Rimani in contatto con noi
#

Territorio

“RIETI COLLEZIONA ” SVELA IL SUO TESORO: UN ANNULLAMENTO FILATELICO SPECIALE SEGNA L’80° ANNIVERSARIO DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Rieti Colleziona è pronta a svelare un tesoro unico: un annullo filatelico speciale per la sua 56^ edizione, celebrando anche gli 80 anni della Repubblica Italiana! Non perdere l’occasione di avere un pezzo di storia il 2 giugno a Rieti o tramite commissione.
#Filatelia #RietiColleziona #PosteItaliane #FestaDellaRepubblica

Pubblicato

a

Progetto senza titolo 12

Redazione-  Gli appassionati di filatelia, storia e della città di Rieti hanno un motivo in più per segnare il calendario. In vista della 56^ edizione di “Rieti Colleziona”, in programma il prossimo martedì 2 giugno, Poste Italiane attiverà un servizio filatelico temporaneo d’eccezione, introducendo un annullo speciale che non solo onora la storica manifestazione locale ma getta luce su un traguardo fondamentale per la nazione: gli 80 anni della Repubblica Italiana. Un’iniziativa che unisce la passione per il collezionismo alla celebrazione della memoria storica del Paese.

L’annullo speciale, richiesto con entusiasmo dall’Associazione Collezionisti “S. Fabi” di Rieti, si presenta come un vero e proprio gioiello per amatori e storici. Sarà contraddistinto dalla dicitura “56^ edizione Rieti Colleziona’ – Negli 80 anni della repubblica italiana – 2.6.2026”, confermando la duplice valenza dell’evento. Ogni corrispondenza timbrata con questo bollo diventerà un piccolo, prezioso frammento di storia, un testimone tangibile di un anniversario significativo e di una tradizione collezionistica radicata nel cuore della Sabina.

La scelta del 2 giugno come data per l’attivazione di questo servizio filatelico non è casuale, ma profondamente simbolica. Coincide infatti con la Festa della Repubblica Italiana, la ricorrenza che celebra la nascita della nostra forma di governo democratico. Quest’anno, la celebrazione assume un significato ancora più profondo, focalizzandosi sull’ottantesimo anniversario di quel referendum che nel 1946 segnò un punto di svolta per l’Italia. L’annullo speciale diventa così un ponte ideale tra la passione per il collezionismo e la memoria collettiva, un omaggio raffinato ai valori fondanti della nazione e alla sua resilienza. È un modo per unire il micro-universo del collezionismo al macro-racconto della storia italiana, creando un legame indissolubile tra un hobby e un’identità nazionale.

Per tutti coloro che desiderano apporre personalmente questo sigillo storico sulle proprie corrispondenze o acquisirlo come pezzo da collezione, l’opportunità si presenterà a Rieti nella giornata di martedì 2 giugno. Dalle ore 9.30 alle ore 13.30, sarà allestito uno Spazio Filatelico temporaneo in una delle piazze più evocative della città: piazza Vittorio Emanuele, 17 – 02100 Rieti. Qui, il personale di Poste Italiane sarà a disposizione per timbrare con l’esclusivo bollo speciale ogni articolo presentato, trasformando una semplice lettera, una cartolina o un documento filatelico in un cimelio da conservare con cura o da regalare.

Per gli appassionati che non potessero essere presenti di persona a Rieti in quel giorno speciale, Poste Italiane ha pensato a una soluzione per non far perdere questa occasione unica. Le commissioni filateliche possono essere inoltrate direttamente a: Poste Italiane S.p.A. / U.P. Rieti Garibaldi / Sportello Filatelico Via Giuseppe Garibaldi, 283 – 02100 Rieti. Per qualsiasi necessità o per ottenere informazioni aggiuntive sul processo di richiesta, è possibile contattare lo Sportello Filatelico al numero 0746 265277. Un servizio pensato per garantire a tutti, ovunque si trovino, la possibilità di partecipare a questo momento significativo per la filatelia e per la storia italiana.

Questo annullo speciale, lungi dall’essere un semplice timbro, si configura come un vero e proprio veicolo di cultura, storia e memoria. Rappresenta la capacità intrinseca della filatelia di celebrare e perpetuare eventi, anniversari e passioni. Poste Italiane, con iniziative come questa, conferma il suo ruolo non solo di operatore postale, ma anche di promotrice attiva del patrimonio culturale e storico italiano, offrendo strumenti unici per collegare il passato al presente e al futuro. Un appuntamento imperdibile per chiunque voglia possedere un frammento tangibile della storia italiana e della vivace tradizione collezionistica reatina.

Per approfondimenti su questo e altri annulli, e per esplorare il vasto e affascinante mondo della filatelia, è sempre disponibile il sito ufficiale filatelia.poste.it, una risorsa inesauribile per esperti e neofiti.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Territorio

URBANISTICA IN DEROGA A MONTESILVANO: QUANDO IL NUOVO EDIFICIO “SOFFOCA” LA CITTÀ STORICA

Il supercondominio di via Marinelli accende il dibattito: basta edilizia selvaggia che stravolge i quartieri. Serve un’urbanistica partecipata per proteggere il volto della nostra città.
#Urbanistica #Montesilvano #CittàSostenibile #RigenerazioneUrbana

Pubblicato

a

26 0530 DeFlaviis Palladini DiGiampietro scaled

Redazione-  La trasformazione urbana non è più un gioco solitario tra costruttori e uffici tecnici comunali. A Montesilvano, la controversa vicenda del nuovo supercondominio di via Marinelli, a Villa Verrocchio, è diventata il catalizzatore di un dibattito necessario sull’assetto futuro delle nostre città. Sette piani e quaranta appartamenti che si ergono, prepotenti, in un tessuto fatto di villini storici di uno o due piani: un impatto visivo e funzionale che ha sollevato un’ondata di malumore civico.

Il caso, recentemente al centro di una conferenza stampa promossa da Italia Nostra Pescara, Prospettiva Futura e il Comitato Saline-Marina.PP1, rappresenta l’emblema di una “urbanistica dirompente”. In nome del recupero del patrimonio esistente, si procede spesso a demolizioni massicce seguite da ricostruzioni che stravolgono il carico urbanistico, ignorando i limiti di legge su altezze, distanze e dotazioni di verde pubblico.

A Montesilvano, il cantiere di via Marinelli si è trasformato in un campo di confronto inedito. Al tavolo si sono seduti l’impresa e il progettista, l’architetto Aurelio Colangelo, a confronto con il mondo delle associazioni, rappresentato dall’architetto Massimo Palladini (presidente di Italia Nostra Pescara), dall’architetto Giuseppe Di Giampietro e dall’ingegner Mauro De Flaviis. Un esercizio di democrazia partecipata raro, in cui è emersa una richiesta concreta: mitigare l’impatto del complesso in ultimazione, ad esempio prevedendo un accesso pedonale e uno spazio verde integrato verso l’adiacente parco di Villa Delfico, polmone storico della città.

Il dato politico che emerge, tuttavia, è il grande assente: la politica locale. Mentre in altre città italiane la magistratura è già intervenuta per bloccare cantieri simili, a Montesilvano si cerca una via d’uscita virtuosa. Le associazioni hanno risposto all’immobilismo istituzionale presentando un vero e proprio “Manifesto per un’urbanistica equa, sostenibile e partecipata”.

Il documento traccia linee guida chiare: i premi di cubatura non devono trasformarsi in un peggioramento gratuito della qualità della vita. Quando si superano certi indici, l’intervento non può essere una mera concessione burocratica, ma deve obbligatoriamente passare attraverso un piano esecutivo pubblico e trasparente. La strada, le infrastrutture e gli standard urbanistici – parcheggi, verde, servizi – non sono “accessori”, ma il cuore pulsante di ogni trasformazione edilizia. Senza una visione d’insieme, la “città che cambia su se stessa” rischia di diventare una somma di isole cementificate, prive di decoro e vivibilità.

Questa vicenda solleva una domanda cruciale: chi decide il volto della nostra città? Se l’urbanistica in deroga continuerà a essere gestita senza un confronto reale con la cittadinanza, le “città giardino” del passato saranno destinate a diventare, in pochi anni, periferie slegate e sature. Il caso di via Marinelli è solo la punta di un iceberg; la sfida ora è trasformare la denuncia in una regola condivisa, dove il profitto dell’impresa non avvenga mai a discapito del diritto alla luce, al verde e alla bellezza dello spazio pubblico.

 VIDEO YOUTUBE DELL’INCONTRO
Intervista agli arch Palladini e Di Giampietro, da parte dell’ex-Dirigente all’Urbanistica del
Comune di Manoppello (PE) arch. Massimo D’Angelo.
https://youtu.be/r-2-oQ7tCT0
(Documentazione) SPECIALE DI IL SORPASSO MARZO 2023
L’URBANISTICA OSCURA IL CASO DI VIA MARINELLI
.
Dossier de ILSORPASSO, Marzo 2026, periodico di Nuova Pescara, in distribuzione gratuita in
edicole, supermercati selezionati di Montesilvano, Pescara Nord e on line. Estratto, scaricabile qui:
https://www.webstrade.it/mts/Dossier-Marinelli_SORPASSO-3-26.pdf

Continua a Leggere

Territorio

PERETO IN FESTA PER LA REPUBBLICA: OTTANT’ANNI DI STORIA, DEMOCRAZIA E IL VOTO DELLE DONNE, UN PONTE PER IL FUTURO

Pereto celebra l’80° Anniversario della Repubblica, il primo voto delle donne e i valori della nostra Costituzione con l’evento “Aspettando il 2 giugno”. Un appuntamento imperdibile tra storia, cinema, poesia e riflessione per le nuove generazioni!#FestaDellaRepubblica #VotoDonne #Pereto #80AnniDiRepubblica

Pubblicato

a

IMG 20260530 WA0019 539 x 734

Redazione-  La piccola comunità di Pereto si prepara a un evento di grande risonanza civica e culturale con la manifestazione “Aspettando il 2 giugno”. Presso la suggestiva sala polifunzionale Ex Chiesa di Sant’Antonio, l’Amministrazione comunale ha organizzato una giornata dedicata alla celebrazione dell’80° Anniversario della Festa della Repubblica Italiana, ricordando contestualmente l’elezione dell’Assemblea Costituente e il cruciale primo voto delle donne. Un appuntamento imperdibile per riflettere sulle radici della nostra democrazia e sul cammino percorso come nazione.

Sotto il significativo claim “80 anni di Repubblica, ottant’anni al servizio del Paese”, l’iniziativa di Pereto non si limita a commemorare una data storica, ma intende valorizzare un percorso collettivo fatto di impegno, dedizione e sacrificio da parte di donne e uomini che hanno operato e continuano a operare al servizio dello Stato. Ottant’anni di Repubblica significano, infatti, ottant’anni di democrazia consolidata, di libertà conquistate e difese, di diritti garantiti, di crescita civile e di coesione nazionale.

La formula “Al servizio del Paese” non è, per l’Amministrazione comunale di Pereto, una mera espressione celebrativa. È l’incarnazione di una missione quotidiana, intrisa di sacrificio, dedizione e profondo senso del dovere. È la consapevolezza che i principi fondamentali come la libertà, la democrazia e i diritti non sono conquiste statiche, ma valori dinamici che richiedono di essere costantemente custoditi, difesi e alimentati. Dietro ogni diritto esercitato liberamente, dietro ogni spazio di democrazia partecipata, dietro la possibilità di vivere in pace e sicurezza, si celano le storie di generazioni di “servitori dello Stato” che hanno operato con lealtà incrollabile verso la Repubblica, dedicando la propria vita professionale – e spesso anche personale – al bene delle istituzioni.

L’evento prenderà il via alle ore 17:00 con i saluti e l’intervento introduttivo del Sindaco Giacinto Sciò, che aprirà la giornata di riflessione. A seguire, l’avvocato Antonello Meuti, patrocinante in Cassazione, offrirà una “Riflessione giuridica, storica e letteraria sui valori repubblicani e analisi dell’art. 3 della Costituzione”. Un momento di approfondimento fondamentale per comprendere le basi giuridiche e filosofiche che sorreggono la nostra carta costituzionale e i principi di uguaglianza che ne sono il cuore pulsante.

Il programma proseguirà con la proiezione del pluripremiato film “C’è ancora domani”, scritto, diretto e interpretato da Paola Cortellesi, con la sceneggiatura della stessa Cortellesi, Giulia Calenda e Furio Andreotti. Un’opera cinematografica che ha saputo toccare le corde più profonde del pubblico, veicolando un potente messaggio di emancipazione femminile, di riscoperta del proprio valore e dell’importanza inestimabile di non dare mai per scontati i diritti acquisiti, primo fra tutti il suffragio universale.

Durante l’intervallo della proiezione, la voce di Anastasia Iannola regalerà al pubblico un’emozionante lettura di due poesie significative. La prima, “A tutte le donne” di Alda Merini, un inno vibrante al valore intrinseco e alla forza inesauribile del mondo femminile. La seconda, “Alle donne che votarono il 2 giugno” di Vera Barbini, un componimento che celebra con enfasi il suffragio universale e il primo storico voto delle donne in occasione del referendum istituzionale e per l’Assemblea Costituente, rievocando l’entusiasmo, la speranza e l’immensa importanza di quella chiamata alle urne dopo gli orrori della Seconda Guerra Mondiale. L’intera manifestazione sarà moderata con eleganza e professionalità da Francesca Pensa.

L’evento organizzato dall’Amministrazione comunale di Pereto è rivolto in modo particolare alle nuove generazioni, rappresentando un momento cruciale in cui i giovani sono chiamati a raccogliere il testimone della democrazia per trasformarsi da semplici spettatori a protagonisti attivi della società. Il 2 giugno, infatti, non è semplicemente una ricorrenza storica da celebrare con reverenza, ma si configura come un ponte ideale, solido e vibrante, che connette le conquiste del passato con le responsabilità e le sfide del futuro. Pereto, con questa iniziativa, riafferma il proprio impegno nella valorizzazione della memoria storica e nella formazione di una cittadinanza consapevole e attenta ai valori fondanti della Repubblica.

Continua a Leggere

Territorio

VERSO LA SANTISSIMA TRINITÀ: IL RICHIAMO ANCESTRALE DEI SENTIERI CHE PORTANO A VALLEPIETRA

Il pellegrinaggio a piedi verso la Santissima Trinità di Vallepietra è un viaggio nel cuore della fede che sfida il tempo. Sotto la luce del plenilunio, migliaia di devoti percorrono i monti in un rito antico che trasforma la fatica in pura esperienza spirituale.
#Vallepietra #SantissimaTrinita #Pellegrinaggio #TradizioniDiFede

Pubblicato

a

vallepietra pellegrini 800x440 1

Redazione-  C’è un momento dell’anno in cui i monti tra il Lazio e l’Abruzzo smettono di essere semplici vette e si trasformano in un immenso palcoscenico di fede, fatica e speranza. È il tempo del pellegrinaggio al Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra, un rito che sfida il tempo e le comodità moderne, resistendo ostinatamente come una delle testimonianze religiose più autentiche e toccanti del nostro Paese.

Mentre il mondo corre veloce, protetto dall’asfalto e dalla tecnologia, migliaia di persone scelgono ogni anno di tornare a misurare il mondo con il passo lento del pellegrino. Il dato che più sorprende, differenziando Vallepietra da ogni altro luogo di culto, è la persistenza del pellegrinaggio a piedi. Non è un tour turistico, non è una gita fuori porta; è un’esperienza carnale e spirituale che affonda le radici in tradizioni secolari.

Nelle magiche notti del plenilunio che seguono la Pentecoste, il territorio si anima di un’energia particolare. Dalle valli della Ciociaria, dai sentieri sublacensi e dalle aspre terre d’Abruzzo, iniziano a muoversi le “compagnie”. Sono decine di gruppi eterogenei, legati da identità territoriali e devozioni antiche, che convergono verso il cuore pulsante del santuario. A guidarli è lo stendardo, un vessillo prezioso, finemente decorato, che danza nell’aria sorretto dai “vessilliferi”: figure coraggiose che portano il peso della tradizione, incuranti del caldo torrido di giorno, del gelo notturno o dell’improvviso scrosciare della pioggia.

Camminare verso la “Santissima” significa accettare di spogliarsi del superfluo. Si affrontano ore e ore di marcia, si dorme sotto il cielo stellato, si condivide il pane e la preghiera. È un cammino che parla alla coscienza: la fatica fisica diventa, passo dopo passo, una forma di purificazione, un modo per lasciare ai margini del sentiero le angosce del quotidiano.

Il paesaggio stesso sembra farsi partecipe di questo moto incessante. La valle, solcata dal vivace corso del fiume Simbrivio, dai suoi torrenti gorgoglianti e da piccole cascate, ha ispirato nei secoli le lodi alla Trinità. La metafora è potente: la massa di persone che accorre al santuario viene spesso paragonata al fluire ininterrotto delle acque, un fiume umano che scivola tra le gole rocciose per ricongiungersi alla sorgente della propria fede.

Ciò che colpisce l’osservatore esterno, quasi sorpreso da tanta dedizione, è la capacità di questo rito di parlare all’uomo contemporaneo. Nonostante la sua natura arcaica, il pellegrinaggio a Vallepietra non è un reperto da museo. È un linguaggio vivo, immediato e profondamente umano. All’interno della “compagnia”, il singolo individuo non si perde, ma si riscopre parte di un corpo collettivo che condivide lo stesso orizzonte di senso.

Arrivare davanti alla Santissima Trinità, al culmine del viaggio, non è solo la fine di una camminata. È il momento in cui il silenzio dei boschi si fonde con il canto della folla, in un’armonia che sembra annullare le distanze tra il divino e l’umano. Chi affronta questo pellegrinaggio sa che non tornerà a casa la stessa persona che è partita: il sentiero, con le sue pietre e i suoi dislivelli, ha scavato nel cuore un solco profondo, pronto a fiorire di una nuova, antica consapevolezza.

Continua a Leggere

Articoli di Tendenza