Rimani in contatto con noi
#

Territorio

Il cielo di Alba Adriatica si riempie di aquiloni contro l’abitudine all’orrore: la Val Vibrata fa sponda col Mediterraneo per invocare la pace in Palestina

Il lungomare di Alba Adriatica si stringe attorno ai bambini di Gaza per rompere il silenzio dell’indifferenza! 🪁🇵🇸 Sabato 12 settembre, dalle ore 16:00 presso la Rotonda Nilo, torna la grande manifestazione della Val Vibrata per la Palestina, promossa dall’ANPI e patrocinata dal Comune. L’evento si apre alle 15:30 con un laboratorio gratuito per costruire aquiloni, aderendo al “Global Gaza Kite Weekend” contro i divieti militari. Una marcia pacifica per chiedere il cessate il fuoco immediato, lo stop alle spese militari a favore di sanità e scuola, e il rispetto dei diritti umani. Un appuntamento etico ed emozionante a cui partecipare, scoprite tutti i dettagli nell’articolo! 👇❤️✨

Pubblicato

a

MOBILITAZIONE DELLA VAL VIBRATA PER LA PALESTINA

Alba Adriatica (TE) – Ci sono momenti in cui le spiagge e i lungomare della nostra penisola, abituati a ospitare la leggerezza delle vacanze e la spensieratezza delle sere estive, devono riscoprirsi trincee di civiltà, piazze di memoria collettiva e amplificatori di un grido di dolore che attraversa i mari. Il Mar Mediterraneo, che lambisce le coste abruzzesi, è lo stesso specchio d’acqua che culla e stringe nella morsa dell’isolamento la striscia di Gaza. Sabato 12 settembre 2026, a partire dalle ore 16:00, la Rotonda Nilo sul lungomare di Alba Adriatica si trasformerà nel cuore pulsante di una mobilitazione di altissimo profilo sociale ed etico. Torna infatti la seconda edizione della grande manifestazione della Val Vibrata per la Palestina, promossa con fiera determinazione dall’ANPI Val Vibrata insieme al comitato “Vibrata per la Palestina” e patrocinata ufficialmente dal Comune di Alba Adriatica.

Dopo la straordinaria e commovente catena umana che lo scorso anno ha unito migliaia di persone lungo la costa, la mobilitazione si radica sul territorio come un appuntamento fisso e irrinunciabile, da ripetere ogni anno nello stesso spazio simbolico. Quest’anno la manifestazione assume una rilevanza ancora più profonda, aderendo formalmente alla chiamata internazionale del «Global Gaza Kite Weekend». Alle ore 15:30, prima del fischio d’inizio del presidio e della camminata, si terrà un laboratorio gratuito aperto a tutti per la costruzione di aquiloni. Un gesto poetico e di ferma risposta civile, promosso in aperta opposizione alla criminalizzazione del volo degli aquiloni nei territori occupati palestinesi, per ricordare attraverso il gioco dei bambini il diritto inalienabile alla libertà e alla pace.

Dalla spesa militare alla sanità pubblica: la piattaforma che interroga l’Italia

La giornata proseguirà con una camminata pacifica lungo il litorale adriatico e si concluderà con un momento di microfono aperto, offrendo uno spazio di parola, trasparenza e condivisione per cittadini, studenti e associazioni. Il manifesto politico e sociale dell’evento sottolinea come il dramma mediorientale non sia una realtà esotica o lontana, ma un fenomeno che incide direttamente sulla vita quotidiana in Italia. Il comitato contesta severamente i crescenti investimenti pubblici nazionali nella spesa militare e nel riarmo, risorse sottratte sistematicamente a presidi fondamentali come la sanità pubblica, l’istruzione, il welfare e la cura del territorio contro il dissesto idrogeologico.

I promotori denunciano inoltre l’impatto economico che i conflitti globali riversano sul costo delle bollette energetiche e della vita, condannando le collaborazioni universitarie e industriali a potenziale uso militare. Le richieste avanzate alla politica nazionale e internazionale sono nette e prive di sfumature: un cessate il fuoco immediato, totale e permanente; l’accesso libero, sicuro e incondizionato agli aiuti umanitari per la popolazione civile; la protezione totale dei civili e il pieno riconoscimento del diritto dei palestinesi all’autodeterminazione, in conformità con i Criteri del diritto internazionale e l’esecuzione immediata dei mandati di arresto emessi dalla Corte Penale Internazionale.

La Val Vibrata fa squadra: come aderire alla manifestazione

In risposta all’appello dell’ANPI, l’adesione alla manifestazione sta raccogliendo il sostegno e il patrocinio di numerosi Comuni della vallata, gruppi politici, sindacati e storiche realtà associative abruzzesi, pronti a fare quadrato per dimostrare la maturità culturale di una comunità che rifiuta l’indifferenza e l’abitudine all’orrore. La libertà di dissenso e di manifestazione viene rivendicata come un pilastro non negoziabile della nostra Repubblica. Il cielo di Alba Adriatica si prepara così a lanciare un messaggio di solidarietà trasparente che, superando le onde del mare, punta dritto a risvegliare le coscienze dei governi occidentali.

Per le associazioni, i movimenti o i singoli cittadini che desiderano sottoscrivere ufficialmente il manifesto o ricevere informazioni logistiche sul laboratorio degli aquiloni, il comitato organizzativo ha messo a disposizione l’indirizzo di posta elettronica ufficiale vibrataperlapalestina@gmail.com. Lasciate per un pomeriggio gli schermi digitali degli smartphone e venite a far volare un aquilone sul lungomare: sabato pomeriggio Alba Adriatica vi aspetta a braccia aperte per ricordare al Paese che finché non ci sarà giustizia e libertà per ogni popolo della Terra, nessuna pace potrà mai dirsi davvero sicura.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Territorio

Subiaco – Monastero di Santa Scolastica, dove nacque il primo libro stampato in Italia

Pubblicato

a

Santa Scolastica Subiaco

Subiaco-  C’è chi sale a Subiaco solo per il Sacro Speco, la grotta scavata nella roccia che la tradizione lega agli anni da eremita di San Benedetto.
Pochi chilometri più a valle, però, un altro edificio merita la sosta e viene spesso liquidato con una scrollata di spalle: il Monastero di Santa Scolastica.
Qui, nel 1465, due chierici tedeschi misero in funzione il primo torchio tipografico della penisola. Il risultato è che il più antico libro a stampa d’Italia porta, in un certo senso, il profumo di questa valle dell’Aniene, a un’ora scarsa da Roma.Prima dei monaci c’era l’imperatore. Nerone aveva fatto costruire quassù una villa e una serie di laghi artificiali sbarrando il fiume, i celebri Simbruina stagna.
Su quelle rovine, intorno al VI secolo, il giovane Benedetto da Norcia si ritirò in solitudine e fondò una rete di comunità monastiche.Di quei dodici cenobi, Santa Scolastica è l’unico sopravvissuto senza interruzioni, tanto che un’iscrizione all’ingresso ricorda proprio questo primato.
L’intitolazione alla sorella gemella del santo arrivò più tardi: in origine il complesso era dedicato a San Silvestro. Come ricostruisce il sito ufficiale dei Benedettini di Subiaco, la comunità ha attraversato saccheggi, terremoti e rifacimenti restando sempre abitata.Il campanile romanico, con i suoi cinque ordini di bifore, è la parte più antica ancora in piedi e risale alla metà dell’XI secolo.
È il primo segnale che il luogo non si lascia riassumere in una sola epoca: ci si entra credendo di trovare un monastero medievale e si esce con la testa piena di secoli diversi.Il cuore architettonico è la sequenza dei tre chiostri, che si attraversano uno dopo l’altro come capitoli di uno stesso racconto.
Il più recente è il chiostro rinascimentale, sobrio e luminoso, con arcate regolari che smorzano la severità monastica. Si prosegue nel chiostro gotico, dalle linee slanciate e ogivali, prima di arrivare al pezzo forte.Il chiostro cosmatesco, del XIII secolo, è il più prezioso. Lo firmarono Jacopo e il figlio Cosma, maestri marmorari romani della celebre famiglia dei Cosmati, specialisti in quei mosaici geometrici fatti di tessere colorate e dischi di porfido che sembrano tappeti pietrificati.
Un’iscrizione intarsiata nel marmo cita ancora gli artefici, dettaglio raro per l’epoca e piccola vanità d’autore che fa sorridere.Veniamo all’episodio che rende Santa Scolastica un indirizzo da pellegrinaggio per bibliofili e storici del libro. Nel 1465 due tipografi provenienti dalla Germania, Conrad Sweynheym e Arnold Pannartz, allievi della bottega di Gutenberg, arrivarono nel monastero e vi installarono il primo torchio a caratteri mobili funzionante in Italia.
Da quelle casse di legno uscì il De oratore di Cicerone e, con data certa dell’ottobre 1465, le De Divinis Istitutionibus di Lattanzio: il primo libro a stampa italiano di cui si conosca il giorno di pubblicazione. Entrambi sono visibili nell’Esposizione Permanente della Biblioteca.
Un terzo volume fu il De Civitate Dei di Sant’Agostino, stampato nel giugno del 1467, subito prima del trasferimento di Pannartz e e Sweynheym a Roma.I due artigiani restarono poco: dopo un paio d’anni trasferirono l’officina a Roma, dove il mercato dei lettori era più ricco.
Resta però il fatto storico: la tipografia italiana nacque in questo angolo di montagna, non in una capitale. Un paradosso che dice molto su quanto i monasteri fossero, allora, i veri laboratori del sapere.Coerente con questa vocazione, la biblioteca statale del Monastero di Santa Scolastica conserva un patrimonio di manoscritti, pergamene e incunaboli che la rende un riferimento per gli studiosi.
Scorrere il catalogo significa ripercorrere la trasmissione della cultura occidentale attraverso l’amanuense prima e il carattere mobile poi.
Sopra uno degli archi d’ingresso campeggia l’invito che riassume l’intera filosofia benedettina, l’ora et labora: prega e lavora, due gesti che qui hanno prodotto bellezza tangibile per quindici secoli.Merita una parola anche la chiesa abbaziale. Il suo aspetto attuale, neoclassico e sorprendentemente luminoso, si deve all’architetto bergamasco Giacomo Quarenghi, che la ridisegnò alla fine del Settecento prima di partire per la Russia e diventare l’architetto prediletto di Caterina II.
Trovare la sua mano in una valle dell’Aniene è uno di quei cortocircuiti che rendono la visita memorabile.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Territorio

La Calabria e Tropea finiscono sulla nuova moneta da 5 euro

Pubblicato

a

moneta

Redazione-  Nasce una nuova moneta da 5 euro che porta la Calabria nella serie “Cultura Enogastronomica Italiana – Sapori d’Italia”. Ad andare sul conio sono due prodotti simbolo della regione: il vino Cirò e la Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP. L’emissione, spiega la nota ufficiale, vuole celebrare il patrimonio enogastronomico nazionale come espressione di storia, cultura e tradizioni trasmesse nel tempo. Il collezionismo numismatico diventa così uno strumento per raccontare i territori e le identità locali attraverso immagini e simboli. Sul dritto della moneta c’è uno scorcio del lago Cecita, immerso nel verde dell’altopiano della Sila. Il paesaggio è “sorvegliato” dai Bronzi di Riace, mentre un capitello ionico richiama la Magna Grecia, la stagione in cui le colonie greche lasciarono un’impronta profonda nel Meridione. Il rovescio è dedicato ai sapori e ai saperi calabresi. In primo piano una bottiglia di Cirò, decorata con un pinax locrese raffigurante Dioniso, accanto a una cesta intrecciata secondo la tradizione della Sila greca e colma di grappoli d’uva. Completano la scena una treccia di peperoncini e una di cipolle rosse di Tropea. Il riferimento all’IGP lega il prodotto a un’area precisa e a un disciplinare di produzione, facendo dell’origine territoriale un tratto distintivo. La moneta, intitolata “Cirò e Cipolle di Tropea – Calabria”, è stata emessa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e realizzata dalla Zecca dello Stato. Il progetto è firmato dall’incisora Marta Bonifacio.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Territorio

In Toscana il borgo piu’ colorato, un quadro a cielo aperto

Pubblicato

a

Borgo colorato

Redazione-  La Toscana, con il suo paesaggio estremamente vario, che cambia chilometro dopo chilometro, porta chi la visita a fondo dentro a un gigantesco caleidoscopio. Le sfumature di questa regione sembrano non smettere mai di cambiare davanti ai nostri occhi. In provincia di Pisa, però, un piccolo borgo ha voluto spingersi oltre. Anziché limitarsi a essere incorniciato da tutti quei colori, Ghizzano ha deciso di metterseli addosso. Tutto è iniziato nel 2019, da un progetto di riqualificazione che ha visto tre artisti trasformare il piccolo paese in un piccolo mondo a parte. Grazie a vie dalle case colorate, sculture e opere d’arte contemporanea, Alicja Kwade, David Tremlett e Patrick Tuttofuoco hanno reso Ghizzano il borgo più colorato d’Italia. Un’iniziativa che comunque non ha messo in secondo piano il fascino storico del borgo, ma lo ha risaltato ulteriormente.

Via di Mezzo è una strada lunga e stretta che divide il piccolo centro di Ghizzano. Ai lati della via ci sono due file di piccole case allineate, che nel 2019 sono diventate la tavolozza dell’artista inglese David Tremlett. Le loro pareti sono state ridipinte con colori che spaziano tra verde, ocra, rosso e marrone, con l’intento di riprendere i colori tipici del paesaggio circostante. Inoltre, in prossimità delle porte e delle finestre compaiono decorazioni geometriche colorate con le stesse tonalità vivaci. Un omaggio alla terra e alla natura circostante il cui impatto visivo risulta ancora più forte grazie al contrasto con le antiche case di mattoni che riempiono il resto del paese.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza