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READYMADE: QUANDO LA LETTERATURA DIVENTA UN “INNO ALLA VITA”

Il libro diventa specchio dell’anima: a Chieti Scalo, il dottor Paolo Di Bartolomeo e tre poetesse si incontrano per trasformare la lettura in un inno alla vita. Un appuntamento imperdibile tra medicina, poesia e umanità.
#ReadyMade #Letteratura #ChietiScalo #InnoAllaVita

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A Chieti Scalo, un ciclo di incontri trasforma il libro in un’esperienza viva, tra arte, medicina e poesia.

Redazione-  Cosa succede quando un libro smette di essere solo carta e inchiostro per diventare un ponte tra esistenze? È questa la sfida lanciata da “ReadyMade: Questo non è un libro… è?”, il ciclo di conversazioni letterarie che sta animando l’area metropolitana tra Chieti e Pescara. Un progetto ambizioso, ideato e diretto dall’artista Beniamino Cardines, che prende in prestito lo spirito provocatorio di Marcel Duchamp e la visione surrealista di René Magritte per dare nuova vita all’oggetto-libro.

Il prossimo appuntamento, fissato per giovedì 28 maggio 2026 alle ore 18:00, presso la Biblioteca sociale “Marilia Bonincontro” a Chieti Scalo, si preannuncia come uno dei momenti più intensi dell’intera rassegna. Il tema della serata sarà “Un inno alla VITA”, titolo ispirato al toccante romanzo “Tu sei con me” (Edizioni Cairolibri), scritto a quattro mani da Paolo Di Bartolomeo insieme ad Andrea Mercurio.

Il dottor Di Bartolomeo, ematologo di chiara fama e storico direttore del Centro Trapianti Midollo Osseo di Pescara, porta con sé un bagaglio umano straordinario: «Non sono uno scrittore. Sono un medico che ha scritto», confida. «In oltre quarant’anni di carriera ho archiviato storie, non solo cartelle cliniche. La cura dipende anche da chi c’è dietro la malattia». E proprio per onorare questa dimensione profondamente umana, la serata vedrà la partecipazione speciale delle poetesse Caterina Franchetta, Giulia Madonna e Sonia Pedroli, chiamate a offrire – attraverso la delicatezza dei loro versi – una prospettiva ulteriore sul valore del vivere.

La filosofia del “ReadyMade” Ma perché definirlo “ReadyMade”? Cardines spiega con chiarezza la visione dietro l’evento: «Da Duchamp rubiamo il concetto di riuso e di oggetto che attraverso l’arte torna a vivere. Con Magritte, guardiamo oltre la forma. Un libro non è mai solo un libro: è un’urgenza, un valore, un concetto».

Il progetto, coordinato da Fabiola Nucci e Annarita Pasquinelli Michetti, si articola come un mosaico culturale che coinvolge attivamente il territorio, con il patrocinio di numerose istituzioni, tra cui il Comune di Pescara, la Provincia di Pescara e il Comune di Chieti, e si inserisce nel prestigioso solco del Maggio dei Libri del CEPELL.

L’incontro del 28 maggio è solo una delle tappe di un calendario ricco che proseguirà nelle settimane successive, toccando luoghi simbolici come #pasquinellicasacultura a Pescara, con ospiti del calibro di Antonio Di Loreto e Marco De Salvo. Ogni sessione è un invito a guardare oltre la copertina, a porsi domande urgenti e a partecipare a una riflessione collettiva che, partendo dalla pagina scritta, finisce per interrogare il nostro modo di stare al mondo.

L’invito, dunque, è rivolto a tutti: lettori, curiosi, esseri umani in cerca di storie, per scoprire che, in fondo, quello che teniamo in mano non è semplicemente un libro, ma un invito a celebrare, attraverso l’arte e la condivisione, il dono straordinario della vita.

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Abruzzo – Marsilio firma l’ordinanza, stop al lavoro sotto al sole nelle ore piu’ calde

☀️ La Regione Abruzzo introduce lo stop al lavoro agricolo e nei cantieri dalle 12.30 alle 16.00 nei giorni a rischio alto. Una misura necessaria per proteggere la salute dei lavoratori durante i picchi di calore estivi.

Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#Abruzzo #SicurezzaSulLavoro #Prevenzione #LavoroAgricolo

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Redazione-   La Regione Abruzzo ha ufficialmente varato un provvedimento destinato a modificare l’organizzazione del lavoro nei settori più esposti alle intemperie climatiche durante la stagione estiva. Con la firma dell’ordinanza da parte del presidente Marco Marsilio, in stretta collaborazione con gli assessori alla Salute Nicoletta Verì, al Lavoro Tiziana Magnacca e all’Agricoltura Emanuele Imprudente, l’amministrazione regionale ha introdotto una misura di prevenzione mirata a salvaguardare la salute di migliaia di dipendenti che operano quotidianamente sotto il sole battente. Il provvedimento, che sarà operativo a partire da oggi e resterà in vigore fino al 31 agosto, impone restrizioni temporali ben precise per lo svolgimento delle attività lavorative all’aperto, specialmente nei comparti agricolo e dell’edilizia, dove l’esposizione raggiunge picchi pericolosi per l’organismo umano.

la fascia oraria critica e le condizioni di rischio

Il cuore dell’ordinanza prevede il divieto assoluto di lavoro in condizioni di esposizione diretta e prolungata ai raggi solari nella fascia compresa tra le 12.30 e le 16.00. Si tratta di un intervallo di tempo identificato dai tecnici della sanità pubblica come quello a massima incidenza termica, durante il quale il rischio di colpi di calore, disidratazione e malori improvvisi aumenta esponenzialmente per chiunque svolga mansioni fisiche pesanti. Tuttavia, la norma non si applica indiscriminatamente a ogni singola giornata della stagione estiva. Il blocco dell’operatività scatterà esclusivamente nei giorni in cui la mappa del rischio, elaborata dagli istituti competenti, indicherà un livello di allerta classificato come “alto”.

Questa flessibilità è stata studiata per permettere alle aziende di non paralizzare totalmente le attività produttive, garantendo al contempo che, nei momenti di picco termico più pericoloso, la sicurezza dei lavoratori prevalga su qualsiasi altra esigenza di cantiere o di raccolto. Il monitoraggio costante dei dati meteo-climatici diventerà, dunque, il parametro di riferimento per i datori di lavoro, che dovranno consultare regolarmente le allerte ufficiali per pianificare i turni dei propri dipendenti in totale conformità con quanto disposto dalla Regione.

la protezione dei lavoratori come priorità regionale

L’adozione di questo provvedimento non nasce solo da una necessità contingente, ma riflette una crescente attenzione da parte delle istituzioni abruzzesi verso le condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori stagionali e del comparto primario. Il territorio regionale, caratterizzato da vaste estensioni agricole che vanno dalla costa verso le aree interne, è particolarmente soggetto a ondate di calore che possono mettere a dura prova la tenuta fisica degli addetti ai campi. L’interazione tra l’Assessorato alla Salute e quello all’Agricoltura sottolinea la volontà politica di integrare la prevenzione sanitaria con le esigenze produttive del settore agroalimentare, pilastro fondamentale dell’economia locale.

La violazione di tale ordinanza comporterà le sanzioni previste dalla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con l’obiettivo di disincentivare comportamenti che mettano a repentaglio l’incolumità dei dipendenti. Le autorità competenti avranno il compito di vigilare sul rispetto delle prescrizioni, effettuando verifiche mirate nelle zone rurali e nei cantieri edili durante le ore di divieto. L’invito alle imprese è quello di riorganizzare i turni, anticipando le attività più gravose nelle prime ore della mattina o posticipandole verso il tardo pomeriggio, in modo da tutelare il benessere del personale senza compromettere la produttività stagionale. Il periodo estivo, ormai contrassegnato da una variabilità climatica estrema, richiede interventi tempestivi e strutturati, capaci di coniugare il lavoro con una visione moderna della tutela dell’individuo, garantendo che i diritti dei lavoratori restino sempre al centro dell’agenda politica regionale.

☀️ La Regione Abruzzo introduce lo stop al lavoro agricolo e nei cantieri dalle 12.30 alle 16.00 nei giorni a rischio alto. Una misura necessaria per proteggere la salute dei lavoratori durante i picchi di calore estivi.

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#Abruzzo #SicurezzaSulLavoro #Prevenzione #LavoroAgricolo

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Subiaco, una bambina sceglie i carabinieri per la sua tesina e il comandante si commuove durante la consegna del premio

⚖️ Il sogno di una bambina di diventare carabiniere si è intrecciato con la realtà: il comandante di Subiaco premia in classe la piccola studentessa, regalando un momento di grande commozione tra i banchi di scuola.
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#Subiaco #Carabinieri #Scuola #EducazioneCivica

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caserma cc Subiaco

Redazione-  Subiaco, in provincia di Roma, è stata teatro nei giorni scorsi di un momento di autentica umanità che ha visto protagonisti gli alunni della scuola primaria di piazza delle Arti. In un clima di festa e partecipazione, la quinta C ha concluso il proprio percorso scolastico con una prova speciale, denominata “Ritorno al passato”. Si tratta di un progetto didattico che, pur integrando le moderne metodologie legate all’uso delle tecnologie digitali, ha voluto recuperare la ritualità dell’esame di licenza elementare che caratterizzava il sistema scolastico di qualche decennio fa. Tra le numerose presentazioni preparate dagli studenti, una in particolare ha catturato l’attenzione non solo del corpo docente, ma anche delle forze dell’ordine del territorio.

Una giovane studentessa, con la determinazione tipica di chi coltiva un desiderio profondo, ha dedicato il suo lavoro di ricerca proprio all’Arma dei Carabinieri. La bambina, all’interno della sua tesina, ha analizzato con cura non solo la storia e le funzioni istituzionali dell’Arma, ma ha espresso apertamente il proprio obiettivo di vita: diventare, un giorno, un ufficiale della Benemerita.

la sorpresa inaspettata tra i banchi di scuola

L’impatto del lavoro scolastico è andato ben oltre il perimetro dell’aula. Una volta appresa la notizia della singolare tesina, il luogotenente Rosario Cascio, comandante della locale stazione di Subiaco, ha deciso di accogliere l’invito a partecipare all’esposizione, presentandosi in classe insieme a due colleghi. L’ingresso dei militari ha trasformato la lezione in un momento di confronto diretto, dove il sogno della piccola ha incrociato la realtà quotidiana del servizio di sicurezza.

Il comandante, seduto tra i banchi, ha ascoltato con estrema attenzione le parole della studentessa, che ha spiegato con lucidità le ragioni della sua ammirazione per il corpo e i compiti che spera di svolgere una volta raggiunta l’età adulta. Di fronte alla passione e alla serietà della bambina, il luogotenente Cascio non è riuscito a trattenere la commozione. Quello che doveva essere un semplice momento di confronto istituzionale si è rivelato un incontro capace di abbattere le barriere tra la figura autoritaria del tutore della legge e lo spirito vivace degli alunni.

un legame profondo tra istituzioni e territorio

Al termine dell’esposizione, il comandante ha voluto omaggiare la piccola con alcuni gadget ufficiali, simboli di un’appartenenza che la bambina spera di conquistare in futuro. La stretta di mano tra il militare e la promettente studentessa, avvenuta davanti agli occhi stupiti e felici dei compagni di classe, ha sigillato un ricordo che resterà impresso nella memoria di tutti i presenti. Il gesto non ha avuto soltanto un significato celebrativo, ma ha rappresentato un incoraggiamento concreto verso le aspirazioni della giovane.

Dagli uffici della compagnia di Subiaco hanno voluto sottolineare quanto accaduto, spiegando che la presenza del comandante non deve essere letta come una mera formalità istituzionale. Al contrario, tale iniziativa incarna il valore intrinseco che una caserma svolge all’interno di una comunità locale. Il comandante di stazione, in un comune come quello laziale, non è esclusivamente un operatore incaricato di garantire l’ordine pubblico, ma agisce come il volto umano dello Stato, configurandosi come il primo punto di riferimento per il cittadino.

In un’epoca in cui il rapporto tra istituzioni e giovani sembra talvolta sbiadirsi, l’episodio di Subiaco testimonia l’importanza di alimentare la fiducia e il rispetto reciproco a partire proprio dai contesti scolastici. La dedizione dimostrata dalla bambina nel raccontare le attività dell’Arma e la risposta sensibile del luogotenente Cascio offrono uno spaccato positivo di una società che sa ancora emozionarsi davanti ai sogni dei più piccoli. L’impegno profuso dall’alunna non è rimasto confinato in un foglio di carta, ma ha trovato il plauso di chi, ogni giorno, indossa quella divisa che lei spera di poter vestire con orgoglio tra qualche anno.

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L’associazione Edoardo Marcangeli su TG1 Dialogo, in tv il racconto del progetto “A casa di Edo”

📺 La storia dell’Associazione Edoardo Marcangeli arriva su Rai Uno: sabato a TG1 Dialogo il racconto del progetto “A casa di Edo”, nato per accogliere le famiglie dei bambini in cura al Bambino Gesù.
Da Carsoli alla tv nazionale, una testimonianza di solidarietà concreta che continua a crescere: leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#Carsoli #EdoardoMarcangeli #TG1 #Solidarietà

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Redazione-  Carsoli si prepara a vedere una delle sue realtà associative più conosciute approdare sulla televisione nazionale. Sabato mattina, intorno alle 8.20, l’Associazione Edoardo Marcangeli sarà protagonista di “TG1 Dialogo”, la rubrica di approfondimento del primo telegiornale Rai, in uno spazio dedicato alla sua storia e soprattutto al progetto “A casa di Edo”, nato per offrire accoglienza concreta alle famiglie dei bambini in cura presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Per il territorio si tratta di un passaggio significativo, perché porta all’attenzione del grande pubblico un’esperienza nata in Abruzzo e cresciuta nel tempo fino a diventare un punto di riferimento per molte famiglie alle prese con percorsi di cura difficili e lunghi.

La presenza su Rai Uno rappresenta anche un riconoscimento pubblico per un cammino costruito a partire da una vicenda personale dolorosa e trasformato in un’opera stabile di solidarietà. Dall’associazione è arrivato un ringraziamento alla regista e al conduttore della trasmissione per aver scelto di approfondire la storia del sodalizio e l’origine del progetto. Un’attenzione che consente di raccontare non solo l’attività quotidiana svolta, ma anche la radice umana da cui tutto è nato: il desiderio di Edoardo, un bambino che, pur segnato dalla malattia, aveva maturato una sensibilità particolare verso la sofferenza degli altri piccoli pazienti e verso le difficoltà vissute dai loro genitori.

dalle origini a Carsoli alla nascita della prima Casa di Edo

L’Associazione Edoardo Marcangeli è stata costituita legalmente a Carsoli il 10 ottobre 2015. La sua nascita affonda le radici proprio nella volontà espressa da Edoardo, che durante i lunghi ricoveri aveva compreso quanto il peso della malattia non riguardasse solo il bambino, ma investisse l’intera famiglia. Oltre al dolore e alla paura, ci sono infatti gli spostamenti continui, i costi da sostenere, il tempo sottratto al lavoro, la gestione della vita quotidiana lontano da casa e l’angoscia di dover affrontare tutto questo in prossimità di un reparto ospedaliero.

Da quel seme è cresciuta un’associazione che ha scelto di intervenire proprio su questo fronte, cercando di offrire supporto concreto e vicinanza alle famiglie più fragili. Il passaggio decisivo arriva il 25 ottobre 2017, quando apre la prima Casa di Edo. L’obiettivo è chiaro: mettere a disposizione un luogo accogliente, sereno e vicino all’ospedale per i piccoli pazienti e per i loro familiari, in particolare per chi ha minori possibilità economiche e deve affrontare cure impegnative presso il Bambino Gesù.

La casa non nasce come semplice alloggio temporaneo, ma come spazio di sollievo dentro una quotidianità spesso segnata dall’incertezza. Per una famiglia che accompagna un figlio in ospedale per terapie lunghe, poter contare su un posto vicino, dignitoso e pensato per l’accoglienza significa alleggerire almeno una parte del carico materiale e psicologico. È su questo terreno che il progetto ha costruito negli anni la propria identità, legando la memoria di Edoardo a un gesto concreto di sostegno continuativo.

il progetto cresce e nel 2025 apre la seconda struttura di accoglienza

Negli anni l’impegno dell’associazione non si è fermato alla prima esperienza. La crescita del bisogno e la volontà di ampliare la risposta hanno portato, nel 2025, all’apertura della seconda Casa di Edo, pensata per accogliere nuove famiglie e rafforzare il sostegno ai bambini malati di leucemia in cura presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Un passaggio che segna l’evoluzione del progetto da iniziativa solidale locale a realtà organizzata, capace di estendere il proprio raggio d’azione e di dare continuità alla missione originaria.

Il modello costruito dall’associazione si inserisce in un ambito particolarmente delicato, quello dell’accoglienza delle famiglie durante le cure pediatriche complesse. In questi percorsi, il supporto logistico diventa una componente essenziale della presa in carico, perché consente ai genitori di restare vicini ai figli senza dover affrontare ulteriori ostacoli economici o organizzativi. La storia dell’Associazione Edoardo Marcangeli si muove proprio dentro questo spazio, cercando di trasformare una ferita personale in una rete di solidarietà capace di produrre effetti reali nella vita delle persone.

La vetrina di TG1 Dialogo offre ora la possibilità di far conoscere questa esperienza a un pubblico più vasto, in un momento in cui il tema dell’assistenza alle famiglie dei bambini malati resta centrale anche sul piano sociale. Per Carsoli, piccolo centro dell’Abruzzo interno, si tratta anche di un motivo di orgoglio civile: una storia nata dal territorio riesce a entrare nel racconto del servizio pubblico nazionale grazie alla forza del suo messaggio e alla concretezza dei risultati raggiunti.

Dietro il progetto “A casa di Edo” non c’è soltanto un’idea di beneficenza, ma una visione precisa della solidarietà: nessun bambino e nessuna famiglia devono sentirsi soli mentre affrontano la malattia. È questo il cuore del racconto che andrà in onda sabato mattina, ed è anche la ragione per cui la storia dell’associazione continua a parlare ben oltre i confini di Carsoli.

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