ORICOLA,RIUNIONE SEGRETA
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Oricola-Si guardò intorno circospetto. Si calò la falda del mantello su una parte del volto. Si avvicinò alla porta. Bussò tre volte di seguito ed un quarto colpo finale, dopo qualche secondo. Il segnale convenuto. La porta si aprì. Dentro casa Pozzi (era il 1822), ad Oricola, c'era l'avvocato Gaetano Laurenti ed altre tre persone, un medico, un falegname ed il maestro del paese. L'avvocato si alzò ed accolse il quarto ospite. “Fa freddo?” gli domandò premuroso l'avvocato. “Un po'” rispose l'ufficiale dell'esercito borbonico. Sarebbe stato fucilato immediatamente se l'avessero scoperto. Perché quella riunione segreta era stata organizzata dai Carbonari per costituire ad Oricola una “vendita”. Cioè una associazione locale, rivoluzionaria e nazionale per il riscatto dell’Italia. Con lo scopo di chiedere una Costituzione, la libertà di stampa, di associazione e di pensiero e porre le basi per la lotta contro lo straniero, soprattutto austriaco, nel Nord, e contro monarchie autoritarie e assolute nel Sud e nel Centro. Come quella dei Borboni del cui regno Oricola faceva parte. Pensavano all'Italia. Un unico Paese magari federato. Con libera Chiesa in libero Stato. Un certo Mazzini faceva propaganda e molti patrioti erano già stati fucilati dopo insurrezioni fallite. “Abbiamo un nuovo fratello” disse con voce profonda ed emozionata Gaetano. “Il giuramento, inchinati”. L'ufficiale si inginocchiò, Gaetano sfoderò un pugnale, recitò la formula di giuramento di Primo Grado che l'ufficiale ripeté con diligenza, come uno scolaretto. Poi Gaetano svelò il segno segreto di riconoscimento della“vendita”. Il pugno della mano destra chiuso, sollevato all'altezza del cuore. Tutti si complimentarono con il nuovo “carbonaro” stringendogli la mano. Poi presero delle sedie e si misero intorno al fuoco. La voce bassa e un buon bicchiere di vino. “Fratelli” - disse l'avvocato aprendo l'incontro clandestino-. Andò avanti per ore. Poi i congiurati uscirono, una alla volta, camminando rasenti ai muri. Scomparendo nel buio della notte. Gaetano sorrise soddisfatto. Bravi ragazzi. Qualcosa avrebbero fatto. Bisognava muovere i contadini però … Un po' alla volta. Era difficile, con i preti che comandavano. Ci avrebbero provato. Bevve un ultimo goccio di vino rosso. Si appisolò vicino al fuoco. Sognava un Paese unito, libero su cui sventolava una bellissima bandiera. Con tre colori, verde, bianco e rosso. Nel sonno sorrideva.
da"LA STRADA DI CASA STORIE DA ORICOLA e DAGLI oricolani" di Tullio Lucidi
