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Careth Christine Arnold 2^ all’Hardrock Hundred Endurance Run 2026

Il 10 luglio 2026 ha avuto luogo la “33rd Hardrock Hundred Endurance Run (USA)”, 100 miglia trail.Tra le donne ha vinto Courteney Dauwalter (USA) 26h03’10” (5^ assoluta) precedendo Careth Arnold (USA) 30h32’31” e Tara Dower (USA) 33h02’04”.

Il vincitore assoluto è stato Ludovic Pommeret (FRA), 51 anni, con il crono di 21h11’36” precedendo Jimmy Elam (USA) 23h48’56”, a seguire David Ayala 24h28’17” (USA).

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Careth Christine Arnold attraverso risposte ad alcune ime domande.

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Careth Christine Arnold

Redazione-  Il 10 luglio 2026 ha avuto luogo la “33rd Hardrock Hundred Endurance Run (USA)”, 100 miglia trail.Tra le donne ha vinto Courteney Dauwalter (USA) 26h03’10” (5^ assoluta) precedendo Careth Arnold (USA) 30h32’31” e Tara Dower (USA) 33h02’04”.

Il vincitore assoluto è stato Ludovic Pommeret (FRA), 51 anni, con il crono di 21h11’36” precedendo Jimmy Elam (USA) 23h48’56”, a seguire David Ayala 24h28’17” (USA).

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Careth Christine Arnold attraverso risposte ad alcune ime domande.

Congratulazioni per il tuo secondo posto alla Hardrock: sei soddisfatta? Sono soddisfatta del mio secondo posto femminile alla Hardrock? Sì e no. Ho iniziato questa gara con la speranza e la forma fisica per finirla in meno di 27 ore. Tuttavia, portare a termine la Hardrock da sola è già un grande risultato, e ne sono profondamente grata.

 

Portare a termine un’ultramaratona di 100 miglia è una grandissima sfida, arrivare al secondo posto all’Hardrock è davvero un grandissimo risultato, una gara difficilissima e sfidante per l’altimetria estrema.

Quando hai capito che non avresti potuto vincere?

Ho capito che non avrei vinto l’Hardrock non appena ho iniziato la scalata dell’Handies Peak. A quel punto, mi sono reso conto di quanto i miei polmoni stessero faticando e ho sentito la carenza di ossigeno aumentare esponenzialmente. Courtney si muoveva molto più velocemente di quanto io potessi fare.

 

La Hardrock Hundred Mile Endurance Run è un’ultramaratona di 101,8 miglia (circa 165 km), con un dislivello positivo di circa 10.200 metri in salita e circa 10.200 metri in discesa, per un dislivello totale di circa 20.300 metri, a un’altitudine media di circa 3.350 metri. La corsa si svolge su un percorso ad anello che si snoda su strade sterrate, sentieri e percorsi di cross-country nella catena montuosa di San Juan, nel Colorado meridionale, negli Stati Uniti. La corsa inizia e termina a Silverton, in Colorado, e attraversa le città di Telluride, Ouray e la città fantasma di Sherman, superando tredici passi principali tra i 3.650 e i 3.950 metri di altitudine. I partecipanti devono percorrere 13 volte un dislivello superiore ai 3.700 metri, con il punto più alto del percorso rappresentato dalla vetta di Handies Peak, a 4.288 metri di altitudine.

https://hardrock100.com/hardrock-about.php

Davvero una grande sfida, non solo per i tantissimi chilometri da percorrere ma anche per l’altitudine elevata, oltre i 3.000 dove ci vuole una preparazione mirata.

A chi dedichi questo?

Dedico tutti i miei sforzi alle mie due figlie. Amo essere per loro un esempio di forza e perseveranza.

Ci sono stati dei momenti critici? Qual è stata la parte più difficile?

Ci sono stati molti momenti critici nella seconda metà della gara, ma il più critico è stato durante l’ultima salita verso Little Giant. Mi sono reso conto che il mio corpo non assorbiva l’ossigeno di cui aveva bisogno e ho iniziato a lottare per respirare con una frequenza respiratoria molto elevata. Le ultime quattro ore sono state la parte più difficile: avevo una grave carenza di calorie, facevo fatica a respirare ed ero molto emotiva.

 

L’ultima salita della Hardrock 100 miglia 2026, era il Little Giant. Dislivello: circa 820 metri. Distanza: circa 4 chilometri. Pendenza: molto ripida, con punte che sfiorano il 30%. Altitudine: si parte dal ristoro di Cunningham circa 3.160m per arrivare a 3.960m.

Trattasi di una gara difficilissima se si pensa che correndo una maratona di 42.195 km, gli atleti incontrano la crisi, il muro al 30-35° km, figuriamoci una gara di 160 km, dove metà gara è di 80 km in altitudine e si corre non per 3.4 ore totali come una maratona ma 25-30 ore per i più forti atleti al mondo.

Per quali atlete eri preoccupata?

Ero preoccupata che le atlete dietro di me mi raggiungessero, soprattutto Tara Dower, perché so quanto è forte e tenace.

Quali sono state le sessioni di allenamento più importanti?

Le sessioni di allenamento più importanti sono state le lunghe giornate trascorse sul percorso. Conoscere e amare il terreno mi ha aiutato a concludere la gara nel miglior modo possibile.

 

Importantissimo sviluppare la consapevolezza di ciò a cui si va incontro, importantissimo conoscere il percorso, sapere a cosa si va incontro, arrivare alla partenza preparati fisicamente e mentalmente.

Cosa cambia adesso?

La prossima cosa che cambierà è il mio modo di respirare. L’altitudine è ancora un mio punto debole e voglio investire tempo trascorrendo più tempo in quota, oltre ad allenare il mio sistema respiratorio per migliorare le mie prestazioni fisiche.

 

Non si finisce mai di imparare, ogni gara è una grandissima esperienza, un test, un’opportunità per conoscersi meglio e per potenziare eventuali criticità per cercare di fare sempre meglio le prossime volte.

Qualche consiglio per vincere la Hardrock 100?

Non ho consigli per vincere la Hardrock, chiedimelo quando lo farò!

Qualche consiglio su come avvicinare i giovani al trail running?

Il mio consiglio per i giovani trail runner è di iniziare subito, divertirsi in montagna e non tirarsi mai indietro di fronte alle sfide che spaventano.

In che modo l’ultramaratona ti ha cambiato?

L’ultramaratona mi ha insegnato a rispettare il mio corpo. È straordinariamente adattabile all’allenamento. Ha anche rafforzato la mia fede. Non potrei praticare questo sport senza la mia fede nella forza di Dio, che si manifesta quando la mia viene meno.

 

La pratica dell’ultramaratona aiuta a conoscersi meglio, a fidarsi sempre di più, a incrementare gradualmente chilometri e difficoltà, adattandosi a ogni situazione, un adattamento sia corporeo che mentale a ogni situazione difficile e critica.

Chi e cosa ti aiuta nel tuo sport?

Mio marito mi supporta in modo incredibile: si fa avanti per i nostri figli ogni volta che ho bisogno di allenarmi. Non potrei essere sia mamma che atleta senza il suo sostegno. Anche i miei sponsor – Altra, Smartwool, Ultraspire e Näak – sono fondamentali per il mio percorso in questo sport.

 

L’ultramaratona richiede tante ore di allenamenti e possibilmente una famiglia che comprende e sostiene. L’atleta ha bisogno di tempo, spazio e anche abbigliamento adeguato agli allenamenti e le gare e ben vengano sponsor che supportano e aiutano l’atleta.

Quali sono i tuoi obiettivi a breve, medio e lungo termine?

I miei obiettivi a breve, medio e lungo termine sono tutti uguali: diventare più veloce su distanze più lunghe (e a volte anche più brevi) e alimentarmi sempre correttamente.

Sogni realizzati, sogni ancora da realizzare e sogni irrealizzati?

I miei sogni stanno iniziando a realizzarsi. Non so se un singolo risultato o una singola vittoria in gara mi soddisferanno mai completamente, ma so di voler dare il meglio di me. Spero solo che il mio massimo impegno sia sufficiente.

 

È importante avere una progettualità nello sport e nella vita, stabilire mete, obiettivi, sogni e impegnarsi per poterli raggiungere e sentirsi soddisfatti, con la consapevolezza che si cerca di fare del proprio meglio e che è importante che la motivazione resti sempre elevata.

 

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Sport

L’Isweb Avezzano Rugby punta al futuro: arriva il mediano d’apertura Roberto Carnino

🏉 L’Isweb Avezzano Rugby continua a volare alto: il classe 2004 Roberto Carnino si unisce al roster giallonero per portare classe e visione di gioco in Serie A1. Una scelta ambiziosa che conferma la crescita costante del nostro club.

Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#AvezzanoRugby #SerieA1 #RugbyIt #AbruzzoSport

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Roberto Carnino

Avezzano-  Il panorama sportivo della Marsica si prepara a una stagione di grande intensità, con l’Isweb Avezzano Rugby che continua a consolidare le proprie ambizioni in vista del campionato di Serie A1 2026/2027. La società giallonera, che da anni rappresenta un punto di riferimento per la palla ovale in Abruzzo, ha ufficializzato un nuovo, importante innesto per rinforzare la linea dei trequarti: si tratta di Roberto Carnino, mediano d’apertura classe 2004, un profilo che coniuga una giovane età a una solida esperienza maturata nei campionati seniores nazionali.

L’arrivo di Carnino non è solo una mossa tattica, ma parte di una strategia mirata a elevare la qualità tecnica all’interno del centro sportivo di via dei Gladiatori. Il giocatore, originario del Piemonte, porta con sé un bagaglio formativo d’eccellenza, essendo cresciuto nel vivaio del Monferrato Rugby, realtà nota per la cura maniacale nel plasmare i talenti del domani. Negli ultimi due anni, il mediano ha indossato la maglia del Verona Rugby, misurandosi con la fisicità e la velocità richieste dal massimo campionato di Serie A. Queste stagioni in Veneto sono state decisive per affinare le sue doti naturali: la precisione nei calci di spostamento, la capacità di dettare il tempo di gioco e una visione tattica che gli permette di gestire la linea arretrata sotto pressione.

Un tassello strategico per la manovra offensiva

La scelta di puntare su un profilo come quello di Carnino risponde a un’esigenza chiara dello staff tecnico avezzanese, che da tempo cercava un interprete capace di dare profondità e fluidità alla manovra offensiva. In un campionato complesso e competitivo come la Serie A1, in cui ogni dettaglio fa la differenza, avere un numero dieci in grado di leggere le situazioni di campo in frazioni di secondo diviene un fattore determinante per l’economia dell’intera squadra.

Il giocatore si è già integrato con il resto del gruppo, dimostrando di aver compreso lo spirito che anima la società marsicana. Il terreno di gioco dell’impianto di Avezzano, che di domenica in domenica si trasforma in una roccaforte per i numerosi tifosi locali, sarà il banco di prova principale per Carnino. La sua capacità di gestire i ritmi di gioco sarà essenziale per valorizzare i compagni di reparto, offrendo soluzioni rapide ed efficaci per superare le difese avversarie. L’aspetto atletico e quello tattico si fondono nel suo stile di gioco, che punta sulla concretezza piuttosto che sul virtuosismo fine a se stesso.

Le ragioni di una scelta condivisa

La motivazione che ha spinto il giovane talento a trasferirsi nella Marsica non è legata esclusivamente alle prospettive agonistiche, ma anche al clima societario. In un’epoca in cui il professionismo sportivo sembra talvolta dimenticare il valore dell’individuo, Carnino ha sottolineato come la visione dell’Isweb Avezzano Rugby rappresenti un’eccezione positiva. “Questa realtà mette al centro la persona prima ancora del giocatore”, ha dichiarato il neo-acquisto, evidenziando come la solidità del progetto sportivo e la compattezza del gruppo siano stati i fattori decisivi per accettare la sfida proposta dalla dirigenza giallonera.

Per il club presieduto dai vertici societari, l’ingaggio di Carnino è la conferma di una reputazione ormai radicata a livello nazionale. Avezzano non è più solo una piazza di provincia che partecipa con orgoglio ai campionati nazionali, ma è diventata una meta ambita per quei giocatori che cercano un mix tra ambizione tecnica e un ambiente capace di supportare la crescita professionale. La struttura organizzativa del sodalizio abruzzese continua a dimostrarsi in grado di attrarre profili provenienti da diverse regioni, consolidando la propria posizione tra le realtà più solide dell’intero panorama rugbistico italiano.

Con questo nuovo arrivo, i tifosi di Avezzano possono guardare al prossimo campionato con rinnovato ottimismo. La squadra sta prendendo forma con l’obiettivo di competere ai vertici, costruendo un organico che possa contare su una sana competitività interna in ogni ruolo. L’innesto del classe 2004 permette allo staff di avere maggiore flessibilità tattica, garantendo la necessaria profondità in un ruolo, quello del mediano d’apertura, storicamente vitale per gli equilibri di qualsiasi formazione ovale che ambisca a risultati duraturi. La stagione che attende i gialloneri si prospetta densa di sfide, ma il lavoro di pianificazione svolto durante l’estate promette di regalare al pubblico marsicano un anno memorabile.

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Ludovic Pommeret vince l’Hardrock 100 miglia per la 3^ volta consecutiva

Il 10 luglio 2026 ha avuto luogo la “33rd Hardrock Hundred Endurance Run (USA)”, 100 miglia trail.Il vincitore è stato Ludovic Pommeret (FRA), a 51 anni, con il crono di 21h11’36” precedendo Jimmy Elam (USA) 23h48’56”, a seguire David Ayala 24h28’17” (USA).

Tra le donne ha vinto Courteney Dauwalter (USA) 26h03’10” (5^ assoluta) precedendo Careth Arnold (USA) 30h32’31” e Tara Dower (USA) 33h02’04”.

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Ludovic Pommeret

Redazione-  Il 10 luglio 2026 ha avuto luogo la “33rd Hardrock Hundred Endurance Run (USA)”, 100 miglia trail.Il vincitore è stato Ludovic Pommeret (FRA), a 51 anni, con il crono di 21h11’36” precedendo Jimmy Elam (USA) 23h48’56”, a seguire David Ayala 24h28’17” (USA).

Tra le donne ha vinto Courteney Dauwalter (USA) 26h03’10” (5^ assoluta) precedendo Careth Arnold (USA) 30h32’31” e Tara Dower (USA) 33h02’04”.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Ludovic attraverso risposte ad alcune ime domande.

Complimenti per la vittoria, cosa significa per te?

La continuità, il piacere di fare ancora meglio due anni dopo, una vittoria in famiglia.

Cosa cambia ora?

Niente, a parte che ho un pettorale per 2027.

 

Ludovic ha stabilito il record della gara, il precedente record era il suo 21h33’06” nel 2024, la seconda miglior prestazione è di Kilian Jornet Burgada (ESP) 21h36’24” nel 2022 e la terza miglior prestazione è di Francois D’Haene (FRA) 21h45’50” nel 2021.

Per Ludovic è la terza vittoria consecutiva all’Hardrock.

Quando hai capito che potevi vincere?

All’ultimo punto di controllo, perché i miei assistenti mi hanno detto che il secondo era lontano e che Tom Evans aveva abbandonato. Gli avevo chiesto prima della gara di non darmi indicazioni sugli avversari fino a quell’ultimo punto.

Temevi qualche atleta?

Tom Evans era quello che si supponeva potesse vincere, poi c’era anche Jimmy Elam che era ben preparato.

 

Ludovic ha preceduto il secondo, Jimmy Elam, di 2 ore e mezza.

Jimmy Elam è un fortissimo ultramaratoneta, nel 2026 ha vinto l’Old Pueblo 50 Mile Endurance Run (USA) e la Miwok 100k Trail Race (USA); nel 2025 ha vinto la Cascade Crest Classic 100 Mile (USA) e la Mammoth 200 (USA) 200mi.

Anche Tom Evans è un fortissimo atleta, nel 2025 ha vinto l’Arc of Attrition by UTMB – Arc 50 (GBR) 50mi, la Tenerife Bluetrail By UTMB – 110km (ESP) e l’Ultra Trail Tour du Mont Blanc (UTMB) (FRA) 174km.

Chissà che succederà l’anno prossimo se riuscirà ancora a vincerla, se ritroverà gli avversari di quest’anno più motivati e in forma, vedremo.

A chi la dedichi?

Ai miei pacer e assistenti, è stata una gara famiglia.

Ci sono stati momenti critici? Alcuni momenti più difficili, in particolare la salita dopo Ouray perché sono andato troppo forte sulla discesa poco prima.

La parte più difficile?

La salita dopo Ouray e l’ultima salita.

 

Hardrock Hundred Mile Endurance Run è una gara di 160 km (100 miglia) con un dislivello positivo di 10.000 m D+. Il percorso si sviluppa a un’altitudine media di 3.350 m. Il punto più alto è Handies Peak, 4.282 m. La partenza e l’arrivo avvengono nel villaggio di Silverton. Il percorso è un anello che collega Silverton, Lake City, Ouray e Telluride. Il suo senso cambia ogni anno. Un’edizione corre in senso orario e la successiva in senso contrario. Si attraversano 13 passi oltre i 3.700 m. Ci sono solo 146 pettorali distribuiti ogni anno tramite un sorteggio selettivo. All’arrivo, il rituale è quello di andare a baciare “The Rock”, famoso blocco di pietra con una testa di ariete dipinta.

https://www.finishers.com/it/evento/hardrock-100

L’ultima salita della Hardrock 100 miglia 2026, era il Little Giant. Dislivello: circa 820 metri. Distanza: circa 4 chilometri. Pendenza: molto ripida, con punte che sfiorano il 30%. Altitudine: si parte dal ristoro di Cunningham circa 3.160m per arrivare a 3.960m.

Gli allenamenti più importanti? Quelli in altitudine necessari per l’acclimatazione e due soft rock, il percorso della Hardrock, una in backpacking con mia moglie e quella in corsa con Tom tutt’e due di 4 giorni.

Un consiglio per vincere l’Hardrock 100 miglia?

Essere pronto per l’altitudine.

 

In effetti, per eccellere in una gara, bisognerebbe conoscere benissimo il percorso di gara e conoscere le condizioni sia del percorso che climatiche, quindi ottimo passare dei giorni per abituarsi e acclimatarsi all’elevata all’altitudine e possibilmente qualche allenamento su tratti di percorso o ancora meglio fare l’intero percorso senza spingere e senza stress.

Un consiglio per avvicinare ragazzi al trail e ultratrail?

Godere la natura correndo, essere paziente e andare progressivamente sulle distanze.

 

Stare in ambienti naturali è molto piacevole, se si ha voglia di correre in ambienti naturali ancora meglio, si può sperimentare un maggior senso di libertà. Se piace e si è motivati si può sempre fare qualcosa in più, si possono aumentare i chilometri, si possono percorrere dei tratti più difficili abituandosi e adattandosi alle difficoltà e all’altitudine.

Come ti ha cambiato l’ultratrail?

Ho imparato la perseveranza e mi ha fatto vivere delle emozioni mai sentite tranne negli eventi familiari.

 

L’ultratrail è una disciplina sportiva di endurance che mette a dura prova, bisogna essere pazienti, perseveranti, fiduciosi e resilienti in modo da non mollare in caso di difficoltà e continuare a portare avanti obiettivi, mete, propositi, sogni, provando e riprovando.

Cosa e chi ti aiuta?

La mia famiglia che è sempre presente e i miei partner.

 

Trattasi di una disciplina sportiva molto faticosa che richiede tante ore in allenamento e in gara, abbigliamento adeguato e rifornimenti per reintegrare tante energie spese ed è importante il supporto di familiari e amici.

Prossimi obiettivi a breve, medio, lungo termine?

Breve: ‘Échappée Belle’ e ‘Festival des Templiers’. Lungo: magari gare più lunghe come il Tor.

 

La partenza della prossima edizione dell’Échappée Belle avrà luogo giovedì 20 agosto 2026 e prevede le seguenti distanze: 21 km / 42 km / 63 km / 96 km / 145 km / 152 km.

La partenza della prossima edizione del Festival des Templiers avrà luogo venerdì 16 ottobre 2026 e prevede le seguenti distanze: 4,2 km / 8,4 km / 11,8 km / 17,2 km / 23 km / 30,1 km / 33,3 km / 33,6 km / 47,3 km / 48,2 km / 62,1 km / 80,7 km / 99,5 km.

Il Tor des Géants in Valle d’Aosta si svolge su un tracciato di circa 330 km per un totale di 24.000 metri di dislivello e percorre i sentieri delle Alte vie della regione con partenza e arrivo a Courmayeur. La prova si svolge in una sola tappa in un tempo limite di 150 ore, in regime di semi-autosufficienza e l’atleta può rifornirsi unicamente presso dei punti di assistenza prestabiliti.

Sogni realizzati, da realizzare, rimasti incompiuti?

Realizzati: vincere tre delle gare ‘maggiori’ del mondo, Da realizzare: viaggiare e scoprire altre gare nel mondo.

Tra le tantissime gare internazionali vinte da Ludovic Pommeret, le più prestigiose sono:

Ultra-Trail du Mont-Blanc (UTMB) 170km nel 2016;

Le Grand Raid de la Réunion, nota anche come “La diagonale des fous” o più semplicemente “Grand Raid”, circa 164 km per un dislivello positivo di circa 9.917 metri, nel 2021 arrivando insieme a con Daniel Jung;

Hardrock Hundred Endurance Run (USA)”, 100 miglia, nel 2024, 2025 e 2026.

Cosa c’è oltre lo sport?

Approfittare della famiglia, sto per diventare padre di due gemelle.

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Sport

Subbuteo, successo per la Coppa Cecalocco Waspa a Terni: Zolfanelli vince il torneo Gold

🚨 IL SUBBUTEO TRIONFA A TERNI: ASSEGNATA LA 4ª COPPA CECALOCCO WASPA! 🏆⚽ Spettacolo e passione sul panno verde a Cecalocco. Il Subbuteo Club Terni 2014 dei fratelli Simone e Marco Perotti sigilla un’edizione straordinaria h24 con partecipanti da tutta Italia. Nella categoria principale Gold, si riconferma re del torneo il salernitano Francesco Zolfanelli, che batte in una finalissima tirata per 2-1 il ternano Marco Perotti (atteso nella prossima stagione al debutto in Toscana con il Castelfiorentino gialloblu). Negli altri tabelloni, vittoria per Simone Perotti nel Silver e colpaccio dell’aquilano Baglioni nel Bronze. La macchina organizzativa è già in moto per il quinquennio del 2027. Il focus del dossier 👇#subbuteoterni | #coppacecalocco | #waspasubbuteo | #francescozolfanelli | #calciotavolo | #fischtsport | #ternieventi | #abruzzosubbuteo | #pagineutili

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Marco-Perotti-Subbuteo-2026

I verdetti del panno verde a Cecalocco con l’organizzazione del Subbuteo Club Terni 2014

Terni – Un imponente, accurato e quanto mai felice percorso di promozione dilettantistica e valorizzazione dei presidi sportivi tradizionali nell’Italia centrale, incentrato sulle riforme dei palinsesti dei tornei estivi e sulla necessità impellente di connettere le sezioni provinciali ai grandi circuiti del calcio da tavolo internazionale per incrementare l’aggregazione civile ed i valori agonistici dei corpi sociali dello Stato, registra la conclusione di un atteso appuntamento sportivo. La suggestiva frazione collinare di Cecalocco, situata nel comprensorio municipale di Terni, ha fatto da sfondo ufficiale allo svolgimento della quarta edizione della Coppa Cecalocco Waspa. La rassegna, pianificata ed allestita in ogni dettaglio organizzativo dai fratelli Simone e Marco Perotti sotto l’egida del Subbuteo Club Terni duemilaquattordici, ha richiamato una folta schiera di giocatori provenienti da varie zone d’Italia, configurandosi come una bacheca di alto livello tecnico concepita per deliziare gli appassionati della disciplina.

Le sfide sui panni verdi ed i tabelloni dei gironi eliminatori hanno confermato l’ottimo stato di salute del movimento dei circoli, i cui risultati e le cui classifiche definitive scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

Il bis del salernitano Francesco Zolfanelli ed il futuro di Marco Perotti a Castelfiorentino

La competizione del tabellone Gold ha decretato la riconferma del campione in carica Francesco Zolfanelli, atleta salernitano che ha concesso il bis dopo lo storico trionfo conseguito nell’edizione del duemilaventicinque. Zolfanelli ha superato al termine di una combattuta finalissima il ternano Marco Perotti con il punteggio di due a uno, capitalizzando l’ottimo momento di forma già palesato sui campi in occasione del recente torneo Zeugo disputato nella capitale. Per Perotti, tesserato ufficiale della Fisct, il secondo posto assoluto coincide con l’addio agonistico ai colori della propria città, dato che nella prossima bacheca di campionato la seconda linea umbra si trasferirà in totale sicurezza contrattuale in Toscana per difendere i colori gialloblu del club di Castelfiorentino, una cooperazione paritetica volta a innalzare la competitività delle ditte del subbuteo, a tutela dei consumatori.

La stabilità dei colpi sul panno verde e la tenuta mentale dei finalisti hanno regalato scambi di alta scuola strategica, proiettando le metriche delle miniature sui display dei telefoni dei nuclei familiari del distretto.

Le affermazioni di Simone Perotti nel Silver e dell’aquilano Baglioni nel Bronze

I verdetti dei raggruppamenti sussidiari hanno completato lo scacchiere dei trionfatori della provincia umbra, offrendo soluzioni rapide alle ambizioni dei partecipanti della nazione. Nella categoria Silver risulterà registrata l’affermazione d’assalto del ternano Simone Perotti, abile a conquistare la medaglia d’oro davanti al rivale romano Terracciano, mentre la bacheca del circuito Bronze ha incoronato l’aquilano Baglioni, vincitore del raggruppamento davanti all’atleta ternano Ascani. Questa cooperazione paritetica tra i comandi organizzativi, le ditte artigianali del settore ricreativo ed i corpi intermedi dello sport di base costituisce un pilastro strategico fondamentale per incrementare la ricettività turistica dei piccoli borghi umbri, offrendo risposte veloci alle riforme del turismo sportivo ed assicurando il benessere delle comunità.

I dirigenti della scuderia ternana hanno formalizzato l’avvio della macchina logistica per la pianificazione della quinta edizione della coppa, programmata per la bacheca di luglio del duemilaventisette, ponendo la crescita dei giovani atleti in piena conformità con le usanze di convivenza civile stabilite dalle leggi dello Stato.

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