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Gian Luca Coniglio vince l’Ultra del Turchino 50 km 2026 in 3h47’28”

Domenica, 26 luglio 2026 ore 00.01 è partita l’ottava edizione dell’Ultra del Turchino, organizzata da Impossible Target ASD.Km 50 con circa 1.280 metri di dislivello positivo da Ovada (AL) a Genova Voltri attraversando il Passo del Turchino.

Il vincitore è stato Gian Luca Coniglio in 3h47’28”, precedendo Christian Marzola 3h50’18” e Claudio Stefanini 3h53’44”. Tra le donne ha vinto Francesca Corno 4h46’26”, precedendo Francesca Di Modugno 4h50’16” e Paola Bottanelli 4h55’05”.

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Gian Luca Coniglio

Redazione-  Domenica, 26 luglio 2026 ore 00.01 è partita l’ottava edizione dell’Ultra del Turchino, organizzata da Impossible Target ASD.Km 50 con circa 1.280 metri di dislivello positivo da Ovada (AL) a Genova Voltri attraversando il Passo del Turchino.

Il vincitore è stato Gian Luca Coniglio in 3h47’28”, precedendo Christian Marzola 3h50’18” e Claudio Stefanini 3h53’44”. Tra le donne ha vinto Francesca Corno 4h46’26”, precedendo Francesca Di Modugno 4h50’16” e Paola Bottanelli 4h55’05”.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Gian Luca Coniglio (ASD Boves Run) attraverso risposte ad alcune mie domande.

Complimenti per la vittoria all’Ultra Turchino, cosa significa per te?

Per me era la terza partecipazione a questa gara, che amo particolarmente. L’avevo già vinta nel 2024 e quest’anno, nel 2026; mentre lo scorso anno ero arrivato secondo. È una corsa davvero speciale: si parte e si corre nella notte lungo un percorso di 50 km, molto duro e con un dislivello importante di circa 1.200 metri.

 

Davvero una conferma per Gianluca, tre partecipazioni con 2 vittorie e 1 secondo posto. Significa che è un forte ultramaratoneta, conosce bene il percorso e predilige le ore notturne.

Ti aspettavi di vincerla?

Se mi aspettavo di vincere? L’obiettivo minimo era sicuramente il podio, volevo portare a casa un gran risultato. La mia arma vincente è stata la gestione: ho corso senza mai andare fuori giri, senza strafare né in salita né in discesa.

Qual è stata la parte più difficile?

La parte più difficile è stata intorno a metà percorso, quando si è abbattuto un diluvio pazzesco. C’era acqua ovunque, sembrava letteralmente di correre in una piscina.

 

Tutto può succedere in gare di ultramaratona, soprattutto della durata di più ore. Bisogna saper gestire ogni situazione, dalla fame alla sete, al clima avverso con l’obiettivo di arrivare fino in fondo e possibilmente di arrivare a podio o vincere.

Hai temuto qualche atleta?

Per quanto riguarda gli avversari, quando sei sulla linea di partenza e guardi gli altri negli occhi, sai che sono tutti competitivi. Io ho provato subito a dettare il mio ritmo e, a parte i primi 5 km, ho corso quasi tutta la gara da solo. Un plauso va al ragazzo arrivato secondo, un grande atleta che lo scorso anno era giunto terzo dietro di me. Quest’anno mancava Nicola Picardo — con cui ci siamo scambiati il primo e secondo posto nelle ultime due edizioni — sarebbe stata una bellissima battaglia.

Il 26 luglio 2025 Gian Luca si è classificato 2° all’Ultra del Turchino in 3h48’30”, preceduto da Nicola Picardo 3h38’00”, a completare il podio maschile Christian Marzola 3h49’01”. Tra le donne ha vinto Francesca Ferraro 4h11’00”, precedendo Elehanna Silvani 4h32’00” e Monica Francesca d’Urso 4h40’00”.

Cosa dicono familiari e amici di questa vittoria?

I miei familiari sono felicissimi e mi riempiono di complimenti.

Cosa hai scoperto di te stesso in questa gara?

Da questa gara confermo a me stesso che con il giusto allenamento posso dare davvero tanto nelle ultramaratone. Negli ultimi 3-4 anni ho scoperto di essere molto più portato e competitivo sulle distanze lunghe rispetto alle gare brevi.

Alimentazione prima, durante, dopo questa gara?

L’alimentazione è un altro aspetto fondamentale per gestire al meglio queste distanze. Ho sempre affrontato una 50 km proprio come se fosse una maratona: alla fine sono soltanto 8 chilometri in più, mentre una 100 km richiede un approccio leggermente diverso. In gara, sia sulla maratona che sulla 50 km, prendo semplicemente un gel ogni 7-8 km e solo acqua ai ristori. Nella settimana che precede la corsa faccio il mio solito carico di carboidrati, mantenendo la dieta molto semplice senza fare cose strane. Esperimenti dell’ultimo minuto rischiano solo di comprometterti la gara.

 

L’esperienza aiuta a far meglio la prossima volta, aiuta a incrementare consapevolezza nelle proprie possibilità e capacità.

Un messaggio per avvicinare le persone alle ultramaratone?

A chi vuole avvicinarsi alle ultramaratone consiglio di fare le cose per gradi: partire dalle gare corte e allungare la distanza piano piano. Per affrontare una 50 km, o addirittura una 100 km, è fondamentale aver già corso delle maratone.

 

Nell’endurance, nelle ultramaratone una caratteristica fondamentale è la pazienza, insieme alla gradualità, arrivare piano piano dove si vuole, con consapevolezza, fiducia e resilienza.

Cosa c’è dietro una vittoria?

Dietro una vittoria c’è tantissimo lavoro e grandi sacrifici. Non si può pensare di essere competitivi senza allenamenti duri, macinando tanti chilometri a qualsiasi ora della giornata e seguendo un programma molto intenso.

 

Per puntare al successo bisogna essere focalizzati, avere elevata passione, lavorare duramente e saper sacrificare qualcos’altro fino al raggiungimento dell’obiettivo prefissato, poi un po’ ci si può rilassare in attesa di un nuovo obiettivo da volersi impegnare.

Come hai vissuto il pre-gara, la gara e il post gara?

Il pre-gara l’ho vissuto insieme a due miei amici che debuttavano per la prima volta in una ultramaratona. Volevano capire in prima persona cosa si prova a spingersi oltre la maratona e vivere l’esperienza di queste gare Ultra.

 

Trattasi di esperienze molto intense da voler e poter fare con adeguato allenamento e mettendosi in gioco senza stress.

A chi la dedichi?

Questa vittoria la dedico in primis a me stesso, per tutti i sacrifici fatti, ma un grazie enorme va anche ai miei compagni di squadra e amici. Correre da solo per 5 volte a settimana mi serve per temprare la mente — perché in un’ultra sei solo con te stesso — ma condividere un paio di uscite a settimana con il gruppo è stimolante e fondamentale per non isolarsi.

 

Trattasi di gare dove bisogna fare tanti chilometri ma anche lavori di qualità e ogni tanto fa piacere condividere uscite con amici senza stress.

Prossimi obiettivi?

Ora il mio prossimo obiettivo sarà una 100 km in Spagna, dove gareggerò nella categoria Master. Inoltre, prossimamente sarò pacer nelle maratone di Venezia, Firenze e Pisa. Mettere la mia esperienza al servizio degli altri e aiutare tanti runner a conquistare il proprio personale mi dà una soddisfazione enorme. Correre per gli altri mi rende davvero orgoglioso del lavoro fatto finora.

 

Ottimo esempio per tanti, fare sport per cercare il successo ma anche permettere ad altri di raggiungere il proprio successo personale.

 

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Isweb Avezzano Rugby, colpo sul mercato: ufficiale Leonardo Fagioli

🚨 MERCATO GIALLONERO: LEONARDO FAGIOLI È IL NUOVO MEDIANO DI MISCHIA DELL’ISWEB AVEZZANO RUGBYUn innesto di assoluto valore e prospettiva per la cabina di regia giallonera! L’Isweb Avezzano Rugby ufficializza l’arrivo di Leonardo Fagioli, mediano di mischia classe 2002 cresciuto nel Falconara e protagonista nelle ultime stagioni in Serie A con il Verona Rugby. Un profilo giovane, dinamico e di grande personalità per lo scacchiere tattico di coach Rotilio in vista del prossimo campionato di Serie A1. 🏉🔥Fagioli, che ha scelto la Marsica dopo aver vissuto da avversario il calore dello stadio “Angelo Trombetta”, porta entusiasmo e visione di gioco, con l’obiettivo di migliorare lo storico piazzamento dello scorso anno e puntare decisamente alla zona playoff. Con questo colpo di mercato, la società del presidente Seritti conferma la solidità di un progetto tecnico che continua ad attirare i migliori talenti del rugby nazionale. Benvenuto in Abruzzo, Leonardo! 🇮🇹💪👇 Quanto ritieni fondamentale il ruolo del mediano di mischia per le ambizioni di vertice dell’Avezzano? Dicci la tua nei commenti!#AvezzanoRugby #IswebAvezzano #LeonardoFagioli #SerieA1 #RugbyMercato #MarsicaSport #Gialloneri #PallaOvale

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Leonardo Fagioli

Avezzano – Nel panorama del rugby d’élite nazionale, la programmazione estiva e il rafforzamento mirato delle rose rappresentano i vettori fondamentali per consolidare le ambizioni di vertice e determinare il successo nei campionati maggiori. In questa cornice di forte sviluppo strategico si inserisce l’ultimo colpo di mercato ufficializzato dall’Isweb Avezzano Rugby in vista della stagione agonistica 2026/2027. La società giallonera ha formalizzato l’ingaggio di Leonardo Fagioli, mediano di mischia classe 2002, atleta cresciuto nel Falconara Rugby e reduce da stagioni di rilievo con la maglia del Verona Rugby. L’inserimento del giovane regista si inserisce perfettamente nella dottrina societaria guidata dall’head coach Pierpaolo Rotilio, volta a coniugare l’esuberanza atletica alla disciplina tattica in un ruolo chiave per l’economia di gioco della squadra, reduce dal miglior campionato della propria storia sportiva e determinata a stabilizzarsi stabilmente ai vertici della neonata Serie A1.

La cabina di regia e la filosofia tattica del mediano di mischia

Il ruolo del mediano di mischia, nel rugby moderno, si configura come il vero e proprio baricentro geometrico e intellettuale della manovra collettiva, agendo da cerniera insostituibile tra il pacchetto di mischia e la linea dei trequarti. Fagioli si inserisce nel sistema di gioco abruzzese portando in dote una notevole visione periferica, rapidità di esecuzione nell’uscita del pallone dai punti d’incontro e una spiccata capacità di accelerazione del ritmo impresso alle transizioni offensive. Le caratteristiche del giovane mediano marchigiano rispondono alla richiesta dello staff tecnico di disporre di un interprete capace di ottimizzare le scelte strategiche nei momenti di massima intensità agonistica. La gestione strategica del gioco tattico al piede e la precisione nella distribuzione dei flussi di gioco rappresentano le doti con cui il neo-acquisto giallonero punta a integrarsi in una rosa già caratterizzata da un elevato tasso di compattezza e da una consolidata identità di squadra.

Il fattore Marsica e l’attrattività del progetto sportivo giallonero

La transizione di Leonardo Fagioli nel club del capoluogo marsicano testimonia come l’Isweb Avezzano Rugby sia divenuta una destinazione di primaria credibilità e attrazione per i migliori talenti della palla ovale italiana. Il giocatore, che ha maturato la decisione dopo aver affrontato il club da avversario sul rettangolo verde di via dei Gladioli, ha sottolineato l’importanza dell’accoglienza della comunità abruzzese e la solidità del progetto illustrato direttamente dalla presidenza. La struttura organizzativa dell’impianto “Angelo Trombetta” e la vivacità della Club House interna concorrono a creare un ecosistema ideale per lo sviluppo professionale e umano degli atleti. Il calore della tifoseria marsicana e la compattezza del nucleo storico dello spogliatoio hanno funto da elementi catalizzatori per il mediano di mischia, convinto dalla serietà di un percorso societario lungimirante che rifiuta le scorciatoie della contingenza per investire sulla cultura del lavoro e del merito sportivo.

Gli obiettivi per la stagione 2026/2027: l’assalto alla zona playoff

In ultima analisi, l’orizzonte programmatico dell’Isweb Avezzano Rugby per la prossima annata si struttura intorno al superamento dei già straordinari traguardi raggiunti nell’ultimo torneo, in cui la formazione abruzzese ha sfiorato la qualificazione alle fasi finali dei playoff. L’innesto di Fagioli, unitamente ai recenti arrivi di profili internazionali del calibro di Keegan Munro, Bautista Bianca, Roberto Carnino e degli italiani Marcello Maggiore e Matteo Cavallin, dota lo staff tecnico di Rotilio delle rotazioni necessarie per competere ad armi pari contro le corazzate del torneo. Il consolidamento economico e infrastrutturale della società si traduce così in ambizione agonistica sul campo: la squadra dispone ora dell’esperienza matura per gestire le pressioni d’alta classifica, sapendo che il raggiungimento dell’eccellenza dipenderà interamente dalla capacità del gruppo di mantenere alta l’intensità e di capitalizzare il potenziale espresso dalla nuova cabina di regia.

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Castel di Sangro capitale dello sci di fondo estivo, al via i Campionati Italiani di Skiroll

🚨 TRICOLORE IN ALTO SANGRO: CASTEL DI SANGRO ACCENDE I CAMPIONATI ITALIANI DI SKIROLL VALIDI PER IL MONDIALE! 🎿🏆 Lo sci di fondo estivo sbarca in Abruzzo con un evento spettacolare. Al via oggi i Campionati Italiani e la Coppa Italia NextPro h24: oltre 100 atleti da tutta Italia si sfidano per strappare il pass per la Coppa del Mondo. Si parte stasera alle 16:00 con la gara Sprint alla stazione ferroviaria, mentre domenica alle 9:30 sarà la volta della spettacolare Mass Start verso il borgo di Roccacinquemiglia, fortemente voluta dal sindaco Angelo Caruso. Un dossier sportivo di altissimo livello organizzato dallo Sci Club Alfedena di Arturo Como, raccontato dalla voce di Alberto Pasquali e sostenuto dall’assessore regionale Mario Quaglieri. Un pezzo di pura passione e adrenalina, scritto con il cuore e con l’anima. Il servizio completo 👇#casteldisangro | #skirollitalia | #coppaitalianextpro | #fisiabruzzo | #arturocomo | #angelocaruso #roccacinquemiglia | #marioquaglieri | #pagineutili

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Locandina evento Castel di Sangro

La gara sprint alla stazione ferroviaria e la storica Mass Start a Roccacinquemiglia

Castel di Sangro – Ci sono manifestazioni sportive capaci di trasformare l’asfalto delle strade montane in un’arena agonistica di caratura internazionale, dove la velocità e la resistenza degli atleti valorizzano i borghi dell’Appennino e proiettano le eccellenze del territorio verso i massimi traguardi mondiali. Il comprensorio dell’Alto Sangro si appresta a diventare il baricentro dello sci di fondo estivo accogliendo le delegazioni del Campionato Italiano di Skiroll e della Coppa Italia NextPro. L’evento registra il superamento della soglia record di cento iscritti, richiamando i migliori fondisti provenienti da tutti i comitati regionali della penisola per una due giorni di gare valevole per le qualificazioni alla prossima Coppa del Mondo. Il programma agonistico aprirà i battenti questo pomeriggio, sabato venticinque luglio, alle ore sedici, con una spettacolare Skiroll Sprint ospitata nei pressi della stazione ferroviaria di Castel di Sangro, dove i velocisti si sfideranno in un concentrato di pura potenza tecnica.

La seconda sessione del weekend prenderà il via domenica ventisei luglio, a partire dalle ore nove e trenta, con una Mass Start che collegherà idealmente il centro cittadino alla frazione di Roccacinquemiglia, coinvolgendo per la prima volta lo storico borgo in una competizione tricolore, i cui tempi parziali ed i cui ordini d’arrivo scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

Il raduno della Nazionale Under 23 ed il corso maestri diretto da Giorgio Tognetti

La designazione della località abruzzese giunge a coronamento di un lungo percorso di preparazione che ha visto i blocchi della Nazionale Under 23 e della squadra Juniores svolgere intensi ritiri collegiali sulle strade d’altura dell’Alto Sangro, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi per garantire l’onestà e la freschezza della cronaca sportiva. Il distretto aquilano ospita in concomitanza le attività didattiche del Terzo Modulo Tecnico per la Formazione dei Maestri di Sci organizzato dal comitato del Lazio a firma di Giorgio Tognetti, un percorso di specializzazione che annovera ventisei corsisti provenienti da sette diverse regioni italiane. La complessa macchina logistica è coordinata dall’Asd Sci Club di Alfedena, sodalizio presieduto da Arturo Como e designato ufficialmente dalla Fisi come ente affidatario della manifestazione grazie a una solida esperienza che vanta oltre dieci eventi nazionali organizzati nell’ultimo decennio sul territorio.

I preparatori atletici e i tecnici federali monitorano lo stato di forma dei ragazzi in vista dei traguardi autunnali, proiettando le immagini degli allenamenti sui display dei telefoni dei nuclei familiari del comprensorio montano.

Il commento dello speaker Alberto Pasquali e la premiazione con l’assessore Mario Quaglieri

La direzione tecnica della competizione è affidata alla consolidata esperienza dell’allenatrice di terzo livello Elena Como, la quale guiderà uno schieramento di ufficiali di gara e cronometristi di primo ordine, mentre la cronaca in diretta di ogni singolo istante delle prove sarà affidata all’inconfondibile voce dello speaker Alberto Pasquali. Il sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso, ha manifestato profondo orgoglio per un evento che premia la lungimiranza dell’amministrazione comunale, impegnata nella progettazione di una pista permanente interamente riservata alla disciplina dello skiroll. Le cerimonie ufficiali di premiazione si terranno questa sera alle ore diciannove nella splendida cornice di Piazza Plebiscito alla presenza di numerose autorità civili e dell’assessore regionale Mario Quaglieri, il quale ha evidenziato come i grandi eventi sportivi costituiscano un formidabile motore di sviluppo economico, coesione sociale e promozione turistica per l’intero Abruzzo.

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Careth Christine Arnold 2^ all’Hardrock Hundred Endurance Run 2026

Il 10 luglio 2026 ha avuto luogo la “33rd Hardrock Hundred Endurance Run (USA)”, 100 miglia trail.Tra le donne ha vinto Courteney Dauwalter (USA) 26h03’10” (5^ assoluta) precedendo Careth Arnold (USA) 30h32’31” e Tara Dower (USA) 33h02’04”.

Il vincitore assoluto è stato Ludovic Pommeret (FRA), 51 anni, con il crono di 21h11’36” precedendo Jimmy Elam (USA) 23h48’56”, a seguire David Ayala 24h28’17” (USA).

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Careth Christine Arnold attraverso risposte ad alcune ime domande.

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Careth Christine Arnold

Redazione-  Il 10 luglio 2026 ha avuto luogo la “33rd Hardrock Hundred Endurance Run (USA)”, 100 miglia trail.Tra le donne ha vinto Courteney Dauwalter (USA) 26h03’10” (5^ assoluta) precedendo Careth Arnold (USA) 30h32’31” e Tara Dower (USA) 33h02’04”.

Il vincitore assoluto è stato Ludovic Pommeret (FRA), 51 anni, con il crono di 21h11’36” precedendo Jimmy Elam (USA) 23h48’56”, a seguire David Ayala 24h28’17” (USA).

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Careth Christine Arnold attraverso risposte ad alcune ime domande.

Congratulazioni per il tuo secondo posto alla Hardrock: sei soddisfatta? Sono soddisfatta del mio secondo posto femminile alla Hardrock? Sì e no. Ho iniziato questa gara con la speranza e la forma fisica per finirla in meno di 27 ore. Tuttavia, portare a termine la Hardrock da sola è già un grande risultato, e ne sono profondamente grata.

 

Portare a termine un’ultramaratona di 100 miglia è una grandissima sfida, arrivare al secondo posto all’Hardrock è davvero un grandissimo risultato, una gara difficilissima e sfidante per l’altimetria estrema.

Quando hai capito che non avresti potuto vincere?

Ho capito che non avrei vinto l’Hardrock non appena ho iniziato la scalata dell’Handies Peak. A quel punto, mi sono reso conto di quanto i miei polmoni stessero faticando e ho sentito la carenza di ossigeno aumentare esponenzialmente. Courtney si muoveva molto più velocemente di quanto io potessi fare.

 

La Hardrock Hundred Mile Endurance Run è un’ultramaratona di 101,8 miglia (circa 165 km), con un dislivello positivo di circa 10.200 metri in salita e circa 10.200 metri in discesa, per un dislivello totale di circa 20.300 metri, a un’altitudine media di circa 3.350 metri. La corsa si svolge su un percorso ad anello che si snoda su strade sterrate, sentieri e percorsi di cross-country nella catena montuosa di San Juan, nel Colorado meridionale, negli Stati Uniti. La corsa inizia e termina a Silverton, in Colorado, e attraversa le città di Telluride, Ouray e la città fantasma di Sherman, superando tredici passi principali tra i 3.650 e i 3.950 metri di altitudine. I partecipanti devono percorrere 13 volte un dislivello superiore ai 3.700 metri, con il punto più alto del percorso rappresentato dalla vetta di Handies Peak, a 4.288 metri di altitudine.

https://hardrock100.com/hardrock-about.php

Davvero una grande sfida, non solo per i tantissimi chilometri da percorrere ma anche per l’altitudine elevata, oltre i 3.000 dove ci vuole una preparazione mirata.

A chi dedichi questo?

Dedico tutti i miei sforzi alle mie due figlie. Amo essere per loro un esempio di forza e perseveranza.

Ci sono stati dei momenti critici? Qual è stata la parte più difficile?

Ci sono stati molti momenti critici nella seconda metà della gara, ma il più critico è stato durante l’ultima salita verso Little Giant. Mi sono reso conto che il mio corpo non assorbiva l’ossigeno di cui aveva bisogno e ho iniziato a lottare per respirare con una frequenza respiratoria molto elevata. Le ultime quattro ore sono state la parte più difficile: avevo una grave carenza di calorie, facevo fatica a respirare ed ero molto emotiva.

 

L’ultima salita della Hardrock 100 miglia 2026, era il Little Giant. Dislivello: circa 820 metri. Distanza: circa 4 chilometri. Pendenza: molto ripida, con punte che sfiorano il 30%. Altitudine: si parte dal ristoro di Cunningham circa 3.160m per arrivare a 3.960m.

Trattasi di una gara difficilissima se si pensa che correndo una maratona di 42.195 km, gli atleti incontrano la crisi, il muro al 30-35° km, figuriamoci una gara di 160 km, dove metà gara è di 80 km in altitudine e si corre non per 3.4 ore totali come una maratona ma 25-30 ore per i più forti atleti al mondo.

Per quali atlete eri preoccupata?

Ero preoccupata che le atlete dietro di me mi raggiungessero, soprattutto Tara Dower, perché so quanto è forte e tenace.

Quali sono state le sessioni di allenamento più importanti?

Le sessioni di allenamento più importanti sono state le lunghe giornate trascorse sul percorso. Conoscere e amare il terreno mi ha aiutato a concludere la gara nel miglior modo possibile.

 

Importantissimo sviluppare la consapevolezza di ciò a cui si va incontro, importantissimo conoscere il percorso, sapere a cosa si va incontro, arrivare alla partenza preparati fisicamente e mentalmente.

Cosa cambia adesso?

La prossima cosa che cambierà è il mio modo di respirare. L’altitudine è ancora un mio punto debole e voglio investire tempo trascorrendo più tempo in quota, oltre ad allenare il mio sistema respiratorio per migliorare le mie prestazioni fisiche.

 

Non si finisce mai di imparare, ogni gara è una grandissima esperienza, un test, un’opportunità per conoscersi meglio e per potenziare eventuali criticità per cercare di fare sempre meglio le prossime volte.

Qualche consiglio per vincere la Hardrock 100?

Non ho consigli per vincere la Hardrock, chiedimelo quando lo farò!

Qualche consiglio su come avvicinare i giovani al trail running?

Il mio consiglio per i giovani trail runner è di iniziare subito, divertirsi in montagna e non tirarsi mai indietro di fronte alle sfide che spaventano.

In che modo l’ultramaratona ti ha cambiato?

L’ultramaratona mi ha insegnato a rispettare il mio corpo. È straordinariamente adattabile all’allenamento. Ha anche rafforzato la mia fede. Non potrei praticare questo sport senza la mia fede nella forza di Dio, che si manifesta quando la mia viene meno.

 

La pratica dell’ultramaratona aiuta a conoscersi meglio, a fidarsi sempre di più, a incrementare gradualmente chilometri e difficoltà, adattandosi a ogni situazione, un adattamento sia corporeo che mentale a ogni situazione difficile e critica.

Chi e cosa ti aiuta nel tuo sport?

Mio marito mi supporta in modo incredibile: si fa avanti per i nostri figli ogni volta che ho bisogno di allenarmi. Non potrei essere sia mamma che atleta senza il suo sostegno. Anche i miei sponsor – Altra, Smartwool, Ultraspire e Näak – sono fondamentali per il mio percorso in questo sport.

 

L’ultramaratona richiede tante ore di allenamenti e possibilmente una famiglia che comprende e sostiene. L’atleta ha bisogno di tempo, spazio e anche abbigliamento adeguato agli allenamenti e le gare e ben vengano sponsor che supportano e aiutano l’atleta.

Quali sono i tuoi obiettivi a breve, medio e lungo termine?

I miei obiettivi a breve, medio e lungo termine sono tutti uguali: diventare più veloce su distanze più lunghe (e a volte anche più brevi) e alimentarmi sempre correttamente.

Sogni realizzati, sogni ancora da realizzare e sogni irrealizzati?

I miei sogni stanno iniziando a realizzarsi. Non so se un singolo risultato o una singola vittoria in gara mi soddisferanno mai completamente, ma so di voler dare il meglio di me. Spero solo che il mio massimo impegno sia sufficiente.

 

È importante avere una progettualità nello sport e nella vita, stabilire mete, obiettivi, sogni e impegnarsi per poterli raggiungere e sentirsi soddisfatti, con la consapevolezza che si cerca di fare del proprio meglio e che è importante che la motivazione resti sempre elevata.

 

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