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Festival Paesaggi del Corpo 2026: la danza abita i Castelli Romani

🚨 PAESAGGI DEL CORPO 2026: LA DANZA CONQUISTA I CASTELLI ROMANITorna il Festival Internazionale Danza Contemporanea, dal 18 settembre al 17 novembre, con la sesta edizione tra Velletri e Genzano di Roma! [1.1]21 compagnie, 30 spettacoli e performance in piazze e luoghi storici, con la direzione di Patrizia Cavola [1.1].In programma la sezione “Kids” dedicata alle scuole e il progetto speciale MIC su Pinocchio [1.1].#PaesaggiDelCorpo2026 #DanzaContemporanea #CastelliRomani #Velletri #Genzano #Cultura

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Paesaggi del Corpo 2 ph Sergio De Vito

Velletri – Esistono manifestazioni culturali capaci di trascendere la semplice fruizione artistica per farsi geografia emozionale, ridefinendo il rapporto profondo che lega l’essere umano allo spazio urbano e naturale. Quando la danza contemporanea attraversa una piazza, penetra nelle corti storiche o dialoga con le architetture monumentali, cessa di essere un evento confinato nel perimetro teatrale per diventare un atto di riappropriazione comunitaria. È questa la cifra stilistica e concettuale che definisce ‘Paesaggi del Corpo – Festival Internazionale Danza Contemporanea’, la kermesse diretta da Patrizia Cavola che si appresta a vivere una nuova, attesissima edizione tra i territori di Velletri e Genzano di Roma. In programma dal 18 settembre al 17 novembre 2026, il festival si configura non soltanto come una rassegna di altissimo profilo artistico, ma come un vero e proprio laboratorio di ecologia urbana e relazionale, dove il corpo in movimento ridisegna la percezione del paesaggio circostante.

Il concetto di ‘Legami’ come bussola della drammaturgia contemporanea

L’edizione 2026 si muove sotto l’egida semantica del titolo ‘Legami’, un concetto che funge da architrave filosofico e operativo per l’intera programmazione. In un’epoca dominata dalla frammentazione e dalla virtualizzazione delle relazioni, il festival sceglie di scommettere sulla prossimità fisica, sull’incontro reale e sulla contaminazione tra i linguaggi. Il legame diventa così il filo invisibile ma tenace che unisce gli artisti ai luoghi, le compagnie alle comunità locali, e lo spettatore all’opera d’arte. La danza si fa veicolo privilegiato di questa connessione, uno strumento analitico e poetico attraverso cui il paesaggio non fa da mero sfondo, ma assurge a co-protagonista della performance. Le coreografie dialogano con la pietra, con la luce naturale, con i dislivelli del territorio dei Castelli Romani, offrendo al pubblico una prospettiva inedita e rigenerante sui luoghi abitati quotidianamente, che improvvisamente si svelano in tutta la loro carica evocativa e misterica.

Un cartellone internazionale e una visione radicata nel territorio

La forza di Paesaggi del Corpo risiede in una programmazione monumentale e al tempo stesso capillare, capace di snodarsi lungo un arco temporale di due mesi per garantire continuità di ricerca e di ascolto del territorio. Il cartellone 2026 prevede trenta recite complessive, affidate al talento e alla cifra stilistica di ventuno compagnie provenienti dal panorama italiano e internazionale. Il festival si conferma così un crocevia fondamentale per le arti performative, alternando spettacoli in sala a performance site-specific, residenze artistiche, tavole rotonde e momenti formativi. La presenza di realtà storiche e innovative – tra cui Compagnia Atacama, Balletto Civile, Motus, Naturalis Labor, Ersilia Danza, Balletto Teatro di Torino, Mandala Dance Company e Silvia Gribaudi, solo per citarne alcune, accanto alle nuove leve della creatività coreografica – testimonia la vitalità di un settore che trova in questo festival uno spazio ideale di espressione, confronto e crescita professionale.

L’architettura incontra la coreografia nei luoghi simbolo dei Castelli Romani

La mappa dei luoghi coinvolti nel festival rappresenta una vera e propria drammaturgia urbana che attraversa i comuni di Velletri e Genzano di Roma. Spazi nevralgici come Piazza Cairoli, la suggestiva Casa delle Culture e della Musica e il Teatro Artemisio Gian Maria Volonté a Velletri, dialogano idealmente con le bellezze di Palazzo Sforza Cesarini e Piazza Frasconi a Genzano. Questi luoghi smettono di essere contenitori inerti per diventare parte integrante dell’atto creativo. L’architettura barocca e rinascimentale, i vicoli storici e le piazze aperte sul panorama laziale si fondono con la grammatica dei corpi in movimento. Accanto alle performance, il festival ribadisce la propria vocazione culturale multidisciplinare, integrando la danza con la musica, le arti visive, il cinema e la letteratura, in un dialogo costante che punta ad allargare i confini del linguaggio contemporaneo e a stimolare il pensiero critico delle nuove generazioni di autori.

Formazione, infanzia e il Progetto Speciale dedicato a Pinocchio

Un’attenzione particolare è riservata alla trasmissione del sapere artistico e alla sensibilizzazione dei più giovani, pilastri fondamentali della missione culturale portata avanti da La Scatola dell’Arte ETS. Dal 13 al 17 novembre, la sezione Kids aprirà le porte alle nuove generazioni attraverso matinée dedicate alle scuole e percorsi laboratoriali pensati per avvicinare bambine e bambini al linguaggio del corpo. Di assoluto rilievo, in questo contesto, è il Progetto Speciale Danza del Ministero della Cultura dal titolo ‘L’Eredità del Burattino / Sulle tracce di Pinocchio’. Sostenuto dal MiC in occasione del bicentenario della nascita di Carlo Collodi, il progetto tradurrà l’universo immortale di Pinocchio in un percorso formativo e performativo per le scuole primarie, esplorando i temi della crescita, della metamorfosi e della ricerca della propria identità. Con il contributo della Regione Lazio e il patrocinio dei Comuni di Velletri e Genzano di Roma, Paesaggi del Corpo si conferma un presidio culturale d’eccellenza, il cui programma dettagliato verrà svelato nelle prossime settimane sul sito ufficiale della manifestazione.

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Pescara, al via le Notti di Luna Piena dedicate al mito delle Streghe

🚨 NOTTI DI LUNA PIENA A PESCARA: UN VIAGGIO NEL MISTERO TRA STORIA, POESIA E IL MITO DELLE STREGHEPescara si prepara a vivere una notte magica, sospesa tra storia, folklore e antiche suggestioni popolari! Mercoledì 29 luglio 2026, a partire dalle ore 20:30, lo splendido Parco Giovanni Falcone e Paolo Borsellino in Via Tirino farà da cornice a un nuovo appuntamento delle celebri “Notti di Luna Piena”, questa volta interamente dedicato al tema e alle leggende delle Streghe. 🌌🔮✨L’evento, organizzato dall’associazione culturale “I Borghi della Riviera Dannunziana”, offrirà un affascinante percorso guidato dal noto scrittore David Ferrante, che svelerà i segreti delle credenze popolari d’Abruzzo. Il momento clou della serata vedrà salire sul palco un ospite d’eccezione: il Gruppo Danze dell’Associazione Culturale “Teate Nostra” di Chieti, che metterà in scena la spettacolare e filologica rievocazione di un vero e proprio Sabba del 1400, riportando in vita antichi rituali e coreografie del XV secolo. La serata sarà arricchita dalle poesie d’autore dell’associazione e dalla voce profonda di Alessia Fatone. L’ingresso è completamente gratuito! 🏛️📜🎭👇 Ti affascina la storia del folklore magico e delle antiche leggende della nostra regione? Raccontacelo nei commenti!#NottiDiLunaPiena #PescaraCultura #IStreghe #DavidFerrante #TeateNostra #BorghiRivieraDannunziana #Sabba1400 #FolkloreAbruzzo #ParcoFalconeBorsellino #EventiPescara

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Notte luna piena

Pescara – Nel fitto panorama delle moderne politiche di marketing territoriale e di recupero delle tradizioni demo-etno-antropologiche del centro Italia, la riscoperta del folklore magico e delle leggende popolari si configura come un formidabile vettore di animazione urbana e coesione sociale. Mercoledì 29 luglio 2026, a partire dalle ore 20:30, lo spazio pubblico del Parco Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, situato in Via Tirino a Pescara, si trasformerà in un’arena culturale a cielo aperto per ospitare il nuovo e atteso capitolo della rassegna “Notti di Luna Piena”. L’evento, ideato e strutturato dall’associazione culturale “I Borghi della Riviera Dannunziana”, propone un focus monografico interamente incentrato sul mito, la persecuzione e la presenza storica delle streghe nelle comunità abruzzesi del passato, offrendo alla cittadinanza un’esperienza immersiva a ingresso completamente libero. Questa iniziativa dimostra come la rivalutazione dei micro-storiografi locali possa fungere da volano per una fruizione alternativa degli spazi verdi cittadini.

La storiografia occulta di David Ferrante e il sabba del XV secolo

L’architettura intellettuale della serata si svilupperà attraverso una precisa alternanza tra rigore saggistico ed esecuzioni coreutiche storiche, con l’obiettivo di superare la banale spettacolarizzazione commerciale del tema esoterico. Il pubblico sarà guidato in un percorso di approfondimento storiografico e antropologico curato dal noto scrittore e studioso David Ferrante, specializzato nella mappatura delle credenze esoteriche e del folklore agrario regionale. Il fulcro spettacolare e documentale della manifestazione vedrà l’esibizione del Gruppo Danze dell’Associazione Culturale “Teate Nostra” di Chieti, organismo artistico di consolidata autorevolezza nella filologia coreutica medievale e rinascimentale. La compagnia teatina metterà in scena la fedele e e suggestiva rievocazione storica di un autentico sabba quattrocentesco, ricostruendo le geometrie dei passi, i ritmi percussivi e la gestualità simbolica dei rituali agrari del 1400. Questa messinscena offre una preziosa traccia visiva per comprendere l’evoluzione delle antiche danze popolari e dei fenomeni di isteria collettiva dell’epoca, restituendo dignità storica a figure spesso relegate al solo immaginario fiabesco.

La lirica dannunziana e la declamazione artistica sul territorio

Ad arricchire l’ordito estetico della notte pescarese concorreranno i contributi artistici e le letture di componimenti inediti firmati dai poeti e dagli scrittori associati a “I Borghi della Riviera Dannunziana”. La declamazione formale dei testi, improntata alla salvaguardia del patrimonio linguistico e letterario locale, sarà affidata alla voce profonda della fine dicitrice Alessia Fatone, la quale orchestrerà i tempi interpretativi per connettere la suggestione della luce lunare alla memoria dei vicoli e delle campagne abruzzesi. L’iniziativa testimonia la vitalità di un network di associazioni che rifiuta la logica dell’intrattenimento standardizzato per investire sul mecenatismo diffuso e sul welfare culturale, consolidando la centralità del Parco Falcone-Borsellino come presidio vivo di cittadinanza, in perfetta armonia con il più ampio cartellone estivo promosso dall’assessorato alla Cultura del Comune di Pescara.

Politiche culturali ed economia dell’intrattenimento nei Castelli e in Riviera

L’integrazione di formati interattivi e storici all’interno delle rassegne estive risponde a una precisa esigenza macroeconomica volta a diversificare l’offerta turistica delle riviere adriatiche. Strutturare eventi capaci di unire la divulgazione saggistica all’intrattenimento coreutico consente di attrarre flussi di visitatori qualificati, prolungando il tempo medio di permanenza sul territorio e generando ricadute positive sulle attività commerciali dell’indotto locale. Il successo delle passate edizioni delle “Notti di Luna Piena” conferma come il pubblico contemporaneo ricerchi un’interazione autentica con la memoria dei luoghi, preferendo i percorsi di riscoperta antropologica alle tradizionali formule di svago di massa. Il coordinamento sinergico tra l’associazionismo del Terzo Settore e le amministrazioni civiche si pone quindi come un modello di governance culturale vincente, indispensabile per trasformare il patrimonio immateriale abruzzese in una risorsa strategica per lo sviluppo economico e la coesione sociale della comunità.

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Premio Amore per l’Abruzzo a Tortoreto: vincono 15 eccellenze regionali

🚨 ECCELLENZE IN RIVIERA: A TORTORETO VA IN SCENA IL 22° PREMIO “AMORE PER L’ABRUZZO”La “regina del turismo abruzzese” si prepara a celebrare i quindici grandi protagonisti che hanno dato lustro alla regione nel mondo! Sabato 1° e domenica 2 agosto 2026 sul lungomare di Tortoreto (Largo Carducci, ingresso libero) torna lo storico Premio “Amore per l’Abruzzo”, organizzato dall’Ets “Società Civile” con la direzione artistica di Francesca Martinelli. Si parte sabato sera con lo straordinario concerto delle “Mulieres Garganiche”, ambasciatrici della tradizione popolare al Parlamento Europeo. 🎶 costieraDomenica sera il Sindaco Domenico Piccioni premierà quindici eccellenze assolute tra cui l’editore Alberto Leonardis (nuovo proprietario de La Stampa), il presidente della Fondazione PescarAbruzzo Nicola Mattoscio, il Generale dei Ros Angelo Tomassetti (coordinatore dell’arresto di Matteo Messina Denaro) e il primario di oculistica Dr. Antonello Troiano. Spazio anche ai idoli dei giovani come “L’Abruzzese medio” e “Gen.ziana”, allo sport con l’Abba Pineto Volley, e ai grandi maestri della musica e dello stile come Jacopo Sipari da Pescasseroli e Andrea Sedici. Un evento che, grazie al lavoro dell’assessore Giorgio Ripani, si trasforma in una vera rassegna annuale per destagionalizzare il turismo, attirando ospiti illustri del calibro di Gianni Letta, Bruno Vespa e Michele Placido. 🏛️✨👇 Quale di queste straordinarie eccellenze abruzzesi rappresenta meglio l’orgoglio della nostra terra? Scrivilo nei commenti!#PremioAmorePerLAbruzzo #Tortoreto #EccellenzeAbruzzesi #MulieresGarganiche #AlbertoLeonardis #AngeloTomassetti #NicolaMattoscio #TurismoSostenibile #AbruzzoOrgoglio

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Domenico Piccioni, sindaco di Tortoreto

Tortoreto – Nel quadro delle moderne politiche di sviluppo turistico e di valorizzazione delle identità territoriali promosse dai distretti costieri dell’Adriatico, la capacità di trasformare un evento celebrativo stagionale in un’infrastruttura culturale permanente rappresenta un asset strategico di primaria importanza. In questa cornice metodologica si inserisce la presentazione ufficiale della ventiduesima edizione del “Premio Amore per l’Abruzzo”, la storica manifestazione che prenderà il via sabato 1° agosto 2026 sul lungomare di Tortoreto, nello scenario monumentale di Largo Carducci. L’evento inaugurale, ad ingresso completamente libero, sarà solennizzato dal concerto delle “Mulieres Garganiche”, rinomato ensemble di musica tradizionale interamente al femminile guidato da Valentina Latiano, formazione recentemente accreditata da prestigiose esecuzioni istituzionali presso l’aula del Senato della Repubblica e designata quale ambasciatrice della tradizione popolare italiana dinanzi al Parlamento Europeo di Bruxelles.

La transizione a rassegna stabile e la dottrina del turismo tutto l’anno

La principale innovazione strutturale dell’edizione 2026, fortemente voluta dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Domenico Piccioni, risiede nella metamorfosi giuridica e operativa dell’iniziativa, nata nel 1996 sotto l’egida dell’Ets “Società Civile”. Da singola serata di gala estiva, il premio si converte ufficialmente in una rassegna culturale permanente a cadenza annuale. Questa evoluzione si allinea rigorosamente alle linee guida programmatiche stabilite dal recente decreto del Ministero del Turismo in materia di “turismo tutto l’anno”, con l’obiettivo di legare indissolubilmente il festival al brand della municipalità picena, storicamente considerata la “regina del turismo abruzzese”. La pianificazione strategica, coordinata dall’assessore al Turismo Giorgio Ripani, punta sull’innovazione e sulla sostenibilità come leve macroeconomiche per governare il processo di destagionalizzazione dei flussi, fidelizzando i visitatori oltre i mesi di picco balneare.

I 15 protagonisti dell’edizione 2026: eccellenze tra industria, scienza e arte

Il momento culminante della manifestazione andrà in scena nella serata di domenica 2 agosto, quando il palco sul lungomare ospiterà la cerimonia solenne di conferimento dei riconoscimenti a quindici individualità che hanno dato lustro all’Abruzzo nei rispettivi campi professionali. Sotto la direzione artistica di Francesca Martinelli, il parterre dei premiati riflette un’altissima densità di competenze interdisciplinari. Nel comparto industriale ed editoriale spiccano il manager Alberto Leonardis, recente acquirente del quotidiano La Stampa di Torino, e il professor Nicola Mattoscio, presidente della Fondazione PescarAbruzzo. Il comparto della legalità e della sicurezza pubblica sarà rappresentato dal Generale dei Ros dei Carabinieri Angelo Tomassetti, coordinatore delle operazioni di intelligence per la cattura del latitante Matteo Messina Denaro, mentre per la sanità territoriale riceverà il premio il dottor Antonello Troiano, primario di oculistica del nosocomio “Mazzini” della ASL di Teramo.

I linguaggi digitali e le grandi firme dello spettacolo e della moda

Il premio documenta con attenzione anche le nuove forme di comunicazione e i linguaggi della Generazione Z, premiando creatori digitali di massa come Roberto Pavone (ideatore del brand social “L’Abruzzese medio”) e Alessandra Primiterra (nota sul web come “Gen.ziana” per i suoi sketch tradizionali con la nonna). Il settore sportivo celebrerà i successi dell’Abba Pineto Volley, mentre la sezione dedicata alla musica colta e all’opera lirica vedrà sul podio d’onore il direttore d’orchestra Jacopo Sipari da Pescasseroli, alla guida dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese, il maestro Francesco Fina e la soprano Chiara Tarquini. L’eccellenza della manifattura, della moda e dell’editoria specialistica verrà riconosciuta allo stilista Andrea Sedici, al sarto artigianale Emanuele Di Blasio e all’editore Paolo De Siena. Completano la rosa dei quindici vincitori il giornalista e scrittore Marino Spada e la manager dell’industria discografica Raffaella Tenaglia, in una cerimonia che vedrà la presenza in platea di autorevoli ospiti d’onore e osservatori del mondo dei media, tra cui i giornalisti Gianni Letta e Bruno Vespa e l’attore e regista Michele Placido.

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Il Vento del Nord a Lampedusa: si chiude la 18.ma edizione con 3.000 presenze

🚨 CINEMA E DIRITTI UMANI: OLTRE 3.000 SPETTATORI A LAMPEDUSA PER IL VENTO DEL NORD 2026Il grande schermo si accende sul porto degli sbarchi nel segno della solidarietà e dell’arte. Si è conclusa con uno straordinario successo di pubblico la 18.ma edizione de “Il Vento del Nord”, la storica rassegna cinematografica prodotta da LampedusaCinema con il sostegno del Ministero della Cultura e il patrocinio del Comune di Lampedusa e Linosa. Una settimana di proiezioni gratuite in Piazza Castello coordinate da Laura Delli Colli e Massimo Ciavarro. 🎬🌊La serata finale ha incantato l’isola con la lezione-concerto del maestro Andrea Guerra e la straordinaria performance al pianoforte della giovane lampedusana Elisa Maraventano (allieva del Conservatorio di Pesaro), che ha preceduto la proiezione di “Gloria!” di Margherita Vicario. Sul fronte dei cortometraggi sui diritti negati, la giuria degli studenti ha trionfalmente premiato “La bambina di carta” di Fabio Vasco, un’opera intensa contro i matrimoni forzati. Il festival si conferma un presidio civile unico al mondo grazie alle partnership con la Fondazione Claudio Nobis, Amnesty International, Emergency (con la campagna pacifista Ripudia), Una Nessuna Centomila ed Every Child Is My Child, con la partecipazione di Anna Foglietta e Valeria Solarino. 🕊️✨👇 Pensi che il cinema all’aperto possa essere il veicolo ideale per sensibilizzare i giovani sui temi dell’integrazione e dei diritti umani? Dicci la tua nei commenti!#IlVentoDelNord #LampedusaCinema #LauraDelliColli #AndreaGuerra #LaBambinaDiCarta #AmnestyInternational #Emergency #CinemaDiFrontiera #FondazioneClaudioNobis

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Lampedusa – Nel complesso scacchiere delle manifestazioni cinematografiche europee, il cinema di frontiera e le rassegne radicate nelle aree di confine geopolitico assumono un valore che valica i confini dell’intrattenimento stagionale per configurarsi come presidi permanenti di diplomazia culturale e di monitoraggio sociale. La diciottesima edizione del festival “Il Vento del Nord”, organizzata dall’Associazione LampedusaCinema e ospitata nell’isola simbolo delle rotte migratorie del Mediterraneo, si è conclusa registrando un bilancio straordinario con oltre tremila spettatori complessivi. Le proiezioni, ospitate gratuitamente nella centrale arena di Piazza Castello, hanno riacceso il grande schermo sul porto degli sbarchi, integrando una fitta programmazione di lungometraggi a momenti di profonda riflessione civile e solidale. La rassegna ha beneficiato del sostegno istituzionale del Ministero della Cultura (MiC) – Direzione Generale Cinema e audiovisivo, e del patrocinio del Comune di Lampedusa e Linosa, consolidando il ruolo dell’isola quale laboratorio transdisciplinare a cielo aperto per l’indagine sui diritti umani e sulla cooperazione internazionale.

Il verdetto degli studenti e l’impatto etico de “La bambina di carta”

Il nucleo concettuale e pedagogico del festival ha trovato la sua massima espressione nell’attività della Giuria dei ragazzi, composta dagli studenti liceali dell’isola e coordinata dalla professoressa Paola Dragonetti nell’ambito del progetto formativo LampedusaLab. I giovani giurati hanno assegnato il premio principale per la sezione cortometraggi all’opera “La bambina di carta” del regista Fabio Vasco, titolo già finalista ai Corti d’Argento e coprodotto da Giampietro Preziosa per Inthelfilm in collaborazione con MAG. Il corto affronta con drammatico rigore il tema dei matrimoni forzati e dei diritti negati all’infanzia. Nella motivazione ufficiale, gli allievi hanno evidenziato come l’opera inviti a riflettere sul valore inalienabile della libertà individuale, sul diritto alla autodeterminazione e sul coraggio civile necessario per intervenire in soccorso dei soggetti fragili, offrendo una preziosa traccia storiografica per comprendere le complessità legate all’integrazione di tradizioni e culture differenti nel tessuto democratico europeo.

La sinergia sinfonica di Andrea Guerra e il debutto di Elisa Maraventano

La serata conclusiva della kermesse, svoltasi lunedì 27 luglio, ha celebrato il legame indissolubile tra la decima musa e la grande architettura musicale, culminando con una solenne lezione-concerto incentrata sulle più celebri colonne sonore composte dal maestro Andrea Guerra, supportato dalla collaborazione tecnica di Carlo Barbalucca. Il momento di massimo impatto emotivo e accademico è stato l’accompagnamento dal vivo al pianoforte delle sequenze d’archivio degli anni Trenta tratte dai capolavori “Luci della città” di Charlie Chaplin e “L’Atalante” di Jean Vigo. L’esecuzione è stata affidata alla giovanissima pianista lampedusana Elisa Maraventano, studentessa del Conservatorio Rossini di Pesaro formatasi proprio all’interno della scuola di musica promossa dall’Associazione Culturale Lipadusa. Questo momento di eccellenza esecutiva ha preceduto la proiezione del lungometraggio “Gloria!”, opera prima della cantante e regista Margherita Vicario, completando una carrellata di quindici titoli proiettati nell’arena tra cui spiccano le opere di Rocco Papaleo, Massimiliano Bruno, Gianni Di Gregorio e Riccardo Milani.

Il network della solidarietà: la convergenza tra industria e diritti umani

La stabilità economica e industriale del festival è stata assicurata dalla Fondazione Claudio Nobis, main partner dell’evento presieduto da Alessio Franco e con la presidenza onoraria di Elena Croce, istituzione che ha confermato il finanziamento strutturale anche per le future edizioni e per i progetti della Videoteca scolastica arricchita dai titoli donati dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI). Sul piano della solidarietà geopolitica, “Il Vento del Nord” ha registrato una convergenza senza precedenti tra i colossi della distribuzione nazionale — Rai Cinema, 01 Distribution, Lucky Red, Fandango, Medusa, Piper Film e Vision Distribution — e le sigle internazionali in prima linea nella denuncia degli orrori bellici e della violenza di genere. Tra i contributi di maggior rilievo figurano la presentazione del corto documentario “La solidarietà non è un reato” da parte dell’attrice e regista Valeria Solarino per Amnesty International Italia, l’adesione formale alla campagna pacifista “Ripudia” di Emergency, e la proiezione quotidiana del video spot contro il femminicidio “È come sembra”, diretto da Anna Foglietta per la Fondazione Una Nessuna Centomila e per l’associazione Every Child Is My Child.

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