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GORIANO VALLI RISCOPRE LA TRADIZIONE: TORNA “JU SBANNMEND” CON LE COPERTE ABRUZZESI AI BALCONI

Domenica 7 giugno Goriano Valli celebra “Ju Sbannmend”: un suggestivo ritorno alla memoria tra coperte artigianali esposte ai balconi e il racconto vivo dell’identità abruzzese.
#Abruzzo #GorianoValli #JuSbannmend #TradizioniAbruzzesi

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GORIANO VALLI RISCOPRE LA TRADIZIONE: TORNA "JU SBANNMEND" CON LE COPERTE ABRUZZESI AI BALCONI

Redazione-  Domenica 7 giugno, il borgo di Goriano Valli, frazione di Tione degli Abruzzi in provincia dell’Aquila, si prepara a rivivere una delle sue tradizioni più sentite: Ju Sbannmend. A partire dalle ore 9:30, residenti e visitatori daranno vita a una grande esposizione collettiva di coperte artigianali abruzzesi, che verranno appese a finestre e balconi per celebrare la ricorrenza del Corpus Domini. L’evento, giunto alla seconda edizione, trasformerà il paese del Parco Sirente Velino in una galleria a cielo aperto dedicata alla memoria storica e all’identità tessile della regione.

Promossa dalla cooperativa di comunità “Cuore delle Valli”, dal MuDi (Museo Diffuso del Sirente Velino) e dalla rete BorghiIN, l’iniziativa gode del patrocinio del Parco regionale Sirente Velino, dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del Cratere e del Comune di Tione degli Abruzzi. L’obiettivo è riportare l’attenzione su un oggetto simbolo della cultura contadina: la coperta abruzzese. Pezzi unici, pesanti e carichi di valore affettivo, che raccontano la storia della transumanza e dell’ingegno artigianale locale, elementi che rischiano di scomparire nel tempo se non attivamente preservati.

Il termine “sbannere” — che nel dialetto locale significa esporre o mostrare — assume in questo contesto un valore simbolico profondo. Mariagrazia Guidone, ideatrice dell’evento e consigliera della cooperativa organizzatrice, sottolinea come questo gesto restituisca ai borghi il ruolo di luoghi relazionali. “Mostrare le coperte significa parlare di case vive e di comunità in grado di accogliere e rigenerarsi. Da una tradizione condivisa si può ripartire per immaginare il futuro”, dichiara.

Il programma della giornata è denso di appuntamenti. L’apertura, prevista alle 9:30, sarà accompagnata dal giro bandistico per le vie del centro. A seguire, dalle 10:00, il pubblico potrà partecipare a escursioni guidate tra il borgo e i paesaggi del Parco. Dopo la Santa Messa e la processione del Corpus Domini (ore 11:00 e 12:00), il circolo Vallese ospiterà un momento conviviale con la tradizionale pecora alla “cottora”.

Il pomeriggio sarà dedicato alla riflessione culturale con il talk “Trame del passato per tessere il futuro”, in programma alle 16:30. Il dibattito vedrà la partecipazione di esperti del settore, tra cui l’archeologa e tessitrice Assunta Perilli e Olga Perticara, Ceo di Arcolaio. Ospite d’eccezione sarà Gino Bucci, noto al pubblico digitale come “L’abruzzese fuori sede”, che dialogherà sul valore della tradizione nel mondo contemporaneo. L’evento farà inoltre da apripista al Festival delle Cooperative di Comunità d’Abruzzo, che si terrà a Goriano Valli il prossimo settembre.

La giornata si chiuderà alle 18:00 con il tour narrato delle coperte. Sarà questo il momento in cui le custodi di questa tradizione, le donne del borgo, racconteranno in musica e parole i segreti e i legami che si celano dietro l’ordito di ogni coperta, offrendo uno spaccato autentico sulla cultura montana abruzzese.

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Piana del Cavaliere

Carsoli – Il beato Colombo, figlio del Conte del paese

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Carsoli, centro storico

Carsoli – Una figura ricordata nelle antiche testimonianze locali è il Beato Colombo, descritto come figlio del conte di Carsoli. Secondo il racconto tramandato in un opuscolo ecclesiastico ripreso da pubblicazioni storiche, dopo la distruzione del monastero del Sacro Speco di Subiaco da parte dei Longobardi, Colombo si sarebbe ritirato su una collina nei pressi del santuario, vivendo in solitudine per circa venticinque anni.La figura del Beato Colombo, tradizionalmente identificato come figlio del Conte di Carsoli, appartiene a quella fitta trama di misteri, devozione e tradizioni locali che caratterizzano la storia medievale della Marsica e del borgo abruzzese di Carsoli. Secondo le memorie storiche e i racconti del territorio, Colombo era un esponente di spicco della dinastia comitale locale. La sua figura unisce idealmente il potere temporale dei signori feudali della Piana del Cavaliere alla sfera della profonda ascesi spirituale. Insieme ad altre importanti famiglie nobiliari storiche come i Cavalieri De Leoni, il Beato Colombo ha contribuito in modo decisivo a plasmare l’identità religiosa del paese.Tracce della venerazione della sua figura e delle sue reliquie si ritrovano non solo a Carsoli ma anche nei borghi limitrofi, come testimoniato dai documenti storici e dai reliquiari censiti nel vicino comune di Pereto.

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Piana del Cavaliere

Carsoli – V’incanto Osteria Moderna nella selezione del Gambero Rosso 2026

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Vincanto

Carsoli-  Ancora selezionati dal prestigioso Gambero Rosso, nell’edizione 2026, V’INCANTO OSTERIA MODERNA del maestro Daniele Bernardini. Un ennesima onorificenza, che illumina tutto il territorio, come zona di buongusto e nelle esperienze naturalistiche e gastronomiche.V’Incanto apre i suoi orizzonti ad Agosto 2013 da una idea fortemente voluta dal suo fondatore, Daniele Berardini.La mission è quella di proporre un nuovo format di convivialità raffinata, prevalentemente di cucina tipica abruzzese in chiave moderna.V’Incanto cresce con il passare degli anni, ed è ora una struttura ricettiva affermata e conosciuta in tutto il centro Italia.Le sue proposte costituiscono un’eccellenza nel gusto che, in simbiosi con prodotti altamente selezionati, portano in tavola sapori unici. Un encomio a tutta l’equipe del V’INCANTO OSTERIA MODERNA per il buon lavoro.

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Piana del Cavaliere

Pereto, inaugurata la prima «Porta d’Abruzzo» dipinta da Lorena Bernardi: l’arte incontra la memoria e l’amicizia tra botteghe storiche e futuro

Emozioni a Pereto per l’inaugurazione della prima «Porta d’Abruzzo» dipinta da Lorena Bernardi: un capolavoro a cielo aperto dedicato alla memoria degli antichi maestri falegnami del borgo marsicano. Tra istituzioni, arte e amicizia fraterna, una giornata indimenticabile che pianta semi preziosi per il futuro del territorio 👇

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Lorena Bernardi

Pereto -Ci sono momenti in cui l’arte cessa di essere un semplice esercizio di stile e diventa memoria viva, atto civile, dono appassionato a una comunità che ritrova le proprie radici per proiettarsi nel domani. A Pereto, suggestivo borgo arroccato tra i monti della Marsica autentica, è stata ufficialmente inaugurata la prima «Porta d’Abruzzo», una straordinaria opera pittorica a cielo aperto ideata e realizzata con profonda dedizione dall’artista Lorena Bernardi per rendere omaggio alle storiche botteghe artigiane del territorio.

L’opera, dipinta direttamente sulla saracinesca e sul portale di un antico locale di via Roma, raffigura con intensità verista e calore cromatico il lavoro instancabile dei maestri falegnami, custodi di una sapienza manuale che per generazioni ha dato forma al legno, alle case e alle famiglie del paese. Alla cerimonia di svelamento e benedizione laica hanno preso parte le istituzioni comunali guidate dal Sindaco con fascia tricolore, cittadini, appassionati e tanti colleghi artisti giunti per stringersi attorno a un progetto di rigenerazione culturale.

La giornata di Pereto suggella una quarantott’ore di intensità straordinaria per il circuito culturale regionale: dopo il grande successo del concerto-evento degli Hombres a L’Aquila, il ritorno alle origini nella Marsica ha dimostrato come la bellezza nasca dalla sinergia sincera tra amici, visioni condivise e fratellanza artistica, sulla scia delle recenti strategie di sviluppo delle aree interne presentate al Forum Leader.

Il dipinto di Lorena Bernardi: l’omaggio commosso agli artigiani del legno di Pereto

Il murale realizzato da Lorena Bernardi sulla porta storica di Pereto colpisce immediatamente per la potenza espressiva dei volti e per la precisione filologica con cui sono stati restituiti gli strumenti della tradizione: la pialla, i morsetti, i trucioli sul banco da falegname e gli sguardi concentrati di tre generazioni di artigiani chine sul proprio lavoro. Un’opera che trasforma una saracinesca urbana in una tela monumentale, capace di fermare il tempo e di dialogare ogni giorno con chi attraversa i vicoli del centro storico.

«Due giorni intensi che chiudono un altro cerchio di esperienze vive e forti – ha sottolineato con emozione l’artista durante l’inaugurazione –. Sento a tratti la fatica fisica, ma questa benedetta passione non si spegne mai. Dopo la musica e l’incontro a L’Aquila, ci siamo riavvicinati a Pereto per inaugurare la prima Porta d’Abruzzo che ho avuto l’onore di dipingere. Ci ho messo tutto l’Amore che ho, perché quando in gioco c’è una visione comune da costruire e gli amici chiamano a raccolta, non si può fare altro che rispondere PRESENTE!».

L’opera reca alla base una dedica poetica che invita a non dimenticare il valore del lavoro onesto e delle mani laboriose, inserendosi in un percorso di riscoperta identitaria che lega Pereto agli altri borghi virtuosi della piana del Cavaliere, in piena continuità con le iniziative di valorizzazione che animano la vicina festa tradizionale di Rocca di Botte e le vallate abruzzesi.

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Nel nome dell’Arte e dell’Amicizia: il legame con Enzo D’Urbano e Domenico Penna

Dietro ogni grande opera d’arte pubblica c’è sempre una rete invisibile ma solidissima di legami umani. L’inaugurazione della Porta d’Abruzzo a Pereto ha rappresentato anche il trionfo dell’amicizia vera, quella che non conosce distanze e non chiede nulla in cambio: un sentimento espresso con forza nel ricordo riconoscente di figure fraterne come Enzo D’Urbano e Domenico Penna, compagni di viaggio sempre pronti a spendersi per la cultura del territorio.

«Sapere che persone come Enzo o Domenico lo avrebbero fatto per me – ha ribadito Lorena Bernardi circondata dall’abbraccio dei presenti – mi ha dato la forza di superare ogni stanchezza. Oggi abbiamo piantato buoni semi per il FUTURO e mi sento profondamente bene, mi sento a posto con la mia coscienza e con il mio cuore, nel nome dell’Arte e dell’Amicizia autentica».

La cerimonia si è arricchita inoltre di momenti performativi di recitazione e musica dal vivo, dimostrando come le arti visive, la voce e la parola sappiano fondersi in un unico respiro comunitario, confermando l’Abruzzo interno come fucina inesauribile di bellezza, esattamente come accade nei grandi progetti museali del territorio come il nuovo polo archeologico MUAO di Opi.

Le Porte d’Abruzzo: un modello di museo diffuso per il rilancio dei borghi montani

La nascita della prima Porta d’Abruzzo a Pereto non è destinata a rimanere un episodio isolato, ma si candida a diventare il progetto pilota di un innovativo circuito di museo all’aperto diffuso tra i centri storici della Marsica e dell’intera regione. Trasformare accessi secondari, botteghe dismesse o saracinesche chiuse in monumenti visivi alla memoria collettiva rappresenta una delle forme più moderne ed efficaci di rigenerazione urbana contro lo spopolamento delle aree interne.

Il pubblico, i visitatori e gli studiosi che giungeranno a Pereto troveranno d’ora in avanti una sosta obbligata davanti al capolavoro di Lorena Bernardi, fermandosi a riflettere sul valore del lavoro artigiano e sulla capacità dell’arte contemporanea di restituire dignità e voce a chi ha costruito la storia quotidiana delle nostre comunità.

Un messaggio di speranza, orgoglio e futuro che da Pereto si irradia all’intera regione, mentre sul fronte culturale si rinnovano le grandi rassegne autunnali come Passaggi al Nuovo Teatro Ateneo della Sapienza e gli appuntamenti della stagione.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News 

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