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Carsoli – il 29 Luglio inizia la cinque giorni del festival della Birra, tutti alla cover di Vasco Rossi

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Vasco Rossi tribute

Redazione- A Carsoli il 29 Luglio, inizia la cinque giorni del Festival della Birra. Per la serata di inizio, non poteva mancare la cover del grande VASCO ROSSI, che ci farà emozionare con tante canzoni della nostra gioventu’.Dal 29 luglio al 2 agosto arriva a Carsoli il Festival della Birra, con birra artigianale, area food, musica, spettacoli ed eventi.L’iniziativa è promossa da A.P.C.R. – Aree Pubbliche Castelli Romani, in collaborazione con la Pro Loco di Carsoli, e si svolgerà nel cuore del paese. Le serate del Festival, si svolgeranno a Piazza Colonna, ( fonte vecchia ), dalle 21, con tanta bella musica, ottimo cibo Street Food, nel segno dell’allegria e del divertimento.

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Il Castello di Collalto Sabino: mille anni di storia tra fortezze, nobili famiglie, assedi e leggende

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Il Castello di Collalto Sabino: mille anni di storia tra fortezze, nobili famiglie, assedi e leggende

Dalle prime fortificazioni medievali all’assalto del 1861, la storia di uno dei castelli più affascinanti della Sabina.

Arroccato a circa mille metri di altitudine, in posizione dominante sulla Piana del Cavaliere e sulle montagne circostanti, il Castello Baronale di Collalto Sabino, in provincia di Rieti, custodisce una storia lunga molti secoli. Le sue mura raccontano di feudatari, famiglie aristocratiche, soldati, assedi e trasformazioni architettoniche che hanno accompagnato le vicende dell’Italia centrale dal Medioevo fino all’età contemporanea.

La sua posizione non era casuale: Collalto sorgeva in un territorio di frontiera, vicino alle vie di comunicazione tra la Sabina, l’Abruzzo e Roma, in un’area contesa tra differenti poteri politici e militari.

Le origini del nucleo fortificato di Collalto vengono generalmente ricondotte al X secolo, durante il fenomeno medievale dell’incastellamento, quando numerose comunità dell’Italia centrale si concentrarono sulle alture per esigenze di sicurezza e controllo del territorio.

Secondo la ricostruzione del Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche, l’insediamento era inizialmente conosciuto con il nome di Castaldio e assunse successivamente quello di Collalto, legato alla posizione elevata del paese.

Una testimonianza documentaria importante risale al 1153, quando l’insediamento compare in una bolla di papa Anastasio IV.

Occorre tuttavia distinguere le origini del borgo da quelle dell’edificio attuale: uno studio accademico di Valeria Montanari colloca la fortificazione signorile documentabile nella prima metà del XIII secolo, mentre la tradizione locale attribuisce una fase precedente del castello al XII secolo.

Durante il Medioevo, Collalto acquisì un’importanza strategica considerevole.

L’insediamento fu legato alla Contea dei Marsi e successivamente divenne il centro di una baronia con vasti possedimenti.

Un documento del 1273, relativo all’organizzazione amministrativa dell’Abruzzo, testimonia l’estensione del territorio collegato a Collalto, comprendente anche Pietrasecca, Poggio Cinolfo e Rocca di Sotto.

Questi riferimenti sono particolarmente interessanti perché mostrano quanto fossero stretti i rapporti storici tra Collalto e il territorio carseolano.

Nel 1297, per disposizione di Carlo II d’Angiò, Collalto venne trasferito, insieme ad altri territori, alle dipendenze della Curia Imperiale, secondo quanto riportato dalla documentazione archivistica.

Il castello divenne così non soltanto una struttura difensiva, ma anche un simbolo dell’autorità feudale esercitata sulle comunità circostanti.

Una delle fasi più importanti della storia del castello si svolse nel XVI secolo.

La baronia entrò nei possedimenti dei Savelli, potente famiglia aristocratica romana, che contribuì allo sviluppo delle fortificazioni.

Nel 1564 Cristoforo Savelli vendette la baronia al suocero Roberto Strozzi. Quattro anni più tardi, nel 1568, il territorio passò ad Alfonso Soderini, appartenente a un’importante famiglia fiorentina.

Con i Soderini, il complesso castellano conobbe una significativa trasformazione.

Le antiche difese medievali furono adattate alle nuove esigenze militari, determinate soprattutto dalla diffusione delle armi da fuoco e dell’artiglieria.

Le mura, i baluardi e le postazioni difensive vennero rafforzati, mentre il sistema di accesso al borgo fu ulteriormente organizzato.

Anche Porta Vecchia, uno degli ingressi storici dell’abitato, conserva il ricordo dell’ampliamento delle fortificazioni voluto dal barone Soderini.

Un’altra data fondamentale è il 24 gennaio 1641.

Con un atto di vendita, la baronia passò da Nicola Soderini e dai suoi creditori al cardinale Francesco Barberini, nipote di papa Urbano VIII.

L’acquisizione segnò l’inizio di una nuova stagione.

Il castello, pur conservando il suo carattere difensivo, fu progressivamente valorizzato anche come residenza aristocratica.

Agli ambienti militari si affiancarono spazi destinati alla rappresentanza e alla vita signorile, con interventi decorativi e architettonici che contribuirono a modificare l’aspetto del complesso.

Il dominio dei Barberini si protrasse fino alla fine del Settecento, mentre la memoria dei loro interventi è ancora conservata nelle iscrizioni presenti nel castello.

Il Castello di Collalto Sabino presenta una struttura articolata, frutto di numerosi interventi realizzati in epoche differenti.

La parte più antica è costituita dalla rocca, sviluppata intorno a una torre centrale a pianta quadrata, affiancata da torri angolari rotonde e baluardi esterni.

Accanto alla fortezza si sviluppa il palazzo baronale, collegato alla rocca attraverso scalinate e percorsi interni.

All’interno del complesso si trovano cortili, spazi aperti, un antico pozzo e strutture che testimoniano l’antica funzione militare.

Dalle sommità del castello lo sguardo può spaziare verso il Gran Sasso, la Maiella e il Terminillo.

L’insieme costituisce un esempio significativo di trasformazione di un insediamento fortificato medievale in residenza aristocratica, senza perdere completamente la propria identità militare.

ra gli episodi più drammatici della storia di Collalto Sabino figura l’assalto avvenuto nel febbraio 1861, nel pieno dei conflitti che accompagnarono l’unificazione italiana.

Il territorio si trovava in una posizione particolarmente delicata, lungo un’area di confine interessata dalle operazioni di gruppi filoborbonici, formazioni armate e uomini legati alla resistenza contro il nuovo ordine politico.

Secondo le ricostruzioni della Pro Loco, un gruppo composto da ex militari borbonici, elementi pontifici e bande irregolari assalì il borgo e il castello.

Tra i nomi associati all’episodio compare Francesco Luvarà, ufficiale borbonico coinvolto nelle vicende militari di quel periodo.

Le fonti locali non concordano pienamente sulla cronologia: alcune indicano il 3 febbraio 1861, mentre il portale turistico comunale colloca l’assalto al 13 febbraio.

La memoria locale ricorda comunque un’occupazione violenta, saccheggi e gravi sofferenze per gli abitanti.L’episodio rappresenta una testimonianza delle tensioni politiche e sociali che attraversarono le comunità di confine negli anni dell’unificazione italiana.

Dopo i danni e il progressivo deterioramento dell’Ottocento, il castello attraversò una nuova fase di trasformazione.

Tra il 1890 e il 1895 il conte Corvin-Prendowski promosse importanti lavori di restauro, ispirati al gusto neomedievale dell’epoca.

Ulteriori interventi furono realizzati tra il 1932 e il 1934 dalla famiglia Giorgi-Monfort.

Questi restauri non si limitarono alla conservazione delle strutture, ma contribuirono anche a definire l’immagine romantica del castello, valorizzandone torri, merlature e ambienti storici.

Un’altra importante campagna di recupero venne condotta tra il 1988 e il 1998, permettendo di conservare e valorizzare il complesso.

Oggi il Castello Baronale è uno dei monumenti più rappresentativi di Collalto Sabino.

La sua storia è strettamente intrecciata a quella dei paesi vicini, in particolare Carsoli, Pietrasecca e Poggio Cinolfo, che per secoli condivisero rapporti territoriali, economici e politici con la baronia di Collalto.

Il complesso è di proprietà privata ed è utilizzato anche come dimora storica e sede di eventi; per eventuali visite occorre verificare le modalità di accesso.

Al di là del suo valore architettonico, il castello rappresenta una testimonianza concreta di come una fortezza medievale abbia attraversato epoche molto diverse: il feudalesimo, le rivalità tra poteri territoriali, l’età delle grandi famiglie aristocratiche, il Risorgimento e la moderna valorizzazione del patrimonio storico.

Il Castello di Collalto Sabino non è soltanto una costruzione di pietra: è un luogo in cui si possono leggere quasi mille anni di storia della Sabina e della vicina Piana del Cavaliere.

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Oricola – lupo in tranquilla passeggiata mattutina in pieno abitato

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Oricola - lupo in tranquilla passeggiata mattutina in pieno abitato

Questa mattina, intorno alle 10.30 in via Spineta , nei pressi della località Pezzetaglie, nel Comune di Oricola , un giovane lupo passeggiava tranquillamente in strada. Molte le persone che nel passare si sono accorte della sua presenza, fermandosi, senza innervosire il canide, che sembrava non esser infastidito dei curiosi.

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Piana del Cavaliere

Rocca di Botte ottiene un nuovo finanziamento per i giovani: laboratori, creatività e tradizioni insieme al Consiglio dei Giovani e all’Amministrazione comunale

Buone notizie per le famiglie e i giovani di Rocca di Botte: il Comune guidato dal sindaco Elvino Marzolini ha ottenuto un finanziamento di 5.809,94 euro destinato interamente a progetti educativi e creativi per le nuove generazioni.

La novità più bella è il metodo partecipato: saranno proprio i ragazzi, attraverso il Consiglio dei Giovani in sinergia con l’amministrazione, a decidere quali laboratori, attività artistiche, incontri tra generazioni e riscoperte delle tradizioni realizzare nel borgo.

Un segnale concreto di attenzione al futuro delle aree interne della Piana del Cavaliere per contrastare lo spopolamento e dare voce ai più giovani. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Rocca di Botte,nuovo finanziamento per i giovani

Rocca di Botte – Investire sulle nuove generazioni per contrastare lo spopolamento e rendere i piccoli borghi montani luoghi vivi, accoglienti e ricchi di opportunità culturali e creative. L’amministrazione comunale di Rocca di Botte mette a segno un nuovo, significativo risultato amministrativo aggiudicandosi un finanziamento pubblico di 5.809,94 euro interamente destinato a finanziare progetti, attività educative e percorsi aggregativi per i giovani residenti. Un traguardo salutato con profonda soddisfazione dal sindaco  Elvino Marzolini e dalla maggioranza consiliare, che ripaga l’attenzione costante rivolta alle esigenze delle famiglie e conferma la vitalità progettuale della comunità carsolana nel reperire risorse sovracomunali.

La peculiarità più innovativa del piano risiede nel metodo partecipativo adottato dal municipio. Le risorse economiche conquistate non verranno infatti calate dall’alto con decisioni burocratiche preconfezionate: saranno gli stessi ragazzi, attraverso il prezioso lavoro di consultazione e proposta del Consiglio dei Giovani di Rocca di Botte, a collaborare a stretto contatto con gli amministratori locali per definire il ventaglio di iniziative da realizzare sul territorio. Un modello virtuoso di cittadinanza attiva seguito costantemente dalla nostra redazione nelle pagine del territorio della Piana del Cavaliere, a poche ore dallo storico incontro diplomatico che ha visto il Comune di Rocca di Botte ospite all’Ambasciata della Repubblica Ceca a Roma.

Il programma di interventi metterà al centro la creatività, l’espressione artistica e la riscoperta delle radici popolari attraverso una serie di laboratori tematici e workshop manuali. L’obiettivo primario è quello di stimolare il senso di appartenenza civica, offrendo ai ragazzi punti di ritrovo sani e costruttivi in cui sviluppare talenti e coltivare passioni, arricchendo il contesto del lifestyle sostenibile e rafforzando la coesione sociale all’interno di una comunità montana sempre più attenta al proprio futuro.

Il ruolo centrale del Consiglio dei Giovani nella programmazione delle attività educative

La scelta di affidare la pianificazione operativa delle risorse al Consiglio dei Giovani rappresenta una svolta democratica fondamentale per Rocca di Botte. Troppo spesso, nei piccoli centri dell’entroterra abruzzese e laziale, le fasce giovanili avvertono la mancanza di canali diretti di interlocuzione con le istituzioni, maturando una sensazione di isolamento che incentiva l’emigrazione verso le grandi metropoli. Coinvolgere formalmente i ragazzi nei processi di spesa pubblica significa invece responsabilizzarli, trasformandoli in co-protagonisti dello sviluppo locale.

I rappresentanti giovanili opereranno in costante raccordo con gli uffici municipali per raccogliere le istanze dei propri coetanei, vagliando proposte che spaziano dalla formazione digitale all’arte urbana, dalla musica dal vivo alla riscoperta degli antichi mestieri artigianali della Marsica. Questo patto di fiducia istituzionale intende favorire la maturazione di una nuova classe dirigente locale, capace di comprendere le dinamiche della gestione pubblica e di mettersi al servizio del bene comune con spirito propositivo, inserendosi pienamente nelle tematiche della partecipazione democratica e dell’attualità e politica amministrativa.

“Vedere i nostri giovani confrontarsi con entusiasmo sulle priorità del borgo costituisce la garanzia più solida per la continuità storica della nostra comunità”, trapela dall’amministrazione civica. “Questi fondi premiano un lavoro di squadra scrupoloso e offrono una boccata d’ossigeno alle attività socio-culturali del paese, dimostrando che anche con risorse mirate si possono innescare cambiamenti profondi quando vi è unità d’intenti”.

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Laboratori creativi, custodia delle tradizioni e il dialogo intergenerazionale nel borgo

Tra le linee guida su cui si concentreranno i nuovi progetti spicca il tema cruciale del dialogo e incontro tra generazioni diverse. La valorizzazione della memoria immateriale di Rocca di Botte passa attraverso il racconto diretto degli anziani del paese, autentici custodi viventi di usanze, proverbi dialettali, antiche ricette gastronomiche e tecniche di coltivazione tradizionale legate ai ritmi naturali della terra.

I laboratori finanziati consentiranno ai più giovani di raccogliere queste testimonianze storiche, rielaborandole con l’ausilio delle moderne tecnologie comunicative, dei video social e delle grafiche multimediali. Questa contaminazione reciproca non solo salda il legame affettivo tra nonni e nipoti, ma crea contenuti culturali originali capaci di arricchire il calendario delle rassegne pubbliche e dei grandi eventi della Piana del Cavaliere durante tutto l’arco dell’anno.

Accanto alla memoria, spazio preponderante sarà riservato alla sperimentazione espressiva. Dalla recitazione teatrale alla pittura, dall’educazione ambientale nei boschi circostanti alla promozione di eventi sportivi all’aperto, il piano di investimenti sui giovani mira a trasformare gli spazi pubblici di Rocca di Botte in un’officina permanente di idee, dove ogni ragazzo possa sentirsi valorizzato e ascoltato.

Costruire il futuro delle aree interne partendo dall’entusiasmo delle nuove generazioni

La conquista del contributo di 5.809,94 euro ribadisce un principio strategico fondamentale: il rilancio dei comuni montani non passa esclusivamente dalle opere murarie o dalle infrastrutture stradali, ma richiede una costante cura del capitale umano e delle relazioni sociali. Sostenere i giovani significa dare alle famiglie un motivo concreto per continuare a risiedere nei borghi, garantendo la conservazione dei servizi essenziali e la vitalità delle botteghe di vicinato.

“Il futuro di Rocca di Botte si costruisce insieme, partendo proprio dall’energia, dallo sguardo fresco e dalle idee dei più giovani”, conclude la nota diffusa dall’amministrazione comunale. Nelle prossime settimane il Consiglio dei Giovani e la giunta municipale definiranno il cronoprogramma esecutivo dei laboratori, aprendo le iscrizioni a tutti i ragazzi del comprensorio per dare inizio a una stagione ricca di creatività, amicizia e impegno civico.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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