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“Ri-gener-azioni”: le periferie di Roma rinascono con il grande teatro immersivo, la letteratura e le lotte per i diritti delle donne (Tutto Gratis!)

Il teatro in cuffia, le lotte contro il patriarcato e le donne afghane: le Periferie di Roma rinascono grazie alla grande arte GRATUITA del Festival “Ri-gener-azioni”! 🎭 ♀️ Chi l’ha detto che le opere d’arte teatrale e letteraria, quelle veramente d’avanguardia, si debbano svolgere unicamente nei costosi e inaccessibili teatri del centro di Roma? Il bellissimo collettivo di artiste indipendenti “Valdrada” ha deciso di ribaltare il tavolo e di portare la grande Cultura in mezzo alla strada, trasformando i quartieri periferici del Municipio XII (dal Buon Pastore fino alla Pisana e alla CittĂ  dei Ragazzi) in un immenso palcoscenico a cielo aperto! Dal 13 settembre prenderĂ  ufficialmente il via “Ri-gener-azioni”, un festival teatrale e letterario COMPLETAMENTE GRATUITO che andrĂ  avanti fino a novembre! Cosa vi aspetta? Spettacoli teatrali itineranti “immersivi”, in cui il pubblico passeggerĂ  nei quartieri con delle speciali cuffie wireless ascoltando le storie della cittĂ ! Si partirĂ  il 13 settembre con l’opera distopica “Le Donne al Parlamento 2100”, una genialata in cui si immagina un’umanitĂ  governata interamente dalle donne che deve sconfiggere il Patriarcato e perfino l’Intelligenza Artificiale! E a novembre si apriranno i dibattiti letterari (al Centro Anziani Pisana), dove tra i tanti temi si analizzerĂ  la figura dell’uomo moderno schiacciato dagli stereotipi maschilisti (con l’autore Lorenzo Gasparrini) e, soprattutto, si urlerĂ  al mondo il coraggio delle ventuno Donne Afghane in fuga dai divieti e dalle persecuzioni disumane del regime dei Talebani (nel libro inchiesta della bravissima Angela Iantosca)! L’evento è sostenuto dal Ministero della Cultura e dal Comune di Roma! Leggi il cartellone integrale nel nostro articolo! 👇 🏛️ Arte che cura le periferie e che porta in strada il dibattito sui diritti civili, la libertĂ  femminile e la lotta a ogni tipo di patriarcato: noi ci saremo sicuramente! E voi che ne pensate di queste iniziative culturali che danno voce alle donne fuggite dall’Afghanistan per insegnare il coraggio e la democrazia alle nuove generazioni? Ditecelo nei commenti!

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Le donne al Parlamento 2100 gruppo

Roma – L’arte ha un potere magico e rivoluzionario: non si limita a intrattenere, ma è in grado di curare le ferite sociali, abbattere i muri dell’emarginazione e ridare letteralmente vita a intere zone urbane troppo spesso dimenticate dalla politica. Dal celebre Largo Quaroni all’imponente Complesso del Buon Pastore, passando per la storica CittĂ  dei Ragazzi fino ai popolari quartieri Incis e Colle Massimo: dal prossimo 13 settembre fino al 28 novembre le “lontane” periferie del Municipio XII di Roma non saranno piĂš considerate semplici quartieri dormitorio, ma si trasformeranno in un immenso e brulicante palcoscenico a cielo aperto.
Tutto questo accadrĂ  grazie a “Ri-gener-azioni – luoghi, identitĂ , narrazioni”, uno straordinario e coraggioso festival multidisciplinare, completamente gratuito, pensato e studiato millimetricamente per rigenerare, valorizzare e riscattare i territori periferici della Capitale. A ideare questo capolavoro di ingegneria sociale è Valdrada, una formidabile realtĂ  teatrale indipendente romana (guidata magistralmente dalle artiste Chiara Becchimanzi, Giulia Vanni, Monika Fabrizi e Giorgia Conteduca), da sempre impegnata nella sperimentazione e nella partecipazione attiva “dal basso” delle comunitĂ  di quartiere.

Teatro in cuffia e distopie femministe: si parte il 13 settembre

Il cartellone degli appuntamenti si aprirĂ  con un botto d’avanguardia assoluta il prossimo 13 settembre, presso l’Anfiteatro Parco Vanni, con l’attesissimo spettacolo itinerante “Le donne al Parlamento 2100”. Non sarĂ  il solito teatro frontale: il pubblico indosserĂ  speciali cuffie wireless, venendo totalmente isolato e immerso in un’opera multimediale.
Si tratta di un’audace e geniale rivisitazione del grande classico di Aristofane (con drammaturgia firmata da Chiara Becchimanzi), creata appositamente per indagare il delicatissimo tema del potere femminile all’interno di un cupo domani distopico. In questa realtĂ  teatrale, un parlamento composto unicamente da donne oserĂ  sfidare apertamente i pesantissimi pregiudizi del passato patriarcale e una insidiosissima Intelligenza Artificiale, con l’arduo compito di rifondare da zero l’umanitĂ .
Il percorso teatrale proseguirĂ  poi a tappe (il 26 e 27 settembre, il 10 e 11 ottobre e infine il 24 e 25 ottobre) portando in strada tre monumentali produzioni teatrali itineranti e immersive, interamente scritte raccogliendo le voci, i racconti e le interviste dirette ai cittadini dei quartieri, mescolando cosĂŹ memoria collettiva, inclusione sociale e danza contemporanea.

Il “Novembre Letterario”: le donne Afghane e la fuga dal Patriarcato

Se il teatro riempirĂ  le strade, i dibattiti letterari accenderanno le menti al caldo del Centro Anziani Pisana Longhena (appuntamento fisso ogni sabato di novembre a partire dalle ore 16:00).
Il programma dei salotti culturali è di un’attualitĂ  disarmante e potentissima. Si comincia il 7 novembre con Lorenzo Gasparrini e il suo libro “PerchĂŠ il femminismo serve anche agli uomini”, una lucidissima riflessione sociale su come i problemi relazionali moderni degli uomini derivino proprio da quel tossico sistema patriarcale e gerarchico imposto dalla societĂ .
Il 14 novembre si scriverĂ  una pagina di giornalismo purissimo con Angela Iantosca, che presenterĂ  il libro inchiesta “Donne. Resistenza. LibertĂ ”: ventuno strazianti ma coraggiose storie di rifugiate afghane in disperata fuga dal regime oscurantista dei talebani (arrivate in Italia dopo la caduta di Kabul dell’agosto 2021) verranno simbolicamente intrecciate con le incredibili battaglie combattute dalle Ventuno Madri Costituenti della Repubblica Italiana.
Il 21 novembre sarĂ  invece la volta della penna chirurgica di Barbara Schiavulli e del suo romanzo “Voragini” (per capire intimamente le dinamiche orribili e sistemiche della guerra), per poi chiudere in bellezza il 28 novembre con un originalissimo doppio appuntamento sulla “mitologia greca illustrata e rivisitata” insieme a Rita Petruccioli (“Medea”) e Ilaria Palleschi (“Nereidi”).

Cinema e Istituzioni al servizio del riscatto sociale

In questo enorme contenitore di rinascita periferica troverà spazio anche il prezioso laboratorio scolastico “Ciak si rigira”, ideato per stimolare gli studenti romani alla creazione di cortometraggi e contenuti originali che verranno proiettati gratuitamente nei quartieri.
Il grandioso progetto (i cui dettagli sono consultabili sul sito www.valdradateatro.it) non sarebbe stato possibile senza l’intervento economico delle Istituzioni: il festival è stato infatti realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura, in collaborazione con la SIAE, sbaragliando la concorrenza e aggiudicandosi l’importantissimo Bando promosso da Roma Capitale “Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro – Anno 2026”. PerchĂŠ la vera Cultura, quella che salva la societĂ  dall’ignoranza, non deve avere confini, biglietti a pagamento o filtri elitari.

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Che cos’è davvero “Casa”? Al Museo Bilotti di Roma arriva la mostra internazionale che indaga le fragilitĂ  dell’anima e del nostro tempo

Che cosa significa DAVVERO la parola “Casa” in un mondo distrutto da guerre, crisi climatiche e povertĂ ? A Roma arriva l’emozionante mostra internazionale “States of Uncertain Domesticities”! 🏠 🖼️ Avete mai pensato che il concetto di “Casa”, per noi cosĂŹ scontato e rassicurante, in realtĂ  nasconde drammi, ingiustizie e paure spaventose? Dal 19 SETTEMBRE all’8 NOVEMBRE 2026, l’elegante Museo Carlo Bilotti (nell’Aranciera di Villa Borghese, a Roma) ospiterĂ  una Mostra d’Arte Contemporanea potentissima, che farĂ  sicuramente discutere ed emozionare! Dopo aver spopolato a Berlino, l’esposizione indaga proprio il delicato tema della “DomesticitĂ ”, guardato sotto una fortissima lente psicologica, Femminista, politica e sociale. Attraverso oltre 30 opere (tra dipinti, video e sculture mozzafiato) realizzate da artisti internazionali, la mostra si interroga su cosa sia il “focolare domestico” per chi è fuggito dalla guerra, per chi perde la casa per colpa delle alluvioni, ma riflette anche sull’antico e ingiusto ruolo della Donna, spesso confinata o ingabbiata nei lavori domestici. Una vera e propria terapia artistica per scuotere le nostre coscienze! L’inaugurazione si terrĂ  venerdĂŹ 18 settembre alle ore 18:00 (apertura gratuita). L’esposizione gode del supporto del Comune di Roma, dell’Ambasciata Tedesca e della Casa Internazionale delle Donne! Leggi tutti gli orari, le Istituzioni coinvolte e il significato delle opere nel nostro articolo completo! 👇 🌍 E per voi, che cos’è VERAMENTE la “Casa”? È semplicemente un edificio fatto di freddi mattoni, o credete (come ci insegna l’Arte) che la Casa sia un profondo stato d’animo, un “Porto Sicuro” da cui siamo pronti a difendere coloro che amiamo dalle ingiustizie del mondo? Diteci la vostra particolarissima definizione nei commenti e condividete questo post con i vostri amici amanti della Cultura!

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Kathryn Cornelius, Resolve, 2005

Roma – Che cosa significa, nel cuore tormentato di questo ventunesimo secolo, la parola “Casa”? È semplicemente un tetto fatto di mattoni sotto cui ripararsi dalla pioggia, oppure è diventato un campo di battaglia politico, un rifugio negato o, talvolta, una prigione silenziosa? In un mondo drammaticamente segnato da guerre spietate, migrazioni di massa disperate, spaventose crisi ambientali e laceranti trasformazioni sociali, il concetto di “Abitare” ha perso la sua antica e rassicurante innocenza.
È partendo da questa dolente ma modernissima e necessaria riflessione che la Capitale si prepara ad accogliere uno degli eventi artistici piĂš profondi, introspettivi e stimolanti dell’intera stagione culturale. Dal 19 settembre all’8 novembre 2026, i maestosi ed eleganti spazi del Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese ospiteranno fieramente “States of Uncertain Domesticities”, una gigantesca mostra internazionale e itinerante che, dopo aver stregato i pubblici di Berlino e Brno, approda a Roma con un allestimento inedito che promette di scavare a mani nude nell’anima dei visitatori.

Il lato oscuro dell’abitare: femminismo e crisi globale

Curato con maestria e sensibilità dalle direttrici artistiche Alba D’Urbano e Ada Lombardi, il progetto espositivo (la cui inaugurazione si terrà venerdì 18 settembre alle ore 18:00) si tuffa senza filtri nel significato contemporaneo della domesticità, affrontandolo in modo sfacciato e coraggioso da una triplice, inossidabile prospettiva: femminista, politica e sociale.
L’esposizione offre infatti una rilettura spietata del “focolare domestico”. Per la donna, storicamente, la casa è stata al tempo stesso il regno da gestire ma anche la gabbia in cui essere confinata, un luogo di lavoro non retribuito e di invisibilitĂ  sociale. Ma il tema si allarga a dismisura abbracciando il dramma dei migranti: che cos’è la domesticitĂ  per chi una casa non l’ha piĂš, spazzata via dalle bombe, per chi attraversa i mari in cerca di un porto sicuro, o per chi ha perso tutto a causa dei violenti stravolgimenti climatici?

Trenta opere d’arte per dialogare con noi stessi

Per dare corpo, forma e colore a queste inquietudini cosĂŹ ancestrali e terrene, le due curatrici hanno messo in piedi un dialogo straordinario tra la vibrante ricerca artistica contemporanea e l’immortale patrimonio culturale romano. La mostra raccoglie infatti un tesoro visivo ed emotivo composto da oltre 30 opere d’arte (spaziando in modo eclettico tra video ipnotici, pitture intense, sculture materiche e complesse installazioni).
Queste creazioni, firmate da geniali artisti e artiste di fama internazionale appartenenti a generazioni e contesti geopolitici diametralmente opposti, costringeranno i visitatori a guardarsi dentro e a rimettere in discussione il proprio personale concetto di “Spazio Sicuro”.

Una mastodontica sinergia istituzionale internazionale

L’importanza e la magnitudo di questa esposizione sono certificate dall’imponente schieramento di Istituzioni che ne hanno permesso la realizzazione. “States of Uncertain Domesticities” è infatti promossa da Roma Capitale (Assessorato alla Cultura) e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, organizzata con dedizione dal Comitato Roma Radici.
L’evento vanta inoltre la formidabile collaborazione di realtĂ  europee di primissimo piano, come l’Institut fĂźr Auslandsbeziehungen (IFA) di Germania, l’Accademia di Belle Arti di Roma, la Casa Internazionale delle Donne e il museo House of Arts di Brno. Un progetto che gode anche del libero e orgoglioso patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania. I servizi museali sono affidati alla consueta professionalitĂ  di Zètema Progetto Cultura.
Un’occasione imperdibile per capire davvero il tempo in cui viviamo. L’esposizione sarĂ  visitabile dal martedĂŹ al venerdĂŹ dalle 10:00 alle 16:00, mentre il sabato e la domenica l’orario sarĂ  esteso fino alle 19:00 (chiuso il lunedĂŹ). La vostra Casa, dopo aver visto questa mostra, non vi sembrerĂ  piĂš la stessa.

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I nostri volti “rubati” dagli schermi: a Varese la mostra AL-TER di Rosario Oliva, un viaggio mozzafiato per salvare l’anima digitale

Siete dipendenti dallo smartphone e dai Social Network? Avete l’impressione che la vostra “Immagine Virtuale” stia cancellando la vostra vera Anima? A Varese arriva la mostra “AL-TER”, una terapia d’urto attraverso la meravigliosa pittura di Rosario Oliva! 🖼️ 📱 Vi siete mai chiesti chi siete VERAMENTE quando si spegne lo schermo del telefono? Nella societĂ  di oggi, ossessionata dai filtri, dai “Mi Piace” e dall’esibizione continua della nostra vita privata, abbiamo perso il senso reale dell’incontro umano. Per scuotere le nostre coscienze da questa pericolosa alienazione digitale, Sabato 19 Settembre inaugura a Varese (presso la bellissima CathArt Gallery) la Mostra Personale “AL-TER”, dedicata al celebre e formidabile artista ROSARIO OLIVA! Curata magistralmente dalla direttrice Carla Pugliano (con l’intervento critico di Giulia Bonetti), l’esposizione ci porta in un viaggio pazzesco tra tele e carboncini. I volti dipinti da Oliva sembrano sfocati, doppi, sfuggenti, proprio come le nostre false identitĂ  sui social, per poi portarci in stanze vuote e orizzonti silenziosi per farci ritrovare la pace lontani dal rumore di internet! 🖌️ Da non perdere assolutamente: Sabato 26 settembre (ore 17:30) l’artista disegnerĂ  DAL VIVO davanti al pubblico in un’emozionante Performance di Sketch Live! L’ingresso alla mostra è Totalmente Gratuito. Scoprite gli orari e il significato profondo di questi quadri nel nostro articolo completo! 👇 👁️ E voi vi sentite mai “schiavi” della vostra immagine digitale? Credete anche voi che questa societĂ  iper-connessa ci stia in realtĂ  allontanando drammaticamente gli uni dagli altri, facendoci perdere il valore di un VERO abbraccio? Diteci la vostra opinione nei commenti e condividete questo post per sostenere la vera Arte Italiana!

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NICE TO MEET YOU_ dittico_colori___

Varese – Vi siete mai fermati a chiedervi, guardandovi allo specchio, se la vostra immagine virtuale sia ormai diventata paradossalmente piĂš reale del vostro vero corpo in carne e ossa? Abbiamo delegato e affidato i nostri volti ai freddi schermi degli smartphone. Abbiamo imparato a costruire in modo ossessivo una versione filtrata di noi stessi, a modificarla, a selezionarla e a esporla al crudele giudizio dei social network.
Siamo una societĂ  costantemente e perennemente connessa eppure, al tempo stesso, non siamo mai stati cosĂŹ lontani e drammaticamente isolati dall’esperienza autentica dell’incontro umano. Le nostre relazioni, oggi, passano attraverso un gelido vetro; le nostre emozioni piĂš profonde, le nostre fragilitĂ  e i nostri sentimenti vengono brutalmente compressi in una grammatica sintetica, fatta unicamente di “like”, icone ed emoticon. Ed è esattamente in questa zona oscura, inquieta e vulnerabile della psicologia moderna che si colloca e si innalza la poetica pittorica di Rosario Oliva.

AL-TER: la mostra che indaga l’alienazione moderna

A partire da sabato 19 settembre 2026 (con una prestigiosa inaugurazione prevista per le ore 17:30), la raffinata CathArt Gallery di Varese aprirĂ  fieramente le proprie porte ad AL-TER, la nuova e imperdibile Mostra Personale dedicata proprio al grande artista Rosario Oliva.
L’esposizione, che resterĂ  visitabile con ingresso rigorosamente libero fino al 30 settembre, rappresenta una vera e propria seduta psicanalitica attraverso l’Arte. Curata magistralmente dall’artista e direttrice Carla Pugliano (con l’autorevole intervento critico della storica dell’arte Giulia Bonetti), la mostra nasce da una frattura interiore profonda: il rapporto ambiguo e malato tra individuo e dispositivo digitale. Oliva trasferisce questa tensione nevrotica direttamente sulla tela: i volti che dipinge affiorano attraverso magistrali sovrapposizioni e sfocature. I lineamenti restano riconoscibili, ma al tempo stesso sembrano sottrarsi allo sguardo, creando un linguaggio visivo sospeso tra figurazione e astrazione che colpisce lo stomaco dell’osservatore.

Dal rumore dei pixel al silenzio del carboncino

Il percorso artistico di Oliva (nato a Napoli nel 1965 e forte di una straordinaria carriera internazionale partita dall’illustrazione pubblicitaria e passata per il Digital Animation fino ad arrivare alla 61ÂŞ Biennale Arte di Venezia e all’Atlante dell’Arte Contemporanea del MoMA) non si limita però a indagare l’universo alienante dello schermo.
La mostra AL-TER (dal latino “l’altro”, l’alter-ego, ma anche l’alterazione di noi stessi) offre infatti al pubblico una magnifica via di fuga. Se nelle prime opere l’individuo è condannato all’eccesso di visibilitĂ , nella seconda parte dell’esposizione l’artista compie il movimento opposto: rallenta il tempo e lascia spazio alla quiete assoluta. Sulle tele compaiono orizzonti dilatati, echi urbani silenziosi e oggetti dimenticati, come una sedia solitaria che si fa muta testimone di un’assenza umana. Un lavoro intimo, fatto di sottrazioni e rarefazioni al carboncino, per permettere all’anima di ritrovare se stessa nel silenzio, lontano dal rumore assordante dei social network.

Lo spettacolo dal vivo: lo “Sketch Live”

L’appuntamento alla CathArt Gallery (in Piazza Giovanni XXIII) non sarĂ  solo contemplativo. Per permettere al pubblico di toccare con mano il genio crudo dell’artista, sabato 26 settembre alle ore 17:30 Rosario Oliva sarĂ  il protagonista assoluto di una imperdibile Performance di Sketch Live, disegnando dal vivo davanti agli occhi increduli dei presenti.
Un’occasione magnifica, caldamente consigliata dalle due curatrici dell’evento (Giulia Bonetti e Carla Pugliano, entrambe eccellenze indiscusse nel panorama artistico e museale italiano) per riflettere, emozionarsi e ricordarsi che la vera Arte, a differenza dei freddi schermi di un telefono, ha ancora il potere di guardarci dritti negli occhi. Non mancate.

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La danza “invade” le strade di Roma: torna la magia del District Dance Festival 2026 tra piazze, parchi e sogni a cielo aperto

La magia della Danza Contemporanea scende nelle Piazze e nei Parchi di Roma: non perdetevi il formidabile spettacolo del “District Dance Festival 2026”! 🩰 🌳 Avete mai provato l’emozione di camminare per le strade del vostro quartiere e imbattervi improvvisamente in uno spettacolo di danza poetico, potentissimo e in grado di farvi dimenticare lo stress della giornata? È la magia pazzesca che regalerĂ  alla nostra cittĂ  la nuova attesissima edizione del “District Dance Festival”! Dal 10 al 13 SETTEMBRE 2026, la Compagnia Atacama (guidata da Patrizia Cavola e Ivan Truol) porterĂ  tantissimi ballerini, compagnie affermate e giovani talenti a esibirsi in giro per Roma, tra il Centrale Preneste Teatro, Piazza dei Mirti (Centocelle), Parco Sangalli e il Teatro Villa Lazzaroni! Gli spettacoli useranno il corpo umano per raccontarci i grandi temi della nostra vita quotidiana: il “burnout” causato da una societĂ  che ci impone ritmi di lavoro stressanti, la grandissima forza delle Donne nel superare gli ostacoli, la Paura dei Muri e l’amore disperato per il nostro fragile Ambiente! Nel fine settimana ci saranno anche fiabe ecologiche per riflettere sul riscaldamento globale e una pazzesca esperienza musicale a 360° per “immergersi” nel respiro dell’Oceano! Tutto questo sfruttando l’architettura dei nostri Parchi e delle Piazze. Leggi tutto il meraviglioso programma (orari e spettacoli) nel nostro articolo completo! 👇 🏙️ Voi siete mai stati sorpresi da uno spettacolo teatrale o di danza all’aperto mentre camminavate per strada? Non trovate che portare l’Arte e la Bellezza fuori dai classici palazzi e “buttarla” in mezzo alla gente, nelle piazze di periferia, sia il modo migliore per salvare l’anima delle nostre cittĂ  moderne? Lasciate un cuore nei commenti e condividete il programma!

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Dreaming Box 2@Ph.CarloPennatini.jpg

Roma – Ci sono giorni in cui la nostra amata cittĂ  decide di spogliarsi del suo abituale, e spesso logorante, caos urbano per indossare un meraviglioso e inaspettato abito di pura poesia. Succede quando l’arte decide di non rimanere chiusa esclusivamente tra le rassicuranti quattro mura dei teatri, ma sceglie coraggiosamente di scendere in strada, tra la gente comune, per trasformare il grigiore del cemento in un palcoscenico a cielo aperto. È esattamente questa la magia viscerale e potentissima che animerĂ  la Capitale dal 10 al 13 settembre 2026, con l’attesissimo ritorno del District Dance Festival.

Quando l’arte abbraccia la periferia: la visione di Atacama

La straordinaria rassegna, giunta a una nuova ed emozionante edizione, è curata e plasmata dalla celebre Compagnia Atacama, sotto l’attenta e visionaria direzione artistica di Patrizia Cavola e Ivan Truol. La missione di questo festival è nobile e meravigliosa: portare la grande danza contemporanea e le performance site-specific in una relazione d’amore e di contatto diretto con la cittĂ , attraversando i quartieri e gli spazi urbani del Municipio V e VII.
Da Centocelle a Torpignattara, il festival costruirĂ  un itinerario dell’anima che unirĂ  il Centrale Preneste Teatro, Piazza dei Mirti, Parco Sangalli e il Teatro Villa Lazzaroni. Compagnie storiche, giovani autori under 30 e performer talentuosi provenienti da tutta Italia si mescoleranno per raccontare la fatica, la memoria, le speranze e la condizione dell’individuo moderno, usando unicamente il potentissimo linguaggio del corpo scenico.

Pietre e “Burnout”: l’inaugurazione al Centrale Preneste

Il sipario ideale del festival si alzerĂ  giovedĂŹ 10 settembre (ore 21:00) al Centrale Preneste Teatro. Si partirĂ  fortissimo con “Stone” della Mandala Dance Company (coreografia di Paola Sorressa): un rito ancestrale e spirituale in cui la pietra diventa un totem di trasformazione e rinascita interiore.
A seguire, una vera e propria coltellata all’alienazione moderna: la Compagnia Atacama porterĂ  in scena “L’Ultimo Uomo”. Ispirato alla societĂ  della stanchezza e della competizione spietata in cui tutti noi oggi viviamo (ossessionati dal multitasking e dai risultati a ogni costo), lo spettacolo userĂ  i corpi dei ballerini per rendere fisicamente visibile la nostra tensione nervosa e il nostro tragico esaurimento psicologico quotidiano.

La danza scende in Piazza dei Mirti: donne e confini

VenerdĂŹ 11 settembre, alle 17:15, il cuore pulsante di Centocelle, Piazza dei Mirti, si trasformerĂ  improvvisamente in un teatro gratuito per i passanti. Un momento di altissima condivisione sociale.
Qui, l’architettura cittadina farĂ  da sfondo attivo ad “Anime” (Atacama), una riflessione dolcissima sul concetto di “abitare”. Ma l’emozione salirĂ  alle stelle con “WoMEN” (Compagnia Fabula Saltica, di Benedetta Chiarentin), un potentissimo viaggio coreografico attraverso le sfide spietate, la resistenza e le continue rinascite che la vita impone alle donne. ChiuderĂ  il pomeriggio “Free Wall” di Giosy Sampaolo, in cui il “muro” urbano diventerĂ  metafora di separazione, ma anche speranza di superamento per i giovani.

Il gran finale tra Ecologia e l’Oceano immersivo

Il fine settimana sarĂ  un inno alla Natura e all’ambiente. Sabato 12, al Parco Sangalli, la danza si intreccerĂ  meravigliosamente con i versi poetici di Ungaretti e Szymborska (“Dancing FOUR Peace” di Compagnia Arearea), per poi esplorare la materia viva dei sogni (“Dreaming Box-Solo”) e inscenare una profonda lotta sull’individualismo (“L’Altro”, di ResExtensa).
Domenica mattina, al Teatro Villa Lazzaroni, spazio alle nuove generazioni con “La Regina senza Nevi”, una rilettura ecologica e commovente della fiaba di Andersen sul surriscaldamento globale. Nel pomeriggio, di nuovo al Parco Sangalli (Ex Bocciodromo), la chiusura sarĂ  affidata alla struggente memoria degli animali in via di estinzione (“LYNX LYNX”) e all’incredibile “Contrappunti dall’Oceano” di Livia Bartolucci: un’esperienza con audio 360° che permetterĂ  al pubblico di “nuotare” con la mente nella vastitĂ  dell’Oceano. Quattro giorni magici per innamorarsi di nuovo della nostra Roma.

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