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ENRICO BARTOLOTTI 2° ALLA 100KM DEL PASSATORE 2026 IN 6H55’46”

L’obiettivo era il sub 7 per l’ultima chiamata alla maglia azzurra e così è stato!

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Redazione-  Sabato 23 maggio 2026, ha avuto luogo la 100km del Passatore vinta da Alessio Milani in 6h47’42”, precedendo Enrico Bartolotti 6h55’46” e il francese Julien Nison 6h57’35”.

A seguire David Colgan 7h03’25” e Danilo Brambilla 7h11’45.

Tra le donne ha vinto Nikolina Sustic Stankovic (CRO) 7h28’22”, precedendo Daniela Valgimigli 7h55’32” e Sarah Giomi 8h02’24”.

Di seguito approfondiamo l’esperienza di Enrico Bartolotti attraverso risposte ad alcune mie domande.

Complimenti per il 2° posto al Passatore, che effetto ti fa?

Ciao Matteo e grazie ancora per questo tuo interesse per noi atleti di cuore come ci definiscono per la tanta passione che mettiamo nelle mattate che compiamo.

 

In effetti gli ultramaratoneti sono atleti che praticano questo durissimo sport con tanto cuore, tanta passione, con la voglia di mettersi in gioco, di fare esperienza, approfondire la conoscenza di se stessi e degli altri, sfide durissime ma fattibili previo periodi consoni, congrui, accurati, mirati di allenamento, arrivandoci gradualmente dopo anni così come ha dimostrato di saper fare Enrico.

È importante raccogliere loro testimonianze, capire cosa gli spinge a fare tanti chilometri, tanta fatica per arrivare a un traguardo, per sognare e per trasformare sogni in realtà, provando e riprovandoci, apprendendo da ogni esperienza allenamento, gara, andando avanti con più coraggio, fiducia e resilienza.

Te l’aspettavi? Cosa ti è mancato per la vittoria? Come ne sei uscito?

Non mi aspettavo posizione o vittoria che sia, visto che molti mi hanno percepito forse in qualche modo dispiaciuto per il secondo posto o amareggiato, ma ne esco fuori completo e soddisfatto! L’obiettivo era il sub 7 per l’ultima chiamata alla maglia azzurra e così è stato!

La parte più difficile?

‘Audace’ l’hanno definito il mio tentativo del tempo su un percorso come il Passatore con le sue difficoltà, che a suo modo presenta una qualsiasi cento chilometri anche in piano, ma ricordiamoci che io sono di Faenza e per me c’è una componente mentale e una vena romantica, se me lo concedi, di tornarmi a casa sulle mie gambe da Firenze.

Detto, fatto, qualche anno fa Enrico rispondeva ad alcune mie domande dicendo che un giorno avrebbe voluto essere protagonista al Passatore e così è stato, ha puntato a fare una grandissima prestazione per guadagnarsi una convocazione in nazionale con il criterio di una 100km sotto le 7h00 ore e così è stato.

Ci è riuscito in una 100km durissima e difficilissima, non in una dove si può fare il tempo come la 100km del Conero o in Olanda e quindi tanto merito per Enrico che fissa obiettivi, si impegna e li raggiunge e soprattutto è capace di fare cose straordinarie correndo in progressione in gare di ultramaratone di 100km, sorprendendo tutti, da coloro che partono veloci davanti a lui e lo lasciano indietro la prima metà gara, agli spettatori, fan familiari, amici, c da chi segue da casa.

Cosa e chi ti ha aiutato?

Il tanto lavoro è stato fatto e dedicato coi giusti ritmi e carichi mentali e fisici negli ultimi anni per fare il tempo!

 

Circa 4 anni fa, alla fine di febbraio 2022, così rispondeva Enrico a una mia domanda:

Prossimi obiettivi? Sogni da realizzare?

I prossimi obbiettivi sono mezze e maratone per costruire una buona base sulla velocità e il mio sogno da realizzare… be’ sono un faentino e amo le ultramaratone… essere protagonista un giorno alla ‘Cento del Passatore!’.

https://ilsentieroalternativo.blogspot.com/2022/03/enrico-bartolotti-2-alla-50km-del.html

Successivamente, circa 3 anni fa, all’inizio di febbraio 2023, così rispondeva Enrico a una mia domanda:

Progetti, ambizioni, mete, sogni? Quando sarai protagonista al Passatore?

Ho iniziato a correre con un sogno e continuerò a inseguirlo. La direzione dall’anno scorso a oggi è una e si chiama ‘Passatore’! Ed è proprio lì che da buon faentino mi impegnerò a portare a Faenza il massimo risultato mentre a casa mia il cappello del Passatore! Non voglio passare per un esaltato quale non sono ma sento che la gente mi vuole bene perché non ho mai nascosto pensieri, giudizi e neanche obbiettivi e spero che questa stessa gente faccia il tifo per me e per il mio bene.

https://ilsentieroalternativo.blogspot.com/2023/02/enrico-bartolotti-2-alla-misano.html

Avere chiaro un obiettivo, significa che si è già a buon punto verso il conseguimento di tale obiettivo, con vari step che possano convalidare i propositi di Enrico. Un grande sogno che si può cavalcare continuando a lavorare di qualità e quantità chilometrica, e curando sia aspetti fisici che mentali.

Dopo tanta pazienza, impegno, fiducia e resilienza, il 24 maggio 2025, Enrico Bartolotti è stato protagonista al Passatore dove si è classificato al 4° posto in 7h20’ preceduto da Alessio Milani che ha vinto in 6h50’30”, Julien Nison 6h59’22”, David Colgan 7h13’16”.

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CUS UD’A DA URLO AI CAMPIONATI NAZIONALI UNIVERSITARI: UN ESORDIO CHE VALE ORO

Il CUS Ud’A brilla ai Campionati Nazionali Universitari: pioggia di medaglie e prestazioni leggendarie tra taekwondo e atletica leggera. Un esordio da sogno che porta in alto i colori dell’ateneo!
#CUSUdA #CNU2024 #SportUniversitario #EccellenzaSportiva

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Pioggia di medaglie e prestazioni da incorniciare per la delegazione abruzzese in Piemonte Orientale: il CUS Ud’A scrive una pagina memorabile di sport universitario.

Redazione-  Un inizio che supera ogni più rosea aspettativa. Il CUS Ud’A ha fatto il suo ingresso trionfale ai Campionati Nazionali Universitari (CNU) in corso in Piemonte Orientale, trasformando il debutto in una vera e propria cavalcata verso il podio. Una spedizione, quella guidata dal presidente Claudio Barjami, che ha già regalato emozioni forti e confermato l’altissimo livello competitivo degli atleti dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio”.

Un trionfo che nasce dal cuore

Il presidente Barjami, visibilmente emozionato per il bottino collezionato, non ha nascosto la propria soddisfazione: “Siamo profondamente entusiasti di questo inizio strepitoso, che dimostra subito il valore e la competitività del CUS Ud’A. Voglio rivolgere un ringraziamento immenso a tutti i nostri atleti, che oggi hanno gareggiato con il cuore, con sacrificio e con un attaccamento encomiabile ai nostri colori”. Un successo corale, che affonda le radici in una programmazione meticolosa: “Questo risultato non arriva per caso, ma è il frutto di un grande lavoro di squadra. Per questo ci tengo a ringraziare pubblicamente il Vice Presidente Francesco De Flaviis e la consigliera Giada Di Muzio: il loro impegno organizzativo e la loro dedizione costante sono stati fondamentali per preparare al meglio questa spedizione”.

Tatami e pista: il dominio del CUS Ud’A

A prendersi la scena, fin dalle prime battute, è stato Vincenzo Marco Bernardino. Il taekwondoka del CUS Ud’A si è reso protagonista di un percorso magistrale, dominando sul tatami con una grinta che lo ha portato a conquistare uno splendido oro, impreziosito poi da un bronzo di assoluto valore in una seconda categoria.

Non è stata da meno l’atletica leggera. Francesca Orfeo ha incantato il pubblico nei 200 metri: una falcata potente e un crono di 24,01 le hanno consegnato il gradino più alto del podio, sbaragliando una concorrenza agguerrita. Grandi soddisfazioni sono arrivate anche dalle pedane del salto triplo: Ilaria Monaco ha conquistato un bronzo di grande carattere, mentre la compagna di squadra Michelle Cucinelli ha confermato il suo talento centrando un posto nella prestigiosa top 10 nazionale.

Il capolavoro della staffetta

La chiusura di questa avventura, fin qui straordinaria, porta la firma della staffetta 4×100 femminile. Il quartetto formato da Federica Giorgetti, Greta Zuccarini, Francesca Orfeo e Benedetta Mambella ha dato vita a un vero e proprio capolavoro sportivo, conquistando un bronzo che vale quanto un oro. Le ragazze hanno tagliato il traguardo incollate a due corazzate storiche dello sport universitario italiano come Torino e Venezia, dimostrando che il CUS Ud’A può guardare negli occhi chiunque.

Dietro questi successi in pista c’è la mano esperta dell’allenatore Alberto Cipriani, capace di plasmare un gruppo coeso e competitivo, capace non solo di partecipare, ma di stupire. Le premesse per proseguire la kermesse piemontese con altre medaglie al collo ci sono tutte: il CUS Ud’A è ufficialmente una delle realtà da battere di questa edizione dei CNU.

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ROMA PREMIA LE ECCELLENZE SPORTIVE: DAI DIRIGENTI AL GIORNALISMO, UN TRIBUTO AI VALORI DEL FUTURO

Premi ANSMES 2026 a Roma celebrano dirigenti, tecnici, giornalisti e atleti che, con passione e valori, stanno plasmando il futuro dello sport italiano.
#SportItalia #ANSMES2026 #ValoriSportivi

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Premio Montingelli 1112 x 860

Redazione-  Venerdì pomeriggio la città eterna ha ospitato la cerimonia di consegna dei Premi ANSMES Roma 2026, l’appuntamento ormai consolidato dell’Associazione Nazionale Stelle, Palme e Collari d’Oro al Merito del CONI e del CIP. L’evento, promosso dal Comitato Provinciale di Roma, ha riunito dirigenti, tecnici, giornalisti, rappresentanti delle federazioni e dell’associazionismo sportivo per celebrare le eccellenze che, nell’ultimo anno, hanno fatto crescere il panorama sportivo italiano con risultati, competenza e dedizione.

Il tavolo dei festeggiati è stato presieduto dal presidente del Comitato provinciale, Antonello Assogna, affiancato dal vicepresidente Mimmo Giordani, dal tesoriere Mario Biagini e dai consiglieri Giancarlo Marcoccia, Cristina Ferrucci, Antonio Cafiero e Piera Marchettoni. “Questi premi non riconoscono solo i traguardi sportivi, ma soprattutto i valori umani che ogni premiato incarna ogni giorno”, ha dichiarato Assogna. “Premiare dirigenti, tecnici, società e professionisti della comunicazione significa valorizzare un patrimonio fondamentale per il futuro dello sport italiano e per le nuove generazioni”.

Il “Dino Viola” per la leadership cestistica

Il premio “Dino Viola”, riservato ai dirigenti, è stato consegnato a Lorenzo Fontana, presidente del Comitato Regionale FIP Lazio dal settembre 2024. Fontana è stato lodato per il lavoro svolto nella promozione della pallacanestro a livello regionale, dal settore giovanile alla valorizzazione delle società del territorio. “Il nostro impegno è costruire percorsi che coinvolgano sempre più ragazzi e famiglie intorno ai valori del basket”, ha commentato Fontana, sottolineando l’importanza di consolidare le radici della pallacanestro a Roma e nel Lazio.

A consegnare il riconoscimento è stato Riccardo Viola, past‑presidente del CONI Lazio e figlio di Dino Viola. Il dirigente ha colto l’occasione per ribadire la necessità di un “piano regolatore per lo sport” a Roma: “Senza spazi adeguati, le società e i giovani rischiano di perdere occasioni cruciali di crescita, aggregazione e inclusione sociale. Servono nuove strutture diffuse nei quartieri, capaci di rispondere alle esigenze del territorio”.

Il “Giancarlo Primo” al tecnico di rotelle

Il premio tecnico “Giancarlo Primo” ha trovato il suo destinatario in Maurizio Lollobrigida, allenatore di pattinaggio a rotelle. Lollobrigida è stato premiato per la sua lunga attività formativa, che ha favorito la crescita di numerosi giovani atleti, tra cui la medaglia d’oro olimpica di Francesca e la campionessa Giulia. “Questo premio è la conferma di un percorso fatto di passione, sacrificio e fiducia nel pattinaggio”, ha dichiarato l’allenatore, ricordando le sfide affrontate per organizzare eventi in luoghi dove pochi credevano fosse possibile. Il riconoscimento è stato affidato da Antonio Varacalli, presidente regionale della Federazione Sport Rotellistici, che ha evidenziato l’impatto di Lollobrigida sulla generazione di nuovi talenti.

Il “Renzo Nostini” alla Volleyrò Casal de Pazzi

Nell’ambito delle associazioni sportive il “Renzo Nostini” è stato attribuito alla Volleyrò Casal de Pazzi, simbolo del volley giovanile femminile italiano. La società è stata premiata per la qualità del lavoro tecnico e promozionale, culminato con il titolo nazionale Under‑18. Andrea Burlandi, delegato CONI per il Comune di Roma e storico presidente della FIPAV Lazio, ha sottolineato come la programmazione seria della Volleyrò abbia prodotto atlete capaci di approdare ai più alti livelli della pallavolo nazionale.

Premi speciali: giornalismo e paralimpismo

Due riconoscimenti speciali hanno completato la serata. Il Premio Massimiliano Morelli è stato assegnato a Saverio Montingelli, voce di Rai Sport, per la capacità di raccontare lo sport oltre il risultato, dando spazio a storie di sacrificio, inclusione e rinascita. “Raccontare le vicende di chi trova riscatto nello sport, anche dentro le carceri, è un dovere”, ha dichiarato Montingelli, che ha appena concluso il suo mandato. Antonio Ranalli, fiduciario CONI del XIII Municipio di Roma, ha ricordato il valore culturale del giornalismo sportivo.

Il Premio Simonetta Avalle è stato conferito a Rigivan Ganeshamoorthy, campione paralimpico del lancio del disco, per la sua determinazione e per l’esempio di inclusione nello sport. Non presente, l’atleta è stato celebrato da Giuseppe Andreana, presidente del Comitato Regionale del Comitato Italiano Paralimpico del Lazio, che ha illustrato i risultati delle imprese di Ganeshamoorthy.

Un futuro guidato dallo sport

La cerimonia, percorsa da emozioni e applausi, ha riepilogato l’importanza dello sport come strumento educativo, sociale e culturale. Tra gli ospiti spiccavano il consigliere del CONI Lazio Andrea Frateiacci, il governatore del Panathlon International Club per l’Area 14 (Lazio) Cesare Sagrestani, e l’ex presidente dell’Associazione Italiana Arbitri Carlo Pacifici.

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SARAH GIOMI 3^ (2^ ITALIANA) ALLA 100KM DEL PASSATORE 2026 IN 8H02’24”

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Redazione-  Sabato 23 maggio 2026, ha avuto luogo la 100km del Passatore e tra le donne ha vinto Nikolina Sustic Stankovic (CRO) 7h28’22”, precedendo Daniela Valgimigli 7h55’32” e Sarah Giomi 8h02’24”.

Il vincitore assoluto è stato Alessio Miliani in 6h47’42”, precedendo Enrico Bartolotti 6h55’46 e il francese Julien Nison (FRA) 6h57’35”.

Di seguito approfondiamo l’esperienza di Sarah Giomi (Atl. Castello) attraverso risposte ad alcune mie domande.

Complimenti per il 3° posto al Passatore, che effetto ti fa?

Era la prima volta al Passatore, una gara storica e leggenda dell’Ultramaratona. Salire sul podio è un onore e simbolo di un percorso e viaggio di crescita importante. 

 

Davvero una grande prestazione salire sul podio alla 100km del Passatore come 3^ donna assoluta ed essendo campionato italiano anche come vicecampionessa italiana.

Te l’aspettavi?

‘Aspettarsi’ qualcosa nell’ultramaratona è una parola grossa. In 100km può succedere di tutto. Ci ho voluto credere dall’inizio alla fine, gestendo fatica e imprevisti. 

 

In effetti si tratta di una grandissima e lunghissima fatica per 100km che prevedono anche altimetrie importanti di circa 900 metri sul Passo della colla e in una giornata a fine maggio molto calda, affrontando ogni imprevisto credendoci fin dall’inizio e fino alla fine.

Quando hai capito che non potevi vincere?

Alla partenza. Nikolina è fortissima e da subito ha imposto un passo importante. Nikolina ha esperienza sulle 100k e al Passatore, sa gestirsi e impostare un’ottima gara. Sapevo che non avrebbe avuto crolli. Di fatto ha battuto il suo stesso record femminile del percorso.

 

È importante avere la consapevolezza di quanto si vale, di cosa si può fare in una durissima gara di 100km e di quanto valgono le altre atlete. Nikolina da diversi anni è un fenomeno vincendo il Passatore altre 5 edizioni dal 2015 al 2019 con tempi da record, il precedente miglior tempo la sua ultima partecipazione nel 2019 di 7h31’05 e arrivando sempre tra i primi 7 assoluti. Inoltre, vanta un personal best di 7h20’34” ottenuto il 24 luglio 1987ai campionati mondiali di Sveti Martin na Muri (CRO) e recentemente, lo scorso 7 marzo 2026 ha vinto la “Polojska ultra 100km NC (CRO)” in 7h25’25” (3^ assoluta).

Come ne sei uscita?

Emozionata, ancora più matura e consapevole rispetto ai miei punti di forza e quelli di cui lavorare di più, conscia del viaggio e delle persone che mi hanno accompagnato.

 

Ogni gara può lasciare un segno positivo o negativo ed è bene considerare entrambi e lavorarci con entrambi per potenziare la fiducia in sé, l’autoefficacia e la voglia di far meglio la prossima volta e per potenziare eventuali aspetti critici.

Cosa ti ha aiutato e chi ti ha aiutato?

Mio marito in primis. Preparare ultramaratone impone dei ‘sacrifici’ anche a chi vive con te la quotidianità. Allenamenti, viaggi, energie. Le persone che ti stanno vicino devono comprendere profondamente la passione che ti muove per esserti di supporto in tutta la preparazione e in gara. Mio marito mi ha anche seguito in bici dandomi supporto ai ristori. Devo ringraziare anche Monica Casiraghi e la coinvolgente passione che comunica per l’ultramaratona femminile. Ringrazio il mio preparatore atletico, fisioterapisti e amici che mi incoraggiano e supportano sempre. Ma anche tutti gli amanti della corsa e appassionati che lungo il percorso del Passatore mi hanno emozionato con tifo e sorrisi. 

 

Trattasi di gare molto faticose da preparare bene e necessita il supporto di familiari e professionisti, per essere sereni coltivando la propria passione e raggiungendo obiettivi importanti che fanno bene al cuore e alla mente e cercando di far sempre meglio grazie a consigli di esperti e supporto di persone care.

Monica Casiraghi sa cosa significa preparare e correre una ultramaratona per andare a podio, per vincerla, per fare un record essendo stata una delle più forti ultramaratonete della storia italiana con vittorie, podi e record e continua a invogliare atlete a dedicarsi a questa disciplina faticosa ma remunerativa dal punto di vista della crescita e conoscenza personale.

A chi lo dedichi?

A me stessa, a tutti, alla vita. Emozioni uniche in un paesaggio incantevole che troppo spesso non viviamo appieno se non in momenti che ci scuotono tanto dentro.

Allenamenti e gare decisive?

Questo anno ho fatto diverse gare con dislivello per abituarmi a un percorso così duro per altimetria. 50km di Romagna, Maratona dell’Elba, Monza-Montevecchia Ultratrail. Le gambe si sono abituate ad assorbire i traumi delle discese e io a gestire l’energia e lo sforzo in salita. Inoltre, due allenamenti mi hanno dato sicurezza: un weekend in cui ho corso 33k forti al sabato per poi correre una maratona alla domenica, e un lunghissimo di 72km. 

 

Una gara durissima che non si può improvvisare se si hanno ambizioni di podio ma che bisogna preparare con allenamenti mirati e sostenuti di qualità e di quantità, simulando parti di gare importanti come le lunghe salite e le lunghe discese per abituare corpo e mente allo sforzo fisico ritenuto quasi estremo ma non impossibile perché il corpo e la mente si adatta a tutto con gradualità, assorbendo carichi di lavoro e ricordando in gara quanto si vale.

Cosa dicono la famiglia, gli amici, i fan?

Sono fortunata, ricevo tanto sostegno e incoraggiamento. Mi piace condividere e cercare di trasmettere quello che vivo nello sport per renderlo materiale e strumento per tutti. Si vede che in qualche modo arrivo alle persone, comprendono l’amore e l’impegno che ci metto. 

 

Belle parole, in effetti, lo sport di fatica può essere considerato anche uno strumento di conoscenza di se stessi e di coinvolgimento della propria passione in altri per mettersi in moto se non nelle ultramaratone in altro di fattibile e possibile ognuno con proprie risorse, qualità, capacità, modalità.

Come festeggi?

Niente di particolare, io celebro e festeggio ogni giorno. Sono grata per quello che ho, riconosco e ringrazio quotidianamente. 

Ogni giorno e momento si vive e bisogna apprezzare di volersi bene e voler bene qualcun altro, la vita è veloce e bisogna sapersela godere, ognuno a modo suo, praticando sport, essendo in relazione con qualcuno.

I momenti più difficili?

Dal km 86/87. Le gambe incominciavano a farmi sentire la fatica. Ma la testa era in controllo e focalizzata. Il ritmo ha iniziato a calare, sapevo che dovevo solo gestire fino alla fine senza perdere troppo. 

 

Le crisi fanno parte del pacchetto di gara, si possono riconoscere e dargli la giusta importanza con la consapevolezza che altre volte può essere successo e si è potuto superare il momento peggiore e ognuno gestisce nel migliore dei modi prendendo le redini del proprio corpo, riconoscendo quanto e come osare senza strafare portando a casa il meglio per sé.

Alimentazione prima, durante e dopo?

Prima delle gare io sempre riso in bianco con olio e miele. Per questa gara, avendo molte ore per digerire, ho aggiunto proteine in forma uova sode, mangiando solo l’albume. Poi carboidrati in forma liquida fino a poco prima della partenza e in gara gel e maltodestrine sciolte in acqua, coca cola al bisogno. Subito dopo le gare assumo un integratore completo di carboidrati e aminoacidi per uno stimolo di recupero immediato.

Il carburante è importante, necessario, essenziale e ognuno ha il suo in base ai gusti e alle precedenti esperienze.

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