la raccolta. La combinazione letale tra siccità prolungata, eventi meteo estremi e bollette esorbitanti ha ridotto la resa per ettaro, costringendo i coltivatori ad aumentare le tariffe all’ingrosso per non operare in perdita economica.

Tuttavia, il vero dramma per i consumatori si consuma nel tragitto che separa le campagne dai banchi della distribuzione. Se il peperone alla produzione costa attorno a un euro e mezzo, sui banconi dei supermercati e dei mercati rionali il prezzo al dettaglio arriva facilmente a sfiorare e superare i quattro euro al chilo. Una forbice speculativa inaccettabile che penalizza doppiamente i cittadini, costretti a tagliare sulla qualità del cibo per far quadrare i conti del bilancio domestico.

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La denuncia di Ivano Giacomelli di Codici sulla speculazione della grande distribuzione

Sulla vicenda è intervenuto in modo durissimo il Segretario Nazionale di Codici, Ivano Giacomelli, chiedendo trasparenza immediata lungo tutti gli anelli della filiera agroalimentare. «Quando il gasolio e l’energia salgono, i costi si scaricano a cascata fino alla tavola delle persone. Le famiglie, già alle prese con bollette elettriche insostenibili e benzina alle stelle, si trovano oggi costrette a pagare cifre spropositate persino per la verdura fresca», ha dichiarato il portavoce, accendendo i riflettori sul ruolo della grande distribuzione organizzata.

«Ci chiediamo con urgenza quanto di questi spaventosi rincari arrivi effettivamente nelle tasche degli agricoltori e quanto invece si disperda nei passaggi intermedi della filiera. I dati dell’ISMEA riguardano i prezzi alla produzione: tra il campo e lo scaffale del supermercato i colossi commerciali non possono nascondersi dietro un dito. Pretendiamo verifiche serrate e controlli fiscali affinché non siano sempre le famiglie a pagare il conto della crisi», ha concluso Ivano Giacomelli.

L’inflazione al 5,4% e l’impatto del caro energia sul bilancio mensile delle famiglie

L’allarme sui peperoni si somma a una lunga serie di rincari che stanno ridisegnando la spesa alimentare quotidiana. Dal pane alla pasta, dall’olio extravergine d’oliva fino ai latticini e alla frutta di stagione, l’effetto domino dell’inflazione alimentare sta costringendo milioni di nuclei a rivedere al ribasso i propri acquisti, rinunciando spesso a prodotti freschi ricchi di vitamine a favore di cibi ultra-processati a basso costo, con pesanti conseguenze sulla salute pubblica.

Per arginare questa pericolosa deriva, l’associazione Codici ha annunciato che proseguirà il monitoraggio capillare dei prezzi dei beni primari, sollecitando il Governo e l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ad attivare verifiche straordinarie contro le speculazioni di filiera. Servono sgravi fiscali mirati e sostegni concreti ai redditi per tutelare i consumatori e garantire che il diritto a un’alimentazione sana rimanga accessibile a tutti i cittadini italiani.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Economia

Piccole imprese e la sfida del dopo PNRR: a Roma il Forum di Confindustria che misura la tenuta della crescita italiana

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Locandina evento Roma

Roma – La vera incognita che attraversa i vertici economici e produttivi del nostro Paese non riguarda più soltanto l’entità della crescita a breve termine, ma la capacità del sistema Italia di sopravvivere all’esaurimento degli stimoli straordinari. È attorno a questo snodo nevralgico che si articoleranno i lavori del XXII Forum Piccola Industria di Confindustria, in programma nelle giornate del 13 e 14 novembre 2026 nella suggestiva cornice monumentale delle Corsie Sistine di Santo Spirito in Sassia a Roma. Sotto il titolo programmatico «Imprese che fanno crescere l’Italia», il summit riunirà imprenditori, vertici bancari, economisti e rappresentanti istituzionali per fare il punto, nell’ambito della nostra sezione di attualità economica, finanza e mercati, su occupazione, innovazione e investimenti privati.

Al centro del confronto si staglia la questione più impegnativa per il nostro apparato manifatturiero: come preservare la propensione agli investimenti del tessuto produttivo quando verrà progressivamente meno la potente spinta finanziaria del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Se infatti il 2026 ha evidenziato una tenuta congiunturale superiore alle aspettative della vigilia, il progressivo disimpegno delle risorse pubbliche straordinarie rischia di far riaffiorare i nodi strutturali mai del tutto sciolti dell’economia nazionale, imponendo una rigorosa verifica sulla sostenibilità dei modelli aziendali nel medio e lungo periodo.

Centro Studi Confindustria e PIL 2026: le stime sulla crescita e il rallentamento degli investimenti

A tracciare i contorni analitici del contesto macroeconomico è il dettagliato Rapporto di previsione elaborato dal Centro Studi Confindustria. Secondo i dati diffusi, il PIL italiano nel 2026 è atteso in aumento dell’1%, trainato da una crescita robusta degli investimenti fissi lordi pari al 3,3%. Tuttavia, lo sguardo sulle proiezioni del 2027 delinea uno scenario di brusca decelerazione: la variazione del Prodotto Interno Lordo scenderebbe allo 0,6%, mentre la dinamica degli investimenti frenerebbe drasticamente fino a un modesto 0,8%. Una dinamica che non prefigura necessariamente una recessione conclamata, ma certifica la persistente vulnerabilità di un assetto dipendente da iniezioni eccezionali di liquidità pubblica, collegandosi idealmente alle riflessioni sulla tenuta delle botteghe affrontate in Benvenuti in Atelier e il valore del Made in Italy.

I calcoli degli economisti di via dell’Astronomia attestano che l’apporto diretto e indiretto del PNRR ha generato circa mezzo punto percentuale di PIL nell’anno in corso, stimolando l’accumulazione di capitale sia mediante l’apertura dei grandi cantieri infrastrutturali sia attraverso i meccanismi di agevolazione fiscale per l’ammodernamento degli impianti. Il nodo prioritario consiste ora nell’evitare che l’inevitabile calo della spesa pubblica straordinaria deprima in modo permanente la capacità produttiva futura, trasformando una fase di transizione assistita in una pericolosa stagnazione tecnologica per l’intero comparto industriale.

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Valentina Pelliccia analizza la competitività delle PMI: il caro energia e la produttività oltre gli incentivi

Nella sua puntuale disamina economica, la giornalista Valentina Pelliccia evidenzia una netta linea di demarcazione concettuale: aumentare il volume degli investimenti non si traduce automaticamente in un incremento della produttività multifattoriale. L’acquisto di un singolo macchinario favorito da un credito d’imposta espande la capacità operativa immediata, ma soltanto una profonda trasformazione organizzativa e gestionale, unita alla valorizzazione del capitale umano, è in grado di modificare stabilmente il posizionamento strategico di un’azienda sul mercato internazionale.

A zavorrare la competitività delle piccole e medie imprese italiane concorre in modo pesante il divario strutturale sui costi energetici. Nel corso dei primi nove mesi del 2026, il prezzo all’ingrosso dell’elettricità in Italia si è attestato su livelli superiori del 35% rispetto a quello della Germania, mentre l’incidenza delle bollette sui costi di produzione complessivi è salita negli ultimi sei anni dal 4,6% al 6,2%. Un differenziale insostenibile per i comparti energivori, che incide direttamente sulla marginalità operativa e sulle risorse da destinare alla crescita del territorio e dei distretti produttivi regionali.

Forum Piccola Industria alle Corsie Sistine: politica industriale, capitali privati e tenuta sociale dei territori

Davanti a catene globali del valore sempre più frammentate e alla necessità di garantire la sicurezza negli approvvigionamenti di materie prime critiche, il dibattito promosso da Confindustria richiama la necessità di una vera e propria politica industriale strategica. Come evidenziato nell’analisi, lo Stato non deve limitarsi a distribuire bonus a pioggia o contributi temporanei, ma deve definire priorità chiare, favorire il trasferimento tecnologico della ricerca universitaria e sostenere l’accesso al capitale di rischio e al private equity, integrando gli indirizzi istituzionali analizzati nella nostra pagina di politica industriale, riforme e affari istituzionali.

Il confronto del 13 e 14 novembre alle Corsie Sistine tocca infine una dimensione etica e sociale ineludibile. Nelle aree interne e nelle province manifatturiere, la salute economica delle PMI rappresenta l’unico vero baluardo contro lo spopolamento demografico e la fuga dei giovani talenti. La tenuta delle fabbriche coincide con la tenuta delle comunità civili: la vera sfida della politica economica del dopo-PNRR non si misurerà sulla quantità dei fondi spesi, ma sulla capacità delle imprese di continuare a innovare, competere e creare lavoro anche a riflettori spenti e senza sussidi.

Articolo a cura di Valentina Pelliccia per la Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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