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La metamorfosi immortale del canto lirico che abita il tempio della statuaria antica: a Roma debutta la “Divina d’Acciaio” di Nikos Floros nel mito di Maria Callas

La voce divina di Maria Callas si fa scultura eterna e l’avanguardia dell’acciaio conquista il tempio della statuaria antica a Roma! Apre al pubblico da domani, giovedì 24 settembre fino al 15 novembre 2026 presso il Museo di scultura antica Giovanni Barracco, “Divina d’Acciaio”, la straordinaria opera monumentale del Maestro greco Nikos Floros curata in asse con Nicoletta Capasso. Un viaggio specchio iper-emotivo e gratuito che immortala la soprano nei panni di Norma a Epidauro, incidendo sul metallo inossidabile il sonogramma reale dell’aria “Casta Diva”. Un’oasi di spensieratezza colta e onestà intellettuale organizzata da Zètema per sconfiggere l’isolamento burocratico e celebrare il mito della lirica mondiale. Scoprite tutti i dettagli del programma e l’app sul nostro articolo! 👇

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Divina d'Acciaio

Roma – Un’eco profonda, celestiale e spaventosa si propaga dalle pietre millenarie della civiltà classica per fecondare i laboratori dell’avanguardia contemporanea, tramutando l’impalpabile fragilità biologica della voce umana in una traccia archeologica ed eterna, risorsa terapeutica contro le nevrosi e l’asfissia dei nostri giorni. Il canto d’autore e l’opera lirica, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché della finzione commerciale di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare i conflitti insolubili dell’anima, offrendo alle famiglie e alle nuove generazioni un’oasi di spensieratezza colta e pura emozione dal vivo, lontana dal torpore dell’omologazione di massa. Da domani, giovedì 24 settembre fino a domenica 15 novembre 2026, lo sfolgorante scenario del Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco ospiterà in totale trasparenza il debutto ufficiale di “Divina d’Acciaio”, la monumentale e mozzafiato opera plastica dello scultore greco di fama internazionale Nikos Floros.

L’eccezionale e attesissimo evento espositivo, promosso con fiera determinazione da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, si avvale del prestigioso e solenne sostegno della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed è orchestrato nei rioni storici dalla N.F. Art Company. La direzione scientifica del saggio visivo è curata dallo stesso Nikos Floros in stretta e duratura joint venture strategica con la co-curatrice Nicoletta Capasso, avvalendosi dell’organizzazione dei servizi museali elargiti da Zètema Progetto Cultura. Un’opera di squadra eccezionale e priva di filtri protettivi programmata per mettere in dialogo filologico il patrimonio della statuaria antica dello Stato alle mutazioni del sound design contemporaneo, garantendo ai visitatori un comfort funzionale perfetto, taccuino alla mano e passioni calde.

Dall’agosto del 1960 a Epidauro al sonogramma di Casta Diva inciso sul metallo

L’ispirazione estetica di questa monumentale scultura affonda le proprie radici storiche nell’agosto del 1960, data andata rubata nella memoria collettiva del teatro mondiale, quando la voce assoluta di Maria Callas risuonò nel silenzio eterno dell’antico anfiteatro di Epidauro. Dinanzi a migliaia di spettatori rapiti, la soprano ellenica interpretò la celebre aria “Casta Diva” dalla Norma di Vincenzo Bellini, trasformando la recitazione in un antico rito sacro. Come le maschere tragiche che un tempo facevano vibrare le pietre dell’Argolide, la Callas incarna l’eroina per eccellenza: erede diretta di una stirpe che elevò la melodia a forma di sacralità civile, scacciando la solitudine e le nevrosi dei quartieri popolari della Grecia del dopoguerra.

I dati della lavorazione plastica parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: nella statua ingegneristica di Floros, l’artista è interamente avvolta in un drappeggio all’antica che si rifà alle linee muliebri delle Korai, delle Cariatidi e delle figure femminili dell’antichità classica, instaurando un interplay millimetrico con i marmi del museo. Nel palmo della mano aperta, la scultura esibisce con precisione chirurgica il sonogramma tridimensionale della propria emissione vocale durante l’esecuzione di Bellini. In questo quadro d’avanguardia, l’immagine visibile della Divina e quella impalpabile del suo stesso canto si offrono insieme allo sguardo della platea, concretizzate nella materia solida e trasformando l’effimero del suono in una traccia indissolubile per il futuro.

L’acciaio inossidabile che sfida i marmi di Visconti: le info per l’accesso gratuito

Realizzata interamente in acciaio inossidabile, una sostanza luminosa, tagliente e imperitura, l’opera compie il prodigio biologico della metamorfosi: la natura deperibile della corda vocale assume la forza eterna e il merito della statuaria greca, incarnandosi nella luce immortale dei metalli pesanti, senza cedere a moralismi o paternalismi di facciata. Il Museo Barracco, votato da sempre alla scultura antica per volontà testamentaria del suo Fondatore, accoglie in totale trasparenza questo saggio plastico che esalta la potente sensibilità tragica e la forza drammatica che la Callas sprigionava sul leggio della scena. Un omaggio viscerale alla straordinaria artista che Luchino Visconti sognava di vedere sulle pietre antiche come protagonista assoluta in una tragedia di Euripide o di Sofocle, limitando al massimo l’esodo della memoria storica.

La direzione del plesso museale, situato precisamente in Corso Vittorio Emanuele 166/A a Roma, comunica che i controlli logistici sulle sale sono ultimati e l’accesso alla mostra sarà completamente libero per tutta la cittadinanza rionale e per le scolaresche della provincia. I database informativi e la cartella stampa digitalizzata sono già accessibili in totale trasparenza consultando il collegamento ipertestuale ufficiale sul portale di Zètema. Questo fine settimana spegnete gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e andate a camminare tra le sale del Barracco: la Callas d’acciaio vi aspetta a braccia aperte per dimostrarvi che finché l’umanità saprà imprigionare la bellezza di un respiro nel metallo per difendere la memoria del genio, il domani della nostra terra sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano.

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Il miracolo lirico di Pinocchio che scuote il Teatro Marrucino: a Chieti il capolavoro di Antonio Cericola abbatte la quarta parete

La favola immortale di Collodi si fa opera lirica contemporanea e il sipario d’Abruzzo si alza su uno straordinario e fiero manifesto di spensieratezza e teatro civile! Sabato 26 settembre 2026 alle ore 21:00, lo storico Teatro Marrucino di Chieti ospita l’attesissima Anteprima della Stagione Lirica con il debutto de “Le avventure di Pinocchio”, capolavoro in due atti del compositore Antonio Cericola e del librettista Sandro Bernabei. Con la regia rivoluzionaria di Danilo Proia che abbatte la quarta parete al grido di “Pinocchio siamo noi”, lo show schiera in trincea l’Orchestra da Camera dell’OST e il Coro di Voci Bianche del Conservatorio di Pescara per guidare i ventenni under 35 fuori dall’isolamento digitale degli smartphone. Scoprite tutti i dettagli del cast e i biglietti nel nostro articolo! 👇

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Teatro Marrucino

Chieti – Un fremito di pura poesia, accordi orchestrali e immaginazione fiabesca si propaga dai palchi di uno dei palazzi storici più eleganti e fieri della nostra penisola, trasformando le tavole del palcoscenico in un’autentica officina di riscatto civile, educazione permanente ed ecologia dell’anima. La grande opera lirica, quando sa spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché dell’intrattenimento di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscopre l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare le tappe della crescita interiore e della maturità dell’io, offrendo alle famiglie e alle nuove generazioni un’oasi di spensieratezza colta, lontana dal torpore della modernità liquida. Sabato 26 settembre 2026, alle ore 21:00 in punto, il monumentale e sfolgorante scenario del Teatro Marrucino di Chieti terrà a battesimo un debutto di altissimo profilo culturale dello Stato: andrà in scena l’attesissima Anteprima della Stagione Lirica 2026 con la prima esecuzione dell’opera in due atti “Le avventure di Pinocchio”.

La straordinaria manifestazione, inserita con spavaldo ottimismo nelle celebrazioni nazionali per il Bicentenario della nascita dello scrittore fiorentino Carlo Collodi, si articola come un imponente viaggio specchio, interamente basato sulle musiche originali del Maestro Antonio Cericola e sul raffinato libretto letterario firmato da Sandro Bernabei. Non parliamo di un convenzionale spettacolo d’intrattenimento domenicale o di una recita scolastica, ma di una programmazione strategica e pluriennale d’area vasta promossa per valorizzare il merito dei giovani talenti stanziali del Mezzogiorno. Una joint venture etica tra la direzione del Marrucino e le massime accademie musicali d’Abruzzo nata per far collidere la tradizione del melodramma tricolore alle più moderne soluzioni del sound design d’ambiente, taccuino alla mano e passioni calde.

Il motto del regista Danilo Proia: «Pinocchio siamo noi contro le finzioni dei social»

La postura e la messinscena di questa attesissima opera lirica sono guidate dalla fermezza civile del regista Danilo Proia, il quale ha scardinato i Criteri del teatro ordinario per edificare un allestimento vivace, dirompente e partecipativo. La cabina di regia ha preteso l’abbattimento millimetrico della tradizionale “quarta parete” protettiva, scortando i cantanti e i passeggeri del sogno a recitare a ridosso immediato della platea, azzerando le distanze fisiche ed economiche per favorire una socializzazione spontanea e pulita. L’architettura del dramma assume il burattino di legno come il visual anchor ideale per decifrare le fatiche della condizione umana contemporanea, una risorsa terapeutica pensata per scacciare l’isolamento e le nevrosi della vita quotidiana.

«Ognuno di noi nasce come una specie di burattino incosciente», spiega con calore e onestà intellettuale il regista Danilo Proia, svelando i testi del proprio taccuino di produzione prima del solenne fischio d’inizio. «Attraverso gli inganni della società dei consumi, le tribolazioni, gli ostacoli reali della provincia e le ferite biologiche degli errori, ma anche grazie al comfort dei favori, degli aiuti e dell’amicizia vera, ciascun essere umano riesce a trasformare la propria esistenza. Si tratta di un cammino iniziatico in cui Pinocchio diventa il campo d’azione flessibile di forze contrapposte: quelle ostacolatrici del materialismo e quelle evolutive della coscienza, incarnate dallo scudo del Grillo Parlante».

Il coro di voci bianche e l’orchestra dell’OST: la parata dei talenti under 35

I dati di questa eccezionale produzione parlano chiaro e premiano il merito delle migliori intelligenze musicali dello Stato, riunite sul palcoscenico teatino per un’opera di squadra eccezionale e priva di filtri burocratici. Il cast dei cantanti schiera in trincea il talento del giovane Samuele Lattanzi nel ruolo protagonistico di Pinocchio, affiancato dai registri cristallini del soprano Minkyung Park nei panni della Fata Turchina. La parata dei comprimari d’élite vede in scena Carlo Giacchetta e Mickael Santoro (Geppetto), Emanuele Rosetti (un terrificante Mangiafuoco), Kevin Paoltroni (Lucignolo), Shipeng Xu (il Gatto), in un ordito perfetto con Giulia Antonia Calin, Lisa Brandolini e Adriana Orefice nelle vesti della Volpe, mentre Paolo Gatti e Tonino Crisciotti interpreteranno l’Oste e l’Omino. La voce recitante stanziale del Grillo sarà affidata all’onestà interpretativa dell’attore Massimo Di Michele.

Il sound design e la partitura armonica saranno interamente elargiti dai professori d’orchestra dell’Orchestra da Camera dell’OST, diretti dal podio dello stesso compositore Antonio Cericola nel solenne ruolo di Maestro Concertatore. Ad arricchire l’interplay acustico e il benessere visivo dell’opera interverrà la massiccia e trasparente partecipazione del Coro di Voci Bianche del Conservatorio “L. D’Annunzio” di Pescara e dei bambini del Polo a orientamento artistico-formativo della Provincia di Chieti, magistralmente istruiti dalle direttrici Paola Ciolino e Giulia Bruni. Le splendide scene geometriche e i costumi d’epoca sono andati rubati dal taccuino creativo di Simona Ferri, con il trucco di Serena Di Matteo e il monitoraggio logistico del direttore di produzione Marco Iezzi, uniti per limitare al massimo l’esodo delle competenze locali.

Le poltrone della Stagione Lirica 2026: info e contatti del botteghino teatino

La direzione del Teatro Marrucino comunica che i controlli tecnici sulle sale sono ultimati e la logistica degli accessi è programmata per assicurare un comfort funzionale perfetto alle famiglie, alle scolaresche e ai giovani viandanti della cultura. L’opera di Cericola e Bernabei rifiuta le scorciatoie della finzione digitale per risvegliare l’incanto e la spensieratezza della poesia del fanciullino che risiede in ognuno di noi, proponendosi come una risorsa per riparare lo scollamento emotivo causato dagli smartphone e dall’asfissia dei social network metropolitani.

I motori della biglietteria ufficiale a Chieti sono accesi e le prenotazioni per la prima serata di sabato 26 settembre già prese d’assalto dai collezionisti del grande teatro di tradizione dello Stato. I dettagli completi sui costi dei biglietti e le riduzioni per i minori sono interamente accessibili in totale trasparenza sul portale web della struttura. Questo fine settimana spegnete gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e scendete in strada a Chieti: Pinocchio, Geppetto e la Fata Turchina vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché l’umanità saprà trasformare un pezzo di legno in un canto di libertà e amore, il domani della nostra terra sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano. Il sipario sta per alzarsi, ed è una favola meravigliosa che aspetta solo di essere vissuta.

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DataPolis 2026 a Bagheria: cittadinanza digitale, intelligenza artificiale e grandi ospiti

La tecnologia, l’Intelligenza Artificiale e il potere democratico dei Big Data sono pronti a sbarcare in Sicilia! Dal 24 al 26 settembre, la suggestiva cornice di Palazzo Butera a Bagheria ospiterà la terza attesissima edizione di “DataPolis – Il Festival della Cittadinanza Digitale”. Un evento gratuito per capire come i dati influenzano la nostra vita, la politica e l’informazione globale. Un parterre di ospiti eccezionale guiderà laboratori, dibattiti e lectio magistralis: si alterneranno i volti noti del giornalismo investigativo, l’attrice Chiara Francini, il Direttore dell’Istat, e – in collegamento da remoto – pesi massimi del calibro del procuratore antimafia Nicola Gratteri, del celebre climatologo Luca Mercalli (che parlerà di fake news ambientali) e dell’astronauta Luca Parmitano, che ci racconterà lo spazio profondo attraverso l’analisi dei dati! Durante la tre giorni verrà premiato il bagherese Daniele Cinà, capo della comunicazione social del sindaco di Roma. Scopri il programma completo nel nostro articolo 👇

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Datapolis Bagheria

Bagheria (Palermo) – L’impatto rivoluzionario delle nuove tecnologie e, in particolar modo, lo strapotere invisibile dell’Intelligenza Artificiale e la sterminata mole dei Big Data, stanno plasmando e condizionando in maniera irreversibile il nostro presente e il futuro delle nostre istituzioni democratiche. Proprio per indagare a fondo questi complessi e affascinanti scenari, torna in scena l’attesissimo DataPolis, il Festival italiano interamente dedicato alla Cittadinanza Digitale.
La kermesse tecnologica e culturale, giunta ormai alla sua terza, fortunata edizione, prenderà vita nella splendida e suggestiva cornice del comune di Bagheria, in provincia di Palermo. A partire da martedì 24 fino a giovedì 26 settembre 2026, i meravigliosi e storici spazi della prestigiosa sede di Palazzo Butera si trasformeranno in un gigantesco ed effervescente laboratorio intellettuale. Saranno tre giorni intensissimi, letteralmente fitti di incontri pubblici, dibattiti accesi, tavole rotonde, laboratori interattivi e preziosissime sessioni di formazione avanzata. Il focus principale della manifestazione, come da tradizione, ruoterà magistralmente attorno ai delicati e sempre più interconnessi temi della gestione etica dei dati informatici, dei limiti dell’intelligenza artificiale generativa, della tenuta della democrazia nell’era dei social network e della corretta e imparziale diffusione dell’informazione giornalistica. Il Festival, nato per brillante iniziativa dell’associazione NetPolitics APS e realizzato in strettissima e virtuosa collaborazione con il Comune di Bagheria, si ispira profondamente ai rigidi e nobili principi etici racchiusi all’interno del Manifesto per l’uso responsabile dei dati, un importante documento programmatico elaborato e pubblicato dalla stessa associazione nel 2024.

Le parole di Salmi: “I dati non sono un tecnicismo, ma uno strumento di cittadinanza”

L’anima concettuale della manifestazione bagherese consiste nel riuscire a far dialogare tra loro due mondi apparentemente distanti: alternando, cioè, momenti di grandissima e accessibile divulgazione aperta al grande pubblico, a rigorosi percorsi di formazione professionale rivolti in maniera specifica agli addetti ai lavori (come giornalisti, professionisti della comunicazione digitale, uffici stampa e amministratori della cosa pubblica).
A raccontare con estremo e malcelato orgoglio il profondo significato civile e politico di questo percorso è Lorenzo Salmi, vulcanico presidente di NetPolitics APS e vera e propria anima promotrice del festival siciliano. «Riuscire ad arrivare alla terza edizione di questo evento significa sostanzialmente che DataPolis non è più considerabile come un felice ma isolato episodio, ma rappresenta ormai un percorso stabile e strutturato che cresce, muta e si fortifica di anno in anno», ha spiegato ai cronisti Salmi. «Abbiamo costruito e difeso con i denti un festival in cui i dati non vengono più percepiti come un freddo e arido tecnicismo riservato a una piccola élite di addetti ai lavori o ingegneri informatici, ma si rivelano finalmente per ciò che sono: un potentissimo strumento di cittadinanza attiva. Servono per capire esattamente come funzionano la nostra democrazia, la complessa macchina dell’informazione globale e l’amministrazione delle nostre città. Mettere a sedere allo stesso identico tavolo studenti giovanissimi, giornalisti d’assalto, amministratori pubblici e grandi comunicatori, è la chiave del nostro enorme successo. Offriamo un vero e proprio hackathon, una formazione di alto livello (totalmente gratuita e ufficialmente accreditata), e soprattutto presentiamo al pubblico degli ospiti capaci di parlare un linguaggio chiaro e comprensibile a tutti. Questa è ed è sempre stata l’esatta missione primaria per cui, anni fa, è nata l’idea di NetPolitics». Un festival, insomma, che si conferma una preziosa occasione di crescita e di rilancio d’immagine per la città di Bagheria, capace di attrarre investimenti e di portare sul territorio regionale competenze altissime e un confronto culturale di spessore internazionale.

Un parterre di ospiti: da Gratteri a Parmitano, passando per Mercalli e Francini

Per affrontare tematiche così vaste e dirimenti per il futuro della collettività, il coordinamento scientifico del programma (magistralmente affidato alle cure di Marco Laudonio, noto docente di Comunicazione pubblica e istituzionale presso la prestigiosa Università La Sapienza di Roma) ha allestito un vero e proprio parterre de rois, capace di spaziare agilmente dalla scienza dura allo spettacolo, dalla magistratura al giornalismo d’inchiesta.
Tra le tantissime e acclamate personalità che interverranno in presenza fisica a Palazzo Butera, spiccano senza dubbio i nomi della brillante attrice e scrittrice fiorentina Chiara Francini (protagonista di una lunga e attesa intervista a tutto campo), del noto conduttore e giornalista Federico Ruffo (volto noto della Rai, attualmente alla validissima e ferma guida del celebre programma di servizio pubblico “Mi Manda Raitre”), e del decano dell’informazione Paolo Di Giannantonio (storico ideatore e curatore dello speciale “Lezioni di mafie” andato in onda con enorme successo sulle reti La7). Ad arricchire ulteriormente i panel di discussione interverranno svariati giornalisti, direttori e opinionisti di punta provenienti dalle più importanti e blasonate redazioni del panorama informativo italiano: dai canali all-news di RaiNews24 e TGR Rai, fino alle prestigiose firme de Il Fatto Quotidiano, La Stampa, Fanpage, Facta e il popolarissimo sito Dagospia. Di altissimo profilo, per importanza istituzionale, sarà poi l’attesissima lectio magistralis tenuta direttamente dal Direttore generale dell’Istat, Michele Camisasca. Il suo intervento, che arriva significativamente nell’anno delle celebrazioni del centenario della fondazione dell’Istituto di statistica e dell’ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana, s’intitolerà “100 anni di dati: la statistica ufficiale per le policy e la polis”.

Le connessioni da remoto e il premio al comunicatore Daniele Cinà

Oltre agli ospiti presenti fisicamente a Bagheria, il cartellone di DataPolis 2026 prevede una fittissima ed entusiasmante rete di prestigiosi collegamenti in diretta video con esperti di fama internazionale.
Al celeberrimo climatologo Luca Mercalli, figura storica e presidente in carica della Società Meteorologica Italiana, è stato strategicamente affidato l’atteso keynote speech della giornata di chiusura dei lavori. Nel suo delicatissimo e richiestissimo intervento, Mercalli sviscererà il pericolosissimo legame esistente tra la negazione del cambiamento climatico e il dilagare inarrestabile delle cosiddette fake news (le bufale) sulle piattaforme social mondiali. Altrettanto atteso è l’intervento spaziale e fantascientifico dell’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), Luca Parmitano. Il celebre militare e scienziato siciliano interverrà infatti all’interno della particolarissima sessione tematica denominata “Dati e astrofisica”, dove dialogherà apertamente con Davide Gandolfi (docente di Astrofisica presso l’Università degli Studi di Torino) per raccontare al pubblico il cruciale ruolo dei dati numerici e della tecnologia osservati, letteralmente, “da una prospettiva extraterrestre”. Tra gli altri attesi interventi da remoto spiccano anche quelli di Francesco Costa (seguitissimo Direttore del giornale online Il Post) e, soprattutto, del procuratore della Repubblica di Napoli, il dottor Nicola Gratteri, icona della legalità che interverrà per tracciare la rotta sul contrasto alle mafie attraverso la trasparenza e l’uso intelligente e analitico delle banche dati. Nel corso della febbrile tre giorni palermitana ci sarà spazio anche per le premiazioni ufficiali: a ricevere i meritatissimi onori della giuria sarà infatti Daniele Cinà, affermato professionista originario proprio di Bagheria e attuale responsabile generale della comunicazione digitale del sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri. A coronamento del palinsesto, il festival ospiterà fisicamente anche la tanto attesa consegna del prestigioso e storico premio siciliano “Addetto stampa dell’anno”, promosso storicamente dal GUS Sicilia per valorizzare il lavoro spesso oscuro ma vitale degli uffici stampa sul territorio.

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Indipendenti, Ribelli e Mistici a Ripatransone: alla scoperta del gigante Giuseppe Tucci

Sulle orme del più grande esploratore italiano del Novecento: a Ripatransone torna il fascino dell’Oriente! Domenica 27 settembre, alle ore 18:30, lo Studio d’Arte Mario Vespasiani ospiterà un imperdibile appuntamento della fortunata rassegna culturale “Indipendenti Ribelli e Mistici”. Protagonista della serata sarà Maurizio Serafini, che guiderà il pubblico alla scoperta dell’incredibile e avventurosa vita di Giuseppe Tucci: geniale orientalista, fondatore dell’IsMEO, pioniere delle esplorazioni in Tibet sulle vette dell’Himalaya e instancabile studioso delle culture asiatiche. La conferenza ripercorrerà non solo le sue epiche spedizioni archeologiche per salvare antichi testi sacri, ma farà luce anche sull’ingiusto “oblio di Stato” a cui il celebre intellettuale fu purtroppo condannato nel secondo dopoguerra. Leggi i dettagli dell’evento e come prenotare (l’ingresso è gratuito) nel nostro articolo approfondito 👇

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Locandina evento Ripatransone

Ripatransone (Ascoli Piceno) – La perenne e instancabile ricerca della conoscenza, intesa come ponte invisibile ma indistruttibile tra civiltà apparentemente lontanissime tra loro, rappresenta uno degli slanci più nobili e affascinanti dell’animo umano. Un concetto che sta trovando la sua massima e raffinata espressione all’interno della sesta edizione della rassegna culturale Indipendenti Ribelli e Mistici, un evento che sta calamitando l’attenzione degli appassionati d’arte e filosofia nel cuore del suggestivo borgo marchigiano di Ripatransone.
Dopo aver vissuto, sabato scorso, una profondissima e indimenticabile esperienza umana e spirituale grazie all’apprezzato intervento di padre Mazzocchi (il quale ha magistralmente condotto la serata esplorando i sottili punti di contatto lungo le vie ascetiche dello Zen e del Vangelo cristiano), l’appuntamento culturale è pronto a rinnovarsi, mantenendo intatta la sua apprezzatissima e ormai celebre impronta multidisciplinare. La rassegna ideata per esplorare le menti più libere della storia umana proseguirà infatti il suo denso cammino conoscitivo domenica 27 settembre 2026. A partire dalle ore 18:30, all’interno dei prestigiosi e creativi spazi dello Studio d’Arte Mario Vespasiani, i riflettori si accenderanno sul mondo dell’esplorazione geografica e antropologica, vedendo come grande e attesissimo protagonista di serata l’esperto Maurizio Serafini, chiamato a condurre un imperdibile e suggestivo incontro intitolato: “Dall’Adriatico all’Estremo Oriente. L’attualità dell’impresa di Giuseppe Tucci”.

Maurizio Serafini e il viaggio sulle orme del più grande orientalista italiano

L’intero evento domenicale sarà interamente e appassionatamente dedicato alla straordinaria, affascinante e per certi versi ancora insondabile figura di Giuseppe Tucci, riconosciuto a livello internazionale come uno dei più immensi, eruditi e rispettati orientalisti di tutto il Novecento.
Tucci non è stato un semplice topo da biblioteca, ma un celebre, temerario ed eroico esploratore del Tibet, nonché un profondo e ineguagliabile conoscitore delle filosofie, delle religioni e delle antichissime culture asiatiche. A guidare il pubblico in questo straordinario viaggio spazio-temporale sarà Maurizio Serafini, autorevole, meticoloso studioso e profondo conoscitore dell’opera letteraria e dell’avventurosa vita di Tucci. Durante l’incontro, il relatore si prefigge l’ambizioso obiettivo di offrire ai presenti una chiave di lettura del tutto inedita e modernissima sulla sua mastodontica eredità intellettuale, ripercorrendo passo dopo passo i momenti salienti ed epici della sua incredibile biografia. Si partirà dal racconto mozzafiato delle sue celeberrime e durissime spedizioni pionieristiche sulle vette invalicabili dell’Himalaya, passando per le sue immense scoperte archeologiche in terre ostili, fino ad arrivare alla prestigiosa e storica fondazione dell’IsMEO (L’Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente). Serafini evidenzierà con dovizia di particolari come la dedizione assoluta di Tucci alla ricerca pura e alla sete di sapere abbia costantemente e coraggiosamente superato ogni tipo di condizionamento politico, logistico e ambientale della sua complessa epoca.

Dalle vette dell’Himalaya al dopoguerra: la lotta contro l’oblio di Stato

L’intervento in programma a Ripatransone non si limiterà tuttavia a una sterile e agiografica celebrazione dei successi accademici dell’esploratore marchigiano, ma scaverà in profondità, mettendo in assoluto risalto il suo spirito indomito, fiero, indipendente e perennemente guidato da un primato assoluto e inviolabile concesso unicamente agli obiettivi culturali e conoscitivi.
Uno dei passaggi più attesi, delicati e politicamente interessanti della conferenza tenuta da Serafini sarà quello dedicato all’incomprensibile, doloroso e ingiustificato “oblio di Stato” che ha a lungo e pesantemente oscurato la figura di questo gigante indiscusso della cultura italiana. A causa delle complessità storiche e delle inevitabili epurazioni, Tucci fu infatti colpevolmente messo ai margini dalle neonate istituzioni repubblicane nel drammatico e divisivo periodo del secondo dopoguerra. L’incontro di domenica si configurerà quindi come un’occasione imperdibile e preziosissima per riscoprire finalmente l’orientalista anche nelle sue vesti di formidabile collezionista e salvatore di antichi testi sacri, manoscritti rarissimi e reperti archeologici di inestimabile valore. La sua immensa visione transculturale e il suo rigorosissimo, inflessibile approccio scientifico chiedono oggi, a gran voce, un pieno, definitivo e rigoroso riscatto storico e storiografico da parte delle moderne istituzioni culturali del Paese.

Un laboratorio di pensiero nello Studio d’Arte Mario Vespasiani

Entrando ancor più nello specifico nel merito del valore intrinseco e dell’assoluta originalità concettuale del progetto, è innegabile come l’intera rassegna Indipendenti Ribelli e Mistici si sia saputa brillantemente distinguere, in pochissimo tempo, nel vasto e affollato panorama culturale italiano.
La manifestazione si è ritagliata il ruolo di autentico, dinamico e vivace laboratorio di pensiero indipendente, capace di proporre costantemente al proprio folto pubblico un percorso di altissima riflessione nei più svariati e complessi ambiti del sapere umano. Il tutto avviene sempre attraverso un dialogo diretto, schietto e costruttivo con i partecipanti, in un clima dove l’ampio e ossigenante respiro transculturale si dimostra straordinariamente capace di esplorare quel confine sottilissimo, fragile ma incredibilmente fecondo che intercorre tra la rigida ricerca scientifica, la profonda indagine filosofica e la dimensione più intima e spirituale dell’esperienza umana. Non è affatto una coincidenza che questi densissimi incontri intellettuali avvengano fisicamente all’interno dei bellissimi e stimolanti spazi dello Studio d’Arte Vespasiani. Questa scelta logistica è stata ponderata proprio per mantenere sempre vivo, vibrante e palpabile il senso della ricerca e della conoscenza umanistica. È una cornice che favorisce incredibilmente, grazie alla suggestione data dal contesto prettamente artistico e alle opere esposte, un contatto verbale visivo, diretto e profondamente empatico tra l’autorevole relatore di turno e i tantissimi partecipanti in sala.

I dettagli dell’evento: orari, prenotazioni e il successo della rassegna

Attraverso la sapiente e mirata valorizzazione di traiettorie umane assolutamente straordinarie, coraggiose ma, come nel doloroso caso specifico di Giuseppe Tucci, non sempre o non immediatamente e pienamente comprese dai loro contemporanei, la rassegna marchigiana persegue con tenacia anche l’obiettivo di far luce storica su tali bistrattati personaggi, restituendo finalmente loro la centralità, il rispetto e l’onore accademico che indiscutibilmente meritano.
Il clamoroso e crescente successo di pubblico e di critica fatto registrare dalla rassegna Indipendenti Ribelli e Mistici risiede, oltre che nella straordinaria e innegabile varietà qualitativa degli appuntamenti in cartellone, nell’essersi saputa trasformare in pochissimo tempo in un vero e proprio baluardo e presidio culturale sul territorio, un faro che invita ciascun cittadino a ripensare criticamente e costruttivamente il proprio presente, anche e soprattutto attraverso gli occhi di chi, in altre epoche lontane, ha saputo coraggiosamente guardare molto oltre i rigidi schemi imposti dalla società. Per chiunque volesse prendere parte a questo sesto, imperdibile appuntamento, ricordiamo che l’evento (Ospite: Maurizio Serafini) si terrà domenica 27 settembre alle ore 18:30 presso lo Studio d’Arte Mario Vespasiani, situato in Corso Vittorio Emanuele II (civico 32-34) a Ripatransone (Ascoli Piceno). L’ingresso alla sala conferenze è totalmente gratuito per il pubblico, ma è resa obbligatoria la prenotazione del proprio posto a sedere inviando preventivamente un messaggio al numero 333.6361829. Un’occasione da non lasciarsi sfuggire per ampliare i propri orizzonti culturali.

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