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Cronaca

SOLIDARIETÀ SU VIA ALPINI: LA CADUTA DI UNA MADRE A CARSOLI METTE IN LUCE L’UMANITÀ DEI CITTADINI E LE DIFFICOLTÀ DELLA SANITÀ PUBBLICA

Una caduta pericolosa in via Alpini di Carsoli si trasforma in storia di solidarietà: un automobilista e una concittadina salvano una madre ferita, mentre il pronto soccorso lotta contro la crisi sanitaria.
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Carsoli panoramica A25

Redazione-  Una mattina di fine primavera ha trasformato una tranquilla passeggiata in via degli Alpini in una scena drammatica che ha avuto un lieto fine grazie all’intervento tempestivo di due sconosciuti. Una signora di 68 anni, dopo una storta alle caviglie, è caduta oltre il bordo della strada, riportando un profondo taglio al volto e una severa slogatura alla caviglia. Il racconto, condiviso dalla figlia della vittima sui social, ha suscitato grande commozione e ha messo in evidenza due valori ancora forti nella nostra comunità: la solidarietà dei cittadini e le difficoltà di un sistema sanitario sempre più sotto pressione.

Il soccorso di un automobilista di passaggio

Mentre la signora cercava di rialzarsi, un automobilista che stava procedendo lungo la stessa via ha assistito alla caduta. Senza esitazione, ha fermato l’auto, ha offerto un sostegno fisico e ha accompagnato la donna ferita fuori dalla carreggiata, evitando che potesse essere investita da altri veicoli. “Il suo gesto ha rotto la barriera dell’indifferenza e della fretta che spesso congelano la routine quotidiana”, ha scritto la figlia nel post. “È stato l’abbraccio del soccorso tempestivo, quello che ti dice ‘Non sei sola, ci penso io’”.

L’aiuto di una concittadina

Poco dopo, una giovane madre di due ragazzi, testimone della scena, si è avvicinata al veicolo fermato. Nonostante il sangue sul volto della signora, ha deciso di prendere in mano la situazione e, con calma e decisione, ha convinto la vittima a recarsi al Centro di Primo Soccorso di Carsoli. La donna l’ha accompagnata a piedi, sostenendola per la caviglia incrinata, dimostrando che l’empatia può superare lo spavento visivo. “Il suo intervento non è stata una semplice cortesia, ma un sentimento di protezione e cura”, ha sottolineato la figlia.

Il pronto soccorso: una squadra di volontari in prima linea

Al Centro di Primo Soccorso di Carsoli, una squadra di medici, infermieri e operatori socio‑sanitari ha preso in carico la signora. Nonostante le strutture siano spesso caratterizzate da risorse limitate, il personale è riuscito a fornire le cure necessarie: medicazione della ferita al volto, immobilizzazione della caviglia e monitoraggio del dolore. “Il loro operato quotidiano, spesso volontario, ci permette di vivere serenamente perché sappiamo su chi contare nel momento del bisogno”, ha aggiunto la figlia.

Una riflessione sulla sanità regionale

Il post non si è limitato a ringraziare gli eroi del giorno. La figlia ha colto l’occasione per lanciare una critica al sistema sanitario abruzzese, ormai al collasso. Ha ricordato la carenza di personale, la mancanza di attrezzature adeguate e la rimozione di ausili fondamentali, come le sedie a rotelle. “È facile perdere la testa in un contesto così stressante, ma non è contro i professionisti che lavorano instancabilmente – la colpa è di chi ha ridotto la sanità a un ospedale bombardato della più remota zona del mondo”, ha concluso, aggiungendo una nota amara: “Né una sedia a rotelle per mia madre, né un misero cerotto strip. Ma questa è un’altra storia”.

Un messaggio di speranza per la comunità

Il caso ha riacceso il dibattito sulla necessità di un investimento serio nella sanità pubblica, ma soprattutto ha mostrato come, anche in tempi di crisi, l’umanità non vada mai del tutto perduta. L’intervento dell’automobilista e della concittadina è diventato un simbolo di quel “piccolo ma immenso gesto gratuito” capace di risvegliare la fiducia nei cittadini.

“Le notizie quotidiane ci raccontano un mondo freddo, ma oggi ho avuto la prova che l’umanità è più viva che mai.”

Mentre le autorità locali stanno valutando nuove strategie per potenziare le strutture sanitarie abruzzesi, la cittadinanza di Carsoli ha già dimostrato che, quando il dovere chiama, la solidarietà risponde prontamente.

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Cronaca

TRAGEDIA SU VIALE ALDO MORO AD ATRI: UNA ANZIANA MUORE INVESTITA, L’ALTRA È GRAVEMENTE FERITA

L’auto ha colpito due anziane: una è morta, l’altra è gravemente ferita. Il conducente è stato fermato e sottoposto a controlli per alcol e droghe.
#Atri #IncidenteStradale #SicurezzaStradale

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Redazione-  Un violento incidente stradale ha scosso la tranquilla cittadina di Atri nella mattina di oggi verso le 10:00, quando una vettura in transito per viale Aldo Moro ha investito due pedoni anziane, provocando una morte e una grave ferita. L’evento, già definito “tragico” dalle autorità locali, ha immediatamente attivato i soccorsi di emergenza, i carabinieri e la polizia municipale, che sono accorsi sul posto per le operazioni di soccorso e per ricostruire la dinamica dei fatti.

Le vittime, due donne di età avanzata, sono state identificate come Gabriella Pelusi, 79 anni, e una signora di 75 anni, residenti rispettivamente nella frazione di Mazzini di Teramo. Gabriella Pelusi è stata soccorsa sul posto dal personale del 118, ma le ferite riportate sono state giudicate insormontabili: la signora è stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Pescara, dove è deceduta poco dopo, confermando le prime ipotesi di un trauma cranico e toracico di notevole entità.

L’altra coinvolta, di 75 anni, è rimasta gravemente ferita. Dopo essere stata estratta dall’automobile e stabilizzato dai medici del 118, è stata trasportata d’urgenza al reparto di trauma dell’ospedale di Teramo, dove gli specialisti hanno avviato una terapia intensiva. Al momento, la prognosi è ancora incerta, ma i medici hanno dichiarato che le ferite, sebbene molto serie, non sono state immediatamente letali.

Sul luogo dell’incidente è intervenuta una Panda, guidata da un uomo di circa 40 anni, che ha tempisticamente fermato il veicolo per prestare soccorso alle due donne. Le testimonianze raccolte finora indicano che il conducente non avrebbe tentato di allontanare l’auto dal punto dell’impatto, ma avrebbe aspettato l’arrivo dei soccorsi, mostrando “un comportamento responsabile” secondo le prime dichiarazioni dei carabinieri. Tuttavia, il soggetto è stato sottoposto a tutte le verifiche di legge, compresi i test per l’alcol e le sostanze stupefacenti, in attesa che i risultati confermino o smentiscano il sospetto di guida in stato di alterazione.

Le forze dell’ordine hanno avviato un’indagine approfondita per ricostruire le cause esatte del sinistro. Le prime ipotesi ruotano attorno a un possibile eccesso di velocità, a una distrazione del conducente e a eventuali condizioni avverse della carreggiata. Testimoni oculari hanno riferito di aver visto la Panda percorrere il tratto di viale Aldo Moro a velocità sostenuta, ma le ricostruzioni tecniche, che includono l’analisi dei sistemi di frenata, del tachigrafo e dei filmati di videosorveglianza delle eventuali telecamere stradali, saranno fondamentali per determinare le responsabilità.

Il traffico nella zona è stato temporaneamente interrotto per consentire ai soccorsi di operare e per permettere ai tecnici della polizia di effettuare i rilievi sul luogo dell’incidente. La chiusura ha causato ingorghi nelle vie adiacenti, con devianze verso le strade di via Roma e via Garibaldi, prolungandosi per circa un’ora e mezza. Gli abitanti di Atri hanno segnalato, sui canali social della municipalità, un forte senso di solidarietà verso le vittime e le famiglie, chiedendo misure più incisive per la sicurezza dei pedoni, soprattutto nelle zone ad alta frequentazione di anziani.

Il Sindaco di Atri, Marco Rossi, ha espresso il proprio cordoglio in una nota stampa, dichiarando: “È una perdita immensa per la nostra comunità. Gaia Pelusi era una donna gentile, sempre disponibile a dare una mano ai vicini. La nostra amministrazione farà tutto il possibile per garantire che incidenti simili non si ripetano, intensificando i controlli sulla velocità e migliorando la segnaletica stradale”.

Nel frattempo, la famiglia di Gabriella Pelusi ha chiesto rispetto per la privacy in questo momento doloroso, ma ha anche espresso la speranza che il caso possa servire da monito per tutti gli automobilisti, affinché la prudenza e il rispetto delle norme stradali diventino una priorità assoluta. La comunità di Atri, ancora sconvolta, si stringe attorno a chi ha subito la perdita, mentre le indagini continuano a far luce su quello che è stato un tragico lunedì mattina.

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EMERGENZA CINGHIALI AD ANCONA: SCUOLA CHIUSA E SCATTA IL PIANO DI CATTURA E DI ABBATTIMENTO

Cinghiali a scuola: chiude l’asilo Gramsci di Ancona. Parte il piano di cattura con trappole, ma per legge i selvatici saranno abbattuti.
#Ancona #Cinghiali #SicurezzaUrbana #CronacaLocale

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Dopo l’incursione dei selvatici vicino all’asilo Gramsci, il Comune corre ai ripari: posizionate le fototrappole. Gli animali verranno abbattuti per prevenire la peste suina.

Redazione – La presenza di cinghiali in area urbana non è più solo una questione di avvistamenti sporadici, ma un’emergenza che ha toccato direttamente la quotidianità dei più piccoli. A Posatora, la scuola per l’infanzia “Gramsci” di via Brodolini è stata costretta a chiudere i battenti per un giorno proprio a causa dell’incursione di un branco di ungulati che, indisturbati, hanno stazionato nei pressi dell’istituto.

Una situazione che ha spinto il sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, a firmare un’ordinanza urgente per riattivare e potenziare le misure di contenimento. Il provvedimento, che rinnova l’accordo con l’Urca (Unione Regionale Cacciatori dell’Appennino), mira a gestire una popolazione di selvatici che sembra aver eletto la città a proprio habitat, mettendo a rischio la pubblica incolumità.

Il piano d’azione: come verranno catturati? Non ci sarà una caccia aperta, ma un intervento mirato basato sulla tecnologia. L’Urca, che vanta un’esperienza consolidata nella gestione dei cinghiali in contesti urbani, ha già avviato il monitoraggio. «Abbiamo posizionato le fototrappole per mappare i loro spostamenti – spiega Massimo Iuliano, rappresentante dell’associazione –. Una volta compresi i percorsi abituali, installeremo la “pig-brig”, una speciale trappola-gabbia dotata di esca alimentare, solitamente frutta e verdura, in grado di attirare l’intero gruppo».

Quella che molti chiamano “cucciolata” potrebbe essere in realtà un branco ben più strutturato. Secondo Iuliano, infatti, gli esemplari avvistati vicino alla scuola non sono piccoli, ma ungulati di dimensioni già significative. L’epilogo, però, è segnato dal rigido protocollo ministeriale: una volta catturati, i cinghiali saranno abbattuti. Non è possibile, infatti, procedere con la cattura e la ricollocazione in altre aree boschive a causa dell’alto rischio di diffusione della Peste Suina Africana (PSA).

Il “rifugio” tra la vegetazione Ma perché i cinghiali si spingono così vicini alle classi? Gli occhi di molti sono puntati sull’area dell’ex Crass, al Piano, la collina sottostante la scuola Gramsci. Qui, la fitta vegetazione e i cespugli incolti offrono agli animali il nascondiglio perfetto, un corridoio verde che li porta dritti nel cuore del quartiere. Gli uffici che operano all’interno dell’ex Crass hanno più volte segnalato la necessità di una manutenzione del verde, che appare come una misura preventiva urgente. Un taglio sistematico degli arbusti, infatti, potrebbe fungere da deterrente naturale, spingendo gli animali a tornare verso la campagna e ad allontanarsi spontaneamente dai centri abitati.

Nel frattempo, la città resta in attesa. Per le famiglie di Posatora l’auspicio è che il piano di cattura sia rapido ed efficace, restituendo serenità agli alunni e ai residenti. La gestione della fauna selvatica si conferma, ancora una volta, una sfida complessa per le amministrazioni, chiamata a bilanciare la tutela dell’ambiente con la sicurezza assoluta dei cittadini.

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CAMPOBASSO – NEONATA DI 22 MESI INVESTITA DAL PAPA’, LA PROCURA APRE INCHIESTA

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Redazione-  La procura di Larino ha aperto un fascicolo sull’incidente avvenuto questa mattina a Portocannone, nel Campobassano, dove una bambina di 22 mesi è stata investita accidentalmente dall’auto guidata dal padre davanti all’abitazione di famiglia.
La piccola, trasferita in elisoccorso all’ospedale di Ancona dopo un primo ricovero al San Timoteo di Termoli, è ricoverata in prognosi riservata.I medici hanno riscontrato diversi politraumi e un grave trauma cranico.
Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, l’uomo stava effettuando una manovra in retromarcia e non si sarebbe accorto della presenza della figlia. Il fascicolo aperto dagli inquirenti è, al momento, per lesioni colpose.
La polizia di Termoli sta conducendo gli accertamenti sull’accaduto e ha sequestrato l’auto coinvolta nell’incidente.

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