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Il ricambio generazionale che scuote le cattedrali del teatro contemporaneo: Risonanze Network elegge Stefania Tagliaferri e incorona i registi under 35 tra le montagne di Bard

Il domani del teatro d’avanguardia under 35 si riprende lo scettro del merito e della legalità tra i castelli della Valle d’Aosta! Si è conclusa alla Maison des Artistes di Bard l’Assemblea Nazionale di Risonanze Network, la grande rete italiana della scena contemporanea. Lo storico passaggio di consegne vede Stefania Tagliaferri eletta nuova presidente nazionale in asse con un direttivo d’élite per guidare la transizione generazionale dei palinsesti dello Stato. Assegnati anche i prestigiosi riconoscimenti del Premio Cantiere 2026: trionfo ex aequo per “IMMANIFESTO” di Cromo Collettivo e per lo shock hi-tech sulla privacy di “SIDIS” dei Lenti al Contatto, mentre i giovani dello spettatore attivo NEXT incoronano l’intensa performance di Ana Trif sullo ius sanguinis. Scoprite il programma completo nel nostro articolo! 👇

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ph. Marta Lavit_SIDIS_LENTI AL CONTATTO

Redazione– Ci sono network e alleanze culturali che non nascono semplicemente per amministrare le carriere artistiche o per riempire le caselle dei cartelloni teatrali di plastica, ma che vengono edificati come autentiche officine di pensiero, presìdi di resistenza civile e risorsa terapeutica contro il torpore e le nevrosi della modernità liquida. Lo spettacolo dal vivo, quando sa spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché accademici e burocratici, si riscopre l’unico vero specchio trasparente in grado di radiografare le trasformazioni del nostro presente, offrendo alle famiglie e ai giovani passeggeri del sogno un’oasi di spensieratezza colta e una trincea permanente per la tutela del merito e della legalità. Dal 9 all’11 settembre 2026, lo splendido e fiero scenario della Valle d’Aosta si è trasformato nella capitale della prosa indipendente dello Stato: per la prima volta nella sua storia, i laboratori nazionali di Risonanze Network si sono riuniti tra le mura della MAB – Maison des Artistes Bard, nell’ambito del Festival di Fine Estate, per una tre giorni mozzafiato dedicata al welfare culturale e al riscatto civile dell’arte contemporanea.

La monumentale convention, programmata in totale trasparenza e priva di filtri protettivi, ha chiamato a raccolta operatrici, registi, critici e giovani programmatori provenienti da ogni regione della penisola, sintonizzandone i lavori sul massimo livello di onestà intellettuale. Il ruolino di marcia del summit ha affrontato scadenze cruciali per la tenuta del comparto, articolandosi lungo tre direttrici ingegneristiche fondamentali: il sostegno strategico alle nuove generazioni under 35, l’accompagnamento logistico alla produzione e alla circuitazione delle opere prime e la costruzione di nuovi pubblici contro l’isolamento causato dagli schermi digitali e dagli smartphone. Il momento di massimo interesse istituzionale si è consumato durante l’Assemblea Nazionale, che ha decretato un solenne cambio della guardia al vertice: dopo il fecondo mandato di Cesare D’Arco, la presidenza nazionale di Risonanze Network è stata affidata alla fermezza civile di Stefania Tagliaferri, una figura d’eccellenza pronta a traghettare la rete verso programmi pluriennali di sviluppo e coesione sociale.

Il manifesto di Stefania Tagliaferri: «Portiamo lo sguardo under 30 dentro le decisioni»

Il passaggio di consegne al vertice blinda e consolida la missione etica del network: edificare un sistema integrato fondato sulla condivisione delle responsabilità rionali e su un’idea di ricambio generazionale radicale, che non colpisca unicamente l’età anagrafica degli interpreti sul leggio, ma che modifichi millimetricamente le modalità con cui il teatro dello Stato produce, seleziona e dialoga con i cittadini. Il nuovo consiglio direttivo della rete per il prossimo mandato sarà composto da professionisti purissimi del sound design e della progettazione culturale: Sara Carmagnola, Cesare D’Arco, Tiziano Panici, Andrea Santantonio, Alessandro Sesti e Laura Valli, uniti per valorizzare il talento ed evitare il doloroso esodo all’estero delle migliori intelligenze creative della penisola.

«Raccolgo con immenso entusiasmo questo testimone per la presidenza e ringrazio tutti i partner per la fiducia», ha dichiarato con spavaldo orgoglio e calore la neoeletta presidente Stefania Tagliaferri, riaprendo il taccuino programmatico del network a margine del festival. «Risonanze persegue le traiettorie che più mi interessano: i percorsi partecipativi nell’ambito della direzione artistica, l’accesso alla scena delle nuove compagnie e l’apertura ai processi di pubblici under 30. Intendo dare seguito a questa vocazione portando uno sguardo aperto alle istanze politiche e di rappresentazione che arrivano dalle nuove generazioni, conscia del bisogno di cambiamenti tangibili nel contesto teatrale dello Stato, pur valorizzando l’esistenza delle reti. Il valore nel nostro fare sta su più livelli: dai mezzi alle forme, per un’accessibilità universale e priva di barriere economiche».

Il trionfo ex aequo al Premio Cantiere: lo shock politico di Cromo Collettivo e Lenti al Contatto

Le giornate alpine hanno ospitato le attesissime battute finali del Premio Cantiere Risonanze 2026, una trincea produttiva dedicata ad artisti emergenti con opere ancora in fase embrionale di creazione, scortandoli attraverso borse di studio, residenze protette e date stanziali nei rioni. Al termine di sessioni d’ascolto e visione di straordinario rilievo critico, la giuria ha assegnato il Premio Cantiere 2026 ex aequo a due corazzate d’avanguardia che hanno colpito dritto allo stomaco degli operatori. Sul podio è salito il Cromo Collettivo con il devastante progetto IMMANIFESTO, un ordito perfetto di testi e immagini di forte attualità che trasforma le urgenze del presente in materia teatrale intergenerazionale; la compagnia incassa 10 giorni di residenza e 6 repliche nazionali. L’altro trionfo sposa il gruppo Lenti al Contatto con l’opera SIDIS: uno scavo drammaturgico spaventoso, paratattico e intriso di una sofisticata ironia che, partendo dalla biografia del bambino prodigio americano William James Sidis, interroga lo spettatore sui temi caldi della privacy digitale, della sorveglianza degli smartphone e del sacro diritto all’oblio. Per loro sono pronti 30 giorni di residenza e 4 repliche per finanziare i laboratori di ricerca.

La vera e più accattivante svolta democratica del festival è stata presidiata dai giovani passeggeri di NEXT, il gruppo di spettatori attivi under 30 coinvolto nei percorsi di educazione permanente all’immagine e avvicinamento alle professioni dello spettacolo. Chiamati per la prima volta a esprimere un voto ufficiale, i ragazzi hanno assegnato la prestigiosa Menzione NEXT 2026 ad Ana Trif per il suo iper-emotivo e intimo assolo intitolato LINIA MATERNA. La performer, partendo dalla storia della propria famiglia divisa tra la Romania e lo Stato italiano, ricostruisce il proprio albero genealogico per scardinare la tossicità dei nazionalismi e denunciare i limiti legali dello *ius sanguinis* nella concessione della cittadinanza. Uno show magistrale in cui sassi e merletti si fanno corpi e mappe, supportato da 20 giorni di residenza per la creazione. L’intera kermesse, curata da Creature Montane APS in collaborazione con Palinodie, è stata protetta dal Consiglio Regionale della Valle d’Aosta e dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, dimostrando con i fatti che finché la giovinezza avrà uno spazio libero per urlare la propria verità, il domani del teatro italiano non avrà mai paura del buio.

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Il pane si fa scultura nera e incontra il jazz elettronico a Milano: la Food Genius Academy celebra la personale mozzafiato di Jelena Milosevic

La gastronomia d’avanguardia sposa la magia della scultura e a Milano la materia del pane si tinge di nero assoluto! Apre al pubblico venerdì 25 settembre 2026, con un monumentale vernissage dalle ore 18:00 alle 22:00 presso la Food Genius Academy di Viale Col di Lana 8, “Bake in Black”, la straordinaria mostra personale dell’artista Jelena Milosevic curata da Flavia Vago. Un viaggio specchio iper-emotivo e gratuito composto da 16 sculture in ceramica della serie Kaolin che immortalano l’impronta del pane reale, arricchito dal sound design d’élite di KISK (Apparel Music) e dalle note al pianoforte di Camilla Arri Anselmini. Un’oasi di spensieratezza e onestà intellettuale patrocinata da Ginarte per sconfiggere l’isolamento digitale. Scoprite i contatti telefonici nell’articolo! 👇

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Locandina evento Milano

Milano – Ci sono laboratori ed esperimenti estetici capaci di scardinare i vecchi e polverosi cliché dei linguaggi espositivi tradizionali, trasformando i palazzi della formazione gastronomica in autentiche officine di pensiero, gallerie d’avanguardia e rifugi di pura spensieratezza colta. L’arte contemporanea, quando sa spogliarsi delle asettiche logiche industriali di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscopre la risorsa terapeutica ed etica più potente per unire le persone nel salotto della bellezza, offrendo alle famiglie e alle nuove generazioni un’oasi di benessere collettivo e condivisione reale contro il torpore del presente. Il cibo, la materia organica e la cucina smettono di essere semplici beni di consumo quotidiano per farsi manifesto di identità, memoria e trasformazione biologica. Venerdì 25 settembre 2026, a partire dalle ore 19:00, lo splendido e fiero scenario dei Navigli milanesi terrà a battesimo il debutto ufficiale di “Bake in Black”, l’attesissima e rivoluzionaria mostra personale dell’artista Jelena Milosevic.

La monumentale esposizione, curata con assoluto rigore filologico e saggistico da Flavia Vago, abiterà i locali e i laboratori della celebre Food Genius Academy, situata precisamente in Viale Col di Lana 8. Il vernissage di apertura, programmato in totale trasparenza e ad accesso completamente libero, si svilupperà come una vera e propria maratona multidisciplinare dalle ore 18:00 fino alle 22:00, offrendo ai collezionisti d’arte e ai passeggeri del sogno un’esperienza sensoriale totalizzante e immersiva. Non parliamo di una convenzionale rassegna riempitiva, ma di un’opera di squadra eccezionale prodotta da Desirèe Nardone in stretta e duratura joint venture strategica con la direzione artistica di Beppe Treccia per la Kinetic Vibe Srl, nata per valorizzare il merito dell’artigianato analogico e sintonizzare i flussi della creatività sulle frequenze dell’onestà delle idee, taccuino alla mano.

La metamorfosi del kaolino e il pane bruciato: i segreti della serie Kaolin

L’ordito concettuale di Bake in Black pulsa attorno a una fitta e profonda indagine ingegneristica incentrata sul rapporto ancestrale che lega la materia biologica, l’azione del calore dell’altoforno e il concetto filosofico del nero inteso come sostanza di rigenerazione e non come vuoto sterile. Al centro di questo universo onirico e plastico si erge la serie d’eccellenza intitolata Kaolin (Bake in Black series), un corpus scultoreo composto da sedici elementi ceramici unici. In queste tavole, la Milosevic ha impresso e riprodotto con precisione chirurgica l’impronta millimetrica di forme di pane reale e verace, convertendo un alimento deperibile ed effimero in una traccia archeologica permanente e indissolubile, scacciando le nevrosi del materialismo liquido.

I dati dell’esperimento plastico parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: l’argilla e la farina collidono felicemente sul cartone e sul leggio dell’arte per dimostrare come il pane possa farsi scudo culturale contro lo spopolamento dell’anima. I Criteri di lavorazione adottati dall’autrice rifiutano le scorciatoie della finzione digitale e celebrano il sudore del gesto manuale. Ogni pezzo, radiografato in totale trasparenza dall’obiettivo fotografico d’autore di Davide Trasmunti, dialoga apertamente con le correnti dell’Arte Concreta e dell’Optical Art degli anni Settanta, dimostrando con i fatti che la cottura del pane e la fusione della ceramica sono riti paralleli di trasformazione Alchemica dell’io, risposte flessibili alla richiesta di sacro delle province metropolitane.

Dal pianoforte della Anselmini al sound design di KISK: la notte della nightlife vintage

A rendere eccezionale, solenne e mozzafiato la notte del verniciato milanese sarà il matrimonio perfetto tra le arti plastiche e i laboratori del sound design contemporaneo, baciato dal comfort funzionale perfetto garantito dallo sponsor tecnico Ginarte. Il salotto acustico della Food Genius Academy si accenderà alle ore 19:00 con l’esecuzione dal vivo di “Dialoghi tra Chiari e Scuri”, un’intensa, intima e sognante composizione per pianoforte solo scritta e interpretata dal talento cristallino di Camilla Arri Anselmini. La partitura in bianco e nero si scioglierà progressivamente nelle sequenze elettroniche e nelle performance d’avanguardia curate da KISK (colonna del collettivo Apparel Music) e da The Father (Alberto Baiocco), capaci di far tremare la platea mescolando l’atmosfera dei club e della *nightlife* vintage ai ritmi obliqui del jazz digitale.

La direzione della scuola comunica che la mostra rimarrà aperta alle visite delle famiglie, delle scolaresche e dei viandanti della cultura dal lunedì al sabato, dalle ore 10:00 alle 17:00, scadenze programmate per assicurare un’accessibilità universale e priva di barriere economiche a tutta la cittadinanza rionale. Per richiedere informazioni dettagliate sulle masterclass applicate o per interfacciarsi con l’ufficio stampa, la segreteria ha attivato la linea diretta e le pubbliche relazioni coordinate da Dario Buzzacchi e da Camilla Gemma al numero di contatto telefonico dedicato 333.3470802. Questo fine settimana spegnete gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e andate in viale Col di Lana: Jelena Milosevic e le sue sculture nere vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché l’umanità saprà modellare la terra e impastare il domani, il nostro futuro non avrà mai paura del buio.

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Il corpo si fa archivio del dolore e della solitudine per curare i traumi del tempo: il Gruppo e-Motion scuote Roma con la danza d’avanguardia di Tapirulan e Just a Solo

La forza viscerale della danza contemporanea e la meccatronica del corpo salgono in trincea a Roma per curare i traumi dell’anima e sconfiggere la solitudine! Sabato 26 settembre alle ore 21:00, lo Spazio Rossellini ospita lo straordinario dittico del Gruppo e-Motion, l’unica compagnia di danza d’Abruzzo protetta e finanziata dal Ministero della Cultura (MIC). Sul palcoscenico andranno in scena due assoli speculari d’alto profilo psicologico: “Tapirulan”, interpretato da Francesca La Cava su un tapis roulant che corre sulle note elettroniche di Globster contro il sessismo della società, e “Just a Solo” di Antonio Taurino, un rituale ipnotico scandito dalla caduta di una goccia d’acqua per liberare la mente dalle nevrosi digitali. Un’oasi di spensieratezza colta a prezzi ridotti per i giovani, scoprite tutti i dettagli nel nostro articolo! 👇

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Tapirulan_ph Paolo Porto

Roma – Ci sono stanze, all’interno dei rioni storici della Capitale, nate per trasformarsi in autentiche officine di pensiero, presìdi di resistenza civile e risorsa terapeutica contro il torpore e le nevrosi della modernità liquida. Il corpo umano e il movimento espressivo, quando si spogliano dei vecchi e polverosi cliché dell’intrattenimento commerciale di plastica, si riscoprono i veicoli più trasparenti e viscerali per dare voce alle vulnerabilità dell’io, offrendo alle famiglie e alle nuove generazioni un’oasi di spensieratezza colta e una connessione profonda con la propria dimensione interiore. Quando la solitudine urbana e il peso degli stereotipi sociali rischiano di schiacciare i progetti di vita del singolo, la danza contemporanea sale in trincea per farsi scudo e dovere civile. Sabato 26 settembre 2026, alle ore 21:00 in punto, lo storico e monumentale palcoscenico dello Spazio Rossellini – ATCL di Roma, situato in via della Vasca Navale 58, ospiterà un attesissimo e mozzafiato dittico coreutico della pluriennale e acclamata compagnia abruzzese Gruppo e-Motion.

La serata d’eccellenza, strutturata come un viaggio specchio denso di emozioni e onestà intellettuale, vedrà andare in scena due straordinari, intensi e speculari assoli nati per radiografare la condizione umana da prospettive differenti: “Tapirulan”, interpretato dalla straordinaria maturità espressiva di Francesca La Cava su coreografia di Sara Lourenço, e “Just a Solo – solo un assolo di un uomo solo”, ideato e vissuto sul legno dal talento di Antonio Taurino. Non parliamo di mero spettacolo passivo, ma di un programma d’avanguardia a ingresso controllato (con biglietti a partire da 12 euro ridotto al botteghino per under 18 e over 65, fino a 14,50 euro intero online e 15 euro in cassa) programmato per sconfiggere l’isolamento dei nostri giorni e l’asfissia dei filtri digitali, invitando i viandanti della cultura a farsi parte attiva del racconto, taccuino alla mano e passioni calde.

Il tapis roulant come metafora di Borges: la lotta della donna contro il sessismo

Il ruolino di marcia della kermesse si accenderà con le sequenze di Tapirulan, un’opera di squadra eccezionale guidata dalle parole immortali del poeta Jorge Luis Borges: «Il tempo è un fiume che mi trascina, ma sono io quel fiume». Sulla scena vuota, un vero e proprio tapis roulant meccanico continua a scorrere inesorabilmente e una figura femminile cerca con spavaldo orgoglio di abitarne e contrastarne il movimento perpetuo. La protagonista attraversa fisicamente tutte le stagioni dell’esistenza — dall’infanzia sognante fino alla maturità consapevole —, entrando in una fitta e trasparente collisione drammaturgica con le aspettative sociali, il peso dei ruoli familiari, il sessismo sistemico e la tossicità degli stereotipi di genere, dimostrando come la carne sia un vero e proprio archivio vivente che conserva traumi consci e inconsci.

La drammaturgia del movimento, curata chirurgicamente da Anouscka Brodacz, si avvale di un sound design d’ambiente perfetto, in cui la musica live electronics di Globster e i tagli geometrici del Light Designer Stefano Pirandello edificano un’atmosfera itinerante in continuo mutamento. I costumi d’autore, estratti dall’archivio storico del Gruppo e-motion e realizzati da Stefania Dessi in asse con Elisabetta Falqui, vestono la performer Francesca La Cava mentre resiste e si adatta alla macchina. Il tapis roulant cessa di essere un mero attrezzo ginnico per farsi specchio del tempo dello Stato sociale, scortando il pubblico verso una profonda riflessione sul dovere civile di tutelare la propria salute psicofisica contro le nevrosi e l’asfissia del materialismo quotidiano, senza filtri o ipocrisie interpretative.

Il rituale della goccia cadente: l’urlo intimo e ipnotico di Antonio Taurino

Il secondo round della notte romana vedrà il ribaltamento radicale della prospettiva di genere con il debutto di Just a Solo – solo un assolo di un uomo solo, una pièce intima, sognante e spietata scritta, diretta e interpretata da Antonio Taurino. La scena si svuota completamente da ogni orpello tecnologico o geometrico, popolata unicamente dal corpo nudo del danzatore che dà vita a un vero e proprio rituale ancestrale di purificazione interiore. I gesti sono reiterati, ossessivi e scanditi dal ritmo ipnotico e millimetrico di una sola, unica goccia d’acqua che cade dall’alto, frammentando lo spazio in un tempo senza tempo estraneo alle sintonizzazioni artificiali e alla fretta delle metropoli.

La solitudine si fa così risorsa terapeutica, uno spazio di sottrazione e ascolto pulito in cui il performer si spoglia delle maschere sociali per confrontarsi in totale trasparenza con le proprie fragilità biologiche e con i rimorsi del passato, lasciando fluttuare sul pubblico una domanda spaventosa e carica di significato antropologico: «Dove sono finiti tutti gli altri?». Un grido liberatorio, elargito alla platea per ripudiare l’intolleranza dell’indifferenza e riabilitare i soft skill dell’empatia umana, un invito aperto ai giovani a spegnere per una sera gli smartphone per riscoprire il valore civile della condivisione reale e della socializzazione rionale, limitando al massimo l’esodo della coscienza verso i canali digitali della finzione commerciale.

Il welfare della danza abruzzese: la corazzata di Francesca La Cava protetta dal MIC

Fondata e diretta con fiera determinazione fin dal 2004 da Francesca La Cava, la scuderia del Gruppo e-Motion rappresenta un’eccellenza monumentale dello Stato, essendo l’unica realtà di produzione della danza contemporanea in Abruzzo a essere stabilmente riconosciuta e finanziata dal 2008 dal **MIC – Ministero della Cultura** all’interno del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo. Forte del costante supporto della Regione Abruzzo e del Comune dell’Aquila, la compagnia ha strutturato negli anni una programmazione strategica e pluriennale volta a favorire l’inserimento lavorativo dei giovani talenti under 35 e la coesione sociale delle comunità interne, firmando festival e joint venture transnazionali del calibro di Human Dance, I Cantieri dell’Immaginario e l’acclamato Festival Visioni.

La direzione dello Spazio Rossellini comunica che i controlli logistici sulle sale e sui canali di prenotazione telefonica (attivi al contatto dedicato 345.2978091 o tramite la mail istituzionale) sono ultimati per assicurare un comfort volumetrico perfetto. Questo sabato sera lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e andate a via della Vasca Navale: Francesca La Cava e Antonio Taurino vi aspettano a braccia aperte per dimostrarvi che finché ci sarà un corpo capace di danzare la propria verità sul palco, il domani della nostra terra sarà per sempre un posto libero, protetto e profondamente umano. I motori elettronici di Globster sono accesi, i biglietti disponibili sul circuito ufficiale e il sipario pronto ad aprirsi: il viaggio nella memoria è cominciato, ed è un’esperienza meravigliosa che aspetta solo di essere vissuta.

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Il realismo pop che cattura l’anima del jazz e del rock vintage: la giovane promessa abruzzese Alice Di Deo espone nel foyer dell’Auditorium Zambra

La grande musica jazz e l’atmosfera vintage dei club del Novecento prendono vita sulle tele di una giovane promessa dell’arte abruzzese! È aperta al pubblico nel foyer del Cinema Auditorium Zambra di Ortona (CH) la straordinaria mostra personale della pittrice under 18 Alice Di Deo, allestita in totale gratuità nell’ambito del cartellone culturale curato da Unaltroteatro di Lorenza Sorino e Arturo Scognamiglio. Studentessa d’élite al Liceo Artistico di Pescara e già premiata al John Fante Festival dopo essere stata scoperta dal critico Giorgio Gregorio Grasso per illustrare la Divina Commedia, Alice firma una parata di quadri mozzafiato sospesi tra Realismo Pop e Urban Art. Un’oasi di spensieratezza e onestà visiva visitabile ogni sera dalle 18:30 alle 20:00 fino al 17 ottobre. Scoprite i contatti e i dettagli nel nostro articolo! 👇

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mostra alice

Ortona (CH) – Ci sono spazi all’interno dei nostri presìdi culturali e dei teatri storici di provincia che non nascono semplicemente per fare da anticamera o da zona di transito tra la strada e le poltrone della platea, ma che vengono concepiti come autentiche officine di pensiero, gallerie d’avanguardia e rifugi di pura spensieratezza colta. L’arte visiva, quando si spoglia delle asettiche logiche dei mercati accademici e dei filtri digitali degli smartphone, si riscopre la risorsa terapeutica ed etica più potente per unire le generazioni nel salotto della bellezza, offrendo alle famiglie e ai giovani viandanti una fitta e trasparente immersione nell’onestà dei sentimenti. In concomitanza millimetrica con il solenne e travolgente fischio d’inizio della nuova stagione teatrale 2026/2027, lo storico foyer del Cinema Auditorium Zambra di Ortona si trasforma nel cuore pulsante di una spettacolare ed eccezionale personale di pittura, interamente dedicata alla rivelazione del Realismo Figurativo moderno: la giovanissima e talentuosa artista ortonese Alice Di Deo.

La mostra, inserita organicamente all’interno della fitta programmazione multidisciplinare programmata e curata con rigore filologico dalla direzione artistica di Unaltroteatro — nelle figure dei fondatori stanziali Lorenza Sorino e Arturo Scognamiglio —, rimarrà aperta e accessibile al pubblico, in totale trasparenza e in forma completamente gratuita, tutti i giorni dalle ore 18:30 alle 20:00 fino alla scadenza naturale di sabato 17 ottobre 2026. Non parliamo di un’esposizione scolastica, ma di una rassegna d’alto profilo culturale che offre ai passeggeri del sogno e ai collezionisti d’arte l’opportunità unica di addentrarsi nei laboratori cromatici e nel personalissimo universo visivo di una pittrice under 18 dal talento cristallino, capace di sintonizzare il merito del gesto analogico sulle frequenze dello stupore più puro, taccuino alla mano e passioni calde.

Dall’illustrazione dantesca per Giorgio Grasso al trionfo al John Fante Festival

Il profilo biografico di Alice Di Deo svela una parabola formativa straordinaria, in cui la dedizione precoce si fonde a una rara sensibilità espressiva che rifiuta i cliché commerciali delle produzioni di plastica. Attualmente frequentante con profitto il secondo anno presso i laboratori del prestigioso Liceo Artistico “Misticoni” di Pescara, all’interno dell’indirizzo specialistico di arti figurative, la giovane studentessa coltiva una passione viscerale per il disegno e la stesura acustica del colore fin dall’età prescolare. Sviluppando un cammino prevalentemente autodidatta che stupisce i critici dello Stato per maturità ingegneristica e padronanza della tela, Alice ha saputo bruciare le tappe, limitando al massimo il torpore delle distrazioni digitali della sua generazione per tracciare un ruolino di marcia solido e duraturo.

I dati d’altronde parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: nel 2020, all’età di soli dieci anni, la pittrice ortonese ha partecipato come un’autentica rivelazione alla 2° Biennale Internazionale di Pescara. È in quella solenne cornice che il suo talento pulito è stato notato dal celebre critico d’arte Giorgio Gregorio Grasso, il quale ha deciso di inserire e pubblicare una delle sue tavole all’interno del monumentale volume saggistico “Divina Commedia illustrata da artisti contemporanei”, elargito alle stampe dall’Istituto Nazionale di Cultura in occasione delle celebrazioni dello Stato per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. Nel corso del recente 2025, Alice ha blindato il proprio posizionamento d’eccellenza aggiudicandosi il primo premio assoluto nell’estemporanea di pittura della rinomata kermesse letteraria transnazionale “John Fante Festival” a Torricella Peligna, collezionando parallelamente menzioni speciali e podi nei laboratori d’arte di Pineto, Orsogna e Giuliano Teatino.

Il sound design del pennello: la notte del Jazz e della Pop Art nello spazio Unaltroteatro

La cifra stilistica che caratterizza le opere esposte nel foyer dello Zambra si è consolidata negli ultimi tre anni di accesa e prolifica ricerca pittorica, collocandosi felicemente nei corridoi del Realismo Figurativo moderno con potenti e graffianti contaminazioni di matrice Espressionista, contaminate a loro volta da telai visivi tipici della Pop Art e della Urban Art metropolitana. L’ispirazione fondamentale delle tele affonda le proprie radici storiche nelle passioni più calde dell’autrice: la grande musica del Novecento — andata rubata nelle melodie immortali del Jazz d’avanguardia, del Blues viscerale e del Rock Classico d’oltreoceano —, l’atmosfera fumosa e accogliente dei club d’epoca, la “nightlife” vintage, le fotografie storiche in bianco e nero e le copertine degli album in vinile che hanno fatto la storia della discografia mondiale.

Il ritratto e la figura umana cessano così di essere asettici elementi decorativi e si trasformano in risposte flessibili alle domande dell’io, in cui il colore acrilico vibra sul cartone e sulla tela con la stessa forza di un assolo di sassofono o di una nota di contrabbasso, offrendo un comfort visivo perfetto per contrastare l’isolamento e l’intolleranza della società dei consumi. I quadri di Alice Di Deo dialogano in totale trasparenza con il claim della stagione teatrale dello Zambra, firmato da Sorino e Scognamiglio: «Se non lo vedi non ci credi», un invito esplicito a superare i filtri artificiali della rete per fare un’esperienza fisica dal vivo all’interno del polo culturale di via Don Giovanni Bosco.

La campagna abbonamenti dello Zambra: info e contatti utili della segreteria

La direzione logistica del teatro ricorda che, in parallelo con la visita alla mostra di Alice Di Deo, i locali del Cinema Auditorium sono aperti a ciclo continuo per accogliere i passeggeri del teatro e consentire la sottoscrizione dei nuovi e convenienti abbonamenti a prezzi ridotti per i prossimi, attesissimi spettacoli del cartellone 2026/2027, il cui imminente fischio d’inizio sul palco è programmato per il prossimo 21 ottobre. Una programmazione strategica e pluriennale nata per tutelare la tenuta sociale dei rioni cittadini e favorire l’aggregazione pulita tra le mura della struttura, supportata anche dai laboratori giovanili della scuderia UT Factory.

Per richiedere dettagli precisi sui costi delle tessere, prenotare le poltrone o interfacciarsi con il personale cortese ed d’élite, la segreteria ha messo a disposizione della cittadinanza la linea telefonica fissa 085.8135184, il canale WhatsApp aziendale al numero 375.5678433 e l’indirizzo di posta elettronica istituzionale info@unaltroteatro.com, mentre il palinsesto completo è consultabile sul portale web www.cinemauditoriumzambra.com. Questo fine settimana spegnete gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e scendete in strada a Ortona: i quadri di Alice e le luci dello Zambra vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché la giovinezza saprà dipingere la musica e la libertà, il nostro domani non avrà mai paura del buio.

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