"MOSCA BRUCIAVA",UN SOLDATO DI ORICOLA CON NAPOLEONE
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Redazione-Mosca bruciava.Le fiamme altissime divoravano le casette di legno.Spandendo dappertutto scintille incandescenti.Il calore era insopportabile ed il fumo denso e nero faceva lacrimare gli occhi e ostruiva i polmoni."Dopo tanto freddo-pensò con ironia-un pò di caldo ci vuole".Ma era preoccupato.Molto.Dove avrebbero dormito?Cosa avrebbero mangiato?L'inverno era alle porte e già si sentiva odore di neve.
16 Settembre 1812-Napoleone aveva attaccato la Russia e il generale russo Kutozov aveva adottato il metodo di ritirarsi nella steppa immensa distruggendo tutto dietro di lui.Così la Grande Armata,cinquecentomila uomini,era stata attirata,risucchiata, verso la Capitale dello Zar,che ne aveva ordinato la distruzione.Sentì un clamore.Si avvicinò al gruppo di soldati,cenciosi,malati,feriti che avevano trovato una carcassa semi-putrefatta di un cavallo e lo stavano facendo a pezzi con le baionette,addentando i tocchi sanguinolenti,crudi,come animali feroci.Vomitò.Riuscì a trovare un rifugio per la notte.Dentro una vecchia carrozza sfasciata, abbandonata in un terrapieno.Erano in tre.Dormì.Poi,qualche giorno dopo,iniziò la ritirata.Napoleone e suo cognato Murat,che comandava l'armata italiana,avevano capito che affrontare l'inverno russo in quelle condizioni,sarebbe stata la catastrofe.
19 Ottobre 1812- Ritirata.Fila,lunga,immensa,dolorosa.Prima neve.Avanti,passo dopo passo.Freddo.Sonno,fame.Morte portata dagli attacchi fulmieni e violenti dei cavalieri cosacchi che sciabole in mano,comparivano all'improvviso,uccidevano e sparivano come demoni.Con i neri cavalli galoppanti che sollevavano nuvole di neve."Hurrà" sentì urlare"Hurrà"! La carrozza di Napoleone passava a qualche centinaio di metri ma lui non lo vide.Non gli importò poi molto."Voglio dormire",voglio dormire,voglio dormire....No non devi,se ti fermi, se ti butti per terra,non ti rialzi più.Vedi quelle.... non sono statue di ghiaccio,sono i tuoi compagni.Adesso non si rialzeranno più.Riposano certo,ma è per sempre.No, vai avanti.Devi tornare..."Tornò.Simone De Sillo,chiamato Margotto.Contadino.Tornò ad Oricola.Unico soldato del paese ad aver partecipato alla spedizione di Russia.Uno dei pochi che riuscì a tornare.Aveva un piede congelato e un pò zoppicava.Lo venivano tutti a sentire quando,attorno al fuoco,raccontava con dovizia di particolari la terribile avventura.Quando Napoleone,l'Imperatore in persona,in piena ritirata,era passato in carrozza proprio vicino a lui,si era fermanto e lo aveva guardato in faccia;si proprio a lui!Come se lo conoscesse e l'aveva salutato con il gesto della mano.Riprendendo subito dopo il cammino nella steppa gelata.(di Tullio Lucidi)
Tratto da:"LA STRADA DI CASA",Storie da Oricola e dagli Oricolani.
