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Dino Limiti trionfa con il Leone d’Oro: a Roma il prestigioso riconoscimento all’eccellenza vitivinicola di Marino e dei Castelli Romani

L’eccellenza di Marino premiata con il Leone d’Oro: a Roma il trionfo dell’azienda vitivinicola di Dino Limiti per i vini vulcanici dei Castelli Romani 👇

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Dino Limiti

Marino – Ci sono avventure imprenditoriali capaci di custodire la memoria sacra della tradizione contadina e trasformarla, attraverso il rigore qualitativo e l’innovazione agronomica, in un’eccellenza celebrata oltre i confini nazionali. È la storia luminosa dell’azienda vitivinicola di Dino Limiti, storica cantina di Marino che interpreta con maestria l’anima enologica dei Castelli Romani, portando il prestigio del nostro territorio sui palcoscenici più ambiti d’Europa.

Un percorso virtuoso che ha ricevuto una solenne consacrazione istituzionale a Roma, nella sede del Consiglio regionale del Lazio, con l’assegnazione del «Riconoscimento al Merito – Miglior Azienda» nell’ambito del prestigioso Gran Premio Internazionale di Venezia – Star Golden Lion (Leone d’Oro per la Cultura e la Comunicazione). Un alloro conferito per gli straordinari meriti professionali e per la capacità di narrare l’identità vulcanica di Marino nel calice.

L’eredità paterna e l’energia dei suoli vulcanici dei Castelli Romani

Per Dino Limiti, produrre vino è prima di tutto un patto morale con la propria discendenza. Un’eredità raccolta dal padre, maestro di dedizione silenziosa, pazienza e rispetto religioso per i cicli delle stagioni. Tra i filari che degradano verso la capitale, la terra è custode di una mineralità irripetibile: i terreni di matrice vulcanica dei Colli Albani donano alle uve una sapidità, una freschezza e una complessità aromatica che l’azienda esalta attraverso potature mirate e basse rese per ceppo.

Un equilibrio perfetto tra sapere antico e tecnologia moderna che permette alle etichette di Marino di varcare le frontiere e farsi ambasciatrici del bere bene italiano nei mercati esteri più esigenti.

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Dalla vigna al calice: il trionfo di Campo Fattore, Colle del Turchetto e Costa Rotonda

L’eccellenza della cantina marinese si declina in tre capolavori enologici premiati dalle giurie internazionali più autorevoli:

* Campo Fattore: raffinato uvaggio di Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Grigio, autentico portabandiera aziendale, che al Concorso Enologico Internazionale “Città del Vino” ha sbaragliato la concorrenza conquistando la Medaglia d’Oro e lo speciale Premio Vini Vulcanici, bissato dall’ambito Award Rosso al The WineHunter di Merano.
* Colle del Turchetto: sontuoso blend bordolese di Merlot e Cabernet Franc, premiato con la Medaglia d’Argento a Siena per la sua eleganza austera e i tannini vellutati.
* Costa Rotonda Sauvignon: la sfida di precisione più audace di Dino Limiti, capace di cogliere i sentori vegetali ed esotici del vitigno, insignito dell’Award Rosso a Merano.

Dalla celebre Sagra dell’Uva al futuro: Marino capitale del vino d’autore

Un legame viscerale con la comunità che si rinnova ogni autunno nella leggendaria Sagra dell’Uva di Marino, la festa più antica d’Italia nata nel 1925 dal genio di Leone Ciprelli, dove le storiche fontane cittadine zampillano vino bianco tra canti popolari e visitatori giunti da ogni angolo del mondo.

Il prestigioso Leone d’Oro non rappresenta per Dino Limiti un traguardo su cui adagiarsi, ma la scintilla per rilanciare la sfida: custodire l’eredità familiare, tutelare la biodiversità dei Castelli Romani e dimostrare che la Ciociaria e il Lazio rurale producono gemme enologiche capaci di competere con i più grandi cru del pianeta.

A cura della Redazione Enogastronomia e Territorio di Cavaliere News

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«Da Cervantes a Gaza: quando tutto ebbe inizio»: al Teatro Vittoria di Roma lo spettacolo di Stefano Reali tra quattro secoli di propaganda, verità imposte e violoncello

Al Teatro Vittoria di Roma debutta «Da Cervantes a Gaza: quando tutto ebbe inizio»: lo spettacolo di Stefano Reali con Luca Pincini su quattro secoli di propaganda e verità nascoste 👇

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Da Cervantes a Gaza

Roma – In una società globale inondata da flussi continui di notizie, immagini ritoccate e narrazioni sintetiche generate dall’Intelligenza Artificiale, discernere la verità storica dalla manipolazione del potere è diventata una battaglia civile decisiva. Il palcoscenico del celebre Teatro Vittoria di Roma si prepara a farsi coscienza critica e tribunale etico della memoria: martedì 27 e mercoledì 28 ottobre 2026 alle ore 21.00 va in scena «Da Cervantes a Gaza – quando tutto ebbe inizio», il nuovo, dirompente spettacolo teatrale scritto, diretto e interpretato dal regista e drammaturgo Stefano Reali.

Prendendo le mosse dalla folgorante ammonizione di Malcolm X – «La narrazione può arrivare a farci odiare chi vuole proteggerci, e a farci amare chi ci opprime» – l’opera attraversa quattro secoli di storia politica ed economica, smascherando con lucida ironia i meccanismi psicologici attraverso cui i governi fabbricano il consenso, manipolano i conflitti e impongono all’opinione pubblica la cosiddetta “versione ufficiale”.

Da Tunisi ad Algeri fino a Gaza: il dilemma di Miguel de Cervantes

A condurre il pubblico in questo viaggio a ritroso nel tempo è il suggestivo contrappunto sonoro e drammaturgico del violoncello solista del maestro Luca Pincini, che scandisce i passaggi più drammatici della partitura recitativa. Il filo rosso della narrazione individua nel padre della letteratura occidentale moderna il primo grande testimone di questa disillusione: il sommo romanziere spagnolo Miguel de Cervantes.

Prima di dare alla luce il capolavoro del Don Chisciotte, Cervantes fu soldato della flotta iberica nelle guerre di religione del Mediterraneo orientale, combattendo sul campo a Navarino, a Tunisi e persino a Gaza, prima di essere catturato dai corsari barbareschi e trascorrere cinque lunghi anni di prigionia e schiavitù ad Algeri. È nel crogiolo multietnico e multireligioso della capitale ottomana che l’autore affrontò il tema della convivenza pacifica, ponendosi per primo una domanda rivoluzionaria: «Quando è stato il momento esatto in cui i governanti hanno iniziato a mentire sistematicamente ai propri popoli?».

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«False flags», retorica bellica e inganni di stato sotto la lente del teatro

Dall’epopea bellica di Cervantes alle tensioni mediorientali contemporanee, lo spettacolo si sviluppa come una brillante cavalcata documentaria attraverso quattro secoli di censure, “false flags” (operazioni sotto falsa bandiera) ed eclatanti depistaggi geopolitici. Stefano Reali mette a nudo con chirurgica precisione come la propaganda non sia un’invenzione dei moderni media digitali, ma una collaudata tecnologia del potere che ciclicamente giustifica conflitti armati, sacrifici economici e restrizioni delle libertà individuali.

Uno spettacolo appassionante e scomodo, che restituisce al teatro la sua sacra vocazione di spazio d’illuminazione laica e dissenso civile, spingendo gli spettatori a interrogarsi sulla natura delle verità preconfezionate che ogni giorno ci vengono servite.

Le repliche al Teatro Vittoria (in piazza Santa Maria Liberatrice 10, nel rione Testaccio a Roma) sono previste per il 27 e 28 ottobre alle ore 21.00. Per informazioni e prevendite è possibile consultare i canali ufficiali del teatro.

A cura della Redazione Cultura e Spettacoli di Cavaliere News

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Il mito di Fantômas rivive a Cagliari con «Storie di volti e silenzi»: al via la 10ª rassegna del cinema muto tra Louis Feuillade, musica dal vivo e cene col delitto

A Cagliari il mito di Fantômas inaugura «Storie di volti e silenzi»: al via la 10ª rassegna del cinema muto tra Louis Feuillade sonorizzato dal vivo e la cena noir con delitto 👇

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Fantômas – À lombre de la guillotine

Cagliari – Un criminale inafferrabile e camaleontico, genio supremo del travestimento e dell’inganno, capace di beffare la polizia parigina e dileguarsi nell’ombra un istante prima che la lama della ghigliottina ne recida il destino. È Fantômas, la figura più enigmatica e seducente dell’immaginario poliziesco del Novecento, il protagonista assoluto del doppio appuntamento speciale in programma sabato 24 ottobre a Cagliari per la decima edizione di «Storie di volti e silenzi. La magia del cinema muto». La prestigiosa rassegna è organizzata dall’associazione culturale La macchina cinema, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e la direzione artistica di Patrizia Masala.

L’edizione 2026 reca un titolo programmatico di straordinario fascino: «Alle origini del mistero. Detective, criminalità e psiche». Un percorso filologico e visivo dedicato alla genesi del racconto noir nel cinema delle origini, indagando l’evoluzione psicologica dell’antagonista e la nascita dei moderni archetipi investigativi che avrebbero poi conquistato la letteratura e la cinematografia mondiale.

Alla Fondazione Siotto: Feuillade e la chitarra dal vivo di Paolo Capodacqua

Il primo evento scatterà alle ore 19.00 nella suggestiva Sala dei Ritratti della Fondazione Giuseppe Siotto, in via dei Genovesi 114 a Cagliari. La serata sarà aperta da un seminario critico curato dallo studioso Roberto Chiesi, a cui farà seguito la proiezione del capolavoro del 1913 «Fantômas – À l’ombre de la guillotine» (58 minuti), firmato dal maestro francese Louis Feuillade. A impreziosire le immagini in bianco e nero sarà la sonorizzazione dal vivo eseguita dal cantautore e virtuoso della chitarra Paolo Capodacqua, in una fusione magnetica tra fotogrammi d’epoca e composizione contemporanea.

Tratto dalla prolifica saga letteraria di Pierre Souvestre e Marcel Allain, il film trasporta la platea nella Parigi della Belle Époque, tra il furto di gioielli ai danni della principessa Danidoff al Royal Palace Hotel, l’omicidio di Lord Beltham e l’eterna sfida all’ultimo respiro tra l’inafferrabile criminale, l’ispettore Juve e il giornalista Fandor, sigillata dal celebre scambio d’identità che beffa il boia sul patibolo.

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LETTERATURA NOIR & GIALLO CLASSICO

Fantômas – Marcel Allain e Pierre Souvestre

Il romanzo immortale che ha rivoluzionato il genere poliziesco mondiale: intrighi parigini, delitti perfetti, travestimenti diabolici e la nascita del genio del male più imitato della storia.

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«Crimini in bianco e nero… a tavola»: l’esperienza sensoriale da Su Piscosus

La seconda tappa della serata trasferirà la suspense cinematografica nella dimensione conviviale del gusto. Alle 21.15 il ristorante Su Piscosus, in via Napoli 4 a Cagliari, farà da cornice alla cena-spettacolo «Crimini in bianco e nero… a tavola». Un format esclusivo a posti limitati (massimo 40 commensali) in cui la storia del muto noir s’intreccia con un gioco narrativo animato da attori e con pietanze della tradizione sarda a chilometro zero, rivisitate cromaticamente sul contrasto luce-ombra del cinema muto.

Per prendere parte alla cena è richiesta la prenotazione anticipata contattando la segreteria all’indirizzo email lamacchinacinema@gmail.com o al recapito telefonico 328 0951378.

Da Pirri a Siliqua: il grande cartellone d’autore fino al 24 novembre

La rassegna «Storie di volti e silenzi» è ospitata principalmente presso il Centro culturale Hermaea di Pirri, dove fino al 24 novembre sfileranno pellicole leggendarie firmate da Friedrich Wilhelm Murnau, Tod Browning, Josef von Sternberg ed Emilio Ghione. Il cartellone prevede inoltre un evento speciale a Siliqua il 21 novembre con il restauro di «Sherlock Jr. – Calma signori miei» di Buster Keaton.

Un appuntamento di altissima caratura divulgativa che dimostra come il cinema muto, lontano dall’essere una reliquia polverosa, conservi intatta la forza primigenia delle immagini per raccontare gli abissi e il fascino dell’animo umano.

A cura della Redazione Cinema e Cultura di Cavaliere News

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Alluvione in Emilia-Romagna, esce il corto AI «Il turno di domani»: l’opera di Giuseppe Galliano tra fango, dignità operaia e rinascita

Alluvione in Romagna, esce il cortometraggio AI «Il turno di domani»: 1.700 scene digitali per raccontare la dignità operaia e chi ha spalato il fango per salvare lavoro e case 👇

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Ravenna – Il silenzio vischioso del fango che invade le cucine, il rombo sordo dei fiumi che strappano gli argini nella notte e la determinazione incrollabile di chi all’alba impugna una pala per salvare la casa, la fabbrica e il futuro della propria terra. A tre anni dalla catastrofica alluvione che nel maggio del 2023 sommerse 44 comuni della Romagna – provocando 17 vittime e oltre 10 miliardi di euro di devastazione materiale – debutta sul web «Il turno di domani», uno straordinario video-racconto interamente generato con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale dallo studio del regista e visual artist Giuseppe Galliano.

L’opera, diffusa gratuitamente su YouTube, non indugia sul pietismo della sciagura ma accende i riflettori sull’epopea quotidiana della resilienza romagnola: quel patto d’onore non scritto tra colleghi di lavoro, vicini di casa e intere famiglie capaci di rimboccarsi le maniche senza attendere risarcimenti, difendendo con le unghie i poli produttivi da cui dipendeva la sopravvivenza economica di un’intera comunità.

Da Conselice a Lavezzola: il dramma del Reno e le idrovore della salvezza

La trama visiva si apre tra i vicoli e la piazza di Conselice (Ravenna), uno dei centri simbolo della tragedia rimasto isolato per giorni sotto un metro d’acqua stagnante. I protagonisti sono una giovane coppia: lui, operaio metalmeccanico, si alza come ogni mattina per recarsi allo stabilimento mentre i canali di bonifica cedono uno dopo l’altro inghiottendo campi, arredi, fotografie di famiglia e i ricordi di una vita intera.

Il cortometraggio rievoca l’alleanza epica nata tra le industrie del comprensorio di Lavezzola, Argenta e Conselice. Gli imprenditori e le maestranze unirono le proprie forze notte e giorno, posizionando idrovore industriali giganti per svuotare il canale adiacente e scaricare le acque di piena nel fiume Reno che, per un soffio miracoloso, resse alla pressione della corrente, scongiurando la distruzione totale degli impianti produttivi.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
STORIA & TESTIMONIANZE

Riemersi. Romagna 2023, storie per un’alluvione – Solferino

Il libro corale edito da Solferino a cura di Matteo Cavezzali sulla tragedia del maggio 2023: memorie di fango, coraggio e la straordinaria capacità della Romagna di rialzarsi unita.

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1.724 immagini e 784 clip: quando l’algoritmo si mette al servizio del cuore

Per plasmare questa narrazione cinematografica, il regista Giuseppe Galliano – professionista del visual design attivo fin dal 1996 (www.giuseppegalliano.it) – ha costruito ben 1.724 immagini fotorealistiche e montato 784 clip video generate con i più avanzati modelli di IA generativa. Nel tessuto digitale è stato inserito anche un volto reale in carne e ossa: il responsabile marketing della storica azienda General Cavi, che ha promosso e ispirato la creazione del cortometraggio per tramandare l’esempio civile di quei giorni.

«L’Intelligenza Artificiale è stata solo un pennello evoluto per ricostruire visivamente ciò che le telecamere convenzionali non avevano potuto catturare nel buio del disastro», spiega Giuseppe Galliano. «Il mio scopo era capire se l’AI potesse raccontare una storia nobile, umana, dove la tecnologia sparisse per lasciare spazio ai volti, agli sguardi stanchi e al battito cardiaco delle persone. Esattamente come nei grandi film d’animazione d’autore».

«Il turno di domani»: una promessa morale scolpita nel fango

Nel finale, il cortometraggio regala una riflessione profonda sul senso del dovere operaio: «Il titolo ‘Il turno di domani’ è prima di tutto una promessa esistenziale», chiosa il regista. «Significa che se anche oggi l’acqua mi ha portato via tutto, domani mattina mi alzerò ugualmente alle sei per andare a lavorare, perché so che troverò un compagno pronto a passarmi la pala e a dividere il pane con me».

Un documento visivo toccante, visionabile liberamente su YouTube (www.youtube.com/watch?v=vNw7K-WsiIg), che trasforma la memoria del fango in un monumento perenne alla dignità e alla fratellanza del popolo emiliano-romagnolo.

A cura della Redazione Cultura e Innovazione di Cavaliere News

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